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00:10Sono alla locanda in Calvignano, nel cuore dell'oltrepò pavese.
00:15È una magnifica giornata e dopo un caffè e una brioche partirà il mio tour alla scoperta di questo magico
00:22territorio.
00:23Non vedo l'ora di conoscere le storie, i volti di produttori che portano avanti ogni giorno tradizioni antiche per
00:30valorizzare il loro territorio
00:32e di chef che utilizzano la creatività per stupire con gusto.
00:36Mi hanno parlato di un riso coltivato qui nella bassa pavese, molto particolare, unico nel suo genere, dai chicchi tutti
00:44uguali.
00:45E poi di aziende vitivinicole che da generazioni e da generazioni lavorano con passione le uve per dare lustro a
00:54questo importantissimo territorio del vino italiano.
00:57E poi ovviamente non mancherà la ristorazione.
01:00Incontrerò un giovane e brillante chef ai cui piatti abbenirò i vini che scoprirò durante il mio viaggio.
01:25Andrea, dove siamo?
01:27Benvenuti intanto, siamo nel basso pavese, nel cuore del basso pavese.
01:32E questa porta invece cos'è?
01:33Il senso dell'apertura dà l'apertura sull'oltreporto.
01:37Bene, allora apriamola e vediamo insieme qual è lo scorcio che si apre alle nostre spalle.
01:44Praticamente con questa porta qua apriamo e lasciamo sul terreno dove è principalmente coltivato il riso, il riso carnaroli.
01:53E come nasce l'azienda? Io ho letto un aneddoto molto interessante su quella che è la storia proprio della
01:59tua famiglia.
02:01L'aneddoto nasce a fine 800 dal mio bisnonno che era un aiutante del re.
02:09Il re aveva avuto un inconveniente e lui è stato di supporto, l'ha aiutato e per ringraziarlo le ha
02:16regalato un marengo d'oro.
02:17Con questo marengo d'oro lui ha comperato all'inizio del 1900 6 ettari di terra.
02:25E da lì 6 ettari poi i figli hanno comperato altro terreno, noi figli, dei figli abbiamo comperato altro terreno,
02:34adesso siamo a circa 200 ettari di terra.
02:36Io so che fate un prodotto che si chiama Isos, ho qualche reminiscenza di greco antico e so che questa
02:45parola significa uguale.
02:46Come mai avete chiamato il vostro prodotto di punta in questa maniera?
02:50Allora abbiamo voluto creare qualcosa che sul mercato non c'era, cioè una selezione, non c'è nessuno che fa
02:57la selezione.
02:58C'è la prima selezione quando il riso è appena raccolto dal campo, riso grezzo, dove scelgo un calibro, faccio
03:06passare tutto il riso attraverso questo calibro qua, scelgo una misura
03:11e vengono separati i chicchi di una misura con gli altri chicchi di altre misure.
03:16La misura che ho scelto vado in riseria che trasforma il risone da risone grezzo, lo brillo diventa riso bianco
03:25pronto per essere mangiato.
03:27E qui avviene la seconda selezione che viene fatta attraverso un selettore ottico che riconosce tutti i colori diversi dal
03:34bianco
03:34e vengono espulsi con un soffio d'aria. Risultato, siamo ritornati alla Magna Grecia, abbiamo scelto Isos che dal greco
03:42vuol dire uguale
03:43e nella confezione abbiamo messo tutti i chicchi uguali. Se tutti i chicchi sono uguali, tutti cuociono nello stesso momento
03:49e tutti rilasciano l'amido in grande quantità che serve poi appunto agli chef quando mantecano il risotto per avere
03:58quella cremosità, il famoso risotto all'olio.
04:01E dove possiamo trovarlo questo riso?
04:04Allora Isos lo potete trovare o nello spaccio in azienda agricola qua dove siamo adesso oppure nei migliori ristoranti d
04:11'Italia
04:11e questo fa sì che lo renda un prodotto di nicchia, cioè non lo trovi nei negozi o anche nel
04:17negozio in Sicilia o nel negozio a Roma
04:19lo trovi solamente nel ristorante famoso in Sicilia o nel ristorante famoso a Roma.
04:24So anche che per avvicinare il pubblico alla conoscenza proprio di questa cultura del riso di cui parlavi
04:34qui in azienda organizzate anche degli eventi, degli eventi esperienziali, giusto?
