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Ritratti di Sardegna è un programma di intrattenimento di taglio politico socio economico, interviste di diversi personaggi del mondo politico, imprenditoriale e culturale. Curato da Mario Cabasino, il format si prefigge di mettere in luce temi di coesione, sviluppo economico, innovazione e ricerca per affermare l'identità sarda come forte peculiarità.
Tutti i martedì alle 21:00
Una produzione TCS S.r.l. 2023 www.telecostasmeralda.tv
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00:00Musica
00:48Andrea nel tuo libro quelli di Marabotto racconti una Cagliari che non c'è più, una Cagliari di tanti anni
00:56fa.
00:56Marabotto era un punto di incontro, un modo di vivere e anche lo specchio di quella Cagliari.
01:03È verissimo, Marabotto non era un bar, non era un semplice bar, ma come hai detto tu era un punto
01:09di incontro, un modo di vivere, uno stile di vita, vita da vitelloni se vogliamo.
01:14Però veramente era un luogo unico nel panorama della città di quegli anni, parliamo degli anni 60 e 70.
01:23È stato veramente un punto di riferimento per mezza Cagliari, un bar frequentato da chiunque, tutte le classi sociali presenti.
01:34Poi alla fine si incontrava tutti, si finiva per conoscersi e quindi si parlava un po' di tutto, si rideva,
01:43si scherzava, si organizzavano avventure di tutti i tipi.
01:48Un po' all'amici miei anche, no?
01:49Tipo all'amici miei, esattamente.
01:51Tu eri un mare bottiano doc?
01:53Eh sì, io l'ho sempre frequentato, fin da ragazzo, sì, che poi aveva l'attrazione iniziale dei marzianetti, non
02:02so se ti ricordi.
02:03Ricordo quei giochi.
02:04Giochi che poi erano mastodontici dal punto di vista fisico, però si giocava anche a carte, io non l'ho
02:11mai fatto naturalmente, ma c'era chi giocava a carte, prevalentemente Pinnacolo, Pinella.
02:17Pinella.
02:17Come si diceva allora, e quindi c'erano i vari clan, c'erano quelli che giocavano a carte, c'erano
02:23quelli che giocavano ai marzianetti, c'erano i semplici Oreris, come si diceva allora, quelli che fanno ora, no?
02:30Quelli che fanno ora, esatto. E poi invece c'era la cricca numerosissima degli automobilisti sportivi, cioè tutti i piloti
02:40dell'epoca, da Gianni Vacca, Franco Ballestri, Diaz, c'erano veramente tutti.
02:46Anche perché c'era la possibilità in quella piazza San Benedetto di parcheggiare la macchina davanti al bar, che era
02:51anche un po' un modo per sfoggiare le auto.
02:53Certo, perché poi non è che si parcheggiasse solo davanti al bar, si parcheggiava seconda, terza e quarta fila, si
02:59arrivava addirittura al centro della piazza con le macchine parcheggiate lì, con gli autisti dei Pullman che naturalmente smadonnavano, perché
03:07poi le aste, quando passavano loro, erano costretti ad allargare, andavano a farsi benedire.
03:13Era una Cagliari, abbiamo detto, completamente diversa e doveva ancora svilupparsi, crescere, però era una gran bella città anche allora.
03:21Era una grandissima, una gran bella città, poi sai, è facile dire com'è bello nei tempi miei, perché ogni
03:27generazione credo che lo dica, però effettivamente quegli anni, almeno per me, per chi li ha vissuti,
03:33io ero un ragazzo, ma insomma più o meno i miei coetanei e anche le persone più grandi di me
03:40credo che abbiano vissuto un periodo meraviglioso, perché poi era il boom dell'Italia dopo guerra, quindi gli anni 60
03:49e anche gli anni 70, sono stati veramente gli anni della crescita, gli anni meravigliosi, in cui ci si divertiva
03:56con poco, ma ci si divertiva veramente.
03:59Nel libro racconti anche tanti episodi, tanti aneddoti, ne ricordi uno su tutti?
