00:00In Friuli Venezia Giulia esiste una rete epatologica regionale che io coordino la
00:11quale ha come obiettivo quello A di identificare tutti i centri ambulatoriali e ospedalieri della
00:21nostra regione che svolgono un'attività epatologica sia di tipo ambulatoriale che di ricovero e a quel
00:29punto di condividere percorsi di referral dei pazienti con malattia epatica a seconda della
00:36complessità della stessa a ospedali che siano in grado di gestirla. In quest'ambito si colloca
00:45proprio l'epatocarcinoma, malattia che spesso insorge su un fegato cirrotico che attualmente
00:55ha numerose opzioni terapeutiche tra le quali il trapianto di fegato. La mia unità è l'unità
01:03medica del trapianto di fegato della nostra regione e quindi abbiamo condiviso attraverso la rete
01:10epatologica regionale il corretto invio dei pazienti che possano giovarsi del trapianto presso la nostra
01:18unità attraverso dei criteri condivisi che saranno tra breve anche oggetto di un PDTA regionale.
01:26Il rapporto quindi con il centro trapianti è massimo di cui noi siamo la parte medica e per
01:35quanto attiene l'innovazione delle terapie che possiamo offrire ai nostri pazienti l'immunoterapia
01:41sicuramente rappresentato una svolta epocale non solo per poter trattare l'epatocarcinoma in uno
01:48stadio avanzato con tassi di risposta che fino a poco tempo fa erano impensabili ma soprattutto
01:59proprio nell'ottica del trapianto di poter trattare pazienti anche in uno stadio intermedio con
02:05l'obiettivo di ottenere quella che oggi viene definita la conversion therapy cioè la possibilità
02:12di portare un paziente che inizialmente potrebbe non essere trapiantabile per estensione di malattia
02:19a criteri di trapiantabilità. La nostra esperienza è che circa il 20 per cento raggiunge questo obiettivo
02:27quindi consentendo ai pazienti di avere una terapia definitiva per l'epatocarcinoma.
02:34Grazie a tutti.
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