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Una produzione TCS S.r.l. 2021 www.telecostasmeralda.tv

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Trascrizione
00:00Le case scavate nella roccia, delle rocce dalle forme particolari e che hanno suggerito all'uomo
00:07delle storie e delle leggende, ma anche la riscoperta di un crocefisso che risale a lontano
00:151500, sono solo alcuni dei temi che ci accompagneranno nel corso di questa puntata
00:22per andare al di là delle colonne d'Ercole.
00:49Grazie a tutti.
01:00I rituali della vita e della morte ci accompagneranno nel corso di questa puntata anche alla ricerca
01:08al di là delle colonne d'Ercole di alcune rocce dalle forme particolari, come ad esempio la grande roccia
01:15dell'elefante. E poi nel corso del nostro viaggio, a ritroso nel tempo e alla riscoperta di alcuni
01:23territori della Sardegna, incontreremo un particolare crocefisso, risale a lontano 1500, ma partiamo
01:32subito con il nostro viaggio.
01:52Il bellissimo Nuraghe in fondo a questa vallata è stato realizzato dagli antichi abitanti della
02:00Sardegna estraendo le rocce di trachite e di andesite attorno a delle pareti rocciose per l'appunto
02:07che vennero prescelte dei nostri papà del passato dagli antichi sardi e invece alle mie spalle potete
02:15osservare una bellissima roccia. E' la monumentale roccia dell'elefante, conosciuta in tutta la Sardegna
02:29ma anche in altre parti del mondo. A battezzarla con questo nome nel 1914 fu lo studioso Edoardo Benetti
02:38che la considerò grande quanto un enorme mammut più che ad un enorme elefante ma è al suo interno
02:46che andremo adesso a scoprire alcuni bellissimi segreti.
03:09E all'interno della roccia o pietra dell'elefante possiamo trovare due simboli del lontano passato
03:18della Sardegna una protometaurina l'una davanti all'altra che quasi in modo speculare e lo potete
03:25osservare con queste immagini esclusive si specchiano a ricordarci che gli antichi abitanti della Sardegna
03:35adoravano il Dio Toro che poi questa testa per l'appunto di un toro, di un vitello secondo alcuni studiosi
03:42ci ricorda la forma delle tombe cosiddette di giganti o dei giganti delle antiche sepolture
03:50che nel corso delle prossime puntate approfondiremo in esclusiva per voi.
04:04La roccia dell'elefante è oggi uno dei monumenti naturali più belli e più visitati della Sardegna
04:12anzitutto perché si trova ad un tiro di schiopo da una strada principale che conduce i tanti viaggiatori
04:19nella località turistica e balneare di Castel Sardo ma l'antico nome di questa roccia è Saverda Pertunta
04:26che indicherebbe la pietra perforato, la pietra tutta cava per la presenza appunto di alcune domus de gianas
04:35di cavità sotterranee artificiali al suo interno. Le abbiamo appena visitate, abbiamo visto le teste taurine
04:43scolpite nella roccia dagli uomini antichi che ricordano un poco i simboli presenti nella zona di Creta
04:50o di Cnosso, un po' di Sardegna forse da altre parti del mondo ed un po' di altro mondo nel
04:57cuore della Sardegna
04:58nel cuore soprattutto dell'antica preistoria sarda.
05:13Ma esistono cavità e cavità, cavità ovvero grotte naturali e cavità artificiali come ad esempio un luogo cavo
05:24ma paradossalmente ricco di storia e situato a Sedini e l'uomo all'interno di questa grande roccia si sentirebbe
05:33piccolo quanto una minuta formica. Andiamo alla scoperta della grande pietra che racchiude in sé
05:40miti, leggende, storie di magia, insomma nella casa scavata nella roccia.
05:51E' dal paese di Sedini nel nord Sardegna che vi diamo il benvenuto nel nostro nuovo viaggio.
06:00Alla vostra destra un'immagine storica del paese di Sedini che ci fa vedere di come le case sono state
06:07realizzate con la roccia ma anche scavate nel duro sasso calcareo.
06:15La casa che vedrete a breve è una cosiddetta Domus de Giamas, una casa delle fate o delle streghe.
06:29Le immagini riprendono delle finestre scavate nella roccia ma tutta questa casa è un vero e proprio
06:36monumento, un unicum realizzato con l'arte dello scalpello e quindi modellando un grandissimo
06:43masso calcareo. Furono gli uomini della lontana prestoria a realizzare delle antichissime tombe,
06:52delle dimore degli uomini defunti che avrebbero dovuto viaggiare idealmente verso l'aldilà.
