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L'intervista ad Alessio Del Savio, Amministratore Delegato di Mionetto S.p.A.
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00:00Portare avanti una determinata qualità, un determinato marchio,
00:05tentare meglio di dare soddisfazione il più possibile ai clienti.
00:32Buongiorno, bentornati a Money Vibe Stories, siamo a Valdobiadene, oggi siamo in trasferta
00:37perché siamo ospiti della Mionetto con Alessio Del Savio, amministratore delegato.
00:43E benvenuti.
00:43Grazie a lei per l'ospitalità.
00:45Dunque, un'azienda storica, 1887.
00:51Allora, il resto del Carlino è uno dei nostri tre giornali del 1885, quindi siamo più anziani di due anni.
00:59Allora, quindi fin da subito, secondo me, la cosa principale è capire come un'azienda
01:05che ha delle radici così profonde oggi possa stare sul mercato di oggi totalmente differente.
01:12Cioè, una longevità così importante non è frequente.
01:16Soprattutto se la calcoliamo in quest'area, è un'area che ha subito dei grossi cambiamenti storici
01:22durante questo secolo, è nata dalla volontà del mastro venificatore Francesco Mionetto,
01:33poi pian piano si è sviluppata nel corso degli anni, attraversando periodi difficili,
01:37quelle delle guerre, delle deportazioni, perché i figli di Francesco Mionetto
01:43sono stati deportati anche in campi di concentramento, poi rientrati, hanno ricostruito l'azienda,
01:50l'hanno fatto partire, commercializzando quello che queste terre fin da subito davano
01:56come prodotto importante, che era quindi il prosecco.
01:59L'hanno commercializzato prima localmente e poi pian piano in tutto il mondo,
02:05sviluppandolo ovviamente prima in Italia, poi in Europa, per arrivare poi agli Stati Uniti in particolare.
02:12Essere un'azienda di prosecco con tale longevità non è comune in quest'area,
02:17perché la gran parte della viticoltura e soprattutto quelle che sono le case spumatistiche di quest'area
02:24si sono sviluppate nel corso degli ultimi decenni, quando il prosecco veramente ha avuto il suo boom.
02:31Ma sì, aver peso nella sfera enoica italiana.
02:39Noi non abbiamo fatto altro che continuare quella tradizione che c'era in questa casa,
02:47di portare avanti una determinata qualità, un determinato marchio,
02:53tentare meglio di dare soddisfazione il più possibile ai clienti,
02:57e quindi ha fatto sì che la Mionetto abbia un suo stile, sia di packaging, sia di qualità.
03:03Siete chiaramente riconoscibili.
03:05Direi di sì.
03:06Quello si deve riconoscere, c'è un arancione che spicca tra le etichette.
03:12E quindi sì, una volontà proprio, direi anche quasi una facilità,
03:17perché proprio per questa nostra riconoscibilità e per il nostro stile enologico
03:22continuiamo a portare nel mercato qualcosa di importante e che ci viene riconosciuto anche.
03:27Allora, adesso parliamo anche del vino, ma visto che siamo sulla parte del packaging,
03:31intanto è sempre stato arancione, Mionetto, quando arriva questa immagine che poi è diventata fortunata?
03:38Diciamo che l'arancione, se non erro, andiamo intorno al 2010-2015,
03:48prima era comunque un qualcosa di vicino, era un giallino che somigliava forse un po' a un arancione,
03:53poi è passato appunto all'arancione effettivo.
03:58Ed è oggi appunto il nostro marchio, l'Orange Soul.
04:02Lei era già qui quando c'è stato questo passaggio?
04:05Sì, io sono arrivato nel Mionetto dal 2000, ho attraversato alcune proprietà.
04:11Ora siete parte di un gruppo.
04:12Adesso siamo parte del gruppo Enchel Fresh & A, dal 2008,
04:15quindi dell'azienda leader mondiale a livello di produzione di vini spumanti.
04:24Sì, ho visto cambiare questa azienda più volte, ma devo dire anche,
04:30e con un po' di orgoglio, sempre in meglio.
04:33Certo, però appunto, come ci dicevamo prima, siete molto riconoscibili per un colore diverso dagli altri.
04:40Però noi spesso in questo podcast ci concentriamo anche sulle scelte e sulla difficoltà delle scelte.
04:45È una scelta, come spesso capita con le scelte importanti e che funzionano, difficili anche da prendere.
