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Trascrizione
00:19Un saluto alle telespettatrici e ai telespettatori di Confini, Mori e Bordi.
00:23Abbiamo ospite oggi in studio Ivo Cilesi, psicopedagogista e psicoterapeuta, al quale chiediamo le ragioni e le motivazioni e anche
00:38i supporti scientifici che stanno alla base della terapia delle bambole.
00:44Sappiamo che la storia è piuttosto recente ma anche un po' lontana perché nasce dall'applicazione della bambola da parte
00:53di una mamma per un bambino affetto da autismo per entrare più in contatto con l'emozionalità, con l'altro.
01:03Ma l'applicazione si è stesa per esempio ai pazienti affetti da demenza.
01:09Cosa ci dice Ivo Cilesi?
01:11Sì, è partita in realtà in Svezia come bambola terapeutica dedicata proprio a questa situazione di autismo.
01:19Ma io da circa dieci anni sto portando avanti in Italia proprio ho strutturato la terapia della bambola come terapia,
01:26come modello di cura.
01:27E in questi dieci anni io sto lavorando con pazienti con affetti da demenza, con disturbi comportamentali importanti.
01:35E abbiamo ottenuto dei risultati molto interessanti anche perché questa terapia come giustamente l'era rilevato va a intercettare l
01:44'area delle emozioni, dell'affettività.
01:46Che è quell'area che rimane nel paziente affetto da demenza mentre si perde la parte cognitiva per un processo
01:53degenerativo e si perde poi tutta la parte funzionale.
01:57Ecco, la terapia della bambola va a lavorare proprio in quest'area, nell'area delle emozioni.
02:02Noi abbiamo in Italia adesso più di 100 sperimentazioni, quindi abbiamo anche degli studi che stiamo portando avanti sulla dimensione
02:10dei dosaggi dei farmaci,
02:11utilizzando anche questa terapia come altre terapie non farmacologiche, in modo che la qualità di vita della persona può migliorare.
02:20Anche perché nei farmaci nella fase avanzata della demenza hanno un effetto più che altro di sedazione.
02:26E quindi noi riusciamo a trovare delle strategie non farmacologiche e riusciamo a mantenere anche l'area cognitiva
02:33che un eccesso di terapia farmacologica fa declinare in modo importante.
02:38La bambola è un po' il bambino che la paziente dovrebbe accudire, di cui dovrebbe prendersi cura, con la quale
02:50entra in relazione.
02:52Esatto, infatti è questa la parte centrale, la validazione della realtà del paziente.
02:58Nel paziente affetto da demenza, di Alzheimer o di altri tipi di demenza, nella fase avanzata della malattia si perde
03:04il contatto con la realtà.
03:06Quindi il paziente non vive più il qui ed ora, ma vive nella sua realtà.
03:10Quindi quella bambola in quella fase diventa un bambino e qua si va a intercettare l'area dell'effettività
03:16e diventa il bambino che ha avuto o non ha avuto la persona, diventa il nipote, diventa il figlio, diventa
03:23l'amico.
03:25Ecco, diciamo che questo ci permette di intercettare una sorta di modalità affettive e di cura, di maternage,
03:33che la persona mette in atto e quindi in questo caso va a diminuire il disturbo comportamentale.
03:39Vi faccio un esempio rapido per farvi capire il processo.
03:42Nel wandering, che è un movimento finalistico, la persona cammina sempre, non si ferma.
03:48Con la bambola la persona si ferma.
03:50Ma perché si ferma?
03:51Perché diventa una priorità accudire il suo bambino e non lo può fare in movimento.
03:56Per accudirlo e dare affetto e cura deve farlo fermandosi, creando la pausa.
04:02Quindi si ferma e attiva un movimento dialogico, quindi il dialogo comincia a parlare col bambino
04:07e il wandering si trasforma da un movimento spaziale, quindi dinamico nello spazio, a un movimento di dialogo.
04:13Quindi però lavoriamo in questo caso sulle pause.
04:16Quindi la persona senza contenzione fisica, senza aumento di terapia farmacologica,
04:20riesce a rilassarsi, a fermarsi.
04:23Così come gli stati d'ansia, gli stati di agitazione, l'irritabilità, i disturbi del sonno.
04:29Molte persone che hanno alterazioni dei ritmi sonno-veglia riusciamo a regolarli
04:34attraverso l'utilizzo di queste bambole specifiche.
04:37Una cosa importante è spiegare molto bene ai familiari che cos'è la terapia della bambola.
04:44Io nelle mie sperimentazioni e nel mio lavoro in Lombardia
04:49dico sempre ai familiari che voi dovete pensare come una terapia.
04:53Dare la bambola a una persona non è un processo di infantilizzazione,
04:56ma è grande attenzione e cura.
04:59Quindi non bisogna, come dire, bisogna spiegarlo molto bene
05:02perché a volte il familiare può non comprendere,
05:04perché magari non accetta la malattia del proprio caro
05:07e non capisce che quanto è importante dare una bambola,
05:10quindi che dare questa bambola è attenzione e cura verso il proprio caro,
05:13non è una mancanza etica di rispetto.