06:59Ci stiamo dunque adentrando in un mondo magico fin dalla lontana prestoria e fin dalla nascita
07:05delle prime fonti scritte secondo gli antichi. Abbiamo adesso un piccolo dilemma, andare verso
07:12destra in una casa ottocentesca oppure intraprendere un viaggio verso ai sotterranei scavati al di
07:19sotto di questa casa modellata nella roccia.
07:30La ruota del carro per il folklore, per la tradizione sarda, quella che avete appena visto
07:36in queste immagini, racconta in un certo senso il ciclo della vita, il raccolto del grano nei
07:43campi, quindi l'origine del pane ma anche della pasta. E io pian piano sto scendendo in un luogo
07:50scavato nella candida roccia, la potete osservare in questo caso, con i segni dello scalpello
07:58che si sono sovrapposti a segni molto più antichi, a quelli legati all'incuria del tempo,
08:06all'incuria dell'uomo ma anche all'amore dell'uomo che nel Neolitico recente dal 2700 al 3500
08:14avanti Cristo, parlando di Neolitico recente, è stato l'uomo che ha modellato nella roccia queste
08:22dimore dei morti, le dimore dei defunti. Varchiamo le porte dell'aldilà che idealmente erano quelle
08:31che gli uomini del passato avrebbero per l'appunto attraversato andando in una sorta di dimora
08:38ultraterrena in un viaggio per l'appunto verso l'aldilà. In questo luogo del lontano passato
08:46possiamo osservare anche gli antichi dilemmi dell'essere e del non essere dell'uomo nell'abbandonare
08:54alle viscere della terra i corpi ma soprattutto le ossa dei propri cari estinti. Da quella stanza
09:04scavata nella roccia e raggiungiamo i piani alti di questo edificio procedendo dalla base
09:11della storia fino ad un'epoca che più recente ai giorni nostri, pensate una casa del 1800.
09:19Guardate che meraviglia, questo luogo è stato completamente realizzato con l'arte come dicevamo
09:27prima dello scalpello scavando a tutto tondo queste pareti di roccia realizzando solo un setto
09:36tra l'una e l'altra stanza con le pietre calcare estratte per l'appunto in una delle cave locali.
09:43È particolare ma su questo lato incontriamo cosa? Un camino che consentiva da prima all'acqua
09:51piovana di accedere in questa stanza. Guardate da questa finestra il panorama circostante
10:16che si gode dalla vista del bellissimo paese e notiamo un paesaggio completamente caratterizzato
10:25da delle alte rocce che ricorda un poco i sassi di Matera e in particolar modo i paesaggi aridi,
10:34lunari di alcune zone d'Italia nelle quali sono state modellate per l'appunto delle abitazioni nella roccia.
10:49E poiché stiamo parlando di una casa scavata nella roccia non poteva anche il balcone
10:57presentarsi con elementi di muratura e quindi completamente anch'esso scavato nel duro sasso.
11:05Tutta questa parete è stata completamente realizzata con il lento, inesorabile e a tratti infaticabile
11:15lavoro realizzato da parte dell'uomo. Qui abbiamo un piccolo pertugio con delle scalette
11:21che vedete risalgono il duro sasso e quindi salgono fino alla parte più alta della casa
11:29nella quale incontriamo delle canalette scavate nella roccia. Intanto in questo punto possiamo
11:37osservare una canala scolpita nella pietra e un poco più in alto lo spiovente del tetto
11:47dell'abitazione scavato, anch'esso per l'appunto ricavato aggredendo con gli scalpelli il duro sasso.
12:16Elementi superstiziosi, il ferro di cavallo rivolto come potete osservare verso il basso
12:23come se il cavallo per l'appunto dal basso dovesse andare così verso l'alto. Sul lato sinistro
12:30troviamo un ambiente molto angusto, per alcuni venne utilizzato come stalla, per altri come
12:37deposito di masserizie, di oggetti. Qui vediamo una falce, una vecchia sella posizionata sul
12:45lato sinistro è autentica. Almeno 200 anni di storia questo bellame che ricopriva per appunto
12:54la sella utilizzata da quanti abitanti in questa casa poi avevano l'unico mezzo di per il proprio
13:02spostamento e quindi erano i cosiddetti cavalli. Qui Alessandro ti prego di prestare molta attenzione
13:09perché stiamo camminando su delle rocce fragili. Guarda qui ci sono dei fori, guarda se tu riprendi
13:14da quel lato, dall'altro lato incontrerai per l'appunto la mia mano, quindi eccomi quanto è
13:21fragile, friabile, questo calcare che ha inglobato, che ha ospitato la storia.