04:41Sì, lo facciamo tutti gli anni proprio per portiamo tutti i nostri clienti, quelli che riescono a venire, in azienda
04:50agricola
04:51e gli facciamo fare la soprannominata una passeggiata emozionale.
04:55Allora gli facciamo venire in questo periodo quando il riso è in levata fase di accestimento, cioè la pianta si
05:01sta sviluppando,
05:02i campi sono ancora allagati e gli facciamo fare la passeggiata emozionale, cioè gli facciamo togliere le scarpe,
05:10li mandiamo in risaia dove all'interno trovano un agronomo che gli spiega tutto il processo del riso dalla semina
05:19alla raccolta.
05:20E poi si conclude sempre in una maniera conviviale con mangiare, bere, con la cucina appunto in mezzo ai campi
05:28fatta dai miei clienti.
05:30Scommetto un risotto.
05:32Anche, non solo, risotto sicuramente non può mancare, però ogni anno si divertono a fare dei piatti.
05:39Quest'anno abbiamo fatto anche i dolci con la torta di riso.
05:42Benissimo Andrea, allora io ti ringrazio per averci accolto, è stato molto interessante e alla prossima.
05:48Grazie a voi, a presto.
06:08L'oltrepoppavese è una terra dove si respira agricoltura.
06:12Abbiamo conosciuto un produttore di riso, un riso tipico del territorio.
06:16Adesso è la volta di iniziare ad incontrare le aziende vitivinicole, l'altra grande eccellenza del territorio.
06:23Iniziamo da una cantina storica, da Cantina Scuropasso, andiamo a farci raccontare l'azienda e i suoi prodotti.
06:41Ciao Flavia, come stai?
06:43Benvenuto William, tutto bene, grazie.
06:45E qui siamo nel cuore storico dell'azienda Scuropasso.
06:48Sì, qui siamo nella cantina dove siamo nati, nel 62, come testimoniano le botti che abbiamo alle nostre spalle
06:53e qua sotto riposano nelle vecchie vasche di cemento le nostre bottiglie di metodo classico.
06:59Ascolta, ti va di farmi fare un giro nei vigneti per vedere un po', per raccontarmi la storia dell'azienda,
07:05vedere un po' quello che fate anche in vigna?
07:07Certo, tutto parte da lì, quindi volentieri.
07:09Benissimo, allora andiamo.
07:23Siamo dove tutto ha inizio, dove tutto ha origine, in questo nuovo vigneto, uno degli ultimi che abbiamo piantato,
07:30di pino nero, che un domani farà parte delle nostre bollicine rocca pietra.
07:36Si parte dal punto fondamentale, la vigna.
07:39Senza una vigna in un territorio evocato come il nostro, con le caratteristiche giuste, in cantina non si può fare
07:46assolutamente nulla.
07:47Facciamo un passo indietro, Flavia, raccontami un po' come nasce la vostra azienda, quando inizia, qual è un po' la
07:54storia, insomma.
07:55La nostra azienda è nata dalla famiglia di mio papà, dal prozio, che lui teneramente chiamava zio perché gli era
08:02molto legato, lo zio primo.
08:03È partito con pochissime vasche, pochissime botti e poi piano piano si è ingrandito perché ha conosciuto qualche imprenditore
08:12che aveva investito tanto sulle basi sfumante e aveva capito quanto il nostro territorio fosse vocato e importante
08:20per il pino nero da metodo classico e comprava da noi le basi.
08:24Quindi noi siamo nati così, abbiamo imparato a fare bollicine da questi tecnici che facevano tanta strada
08:31perché proprio avevano intuito quanto potenzialità ci fosse, potenzialità nascosta direi, ci fosse nel nostro territorio.
08:38E ascolta, quali sono gli altri vitigni che coltivate all'interno dei vostri 18 ettari?
08:43Quindi c'è il pino nero sicuramente, c'è la croatina, la barbera e l'uvarare e la vespolina che
08:49fanno il buttafuoco
08:50e poi c'è qualche piccola nota a margine che facciamo anche un po' per divertirci perché noi questo lavoro
08:55lo facciamo perché ci piace, per passione
08:57e quindi c'è una vigna di chardonnay in alta valle Scuropasso che è stata una delle prime vigne di
09:03chardonnay piantate in oltre papavese negli anni 80
09:05e poi il rising italico su cui noi abbiamo scelto di investire per un nostro vino.
