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00:21Un saluto a tutti coloro che seguono la nostra trasmissione Confini, Muri e Bordi.
00:27Oggi parliamo e ritorniamo a parlare anzi di lavoro per le persone disabili. Parliamo di lavoro come elemento fondante della
00:39costituzione dell'identità di ciascuno e in particolare naturalmente come elemento importante per la costituzione del sene le persone che
00:51presentano disabilità,
00:54disabilità psichiche e disabilità anche importanti. Quindi il lavoro come elemento terapeutico a pieno titolo che diventa elemento costitutivo importante
01:10per il riconoscimento del sè.
01:12E avremo l'occasione di vedere un filmato elaborato dalla cooperativa La Bula e in parte per qualche spezzone, già
01:25presentato in occasione di una giornata di studio
01:28all'associazione Marino Savini con Rocco Caccavari e potremo vedere come, quanto sia davvero il valore terapeutico del lavoro
01:46come elemento che riesce a ricostituire e a valorizzare le risorse residue e a conferire autonomia.
02:00E accanto al discorso forte dell'autonomia che ciascuno ha diritto di raggiungere come obiettivo c'è anche il bisogno
02:10di ciascuno, anche per le persone disabili,
02:12anzi soprattutto per le persone disabili, di esprimere la propria fantasia, la propria creatività nell'ambito dell'attività lavorativa.
02:21Vedremo alcuni esempi nel filmato che andiamo a vedere che per molti aspetti credo incuriosirà e darà nuovi stimoli a
02:33chi opera nell'ambito e vicino alle persone con disabilità psichica.
03:18La Bula è una cooperativa sociale di tipo A che si occupa della FORE-LE,
03:21di persone con disabilità ormai da più di 30 anni. Il suo specifico in realtà è la formazione
03:29attraverso la falegnameria e attraverso tutte le fasi che la compongono, quindi giochiamo
03:35molto sulla fantasia, sulla creatività. Negli ultimi anni però ci è sembrato opportuno
03:40che la formazione non fosse solo all'interno del centro, del servizio della vula, del servizio
03:46diurno, ma che si potesse anche sperimentare alcuni ragazzi con determinate capacità e
03:52anche abilità sociali in contesti esterni, proprio in un'ottica di formazione, quindi
03:58in un percorso evolutivo, imparando qualcosa con gli strumenti che abbiamo dentro e facendo
04:03uno step di difficoltà in più in un luogo esterno alla vula. Attraverso la lettura di un giornale
04:10locale abbiamo scoperto il desiderio, il sogno di Vito, che è un barista professionista e
04:16formatore di alto livello, il quale desiderava formare persone con disabilità, con l'ottica
04:23proprio di sperimentarli in mansioni complesse, quindi alzando il tiro rispetto a quello che
04:29può essere la formazione di persone con difficoltà, diciamo più in generale. Dunque siamo stati
04:37molto attratti da questa sua proposta, ci siamo incontrati, abbiamo provato a mettere,
04:45a coordinare un po' quelli che erano gli obiettivi di entrambi e così è nata l'idea,
04:51per cui poi la vula ha partecipato a un finanziamento, a un bando della provincia di Parma, portando
04:59questo progetto condiviso con Vito e facendo quindi una progettazione che prevedesse un corso
05:06di formazione vera e propria sulla caffetteria e la possibilità successivamente di accedere
05:12a dei tirocini.
05:14Il corso ovviamente, come dicevo, si è sviluppato in otto lezioni, delle quali l'80%, il 70%
05:23è stato tutto ovviamente sul pratico, cioè sul discorso pratico e il resto ovviamente
05:28teorico, perché non c'è pratica se prima non c'è teoria e la base ovviamente è un po'
05:33di tutto. Abbiamo cominciato a creare le nostre miscele di caffè, abbiamo così spiegato
05:41cosa è il caffè a livello visivo, di cos'è una miscela arabica da un robusta e poi successivamente
05:47abbiamo fatto pesi e misure per far sì che il nostro espresso scendesse correttamente
05:54nella tazzina. Questo poi successivamente si è aggiunto la montatura del latte e ovviamente
05:59questa ricetta che è il nostro fiore all'occhiello, che è il nostro cappuccino. Abbiamo visto come
06:06montare il latte fino a caffè shakerati e addirittura frozen, cioè questi caffè cosiddetti
06:13ghiacciati. Io non ho fatto differenze tra l'essere tra virgolette normali e non, o portatore
06:20di handicap, chiamateli come volete. Per me sono semplicemente dei ragazzi che mi hanno
06:24arricchito tantissimo, devo dire la verità. Il bancone in questo caso non ha fatto una barriera
06:30tra l'operatore e ovviamente i nostri clienti, quindi questa comunicazione che mette in piedi il
06:39bar è piaciuta tantissimo ai ragazzi e ovviamente li ha veramente incoraggiati e invogliati ad andare
06:45avanti. Il mio sogno è quello di avere ovviamente una caffetteria, ma attenzione, con l'ausilio,
06:54l'aiuto di questi ragazzi che secondo me potranno anche un domani gestire tutto loro e alla
07:00caffetteria con più miscele si possono ovviamente anche mettere nella location dei libri, dei
07:06quadri, ma quello che veramente io mi auguro è di avere dietro questa caffetteria una torrefazione
07:15dove i ragazzi possono tostare del caffè, tutto gestito da queste persone, che secondo me
07:21la cosa più bella è il fatto di essere autonomi, quindi tutto ciò che arriva in denaro, in soddisfazione
07:29è tutto e soltanto merito loro. È per questo che io cerco di renderli partecipi questi ragazzi
07:37quanto più possibile, anche se sbagliano, perché si sa benissimo che le cose non sono
07:41perfette a nessuno, però nello sbaglio tante volte dietro c'è un inizio di un apprendimento.