04:52La notte prima dell'esordio dell'etichetta arancione, un po' di ansia a dire ma forse questo colore non è
04:59adatto,
05:00sarà una debacle, come è andata?
05:03C'è stata. Guardi, io qui ho un oggetto che, notandolo, dice sì, no, forse...
05:10Ah, bellissimo, quindi lei prende le decisioni con questo.
05:13No, però aiuta, può aiutare, può aiutare.
05:18E quella sera ha detto di sì.
05:19Ha detto di sì, ok.
05:20E quindi siamo andati...
05:22E l'impatto com'è stato con il mercato? Fin da subito positivo?
05:25Sì, sì.
05:26Chiaramente il marchio si conosceva, era...
05:28Il marchio era già ben presente in Italia, questo è forse il fattore determinante.
05:35Il cambiamento, essere andati verso quell'arancione, è servito per esaltare ancora di più la visibilità del marchio.
05:42E vedo che...
05:44Ha funzionato.
05:45Ha funzionato bene, ha funzionato bene e direi forse soprattutto all'estero.
05:50Ancora più all'estero che magari in Italia.
05:52Dove magari in Italia il Mionetto era conosciuto, come dicevo prima, per quel giallino.
05:56Sì.
05:56Che era ricordo...
05:59Sì, anche quello è un emblema dell'Amionetto.
06:02Passare all'arancione è stato, diciamo, caricare ancora di più di responsabilità, se vogliamo, il marchio.
06:09Però ci siamo riusciti.
06:10E oggi tutta la nostra produzione è arancione.
06:14È arancione.
06:16Parlavamo dell'estero, parlava dell'estero.
06:19Il prosecco in generale è Mionetto, fuori dall'Italia, oggi dov'è più presente?
06:24Sicuramente gli Stati Uniti, Germania, Inghilterra, si sta lavorando bene anche nei paesi dell'est.
06:32La Francia è diventata uno dei più importanti consumatori di prosecco al mondo.
06:39Pensavo ci guardassero male, no?
06:40No, beh, direi che magari le case spumantistiche sì, ci guardano male, ma noi riusciamo a fornire bene la Francia.
06:52Però diciamo che per antonomasia e per valori affettivi gli Stati Uniti sono il primo paese dove il prosecco ha
07:02avuto nel tempo e oggi ancora di più un bel riscontro.
07:10Potrei anche dire che senza tema di dismentita che la Mionetto ha contribuito molto in questo.
07:15Siamo stati la prima azienda dell'area prosecco ad avere una filiale all'epoca a New York.
07:21Siamo stati i primi ad avere degli agenti sul territorio, agenti in Mionetto sul territorio.
07:28Oggi quella che era una filiale è diventata una società con sorella, Freshnet Mionetto USA, che si occupa appunto della
07:38vendita non solo di Mionetto ma di tutti i prodotti del gruppo, però con ovviamente più che un occhio di
07:45riguardo nei confronti del prosecco.
07:47Perché il cliente americano ha una certa soddisfazione nel bere prosecco.
07:57Allora, sempre rimanendo sull'estero, magari per chiudere questo comparto, l'utilizzo, cioè il consumo del prosecco nel mondo è
08:09uguale a quello che abbiamo noi qua in Italia?
08:12Cioè ci sono degli usi e costumi diversi? Noi lo utilizziamo principalmente come aperitivo o per lo spritz. Negli altri
08:20posti cosa succede?
08:22Più o meno lo stesso utilizzo. Viene utilizzato come aperitivo.
08:29Nessuno ci mangia? Qualcuno ci mangia? Qualche stato che predilige?
08:33Si sta anche cominciando a capire che comunque è un prodotto che può essere abbinato a tutto pasto, soprattutto quando
08:40poi ci sono portate a base di pesce fondamentalmente.
08:43Diciamo che la cultura a livello mondiale sul prosecco non è ancora completata, cioè dobbiamo fare ancora molta formazione.
08:52C'è una buona... ci sono delle aree al mondo in cui si è capito come utilizzare bene il prosecco,
08:58sia come aperitivo, sia come base per mixologi.
09:02Però dobbiamo anche insegnare che comunque il prosecco può essere utilizzato anche a tutto pasto e ci stiamo lavorando su
09:10questo.
09:11La mio netto, come dicevo, proprio negli Stati Uniti, avendo oggi una forza vendita importante, riusciamo a fare anche divulgazione.
