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00:08Buongiorno a tutti e benvenuti alla puntata numero 11 del corso strategie operative per
00:13il trading di breve termine. In questa puntata proseguiremo l'argomento che abbiamo iniziato
00:18nella puntata numero 10, in particolare abbiamo introdotto il concetto di volume profile. Siamo
00:23partiti dal market profile che abbiamo visto in qualche modo consente di analizzare quello
00:29che è successo nel corso delle varie giornate da un punto di vista temporale e poi abbiamo
00:34utilizzato quei concetti utilizzandoli a livello di volume profile. Abbiamo visto in particolare
00:39l'importanza delle value area dove per quanto riguarda il volume profile è in qualche modo
00:45la zona dove si è concentrata l'attenzione dei grossi operatori di mercato. Come facciamo a
00:50saperlo? Perché è la zona che in qualche modo mi identifica dove sono stati scambiati il 70%
00:55dei volumi totali di ogni giornata. Quindi ragioniamo a livello di value area e da questo
01:02punto di vista abbiamo visto che le due tipiche distribuzioni o quelle che in qualche modo mi
01:07consentono di avere maggiori informazioni sono quelle a forma di P maiuscola o di B minuscola.
01:15Queste due distribuzioni consentono in qualche modo di identificare delle potenziali zone di resistenza
01:20o di supporto. Perché? Perché le value area abbiamo visto svolgono questo ruolo fondamentale.
01:26Sono le aree dove in qualche modo molti operatori hanno aperto posizioni long e posizioni short,
01:32hanno aperto quindi delle posizioni consistenti attorno a questi livelli di prezzo e quindi è lì
01:37che in qualche modo hanno costruito la loro operatività. L'hanno fatto i grossi operatori
01:41di mercato, utilizziamo queste informazioni per fare anche noi le nostre strategie, utilizzando
01:47chiaramente il tipo di informazione. Perché? Perché la distribuzione a forma di P maiuscola
01:52è la distribuzione che identifica che in prossimità dei massimi di giornata c'è stata una battaglia
01:57significativa. Lì in qualche modo potrebbe essersi creata una zona di resistenza, cioè
02:02dove sono arrivati dei venditori importanti. Al contrario, nella distribuzione a forma di
02:08B minuscola i prezzi cosa hanno fatto? Sono scesi ma a ridosso dei minimi di mercato
02:13lì è arrivato qualche compratore, qualche compratore importante che ha in qualche modo
02:18accumulato posizioni. Ecco, queste due situazioni sono situazioni che poi vedremo come utilizzare
02:24combinandole chiaramente con le informazioni che arrivano dai prezzi. Non dobbiamo mai
02:29dimenticare che sono i prezzi che comandano, quindi la strategia operativa viene definita
02:34dai prezzi. I volumi mi consentono però di ottimizzare la mia strategia operativa, di ridurre
02:39cioè il mio rischio iniziale, perché abbiamo visto che la nostra strategia rotterà attorno
02:46alla nostra value area, cioè utilizzeremo il bordo superiore e il bordo inferiore della
02:50value area per posizionare i nostri livelli di entrata o i nostri livelli di stop loss.
02:55Quello che succede a livello pratico operativo lo vedete in questa slide, che è forse una
03:00delle slide più importanti, che consente di capire effettivamente quello che succede giorno
03:05dopo giorno sui mercati. Partiamo dal punto 1, cioè con i prezzi che vengono da una discesa.
03:13Una discesa dei prezzi è generata dal fatto che ci sono degli ordini aggressivi, quelli
03:18che vengono chiamati ordini a mercato o market order, sono degli ordini aggressivi di vendita
03:24che colpiscono gli ordini di acquisto limite presenti sul book. Cioè gli ordini limite in
03:31acquisto sono lì che attendono di essere eseguiti su dei valori che vengono posizionati
03:36in modo decrescente. Sono gli ordini quindi aggressivi in vendita che colpiscono gli ordini
03:42di acquisto su dei valori via via decrescenti. Quindi questo valore decrescente fa scendere
03:47i prezzi. La pressione ribassista quindi che si innesca è generata appunto da questi ordini
03:53a mercato che in qualche modo colpiscono gli ordini di acquisto limite e fanno scendere i prezzi.