07:49Abbiamo aderito immediatamente con entusiasmo perché personalmente ho ritenuto che era una
07:55meravigliosa iniziativa e tutto quello che diciamo poi alla fine dovevamo fare era quello
08:02di mettere a disposizione i locali, i materiali e quella che era la nostra ospitalità a queste
08:09persone per intraprendere questo percorso che non è che sapevamo ben di preciso dove ci
08:14avrebbe condotto, perché in realtà era un'esperienza nuova, mai stata sperimentata
08:22da nessuno credo. Io personalmente poi mi sono adoperato perché parlando con Laura era
08:29importante dare un continuo, un proseguo a questa esperienza, che non avesse la finalità
08:35sola di star lì chiusi in un'aula a imparare a fare i cappuccini o il caffè, ma anche se
08:40ci fosse la possibilità, come era nato poi il discorso, di fare un tirocinio presso
08:44dei clienti sarebbe stata la conclusione ideale per questo tipo di iniziativa.
08:53Diciamo che l'attenzione nostra è stata quella di non inserirli in una caffetteria classica
09:01dove magari l'impatto col pubblico può essere più violento, noi abbiamo l'abitudine di andare
09:06al bar e di essere serviti velocemente perché nessuno ha tempo. Individuando questi locali
09:10che fanno sì caffetteria, ma con un po' più di tranquillità, nel senso che chi va a pranzo
09:17o a cena non ha l'esigenza di scappare via perché sei in fuga dall'ufficio o anzi hai
09:25quei due minuti in più per stare al tavolo e quindi non sono fondamentali i tempi di servizio.
09:33Io credo personalmente che questa sia una situazione sicuramente di possibilità concreta
09:39di inserimento nel mondo del lavoro. Questo è un settore, quello della somministrazione,
09:45della ristorazione, che potrebbe benissimo accogliere e ospitare all'interno questi ragazzi.
09:54Quando ci siamo confrontati con Laura per decidere, valutare alcuni locali a cui io avevo
10:00posato l'occhio per iniziare i tirocini, senza la minima ombra di dubbio io mi sono
10:06rivolto alla famiglia Scarica che gestisce da anni un ristorante, bar, trattoria tipico.
10:13Oltre a essere dei grandi imprenditori sono anche delle persone molto sensibili e perciò
10:19non avevo dubbi che questo fosse il posto ideale da cui partire.
10:24Achille, che è il titolare, il figlio dei titolari, si è rivolto immediatamente a questi
10:31ragazzi come se fossero persone e sono persone a tutti gli effetti atti a fare dei lavori.
10:38Quindi li hanno accolti a tavola con loro, a mangiare con loro nel momento di ristoro
10:42per i dipendenti e quando c'è da lavorare, dandogli immediatamente delle mansioni da svolgere.
10:50E' giusto dare loro un'opportunità di lavoro concreto, proprio nel vero senso della parola.