05:16Quindi da una parte c'è una riaccensione dei ricordi
05:20e probabilmente una riattivazione di memorie perdute in qualche modo,
05:24dall'altra c'è la riattivazione dei processi di accudimento e cura
05:29che in qualche modo restituiscono responsabilità e ruolo all'anziano.
05:33Assolutamente sì.
05:34Noi abbiamo visto nella fase di accudimento
05:37che a un certo punto la persona comincia a dialogare con il suo bambino,
05:40a ricordare delle memorie affettive,
05:42quindi dei momenti anche che sono nella parte più regressiva
05:47delle sue esperienze di vita,
05:49quindi nelle fasi anche legate ai primi momenti.
05:52Quindi nella persona affetta da demenza
05:54sappiamo che la persona non vive più l'età,
05:56che è una grafica, reale,
05:58ma vive un'età precedente spesso,
06:00cioè un'età, la persona di 70 anni può vedersi in un'età di 20,
06:04di 21, 25.
06:05Quindi in realtà la bambola non fa altro che andare a intercettare quell'area,
06:09quindi l'area delle emozioni e degli affetti.
06:13È molto importante questo perché ci permette di lavorare
06:16sulla parte anche cognitiva, sul linguaggio, sull'attenzione,
06:20non soltanto sulle memorie emotive,
06:23che comunque sono molto importanti.
06:25Quindi questo ci permette di dare una terapia flessibile
06:29che ci aiuta sia nella parte emotiva e affettiva,
06:33sia nella parte anche cognitiva.
06:35Sì, la terapia della bambola va comunque personalizzata
06:39per ogni singolo paziente, per ogni singola paziente,
06:42però possiamo dire che in alcuni disturbi,
06:45come quelli citati, del wandering,
06:48dell'agitazione psicomotoria in genere,
06:50del disturbo del bioritmo sonno-veglia,
06:55può trovare un'applicazione che può consentire
06:59un miglior controllo dei disturbi comportamentali.
07:02Assolutamente sì, la terapia è individuale,
07:05quindi ognuno ha il suo bambino,
07:07quindi va consegnata come bambino.
07:09Sarà la persona stessa che ci fa capire
07:11dal momento dell'accudimento se la percepisce come bambino
07:15o come bambola,
07:16perché se la percepisce come bambino,
07:18quindi vuol dire che il livello cognitivo non è alto,
07:21quindi a questo punto scatta il percorso di cura
07:26e si riescono a rimodulare questi percorsi di disturbi comportamentali,
07:35quindi le alterazioni dei ritmi sonno-veglia,
07:38le modalità, i momenti di agitazione vengono calmati
07:41proprio attraverso l'utilizzo di questa bambola.
07:43Ecco, bisogna però veramente utilizzare la metodologia,
07:49il momento della consegna e il ritiro.
07:52La metodologia è importante perché io la bambola
07:55non la devo lasciare sempre in braccio alla persona,
07:57perché se la percepisce come bambino è importante il ritiro.
08:01Cioè a un certo punto il bambino è stanco,
08:02lo mettiamo a letto e quindi a quel punto bisogna creare la pausa,
08:06perché se no la persona sente di avere un carico affettivo
08:09e un peso fisico sempre in braccio,
08:11quindi è l'operatore stesso che sul piano terapeutico individuale
08:15può modulare la terapia.
08:19Quindi è molto importante perché ci vuole la pausa,
08:23se no può andare in ansia d'accudimento,
08:25può crearsi un effetto di simbiosi patologica,
08:27si possono creare problematiche,
08:29quindi ci vuole una metodologia,
08:31la consegna e il ritiro della bambola.
08:33Nella giornata di oggi al Consorzio di Solidarietà Sociale
08:37con Augusto Malerba e Pietro Stefaneni
08:40abbiamo visto anche questo filmato che hai proiettato di esperienze tue
08:47in cui c'era un vero colloquio fra la paziente
08:51e quell'essere inanimato che a un certo punto sembrava davvero animato,
08:58pazienti anche non più abituati a dialogare
09:01che però colloquiavano con la bambola.
09:04Esatto, perché è una persona che è una relazione protetta tra di loro,
09:09cioè è una relazione persona-persona,
09:13quindi in realtà è tra la mamma e il suo bambino,
09:17è tra la nonna e il suo nipote
09:19e quindi a quel punto la persona,
09:21anche se la bambola in realtà non parla,
09:24la persona percepisce una risposta
09:26perché lei stessa che fa la domanda si dà la risposta.
09:29è una relazione protetta perché è lei, la persona paziente,
09:34che fa dire e fare quello che ha la bambola bambino,
09:37quello che lei vuole che il bambino faccia o dica.
