- 7 minuti fa
"DIMORE ANTICHE - Le case del tempo ritrovato".
Valentina Orgiu ci accompagna tra dimore e ville di un tempo che conservano splendore e memoria. Testimoni della vita passata delle più importanti famiglie nobiliari, ma anche dell'organizzazione del lavoro nelle grandi aziende agropastorali.
La Domenica alle 21:00
Una produzione TCS S.r.l. 2022 www.telecostasmeralda.tv
Valentina Orgiu ci accompagna tra dimore e ville di un tempo che conservano splendore e memoria. Testimoni della vita passata delle più importanti famiglie nobiliari, ma anche dell'organizzazione del lavoro nelle grandi aziende agropastorali.
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Categoria
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NovitàTrascrizione
00:09Musica
00:20Antiche dimore, residenze ed epoca mantengono i mutati intatti nel tempo fascino e suggestione.
00:27Luoghi che custodiscono la storia, una storia di famiglia, una storia fatta dalle generazioni che questi luoghi abitano e hanno
00:36appunto abitato.
00:38È il caso di Villa Ballero qui a Giorgino, un luogo che fonde insieme cultura e spiritualità.
00:50Cultura perché è un luogo di importanza storica riconosciuta appunto dal Ministero dei Beni Culturali e poi spiritualità perché da
00:59sempre questa villa custodisce una tradizione, una devozione importante soprattutto per i cagliaritani.
01:08Stiamo parlando di Sant'Efisio, a maggio qua il martire guerriero sveste gli abiti di gala per indossare e trasferirsi
01:19appunto nel Cocchio di Campania.
01:21Cocchio che è custodito qua a Villa Ballero, insomma un luogo unico che oggi insieme andiamo a visitare.
01:29Venite!
01:30Musica
01:58Eccoci ben ritrovata.
02:01Roberta Ballero è la nostra padronea di casa.
02:04Benvenuti qui a Villa Ballero.
02:07Grazie per averci ricevuto in questa bellissima villa, ricordiamolo, villa storica.
02:12Sì, questa villa è stata dichiarata storica dal Ministero dei Beni Culturali negli anni 70 per una necessità pratica molto
02:24importante.
02:25Stavano costruendo il portocanale, l'idea originaria era di smantellare la chiesetta e ricostruirla da un'altra parte perché tutto
02:34il resto della villa era abbandonato e da ristrutturare.
02:40A quel tempo mio padre e mio nonno sono riusciti a far velocizzare la richiesta di riconoscimento immobile di interesse
02:48storico e culturale e il Ministero ha accolto la richiesta e quindi il portocanale ha dovuto modificare il progetto e
02:58lasciare questo pezzettino di proprietà privata all'interno della compagine del porto.
03:04Così ci siamo salvati e da quel periodo abbiamo iniziato la ristrutturazione che con grande fatica abbiamo fatto negli anni
03:12e oggi ci ha portato ad avere di nuovo a fruibile da parte di tutta la città questo luogo.
03:20L'ho presentato dicendo una villa intanto sicuramente storica ma un luogo che unisce cultura e spiritualità.
03:28Sì perché qui a seguito di un voto fatto dal nostro antenato Michele Ciarella accogliamo tutti gli anni Sant'Efisio
03:38quindi la processione che arriva da Cagliari che qui ha una delle sue tappe più significative ma non più importante
03:50è solo più significativa perché è l'unica in cui fa il cambio del cocchio perché noi custodiamo tutto l
03:56'anno per conto della confraternita il cocchio di Sant'Efisio
03:59quello di Campagna che fa la processione da qui a Nora e da Nora a qui e facciamo quello che
04:06viene definito il cambio degli abiti e degli ori.
04:17Adesso esattamente qua la destinazione d'uso da qualche anno è anche modificata, ospitate insomma degli eventi, dei ricevimenti ma
04:27lasciate comunque sempre la fruizione collettiva.
04:30Sì diciamo che da vent'anni ormai che è stata restituita alla fruibilità della città anche con la sua veste
04:37commerciale perché facendo matrimoni e eventi di qualsiasi genere
04:42la cittadinanza ha di nuovo la possibilità di visitare questo posto.
