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  • 7 hours ago
Avere la possibilità di eseguire il test genomico in fase pre operatoria nelle “pazienti con tumore al seno localmente avanzato” consentirebbe di comprendere se il tumore risponde alla chemioterapia. In questi casi, impiegare la chemioterapia prima della chirurgia permetterebbe di “evitare interventi chirurgici molto più demolitivi. Oggi questo non è ancora consentito perché manca la rimborsabilità dell'esame”. È quanto affermato da Corrado Tinterri, professore di Chirurgia generale Humanitas University e responsabile Uo di Senologia alla Breast Unit dell'Humanitas Cancer Center di Rozzano, all’incontro con la stampa ‘tumore al seno, i primi due anni di attività dell'osservatorio nazionale sui test genomici’, svoltosi oggi a Milano.

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Transcript
00:04La maggior parte dei tumori della mammela sono tumori ormonali nei quali noi non facciamo mai
00:10un trattamento chemioterapico preoperatorio. Quindi cosa vuol dire? Vuol dire che queste donne
00:15che hanno un tumore o localmente avanzato con dei linfonodi dobbiamo fare interventi estesi.
00:22Molte di queste pazienti poi si scopre che possono fare la chemioterapia dopo e quindi
00:27tutti i benefici di utilizzare la chemioterapia prima facendo un test genomico sulla biopsia
00:33ci potrebbe evitare probabilmente interventi molto più estesi cosa che adesso però non è concessa
00:39perché non c'è rimborsabilità del metodo. In tanti paesi europei questo è già attivo faremo uno
00:45studio in italia per confermare la fattibilità e l'utilizzo di questo test anche dalla biopsia
00:51sperando come sarà probabile di avere grandi risultati in questo senso.
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