03:58Finché questa pressione ribassista è superiore agli ordini in acquisto, i prezzi scendono.
04:04A un certo punto però in qualche modo arriverà un momento in cui si crea quella che in gergo
04:10tecnico viene chiamata zona di demand, la demand zone. Si parla in questo caso di assorbimento,
04:16cioè la pressione ribassista non è più in grado di far scendere i prezzi. Ci sono ancora
04:22sì venditori che vendono ma su quei minimi che si stanno formando sul mercato arrivano degli ordini
04:29di acquisto che assorbono le vendite e impediscono ai prezzi di scendere ulteriormente. È la nostra
04:35fase di accumulazione. Il mercato smette di scendere con la stessa intensità che aveva in precedenza,
04:42perché? Perché arriva una forza compratrice che aumenta, questa pressione ribassista aumenta,
04:47ed arresta la discesa. Questo arresto di discesa non è però sufficiente a far risalire i prezzi.
04:54Per far risalire i prezzi, punto 3 di questa slide, servono degli ordini di acquisto a mercato che
05:00colpiscono gli ordini in vendita limite presenti sul book. Questi ordini di vendita limite sono su
05:06dei valori crescenti, quindi per far salire i prezzi servono questi ordini a mercato che colpiscono
05:12ed esauriscono gli ordini di acquisto presenti sul book. Finché questa pressione rialzista è
05:17consistente e quindi riesce ad assorbire le vendite, i prezzi sono destinati a salire. C'è il trend
05:23rialzista, i compratori hanno il controllo del mercato. Questa situazione andrà avanti finché a un
05:28certo punto ci troveremo in una situazione opposta a quella che abbiamo visto al punto 2. Si parlerà in
05:33questo caso di supply zone, zona di distribuzione, zona dove in qualche modo gli ordini di acquisto
05:40vengono assorbiti dalle vendite presenti sul mercato, con i prezzi quindi che non riescono
05:45a continuare a salire e su quei massimi si crea appunto una zona di esaurimento, di in qualche
05:52modo di distribuzione. C'è un assorbimento ribassista con il mercato quindi che non riesce
05:56a continuare a salire e questa zona di esaurimento crea poi le premesse per una discesa che ci riporta
06:02al punto 1. Ma vedete in questo modo si formano le B e le P, cioè quelle due situazioni che
06:08vedete qui
06:09richiamate in questa slide didattica. I prezzi scendono, c'è la fase di accumulazione
06:14dove i volumi aumentano, questa zona è l'assorbimento rialzista, qualcuno che accumula e che crea
06:21poi le premesse per una risalita, distribuzione a forma di B. La distribuzione a forma di P è
06:26l'opposto, i prezzi vengono da una salita, c'è la fase di assorbimento ribassista dove i volumi
06:32sono alti, perché? Perché in qualche modo le vendite impediscono al mercato di continuare
06:36a salire e questa zona di distribuzione è quella che poi crea le premesse per una discesa
06:42da parte del mercato. Quello che abbiamo visto poc'anzi non è altro che l'applicazione dei
06:48concetti teorici che abbiamo visto nella puntata numero 10, con la nostra value area che è l'area
06:54sulla quale noi dobbiamo concentrare la nostra attenzione, dove in qualche modo si è combattuta
06:58una battaglia importante tra compratori e venditori. L'aspetto chiave lo rivedete in questa slide, dove quella
07:05che è la value area dell'altro ieri dei giorni precedenti, viene utilizzata come punto di
07:10riferimento per fare cosa? Se i prezzi partono da un livello più alto rispetto alla value area
07:16precedente, quella zona farà da supporto, arresterà un'eventuale correzione e poi favorirà una risalita