04:49Poi siamo aperti sempre per monumenti aperti, per le giornate del FAI, della cultura o comunque in qualsiasi occasione in
04:55cui ci viene chiesto di aprire
04:57perché abbiamo sempre avuto la consapevolezza che questo bene è un po' di tutti e per quanto c'è possibile
05:05ovviamente cerchiamo di rispettare questa vecchia tradizione.
05:11Ecco allora noi ci spostiamo adesso verso questa sala insomma più piccola, ciò che naturalmente ci riempie subito la vista
05:20è la bellezza di questo cammino.
05:22Sì sono tutti pezzi unici che arricchiscono questi saloni che abbiamo appunto ristrutturato negli anni.
05:35Sul cammino potete vedere c'è un cuscinetto, quello è un pezzo storico, un cuscinetto degli sposi probabilmente del Settecento
05:45che ha sotto il cerchietto e i fermagli per i capelli ed era un cuscinetto degli anelli che veniva utilizzato.
05:53La casa, la villa nei secoli ha mantenuto l'impianto originario, noi adesso ci troviamo sotto questo bellissimo arco in
06:00pietra e questo ovviamente è mutato nei tempi.
06:03Sì la casa è stata restaurata con cura, con attenzione sotto l'occhio vigile della sovrintendenza
06:12sulla base di un contratto di appalto che abbiamo trovato nell'archivio storico, di un appalto che era stato fatto
06:19a metà dell'Ottocento
06:21e un po' sulla falsa riga di quello abbiamo cercato di rispettare quella che era la sua natura
06:29ovviamente dandogli quella veste che ci serviva per poterla riutilizzare oggi.
06:47Insomma tanta storia ecco quindi voi siete oramai da tanti anni di generazione in generazione
06:55depositarie e custodi appunto di questa storia, qual è anche il peso di portare avanti insomma questa eredità Roberta?
07:05Ma è un peso sicuramente perché il primo maggio è per noi un impegno molto grande
07:13aprendo appunto a tutta la città.
07:16E' sicuramente un onere che ci fa piacere portare avanti ed è per questo che da generazione in generazione
07:25da mio nonno è passato a mio padre, da mio padre alla mia generazione
07:30e noi oggi stiamo educando le giovani generazioni, i sei piccoli ballero che domani dovranno portare avanti questa tradizione.
07:41Allora lasciamo appunto questa sala, ci dirigiamo invece verso la sala dei piatti, qua in tutta la sua bellezza ed
07:51evidenza
07:51notiamo questa capriata.
07:54Sì questa è la capriata più, il pezzo di capriata più antico che c'è nella casa perché è l
08:00'unico pezzo originale
08:02che abbiamo trovato quando abbiamo fatto i lavori di restauro.
08:08Ovviamente quando siamo intervenuti noi abbiamo dovuto ricomprare questa dove siamo noi adesso
08:14che era la casa padronale del conte Ciarella, mentre questi erano i bracci tra virgolette operativi
08:21cioè quelle che in sardo erano chiamate le cumbesies e che sono state nei secoli ricoveri della servitù, stalle, granai
08:30perché qui c'era la sua azienda agricola, lui aveva qui la sua casa di campagna con la sua azienda
08:35agricola
08:36questa era la sua casa con l'annessa cappella, mentre queste erano le zone di servizio.
08:43L'anticamera dalla sala dei piatti conserva una bellissima collezione di presepi, ci sono tanti ricordi anche di famiglia
08:51Sì, abbiamo in queste vetrine alcuni pezzi importanti tra cui questo bambino, Bambin Gesù in cera del Settecento
09:03che viene da Palermo di cui era originaria mia nonna
09:09e invece tornando al legame con Sant'Efisio nel piano basso abbiamo la campana originale della chiesa in bronzo del
09:181797
09:19che nella parte di dietro ha una spaccatura, quindi era stata sostituita negli anni Ottanta da mio nonno
09:27che aveva fatto realizzare una coppia che adesso è nel campanile e che viene effettivamente suonata all'arrivo di Sant
09:34'Efisio.
09:35Va bene Roberta, allora insieme adesso ci spostiamo verso la sala panoramica e percorriamo questa scala
09:43l'abbiamo nominata insomma più di una volta, anche questa originariamente era all'interno della villa e questa conduce al
09:51piano di sopra.
