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Trasmissione, giunta alla 9^ edizione, curata da Alessandra Dessì per la regia di Massimo Sulis, affronta tematiche che vanno dalla prevenzione ai tumori, al Corona Virus e tanto altro ancora.
In onda tutti i mercoledì alle 21:00
Una produzione TCS S.r.l. 2020 #canale13 www.telecostasmeralda.tv
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NovitàTrascrizione
00:00In collaborazione con Vito Contreas Chirurgo Plastico, Calabrese Dental Clinic.
00:35Buonasera e benvenuti a Missione Salute. Come vedete naturalmente anche noi ci proteggiamo dati i tempi che corrono e utilizziamo
00:43le mascherine per proteggere la nostra salute e quella degli altri.
00:47Quindi vi invito anzi a fare altrettanto distanziamento sociale e utilizzo delle mascherine.
00:52Detto questo apriamo questa nuova trasmissione trattando una patologia di natura reumatica invalidante e molto diffusa che è la fibromialgia.
01:03Ne parleremo in compagnia di uno studioso, un'autentica autorità in materia, il reumatologo Alessandro Mattie.
01:10Buonasera professore, benvenuto a Missione Salute.
01:13Buonasera, grazie.
01:15L'ho detto nella premessa professore, è una patologia alquanto diffusa quanto è diffusa in Italia e soprattutto nella nostra
01:21Sardegna.
01:22L'Italia nota per non avere dei dati epidemiologici in buona quantità come succede in altre nazioni.
01:32Comunque anche dall'Italia provengono dei dati che sono uniformi con quelli internazionali
01:41che indicano in una percentuale del 2-5% fino al 7% in alcuni lavori della fibromialgia nella popolazione
01:53generale.
01:55La distribuzione della fibromialgia non è uguale nei due generi, cioè maschi e femmine.
02:02Nelle femmine è tre volte più frequente che nei maschi, cioè un rapporto di 3 a 1.
02:09Comunque questi sono valori piuttosto elevati, molto elevati per una patologia.
02:15Come ci si ammala di fibromialgia?
02:17Allora, la fibromialgia non ha una causa o cause ben definite note.
02:26Ci sono molti studi in proposito, ci sono molte ipotesi in proposito
02:31e queste sono utili a percorrere dei filoni di ricerca che sono in atto in buona quantità
02:38e ci indirizzano sia su alterazioni della biochimica cerebrale,
02:44cioè dell'interazione tra recettori e neurotrasmettitori, dove sono state evidenziate delle alterazioni,
02:52la connettività tra neuroni e questi sono i filoni biologici.
02:58Poi ci sono degli indirizzi di studio su condizioni di tipo psichico-psicosociale
03:06oppure anche su condizioni ambientali della vita comune che possono condizionare l'avvento della fibromialgia.
03:17Diciamo che è difficile fare una scansione tra cause a monte vere e proprie
03:25e meccanismi con cui si sviluppa il quadro clinico.
03:30Per esempio lo stress potrebbe svolgere un ruolo oppure no?
03:35È accettato che vi sia un grosso impatto possibile in una serie di pazienti, non in tutti,
03:43del vissuto personale o di episodi del vissuto personale.
03:48Un rilievo particolare può avere per esempio un vissuto di bullismo,
03:55cioè aver subito un bullismo da parte di soggetti anche giovani, anzi spesso giovani,
04:00i quali poi in seguito sviluppano un quadro di tipo fioromialgico,
04:05che è anche un po' una denuncia di un vissuto che magari non viene confessato facilmente,
04:15soprattutto in soggetti di giovane età.
04:17Sappiamo che la costante è il dolore, la costante di questa patologia.
04:22Quali sono quelle condizioni esterne che possono migliorare o peggiorare questa condizione?
04:29Allora, esistono elementi di tipo ambientale, per esempio di tipo fisico,
04:38che possono aggravare il dolore.
04:42Un esempio è il freddo, il dolore e i sintomi muscoloscheletrici.
04:48Un elemento contrastante che invece può alleviarlo è il tepore, il caldo,
04:54quindi un beneficio, per esempio, di un'idroterapia di tipo termale o anche domiciliare,
05:01perché possiamo utilizzare questo mezzo in questo modo.