07:23da parte dei prezzi. Se i prezzi invece partono da un livello più basso rispetto alla value area,
07:29quella value area farà da resistenza, cioè bloccherà un eventuale tentativo di risalita e poi
07:34innescherà una discesa. Questo ci porta alla costruzione di quelle che sono le quattro strategie
07:41operative più interessanti che si possono in qualche modo utilizzare sfruttando il segnale
07:47che arriva dai prezzi combinato con la distribuzione dei volumi. Lo vediamo in questa slide. Partiamo
07:52dallo scenario A, che prevede la classica strategia che viene chiamata short su rimbalzo. Lì abbiamo
07:59una value area che si colloca nella parte alta del range di oscillazione con un segnale ribassista
08:05da parte dei prezzi. Ad esempio, lì c'è ad esempio una shooting star, una beerish engulfing o un breakout
08:10ribassista. La strategia migliore che si può fare in quel caso è sfruttare un eventuale rimbalzo verso
08:17il bordo inferiore della value area per andare short, posizionando lo stop loss sopra il bordo superiore
08:22di quella value area. La strategia quindi sfrutta sia i prezzi che i volumi, come tutte le altre
08:27che vedremo. Passiamo allo scenario B, lo scenario ancora in questo caso ribassista, dove però vedete
08:33che la value area si colloca nella parte bassa del range di oscillazione, chiaramente sempre
08:39associato ad una candela che dà un segnale ribassista, ad esempio un breakout al ribasso. In questo caso
08:45si ipotizza che il mercato apra sotto la value area del giorno precedente. A quel punto lì si andrà
08:51in uno short di tipo direzionale, cioè aprendo poco al di sotto di quella value area noi andremo
08:56subito short, posizionando lo stop loss poco sopra il bordo superiore della value area in vista di
09:02un'ulteriore discesa da parte dei prezzi. Quindi non aspetteremo più, come nella strategia A, un
09:08eventuale rimbalzo, perché il mercato è già sotto la value area che blocca un eventuale tentativo di
09:14risalita e poi innesca una nuova discesa. Si parla di short direzionale. Passiamo alla parte destra del
09:21grafico. Passiamo allo scenario C, dove in questo caso cosa abbiamo? Abbiamo un segnale rialzista che
09:26arriva dai prezzi, ad esempio un emmer, una bullish engulfing, un breakout rialzista. Qui vedete che la
09:33value area è collocata nella parte bassa del range di oscillazione. In questo caso si tratta di una
09:38strategia long su pullback, long su correzione, cioè il mercato apre al di sopra della value area.
09:44La strategia migliore che si potrà costruire sarà quella di aspettare una correzione verso il bordo
09:49superiore della value area, posizionando lo stop loss sotto il bordo inferiore. Lì si andrà long
09:55perché il mercato ha dato un segnale rialzista, ha riconosciuto l'importanza della value area,
10:00la ritestata, quella correzione è il momento ideale per entrare long in vista di un'ulteriore
10:07salita. Passiamo ora allo scenario numero 4, dove vedete in questo caso cosa c'è? C'è un segnale
10:12rialzista, ad esempio un breakout a rialzo, ma qui vedete che la value area non si colloca nella parte
10:18bassa e si colloca nella parte alta del range di oscillazione. Questo è uno scenario che in
10:22qualche modo ipotizza che domani il mercato cosa farà? Apra al di sopra della value area,
10:27a quel punto la value area diventerà da resistenza, farà da supporto, quindi in qualche modo entrerò a
10:34rialzo poco sopra la value area posizionando il mio stop loss sotto il bordo inferiore della value area.