09:59Eccoci arrivati, come vedete qui il panorama è molto suggestivo perché ci affacciamo sul mare
10:09anche se in realtà è il braccio del portocanale ma sempre mare è
10:13e da quel grande finestrone che dà questa vista spettacolare sul mare
10:19si affaccia su quei campi che fino a ieri erano abbandonati e che adesso finalmente l'autorità portuale sta recuperando
10:28e quindi speriamo che a breve ci sia una riqualificazione della zona.
10:32Insomma a ragion veduta si chiama naturalmente sala panoramica perché è bellissima
10:38attraversandola intanto si nota subito questa credenza incredibile.
10:43Questo è un pezzo antico sempre di proprietà nostra che viene dalla villa del Corso, villa Patarozzi,
10:51la villa Collangelo che era di mia nonna e che faceva parte del salone di quella casa.
11:06Questo è il tavolo a cui accennavamo.
11:09Questo è il tavolo imperiale che può essere utilizzato per qualche cena a numeri più ristretti
11:17ma che in gran parte viene utilizzato per le cene familiari nostre perché siamo una famiglia abbastanza numerosa.
11:25E a proposito di famiglia qua mi fa sorridere questo è un tappeto appartenuto ai tuoi genitori
11:32qua c'è una piccola lacerazione, c'è una stile di famiglia insomma.
11:36Questo è un regalo di nozze dei miei genitori che la piccola Roberta con i primi tacchi ha bucato
11:44e mamma ha pensato di preservarlo mettendolo sotto il vetro.
11:57Questo è un vecchio panciotto di Sant'Efisio che si sposa con il mantello che invece è in chiesa
12:05e che erano i pezzi donati da mio nonno che ci sono stati restituiti dalla confraternita
12:13quando erano ormai inutilizzabili lisi e quindi sia il panciotto che il mantello
12:19li abbiamo messi sotto il vetro in mania tale che potessero essere visionati.
12:33Così come è bella la credenza altrettanto bellissimo e meraviglioso è questo orologio
12:40che viene sempre dalla Villa del Corso, non siamo riusciti a rimetterlo in funzione
12:46ma è sicuramente un bell'oggetto anche solo da guardare.
12:54Noi abbiamo percorso il giro del tavolo, chissà quante volte Roberta Piccolina
12:59tu e i tuoi fratelli insomma avete come dire giocato intorno a questo tavolo antico
13:07ritorniamo qua appunto alla credenza ma la sala panoramica ci schiude ancora un'altra sorpresa
13:23qui abbiamo ricreato una camera da letto sempre ad uso più o meno privato
13:29ha una particolarità perché dal letto hai la visione sia della cupoletta di Santefisio di Giorgino
13:38sia il mare dall'altra finestra e quindi è molto suggestivo per chi dorme qua
13:44avere questo panorama risveglio.
13:46Come se fosse con Tredunione abbiamo parlato di cultura e spiritualità qua la chiesetta e là invece
13:50il nord i luoghi del martirio ma questa stanza conserva un altro pezzo importante della memoria
13:57di famiglia qua c'è una fotografia che immortala appunto tuo fratello Francesco quando è stato indicato
14:06dalla Municipalità di Cagliari come Alter Nos.
