Skip to playerSkip to main content
  • 9 months ago
“L’impiego dei test molecolari nelle pazienti con tumore al seno è una sfida da abbracciare come gruppo multidisciplinare. Dobbiamo lavorare come una rete al fine di consentire anche alle pazienti gestite in un centro periferico di avere accesso ai test di eccellenza”.  Così Nicola Fusco, direttore della divisione di Anatomia patologica dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) e professore di Anatomia patologica presso il dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell’università di Milano, all’incontro con la stampa promosso a Milano da AstraZeneca per discutere delle prospettive offerte dalle terapie innovative per il carcinoma mammario avanzato o metastatico. L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) – è emerso dall’incontro - ha approvato la rimborsabilità di capivasertib, una nuova terapia mirata. La molecola è indicata, in associazione a fulvestrant, in pazienti con tumore al seno localmente avanzato o metastatico positivo al recettore degli estrogeni (Hr+), negativo per Her2 (Her2-), con una o più alterazioni di PIK3CA/AKT1/PTEN, che hanno sviluppato una recidiva o progressione di malattia durante o dopo un regime a base endocrina.

Category

🗞
News
Transcript
00:00È molto importante essere consapevoli che in questo momento per il carcinoma della mammella,
00:10ormono positivo, er2 negativo, sono disponibili dei nuovi farmaci, si sono aperte delle nuove
00:16opportunità e in particolar modo delle nuove opportunità legate agli inibitori della patua
00:22e di PI3K, ma è fondamentale essere in grado di poter gestire il test molecolare per selezionare
00:31queste pazienti al fine di poter offrire loro la possibilità di questi nuovi farmaci. Si tratta
00:38di test molecolari molto complessi che prendono in considerazione tante variabili, la complessità dei
00:44biomarcatori che dobbiamo andare a intercettare, ma anche c'è un aspetto tecnologico che
00:51coinvolge un po' tutti, perché il test di questi biomarcatori richiede delle tecnologie che siano
00:57sufficientemente sensibili e specifiche proprio per quella specifica domanda clinica e non da ultimo
01:05anche una sfida per il nostro sistema sanitario, in quanto è un test che può integrare non solo
01:13l'analisi del biomarcatore sul tessuto, ma anche su DNA libero circolante, la cosiddetta biopsia
01:20liquida. Questo pone delle sfide, delle sfide sicuramente molto eccitanti, ma che vanno abbracciate
01:26come comunità e come gruppo multidisciplinare. Noi dobbiamo fare in modo che le opportunità per
01:33le pazienti affetti da questa patologia siano uguali su tutto il territorio nazionale e possibilmente
01:39anche al di fuori del territorio nazionale. Certo è che il nostro sistema è caratterizzato da una
01:47grande eterogeneità, eterogeneità che riguarda non solamente le possibilità di tipo tecnologico,
01:53ma anche proprio come viene gestita la logistica della cura di una paziente e del test dei biomarcatori.
02:04Ovviamente noi in Italia dobbiamo essere in grado di abbracciare questa sfida come un adattamento
02:12di quelle che sono le reali opportunità diagnostiche a quelle che sono anche le necessità
02:21per poter offrire a queste pazienti il trattamento. La soluzione è sicuramente quello di lavorare come
02:29rete, di collaborare e di fare in modo che anche la paziente che viene gestita in un centro periferico
02:37possa avere accesso ai test di eccellenza.
Comments

Recommended