Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 5 anni fa

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:21Un saluto a tutte le telespettatrici e telespettatori di Confini, Muri e Bordi.
00:26Oggi ci troviamo qui in questa stupenda villa settecentesca, dopo aver fatto un tratto nella bassa e ci ritroviamo qui
00:37con una certa sorpresa di fronte a qualcosa che ci sembra subito un gioiello.
00:44E lo è un gioiello, un gioiello che è stato anche un momento di luogo di sofferenze, di cure, luogo
00:55di cure psichiatriche.
00:57E anche oggi questa villa bellissima settecentesca è diventata anche museo di arte irregolare, sede del Mai Museo.
01:11Che cosa significa arte irregolare? Lo chiediamo a Bianca Tosatti, una critica d'arte di grande spessore, di valore, possiamo
01:22dire, internazionale.
01:24E anche fondatrice, oltre che direttrice, del Mai Museo qui di Sospiro, perché siamo a Sospiro.
01:35E allora l'arte irregolare, che cos'è l'arte brutta?
01:39L'arte irregolare è appunto tutta l'arte che viene prodotta al di fuori del sistema, non per obiettivi di
01:49mercato, non per obiettivi collezionistici, ma per necessità interiore, assolutamente soltanto per necessità interiore.
02:00Non è detto che l'arte irregolare coincida con l'arte psicopatologica.
02:07Non è neanche detto che l'arte irregolare sia esclusivamente art brutta, come diceva Dubuffet.
02:15Dubuffet infatti aveva coniato questa etichetta per indicare che l'art brutta, a differenza dell'arte canonica,
02:26non passava attraverso vie culturali.
02:30Io ho cambiato questa etichetta in senso più generico e inglobando in questa definizione tutte le manifestazioni artistiche
02:41che dentro o fuori dalla cultura comunque vengono fatte per necessità personale, per sé.
02:49Ecco, allora MAI è un acronimo, significa Museo Arte Irregolare, però MAI è anche la negazione del concetto tradizionale di
03:01museo,
03:01di museo come cassa, come contenitore chiuso e bloccato, mentre invece questo è un museo molto dinamico, aperto, in continuo
03:13di venire, direi un museo cantiere.
03:15Quindi non un museo nel senso classico, ma un museo che ha dentro qualcosa di assolutamente vitale e che riporta
03:25il concetto di arte irregolare
03:28alla manifestazione comunque artistica di soggetti che possono essere anche malati e portatori di disagio psichico.
03:38Certo, per esempio noi abbiamo in questo museo molte funzioni che stiamo attivando, allora la funzione espositiva,
03:51la funzione conservativa, la funzione di restauro, di catalogazione, ma anche la funzione atelieristica e la funzione formativa.
04:04Per esempio, manca in Italia, e sono pochissime in Europa, le scuole per conduttori di atelier.
04:14Qui abbiamo la presunzione di organizzare invece dei corsi formativi per questa figura,
04:21che è una figura fondamentale e richiestissima oggi, una figura a cerniera, fra l'accudimento,
04:31il caregiver e la storia dell'arte, il critico d'arte.
04:37Ecco, quindi questa funzione non è specifica di tutti i musei, abbiamo la presunzione di affermare
04:45che forse siamo gli unici ad aver attivato questa funzione.
04:49Naturalmente questi corsi per condurre gli atelier, che vengono fatti insieme anche ad artisti,
04:58a utenti di questi atelier, utilizzano questo materiale d'eccellenza,
05:05che è il materiale proprio delle mostre e dei magazzini del My Museo.
05:10E la seconda mostra del My Museo si chiama Women, perché appunto il tema è quello del genere,
05:19il genere femminile così come è stato fissato da una serie indimenticabile di fotografie di Lisetta Carmi
05:27e così come è stato interpretato da questo vecchio artista padano, famoso un po' di tutto il mondo,
05:36che è Pietro Ghizzarli. Lisetta Carmi ha lavorato negli anni Sessanta a Genova, nei vicoli di Genova
05:45e capitando in una festa di Capodanno si rese conto di essere in un ambiente di travestiti,
05:53dove i camalli gruisti del porto cercavano questa seconda via per realizzare se stessi.
06:00E queste foto hanno la polpa proprio di quest'occhio fresco, innocente di Lisetta,
06:07che è ancora viva, è stata presente all'inaugurazione, anche questo è irregolare,
06:13perché ha più di 90 anni ed è forse la più grande fotografa italiana insieme a Letizia Battaglia.
06:21Allora anche questo recupero di un vecchio lavoro, di una vecchia signora lucidissima,
06:27che nella sua vita ha fatto tante scelte, ci è sembrato una cosa assolutamente straordinaria.