04:05Ma sai, più o meno gli scherzi che si facevano lì, coinvolgevano tutti, mi ricordo quello che coinvolgeva soprattutto Tito
04:13Buzzo, che è stato uno dei grandi,
04:16uno dei nostri attori, aveva partecipato anche al film di Fellini, La Dolce Vita, e Tito era stato uno dei
04:25protagonisti degli scherzi che si facevano, si legavano 10.000 lire con un filo, si mettevano lì in terra, passava
04:32la gente, qualcuno si inchinava per raccogliere,
04:35e poi li tiravi, e questo che inseguiva, pensando fosse il vento, addirittura, tutti i nascosti dietro che ridevano a
04:43crepa pelle, gli scherzi che si facevano a Salvatore Boi, che era un pugile dei pesi massimi,
04:52allora a me era un frequentatore di Marabotto, gli piaceva giocare molto a carte, e c'era la cricca di
04:59quelli che giocavano a carte, anche a lui gliene combinavano di tutti i colori.
05:02C'è da dire che il gioco delle carte poi si sviluppava anche molto, soprattutto al pomeriggio o sera, al
05:08Barragno, diciamo che il ragno era più un luogo di gioco,
05:14mentre Marabotto restava anche...
05:16Marabotto, il vecchio Marabotto Angelo cercava di frenare i giochi d'azzardo, che naturalmente si sviluppavano,
05:24si sviluppavano, perché poi se una volta che giochi sei chiuso lì dentro, chi è che va a controllare che
05:29non giochi a poker anziché a pinella?
05:31Un po' di soldi magari giravano.
05:34Certo, ogni tanto arrivava anche la polizia a fargli qualche controllo, ma insomma non era tutto in termini molto bonari,
05:42molto caserecci.
05:43La piazza San Benedetto, il Marabotto era praticamente una famiglia siciliana, cagliaritana d'adozione, avevano molte attività nella piazza.
05:52Beh, loro avevano cominciato, il padre, il vecchio Angelo, quando era arrivato qui, credo che avesse cominciato con il distributore
05:59di benzina,
06:00che poi alla fine era finito a Garuffi, poi era passato invece al tabacchino,
06:05il tabacchino poi l'aveva comprato Casti e lui aveva aperto il bar, ma stiamo parlando dei primi anni 50,
06:11insomma.
06:12Poi il Marabotto è andato avanti fino agli anni 2000, ma il Marabotto l'hanno ceduto più o meno alla
06:18fine degli anni 80, non era più roba loro.
06:22E infatti era cambiato.
06:23Sì, beh, è cambiato, anche perché poi sono cambiate le abitudini, la città è cresciuta,
06:28chi lo frequentava ha cominciato pian piano a diventare grande dettaglio, quindi a non frequentarlo più, impegni di lavoro,
06:35altre abitudini, altri divertimenti, altre cose, quindi la vita da bar, insomma, degli oreri,
06:41diciamo che è terminata più o meno all'inizio degli anni 80.
06:46Poi nessun altro bar, forse il bar mediterraneo dell'albergo aveva evitato la fine terra.
06:50Sì, è diventato un po' quello, il fulcro nuovo della Caglia, finché è durato, perché poi è chiuso,
06:57ormai ha perso il conto quanti e 15 anni.
06:59E anche quella è una ferita della nostra città.
07:01È una grande ferita, tra l'altro, anche dal punto di vista estetico e panoramico, insomma, grida vendetta,
07:08perché quelle impalcature abbandonate lì da anni e anni e anni sono veramente un colpo nell'occhio.
07:16Colpo nell'occhio, peccato che non si possa intervenire, insomma, in maniera decisiva.
07:19Sì, speriamo che risolvano questa questione i russi, tra soci russi, anche se con questo
07:26macello della guerra non so come andrà a finire veramente.
07:29Dicevamo che Marabotto racchiudeva un po' tutte le fasce sociali, ma c'erano anche,
07:33tu scrivi nel libro anche i VIP, c'erano avvocati, c'era il grande Andrea Ricca,
07:39Andrea Ricca, c'era l'avvocato Bello, c'era l'ingegner Lombardi che poi era il progettista
07:47del Santeria. Diciamo che per quanto riguarda il calcio erano loro i tre grandi big,
07:53poi c'era una serie di loro amici ovviamente che frequentavano anche il loro Marabotto.
07:58Addirittura un periodo appena finito la carriera è stato frequentato anche da Gigi Riva,
08:03il quale...
08:03Veniva quotidianamente?
08:05No, non quotidianamente, però veniva spesso da Marabotto, ma avvicinarlo era praticamente impossibile,
08:11lui accettava soltanto la compagnia di Arricca, di Bello e di Lombardi, di nessun altro.
