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Trascrizione
00:19Un saluto alle telespettatrici e ai telespettatori di Confini, Muri e Bordi.
00:24Alla puntata di oggi abbiamo come ospite Giovanni Impastato.
00:30Un nome che già ha grande significato è Fratello di Peppino, al quale alla storia di Peppino ha dato molta
00:42luce sicuramente anche il film Cento Passi.
00:45Ma la sua storia è lì come simbolo della lotta antimafia. Peppino Impastato è un'icona antimafia.
00:53Cos'era successo Giovanni Impastato il 9 maggio 1978?
01:01Il 9 maggio 1978, proprio il giorno quando è stato ritrovato il cadavere dell'On. Aldo Moro ucciso dalle Brigate
01:11Rosse, quel giorno è stato ucciso pure Peppino.
01:14Cioè mio fratello Peppino Impastato e noi abbiamo trovato il corpo sfracellato dalla dinamite, dal citolo, perché Peppino è stato
01:25ucciso non in un tradizionale agguato mafioso,
01:29ma è stato sequestrato da un commando di killer all'uscita della radio, tramortito all'interno di un casolare e
01:38poi il suo corpo è stato posto a lungo e binari della ferrovia Palermo-Trapani e lo hanno fatto esplodere.
01:44È stata una cosa terribile per noi come famiglia e per i compagni di Peppino e possiamo dire che abbiamo
01:54vissuto un grande dramma umano,
01:56ma per il semplice fatto che Peppino era impegnato politicamente, era impegnato nella lotta contro la mafia ed era pure
02:04un comunicatore,
02:05però la cosa che ha colpito tantissimo è che Peppino faceva parte di una famiglia mafiosa, infatti la nostra è
02:15una famiglia di origine mafiosa,
02:18lo zio Cesare Mansella che viene ucciso con l'autobomba nella primavera del 1963 era il capo della cupola, sposato
02:28con una sorella di mio padre,
02:29ma pure mio padre era un mafioso, non ha mai avuto un ruolo di primo piano a livello di grandi
02:35boss come Gaetano Badalamenti,
02:37come Totorrina, Provenzano, però era inserito all'interno dell'organizzazione mafiosa e Peppino rompe proprio lì, opera questa sua grande
02:47rottura
02:48non all'interno della società, dell'ambiente dove lui viveva, non solo all'interno del nostro tessuto sociale,
02:56ma soprattutto all'interno della propria famiglia e lì inizia il dramma umano che è durato per tantissimi anni,
03:05cioè il ruolo della madre, che mia madre è stata determinante quando poi alla fine ha fatto quella grande scelta,
03:13quando di fronte alla bara vuota di Peppino si esprime in questo modo, questo non è mio figlio,
03:19me lo hanno fatto a pezzettini, viene fuori anche dalla scena del film I cento passi,
03:24il cugino americano che doveva organizzare la vendetta risponde in questo modo,
03:29Peppino sangue pazzo ma era uno di noi, cioè mia magia ribatte e dice non era uno di voi,
03:35e io vendette non ne voglio.
03:37Ecco da quel momento in poi questa donna dopo aver fatto questa grande scelta
03:42ha consegnato il figlio alla storia del movimento antimafia.
03:46Ecco, diciamo che la storia di Peppino si svolge in questo modo e così come abbiamo vissuto,
03:53così come ha vissuto anche il dramma il Padre, perché il Padre era mafioso, lo ha ripudiato.
04:01Giovanni, la vostra famiglia è mafiosa, il padre è mafioso, quindi avete respirato questa atmosfera,
04:11avete respirato fin da piccoli in famiglia, eppure questo padre quando sa che Peppino Impastato
04:20è condannato dalla mafia, fa un estremo tentativo per salvare il figlio e va negli Stati Uniti,
04:27mi sembra, per cercare di avere dei rapporti con la famiglia Badalamenti.
04:34Sì, infatti sì, va proprio negli Stati Uniti perché quando lui ha saputo di questo fatto
04:41e lui ha tentato in tutti i modi di salvare il figlio, la sequenza del film è realissima,
04:48quando lui parla con la cugina americana, la cugina americana gli dice
04:52ma perché ti trovi qui negli Stati Uniti, sta succedendo qualcosa a Peppino,
04:57lui risponde prima di uccidere Peppino, debbono uccidere me.
05:00Infatti poi ritorna col presente, con la gravatta, che è tutto vero, è tutto agli atti del processo.
