- 3 mesi fa
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00:00Buonasera, buon martedì e ben ritrovati con il Tg Preview di Teletutto, lo spazio di approfondimento
00:14della nostra redazione dove oggi tratteremo il tema delle onlus e delle RSA, molte RSA
00:20sono onlus che sono mondi in evoluzione, doppiamente in evoluzione e capiremo perché.
00:26Lo facciamo con Margherita Peroni, vicepresidente regionale di UNEBA e con Pietro Pellegrinelli
00:31che è consiglia regionale con delega ad anziani, cura domiciliari e lavoro di UNEBA ma anche
00:35direttore della RSA di Ospitaletto e Roncadelle. Buonasera e benvenuti.
00:41Prima di entrare nel cuore di quello che può anche diventare un problema, dottoressa Peroni
00:48le chiedo di spiegarci cos'è UNEBA e qual è la sua storia.
00:52UNEBA è una bella storia che forse in pochi conoscono. È nata nel 1950 Milano, quindi
01:00quest'anno festeggia i 75 anni ed è nata per volontà dell'allora arcivescovo di Milano
01:08che era Giovanni Montini, quindi Papa Paolo VI. È una grande capacità di visione perché
01:17queste realtà forse allora erano anche molto frammentate, molto legate alla loro realtÃ
01:24ma non avevano una voce che le rappresentasse presso le istituzioni, che le aiutasse anche
01:30a superare le difficoltà nell'evoluzione che già allora si percepiva. Quindi UNEBA è
01:37l'organizzazione di categoria che le raccoglie. In Lombardia sono 550, a livello nazionale
01:45perché UNEBA è presente in tutte le regioni, sono circa 1000. Naturalmente interloquiscono
01:52con i livelli istituzionali per quanto riguarda la Lombardia con la regione perché gli enti
02:01che aderiscono ad UNEBA si occupano di socio sanitario come le RSA, le residenze per anziani
02:07piuttosto che le residenze per minori, piuttosto che le comunità terapeutiche. E poi ad UNEBA
02:15sono iscritte anche molte realtà che svolgono attività di assistenza oppure di educazione
02:23e mi riferisco in particolare alle comunità per minori. Quindi una lunga storia che ha attraversato
02:29i cambiamenti profondi del welfare e che oggi vive una nuova stagione carica di problemi
02:38ma anche di prospettive. Parlando di problemi, sostanzialmente parliamo anche di ONLUS, finiscono.
02:45C'è un termine per la storia delle ONLUS perché per come le abbiamo conosciute fino ad oggi
02:50la riforma del terzo settore sostanzialmente le fa scomparire quella che è anche l'anagrafe
02:57dell'agenzia delle entrate e quindi le ONLUS devono decidere se diventare, o devono aver già deciso,
03:02se diventare una parte ETS o se continuare come altro ente no profit.
03:07E oggi per 329 ONLUS attive ancora nella nostra provincia è un problema.
03:15Diciamo che la qualifica di ONLUS è stata un vantaggio per questa realtà da un punto di vista fiscale
03:23perché non venivano riconosciute per quanto riguardava la loro attività prevalente e istituzionale
03:30come un'attività commerciale.
03:33Questo beneficio è finito.
03:36Diciamo che l'attuazione del RUNS, di questo registro nazionale al quale si iscrivono le realtà di terzo settore,
03:44l'attuazione di questa riforma dal 2017 ad oggi è stata abbastanza lenta, si è aggiunta a questa difficoltÃ
03:55anche di tempi, di burocrazia, si è aggiunta anche la competenza europea e la perdita della qualifica di ONLUS
04:03si deve proprio al fatto che, tenendo conto di quanto l'Europa ha detto, non potrà più essere riconosciuto
04:11questo vantaggio fiscale e quindi dovranno entro il 31 marzo adeguarsi.
04:19Perdono questa qualifica alla fine di quest'anno, quindi col 31 dicembre, e poi hanno tre mesi di tempo.