05:06Esistono caratteristiche comuni fra le persone che si ammalano di questa patologia?
05:12Beh, intanto riconosciamo dei cluster familiari, dei cluster infamiliari,
05:18cioè ripetersi nell'ambito di una stessa famiglia della condizione patologica.
05:24Si parla di condizioni anche di tipo genetico, che quindi possono essere comuni.
05:34Però, attenzione, forse è più giusto riconoscere che invece nell'ambito della fibromialgia
05:42ci sono delle tipologie differenti di pazienti, quindi esattamente l'opposto.
05:49Cioè non tanto il riunire degli uomini, ma tanto il distinguere.
05:56E sono delle tipologie che poi hanno dei riscontri anche nella risposta, per esempio,
06:04a determinate terapie, risposte differenti a uno stesso genere di terapia, per esempio.
06:11Dobbiamo interrompere per mandare la pubblicità.
06:14Torniamo tra un minuto.
06:24Siamo tornati in studio, siamo in compagnia di Alessandro Mathieu.
06:28Professore, lei inizialmente, proprio a inizio trasmissione,
06:32ha affermato che questa patologia è maggiormente diffusa tra le donne.
06:39Sappiamo il perché?
06:42Non proprio.
06:43Noi abbiamo degli elementi noti che differenziano le donne dagli uomini
06:51per quanto riguarda la percezione del dolore.
06:55Ultimamente sono stati fatti degli studi che hanno messo in evidenza, ad esempio,
06:59che c'è una differenza nella connettività neuronale,
07:02alcune differenze nella connettività neuronale tra uomini e donne.
07:10C'è poi un'azione probabile degli ormoni di tipo sessuale, cioè androgeni e estrogeni,
07:18nel modulare le attività, alcune attività cerebrali.
07:23E questo potrebbe essere un motivo.
07:27Abbiamo detto che una costante è il dolore.
07:30Ecco, ci sono altri sintomi importanti?
07:33Allora, il dolore è un pilastro, diciamo, ovviamente, nei criteri di diagnosi della malattia.
07:43Insieme al dolore, assolutamente di importanza pari,
07:48ci sono le alterazioni del sonno e c'è quello che noi chiamiamo la fatigue.
07:55Fatigue con un termine anglosassone, che vuol dire non fatica, ma vuol dire spossatezza, senso di spossatezza.
08:04Quindi questi elementi sono specifici della malattia
08:09e ci aiutano, diciamo, anche a definire, a filtrare il nostro paziente e il suo quadro clinico.
08:20Poi ci sono altri elementi che sono la facile, l'eccessiva dolorabilità provocata, che so, dalla pressione,
08:31cioè tutto quello che può stimolare, provocare una sensazione che per il fibromialgico è dolorosa
08:40a differenza di quello che succede per persone che non sono fibromialgiche.
08:45Un altro elemento abbastanza importante è quella situazione di particolare sensibilità
08:55al freddo, alla luce e ai rumori.
09:01Il fibromialgico è addirittura eccessivamente attento a questi elementi perché non li tollera
09:08e non li tollera in maniera anormale.
09:12Un altro aspetto è la rigidità muscolare, ad esempio, che è un sintomo che viene frequentemente riportato.
09:22ed un altro molto importante è la facilità di dimenticare, cioè la difficoltà di tenere a memoria
09:35determinate cose, la difficoltà di concentrazione e anche talvolta la difficoltà a mettere in ordine
09:44quello, i pensieri o quello che si vuole fare.
09:47E tutto questo costituisce per molti pazienti, perché chiaramente ogni paziente ha il suo profilo,
09:56quindi potrà essere presente o non presente uno di questi sintomi, però molti pazienti ne soffrono
10:04e sono condizionati evidentemente da questi deficit.
10:09I disturbi del sonno sono dovuti unicamente al dolore o ci sono altre ragioni che li causano?
10:16Il disturbo del sonno può essere primitivo, nel senso che il disturbo del sonno può essere dovuto
10:23a un disequilibrio nella biochimica cerebrale, nel funzionamento di sistemi di neuromediatori
10:37o di recettori per i neuromediatori e quindi alterare la qualità caratteristica del sonno stesso,
10:50quali ad esempio la capacità di rilasciamento completo della muscolatura durante il sonno.