14:09Sì era il 2012 è stata la prima volta che un ballero ha ricoperto questa carica in quanto per essere
14:17Alter Nos
14:18ovviamente devi essere consigliere comunale e Massimo Zedda ha promesso a Francesco che avrebbe realizzato
14:27questo sogno e effettivamente al primo suo Santefisio ha nominato Francesco come Alter Nos
14:34è stata sicuramente per lui ma anche per noi un'emozione estremamente importante
14:44un pezzo di storia in più che si è aggiunta al voto che noi ogni anno portiamo avanti di Santefisio
14:52con un sogno che noi abbiamo nel cassetto non so se in questa vita riusciremo a realizzarlo
14:58e cioè di eliminare il carro militare che porta Santefisio da qui alla fine della strada nuova
15:06e fargli invece attraversare i 600 metri del portocanale
15:10chissà vediamo insomma adesso intanto noi lasciamo la villa e invece andiamo veramente a trovare Santefisio
15:20a trovare quel cocchio di campagna che rappresenta proprio il voto che ha fatto la vostra famiglia a Santefisio
15:27vi accompagno
15:54Dicevamo Roberta che Villa Ballero
15:57naturalmente unisce cultura e spiritualità questo perché l'abbiamo detto tante volte
16:02la vostra famiglia ha fatto un voto a Santefisio al martire guerriero e qua c'è appunto quella che è
16:11la cappella di Santefisio
16:13Sì in realtà il voto noi l'abbiamo proseguito ma l'ha fatto il conte Ciarella che è il nostro
16:20antenato
16:21che poi l'ha tramandato alla sua famiglia che siamo noi quindi è un voto fatto da lui
16:28che noi anno dopo anno abbiamo proseguito e come dicevo prima insegnando generazione dopo generazione
16:35questi piccoli gesti che noi facciamo e che sono molto importanti
16:39ragion per cui quando arriva la statua che viene posizionata su un cubo al centro della cappella
16:47ognuno della mia famiglia ha un ruolo
16:52mia zia lega gli anelli, mio fratello Stefano toglie la corona
16:58cerchiamo di lasciare a ognuno un pezzettino da fare e con tutte le aggiunte delle nuove generazioni
17:07che per quanto possano sembrare piccoli hanno un'attenzione nella gestione della statua
17:17che gli è stata inculcata da quando sono nati con tutte le attenzioni che dobbiamo fare
17:23perché ovviamente è una statua antica
17:24dicevamo appunto abbiamo visto all'interno della casa la campagna originale
17:30però qua notiamo subito anche un bellissimo pavimento
17:35qui c'è il pavimento originale del Settecento che è rimasto nella cappella
17:42ci sono gli affreschi originali che abbiamo recuperato nella cappella
17:47che vedono i quattro mori in una accezione diversa da quella attuale
17:52perché hanno oltre una direzione opposta perché guardano ai quattro punti cardinali
18:00e hanno la benda sugli occhi differentemente da oggi
18:04che guardano tutti nella stessa direzione e la benda sulla fronte
18:09si dice ma non è una notizia certa che fosse una precedente versione dei quattro mori
18:17probabilmente del periodo di Renora d'Arborea
18:20e comunque in un periodo storico in cui la Sardegna è stata come fino a poco tempo fa terra di
18:27conquista
18:27e che quindi questo rappresentava il fatto che la Sardegna avesse necessità di guardarsi le spalle da ogni punto
18:36Ricordiamo che questa ovviamente è anche una chiesa consacrata
18:39quindi qua si possono appunto celebrare le messe
18:42Sì, è una cappella consacrata che viene utilizzata ovviamente per il primo maggio
18:48perché facciamo la celebrazione
18:49e come vedete c'è una statua originale del Settecento
18:56che probabilmente anche questa è del cima
18:59e raffigura la stessa statua di Santefisio che va in processione
19:04se non per misure più piccole
19:07nell'altare ci sono di nuovo i due stemmi di casa Ballero e di casa Ciarella
19:12oltre alla raffigurazione di Santefisio
19:16che è uno stemma che abbiamo trovato recentemente
19:20è uno delle poche rappresentazioni di Santefisio sul legno
19:25e l'abbiamo inserito nell'altare
19:29Il mantello è un mantello che veniva utilizzato fino a una quindicina, vent'anni fa
19:35sulla statua di Santefisio che va in processione
19:38che è stato donato da mio nonno
19:41come dicevamo prima del panciotto che abbiamo visto su
19:44e che ci è stato restituito negli anni scorsi
19:46perché ovviamente uso dopo uso viene consumato