04:26Proprio questo passaggio che lei diceva è un passaggio significativo e riguarda anche tante realtÃ
04:33ha portato un EBA ad organizzare il convegno che si è svolto la settimana scorsa
04:38perché sono realtà che vanno accompagnate.
04:42Noi abbiamo grandi istituzioni, penso Casa di Dio piuttosto che Casa Industria
04:47che hanno anche una dimensione notevole, possono avere anche un supporto da un punto di vista legislativo, giuridico
04:56però noi abbiamo tantissime realtà che sono fatte di 50-60 posti letto, quindi medio-piccole
05:03che da sole non potrebbero supportare anche la consulenza che le accompagna.
05:09Un EBA svolge questa funzione.
05:11Il convegno è servito a dare un aggiornamento, a dire non preoccupatevi perché vi accompagniamo
05:17entro la fine dell'anno avverrà appunto che perderete questa qualifica di onlus, però abbiate pazienza,
05:25calma perché c'è tempo fino al 31 marzo e alcuni aspetti fiscali devono ancora essere chiariti.
05:32E poi di fiscalità parliamo fra un attimo.
05:35Vado dal dottor Pellegrinelli perché il focus è anche sulle RSA che per la maggior parte sono onlus.
05:43Noi abbiamo raccontato più volte il ruolo dell'RSA nel periodo Covid, il ruolo dell'RSA nel periodo post-Covid,
05:53quindi possiamo dire anche adesso, e le problematiche alle quali sono andate in conto da una parte
05:59quelle economico-finanziare e dall'altra un calo fisiologico delle vocazioni di chi vuole lavorare in RSA
06:06che si aggiunge anche a un calo fisiologico di quelle che sono le professioni sanitari.
06:10Sì, le RSA sono, come dire, le strutture aggregate, le comunità che hanno pagato lo scotto più importante
06:20durante il Covid, proprio perché assistono persone fragili e vulnerabili.
06:25Il Covid aggrediva proprio queste tipologie di persone.
06:30Subito dopo però il Covid abbiamo avuto la crisi energetica, la guerra in Ucrania,
06:34che ha portato a svuotare completamente il piccolo salvadanaio che le RSA avevano.
06:41Perciò si univa, come dire, il calo dei posti letto, perché comunque la mortalità degli anziani
06:49durante tutto il periodo Covid è durato non poco.
06:53Ricordo che la pandemia è finita il 30 giugno del 2023 ed è iniziata il 29 gennaio del 2020,
07:01perciò quattro anni importanti.
07:04Tornando alla parte finanziaria, la gestione energetica davvero ha sconvolto le nostre realtà ,
07:12non sapevamo più dove sbattere la testa, per dirlo in un gergo comune.
07:18Fortunatamente Regione e Governo ci hanno dato una mano in questo senso.
07:23Mi viene da dire non abbastanza, ma abbiamo avuto una mano tesa davvero in questo senso.
07:34Diceva prima del personale, sì, poi si è aggiunta la crisi del personale.
07:39Ormai da due anni, anche due anni e mezzo, assistiamo ad un allontanamento dalla professione,
07:47non solo dalle professioni sanitarie, ma dalle professioni ausiliarie.
07:50L'Italia, come dire, era famosa, in uno studio del 2015 si leggeva che l'Italia era famosa
07:56per la vocazione del prendersi cura al femminile, in questo caso, rispetto ai paesi nordici.
08:03Si faceva la comparazione tra taluni paesi.
08:06Anche questa vocazione è in me, la società sta cambiando, le donne lavorano sempre più
08:15ed è pure un auspicio questo, però chi si prende cura dei nostri anziani?
08:21Punto di domanda.
