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  • 2 giorni fa

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Trascrizione
00:09Inizia il mio viaggio alla scoperta dei segreti del vino Orvieto, un percorso fatto di incontri,
00:16sapori e racconti, tra le colline Umbre, la Ruppe e le antiche vie del Borgo.
00:28Con l'aiuto di tanti amici conoscerò le cantine, ma anche la storia, l'arte, le tradizioni
00:34e la cucina che rendono unico questo luogo. Scoprirò cosa rende Orvieto e il suo vino un
00:41vero tesoro nel cuore dell'Undia.
01:15Guido, ciao Giuseppe, ben arrivato. Come stai? Bene, bene. Grazie. A Orvieto si sta benissimo.
01:21A Orvieto si sta benissimo. Assolutamente.
01:23Sono d'accordo con te. Sai perché sono qui io, principalmente per la mia passione, il vino.
01:28E qui ce ne abbiamo.
01:29E qui ne avete di buonissimo. Voglio scoprire tutto su questa fantastica denominazione, ma
01:34io dico sempre, quando vado in un territorio del vino e poi non mi fermo al bicchiere, c'è
01:39tanto altro da scoprire e quindi mi sono permesso di chiamarti e quindi lascio carta bianca.
01:45Beh, intanto salutiamo questo signore che sta guardando in alto, ma insomma lui è una specie
01:49di nome tutelare di questa piazza che è importante perché questa è la piazza del popolo, medievale,
01:54medievalissima, questo palazzo che è del 200, tra l'altro. Adolfo Cozza. Adolfo Cozza è stato un patriota,
02:00è stato un garibaldino, ma è stato un artista e un inventore. Tra le altre cose ha inventato
02:05il locomotore ad ali battenti che era una sorta di sogno. Locomotore ad ali battenti.
02:10Sì, secondo lui questo aereo poteva fare oscillando con le ali, poteva partire, però nessuno
02:15non l'ha mai fatto, ha lasciato il progetto sulla carta. Ah ok, va bene, va bene.
02:19Però Orviate hanno fatto tante cose, insomma, per cui vale la pena di venirci, perché questa
02:23è una città multitasking, nel senso che... Bene, mi piace questa multitasking.
02:28Perché qui puoi starci una giornata, come fanno tanti, no, che forse poi passano anche
02:34molto frettolosamente. Invece è una città che va vissuta con calma, dandogli il tempo che ha,
02:40perché questa città, come anche vediamo in questo momento, ha aria, ha anche il silenzio
02:46a volte, ha i vicoli in cui ci si può perdere. Il quartiere medievale è bellissimo perché
02:51è tutto scavato nel tufo, è la parte iniziale della città, la più antica, ha una vista meravigliosa.
02:58Qui il tufo poi domina. Questa è una città fatta dal tufo, scavata dal tufo e tirata su
03:03col tufo. E poi ovviamente ci sono i luoghi canonici, ovviamente. Ma anche i luoghi canonici, il Duomo,
03:09il Pozzo di San Patrizio, ci sono tanti modi per raccontarli. Ci possiamo fermare davanti
03:14alla facciata del Duomo e dire, oh, che bello. Oppure possiamo anche cercare di capire la
03:19storia, i secoli, come e perché questa città ha prodotto una cattedrale così imponente.
03:26Tu ti accorgi che c'è una sproporzione nella silhouette della città, tra il Duomo e il resto
03:32della città. Cioè il Duomo è enorme. E quindi questa città che l'ha fatto alla fine del
03:37200, evidentemente è una città molto potente per potersi permettere di costruire una costruzione
03:42così grande e così straordinaria sul piano artistico. Perché è un deposito di bellezze
03:48e di ricchezze artistiche. Guarda, io mi ero segnato ovviamente, come li hai chiamati tu,
03:53i posti veramente canonici da visitare. Ce li ho assolutamente tutti. Ma mi sa che il consiglio
03:59più prezioso che mi hai dato è quello di perdermi proprio... Sì, ti consiglio questo.
04:04Eh, tra i vicoli, vedere alcune... Qui, caro Giuseppe, ci sono stati visitatori
04:11molto illustri che passavano specialmente nel periodo del Grand Tour. Tanti si sono persi
04:17nella città, sono stati affascinati dalla città. Oltre che da questa visione fantastica
04:21che quando uno arriva vede questa specie di transatlantico nella valle, ma proprio la città.