19:57Allora adesso ci dirigiamo verso il cocchio di campagna
20:00ne abbiamo parlato tanto
20:02eccolo qua in questa sala appunto attigua
20:05alla cappella in tutta la sua bellezza
20:08per quanto molto povero
20:10però semplice ma non meno suggestivo
20:15Sì, questo è quello che comunemente tutti chiamiamo il cocchio di campagna
20:19è il cocchio che fa in realtà tutta la processione
20:23perché fa da Giorgino a Nora e da Nora a Giorgino
20:26sempre trainato dai buoi come quello della processione cittadina
20:31questo si racconta essere una carrozza
20:35che era stata donata da una nobile donna
20:38e riadattata per l'uso appunto necessario per la processione
20:42in attesa che a Firenze venisse realizzato
20:45quello che oggi conosciamo come il cocchio di città
20:48che è un cocchio invece che nasce proprio per la processione
20:50Quello più lussuoso insomma
20:51Questo cocchio che noi custodiamo per conto della confraternità
20:56con la quale abbiamo sempre collaborato per tutto ciò che era necessario
21:03nel 2008 abbiamo costituito un comitato
21:07che si è occupato della raccolta dei fondi
21:09che sono stati necessari per il recupero del cocchio
21:13che ci ha permesso di riportare a vista
21:15tutti i ferri e tutti i legni del cocchio
21:19che erano tutti coperti di lacca rossa
21:21abbiamo rifatto l'illuminazione interna un po' più discreta
21:26perché nel periodo della guerra erano state inserite
21:29questa è una chicca dentro il cocchio delle frecce di macchina
21:34e nella parte frontale aveva un faro di moto
22:03all'esterno appunto della villa
22:05questo porticato qua un tempo si raccoglievano le materie prime
22:11insomma qua invece stiamo entrando in un'altra sala importante
22:16voi la chiamate la sala sarda
22:18questa è quella che noi chiamiamo la sala sarda
22:20ed è quella che ha un'identità diciamo più legata sia alla storia del posto
22:29sia a Sant'Efisio
22:31come potete vedere oltre ai pannelli che raccontano il restauro del cocchio
22:37abbiamo foto che raccontano la processione
22:39abbiamo una vecchia stampa dei primi dell'Ottocento
22:44che racconta l'uscita di Sant'Efisio dalla chiesa di Stampace
22:51nelle foto si può vedere quella che è la processione che noi facciamo
22:57questo è il 4 maggio
22:58quando Sant'Efisio torna senza gli ori
23:01e gli vengono tolti gli abiti che ha
23:04e tutti gli ex voto che ha raccolto durante la processione
23:08e gli vengono rimesse le cose d'oro
23:21ecco allora lasciamo la sala sarda per affacciarci
23:26insomma ne abbiamo parlato tante volte
23:27su questo bellissimo giardino che curi anche personalmente Roberta
23:32sì ovviamente questi sono tutti i spazi che vengono dedicati alle cerimonie
23:39inizialmente qui giardino non ce n'era perché erano tutte zone di sabbia
23:44perché ricordiamoci che il mare era là dietro alle nostre spalle
23:48ed è cresciuto negli ultimi anni con l'impegno di mia madre
23:53che ha un pollice verde fuori dal comune
23:56e tanta pazienza
24:00naturalmente Roberta chiudiamo parlando di Sant'Efisio
24:04abbiamo ancora nel cuore la ferita di quell'immagine
24:07insomma del primo maggio del 2020
24:09immagino che insomma anche per voi non sia stato facile
24:13sicuramente non è stato facile
24:16io personalmente che ho un coinvolgimento maggiore
24:22rispetto a qualcuno dei miei fratelli
24:26l'ho vissuta male
24:27tant'è che per partecipare in qualche modo a quel pezzettino di processione che si è fatto
24:36avendo la fortuna di vivere nel largo
24:39ho sparato con delle casse professionali
24:43Nicola Agus e le sue lanaedas quando è passato Sant'Efisio
24:48e quantomeno tutti quelli che hanno fatto le riprese in Piazza Ienne
24:53hanno la suggestione della musica quando è passato il carro con la statua di Sant'Efisio
24:59e l'ha accompagnato fino a Piazza Matteotti
25:02è stato il mio piccolo modo di contribuire in questi anni di fermo
25:07mi auguro che quest'anno seppur in misura ridotta
25:11qualche cosa si possa fare
25:12perché la città ha bisogno di riapproparsi del suo protettore
25:17ce lo auguriamo tutti
25:18speriamo veramente che anche quest'anno Sant'Efisio
25:22ci siamo appellati a lui
25:25tante volte l'abbiamo invocato
25:27e speriamo veramente che la città possa riabbracciare il suo martire guerriera
25:32grazie a tutti