08:22Una volta, per imitazione, anche nelle famiglie, i figli prendevano spunto dal imparare ad assistere
08:31per poi imboccare la professione, sia essa dell'operatore socio-sanitario, dell'infermiere
08:36e quant'altro. L'ultimo concorso di infermieri dell'università ha visto non coprire tutti
08:43i posti. Teniamo conto che fino a 4-5 anni fa non bastavano i posti, si richiamavano le
08:49liste a aumentare, adesso capita tutto ciò. Il pensiero che facciamo qual è? Dobbiamo diventare
08:57attrattivi. Attrattivi cosa vuol dire? Noi ci proviamo in tutti i sensi, nel senso immettiamo
09:04sistemi di welfare, sia buoni welfare per aiutare i nostri dipendenti a fare la spesa,
09:11sia welfare di tipo sociale, uno su tutti, ad esempio quello di dare la fisioterapia gratuita
09:17ai nostri dipendenti, corsi di formazione gratuiti, corsi di formazione base per diventare
09:23ad esempio operatori socio-sanitari gratuiti, ma non sono sufficienti. Perciò la domanda
09:28che ci poniamo è come diventare più attrattivi e qui le risposte sono multiple. Mi viene da
09:35dire forse che bisognerebbe, come in tante altre situazioni, ripartire dalla formazione
09:41di base, cioè dalla scuola elementare e quell'educazione civica che si è un po' persa negli anni, ripristinarla
09:51a fronte anche di insegnare cosa vuol dire e che sensazione dà il prendersi cura delle
09:56persone fragili.
09:57Lei ha detto che si apprendeva in famiglia la cura del genitore o del nonno, la generazione
10:04di chi vi parla in questo momento, i millennials, non ricorda, o sono pochissimi quelli che ricordano
10:09di avere avuto i nonni in casa nel momento del bisogno dell'assistenza. I nostri genitori
10:16invece i nonni li hanno avuti in casa della mamma e del papà e forse manca questo passaggio
10:22perché oggi ci arriveremo, le RSA hanno sempre più bisogno di posti perché sono sempre più
10:31gli anziani, le famiglie che chiedono di portare i loro anziani. Faccio un passo indietro con
10:36la dottoressa Peroni. Da una parte per gli enti del terzo settore la burocrazia con il registro
10:44unico è aumentata, anche per le piccole associazioni culturali, bisogna tutti gli anni compilare
10:50il registro, il rischio di perdere, aggiornarlo, il rischio di perdere, quindi la burocrazia
10:55come spesso succede in Italia non è che è aumentata, ma in questo momento le chiedo
11:01se gli enti temono anche la fiscalità che questa riforma impone.
11:08Sì certo, la temono innanzitutto per la ragione che dicevo prima, perché la perdita della qualifica
11:14di Onlus pone il problema della fiscalità . C'è poi un dato che per semplificare molto
11:22il ragionamento per chi ci ascolta, questi enti svolgono una funzione di assistenza e di
11:30cura. Lo sanno bene le persone che hanno i loro familiari o in una residenza per anziani
11:37piuttosto che in una residenza per persone con disabilità che corrispondono a una retta.
11:43La retta teoricamente va a coprire le spese che riguardano il vito, l'albergo, la residenza,
11:50non la parte sanitaria, anche se giustamente Pietro diceva che quello che deve essere corrisposto
11:56dovrebbe essere anche qualcosa in più, ma è una delle ragioni per le quali un'EBA pressa
12:01a tutti i livelli delle istituzioni. Però mentre la parte sanitaria è coperta dal fondo
12:06sanitario, l'altra parte è coperta dalle famiglie. Bene, il fatto di ricevere dalle famiglie
12:15queste rette, mentre prima si dava per scontato che questa non è una funzione, non è un aspetto
12:23commerciale, oggi si apre proprio questo capitolo e cioè viene interpretata come un elemento
12:32di commercialità , quindi di commercio, di guadagno, questa parte che viene corrisposta.