09:20E lo riscontriamo poi quando quei nostri clienti poi vengono a trovarci qui in Italia, qui in mio netto cominciano
09:29a comprendere cosa è effettivamente il prosecco.
09:32Le faccio una domanda difficile e me ne rendo conto. All'estero le aziende, le cantine di prosecco si parlano,
09:37si aiutano o si fanno la guerra?
09:40No, direi che oggi...
09:44Cioè c'è una collaborazione?
09:55Però c'è un'aggregazione che fino a qualche anno fa non c'era nel mondo del prosecco.
10:02E devo dire la verità che dobbiamo dare merito anche in questo a due enti in particolare, al confindustria, al
10:10settore vitivinicolo e al confindustria Treviso,
10:12da una parte e dall'altra ai 2-3 consorzi legati al mondo prosecco.
10:19La DOC, DOGG, Asolo e DOGG, Valdobbiadene.
10:23Ecco, ci puoi spiegare in modo semplice una volta per tutte le differenze?
10:28Oddio.
10:29Allora, la DOC, partiamo dall'area più vasta.
10:34La DOC comprende le nove province Veneto-Friulane, quindi partendo da Vicenza per arrivare a Gorizia.
10:39Ok, quindi...
10:40E quella è l'area più vasta dove ci sono oggi circa 27.500 ettari di vigneto di prosecco DOC,
10:46una resa di 180 quintali per anno di uro.
10:49La DOGG, ci sono due DOGG, la DOGG Valdobbiadene e Conegliano, che è la più storica.
10:56Ok.
10:57Quella che esiste da sempre, prima dell'avvento del prosecco DOC a 2009, era l'area DOC.
11:04Era l'area DOC.
11:06Circa 8.000 ettari, è l'area più vocata.
11:11Valdobbiade ne è la dimostrazione proprio per le colline e per le difficoltà di coltivazione che ne ha, ma anche
11:17per il risultato qualitativo che ne ha.
11:20Poi abbiamo l'area più piccolina, che è l'area del Montello Colesolani, un'area più nuova, non l'ultima
11:28nata, ma comunque una via di mezzo, ma un'area, anche quella vocata, leggermente diversa qualitativamente dal Valdobbiadene, però ci
11:38sono...
11:38Quindi abbiamo queste tre aree dove ci sono, dove insistono, tre consorzi diversi che stanno in qualche modo collaborando.
11:46Che collaborano fra loro. Lei si è fatto un'idea di quale sia il punto di forza, il grande mistero
11:54per cui il prosecco a un certo punto si è imposto su tanti altri vitigni, tante altre produzioni?
12:00Io direi che sono più diversi i fattori che hanno fatto sì che il prosecco diventi oggi l'emblema enoico
12:11italiano, perché oggi siamo sicuramente la denominazione al mondo più venduta, oltre 670 milioni solo di doc.
12:17Se calcoliamo con le 2-10g arriviamo vicino agli 800 milioni di bottiglie, fondamentalmente per la facilità di beva, che
12:26non significa comunque un prodotto squalificato, è più facile, perché utilizzato appunto come aperitivo, o oggi anche a tutto il
12:35pasto, ma comportati un po' più semplici.
12:38Quindi per la qualità, per la facilità di beva, per un prezzo accessibile, un po' a tutti e soprattutto perché
12:47credo siamo riusciti nel tempo a far capire quanto importante sia questo territorio.
12:54Il fatto anche che il prosecco doc sia diventato l'emblema di questo territorio, molto vasto se vogliamo, ma importante,
13:05ha fatto conoscere anche un territorio che magari precedentemente non era così conosciuto o visitato dagli stranieri in particolare.
13:18Vengono, vengono in molti a visitare?
13:20Da quando soprattutto l'area di OGG è diventata patrimonio UNESCO, c'è un incremento di visite, soprattutto dalla parte
13:29degli stranieri, importante, di medio, un 20% ogni anno di più.
13:33A Valdo Biadene c'è qualcuno che non ha a che fare con il prosecco, che fa un altro lavoro?
13:38Sì, c'è un benzinaio.
13:40No, diciamo che il tessuto è legato proprio a questo mondo.
13:45È quasi, insomma, per vocazione.
13:47Ho preso 8.000 ettari di vigneto, zona Valdo Biadene e Conegliano, ci sono circa 3.500 aziende, quindi poco
13:55più di un ettari, quasi due ettari per azienda.