04:27abbandonarsi alla città. Poi, abbandonandosi, si trovano tante cose.
04:32Perché ci sono palazzi, ci sono chiese, ci sono questi strani vicoli, vicoletti,
04:36un po' come le calli veneziane. Manca solo l'acqua. Però ci abbiamo il vino. Ecco, questo...
04:42E so anche che qui l'acqua c'era e ce n'era anche tanta in antichità.
04:47Tanta, sì. Era tutto sommerso. Tanta.
04:48Ma poi hai detto bene tu, il vino bastava. È tanto ed è anche molto buono.
04:53Io non posso dire che ovviamente, se non che sia buono, ma il vino d'Orvieto ha una storia antichissima.
05:01È una storia antichissima.
05:01Comincia proprio qua dentro, nel tuffo, nelle cantine, con gli etruschi che hanno cominciato
05:08evidentemente la coltivazione. Poi nel tempo però è diventato un segno distintivo tant'è
05:13che i papi, di cui ci dobbiamo fidare. Sì. I papi hanno tante qualità, ma anche la qualità del buon
05:19gusto.
05:20Quindi venivano ad Orvieto, oltre che per la rupe che li proteggeva da tutto quello che poteva succedere,
05:25ma perché si mangiava e si beveva bene. Bene bene. E quindi questo vino, naturalmente, se lo sono custoditi gelosamente.
05:33Fantastico. Guido, grazie mille. Vedi, già in pochi minuti mi ha dato consigli preziosissimi.
05:39Adesso vado a incontrare Andrea Taddei, presidente dell'Opera del Duomo e quindi inizio proprio da questa immensità.
05:46Inizi dal punto focale. Dal punto focale. Ma seguo subito il tuo consiglio, perché andando verso il Duomo
05:53inizio a perdermi tra i vicoli di Orvieto. Se non ti trovi più, fammi sapere.
05:57Certo. Grazie a te. Grazie. Ciao. Ciao.
06:37Ciao Giuseppe. Andrea. Benvenuto. Grazie. Grazie davvero del tuo tempo e di accogliermi in questo posto meraviglioso.
06:46Allora, siamo fortunati e sei fortunato nel tuo passaggio qui ad Orvieto. Siamo nella cappella di San Brizio.
06:53È una delle due cappelle che furono costruite successivamente proprio per dare anche stabilità alla cattedrale.
07:00Ah, successivamente. Quindi iniziamo a dare un po' di date.
07:02Diciamo che il Duomo nasce nel 1290. Lo vediamo così com'è in questa configurazione con la navata centrale
07:09e due cappelle laterali alla fine del Quattrocento praticamente. E qui siamo nella cappella che è chiamata
07:14Cappella del Signorelli dove Luca Signorelli, appellato anche come Magister Luce, ci regala
07:21diciamo queste scene importanti che sono le scene dell'Apocalisse. So che tu ti occupi di vino poi se non
07:28sbaglio.
07:28Eh sì, sono qui per questo. Ma anche in questa zona che apparentemente non ha vigne
07:35e do anche un aneddoto, anticamente dove sorge la cattedrale c'era un vigneto.
07:39Veramente?
07:40Sì, c'era anche questa cosa.
07:42Testimonianza che questo territorio veramente il vino l'ha vissuto eccome.
07:47Assolutamente sì. E anche il maestro Luca Signorelli che vedi si è voluto anche raffigurare
07:53nella scena qui nella cappella. Indicamelo esattamente qua.
07:56E' una delle due persone in nero, quello con i capelli più lunghi.
07:59Più lunghi, Luca Signorelli.
08:00Ecco, ecco, ecco.
08:00Che ha voluto ecco essere presente nella scena che poi lui ha dipinto e ha completato
08:05perché in realtà inizia con il Beato Angelico, con la vela centrale del Cristo Giudice.
08:11Fu diciamo nel suo lavoro remunerato proprio per una quota parte anche con del vino.
08:17Senti, e quindi inizia, qui se ho capito bene, il Beato Angelico a fare una parte che
08:23è quella che vediamo.
08:23Fa la prima vela in alto.
08:25Perfetto.
08:25Poi per 50 anni restiamo praticamente fermi e dopodiché riescono a trovare questo giovane
08:32pittore Luca Signorelli che accetta l'incarico e con due contratti riesce a completare tutta
08:38l'intera cappella.
08:39Due contratti.
08:40Ma ho una curiosità che ti chiedo subito, ma questo pagamento che avvenne come?