10:58Ovviamente questo cosa comporta?
11:01Comporta in ricaduta il dolore muscolare, il dolore muscolo-scheletrico.
11:06Se la muscolatura non ha avuto un ristoro durante il sonno, è ben facile che dal muscolo
11:17pervengano dei segnali di tipo doloroso che poi, abbiamo detto, il fibromialgico percepisce
11:26in maniera addirittura amplificata.
11:29Per varie patologie noi siamo abituati a parlare di un dolore localizzato, professore.
11:35Questo è un dolore diffuso? Perché è un dolore diffuso? Perché si avverte in tutto il corpo?
11:40Allora, è una caratteristica infatti importante del dolore come sintomo
11:49e si spiega bene col fatto che noi oggi ammettiamo che il dolore sia un dolore di tipo centrale,
11:58cioè non è un dolore che nasce da eventi patologici in periferia,
12:04ma proprio si genera centralmente.
12:08Quindi noi diciamo che questo dolore è multisito, cioè coinvolge parecchi siti dello stesso organismo.
12:18Oltretutto si sa che nella fibromialgia la plasticità cerebrale, cioè il modo di funzionare,
12:26modo di adattarsi cerebrale, probabilmente porta a una aberrante attivazione di alcune zone cerebrali,
12:40alcune attività cerebrali, che quindi risultano iperattivate, rispetto ad altre che magari risultano ipoattivate.
12:49E questa è una caratteristica che sembra emergere dagli studi di imaging cerebrale.
12:54Interrompiamo, professore, mandiamo la pubblicità. Torniamo tra un minuto.
13:08Eccoci di nuovo in studio, parliamo di fibromialgia in compagnia del professor Mathieu.
13:14Professore, come si arriva alla diagnosi di fibromialgia?
13:18Beh, la diagnosi di fibromialgia può non essere facile.
13:23Può non essere facile.
13:27Intanto abbiamo degli indirizzi, dei criteri di tipo diagnostico che ci danno determinate regole.
13:36Alcune le ho richiamate prima, ci devono essere degli elementi presenti nel nostro paziente.
13:42Però è anche vero che intanto tutti i pazienti sono ognuno diverso dall'altro.
13:46Quindi il profilo della sintomatologia può essere assolutamente...
13:50E poi una cosa importantissima da dire è che la diagnostica differenziale è veramente ad ampio raggio
14:00perché ci sono tutta una serie di patologie di tipo differente che possono mimare un quadro fibromialgico
14:10o addirittura dare un quadro di tipo fibromialgico di natura specifica,
14:17associato con queste specifiche malattie.
14:20Faccio un esempio, malattie reumatologiche in primis nel connettiviti, cioè nel lupus,
14:25possono essere presenti quadri francamente fibromialgici, nella sindrome di Siegren,
14:33nell'artrite reumatoide, nelle spondilartriti, quindi in una gamma molto vasta di malattie reumatologiche
14:41in cui addirittura un quadro fibromialgico può essere il primo elemento che emerge e poi gli altri a seguire.
14:49Altri esempi sono alcune malattie infettive che contengono nel loro quadro tutti gli elementi della fibromialgia.
14:59Cito alcune delle patiti, cito la malattia di Lyme, che è una borreliosa, insomma diverse malattie.
15:09Poi ancora malattie di tipo endocrinologico, ci sono delle alterazioni che riguardano la paratiroide,
15:18la tiroide, delle disfunzioni o anche i surreni che possono dare luogo a un quadro di tipo fibromialgico.
15:29E non le sto citando tutte, vorrei citare per esempio quello anche neurologico,
15:34perché ci sono delle affezioni importanti nell'ambito delle malattie neurologiche
15:40che contengono un profilo di tipo, una sintomatologia di tipo fibromialgico.
15:47Quindi si capisce bene che il lavoro che va fatto è un lavoro di distinzione, di discriminazione,
15:56di esclusione di queste malattie.
