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  • 3 settimane fa
ROMA (ITALPRESS) - In questa edizione:
- Il governo vara la riforma dei porti italiani
- Nel 2026 il mercato dell'autotrasporto potrebbe tornare a respirare
- La rete ferroviaria cinese raggiunge quota 165.000 chilometri
sat/azn

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Novità
Trascrizione
00:00In questo numero di Trasporti e Logistica Magazine, il governo vara la riforma dei porti
00:18italiani. Nel 2026 il mercato dell'autotrasporto potrebbe tornare a respirare. La rete ferroviaria
00:27cinese raggiunge quota 165 mila chilometri. Svolta per i porti italiani, il Consiglio dei
00:36Ministri ha approvato la riforma del settore. Al centro della nuova strategia nasce Porti
00:41d'Italia S.P.A., una società pubblica che avrà l'obiettivo di cambiare il volto della
00:46logistica marittima del paese. La riforma introduce una visione unitaria. Porti d'Italia S.P.A.,
00:52partecipata dal Ministero dell'Economia e vigilata dal Ministero delle Infrastrutture,
00:57dei Trasporti, avrà un ruolo di regia nazionale. Gestirà i grandi investimenti strategici,
01:03la manutenzione straordinaria e soprattutto promuoverà il sistema portuale italiano sui
01:08mercati internazionali. Le 16 autorità di sistema portuale non vengono cancellate. Continueranno
01:14a gestire gli scali sul territorio, la manutenzione ordinaria e le concessioni, ma saranno sollevate
01:20dal peso economico delle grandi opere infrastrutturali. Potranno così concentrarsi su efficienza
01:26e sviluppo locale. La riforma ha l'obiettivo di semplificare anche le procedure, piani regolatori
01:32più veloci, dragaggi accelerati, riutilizzo dei materiali in chiave di economia circolare.
01:38Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avrà maggiori poteri di controllo per garantire
01:44il rispetto di tempi e regole. Ora la palla passa al Parlamento. Il Governo chiede alle Camere
01:50un confronto serio e orientato ai risultati, per dare all'Italia un sistema portuale competitivo
01:56all'altezza delle sfide globali.
02:02Nel 2026 il mercato dell'autotrasporto su gomma potrebbe tornare a respirare, ma la spinta
02:08iniziale non arriverebbe dalla domanda. Secondo Morgan Stanley la scintilla della ripresa verrebbe
02:14soprattutto dall'offerta. La banca d'affari ricorda che negli ultimi cicli positivi del settore,
02:19dal 2014 al 2020, il cambio di passo è partito da fattori che hanno ristretto la capacità
02:25disponibile, poi sostenuti da un miglioramento dei volumi. Stavolta il possibile catalizzatore
02:31è una stretta regolatoria sul parco conducenti, requisiti più rigorosi, maggiori controlli e
02:37limitazioni che nelle stime potrebbero ridurre la capacità di oltre il 5%, un impatto che si
02:43sommerebbe a una fase già segnata da condizioni operative difficili, costi elevati e tariffe
02:48basse. Ravi Shanker, analista azionario dei trasporti per Morgan Stanley, in un rapporto
02:54sulle prospettive del comparto, evidenzia come questa contrazione dell'offerta sarebbe
02:58reale e sostenibile e potrebbe imporre un aumento minimo delle tariffe nel 2026. Resta
03:05però un punto chiave, senza una domanda più forte la ripresa rischia di restare parziale.
03:13La lunghezza totale della rete ferroviaria cinese è aumentata da 146.300 a 165.000 chilometri
03:22durante il periodo del quattordicesimo piano quinquennale tra il 2021 e il 2025. Si tratta
03:29di un incremento del 12,8% secondo quanto reso noto dal China State Railway Group. Sempre
03:36nel periodo 2021-2025 la lunghezza delle linee ferroviarie ad alta velocità operative in Cina
03:43è aumentata del 32,98%, passando da 37.900 a 50.400 chilometri, rendendo il paese la sede
03:53della più grande rete ferroviaria ad alta velocità del mondo. Nel solo 2025 la Cina ha registrato
04:00investimenti ferroviari per circa 128,3 miliardi di dollari e messo in funzione 3.109 chilometri
04:08di nuove linee, di cui 2.862 chilometri ad alta velocità. La Cina prevede di portare
04:14la lunghezza della linea ferroviaria nazionale a 180.000 chilometri entro il 2030.
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