10:58Con questi inserimenti, dopo il tirocino fatto, gli abbiamo dato un'occupazione con una mansione
11:05ben specifica che è quella della caffetteria e secondo me la loro gratitudine da questo punto
11:12di vista si è fatta sentire pienamente. Parlando nello specifico, parlando sui due ragazzi
11:20che sono venuti, uno è la Maria e uno è Anselmo, due caratteri completamente diversi l'uno dall'altro
11:25e appunto vogliono presi con le giuste dosi di comprensione e io che ero l'educatore in queste fasi
11:38mi sono sentito proprio attratto da loro, da questa loro semplicità e capardietà, voglia di dire
11:48anche io sono un barista. Questo a livello di azienda, parlando proprio di azienda di per sé
11:54ha creato qualche difficoltà e quindi le abbiamo dovute sopperire queste difficoltà
12:00dandogli un orario di lavoro adeguato in modo che anche loro non si trovassero in un ambiente
12:10non al loro idoneo, nel senso in mezzo a tanta confusione dove appunto le loro mansioni non riuscivano
12:17a metterle in pratica come sono capaci di fare. Aderire a questo progetto voleva dire anche fare una scommessa
12:25fare una scommessa su come la clientela si approcciava appunto con questi nuovi due baristi, due baristi particolari
12:35e dopo i primi giorni di stupore della clientela ho visto invece che erano anche loro ben contenti
12:45quindi apprezzati ma soprattutto perché loro si sono fatti apprezzare. Anche per noi è stata un'esperienza
12:55gratificante e molto suggestiva ma questa è parte che ce l'hanno trasmesso proprio loro due
13:09perché ci hanno voluto bene fin dall'inizio e proprio era proprio una gioia vederli entrare
13:18perché con sorriso e si sono ambientati subito, sono diventati amici con tutti gli altri dipendenti
13:26non solo con noi, era proprio una famiglia diventata dove loro erano proprio parte integrante
13:33invece da parte loro secondo me la gratifica viene dal fatto di dire io lavoro, anch'io lavoro
13:40e faccio il barista. Secondo me si sentono molto molto importanti, hanno preso un'importanza
13:46di dire anch'io posso riuscire a fare quello che fanno gli altri.
13:52Il servizio inserimento lavorativo disabili della provincia di Parma si occupa della legge 68 del 99
13:59ovvero l'adempimento degli obblighi di collocamento mirato per l'inserimento lavorativo dei disabili
14:07cioè di tutti coloro che hanno un'invalidità civile oltre il 46%.
14:11Il numero complessivo dei disabili che lavorano in provincia di Parma è circa oltre i 2.000
14:18in ogni caso si tratta di un numero che varia molto perché ogni anno ci sono assunzioni, cessazioni
14:25la persona che ha una disabilità ha anche una serie di limitazioni che dobbiamo tenere presente
14:31nel momento in cui andiamo a fare un incrocio domanda offerta.
14:36Generalmente è chiaro che abbiamo due bacini fondamentalmente, quello legato ai lavori
14:43dell'ufficio, dell'impiego, dell'impiegato di quello che una volta si chiamava impiegato
14:48d'ordine sostanzialmente e le mansioni che sono più legate all'operaio generico.
14:57La legge 68 stabilisce un principio, cioè quello di pari condizioni per tutti.
15:04Una persona con disabilità ha diritto a un collocamento preciso, tagliato sulla sua disabilità,
15:15sulla sua potenzialità lavorativa.
15:17La novità del progetto portato avanti dalla Bula è caratterizzata dal fatto di avere fatto
15:24da collegamento tra una realtà no profit come la cooperativa e una realtà invece appartenente
15:33al mondo profit come Artcafè.
15:36E non solo questo è stato un elemento di novità, ma c'è stato anche un pensare al momento successivo,
15:44cioè quando è stato progettato il corso per baristi si è pensato anche al momento successivo,
15:52alla fine del corso, che non è finito il progetto, ma sono proseguiti dei tirocini formativi
15:59in coerenza con le attività che i ragazzi hanno imparato nel corso.
16:05Un altro aspetto molto importante di questo progetto è il fatto che le persone che hanno partecipato
16:12al corso e poi ai tirocini formativi hanno avuto e hanno un rapporto diretto con la clientela
16:20e con il pubblico.
16:22Quindi in questo caso abbiamo sfatato anche un luogo comune, cioè il fatto che una persona
16:29con disabilità non possa avere delle situazioni di responsabilità, perché ovviamente la gestione
16:36di un ordine, di un servizio al bar, al bancone, comporta anche una certa responsabilità.
16:45Per individuare i ragazzi da destinare al corso e all'esperienza del tirocino, chiaramente
16:51la Vula ha dovuto riflettere su quale caratteristiche potessero avere perché riuscissero in questa
16:57esperienza che comunque ha un alto grado di difficoltà.
17:01Per poter permettere una prosecuzione del percorso c'era bisogno che questi ragazzi
17:07potessero sviluppare o avere già determinate autonomie.
17:12In primo luogo nel caso di un ragazzo siamo partiti favoriti dal fatto che il ragazzo ha già
17:21una capacità nell'uso dell'autobus.
17:24Quindi persone che avessero da una parte una certa maturità sociale, che quindi avessero
17:30comportamenti idonei sul luogo di lavoro.
17:32Dall'altra ragazzi che potessero appunto sviluppare delle competenze tali per cui una
17:38volta inseriti nel contesto potessero andare avanti nelle loro mansioni senza dover richiedere
17:43continuamente l'aiuto dei colleghi, proprio come in un luogo assolutamente comune di lavoro.
17:49E quindi alzando il senso di responsabilità di questi ragazzi.