10:41Ancora in questo caso riesco a costruire una strategia long direzionale perché sfrutta che dopo il
10:46breakout appunto i prezzi continuano a salire, costruendo una strategia operativa il cui rischio
10:52è contenuto, cioè la distanza tra il bordo superiore e il bordo inferiore. Rischio poco ma
10:57per andare a favore di trend ipotizzando che quel trend appunto continui. Questi sono un po' i quattro
11:03segnali operativi che combinano sempre prezzi, che sono quelli che comandano, cioè ci dicono cosa fare,
11:08poi il volume profile ci dice fondamentalmente quali sono i prezzi migliori per entrare e per
11:14posizionare lo stop loss. In particolare questo lavoro ci consente di ridurre il rischio al quale
11:19ci esponiamo. Da un punto di vista poi operativo è importante evidenziare che quando si formano
11:26i classici massimi e minimi di swing, questi massimi e minimi di swing molto spesso sono
11:32associati a distribuzioni a b o a p. Qui vedete in questa slide come quando si forma un massimo di
11:39swing,
11:39quindi un massimo che è preceduto e seguito da massimi più bassi, molto spesso abbiamo delle
11:46distribuzioni a forma di p a ridosso di quelle candele, cioè all'interno di quelle candele. Ciò
11:51conferma che quel massimo è un massimo significativo, cioè c'è qualcuno che ha sfruttato la precedente
11:56salita da parte dei prezzi per distribuire, per in qualche modo uscire da quel mercato. Quindi massimi
12:02di swing con distribuzioni a forma di p, quella distribuzione conferma che effettivamente si è
12:07creato un massimo che ha anche resistenza. L'opposto lo vedete quando si forma un minimo
12:13di swing, quando si forma un minimo di swing invece devo avere delle distribuzioni a forma
12:17di b, perché mi indica che c'è stato qualcuno che ha sfruttato la discesa da parte dei prezzi
12:22per entrare in acquisto per accumulare. Quindi quel tipo di distribuzione a forma di b mi dice
12:27che si è formato un minimo, che è un minimo sia grafico, perché è un minimo di swing, che volumetrico,
12:33cioè indica che c'è stata effettivamente accumulazione da parte dei grossi operatori
12:37di mercato. Questo è ad esempio un'analisi che viene fatta in maniera dettagliata, quotidianamente
12:43da noi analisti tecnici, per avere una conferma di che tipo di resistenza e di sopporti si formano
12:49i suoi grafici. Quando vediamo zone a forma di b o di p sappiamo che effettivamente è in
12:55atto un processo di accumulazione o di distribuzione. In questa slide vedete quello che è uno dei
13:02movimenti più ricorrenti che in qualche modo formano queste famose value area. Questa
13:09distribuzione è la tipica distribuzione che si sviluppa nel corso di una candela di
13:15accelerazione rialzista. Con il mercato che apre va in una sorta di equilibrio momentaneo,
13:21quello che viene chiamato balance. Questo movimento laterale sviluppa dei volumi significativi che
13:28poi si traducono appunto nella nostra value area. Nel corso di questo sviluppo ci potrebbe essere
13:33anche una classica BR trap, cioè una falsa rottura al ribasso, quella che qui vedete individuata con la
13:39lettera al punto A. Il mercato finge momentaneamente di rompere al ribasso ma poi rientra velocemente
13:46nella value area. Si forma successivamente un minimo crescente al punto B. Questo minimo crescente
13:54rispetto al minimo A crea le premesse per cosa? Per un'accelerazione. Il mercato accelera, disegna
14:00quelli che in gergo tecnico vengono chiamati dei fair value gap, ossia delle candele di accelerazione,
14:06con il mercato quindi che entra in un imbalance positivo, ci sono compratori aggressivi che aggrediscono
14:12gli ordini in vendita. Questi ordini in acquisto aggressivi sono consistenti quindi i prezzi strappano
14:17via con decisione. Dopo questa accelerazione il mercato cosa fa? Si prende una fisiologica pausa
14:23di consolidamento, sempre per il principio dell'alternanza tra fasi impulsive e fasi laterali.
14:29Questa fase di momentaneo balance crea un minimo D che è superiore rispetto al minimo precedente.
14:35Questo nuovo minimo crescente segnala che la pressione ribassista sul mercato è tutto sommato contenuta,
14:42cioè quella correzione è soltanto frutto di fisiologiche prese di profitto. A quel punto il mercato
14:47dopo questa pausa di assestamento è come se in qualche modo rifiatasse, prende cioè in qualche
14:52modo via la premessa per la successiva fase direzionale impulsiva, cioè il successivo imbalance
14:58positivo che porterà il mercato là in alto, su quel massimo il punto E. Ma la cosa importante è capire
15:04che c'è quella value area nella parte bassa, cioè quella value area è come se fosse la zona che
15:09ha creato
15:10le premesse per tutto il movimento di accelerazione. Quindi sapere dove si colloca quella value area
15:15mi consente di capire da dove partono i movimenti impulsivi. Sappiate che per la teoria di Wyckoff,
15:21che quelli di voi che hanno seguito il corso base si basa sulle famosi tre leggi della domanda,
15:27dell'offerta, dello sforzo, del risultato, ma soprattutto della causa e dell'effetto. Ecco,
15:32la value area è la nostra causa, l'effetto è la successiva accelerazione. Il mercato prepara sempre
15:38i movimenti impulsivi con questi movimenti di preparazione che molto spesso sono appunto le nostre value area.