08:47Questo fu un pagamento misto, cioè avvenne una parte in soldi ma una quota parte in vino
08:52per lui e per la squadra che con lui ovviamente operava.
08:54Fu deciso a priori oppure a lavori finiti?
08:57Fu deciso a priori, lui accettò di essere parzialmente compensato anche con un prodotto
09:02che insomma all'epoca era molto quotato, come oggi d'altronde.
09:06Andrea ti chiedo l'ultima cosa se, come dire, a grandi linee mi descrivi cosa il Signorelli
09:13fece qui, quindi come completò l'opera e se sono tutte sue opere queste che io sto vedendo.
09:19Sì, sono tutte sue opere.
09:21Il primo contratto è tutto il ciclo che vediamo nella parte alta della cappella.
09:26Dalla predicazione dell'Anticristo, tutte scene dell'Apocalisse, la resurrezione dei corpi,
09:33i dannati e poi nella parte superiore e in alto ovviamente gli eletti fino ad arrivare
09:40alla sorta degli angeli dei grubini vicino al Cristo Giudice.
09:44Andrea, guarda, grazie davvero perché poi in pochi minuti sei riuscita a darmi delle nozioni.
09:50Adesso ogni qualvolta, perché ho orvieto per questioni di vino, torno spesso, mi ricorderò delle tue parole.
09:56Il mio percorso è ovviamente ancora lungo e adesso per me si tratta anche di avere un bicchiere in mano.
10:03Certo.
10:04Ti dico, prima che vai a degustare qualcosa del nostro territorio, se vuoi che hai tempo,
10:09nell'archivio dell'Opera del Duomo puoi avvicinare i due contratti del Signorelli
10:14in cui proprio è scritto in gergo arcaico come fu pagato e come fu stilato il contratto,
10:21specialmente il secondo in cui compare la quantità di vino che veniva data come quota di remunerazione.
10:27Beh, allora se c'è questo contratto lo devo vedere.
10:29In originale, quindi…
10:30Addirittura in originale.
10:32Andrea, grazie.
10:33Buon proseguimento.
10:34Si è stato gentilissimo.
10:34Grazie mille.
10:59Locazio, pitture, ditte, cappelle, magistro luce.
11:03Noemi, se ho capito bene, qui abbiamo le prove del contratto.
11:08Esatto.
11:09Il 27 aprile del 1500 Luca Signorelli si trovava ad Orvieto ed ha firmato il secondo contratto con l'Opera
11:17del Duomo.
11:18Ti faccio vedere una cosa particolare.
11:21Nell'ultima riga della seconda carta di questo contratto c'è scritto come l'artista veniva pagato
11:28ed è una cosa molto particolare, sai?
11:30Sentiamo.
11:31C'è scritto proprio che Signorelli veniva pagato con due quartenghi di grano al mese e dodici somme di mosto,
11:39l'equivalente a mille litri odierni.
11:42Te l'avrei chiesto, dodici somme, quindi mille litri.
11:44Esatto.
11:45Attenzione, attenzione, perché devo dire che mille litri, adesso chi ci sta guardando
11:48penserà subito, ma mille litri, ma un'opera che in effetti varrebbe molto di più.
11:54Ma io so il motivo, non è la quantità che conta già allora, è la qualità e siccome questo si
12:03riferisce al vino di Orvieto,
12:05questo era assolutamente di livello qualitativo consono all'opera del Signorelli.
12:10Posso confermarlo?
12:11Confermi.
12:12Senza dubbio.
12:12Noemi, questi pochi attimi del tuo tempo e quindi grazie mi servivano davvero.
12:18Ma sai cosa faccio adesso io? Vado in una cantina.
12:21Vediamo un po' se la qualità del vino di Orvieto è la stessa di quella di un tempo.
12:25Bellissimo.
12:27Veniamo.
12:27Grazie.
12:28Grazie Noelle.
12:52Vieni Giuseppe, arrivo, arrivo.
12:54Che profumino.
12:57Questa è la cucina e l'ingresso alla cantina antica scavata nel tufo.
13:02Oggi è solo dalla cucina perché l'accesso originario è stato chiuso nel settecento
13:09quando è stata costruita la cappella da parte dei gesuiti.
13:12Quindi da quel momento la cantina è diventata il frigorifero della casa
13:17e quindi si passa alla cucina per accedervi.
13:20Però c'è una storia di vini molto interessante.
13:23Bene, ti seguo Corrado.