13:28E ci troviamo in una casa, anche in questo caso completamente adattata nella roccia, questi
13:34pensili sono di pietra calcarea scolpita e nella parte alta osserviamo di quanto il nero
13:42fumo abbia annerito nel corso dei millenni le volte di questi ambienti sotterranei in i quali
13:51si possono osservare anche in questo caso le tracce dello scalpello. Questa era originariamente
13:57un'antichissima necropoli che precede di 3.000, forse di 4.000 anni la nascita di Gesù
14:05Cristo. Poi la necropoli venne abbandonata, è la casa utilizzata come abitazione da parte
14:12di numerosissime persone di sedini, per lo più pastori, per lo più agricoltori.
14:24E chissà quanta strada avranno fatto quei piedi accolti, ospitati, confortati da queste
14:33scarpe che vedete in primo piano. Lasciamoci per un attimo, diamo un piccolo spazio alla
14:40pubblicità e ci rivedremo prossimamente con il nostro viaggio alla ricerca delle colonne d'Ercole.
14:55Il nostro viaggio riparte alla ricerca delle colonne d'Ercole e adesso faremo un salto a
15:02per poter intervistare degli ospiti speciali e intraprendere una ricerca tra il ciclo della vita
15:10e sì, del fine della vita, incontrando prefiche ed incontrando le leggendarie parche, delle figure
15:19mitologiche, ma anche radicate nell'immaginario collettivo della Sardegna, che ci raccontano storie
15:27e miti ancestrali.
15:38Dei fili di lana, dei gomitoli alla base degli stessi e poi un telaio con attorno delle oscure
15:47figure femminili della Sardegna. In particolare questa figura, quasi un'anima del passato ma
15:58vestita con uno scialle nero, tiene in mano delle forbici, cosiddetti ferrusu, ferri in
16:07lingua sarda. Era una parca, una figura a tratti anche mitologica del mondo magico-religioso
16:15della Sardegna, che stava lì per tagliare un filo di lana che rappresentava il gomitolo
16:23della vita, la durata della vita di un uomo o di una donna.
16:34Il filo della vita è riavolto per l'appunto dalle parche del mondo romano ed in tema di
16:40mondo romano classico, un poco simili noi sardi agli antichi romani. Siamo non solo in
16:47senso magico, ma anche nel senso delle prefiche greche che al teatro impersonificavano alcuni
16:55cantifunerari o, come mi pare, di scorgere nel caso di questo letto tipico di ferro battuto
17:02sardo.
17:02Oltre al ciclo della vita c'è quello della morte, quindi una volta che l'ultima parca
17:07tagliava di fatto il filo, c'era tutto ciò che avveniva dopo, quindi dalla preparazione
17:14del defunto o della defunta, fino all'addio, definiamolo in questo modo, dove le prefiche,
17:20quindi in Satittadorasa non facevano altro che cantare la storia della vita in rima, alternata,
17:28baciata, dipende dalla situazione, della stessa defunta. Quindi questo donava ovviamente
17:34un valore aggiunto all'addio che tutta la popolazione, ma soprattutto il vicinato, perché
17:39conoscendo la vita della persona poteva poi raccontarla cantando. Questo è il significato
17:47e quindi abbiamo voluto, utilizzando un vecchio letto e ovviamente altri manichini,
17:53cercato di regalare, diciamo così, quello che ormai non si trova più. Non è più in
18:01uso da ormai tanto tempo, difficilmente si trovano delle donne che sono in grado di cantare,
18:07quindi dei attitai, cosiddetto, il nostro termine in seuese, e noi abbiamo voluto riproporlo
18:14in questo modo, utilizzando ovviamente dei vecchi scialli, degli abiti tradizionali, così
18:20come poteva essere fino agli anni 50, ma anche 60, 70, diciamo così. Dopodiché probabilmente
18:26questo fatto si è perso. Esiste probabilmente ancora qualche signora che ha questa capacità,
18:32ma difficilmente si fanno intervistare, diciamo. Mi avvicino con molto rispetto, ma avete fatto
18:41un lavoro pazzesco, addirittura le scarpette d'epoca legate, perché i piedi della defunta
18:48in questo caso venivano per l'appunto legati, vedete con un nastro di colore nero, questo
18:53è un abito bellissimo, molto antico, sulle mani addirittura due rosari usati, con questi
19:02elementi, vedete, consumati, e poi per l'appunto, dinnanzi a questa donna tutta attorno, delle
19:08magari comari, amiche, lavandaie, compagne di lavaggio di diabiti, che accompagnavano verso
19:16l'ultimo viaggio, non tanto il corpo, ma l'anima della cara defunta. Esattamente, la
19:23nostra è stata una scelta, abbiamo voluto rappresentare proprio quello che tu hai appena
19:28detto, e quindi un ultimo, possiamo definirlo, un ultimo saluto, oltre che al corpo, ovviamente
19:35all'anima della stessa defunta. Qui cosa si usava a dire? Vai in buon'ora? Cioè vai via,
19:41trapassa nella buona ora? Sì, sì, sì, sì, si utilizzava anche questo termine, questo
19:46modo di dire, proprio per lasciare andare l'anima in modo tale che poi avesse il suo decorso.
