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  • 12 hours ago
“La medicina delle prossimità è importante soprattutto nella Sla. In generale, crea un ecosistema che risponde non tanto alla malattia, ma ai bisogni assistenziali della persona con malattia. Si tratta di un cambio di paradigma e di prospettiva che porta al centro di tutto il sistema le persone con diverse malattie ma con bisogni che a volte sono comuni. Più che cercare terapie miracolose si punta a creare le condizioni affinché le persone possano vivere anche con la malattia nel miglior modo possibile". Così Alessandro Padovani, neurologo e direttore della clinica neurologica dell’università degli studi di Brescia, intervenendo al Salone d’Onore della Triennale di Milano, alla presentazione di “Ovunque vicini – Assistenza specialistica per le persone con Sla”, il nuovo modello promosso da Aisla – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, in partenariato con Fondazione Serena, Centri clinici Nemo, realizzato con il finanziamento della presidenza del Consiglio dei ministri – ministro per le Disabilità, a valere sul Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità e con il contributo di Intesa Sanpaolo.

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00:03La medicina di prossimità o delle prossimità è importante soprattutto nella SLA, ma in senso
00:10generale rappresenta una necessità di transizione da una medicina dell'emergenza, della medicina
00:19dell'urgenza, addirittura del dogma della medicina di precisione, perché nella medicina delle
00:25prossimità si crea un ecosistema che risponde non tanto alla malattia ma ai bisogni assistenziali
00:32della persona con malattia. Quindi è un cambio di paradigma, è un cambio di prospettiva
00:37che però porta al centro di tutto il sistema la persona, le persone con le diverse malattie
00:44ma con i bisogni che a volte sono comuni. Ora costruire un ecosistema non più centrato sulla
00:49malattia ma sulle persone e sui bisogni assistenziali cambia radicalmente perché si cerca in questo
00:55caso più che le terapie miracolose di creare le condizioni perché le persone possono vivere
01:01anche con la malattia nel miglior modo possibile. Il progetto di oggi in qualche modo testimonia
01:07che questo è possibile, testimonia che la strada è quella che abbiamo in qualche modo individuato,
01:15cioè quello di portare anche grazie alle tecnologie, anche grazie all'intelligenza artificiale,
01:21il sistema ad entrare nelle case, cioè le persone non devono più sentirsi esterne rispetto
01:28al sistema sanitario ma il sistema sanitario deve essere parte integrante anche di un'attività
01:33o di un'azione all'interno delle case. I pazienti devono sentirsi curati, protetti, in qualche
01:39modo accuditi nei loro bisogni all'interno della loro casa.
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