08:17E nessun altro aveva il coraggio neanche di...
08:20Di fastidierlo, di avvicinarsi...
08:21Ma neanche per idea...
08:23Voi giovani...
08:24Sì, no, lo conoscevamo tutti, ma nessuno lo disturbava, io addirittura l'avevo, non dico
08:30frequentato, ma insomma lo vedevo il lunedì prima, prima che Cagliari vincesse lo Scudesto,
08:36perché lui frequentava il bar delle Saline al Poetto, dove si giocava a Flipper, dove
08:42adesso c'è l'Ottagono, si giocava a Flipper, lui era un affezionato il lunedì, ma giocava
08:49sempre da solo, anche lì nessuno lo avvicinava, mentre gli altri, Boninsegna, Nenè, Longoni,
08:57facevano Cricca, erano degli allegroni, stavano sempre insieme con tutti, lui è sempre
09:04stato solo, era molto solitario, molto riservato.
09:08Poi tu da giornalista, che ha seguito il calcio da vicino per la Rai, hai avuto modo di conoscerlo
09:14meglio?
09:14Sì, no, ma bene, no, perché tra l'altro lui ha finito quando io ancora non seguivo
09:19il calcio, per cui da quel punto di vista no, però insomma, un grande personaggio per
09:24Cagliari e la Sardegna, una leggenda vivente, insomma.
09:28Che merita, insomma, il film che è uscito di docente del Saline.
09:31Altro io non l'ho visto ancora quel film, ma mi dicono che è un bel film, lo andrò
09:35a vedere, certo.
09:37Dicevamo quindi di quella Cagliari, come la trovi?
09:41È cresciuta bene Cagliari, ti piace come si è sviluppata?
09:44Sì, da un punto di vista architettonico, diciamo, ovviamente migliorata, è migliorata
09:50molto anche per quanto riguarda la pulizia, ultimamente un po' meno, ma da quando c'è
09:54stato il sindaco, l'avvocato De Logu, c'era stato veramente un miglioramento notevole
10:00dal punto di vista della pulizia della città.
10:02Oggi è sicuramente una gran bella città, anche se le abitudini dei Cagliaritani sono
10:09cambiate radicalmente, sai, negli anni 60-70 c'era l'abitudine della passeggiata, la domenica
10:17mattina o il sabato sera con il centro, Piazza Costituzione, Via Manno, Via Roma, il largo
10:25invasi da veramente centinaia e centinaia di persone, migliaia di persone.
10:29E poi sono nate le città-mercato che un po' hanno penalizzato non solo il commercio
10:36del centro, molti negozi oggi sono chiusi, tu fai in qualsiasi strada del centro, cammini,
10:43vedi un negozio aperto, uno chiuso, uno aperto, uno chiuso, cioè una crisi, poi ha dato un
10:48colpo definitivo.
10:48La crisi, colpo definitivo, anche la gente che vedi in giro non è più la stessa.
10:54A quei tempi, negli anni 60-70 addirittura venivano dai paesi dell'interno con le macchine
11:01a noleggio con l'autista e si facevano portare per il weekend a fare lo shopping a Cagliari,
11:07certo, in centro.
11:09Via Manno era un fiume di gente impressionante, veramente impressionante, dovevi chiedere permesso
11:14per camminare a piedi.
11:16Facciamo tante belle boutique, c'erano tanti bei negozi, anche storici diciamo.
11:20Ricordiamo il caffè, il bar dove arriva il profumo del caffè, la tazza d'oro e tanti
11:27bei negozi che c'erano intorno che identificavano che una città è la sua storia.
11:32C'era anche il negozio del sindaco di Salvatore Ferrara, il famoso Salfer, che era poco più
11:37avanti della tazza d'oro.
11:39Tuo papà aveva Petronius, che era un punto di riferimento per tanti anni.
11:45Ho aperto da mio nonno subito dopo la guerra, e poi c'era Costa Marras nel Largo, Castangia,
11:53c'era la Uppim, quindi insomma…
11:56Non c'è più nessuno.
11:57Eh no, è davvero…
11:58Tutto cambiato.
11:59È tutto cambiato, la città cambia, cambiano i tempi.
12:15Andrea, tu hai avuto modo anche di vedere le cose da un punto di vista privilegiato,
12:20come giornalista, sei stato uno dei pionieri delle tv private in Sardegna, hai iniziato
12:26il tutto quotidiano, giornale diretto da Petronius.