13:59Perché? Perché ci sono veramente piccoli, piccolissimi produttori che hanno la vigna di un ettaro, due ettari, tre ettari al
14:06massimo e non vivono magari solo su quello, però traggono un bel reddito importante.
14:14Diciamo, è difficile che ci sia una famiglia che non ha nulla a che fare con il prosecco.
14:18Sono poche, sono veramente poche. E comunque hanno a che fare in un altro senso, magari vanno al bar.
14:24È certo, è certo. Ci si arriva per l'aperitivo comunque.
14:28Senta, lei quando entra in questo mondo?
14:31Io entro nel mondo, allora, subito dopo gli studi, nel 1984, da cui mi sono laureato in Enologia, a Conegliano.
14:41In Enologia?
14:41Sì, a Conegliano. Da quel momento ho proseguito il mio lavoro passando per quattro aziende prima di arrivare in mio
14:50netto, da prima come tecnico per arrivare poi appunto amministratore delegato di questa azienda, con tanta passione.
14:58Una passione che, francamente, viene da qualcosa collegato al mondo del vino, il fatto che il nonno era un mastro
15:08bottaio.
15:09Ah.
15:10E' così. Se non direttamente collegato con la vigna, però, quella è stata la mia partenza in questo settore, è
15:20nata da questo, insomma.
15:22Come anche il corso di studi, cioè lei ha deciso che comunque avrebbe avuto a che fare con il vino?
15:26Sì, sì, tralasciando quelle che erano le attività familiari, a parte il nonno che appunto faceva il mastro bottaio, sia
15:32mio padre che l'altro nonno avevano interessi in tutti gli altri settori.
15:36Lei invece è andato dritto sull'Enologia?
15:38Sì, sì. E con grande passione, devo dire la verità.
15:43Si ha sempre l'idea che in qualche modo anche lo studio attorno al vino sia quasi, dico, insomma, esagero,
15:52ma dico quasi superfluo.
15:53Tanto il vino si fa da sempre, è sempre uguale, poi in fondo cosa vuoi che cambi?
15:58E invece c'è tanto studio, tanta tecnica, tanta scienza dietro.
16:01Che questo non vuol dire andare a stravolgere quello che la vigna dà, però è capire, capire proprio quello che
16:09la terra riesce a darci, la vigna riesce a darci, approfondire le conoscenze in questo, fa sì che poi si
16:17riesca sempre più a migliorare la qualità.
16:19E capire come intervenire, come intervenire da prima in vigna, perché la cosa fondamentale del nostro settore, non solo prosecco,
16:27parlo del mondo vitivinicolo italiano e anche mondiale, la cosa fondamentale è capire quello che può darci la vigna.
16:36E da lì poi iniziare a comportarsi in cantina per preservare quello che appunto la vigna ci dà.
16:43E questo è un fattore determinato.
16:45Però se lei deve pensare appunto a qualcosa che è cambiato radicalmente anche nella produzione in generale del vino o
16:52del prosecco, c'è qualcosa che è cambiato radicalmente?
16:57Beh, c'è un fattore che secondo me, soprattutto nell'ambito del prosecco poi, è cambiato tanto.
17:05È il fatto che quando io ho iniziato la mia attività lavorativa, 85-86, si assaggiavano dei prosecchi che erano,
17:16io li definisco elettrici, che mi spiego.
17:19Cioè li bevi, li sentivi, una scossa nello stomaco, perché avevano un'acidità, è l'attissima.
17:24Oggi quel prosecco non c'è più.
17:26Non c'è più. Oggi c'è un prosecco molto più morbido, più rotondo, più profumato, con caratteristiche quindi completamente
17:34diverse rispetto a quello.
17:36Ecco, ci sono tante variabili che nel corso degli anni, nel mondo enologico, sono cambiate.
17:42Quella del prosecco è per esempio un esempio appunto.
17:46Quindi insomma è anche una cosa che cambia nel tempo pur rimanendo insomma molto uguale a se stessa.
17:51Poi anche altri fattori importanti, proprio a livello anche di produzione all'interno delle piccole o grandi cantine, la tecnologia
18:01è cambiata molto.
18:03Si utilizzava un certo tipo di presse che diciamo più che preservare la qualità dell'uva, la distruggevano.
18:10Oggi si utilizzano macchinari completamente diversi.
18:13È che noi nell'immaginario ci immaginiamo sempre ai piedi, no?