13:44Ma che meraviglia.
13:47bellissimo, suggestivo.
13:49Ma la prima cosa che mi viene da chiederti, Corrado, a che epoca ci riferiamo per lo scavo di queste
13:55grotte?
13:55Questa cantina è iniziata sicuramente in tempi etruschi probabilmente.
14:01Poi è stata chiusa in parte con la costruzione della nuova chiesa dei gesuiti.
14:10Gli etruschi ci avevano visto bene su questo orvieto.
14:15Ma gli etruschi avevano saputo valutare bene tutte le opportunità che il tufo offriva
14:22in termini di abitazioni, in termini di cantine, in termini di tombe, in termini di rapporto con le piante.
14:31Cioè quanto importante era la relazione fra piante e terreno vulcanico
14:37per arrivare a certi risultati produttivi dell'uva e di altri prodotti.
14:44Senti, Corrado, parlando di denominazione, noi qui siamo evidentemente sotto, ma siamo in piena orvieto classico.
14:51Siamo a tre chilometri da Orvieto, siamo dalla parte che è stata generata dal vulcano della caldera di Bolsena
15:05e il tufo sono ceneri vulcaniche.
15:08Ma queste sono le radici di una pianta che è in giardino, sette metri più su.
15:19E questo per dire quanto è amichevole il terreno nei confronti della vegetazione che si sviluppa sopra.
15:27Gli permette di scendere e raccogliere quella umidità che ha una importanza fondamentale
15:35sulla tipicità e sul tipo di prodotto che viene poi generato dalle viti.
15:41Questa situazione qui che cosa va a regalare nel bicchiere?
15:47Regala al bicchiere in due momenti.
15:50Primo, nel momento in cui viene prodotta l'uva.
15:53Un'uva armonica, un'uva non stressata.
15:56E in cantina, non oggi, ma a suo tempo, ai tempi in cui la natura era l'unica tecnologia disponibile,
16:06permetteva di vinificare a una temperatura controllata naturalmente.
16:12Quindi questo è quello che la natura dava e questo è quello che non gli etruschi ma anche il Medioevo,
16:20la storia, ha saputo valutare, ha saputo apprezzare.
16:23Senti, Corrado, abbiamo già citato un buon bicchiere di vino.
16:26Se tu hai dell'altro tempo da dedicarmi,
16:29ce lo beviamo qui, ci salutiamo davanti a un buon calice di Orvieto classico.
16:35Volentieri, e visto che Orvieto, il vino di Orvieto è strettamente legato al suo territorio
16:41e in tutti i suoi aspetti lo beviamo di fronte al Duomo di Orvieto
16:47in una simbiosi con la storia di questo territorio.
16:51Corrado, sono davvero curioso.
16:54E allora andiamo.
16:55Andiamo.
17:06Corrado, mi avevi già anticipato questa vicinanza con il Duomo,
17:11ma mai mi sarei immaginato di degustare con questa cartolina qui dietro.
17:15E poi ti posso dire, anche sotto questo albero di noce, con questo sole che filtra,
17:21se mi dai opportunità, stappo subito la bottiglia e tu mi racconti un po' dell'Orvieto.
17:26Volentieri, è il posto giusto, il momento giusto e la situazione giusta.
17:31Beh, credo che sia il segno e la dimostrazione della antichità di questo prodotto
17:37che si è sviluppato con le esperienze nei secoli
17:41e con la disponibilità di uve molto diverse l'una dall'altra.
17:46Per cui l'equilibrio è un equilibrio non semplice, ma un equilibrio veramente studiato e valutato con attenzione.
17:55Sono uve che fanno parte del patrimonio che viene dall'antica tradizione della Magna Grecia, dell'Italia centrale.
18:08Quindi sono uve non aromatiche, ma molto solari.
18:13Uve che lasciano un segno nel vino e il tufo collabora a questo messaggio
18:19di un prodotto che garantiva il buon vino come cibo, il buon vino come compagnia, il buon vino come sopravvivenza.
18:28Qui siamo all'interno della quella che viene definita la sottozona classica, quindi il cuore della produzione
18:36che va praticamente parte dalla città ed è sostanzialmente limitrofa alla città.
18:44Questa zona è tutta una zona che è stata generata dalle ceneri del vulcano di Bolsina
18:50di cui Orvieto è una rocca, una massa tuface molto importante e queste zone limitrofa intorno
19:00sono quelle che hanno la stessa origine, che sono mosse dalle colline per la diversità dell'erosione
19:07che si è succeduta nei millenni, ma l'origine è tutta vulcanica.