12:28Veramente all'unione come collaboratore.
12:30All'unione ancora prima.
12:31Come collaboratore dello sport.
12:32Sport.
12:33Sport è pagina dei giovani.
12:35Dei giochi, c'era che curava…
12:37Gian Tarquinio Sini, è poco più grande di me, ma lui era già giornalista, quando
12:43io ho cominciato avevo vent'anni, lui ne avrà avuto venticinque, ventisei.
12:47E poi tutto quotidiano…
12:49Poi tutto quotidiano, sì.
12:50E dal tutto quotidiano diretto da Piercarlo Carta, che era un gran per giornale, aveva
12:54dato fio a torcere due big unione nuova.
12:58Altro che tutto quotidiano, grazie a Piercarlo Carta e poi al finanziatore principe che allora
13:05era sconosciuto, ma poi si è saputo essere Paolo Ragazzo.
13:08Il mio ex editore.
13:09E' certo, il tuo ex editore.
13:11E' un gran bel giornale, uno dei primi in Italia a stampare col metodo offset, cioè
13:18con la stampa in quel modo, uno stabilimento avveniristico nato nel 73, alla fine del 73,
13:26poi il giornale inedicola, il primo numero a luglio del 74, aveva dato parecchio filo da
13:32torcere all'Unione Sarda, addirittura il lunedì per il numero sportivo a fotografia
13:37a colori in prima pagina, riusciva a vendere 50 mila copie, vendevamo 50 mila copie, non
13:43erano una cifra che…
13:44Cifra che oggi…
13:46Cifra che oggi…
13:46Se la sognano, sì.
13:47Se la sognano, sì.
13:48E' certo.
13:48Sicuramente quell'avventura editoriale, durata purtroppo soltanto un paio d'anni,
13:54poi il giornale era stato dichiarato fallito, l'avevamo preso in autogestione con una cooperativa
14:00di giornalisti, è durato un altro paio d'anni, poi è stato costretto a chiudere, purtroppo.
14:06Come succede spesso.
14:07Come cambia.
14:08E poi il passaggio alla televisione, alla nascente Videolina, il direttore, uno dei primi direttori.
14:15E' nata nel 75 Videolina, prima Radiolina, poi dopo pochi mesi Videolina, grazie alle intuizioni
14:23di Nicola Grauso e di Michele Rossetti.
14:26Ricordiamo che la figura di Michele è importante.
14:29Importantissima, soprattutto dal punto di vista tecnico, perché Michele non per niente
14:34il suo soprannome era ed è Cavetto, era un appassionatissimo di tecnica, si arrampicava
14:41con ripetitori e quant'altro.
14:43Tempi molto belli e molto prolifici, perché in quegli anni, parliamo sempre degli anni 70,
14:49nacquero appunto sia tutto quotidiano che Videolina poco dopo, diciamo un anno dopo
14:55e poi da lì decollata da Via Martini, dal Castello, poi c'era stato nell'estate del 79
15:03il trasferimento in Viale Marconi e insomma cominciava a diventare una realtà abbastanza importante.
15:08I fatturati crescevano, cresceva il numero di dipendenti, facevate anche il telegiornale,
15:14tu sei stato uno dei direttori del TG.
15:16Il telegiornale è nato nel 76, pochi mesi dopo la nascita di Videolina, inizialmente
15:25lo curava Patrizio Mulas, che però medico ovviamente, dermatologo, poteva dedicargli poco
15:33tempo, c'era anche Lucio Spiga, ricordiamolo, che poi lavorava alla SIP come l'ufficio delle
15:39pubbliche relazioni. Sono stati molto importanti tra l'altro i colleghi, gli amici che lavoravano
15:46alla SIP, perché oltre Lucio c'era, ricordiamo Franco Congiu, che è scomparso da poco, Paolo
15:52Latini, lo stesso anche lui scomparso. Sono stati fondamentali direi per il lancio e la
15:59nascita di Videolina e anche del telegiornale, ripeto con Patrizio Mulas e pochi altri collaboratori
16:07volenterosi. C'erano, mi ricordo agli inizi, Maurizio Livari, c'era Carlo Cabula, Andrea
16:14Frailis, è sempre stato lì dentro, è nato praticamente a Videolina, da bambino era già
16:20Videolina. Poi invece nel 76, un po' più tardi, forse nel 77 o 78, che Grauso decise di fare
16:34un salto anche per quanto riguarda il telegiornale, allora arrivavamo Birocchi e io e quindi lì,
16:42Viale Martini cominciamo a fare, a cercare di fare un telegiornale un po' più serio,
16:48un po' più strutturato, ma in redazione c'era pochissima gente, oltre noi due c'erano
16:56Andrea Frailis, ripeto, c'era Italo Porru che era il papà di Maggi Porru e basta, c'era
17:04nessuno. Beppi Anziani era a Radiolina ancora con Ovidio Fioretti, Giacomo Serrelli stava
17:14in un'altra radio privata. Forse la voce sarda, se lo ricordo male. No, la voce sarda
17:19non era ancora nata. Stava in un'altra radio privata, non mi ricordo quale, tra l'altro
17:24faceva programmi di jazz, appassionatissimo, bravissimo Giacomo con la musica.
