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Trascrizione
00:20Un saluto alle telespettatrici e ai telespettatori di Confini Muri e Bordi.
00:25Oggi Confini Muri e Bordi fa tappa, fa sosta alla cooperativa La Bula in strada quarta per parlare del significato
00:33profondo che ha il lavoro per tutti ma il lavoro anche per le persone disabili per recuperare quelle risorse residue,
00:43quelle capacità residue, per riportare e porsi come obiettivo l'autonomia al centro dei progetti,
00:50per fare di tutto perché le persone disabili possano recitare un ruolo importante per recuperare appieno la propria identità anche
01:01sul lavoro e attraverso il lavoro ricostruire se stessi
01:07e quindi avere anche un progetto terapeutico interno al valore stesso del lavoro.
01:14Ne parliamo, parliamo di questo con la presidente della cooperativa La Bula che è Patrizia Ridella.
01:22Questo valore terapeutico del lavoro, siamo in un laboratorio di falegnameria, come si può ottenere?
01:31Dunque noi, sì, dal 1980 siamo un laboratorio socio-occupazionale che cerchiamo di sviluppare autonomia e capacità per i ragazzi
01:41con disabilità.
01:42Ecco, per noi il lavoro è centrale, nel senso che questa attività di formazione la facciamo dentro una situazione il
01:51più possibile, diciamo, normale,
01:53e cioè un contesto di laboratorio di falegnameria.
01:57Qui costruiamo oggetti insegnando quindi ai ragazzi le sequenze di un lavoro, di un lavoro vede il proprio.
02:05E infatti qui da noi c'è praticamente tutte le fasi, si svolgono tutte le fasi lavorative,
02:12quindi dalla progettazione alla realizzazione all'assemblaggio e al punto vendita.
02:18Ecco, noi siamo qua nel punto vendita della cooperativa e quindi quelli che voi vedete sono gli oggetti realizzati, finiti,
02:25messi in vendita, realizzati in buona parte anche dai ragazzi.
02:31Quindi il nostro, fin dall'inizio, è stato un voler concentrare l'attenzione sul valore terapeutico del lavoro.
02:40Lavoro che può essere anche creativo, nuovo, quindi non in serie, non per forza standardizzato.
02:51E quindi anche poi scomposto a seconda un po' delle capacità dei ragazzi, reso fattibile, reso facilitato,
03:00però diciamo realizzando poi oggetti finiti che possono essere utili a tutti.
03:05Quindi noi andiamo dagli oggettini tradizionali che facciamo da tanto tempo qui in Falegnameria,
03:12abbiamo realizzato però, con l'aiuto di altri, anche dei giochi grandi.
03:17I giochi che vedete nel parco sono giochi all'aperto.
03:21La casetta sull'albero è stata realizzata in parte anche qui nella nostra Falegnameria con i ragazzi disabili
03:27che hanno voluto poi donare alla città un gioco fatto da loro e un gioco per tutti, perché è dentro
03:33un parco pubblico.
03:34Quindi questo è un po' il senso della nostra cooperativa.
03:41Il laboratorio di Falegnameria è un po' nell'immaginario collettivo anche il luogo del lavoro creativo e il luogo del
03:51lavoro fantastico,
03:52perché la materia assume forma e i ragazzi ricercando la forma inseguono anche qualcosa che è un ampliamento della loro
04:03immaginazione.
04:04Quindi c'è il valore del loro lavoro, ma anche il valore terapeutico di riacquisire anche una conoscenza più completa
04:15del proprio immaginario,
04:17di ampliare la propria fantasia.
04:19Certamente, la fantasia e la creatività sono elementi importantissimi.
04:26Proprio per questo i ragazzi partecipano e realizzano anche cose che nascono da loro.
04:35Quindi come per esempio citavo prima, anche i giochi che sono nel parco sono nati da disegni dei bambini.
04:41Quindi il mostro mangia palloni, un bambino di cinque anni che aveva disegnato così una specie di mostro che gli
04:49sembrava così bello e importante da far vedere agli altri.
04:53E quindi abbiamo preso sul serio questo disegno e ne è diventato un prototipo e poi un gioco.
04:59E adesso chissà, forse anche ai giocatori del Parma piacerà questo nuovo gioco che metteremo a disposizione del pubblico.
05:07Quindi la creatività, la fantasia e anche il riuso.
05:13Nel senso che per noi è molto importante anche così guardare con occhi diversi anche gli oggetti quotidiani.
05:20Quindi anche le cassette di legno che vedete, le vecchie cassette da frutta, ridipinte, trasformate, diventano pezzi di arredo, possono
05:30diventare mobili.
05:31Ecco, possiamo anche inventarci con oggetti di quotidianità anche delle funzionalità diverse.
05:40Quindi non c'è solo il lavoro che dà recupero e che dà riabilitazione, che è già tanto.
05:46Ma c'è il lavoro che può aumentare i confini della spazialità della fantasia, che può porre nuovi obiettivi per
05:56i ragazzi.
05:57E quindi penso che anche nel lavoro di recupero, nel lavoro di riabilitazione dei ragazzi cosiddetti disabili, diversamente abili,
06:06ci sia anche, non so, la sorpresa assieme alla curiosità di porsi degli obiettivi sempre nuovi tutti i giorni.