12:37Ma com'è possibile pensare che l'assistenza, la cura sanitaria possa essere erogata se non
12:45c'è il resto? Dico questo per far capire come il dialogo tra queste istituzioni che sono
12:53fondamentali. A Brescia nelle RSA ci sono circa 7500 persone e lo sanno bene le famiglie
13:03che hanno dovuto fare questa scelta perché non avevano le condizioni oppure per l'anziano
13:08solo che non aveva più un familiare che lo poteva aiutare. È fondamentale la presenza
13:14e servizio che queste realtà erogano, ma non è un servizio commerciale. Eppure sia il
13:19Ministero delle Finanze, sia l'Agenzia delle Entrate, quando si trovano a dialogare, in
13:24questo caso dico con un EBA, piuttosto che altre organizzazioni di rappresentanza, faticano
13:30a capire che questa non è una funzione commerciale. Quindi noi abbiamo degli aspetti di fiscalitÃ
13:36che devono ancora essere definiti. Penso all'IRAP a livello regionale fino ad oggi, Regione
13:42Lombardia è esentato, ci chiediamo se continuerà così, come pure per quanto riguarda l'Imo
13:49che è pure un capitolo molto difficile.
13:51Dottor Pellegrinelli, più poi le RSA sono piccole, ha fatto un accenno a Dottoressa Peroni
13:57al territorio, più rischiano anche di far fatica. Ma se noi pensiamo a tanti territori
14:04marginali, di aree interne come le ha la nostra provincia, diventano fondamentali questi presidi
14:10sul territorio.
14:13Sì, quello che dice, noi l'abbiamo chiamato in parecchie sedi modello Brescia, modello
14:18Brescia perché in quasi tutti i paesi della Bresciana c'è un RSA magari di 40 posti, talvolta
14:25di 30 posti e a nostro avviso è un modello talmente capillare che va preservato, però bisogna
14:32mettere in campo un sacco di azioni per preservare queste strutture perché da sole non ce la possono
14:37fare. Sicuramente uno degli obiettivi di associazione UNEBA è stato e sarà quello di accompagnare
14:46e stare vicini a queste strutture. Negli ultimi anni, specialmente dopo il Covid, per i problemi
14:51che dicevo prima, abbiamo assistito anche a tanti commissariamenti, anche per problemi
14:56economico-finanziari. Pertanto il tema di cui richiamava è sicuramente di attualità .
15:03Stare vicino vuol dire anche accompagnare una struttura perché più una struttura è piccola,
15:12più si chiude il riccio e più le cose vanno peggio. Invece avere una struttura associativa
15:19vicina che senza nessun interesse ti porge la mano, questo riesce ad aprire le strutture,
15:27i territori e i comuni in cui insistono queste strutture. Perché ricordo che i consigli di
15:32amministrazione di queste strutture sono partecipati anche talvolta per la maggioranza da esponenti
15:39nominati dall'amministrazione comunale. E queste realtà che sono più piccole per dimensioni
15:47sono anche in qualche modo maggiormente preoccupate da questa nuova riforma? Sicuramente sì, perché
15:54i costi amministrativi più la struttura è piccola più incidono sulla struttura stessa,
16:00sul conto economico della struttura stessa. Un'azione interessante che può essere messa
16:09in campo e che qualche struttura ha già messo in campo negli anni scorsi è quella di creare
16:14collaborazioni con strutture magari un pochino più grandi. Non dico fusioni perché ovviamente
16:20è difficile che un comune molli la propria RSA dal punto di vista amministrativo, però
16:27sinergie gestionali sicuramente quelle si possono fare e si possono fare avendo un risparmio sui
16:36costi decisamente importante. Noi abbiamo fatto un conteggio, si può andare a risparmiare
16:42sui costi generali anche fino al 10-15%. Basti pensare, scusate, avere un direttore unico,
16:50avere acquisti in comune per delle piccole realtà significa davvero portare a casa dei
16:56margini di risparmio. In prospettiva i dati dicono che a breve gli anziani saranno più