19:12hanno permesso alle uve di essere quello che sono e il tufo ha permesso a queste uve di fermentare
19:21in una situazione molto, tecnicamente molto moderna.
19:25E quello l'abbiamo visto molto bene.
19:28Tra l'altro, mentre ho dato il primo sorso, vino buonissimo.
19:32Certo, mi devi seguire, assolutamente mi devi seguire.
19:36A me piace perché è veramente un vino cristallino, un vino puro, un vino genuino.
19:42Attenzione, perché adesso è normale parlare di vini così.
19:46Però, anche pensando al disciplinare, nei primi anni 70 vado a memoria, giusto?
19:52E comunque erano altri tempi.
19:55Già da allora avevano capito che era importante delimitare una certa zona,
20:03mettere, come dire, alcuni paletti per avere nel bicchiere la massima espressione del territorio.
20:08Che anni erano esattamente?
20:09Allora, il primissimo studio è stato fatto dal professor Gravini negli anni 30, primi anni 30.
20:17Ah, addirittura!
20:18E lo fece per incarico del Ministero dell'Agricoltura, non so come si chiamava allora,
20:24e delimitò questo territorio che dava delle risposte analoghe.
20:30Questo quindi quasi un secolo fa?
20:33Questo quasi un secolo fa.
20:34Ma già nell'Ottocento il vino che veniva prodotto a Orvieto, ma Orvieto inteso come città,
20:42cioè dentro le cantine di Orvieto, aveva una nomea molto forte.
20:50Quindi per dire, non c'era una conoscenza tecnica, ma c'era una consapevolezza del ruolo delle cantine nel tufo
20:59che la città di Orvieto,
21:01non come vigno ovviamente, ma come cantine, riusciva a garantire.
21:04Oggi diremo che Orrado era già un brand e già faceva la sua funzione di marketing territoriale,
21:13perché tramite il vino evidentemente si andava a conoscere un territorio intero, che questa è la vera forza.
21:20Oggi è la normalità, ma pensare che questo avviene da tanti anni e soprattutto che queste, chiamiamole così,
21:27regole abbiano attinto da una storia ancora più antica.
21:31Questo veramente fa capire molte cose della bontà, non solo organolettica, ma anche della bontà storica di questo vino.
21:39Oggi questa conoscenza così profonda e così antica è da supporto al coraggio dei produttori,
21:47che raccontano le loro storie, attingendo a un territorio che gli dà la forza di dire
21:53noi raccontiamo una storia, ognuno con la sua personalità, ma che ha le radici, che ha l'avallo di secoli
22:03e secoli e secoli di evoluzione.
22:06Assolutamente, assolutamente.
22:08Guarda Corrado, grazie mille del tuo tempo, di questa bellissima chiacchierata e ovviamente di questo sorso di vino,
22:16che tra l'altro implica veramente la purezza, l'essenzialità e mi riporta un vino moderno, ma mi riporta indietro
22:25nel tempo.
22:26Sai cosa faccio adesso io però? I miei amici mi hanno organizzato tutto. Vado anche a mangiarmi un buon piatto
22:33di cibo locale.
22:34Che è l'abbinamento, è la fine, è il ruolo fondamentale per un vino che ha coperto anche la parte
22:45alimentare per migliaia di anni.
22:48Salute!
22:49Salute!
23:10Chef, grazie mille del piatto. Se mi permetti, verso subito un bicchiere di orvieto al direttore del consorzio.
23:20Anche, ovviamente, a te. Grazie.
23:22E non dimentico di versarlo a me, così il tavolo è completo.
23:27Allora, prima di tutto, cari amici, vi devo raccontare cosa ho fatto oggi.
23:31Beh, oggi è stato un giorno meraviglioso per me, perché sono partito dall'uomo.
23:36Ma soprattutto ho scoperto una cosa incredibile.
23:39Questa opera del Signorelli che ha a che fare col vino.
23:44Perché poi ho incontrato Noemi, archivista bravissima, e mi ha fatto vedere direttamente il tomo originale del 1500, dove è
23:55sancito tramite un contratto che il Signorelli fu pagato in vino.
24:0112 Somme.
24:03Ah, il direttore è preparato.
24:0512 Somme, e io ho fatto la mia considerazione.
24:08Ecco, partiamo proprio da qui, Francesco.