18:16No, no, no, no.
18:17Non si pigia più quei piedi.
18:18No, così no. Forse per qualche festa così e noi che della zona.
18:23A scopo folcloristico.
18:24Sì, però dal punto di vista tecnico ormai si sono fatti i passi da gigante proprio per, come vi ripeto,
18:30il punto fondamentale è preservare la qualità che la vigna dà.
18:33Senta, lei viene appunto da un percorso di studi in enologia, parte come tecnico, una domanda che facciamo sempre, anche
18:43perché nel suo caso, insomma è un caso di scuola come in molti altri casi, ma anche chi studia poi
18:49invece economia, marketing, la teoria e la pratica sono due cose diverse.
18:54Cioè, lei la prima volta che si è seduto al tavolo di amministratore delegato, chiusa la porta, ha fatto gli
18:59auguri e complimenti, bene, ha bevuto un bicchierino di prosecco, dopodiché ha pensato, ma io sono in grado, non sono
19:07in grado, come si fa oggi, come si impara a guidare un'azienda?
19:11Guardi, io nella sfortuna, più che nell'ultimo periodo mi ricollego all'inizio, proprio subito dopo gli studi, io sono
19:21in grado di un'azienda in cui c'era un direttore tecnico e che dopo una settimana mi ha salutato
19:28e mi ha detto, io me ne vado.
19:30Prego le chiavi e ora è roba tua.
19:32Arranzati, è stato difficile, veramente ero molto preoccupato di quello che sarei riuscito a fare, però con un po' di
19:40impegno, con un po' di buona volontà, dimenticando i sabati, le domeniche e qualche volta anche le notti, pian piano
19:46sono riuscito ad andare avanti, con l'aiuto anche del titolare, in quel caso dell'azienda, però è stata veramente
19:52dura.
19:54La scuola ti dà delle basi, ma non ti insegna completamente a lavorare nell'azienda.
20:01Ti devi, come si dice quando l'acqua arriva qua, o impari a nuotare o affondi.
20:08Però appunto, poi in realtà un amministratore delegato ha a che fare con la finanza, con i fornitori, con l
20:16'economia, con le regole, insomma è un mondo totalmente diverso.
20:19E questo è il passo in più che sono in qualche modo obbligato a fare per portare avanti insieme a
20:27dei colleghi, perché la mio netto la gestiamo in quattro, ognuno per competenze diverse, dalla finanza, dalla commerciale, al marketing,
20:37e cerchiamo ogni giorno di trovare la miglior soluzione per portare avanti questa azienda.
20:43Ci sembra che, anche insieme, non dimentichiamo, insieme anche comunque a quello che è la casa madre, la nostra casa
20:50madre, anche il frascene,
20:53ogni giorno è sempre più difficile, ma insomma in qualche modo riusciamo a portare avanti questa azienda nel migliore dei
20:58modi.
20:59E mi sembra che i risultati, insomma, ci stanno dando ragione.
21:03Però lei si ricorda un momento in cui, come dire, si è guardato attorno e ha detto, beh, però lo
21:09so fare, ok, va bene.
21:12Beh, una particolare sfida vinta, una difficoltà superata che le ha fatto capire che effettivamente c'era.
21:19Beh, ci sono state delle difficoltà in annate particolari, in annate particolari in cui magari il clima non ci ha
21:27aiutato per la produzione in campagna,
21:31difficoltà commerciali negli anni del Covid, per esempio, in cui comunque la minuita in qualche modo è riuscita a venirne
21:38fuori.
21:38Abbiamo salvato fatturati, purtroppo nel periodo del Covid, con la vendita online,
21:44vendita che fino a un mese prima non facevamo e quindi ci siamo inventati qualcosa per continuare a essere sul
21:51mercato,
21:52con la vendita online o con la vendita nella grande distribuzione perché era l'unico punto di vendita in quel
22:00periodo.
22:01Quindi le difficoltà ci sono state, diciamo che probabilmente proprio l'anno o gli anni,
22:07l'anno e mezzo di Covid sono stati gli anni più difficili.
22:10Quindi quelli hanno dato veramente dall'altro lato la misura di una competenza acquisita, diciamo.
22:16E oggi vedo che proprio con l'esperienza fatta in quell'anno diventa un po' più facile la vita di
22:26questi ultimi anni.