09:11E allora Flavia torniamo in cantina e andiamo ad assaggiare i vini.
09:15Molto volentieri.
09:30Allora Flavia tra le etichette di cui mi hai parlato ne abbiamo scelte tre da assaggiare insieme
09:38che sono quelle un po' più rappresentative della vostra azienda.
09:42Inizierei da questo padose, il pino nero, metodo classico.
09:46Mi racconti qualcosa in più anche sull'annata, come è stata questa 2019 che andiamo ad assaggiare?
09:52Sì, questo è il nostro Rocca Petra Zero, appunto nel millesimo 2019, che noi consideriamo essere l'espressione più sincera
10:01del pino nero
10:03di due vigne della Valle Scuropasso, il posto dove siamo, perché appunto è 100% millesimo 2019,
10:13sempre le stesse vigne da quando abbiamo iniziato a farlo e una curiosità, noi abbiamo iniziato a farlo in anni
10:22in cui il dosaggio zero non era una tipologia particolarmente presente sul mercato,
10:28che era, infatti siamo usciti per la prima volta nel 2006 con l'annata 2001.
10:32Questo 2019 con una sboccatura di fine del 2024, quindi ha fatto, come ci piace dire,
10:40cinque anni tra lieviti in catasta e riposo fondamentale dopo la sboccatura.
10:45Perfetto, assaggiamole insieme, io già ho messo il calice al naso e si percepisce questa nota agrumata
10:52che mi ricorda un po' la scorza del limone, molto fragrante, una piccola sfumatura di lime,
10:58anche piccoli frutti rossi.
11:04La bocca poi, come dicevi, ha un dosaggio zero, quindi è molto tirata sull'acidità, sulla freschezza,
11:11c'è questo sottofondo salino che gli dà profondità, gli dà molta tensione.
11:16E adesso passiamo al Croisè, un'altra etichetta piuttosto importante per la vostra azienda.
11:22Questo nome Croisè, che cosa significa? Raccontaci un po' di questa denominazione, di questa tipologia.
11:29Il Croisè è un marchio collettivo del consorzio, è nato ormai una ventina di anni fa,
11:34che vuole dare un nome unico alla denominazione del nostro metodo classico Rosè.
11:40Infatti nasce dall'unione del cru e Rosè, le due parole messe insieme hanno creato questo nome Croisè.
11:47Noi ancora oggi lo adottiamo per la nostra bollicina Rosè.
11:50Questo è fatto con 100% di pino nero, da una singola vigna in Vale Scuro Passo.
11:55È un rosè fatto con un pochino di macerazione, perché per noi è il prodotto che più rappresenta al 100
12:02% il territorio.
12:03Quindi vogliamo che in bottiglia si portino tutte le caratteristiche del pino nero che cresce qua.
12:09Quindi è vinificato anche questo solo in acciaio o c'è un po' di legno?
12:12No, solo in acciaio. Tutte le nostre bollicine le vogliamo mantenere più sincere possibili,
12:16più aderenti possibili alle vigne da cui provengono.
12:19E qui cambia un po' il registro aromatico, qui il frutto rosso, i piccoli frutti di bosco si fanno molto
12:25più intensi.
12:27La bocca è molto polposa, appunto si ritornano queste sensazioni di frutti di bosco,
12:33questa grume ricorda quasi il mandarino.
12:37E c'è un fil rouge che collega questo spumante con quello che abbiamo assaggiato prima,
12:42che è rintracciabile in questa scia salina, acida, molto fresca.
12:47Anche questo è un vino di grande attenzione e di grande sapore.
12:52Quindi dopo gli spumanti adesso è la volta di un'altra eccellenza del territorio
12:58che è il buttafuoco storico.
13:00Con quali vitigni è prodotto questo vino rosso?
13:05Il buttafuoco storico è un vino molto tradizionale del nostro territorio.
13:11è fatto con quattro vitigni che sono presenti quasi da sempre qua.
13:16La Croatina per la maggior parte, poi abbiamo la Barbera, che essendo antico Piemonte qua è di tradizione,
13:22e l'Uvarara e la Vespolina, l'Ughetta di Canneto in minor parte.
13:26Però è un vino che appartiene alla nostra storia quasi quanto il Pino Nero da Metodo Classico,
13:31perché sulle tavole di tutti i giorni delle famiglie contadine il vino rosso era sempre presente.
