00:00I tumori delle vie biliari sono dei tumori in aumento oggi nella civiltà occidentale,
00:10nei paesi occidentali e osserviamo diagnosi spesso anche in pazienti molto giovani. Si
00:15distinguono in tumori intraepatici ovvero colangiocarcinoma intraepatici e colangiocarcinoma
00:21extraepatico, cioè a carico delle vie biliari prossimali, della colecisti o delle vie biliari
00:28distali. Abbiamo mezzi diagnostici che sono in grado di fare delle diagnosi accurate ovvero
00:34la TAC e la risonanza magnetica e abbiamo la possibilità attraverso la biopsia di avere
00:39informazioni non soltanto istologiche ma anche dal punto di vista molecolare. Il trattamento
00:46dei tumori delle vie biliari per molto tempo è stato basato su combinazioni di chemioterapia
00:52che prevedevano due farmaci, il cispratino e la gencitabina. Oggi l'avvento dell'immunoterapia
01:00ha consentito l'aggiunta di farmaci anti-PD-1 e anti-PD-L1 in questo scenario con l'obiettivo
01:07di aumentare il tasso di risposta obiettivo ma specialmente di migliorare il tempo in cui
01:13la malattia è sotto controllo o addirittura la sopravvivenza. Abbiamo circa il 20% dei
01:19pazienti che sono sopravviventi a due anni con queste modalità terapeutiche più avanzate.
01:26Inoltre la possibilità di disporre di uno schema attivo consente di utilizzare talvolta
01:32la terapia anche in fasi più precoce della malattia con lo scopo di poter portare ad una
01:39chirurgia radicale o addirittura al trapianto di fegato nell'ambito di protocolli ben definiti
01:45i pazienti giudicati una volta inoperabili. Presso il San Camilo di Roma abbiamo una vasta
01:50esperienza nell'ambito dei tumori delle virbiliari perché siamo in collegamento con un centro
01:55di chirurgia epatica molto all'avanguardia che è anche in grado di fare trapianti di fegato.
02:02Quindi la nostra attività è aumentata notevolmente negli ultimi 3-4 anni e possiamo dire che questa
02:08stretta collaborazione tra competenze mediche e competenze chirurgiche si è tradotta in un
02:15vantaggio per quanto riguarda gli ammalati perché possono disporre di tutte le competenze
02:20e di tutte le competenze necessarie per poter affrontare al meglio la loro malattia.
02:27Noi riteniamo che i tumori delle virbiliari rappresentano oggi una sfida non soltanto per l'oncologo
02:33ma per l'intera comunità scientifica che affronta queste patologie e che sicuramente avere all'interno
02:40della propria struttura tutti i colleghi che si interessano a 360 gradi di questa neoplasia
02:46non può far altro che migliorare le prestazioni, migliorare le performance e alla fine migliorare
02:52della sopravvivenza dei nostri ammalati.
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