19:55E lasciandoci alle nostre spalle le storie oscure dei rituali legati alla morte, ma anche
20:02alla vita, rintracciando alcune superstizioni di Seui, spostiamoci intraprendendo un viaggio
20:09lungo oltre 150 chilometri per incontrare la storia del simulacro del Cristo deposto
20:17a Castelsardo, un Cristo che risale a lontano 1500.
20:44Un laboratorio di restauro allestito all'interno del Palazzo Vescovile, nel cuore di Castelsardo,
20:51ma anche delle interessantissime scoperte.
20:55Siamo in fase di scoperta, si tratta di un restauro archeologico, nel vero senso della
21:00parola, che ci serve per documentare questo straordinario crucifisso che appartiene alla
21:07confraternita dei Santa Croce qui a Castelsardo, e che viene utilizzato da sempre nella storia
21:15per i riti della Quaresima e della Settimana Santa, il crucifisso che veniva utilizzato per
21:23la deposizione della croce, per le processioni, e che è già documentato nella fine del 1500.
21:31Probabilmente la struttura che sta rivelando dei segreti straordinari è addirittura precedente,
21:39infatti stiamo discutendo sull'artista e sul valore.
21:44Appartiene a quella serie di crucifissi che verso la fine del Medioevo, o meglio, ancora nel pieno Medioevo,
21:52ma oramai intorno al 1300, riprendono un tema quasi naturalistico, che però ancora mantiene
22:04le caratteristiche teologiche.
22:06E poi vediamo gli arti anche superiori, che in questo caso sarebbero snodabili in caso
22:13di trasporto, di apposizione sulla croce.
22:16Sì, allora, intanto sono state fatte varie fasi per il momento, prima di tutto è stata
22:24fatta una disinfestazione, dopodiché i consolidamenti, che diciamo che sono quelli che hanno richiesto
22:33più tempo e più pazienza per salvare il colore originale.
22:39Come si diceva, è stato allestito al laboratorio per non stressare l'opera e quindi lasciarla
22:45nella sede originale.
22:50E dopo vari strati, e per l'appunto quattro strati di pittura, si è passati da una pittura
22:56sintetica, che è quella che si vede nel lato sinistro.
23:00È stata fatta la stratigrafia per capire appunto quanto ci fosse sotto di colore originale,
23:07che appunto, per fortuna, diciamo che più o meno si è salvato tutto.
23:12La parte del perizoma, ovviamente, è quella più compromessa, perché c'è questa foglia
23:17oro che, essendo molto delicata, anche questa ha avuto bisogno di un consolidamento sempre
23:23per zone, molto delicato e di pazienza.
23:27Questa sala che è un po' chirurgica, archeologica, anatomica.
23:30Sì, esatto, proprio così.
23:32Questo crucifisso è il cuore stesso di tutto quel fare rituale e di tutta quell'attenzione.
23:39Ecco perché la qualità del lavoro interessa più per il valore di quello che si sta facendo
23:48che per la quantità e il tempo che noi impieghiamo.
23:51Grazie e tanti auguri per il vostro lavoro e proseguo per restituire poi alla collettività
23:57e ai fedeli un vero e proprio gioiello dell'arte che è rappresentato dal Cristo che ci avete mostrato.
24:14Come nel corso delle puntate precedenti, quasi in gran velocità, il nostro viaggio volge al termine
24:22dopo aver superato considerevoli distanze in lungo e in largo sopra e sotto la Sardegna.
24:29Il nostro lavoro si è avvalso della competenza e della grande passione dello staff di TCS.
24:37Per ciascuna puntata, nel corso dei nostri approfondimenti, abbiamo visto storie e leggende
24:44per poter portare in superficie, al di là delle colonne d'Ercole, la storia, l'essenza,
24:52l'identità di una terra fantastica, la Sardegna.
25:00Arrivederci alla prossima puntata.
25:03Grazie a tutti.
25:40Grazie a tutti.
26:05Grazie a tutti.

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