13:36Certo, qui si percepisce dal naso che c'è invece una maturazione in legno.
13:40Sì, per due anni, per 24 mesi circa, e poi fondamentale almeno un anno di riposo in bottiglia
13:47per riuscire ad affinare e a riequilibrare i tannini della Croatina, che sono a volte un po' nervosi.
13:53Sembra quasi dire una banalità, ma è un vino fortemente legato alla vigna,
13:56un vino di vigna, perché tutte queste quattro varietà sono presenti tutte insieme
14:00e vengono raccolte e vinificate lo stesso giorno, congiuntamente.
14:05Grazie mille Flavia, è stato molto interessante e complimenti per i vostri vini.
14:09Grazie mille a te.
14:25Dalla Valle Scuro Passo ci siamo spostati a Canneto Pavese,
14:29uno dei luoghi di lezione per un vino della tradizione, il buttafuoco storico.
14:33Adesso andrò ad incontrare Giulio Fiamberti, che ci racconterà quelle che sono le caratteristiche
14:39di questo vino e di questo territorio.
14:58Allora Giulio, la vostra è una delle aziende più storiche dell'Oltrepo Pavese,
15:03da quando è che Fiamberti fa vino?
15:05Allora, la famiglia Fiamberti è a Canneto Pavese almeno dal 1600,
15:12ma gli atti d'acquisto più antichi delle vigne che abbiamo risalgono nel 1814.
15:18Perché questa zona è quella più adatta a produrre il buttafuoco?
15:23Innanzitutto, che tipo di vino è il buttafuoco?
15:25Con quali vitigni lo realizziamo?
15:27Dunque, il buttafuoco è un grande vino rosso da invecchiamento,
15:31fatto solo di uve autoctone dell'Oltrepo Pavese.
15:35Quindi, Croatina, Barbera, noi siamo in continuità territoriale con il Piemonte,
15:39quindi la Barbera qui c'è da sempre,
15:41Uvarara e Ughetta di Canneto, non a caso.
15:44E oltre al buttafuoco storico, producete ovviamente,
15:47stando qui in Oltrepo Pavese, anche Metodo Classico.
15:50Certo, lo diciamo che Bonarda, Sangue di Giuda,
15:53tutti i vini tipici della zona è il Metodo Classico, sì.
15:56È l'altro progetto importante in casa,
16:00quindi cerchiamo le nostre uve per le nostre basi spumanti
16:04in territori più vocati, più alti,
16:06andando ad acquistare uve da conferitori
16:09che si trovino nelle zone più vocate.
16:12Ok Giulio, allora andiamo in cantina
16:14e andiamo ad assaggiare i vini di cui ci hai parlato.
16:17E speriamo siano buoni.
16:30Inizierei da questo metodo classico,
16:33il Caristoro Rosè.
16:35Parlami un po' come lo fate, quali sono le uve coinvolte.
16:38Come ti dicevo, noi siamo molto puristi oltre padani,
16:43in questo senso, quindi 100% pino nero.
16:45Questa è un'annata 2018 con sboccatora all'inizio del 24,
16:56quindi siamo circa sui, un po' più di 50 mesi di tempo sui lieviti,
17:01tutte uve che nascono sopra i 450 metri sul livello del mare.
17:06Il contatto con le bucce è il tempo di pressata
17:10e si tiene il contatto con le bucce.
17:13Non vede più carbone vegetale o altro per non togliere colore.
17:20Perde naturalmente la sua nuance solo con il tempo sui lieviti.
17:28Il pino nero sicuramente si sente in questa percezione di frutti rossi,
17:33di lampone, di fragolini di bosco ben conservato
17:37nonostante il tempo che è passato dalla vendemmia
17:41con tutto l'affinamento sui lieviti.
17:44Quindi bello rigoglioso, molto fragrante su queste note fruttate,
17:48molto godibile.
17:52E la bocca riporta un po' a questa polposità di frutto,
17:55quindi c'è questa sensazione di piccoli frutti di bosco rossi
17:59che ritorna da una bella sfumatura a tutto il sorso,
18:05arricchito poi da questa parte acida,
18:08da questa freschezza che ricorda un po' gli agrumi rosa,
18:11ricorda quasi lievemente il pompelmo rosa.
18:14Esatto, ricorda il pompelmo rosa.