09:40Cioè, quindi, è molto importante questo,
09:44perché le bambole, per esempio, parlanti,
09:47infatti quelle terapeutiche sono queste,
09:49che non hanno questa modalità di interazione vocale,
09:53perché la bambola parlante può creare ansia,
09:55perché la bambola che dice mamma, papà, ho fame, ho sete,
09:59o piange, o ride, può creare ansia perché non sa,
10:02la persona con demenza non riesce a decodificare il linguaggio
10:05e quindi può dire il bambino sta male, dice qualcosa,
10:08ma non capisco che cosa dice.
10:09Allora è meglio che la bambola non dica niente,
10:12è la persona stessa che è leader della relazione e della comunicazione.
10:16Ancora una volta possiamo dire come la relazione,
10:20fra virgolette, quella che si stabilisce comunque fra persone
10:24che impegna emozionalmente, che impegna così l'affettività,
10:30può essere e risultare decisiva.
10:33E perfino la relazione con la bambola.
10:36La relazione al centro, la persona al centro, sempre.
10:40In tutte le modalità di cura delle persone affette da demenza,
10:44ma non solo, dobbiamo sempre trattarle come persone.
10:47Questo è importante, non come pazienti.
10:50Se noi curiamo la persona, e anche con la terapia della bambola
10:53è un processo di cura, noi comunque possiamo dire che vinciamo
10:57perché diamo delle opportunità alla persona.
10:59Se noi curiamo la malattia di Alzheimer, purtroppo adesso non vinciamo
11:03perché la malattia per adesso non c'è una soluzione farmacologica.
11:07Quindi è per quello che mettiamo sempre la persona al centro
11:09e con le bambole terapeutiche sicuramente la persona rimane al centro.
11:13Quindi alle famiglie possiamo dire che comunque la terapia della bambola
11:19si può parlare con il proprio geriatra, con il proprio medico di famiglia
11:24ed è comunque uno strumento in più di aiuto,
11:28un'opzione in più nell'ambito del dedalo
11:30delle possibili scelte per il trattamento dei pazienti affetti da demenza.
11:37È un'opportunità di cura.
11:39Noi diamo uno strumento flessibile alle famiglie, può essere uno strumento
11:43in area residenziale, in semi residenziale, ma anche a domiciliare.
11:48È uno strumento di cura ed è un'opportunità in più che diamo veramente ai familiari.
11:52Ne abbiamo parlato anche con il geriatra Marcello Mancini e anche con Enia Bertozzi
11:57che si interessa da sempre di problemi degli anziani.
12:01la relazione è quindi come elemento terapeutico decisivo nella cura dell'anziano,
12:08anche nell'anziano affetto da demenza.
12:10Assolutamente, la relazione è sempre importante, è fondamentale la relazione.
12:14Anche nel momento della consegna della bambola,
12:17l'operatrice, la persona, deve rimanere nella relazione un attimo
12:21e poi piano piano lascia alla persona e al suo bambino
12:25di lavorare nella loro relazione, di stare nella loro relazione.
12:29Però è sempre una relazione, questo è fondamentale.
12:33Grazie e un saluto alle telespettatrici e ai telespettatori di Confini, Muri e Bordi
12:39alla prossima puntata. Grazie e arrivederci.
12:42Grazie.
12:45Ecco, mi dica tutto.
12:47Ah, quello è Frank.
12:48È stato un grande radiocronista dei Winnipeg Jets.
12:51Davvero?
12:52Sì, e gli piaceva troppo per ritirarsi.
12:55Frank sta al secondo piano.
13:01Vi parliamo dallo Spectrum Stadium di Filadelfia.
13:03Tempi supplementari allo spasimo.
13:05Siamo sul 2-2 ed ecco il EPS all'attacco, capitanati da Andre Chak
13:08che porta il dischetto oltre la linea blu.
13:10Si prepara per il tiro di sponda, un rimbalto, fa il giro dietro la rete.
13:13McKay non ci arriva.
13:14Il gioco torna sull'ala sinistra ed ecco che arrivano i flyers condotti dal solito Romanuk.
13:18Romanuk e Mitchell che coppia sono stati quei due.
13:20Ecco l'altro tiro, niente, ha dato fuori.
13:22Bravo, continua così.
13:23E ricominciamo da capo, il EPS ancora all'attacco.
13:26Sandin porta il dischetto oltre la linea ma non arriva al tiro.
13:29e il dischetto è sbarzato...
13:30Come puoi immaginare?
13:31Noi siamo costretti a spostare la signora Anderson al piano di sopra.
13:36Purtroppo non si alza dal letto da due settimane ormai.
13:39Mi conosco bene i vostri regolamenti.
13:43Sono chiari i vostri fottuti regolamenti.
13:48Ed ecco che ancora una volta l'infermiera Christie vi riporta sul secondo piano.
13:52Nella zona alla mia destra ci sono gli ascensori
13:54e come scendiamo dall'ingresso c'è un uomo
13:56col cuore spezzato, col cuore ridotto in mille pezzi.
13:59Beh, ora andremo nell'ufficio di Merlin, oltre la sala da pranzo.
14:01Speriamo che stiano già servendo in tavola.
14:04I cannelloni erano freddi ieri, ma vediamo cosa c'è per oggi.
14:06Dunque io prenderò una Coca-Cola.
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