22:28Lei prima citava appunto le annate, che è una cosa che consideriamo poco, perché le aziende hanno delle stime di
22:33produzione,
22:35dei piani di produzione, però poi alla fine da voi decide il tempo.
22:40Come si fa?
22:40Il quadre eterno, come diciamo noi.
22:42Esatto.
22:43Sì, il tempo...
22:45Cioè, un anno in cui veramente è tutto molto più ridotto, come si fa a mantenere...
22:52Quando non ce n'è più, non ce n'è più.
22:54Non ce n'è più, finì.
22:54C'è serietà.
22:55Certo.
22:55E questo è fondamentale.
22:56Certo.
22:57Noi cerchiamo...
22:58Quello che è la nostra fortuna è il fatto di avere 100 conferitori, 100 piccole o grandi aziende che lavorano
23:06insieme a noi in campagna.
23:07Con loro facciamo le scelte agronomiche opportune, con loro dettiamo la qualità del nostro prodotto e con loro decidiamo se
23:18vale la pena portare in cantina il mio netto o meno il prodotto, valutandone appunto la qualità finale.
23:26È ovvio che ogni anno è un anno diverso, ogni anno ha le sue specificità, anni migliori, anni peggiori.
23:33Il Proseguo ha una fortuna rispetto magari ad altri vini, non si riesce a stravolgere la qualità, anzi o meglio
23:40non vogliamo stravolgere la qualità della vigna, ma abbiamo una rifermentazione in autoclave per la creazione dello spumante.
23:48Qualche volta questo aiuta a migliorare complessivamente la qualità anche della vigna.
23:53Quindi si può intervenire poi con il processo produttivo.
23:55È solo una rifermentazione in autoclave che magari esalta in particolari annate alcuni aromi piuttosto che altri.
24:05Senta, l'oggetto l'abbiamo visto, peraltro glielo invidio tanto perché, insomma, prendere... anche soltanto farsi dare un'idea...
24:13Sì, ogni tanto dice anche forse però.
24:15Ogni tanto dice forse, eh vabbè, quello bisogna accettarlo.
24:18E invece, come foto, visto che lei ha scelto una foto, insomma, con delle persone, lei ce l'ha dietro
24:26la scrivania questa qua, quindi ha un significato per primo forte.
24:29Per me ha un significato particolare il fatto...
24:30Ci racconti chi siete?
24:32Beh, in particolare sono due operatori delle nostre linee di imbottigliamento, ma in particolare Dirginio è la persona a cui
24:40sono particolarmente affazionato.
24:42Perché quando sono entrato in mio netto nel 2000, appunto, è stata una delle prime persone che ho conosciuto e
24:47che ho apprezzato per la dedizione al lavoro e per la buona volontà veramente che ci metteva ogni giorno nel
24:54condurre la squadra della linea di imbottigliamento.
24:59Lui era appunto il... era... era... è una persona che è ancora viva, ovviamente.
25:03Però non lavora più.
25:04Oggi in pensione è la persona che guidava, appunto, la linea di imbottigliamento, con una maestria e con una buona
25:12volontà che veramente sono uniche.
25:14La persona che sono... al quale sono particolarmente affezionato e che continuo a vedere...
25:20A consultare, magari.
25:21Sì, sì, ci vediamo, ci vediamo spesso, perché è un piacere parlare con lui.
25:26Oggi, tra l'altro, il suo figlio lavora da noi.
25:28Ah, ecco.
25:29Nello stesso posto del padre, nel stesso ruolo del padre, però lavora in...
25:33Però è entrato.
25:34Ecco, da questo punto di vista, la trasmissione delle competenze è sempre una bestia nera per le aziende, no?
25:39Si tende sempre a rimandare quel momento in cui c'è un passaggio di competenze.
25:44Però, essere qui dal 1887 è qualcosa, no? Di trasferimento...
25:49Allora, una delle belle cose che abbiamo in questo momento è il fatto che riscontriamo di anno in anno
25:55è della longevità della durata del rapporto di lavoro con i nostri dipendenti.
26:01Proprio l'anno scorso, a settembre, e fra poco a settembre, abbiamo iniziato proprio a festeggiare i vari compleanni all
26:10'interno dell'azienda.
26:11Siamo partiti anche un po' meravigliandoci, vedendo che c'era qualcuno che ha più di 30 anni che è in
26:18azienda,
26:19quindi facciamo il premio per i 30, per i 25, per i 20, per i 15 anni di appartenenza all
26:24'azienda.