18:15Passiamo ora ai due cru di buttafuoco storico, giusto?
18:19Quindi iniziamo dal Solenga e poi assaggeremo il Sacca del Prete.
18:24Allora dimmi, quali sono le differenze innanzitutto tra i due vigneti,
18:29visto che sono due vini che provengono da due vigneti diversi.
18:32Partiamo dal Solenga.
18:33Allora, Vigna Solenga nasce sulla più storica dei cru dell'azienda,
18:41nata ad acquisto nel 1814, rimpiantato l'ultima volta nel 2007.
18:48Qui le radici hanno modo di scendere tanto in profondità,
18:52andare a cercare sali minerali, andare a cercare l'acqua
18:56e la cifra stilistica del Solenga, secondo me, è proprio sempre la sapidità.
19:04Questa nota che ritorna.
19:06Il taglio di uve è il medesimo,
19:08Croatina, Barbero, Cararoghetto di Canneto.
19:12Ripeto, in questo vino, secondo me, però,
19:14la nota principale è proprio il sale che ti ritrovi sulla lingua.
19:19Da un punto di vista aromatico si sente quella sensazione di cui mi parlavi prima,
19:25questa speziatura che ricorda il pepe nero appena macinato.
19:29Ovviamente poi si unisce a un bouquet molto fragrante, molto ricco,
19:34fatto di ciliegie, di frutti neri maturi.
19:38È un vino, mi dicevi prima, molto di solito alcolico,
19:43ma qui invece si percepisce questa scia acida che lo sostiene
19:48e gli dà un po' di freschezza, no?
19:51Gli da beva.
19:52Certo, da beva.
19:56Il tannino ovviamente è presente, ma è un tannino già vellutato.
20:00Questo è un vino del 2020,
20:02quindi già il tannino ha avuto modo di affinarsi, di ammorbidirsi.
20:06È presente, ma semplicemente serve a dare un po' di ritmo al sorso.
20:12E invece Sacca del Prete è una vigna diversa.
20:15Sì, diversa.
20:17Una vigna che, come vigna, oggi è un po' più vecchia della vigna solenga,
20:23delle piante che ci sono in vigna solenga.
20:27Siamo sempre nella zona delle ghiaie,
20:29ma in realtà in una valle più ampia, più calda,
20:33e con una composizione del suolo in cui è presente anche un pochino di argilla.
20:39Questa cosa cambia un po' i parametri,
20:43dandoti dei gusti un po' differenti.
20:47Diciamo che rispetto all'altro,
20:49io ritrovo spesso, qua invece è proprio quella frutta,
20:53e nel retro bocca un ritorno di ciliegia.
20:58Beh, allora, il frutto è sicuramente più maturo,
21:02più esplosivo, più carnoso quasi.
21:06Certamente si sente che viene da una zona
21:10dove fa più caldo
21:12e dove le uve maturano in maniera diversa
21:15rispetto invece alla vigna solenga.
21:22Ovviamente le uve sono le stesse,
21:24anche qui la parte speziata fa parte dello spettro aromatico,
21:29necessariamente è un ingrediente del buttafuoco storico.
21:35Si percepisce un po' più materia in bocca,
21:37un po' più calore,
21:39ma anche qui il tannino è perfettamente svolto.
21:42Se vuoi è anche leggermente più morbido
21:45rispetto a quello del vigna solenga
21:47che invece è ancora un po' più arrembante.
21:49Vini sicuramente muscolari
21:50in cui il nostro lavoro è ovviamente
21:56renderli il più possibile piacevoli,
22:00morbidi e equilibrati.
22:03Quella è la nostra mission,
22:06cioè riuscire a portare il nostro territorio nel bicchiere
22:11e portarvelo in qualche modo.
22:15Quindi questa è l'idea di base.
22:17Beh, quello che ho sentito oggi
22:19mi sembra che la mission sia stata perfettamente raccolta
22:24e sia stata portata a compimento.
22:26Quindi complimenti.
22:27Grazie.
22:28Alla tua.
22:41Dalle aziende che ho visitato oggi
22:43ho scelto due etichette
22:45per abbinarle ai piatti
22:46preparati dallo chef Dario Fisichella
22:49del ristorante Villanai.
22:51Andiamo a vedere che cosa ci ha preparato lo chef
22:54e come vanno gli appienamenti.
23:01Poi abbiamo fatto un risotto.