15:58Poi a complicare un po' le cose ci sono anche dei sintomi o delle condizioni patologiche associate
16:05che arricchiscono il profilo dei disturbi nella fibromialgia.
16:12La sindrome del colon irritabile, per esempio,
16:17delle sintomatologie di tipo cistitico, disturbi di tipo otologico.
16:22Quindi, assolutamente, possiamo avere dei pazienti che hanno un profilo assolutamente deformato,
16:32diciamo, in parte o comunque confuso, da questi sintomi o malattie diverse che stanno dietro un quadro fibromialgico.
16:46Pertanto la diagnosi, insomma, l'ha detto chiaramente, potrebbe essere tardiva, professore.
16:51Quanto è importante, invece, una diagnosi, come dire, precoce?
16:55La persistenza di un dolore, cioè un dolore non risolto o non modulato,
17:01induce una modificazione a livello cerebrale, dando luogo a quella che è una sensibilizzazione al dolore.
17:10Quindi quanto più a lungo e in maniera meno modulata insiste il dolore,
17:18quanto più difficile è rimuoverlo o comunque modularlo.
17:23Si parla tanto, professore, per diverse patologie di movimento fisico e dei suoi benefici.
17:31Ecco, in questo caso il movimento fisico aiuta o danneggia?
17:36Intanto diciamo una cosa subito che è questa.
17:39L'attività fisica, l'esercizio fisico mirato, ma anche quello generico,
17:46sono degli elementi cardine ormai riconosciuti
17:49che danno tra i risultati migliori nel trattamento non farmacologico, chiaramente, della malattia.
17:58Quindi stiamo dicendo che assolutamente il valore di un'attività fisica mirata,
18:03dell'esercizio fisico in genere e l'attività motoria, diciamo, è assolutamente positivo
18:10ed è un pilastro della terapia.
18:12Però lei ha anche parlato della spostatezza che i pazienti ha aperto.
18:15Sì, però voglio dire questo.
18:17L'attività motoria e l'esercizio fisico mirato
18:22deve essere condotto e guidato in maniera personalizzata
18:29e con la conoscenza che un paziente che appunto ha avuto una sensibilizzazione eccessiva
18:36al dolore, cioè un dolore cronico, potrebbe mostrare inizialmente
18:42una suscettibilità iper dolorosa al movimento.
18:47Quindi, in altre parole, deve essere un percorso estremamente bilanciato,
18:53estremamente personalizzato, perché sennò si ottengono dei risultati paradossali, cioè negativi.
18:59Professore, come si cura questa patologia?
19:03Con l'esercizio fisico, sicuramente?
19:06Questa patologia ha dei pilastri riconosciuti, dei punti fermi riconosciuti
19:13e su alcuni di questi ci sono dati oggettivi di risultati accettabili
19:20più che altri tipi di interventi.
19:24Le faccio un esempio.
19:25Un intervento terapeutico che viene posto al primo livello, al primo posto per questi pazienti
19:35è l'attività motoria specificamente guidata e l'attività fisica in genere.
19:42Con dei training di questo genere si sono ottenuti dei risultati di beneficio comprovato
19:51che sono addirittura riportati nelle raccomandazioni, nelle linee guida per l'approccio terapeutico.
20:02Chiaramente è un approccio non farmacologico, ma comporta degli effetti a livello cerebrale
20:08che assomigliano a quelli di tipo farmacologico.
20:12Un altro elemento è quella che si dice l'educazione del paziente,
20:16ma vuol dire l'informazione chiara al paziente delle caratteristiche della sua patologia
20:23in modo che il paziente non si crei preoccupazioni eccessive e sappia nei derivi qual è l'approccio
20:31migliore per modulare il suo dolore, per migliorare, per avere beneficio.
20:38Un secondo pilastro è l'intervento di tipo psicoterapeutico, di tipo cognitivo comportamentale
20:46o più recentemente con quello che si chiama l'emotional awareness.
20:52Cioè in pratica è un approccio, anche questo, che insegna al paziente come modulare le sue sensazioni di dolore
21:03e come soprattutto gestire nella maniera migliore questo grosso impatto di disturbi che lui ha.