05:07La gravatta è un messaggio simbolico che sta a dire che se tu non rispetti quello che stiamo dicendo a
05:13noi,
05:13cioè non salvi Peppino, potrai morire sorzato dal nodo di questa gravatta.
05:19Badalamente la gravatta la rifiuta perché era forte, perché non c'erano più rapporti decisionali con gli americani
05:26e Peppino viene ucciso, ecco il giamma vissuto da mio paccio.
05:30In quel momento quando lui fa questa scelta non c'era più il mafioso, ma il vero uomo, il vero
05:36paccio di famiglia
05:36che disperatamente tenta di salvare il figlio.
05:40Ecco perché nella mafia i pacci uccidono i figli e loro hanno un'etica precisa, negativa sicuramente,
05:45i figli uccidono i pacci e i fratelli si uccidono fra di loro.
05:49Ecco, questa è la storia umana e il giamma umano nella storia di Peppino Impastato.
05:54La mamma, Felicia, gli anni dopo quel 9 maggio 78, il resto della vita, come è stato segnato da questa...
06:08Eh sì, questa donna ha dedicato tutto il resto della sua vita alla memoria del figlio,
06:15cioè non l'ha lasciato un attimo, dopo aver buttato fuori di casa i nostri parenti mafiosi
06:21e questa donna non si è rinchiusa in casa come spesso a quei tempi le donne siciliane proprio facevano proprio
06:29questo,
06:30si rinchiudevano in casa, non uscivano più dopo aver perso una persona cara,
06:34li stavano a lutto le persiane, invece lei no, apre subito la sua porta.
06:38e quella casa è aperta a tutti per tanti anni, è diventata casa memoria oggi,
06:44riconosciuta come patrimonio culturale.
06:47A Cinesi.
06:48A Cinesi, sì, perché quella donna proprio dentro quelle stanze ha portato avanti la sua grande rivoluzione,
06:56ha contribuito ad arrivare alla verità, perché inizialmente Peppino era stato preso per terrorista,
07:03questo lo dobbiamo dire, è stato preso per terrorista con la complicità dello Stato,
07:10delle istituzioni in quel periodo, perché gli investigatori arrivati sul luogo del delitto
07:16hanno portato avanti la pista delle Brigate Rosse, dell'attentato terroristico, per molto tempo.
07:23Invece noi, quella donna, noi compagni, la famiglia abbiamo dato una svolta importantissima
07:30fino ad arrivare alla verità. Ecco quello che abbiamo fatto in tutti questi anni,
07:36quella casa che è aperta a tutti.
07:38Però mia madre, dopo quella scelta importante, dopo aver ricevuto decine e decine di migliaia di persone
07:47che vengono da ogni parte d'Italia, lei diceva pure che la casa che si trova a Cento Passi da
07:54noi,
07:54che prende il titolo appunto del film, quella deve rimanere chiusa e si è verificato proprio questo,
08:01quella casa è rimasta chiusa per tantissimo tempo. Ecco, noi vogliamo appunto dare questi messaggi positivi
08:09soprattutto alle nuove generazioni, siamo stati noi nel 32esimo anniversario, perché ogni anno noi lo ricordiamo
08:16Peppino, ad aprire quella casa con le chiavi della legalità. Mi spiego meglio, la casa di Badalamenti
08:24è stata confiscata in base alla famosa legge 109 sulla confisca dei beni mafiosi ed è stata assegnata
08:32a noi, all'associazione Casa Memoria dove ci sono i compagni di Peppino e dove c'è la famiglia impastato.
08:40Non si era mai verificato una cosa del genere, in poche parole siamo stati noi a violare il regno
08:47della mafia, cioè li abbiamo colpiti proprio nel cuore, perché quella era la casa di uno dei più grandi
08:54boss del secolo precedente e dentro quelle stanze, fra quelle mura, che non possono parlare, sicuramente
09:01sono state prese delle decisioni importanti, molti omicidi, qualche saggia è partita da lì.
09:08Ecco, noi siamo entrati proprio lì. Credo che questa memoria vale la pena di raccontarla
09:15ai giovani, alle nuove generazioni, per dare fiducia e speranza e per dire che la mafia,
09:21anche se abbiamo pagato un peso altissimo, si può pure sconfiggere, perché per noi questa
09:26è stata una grande vittoria.
09:29Grazie per questa testimonianza, un saluto alle telespettatrici e ai telespettatori di
09:36Confini, Muri e Bordi e alla prossima puntata. Grazie ancora.
09:41Grazie a voi.
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