17:30Uno dei massimo esperti di musica in Sardegna. E poi c'erano i famosi programmi curati da
17:36Carlo Iba prima, il Calderone, avanti un altro, Cesare Corda.
17:42Quelli di Riccardo, tu cugino. Riccardo, D'Invere, certo, successone, hanno lasciato
17:48insomma il segno. Per l'epoca erano cose insomma da TV nazionale. E poi il tuo passaggio
17:55alla Rai, dove tu comunque hai fatto una carriera improntata molto come uomo di sport,
18:03calcio, automobilismo. Sì, quello dopo, agli inizi, no, io sono entrato in Rai che era
18:08il 79, alla fine del 79. Era appena nata la Rai 3. Sono entrato proprio insieme alla
18:14nascita, per la nascita di Rai 3. Quindi sei uno dei fondatori di Rai 3 della regione
18:18di Sardegna. Insomma, eravamo in parecchi. Eravamo in parecchi, siete partiti. E poi
18:24combinazione con l'andare degli anni, ho cominciato per combinazione a seguire lo sport, in particolare
18:31il calcio. All'inizio, perché un anno, mi pare l'81, c'era stato l'inserimento anche
18:41dei primi tempi in tutto il calcio minuto per minuto, perché fino a quel periodo tutto
18:47il calcio faceva soltanto i secondi tempi e venivano naturalmente gli inviati nazionali,
18:52Ameri, Ciotti. Poi invece dall'81, mi pare, fu allargata la trasmissione anche ai primi
19:01tempi, allora il primo tempo lo faceva il giornalista locale e il secondo invece l'inviato nazionale.
19:06E qui c'era spazio anche per te? E certo, io avevo cominciato con Enrico Ameri a fianco
19:11a me, io facevo il primo tempo, lui faceva il secondo.
19:13E' un bel maestro? E' un bel maestro, anche se con me non era stato. Consigliavano? No, no, non molto.
19:19Molto chiuso?
19:19Un po' chiuso, simpatico, però bravo. Non traspettevano? No, era molto per gli affari suoi.
19:25I segreti del mestiere, insomma, se li teneva per sé. No, dovevi spiarlo. Si è riuscito a capire qualcosa.
19:33Una cosina, si. E poi la tua grande passione, perché tu sei anche un uomo di, insomma, di automobilismo,
19:41hai fatto i rally, quindi anche come diletto, diciamo, e l'hai sviluppata anche nella professione giornalistica.
19:48Sì, anche lì è stata una fortuna incredibile da parte mia, perché ho saputo che chi seguiva
19:57la Formula 1 per la radio era stato per un collega di Genova che era stato promosso e quindi
20:03la radio cercava un radiocronista per lo sport. Ti dirò che io non lo sapevo neanche, non ci avevo
20:12neanche minimamente pensato. Era stato Luigi Coppola, collega, che aveva molti rapporti
20:17con Mario Giobbe, che era il capo del pool sportivo radiofonico, a suggerirmi, ma guarda,
20:24perché non fai? Devono fare un concorso interno a Roma perché cercano un radiocronista
20:28per la Formula 1. A te piace comunque il settore?
20:35Se vuoi segnalo il tuo nome tra gli aspiranti, un po' a fallo fatto, mi chiameranno a Roma,
20:42facciamo un esame, un provino con altri colleghi, alla fine scelsero me, parti per il Brasile
20:48e mi venne un colpo subito, subito, dopo un mese ho cominciato.