15:48Quello che vediamo poi molto spesso a livello di trading intraday, che magari vi sarà anche capitato di vedere
15:54in qualche video, in qualche corso, è un'analisi che cosa fa? Sovrappone l'andamento dei prezzi con
16:01l'andamento dei volumi. In questo modo io so nel corso della giornata e delle giornate precedenti
16:07dove si è concentrata l'attenzione degli operatori. Vedete che ci sono delle zone, chiaramente,
16:12dove ci sono stati dei volumi significativi, quelle ad esempio colorate di blu, che sono tipicamente le value area,
16:18e vedete che poi ci sono anche dei vuoti di prezzo. Quei vuoti di prezzo vengono chiamati low volume node,
16:24cioè delle zone in cui il prezzo non ha scambiato sostanzialmente, ci sono stati dei volumi poco significativi.
16:31Quelle zone di prezzo sono delle zone molto spesso che segnalano delle situazioni di squilibrio,
16:35cioè o i prezzi accelerano a rialzo, accelerano a ribasso, dove in qualche modo il mercato scambia poco
16:40perché non c'è la liquidità sufficiente in acquisto o in vendita per bloccare quell'accelerazione.
16:46In realtà il mercato, vedremo, che scambia molto soprattutto all'interno delle fasi laterali.
16:51Non è che scambia molto a livello assoluto, scambia perché ci rimane per più tempo
16:55e quindi il fatto che ci rimanga per più tempo solitamente fa sì che poi,
16:59cumulando i volumi che si vedono nel corso delle fasi laterali, otteniamo dei volumi elevati,
17:04che sono appunto quelle strisce blu che vedete in questo grafico.
17:10Arriviamo finalmente alla combinazione dei segnali operativi che nascono dai prezzi
17:15e che poi devono essere confermati dai volumi con l'utilizzo del volume profile.
17:20Partiamo dal segnale operativo che abbiamo capito essere uno dei più interessanti,
17:25il famoso martello, l'emmer. L'emmer cos'ha?
17:29Ha una lunga lower shadow, quindi con un'ombra molto pronunciata verso il basso,
17:34e un piccolo corpo che si trova nella parte alta del range di oscillazione.
17:39Ricordo che questo emmer deve svilupparsi dopo che il mercato viene da una discesa di una certa importanza,
17:45quindi la premessa è che ci sia prima una discesa e poi arrivi l'emmer.
17:49L'emmer cos'ha? Una giornata in cui il mercato apre, scende su un minimo molto basso,
17:55poi recupera e ritorna sostanzialmente sui valori iniziali.
17:58La cosa importante per quanto riguarda l'emmer è che la maggior parte dei volumi si collochi in prossimità dei
18:05minimi di giornata.
18:06Lo vedete nella parte di destra che la distribuzione dei volumi deve essere a forma di B,
18:11cioè deve svilupparsi poco al di sopra dei minimi di giornata.
18:15Quel tipo di distribuzione mi dice che il mercato dopo che è aperto è sceso,
18:20lì c'è stato qualcuno che ha sfruttato quella discesa iniziale per accumulare posizioni,
18:26per assorbire le vendite e poi ha già innescato una reazione da parte del mercato.
18:30Lì sono entrati i grossi operatori istituzionali, lì hanno iniziato la loro accumulazione.
18:35Quindi qualunque mia strategia operativa che utilizzerò saprò che lì effettivamente si è creata una zona di supporto,
18:42che è sia grafico che volumetrico e quindi mi confermerà la bontà di quell'emmer.
18:48Allo stesso modo una configurazione a forma di morning star,
18:53ma lo stesso vale ad esempio per la bullish engulfing e per qualsiasi altra tipologia di setup rialzista,
19:00deve sempre vedere volumi di distribuzione a forma di B.
19:03Lo vedete anche in questo esempio.