06:34Nella seconda stanza invece vedremo questo allestimento potentissimo di donne femminili,
06:44ma nel senso colossale e felliniano, di una femminilità aggressiva, dirompente, prevaricante,
06:53tanto quanto questi uomini vestendosi da donna imbastiscono una dolcezza disorganizzata,
07:03le donne di ghizzardi invece rappresentano un'aggressività quasi animalesca e comunque molto forte,
07:14di fronte alla quale l'uomo è indifeso.
07:16Al centro di questa mostra, grazie a un architetto molto bravo che ci aiuta,
07:22è stato ricavato uno spazio un po' più segreto, una specie di anima,
07:28dove abbiamo allestito delle opere preziose, molto particolari.
07:33Si tratta della performance di Francesco Borrello,
07:38è un artista che risiede qui, nell'Istituto Ospedaliero di Sospiro, da molti anni,
07:45e che è sempre stato considerato dai sanitari una persona abbastanza difficile da trattare,
07:55un uomo piccolo, tarchiato, molto forte, che ha coltivato la sua forza muscolare
08:01con una serie anche di strumenti ginnici derivati dal Kung Fu.
08:07Ebbene, nei nostri atelier, insieme alla conduttrice Paola Pontigia,
08:12ha incominciato a lavorare sull'identità di una testina da parrucchiera
08:18che in una serie di sedute ripetute è stata poi scorticata
08:25fino al punto in cui Francesco ha utilizzato questa pelle artificiale
08:32per dialogare con un'ipotesi di identità femminile
08:38che evidentemente era quello che da dentro andava cercando.
08:44Francesco è una personalità artistica di grande complessità
08:48e veramente forse il più moderno e contemporaneo
08:52assimilabile a tanti artisti che fanno ricerca oggi.
08:56Cioè lui stesso si propone come opera d'arte
09:01e vedremo altre sue opere nella parte atelieristica del museo.
09:06Quindi i pazienti vengono qui e stanno qui ore a lavorare.
09:14Ognuno secondo il suo stile e la sua attitudine.
09:18Sì, infatti si vede molto bene perché qui gli stili pittorici sono davvero vari.
09:24Non ce n'è uno che...
09:25No, assolutamente.
09:27Marco Materazzo, Rosanna Bussoleni, Marchion, sono tutti qua.
09:35Siamo negli atelier di pittura dove i pazienti affetti da problemi psichiatrici
09:43vengono qui, passano ore e esprimono parti di sé
09:48con la loro espressione appunto artistica di pittura.
09:53E qui vediamo anche espressioni artistiche molto diverse tra di loro.
10:00Qualcosa che stupisce anche, credo che, anche chi conduce questi laboratori
10:08debba affinare in modo compiuto la propria capacità anche
10:14prendendo l'originalità di ciascuno e sviluppandola.
10:20Sì, è stata una nostra lotta, devo dire, da molti anni.
10:25Quella di far capire alle istituzioni, soprattutto sanitarie,
10:31che questi atelier devono essere condotti da colleghi d'arte,
10:37di questi piccoli maestri, come li chiamavano i buffets.
10:41Quindi, ecco, tutto questo è contro quei luoghi comuni
10:45che vedono l'art brutto come un'arte un po' infantile, bambocciante,
10:52più o meno assimilabile appunto a quella dei bambini.
10:57Ogni scarrafone, beh, mamma sua!
10:59Qui no, qui sono dei veri artisti
11:03che sono stati anche individuati in mezzo a tutti i frequentatori di atelier
11:09e quindi, riconosciuti come tali, possono godere in questi spazi stupendi
11:16ognuno di un suo studio, di una sua postazione.
11:20La conduttrice dell'atelier, Paola Pontigia, una conduttrice storica molto nota,
11:27non solo mette a loro disposizione i materiali che volta per volta
11:32possono essere più indicati per sviluppare il loro lavoro,
11:36ma si preoccupa di costruire queste atmosfere adatte,
11:43di conservare le opere, eccetera.
11:46Io ricordo che Alda Merini, in un'intervista che le feci,
11:50la quale feci qualche anno fa, ricordo che mi disse
11:56la depressione nessuno se la va a cercare per scrivere poesie
12:01o per scrivere opere d'arte, ma di sicuro può aprire a nuovi scenari,
12:08a nuovi spazi interiori.
12:11Allora il disagio psichico, la malattia mentale,
12:16là dove il patimento, la sofferenza sono molto forti,
12:21può comunque aprire a nuovi scenari dentro e fuori dei pazienti.
12:26Certo, assolutamente vero.
12:29Ringraziamo molto Bianca Tosatti, direttrice di My Museum
12:35e fondatrice anche di Critica d'Arte per questa chiacchierata a sospiro.
12:43Ci rivedremo presto e un saluto alle telespettatrici,
12:47ai telespettatori di Confini, Muri e Bordi alla prossima puntata.
12:52Grazie ancora e arrivederci.
12:55A voi tutti.
12:55Grazie a tutti.
Commenti

Consigliato