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  • 4 hours ago
“La sopravvivenza globale migliora per le pazienti con tumore dell'endometrio, sia con una mutazione che viene chiamata Dmmr (Deficient mismatch repair), sia anche per le pazienti che vengono classificate come proficient (proficient mismatch repair, Pmmr), quindi che non hanno questo deficit. È un grande risultato, frutto della sinergia tra i nostri ricercatori e la comunità scientifica, restando sempre e comunque al fianco delle pazienti”. Sono le parole di Elisabetta Campagnoli, direttore medico oncoematologia di Gsk Italia, all’incontro con la stampa organizzato a Milano per discutere delle nuove opzioni terapeutiche disponibili per il tumore dell’endometrio, in particolare dostarlimab che ha ottenuto  l’approvazione dall'Aifa (l'Agenzia italiana del farmaco) per la terapia in prima linea di tutte le pazienti con questa neoplasia in stadio avanzato o ricorrente, indipendentemente  dal profilo molecolare.

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00:04Il nostro impegno è stato e continua ad essere un impegno grande. Oggi appunto siamo qua per
00:11parlare di tumore dell'endometrio, un tumore che fino a qualche anno fa in prima linea aveva
00:17a disposizione esclusivamente la chemioterapia, con un carico sicuramente anche di effetti
00:23collaterali importanti e con un impatto in termini di overall survival abbastanza limitato.
00:29Oggi invece parliamo di questa associazione con la chemioterapia del Dostarlimab, quindi
00:36un immuno checkpoint inhibitor, quindi sono quei farmaci che vanno a stimolare il sistema immunitario
00:42affinché monti una risposta contro le cellule malate, contro il tumore. Questo studio dopo 20 anni
00:50di ricerca ha dimostrato un impatto appunto in termini di sopravvivenza globale e questo
00:59è un grandissimo successo. Sopravvivenza globale che viene ad essere migliorata per le pazienti
01:06affette da tumore dell'endometrio sia con una mutazione particolare che è una mutazione che
01:13viene chiamata DMMR, sia anche per le pazienti che vengono classificate come proficient, quindi
01:19che questo deficit non lo incorporano. Quindi è certamente un risultato grande frutto della
01:28collaborazione, della ricerca che noi sempre facciamo a fianco dei nostri ricercatori, della
01:34comunità scientifica e a fianco sempre e comunque delle pazienti.
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