17:06dei giovani, la popolazione attiva sarà inferiore rispetto invece a quella in cui è scienza,
17:13diciamolo così. Ci arriveremo molto presto, i bambini nascono sempre meno, gli anziani aumentano
17:21sempre di più, la prospettiva di vita per fortuna è anche maggiore. Si apre il tema di cosa
17:27succederà però a chi non è autosufficiente o a tutte quelle famiglie che non riusciranno
17:32a dare cura ai propri anziani. Per rispondere alla sua domanda ho anche il dato, voglio
17:39dire negli anni 80, 5 bambini, un anziano aveva attorno a sé 5 bambini e 2 persone che
17:45lavoravano. Oggi si è invertita completamente la tendenza, nel senso che 5 anziani hanno
17:52in famiglia un bambino e mezzo, la statistica dice, e una persona che lavora. Perciò molto
17:59preoccupante dal punto di vista della sostenibilità , tenuto conto che come dicevamo prima le strutture
18:06per anziani dovranno aumentare in maniera esponenziale nei prossimi 15 anni. Poi è vero, nel senso
18:12che dopo il 2038 più o meno ci sarà un calo, perché poi assistiamo appunto al gelo demografico
18:21di cui da qualche anno si parla e di cui siamo preoccupati. Però oggi, noi viviamo
18:26l'oggi e viviamo i prossimi 15 anni. Le strutture che oggi governano l'assistenza sono obbligate
18:34a fare dei ragionamenti, sono obbligate attraverso ad esempio i tavoli di associazione UNEBA, attraverso
18:40le commissioni, a portare l'attenzione dei nostri governanti, in questo caso i regionali,
18:44quali sono i problemi territoriali.
18:47Noi siamo quasi in conclusione, Margherita Peroni, abbiamo parlato di una serie di problematiche,
18:53quindi di contro per le ONLUS che si trasformano in ETS, le chiedo se ci sono anche dei PRO
19:00per rassicurarle.
19:02Sì, sicuramente, innanzitutto vi è un riconoscimento. Il RUNSA ha cercato di mettere ordine, teniamo
19:11presente che la realtà è diversissima in Italia. Noi stiamo parlando della nostra regione,
19:16ma se ci spostiamo in altre regioni, magari verso il sud, c'è proprio la necessità di
19:22dare delle indicazioni, di dare delle direttive. Sarebbe bello che riuscissimo anche a far vivere
19:31le esperienze che noi stiamo anticipando, perché abbiamo parlato prevalentemente delle RSA, ma
19:37ci sono delle RSA che proprio guardando avanti a questa evoluzione delle persone anziane stanno
19:44cercando di fare in modo che si prevenga una perdita di autosufficienza. Anche a Brescia
19:53ci sono delle strutture, le cosiddette casa, che sono per le persone che sono anziane ma
19:58sono ancora autosufficienti, vivendo insieme ritardano anche l'invecchiamento perché sono
20:03più attive e quindi anche queste strutture si iscriveranno a Runze naturalmente con le
20:10classificazioni migliori, un po' di ordine diciamo. Su questa cosa della difformità sul
20:17territorio nazionale della Lombardia anche su questo tema, però tutto sommato in Isola
20:21Felice. Sì, noi abbiamo innanzitutto, dobbiamo essere molto grati a chi, prima si parlava
20:28delle IPAB, le ex IPAB. Sono nate alcune alla fine dell'Ottocento, i primi del Novecento,
20:34Casa di Dio è nata nel 1500 e si è accumulato un patrimonio ogni anno. Dobbiamo essere grati
20:42a chi ha pensato e noi oggi dobbiamo fare in modo di essere lungimiranti, di non spaventarci
20:48di fronte alle difficoltà ma di cogliere le esperienze migliori e di guardare avanti.
20:52Io ringrazio Margherita Peroni, vicepresidente regionale di Uneva per essere stata con noi
20:58insieme al dottor Pietro Pellegrinelli che è consigliere regionale con delega ad anziani,
21:03cure domiciliari e lavoro di Uneva ma è anche il direttore dell'RSA di Ospitaletto e di
21:09Roncadelle. Noi ci fermiamo qui, non l'informazione di Etele è tutto che come sempre fra pochi
21:15minuti ritroverete nel nostro telegiornale e noi vi aspettiamo lì.
21:22Grazie a tutti.
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