17:54Uno dei più grandi successi del progetto è stato che Anselmo, grazie alla disponibilità
18:00della trattoria scarica, potrà proseguire la sua esperienza.
18:04Nel senso che finito il tirocinio ha già la possibilità di sperimentarsi ancora attraverso
18:12la creazione di una borsa lavoro ad hoc per lui che il Comune di Parma sta formalizzando
18:18per favorire l'inserimento di persone disabili. Quindi è un progetto che inizia attraverso
18:27la collaborazione fra il privato, sociale e non coinvolge l'ente pubblico da prima la
18:34provincia e poi il Comune di Parma. Quindi tutti gli attori sociali, pubblici e privati
18:39sono stati coinvolti e speriamo si possano di nuovo coinvolgere in una riproposizione
18:46di questa esperienza. Per quanto riguarda il ritorno che Maria
18:52ne ha avuto, per me la cosa più importante è stata il crescere dentro come persona, si
19:02è sentita più grande. Quindi ha aumentato non solo la sua autostima ma anche il grado
19:10di accettazione che lei ha di se stessa perché si sente accettata anche dagli altri.
19:16Adesso il suo progetto con la scarica si è concluso. L'operatrice Laura la sta inserendo
19:23in un nuovo progetto, lavora la Linus Coffee presso il centro Torri e speriamo che possa
19:29preludere a un inserimento poi anche se a tempo parziale in questo ambiente.
19:36Volevo aggiungere all'aspetto di cui ha parlato mia moglie un altro aspetto, cioè quello che
19:43sarà il futuro di Maria quando non ci saremo più noi, inevitabilmente, cioè il dopo di
19:49noi. Il lavoro sappiamo che non è solo autonomia economica, è anche dignità, è anche trovare
19:57il giusto posto nella società in base alle capacità, ai limiti che come genitori sappiamo
20:04benissimo che nostra figlia ha e questo ci fa vedere un futuro meno buio di come lo avevamo
20:11visto nei primi tempi dell'handicap di nostra figlia. Una delle grandi soddisfazioni che ha avuto
20:20con Maria è stato quel giorno che ha portato a casa il suo stipendio, sprezzava gioia da
20:29tutti i pori e allora noi abbiamo abituato che lei lo metteva in una sua scatolina ed è stata
20:39immensa la soddisfazione che lei ha avuto quando si è sposato nostro figlio Davide e lei ha voluto
20:46fare il regalo di nozze al fratello esclusivamente con i soldi che aveva in questa scatola, perché
20:53c'è da dire che Maria e le persone come Maria amano incondizionatamente il prossimo e proprio
21:03per questo noi siamo convinti che in un futuro quando la società diventerà sempre più attenta
21:10e sensibile a questa tematica sarà in grado di apprezzare queste persone che fanno e danno
21:16solo per il gusto di dare e di fare. Provo molta gratitudine nei confronti della Bula perché
21:23è una cooperativa che non solo aiuta i ragazzi a lavorare, a recuperare, a migliorare quelle
21:32che sono le loro capacità, ma soprattutto tiene vivo nella nostra società quello che è
21:39un valore fondante che è il rispetto per la dignità della persona. Maria sa di essere
21:46diversa e ha accettato di essere diversa, lo ha accettato proprio nel momento in cui siamo
21:52riusciti ad inserirla nella Bula e lei ha potuto sperimentare che è capace di fare qualcosa
21:59anche in un ambiente che non sia quello strettamente familiare.
22:05Per me mi piace molto questa esperienza qua anche perché così mi da anche il banco
22:18di prova perché io sono timido e quindi a volte quando parlo con le persone mi vergogno
22:28quindi qua stare dietro il bancone per me è anche importante che mi sta passando la timidezza
22:37insomma. Così almeno se ero timido, timido non uscivo, tanto adesso che non sono più
22:45timido posso stare dietro il bancone e fare il lavoro che faccio adesso.
22:54Beh, la cosa che mi piace di più è servire il cliente, soddisfare i clienti. È stato interessante
23:07così c'era una persona esperta che spiegava le varie cose, la storia del caffè e le varie cose
23:18inerenti al caffè, il cappuccino, il caffè latte, l'orzo, insomma le varie bevande che ci sono in un bar,
23:27ecco.
23:28Vito è molto simpatico.
23:35Osservo non ci hai messo niente dentro, ma condicina quella roba, non vengono che è asciutta eh.
23:41Mettaci un po' di olio.
23:42Ce l'ho messo.
23:43Ha la mania asciutta sempre.
23:48Mettaci un po' di olio.
23:49L'ho messo.
23:50Mettaci un po' di olio.
23:54Mettaci un po' di olio.
23:58Mettaci un po' di olio.
24:20Un po' di olio.
24:31Grazie a tutti.
25:11Grazie a tutti.
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