23:03Abbiamo fatto un abbinamento con la seppia,
23:05la mandorla e gli agrumi.
23:07Quindi partiamo dalla base
23:08con un ragù di seppia bianco.
23:10Proseguiamo con questo risotto
23:12cotto in acqua e latte
23:13e mantecato con un burro e gli agrumi.
23:15Finiamo con questa cialda sopra
23:18che ricorda un po' l'effetto lunare
23:20che è una salsa di mandorle
23:22che facciamo vario pinte di bianco e nero.
23:29Per il croissé di Scuro Passo
23:32lo chef ci ha preparato un risotto
23:35che gioca tra parti sapide e parti agrumate
23:38come del resto avevamo visto nel vino.
23:42Andiamo ad assaggiare il risotto.
23:48Questa parte agrumata nel risotto è molto intensa.
23:51Vediamo come si sposa
23:52con la componente agrumata del croissé.
24:00Innanzitutto la morbidezza della mandorla
24:02è perfettamente equilibrata
24:04dalla bollicina sottile dello spumante.
24:07Poi c'è questo gioco di rimandi
24:10tra gli agrumi del burro
24:12con cui ha mantecato il risotto
24:13e questa nota leggera di mandarino del croissé.
24:18In più il ragù di seppie nel sottofondo
24:22che dà questa bella sensazione sapida
24:24si sposa perfettamente
24:25alla componente minerale
24:27che abbiamo visto nel nostro spumante.
24:30Un abbiramento davvero equilibrato.
24:41Questa è la mia anatra foie gras
24:43frutti rossi e sassottomana.
24:45Abbiamo pensato a un classico della cucina
24:48che è l'anatra foie gras e ciliegie
24:51arricchendola con quella che è la mia esperienza
24:53in un viaggio in Turchia
24:54che è questa salsa ottomana.
24:55Quindi partiamo dalla base
24:56con un torcione di foie gras molto classico
24:59frolla al cacao
25:00una sferificazione di salsa e frutti rossi
25:03una ciliegia al naturale
25:05e poi mettiamo alla fine
25:07una salsa ottomana
25:08che è una salsa fatta con una miscela
25:09di più di 20 tipi di spezie
25:11che è una delle più antiche della Turchia
25:15quindi che ho trovato in un mio viaggio a Istanbul.
25:28Per il buttafoco storico di Fiamberti
25:31lo chef ha pensato a un piatto
25:33di tutt'altro registro
25:34questo è un vino importante
25:36un vino materico, caldo
25:37che profuma di ciliegia
25:40che profuma di cioccolato
25:41che ha sfumature speziate e balsamiche
25:44tutte suggestioni che ritroviamo
25:46anche nel piatto
25:48che andiamo ad assaggiare
25:49dove c'è una parte grassa
25:51data dal foie gras e dal petto d'anatra
25:55arricchite e rese più intense
25:57da questa speziatura della salsa
26:00e dalla ciliegia utilizzata al naturale
26:11tutte sensazioni che si ritrovano in bocca
26:16in maniera netta e in maniera definita
26:21e che ovviamente stanno davvero bene
26:24è un abbinamento per concordanza perfetto
26:27con il buttafuoco che abbiamo scelto
26:42Siamo tornati qui in Locanda
26:44a conclusione di una giornata molto intensa
26:47passata tra le risaie, le colline
26:49e i ristoranti di questo territorio
26:52è stata una giornata in cui ho respirato la passione
26:55nei piccoli gesti, la passione nel lavoro
26:58da parte dei produttori che si impegnano
27:01e ce la mettono tutta per veicolare
27:03quelle che sono le caratteristiche
27:05le peculiarità e i grandi prodotti
27:08le eccellenze di questa piccola zona
27:10della Lombardia
27:12piccola zona ma molto importante
27:14una zona dove l'agricoltura si respira davvero
27:17ad ogni passo
27:18e che nobilita
27:20nobilita l'impegno
27:22delle tante persone
27:24che abbiamo conosciuto oggi
27:27ora a conclusione della giornata
27:29mangio un piatto qui in Locanda
27:32un filetto di maialino e tre pepi
27:34e chiudo la mia giornata
27:36rilassandomi con un ottimo calice di rosso
27:38dell'Otre Poppavese
27:39grazie
27:40grazie
27:40grazie
27:40grazie
27:40grazie
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