24:10Ho fatto la mia considerazione.
24:11È evidente che i 12 Somme magari per quel tempo erano un quantitativo importante.
24:15Mille litri.
24:16Mille litri.
24:17Però, rispetto all'opera, ho detto, ma potevano fare anche qualcosa in più.
24:23Ma ho pensato, beh, non hanno considerato solo la quantità, la qualità già da allora del vino di Orvieto.
24:31E allora forse mille litri bastavano, perché la qualità era alta.
24:34Dico bene?
24:35Hai pensato bene.
24:37Una qualità che passa anche da un grande lavoro consortile.
24:41Esatto.
24:42Ce lo riassumi in poche parole questo lavoro del consorzio?
24:46Sì, noi siamo un consorzio che raggruppa oltre 400 soci.
24:54Perché abbiamo una base di viticoltori che conferiscono le due cooperative della città di Orvieto.
25:00E abbiamo 34 cantine che fanno tutte le eccellenze che riguardano le tipologie del disciplinare.
25:08Una denominazione, l'Orvieto Tocchi, si estende su 2100 ettari, interregionale, che porta il nome della città e che, appunto,
25:17come dimostra il signore Elia, ha un legame tra arte, vino e prodotto indissolubile.
25:23Noi stiamo lavorando quotidianamente con tanti progetti su lavori di modifica del disciplinare, su aggiornamenti, su studi che riguardano la
25:31longevità, su studi che riguardano cambiamenti climatici.
25:35Cerchiamo quotidianamente di avere un disciplinare che conservi la tradizione, ma nello stesso tempo che sia sempre aggiornato con i
25:42tempi e con le esigenze.
25:43Qui abbiamo un piatto povero, però della nostra tradizione, per cui abbiamo il baccalà all'Orvieto.
25:50Baccalà all'Orvieto.
25:51All'Orvieto, sì.
25:52Possiamo iniziare ad assaggiarlo?
25:54Ma certo, potete assaggiarlo.
25:55Lo assaggiamo insieme.
25:56Lo assaggiamo insieme.
25:57Poi ve lo racconto.
25:58Ok, perfetto.
25:59Già, appunto, c'è anche qui, nel piatto c'è il nome di Orvieto, baccalà all'Orvieto, giusto?
26:05Sì, sì, a noi ci piace poi mettere il nome, chiaramente, e la faccia della nostra città, che ci piace
26:13tanto questa faccia.
26:15Buonissimo.
26:17E quindi baccalà, pomodoro?
26:19Pomodoro, sedano e cipolla stufata, uvetta e pinoli, questa è un po' la caratteristica.
26:26Ok.
26:27Pomodoro cotto, chiaramente, che poi viene cotto, e poi il baccalà che finisce praticamente la cottura all'interno del pomodoro.
26:36Di solito, anche perché ho avuto un maestro che mi ha sempre, come dire, suggerito questo, vado molto all'abbinamento
26:45cromatico.
26:46E quindi di fronte al pomodoro, di fronte al rosso, e io di solito abbino un rosso, sono sincero.
26:51Ma questa è anche un po' una prova, una sfida di questo Orvieto che vi ho servito.
26:58Lo assaggiamo insieme?
26:59Certo, assolutamente.
27:05Beh, vino di assoluta scorrevolezza, molto molto piacevole.
27:10Un vino che ha una bellissima acidità, che si trasforma in freschezza, è sapido, ma ha anche la sua rotondità,
27:16la sua morbidezza.
27:17E secondo me è proprio quella che è servita qui nell'abbinamento, perché il piatto è bello, è ricco, c
27:23'è l'uvetta, c'è questa parte anche, come dire, un pochettino più dolce.
27:28Bravissimo, della cipolla, dell'uvetta, chiaramente, del pinolo, la parte un po' grassa, aromatica del pinolo, per cui perfettamente...
27:38Il vino sta benissimo, devo dire, è il piatto, chef.
27:43Grazie.
27:44Favoloso.
27:45Allora, noi continuiamo a mangiare, vero, chef?
27:48Tanto tu oggi sei libero, sei con noi a tavola, quindi non hai nessun tipo di problema.
27:54Un brindisi all'Orvieto e al Consorzio di Orvieto direi che è obbligatorio.
27:58E a tutti i produttori.
27:59E a tutti i produttori, giustamente.
28:01Salute, evviva.
28:02Grazie a tutti.
28:33Grazie a tutti.
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