21:10Poi la terapia farmacologica. La terapia farmacologica è a macchia di leopardo, diciamo così.
21:16Cioè ogni farmaco che è stato utilizzato, e va di bene sono praticamente tutti i farmaci attivi sul sistema nervoso
21:25centrale,
21:26hanno dato dei benefici intorno al 30% come guadagno di benessere, ma in sottogruppi di pazienti,
21:36cioè in quote limitate di pazienti, quindi non in tutti i pazienti, e quindi anche qui un'altra volta
21:43la terapia deve essere personalizzata e quindi il percorso terapeutico o la scelta del tipo di farmaco
21:52deve essere personalizzata, soprattutto perché questi farmaci possono avere effetti collaterali
21:58che devono essere rapportati al tipo di paziente, all'attività di lavoro sociale del paziente.
22:09Posso sottolineare che ci sono delle sostanze sotto studio, di cui dico subito che non c'è
22:17una concordia nel livello di beneficio, che comprendono anche dei farmaci che sono stati promossi
22:29diciamo abbastanza fortemente, per esempio gli opioidi, dei quali oggi si tende a utilizzare,
22:37che si tendono a utilizzare molto meno che nel passato recente.
22:42Ci sono dei farmaci che sono utilizzati anche in altri tipi di dolore cronico e anche qui
22:51hanno dato dei risultati, dei benefici non elevatissimi, ma comunque ragguardevoli, tant'è
22:59vero che alcuni di questi farmaci, pochi farmaci, sono tre farmaci che sono stati approvati
23:05dall'FD americana per la fibromialgia. Sotto studio c'è per esempio i cannabinoidi, che
23:13possono essere promettenti, ma siamo ben lontani da poter affermare dei concetti fermi e certi
23:24per i pazienti.
23:25Siamo in chiusura, professore. Vorrei chiedere qual è la domanda che le rivolgono più frequentemente
23:31ai pazienti?
23:32Ma dunque, intanto la prima domanda che fa un paziente è o qualcosa di grave, perché
23:41l'impatto di un dolore diffuso, perseguitante, persistente, chiaramente induce nel paziente
23:51anche dei brutti pensieri. Il poterlo tranquillizzare e ridimensionare il sospetto diagnostico,
24:00e porre una diagnosi precisa già è un punto di avanzamento importante per il paziente.
24:08La seconda cosa è il paziente che viene da un'esperienza di tentativi terapeutici inappropriati,
24:18per esempio l'uso di antinfiammatori e così via, che non può dare luogo a risultati apprezzabili,
24:25ma che per lui sono altrettante delusioni. E anche qui si domanda, ma è stata sbagliata
24:34una diagnosi? C'è qualcosa sotto di difficile da contenere, da controllare e così via?
24:43E quindi anche qui il paziente va informato e tranquillizzato. Poi ci sono dei pazienti
24:50che mi chiedono, per esempio, se la dieta può avere una certa efficacia. La domanda potrebbe
24:58far sorridere, però in realtà qualcosina. Noi sappiamo, per esempio, che i pazienti
25:04obesi spesso sentono maggiormente, percepiscono maggiormente stimoli dolorosi, per esempio,
25:12soprattutto di tipo infiammatorio. Ma più recentemente sappiamo anche che ci sono delle
25:19alterazioni del microbioma intestinale in questi pazienti rispetto a soggetti di controllo.
25:28Chiaramente è uno degli spunti di ricerca a cui potremmo dare un certo significato se teniamo
25:38in conto che ci sono dei rapporti tra sostanze, tra mediatori a provenienza intestinale, che
25:49interagiscono con le strutture cerebrali. Quindi insomma c'è molto da ricercare e anche delle
25:59domande apparentemente inconsistenti, tutto sommato non vanno mai, diciamo così, liquidate,
26:09perché il paziente oltretutto merita delle risposte il più precise possibile.
26:14Merita attenzione sicuramente. La ringrazio professore per essere stato con noi. Grazie per
26:20averci seguito. Torniamo mercoledì prossimo. Buona serata.
26:23In collaborazione con Vito Contreas Chirurgo Plastico, Calabrese Dental Clinic.
26:54Grazie a tutti.