19:05In questo caso abbiamo la nostra morning star con il mercato che scende,
19:09disegna di una candela che sembra di continuazione ribassista,
19:13cioè una piccola candela di indecisione e poi il mercato rimbalza con decisione con quella candela bianca.
19:19Ecco, cumulando i volumi di queste tre giornate,
19:21devo andare effettivamente a vedere che nella parte bassa del range di oscillazione delle tre candele,
19:27in particolare delle due candele direzionali, la prima ribassista e l'altra rialzista,
19:31è lì che devo avere dei volumi elevati.
19:34Lì vuol dire che già nella candela ribassista in fase di chiusura qualcuno aveva accumulato,
19:39lì c'era già stata accumulazione, c'è stata una piccola candela di indecisione,
19:43poi il mercato cosa ha fatto? E' rimbalzato via.
19:46Si è creata quindi una zona di supporto e quello swing low che adesso vedo disegnato dalle candele,
19:52non è soltanto uno swing low qualsiasi, è uno swing low associato a un pattern di inversione rialzista,
19:58una morning star, e soprattutto è associato a una distribuzione con volumi a forma di B,
20:03che indica accumulazione.
20:05Quello mi indica che effettivamente si è creata una zona di supporto particolarmente significativa,
20:10quindi dovrò impostare delle strategie di acquisto sulla base di queste informazioni.
20:15Grafici, prezzi e volumi, sempre queste cose combinate.
20:19La stessa cosa, chiaramente ribaltata in termini negativi,
20:23lo ho per quando il mercato mi disegna dei setup di tipo ribassisti,
20:27una shooting star, piuttosto che una beerish and gulping, una evening star.
20:31In questo caso cosa devo avere? Devo avere delle distribuzioni a forma di P.
20:35Lo vediamo in questo semplice esempio didattico, questa è la shooting star.
20:40Il mercato viene da un trend di tipo rialzista, apre, nel corso della giornata il mercato sale su dei massimi
20:46significativi,
20:47ma dai quei massimi succede qualcosa.
20:49Iniziano le vendite, il mercato perde tutto quello che è guadagnato nel corso della giornata
20:53e torna sostanzialmente sui valori iniziali.
20:56Si forma questa lunga upper shadow, quindi che mi identifica che il mercato è salito su un picco significativo,
21:02ma è significativo perché? Perché vedete che nella parte di destra
21:05i volumi mi indicano che la distribuzione dei volumi è a forma di P, cioè la maggior parte dei volumi
21:10si è collocata qua sopra.
21:13Ciò significa che quando il mercato è salito su quei massimi c'è stato che qualcuno che ha distribuito, è
21:18uscito dal mercato.
21:20Lì c'è stato un assorbimento degli acquisti, quindi c'è stato qualcuno che è uscito dal mercato sfruttando la
21:26salita iniziale,
21:27e poi queste vendite hanno generato quella discesa che ha poi riportato il mercato sui valori iniziali.
21:32Quindi il setup è ribassista, la shooting star, a quel punto io per la seduta successiva cosa faccio?
21:39Imposto una strategia short, ipotizzando appunto che il mercato non vada oltre quel massimo della shooting star,
21:46che oltre ad essere un massimo è anche una resistenza grafica e soprattutto volumetrica.
21:51Il volume è lì a indicarmelo. Questo vale sia per quanto riguarda chiaramente la shooting, ma vale anche per qualsiasi
21:58altro setup ribassista.
21:59Qui vedete ad esempio la classica evening star, dove il mercato sale, distribuisce e poi scende.
22:09Vale lo stesso discorso che abbiamo visto in precedenza per quanto riguarda la shooting.
22:15Formazione di un massimo di swing associato a distribuzioni a forma di P.
22:19Lì è il segnale che è nata una distribuzione che non può che precedere una discesa da parte del prezzo.
22:26Bene, direi che con questa slide abbiamo terminato la puntata numero 11.
22:31Vi do appuntamento all'ultima puntata, quindi la puntata numero 12, dove affronteremo altre tematiche legate al volume profile
22:38per completare questo interessante argomento di tipo tecnico.
22:41Grazie!
22:42Grazie!
22:43Grazie!
22:43Grazie a tutti.
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