26:24E questo già è un fattore importante. L'altro fattore è che comunque riusciamo, abbiamo una politica sul personale importante
26:35per far sì che, se dobbiamo assumere delle persone, le assumiamo per tempo perché possono innanzitutto
26:42ci sia un passaggio di consegne tra chi magari se ne va per questioni pensionistiche o per questioni di altre
26:49scelte
26:50e ci sia quindi il passaggio di competenze e perché appunto ci sia un certo tipo di formazione.
26:55Noi abbiamo bisogno di tanta formazione.
26:57Poi ci sono ruoli diversi dove magari la competenza è più importante.
27:02Sicuramente, per esempio, in cantina, la parte più pratica, chi ha contatto con il vino deve avere competenze,
27:10deve sapere quello che sta facendo, deve capire che uno sbaglio può ripercuotersi su tutta la filiera interna
27:20e quindi deve rendersi conto di quello che sta, che la sua opera appunto è un'opera importante
27:26e quello che sta facendo è altrettanto importante, oltre che per la qualità, anche per le salute di chi poi
27:32va a utilizzare il prodotto.
27:34Voi quanti siete oggi in azienda?
27:37Poco più di 170 persone.
27:38Li conosce tutti?
27:39Sì, assolutamente.
27:42Tutti per nome?
27:43Sì.
27:44Ok.
27:45Ma insomma va spesso.
27:47Dopo 26 anni di mio netto.
27:49Beh direi.
27:50Beh però non è comunque scontato.
27:52C'è un dialogo come dire anche trasversale, insomma, va in linea, le capita spesso di andare di persona.
28:04Io sono spesso in mezzo a loro, a tutti i dipendenti, ci vediamo, ci confrontiamo, le riunioni a volte anche
28:12si sprecano,
28:14facciamo in particolare con la produzione, ma non solo, facciamo anche una riunione plenaria di tutto il gruppo produzione,
28:22le due cantine, Badobbiadene e Crocetta, perché mi hanno detto appunto una cantina anche a Crocetta del Montello,
28:28facciamo una riunione plenaria una volta all'anno dove ci sono la presentazione dei dati, dove c'è la discussione
28:35con il personale,
28:35dove ci si confronta e si cerca ogni anno di migliorare.
28:40L'azienda è tra l'altro un'azienda certificata IFS, sarebbe International Food Standard,
28:46e fa parte proprio di questa certificazione di miglioramento continuo.
28:49E questo è quello che vorrei anche come personale, ogni anno migliorare, portare qualcosa di nuovo,
28:55non adagiarsi sul si è sempre fatto così.
28:58Sì, certo, certo.
28:59Invece i rapporti con la casa madre come sono?
29:04Vi capiscono?
29:05Oggi direi più che buoni, all'inizio è un po' più complessibile che sia, un tedesco, un italiano.
29:12Certo, non è un luogo comune, ci sono delle differenze.
29:15Però devo dire la verità, passatemi il termine, la rigidità tedesca, messa assieme al saper fare,
29:23l'estro italiano ha portato a grandi risultati per questa azienda.
29:28Anche se all'inizio c'era una certa difficoltà nel comprendersi,
29:32anche perché torniamo al discorso di fatto un secondo fa, noi il mio netto facevamo così.
29:37Certo.
29:38Oggi aver cambiato anche questo, con l'aiuto anche appunto della casa madre, è stato importante.
29:44Ma lei ha dei rapporti di che tipo? Settimanali, mensili, quotidiani?
29:48Direi settimanali.
29:50Ok.
29:50A volte ci sentiamo anche più volte al giorno, a volte dopo una settimana.
29:55Ci si sente, ci si vede, ci sono delle riunioni in Germania, a Wiesbaden, dove c'è la sede,
30:03o itineranti all'interno delle varie aziende, o qualche volta il nostro presidente, il nostro vicepresidente,
30:09vengono qui a trovarci.
30:11Dipende insomma un po' dalle occasioni, ecco.
30:14Allora, ufficialmente lei beve solo prosecco, ma in realtà una birra ogni tanto?
30:20La birra magari no, altri tipologi di vino sì.
30:23Però insomma...
30:24Sono molto affezionato al vino, sono molto affezionato al vino, mi piace, senza esagerare,
30:30oggi sappiamo che va bevuto con moderazione per mille motivi, però sono molto affezionato.
30:35La birra un po' meno.