06:15Perché probabilmente per ciascuno di loro, per ciascuno di questi ragazzi c'è un obiettivo nuovo, anche di tipo fantastico,
06:24da raggiungere.
06:26Certo, è fondamentale per chi lavora anche con questi ragazzi, metterci un po' di fantasia e di coraggio e di
06:35entusiasmo.
06:36Nel senso che nessuno sa fin dove potrà arrivare la loro riabilitazione, fin dove potranno essere autonomi, che cosa riusciranno
06:45a fare.
06:46L'importante è andare avanti, a non fermarsi, inventando sempre degli strumenti nuovi.
06:52E quindi questa creazione continua di opportunità è un po' il lavoro dell'educatore.
06:58Quindi noi partiamo dal legno, ma non solo.
07:02Nel filmato che vedrete, vedrete ragazzi che fanno i baristi, che servono ai tavoli.
07:08Quindi ragazzi che scoprono capacità anche in altri ambiti e in ambiti in cui possono essere utili agli altri.
07:16Quindi magari possono fare parti, pezzi di lavoro, ma che comunque sono utili.
07:22Per cui la creatività è assolutamente una forma di fiducia nella vita,
07:27nello sperimentare tanti e sempre nuovi modi di esprimerci, di conoscerci.
07:33Proprio perché è importantissimo non sbarare delle porte,
07:39non chiuderle con magari standard che noi possiamo avere rispetto alla crescita di questi ragazzi,
07:45ma veramente poter aprire sempre di più nuove strade.
07:50Quindi in questi ultimi anni la cooperativa sta proprio cercando di inventare nuovi modi,
07:58nuovi modelli, proprio perché ce n'è bisogno.
08:01Quindi non ci sono dei percorsi predefiniti, ma ogni giorno ci si scopre
08:06e anche l'impegno degli operatori è quello di personalizzare le risposte,
08:13di scoprire nuovi percorsi, di costruirli insieme l'operatore e i ragazzi disabili.
08:20Insieme.
08:21E il territorio.
08:22E il territorio che porta.
08:23E il territorio.
08:24Diventa fondamentale anche, come dire, creare un dialogo costruttivo con il territorio,
08:31perché il territorio è una risorsa, dal negoziante, dal semplice cittadino,
08:38chiunque interagisce può interagire in modo da far crescere la persona,
08:42oppure da rifiutarla e da farla tornare indietro.
08:45Quindi, diciamo, è attivando un po' tutte le risorse di un territorio,
08:50essendo attenti a creare davvero delle opportunità di crescita
08:54che si possono portare avanti i progetti innovativi.
08:59Diciamo che poi ci sono anche dei risultati che anche a livello artistico
09:02sono assolutamente apprezzabili.
09:04Sono questi oggetti che sono in vendita, poi, che saranno in vendita presso la Bula
09:09e nel negozio che si aprirà, mi pare, in Via Emilia.
09:12E sono veramente oggetti molto belli che escono dalla fantasia
09:17e dalle mani dei ragazzi disabili, accuditi in qualche modo dagli operatori,
09:23ma in qualche modo solo indirizzati, aiutati,
09:27lasciando a loro però la parte decisiva nella costruzione poi dei lavori stessi.
09:34Certo. Diciamo, con una certa attenzione, le imperfezioni,
09:39che poi ognuno ha in campi diversi, vengono valorizzate, esaltate.
09:43Quindi, alla fine, escono prodotti tutti diversi,
09:47magari leggermente imperfetti, ma non in un'imperfezione che comunque è creativa,
09:54è colore, è vivacità, è accostamento.
09:58Quindi può risultare gradevole e significativa.
10:03Ecco, nel negozio che apriremo il 3 dicembre ci sarà anche un progetto innovativo
10:09che è un laboratorio multimediale
10:11in cui i ragazzi si stanno sperimentando
10:14e speriamo che possano anche acquisire sempre più competenze lavorative
10:18nel campo, appunto, in un campo multimediale.
10:22Quindi anche la multimedialità entra nel percorso di recupero,
10:29riabilitazione, valorizzazione.
10:31Quindi questo è un ambito del tutto nuovo,
10:35che anche per Parma, voglio dire.
10:37Certo.
10:38Proprio perché, appunto, come dicevo,
10:40non bisogna fermarsi e quindi a ghettizzare un po'
10:45solo un ambito piuttosto che un altro,
10:47ma tutto può essere reso pedagogico,
10:52tutto può essere un cammino di crescita
10:54se viene messo a disposizione opportunamente anche di persone che fanno un pochino più fatica.
11:01Per cui anche il mezzo informatico, diciamo, si sta rivelando un buono strumento di crescita per questi ragazzi
11:12e quindi lo dimostreremo prossimamente.
11:15Grazie a Patrizia e un saluto a tutte le telespettatrici e ai telespettatori di Confini Muri e Bordi
11:24e alla prossima puntata.
11:26Grazie ancora.
11:27Arrivederci.
11:28Prendi, gira, torna davanti agli occhi, l'altra mano, vai, piano, piano, piano, torna, giù, basi, spina dritta,
11:52su piano piano, chiudi le gambe e giù le braccia, respira, l'altro, saluto,
12:08i ben!
12:29Grazie a tutti.
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