20:56Hai dei ricordi più belli della Formula 1? Meravigliosi.
21:03Meravigliosi, è la stagione più bella dal punto di vista professionale?
21:06Ah beh, professionalmente non c'è dubbio, ho fatto due o tre anni veramente stupendi,
21:13indimenticabili, in giro per il mondo, con tanti colleghi bravi, conosciuti,
21:17alcuni dei quali ancora oggi in televisione imperversano, e niente, dei ricordi meravigliosi.
21:27Naturalmente poi l'amicizia è diventata un'amicizia vera e propria con Mario Poltronieri,
21:32lui seguiva la TV, ovviamente io la radio, con Zermiani, con tutti i tecnici della televisione,
21:38erano poi tutti di Milano, e niente, per anni abbiamo viaggiato sempre insieme,
21:45insomma, è stata una stagione bellissima, indimenticabile.
21:49Indimenticabile sicuramente, questi grandi giornalisti che il concetto avevano di noi sardi,
21:55avevamo una buona fama comunque, persone lavoratori seri?
21:58Ma no, sì, io poi ho lavorato anche un lungo periodo a Roma nella redazione sportiva,
22:03siamo molto stimati, siamo considerati grandi lavoratori, che è vero,
22:10Seri?
22:11Persone serie.
22:12Non piantiamo grane dove andiamo?
22:14Invece io ho visto che molti romani, molti colleghi romani sono...
22:19Sono un po' esuberanti.
22:20Sono un po' esuberanti.
22:21Allora vai poi, diciamo che in Roma pesa molto, no?
22:25Altro che.
22:26E quindi con Poltronieri avevi un feeling particolare?
22:28Sì, con Poltronieri avevo un feeling particolare perché io,
22:32e tra l'altro da ragazzino lo seguivo in televisione quando faceva le telecronache,
22:36per esempio della 24 ore di Le Mans, che era la mia passione.
22:40Lui faceva sempre la partenza alle 16, non me la perdevo mai.
22:44Un'ora di trasmissione in bianco e nero.
22:48Abbiamo legato molto, tra l'altro mi aveva stupito, una persona molto colta, aveva delle
22:57passioni incredibili, per esempio per le armature, ogni tanto mi convinceva ad andare in giro,
23:02a cercarle da un antiquario del settore molto particolare, molto simpatico, aveva un'autoironia
23:12incredibile e naturalmente anche ironia verso gli altri, non solo verso se stesso.
23:18E' una persona molto simpatica.
23:20Ti ha trasmesso alcuni segreti in bianco?
23:25Sì, sì, non ho niente. Poi ci scambiavamo spesso notizie, eravamo sempre insieme.
23:34Hai lavorato anche nella redazione di Enzo Biaggi alla RAI?
23:39Sì.
23:39Anche quella è stata un'esperienza.
23:40Bellissima esperienza, nell'85, lui Biaggi aveva varato la linea diretta, si chiamava,
23:48prima trasmissione in diretta nell'85, in prima serata, di strettissima attualità, tutti
23:57i giorni, per cui cercava, aveva bisogno di aiuti da tutta Italia, aveva formato una bella
24:05redazione. Io lì ho conosciuto tra gli altri Lamberto Sposini, Paolo Gianni, anche lì
24:13eravamo sempre tutti insieme. Abbiamo vissuto un bel periodo a Milano a lavorare per questa
24:18trasmissione quotidiana, che era molto impegnativa, ma anche densa di soddisfazione.
24:26insomma.
24:27Siamo in chiusura, Andrea. Girarsi e guardare indietro si rischia sempre di farsi prendere
24:34dalla nostalgia, come i tuoi tempi belli. Però a fare un bilancio di questa tua vita
24:41da giornalista, ti ritieni soddisfatto?
24:46Soddisfatto e fortunatissimo, naturalmente, anche se devo dire, poi alla fine, te lo devo
24:54confessare, non mi sono sentito né carne né pesce, cioè non sono stato un giornalista
25:01della redazione di Cagliari, perché non c'ero mai, non sono stato neanche un giornalista
25:05della radio, perché comunque ero una delle sedi prestato alla Radio Nazionale. Però sono
25:11ovviamente contentissimo di tutte le esperienze che ho vissuto, le cose che ho vissuto, ci mancherebbe.
25:18Grazie Andrea.
25:19Grazie a te.
25:50Grazie a te.