30:37Ma se le dico Franciacorta si agita oppure va bene?
30:39No, perché no, perché no, la varietà, ma anche la rappresentatività di un territorio diverso da quello del prosecco.
30:50E sta bene che ci sia il Franciacorta, come del resto, anche guardando all'estero, sta bene che ci sia
30:55anche lo champagne.
30:56Certo.
30:56È un buon concorrente, poi che noi l'abbiamo surclassato, meglio così.
31:01Poi l'orgoglio.
31:02Esatto.
31:03Un'altra domanda difficilissima che in genere facciamo, va a cena, c'è una bottiglia di prosecco che non è
31:08mio netto.
31:09Se ne va, si arrabbia, dice no, io non so chi sono io.
31:12Magari loro non sanno che lavoro fa lei.
31:14No, non, allora, le do gusto volentieri per capirne la qualità e per confrontarlo magari a livello di memoria con
31:25il nostro.
31:26Appena finito chiamo la gente e gli chiedo ma perché noi ci siamo?
31:29Perfetto.
31:31Manda subito qualcuno.
31:32Senta, allora, che vita fa un amministratore delegato di una cantina, insomma, come mio netto?
31:40Quando comincia il lavoro, quando finisce soprattutto, che è la cosa più difficile?
31:45Il lavoro inizia presto la mattina.
31:49Presto quando è?
31:50Prego.
31:50Presto che ora è?
31:52Ma, diciamo...
31:53Puoi essere sincero?
31:54Tre, sette e mezza alle otto.
31:56Ok.
31:56E dura in ufficio almeno fino alle sei e mezza, sette di sera.
32:02Però, avendo poi con sorelle, neanche oltreoceano, magari più di qualche telefonata la sera o qualche mail.
32:09Ad un orario un po' strano.
32:11C'è.
32:12E quindi magari anche perché l'amministratore delegato della mio netto frescene USA è italiano.
32:17Ah, ok.
32:18E quindi magari proprio con Enore ci sentiamo, ci sentiamo tante volte anche a tardo orario per confrontarci su argomenti,
32:26per informazioni, eccetera, eccetera, insomma.
32:28Però è sempre, comunque, un piacere.
32:31E all'estero, magari, dico, al di là della casa madre, insomma, nei luoghi dove poi siete venduti o comunque
32:36magari per i luoghi da sviluppare?
32:39Allora, come dicevo prima, i congressi, le riunioni di gruppo si tengono alternativamente in varie nazioni d'Europa, dove appunto
32:48la Encrefersenet ha delle filiali.
32:52E qualche volta negli Stati Uniti per viaggi di divulgazione, mettiamo così, del prodotto e per capire sempre com'è
33:00il mercato.
33:01Quindi la possibilità di girare l'Europa e il mondo c'è.
33:05Cioè, se non fosse andata così lei cosa avrebbe fatto nella vita?
33:09È una bella domanda, lo so.
33:11Ma se non fosse andata così...
33:13Da piccolo che voleva fare, intanto?
33:15Da piccolo?
33:15Non c'era...
33:17Non avrei.
33:17O meglio, o meglio.
33:19Forse adesso che mi fa pensare, probabilmente se non avessi fatto quella scuola e la professione che sto oggi portando
33:26avanti,
33:27probabilmente mi sarei dedicato al mondo dell'edilizia.
33:31L'altro nonno era un impresario edile.
33:34Ok.
33:35Quindi è totalmente diverso.
33:37Sì, sì, completamente diverso.
33:38E magari avrei costruito cantine.
33:40Ecco, perfetto.
33:42E invece appunto tra i suoi familiari, insomma, non so se ha figlio, comunque insomma, qualcuno ha preso un po'
33:50le sue orme oppure lei li ha tenuti...
33:53No, il figlio più grande sta seguendo, ha fatto agraria, però si sta dedicando...
34:00Si è messo di lato, insomma, non troppo lontano, ma...
34:03L'altro sta facendo marketing, quindi magari un giorno potrà entrare in un'azienda del mondo del vino...
34:09Una, cioè, non per forza questa, quindi...
34:12No, no, no, no.
34:13Ok.
34:13Senta, allora, io sarei qui un'altra ora, ma è ora di aperitivo, per cui dobbiamo andare a...
34:18Un calice insieme volentieri.
34:20Perfetto, grazie mille per l'ospitalità.
34:22Grazie a voi di essere venuti.
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