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00:11Sono arrivato a Parma nella stagione 89-90 e abbiamo ottenuto subito la promozione in Serie A,
00:20prima volta nella storia del Parma e poi via via per sette anni abbiamo raccolto qualche
00:27cosa di importante, abbiamo vinto la Coppa Italia, abbiamo vinto la Coppa delle Coppe, la
00:33Coppa UEFA, la Supercoppa Europea e poi abbiamo vinto anche tante altre cose.
00:39Per questo, ma non solo per questo, secondo noi Nevio Scala è una leggenda crociata.
01:12Tu arrivavi da una Serie A sfiorata con la Regina, persa in finale con la Cremonese.
01:18La prima cosa che mi viene in mente è il contatto, il rapporto che ha avuto con Ernesto Ceresini,
01:28l'allora presidente. Ci siamo trovati a Vicenza, a casa di Gian Battista Pastorello.
01:36Abbiamo parlato molto, abbiamo discusso molto di tante cose, ci siamo stretti la mano e per
01:45noi era già un contratto firmato. Abbiamo parlato in quell'occasione anche di un giocatore,
01:55Lissandro Melli e lui mi ha fatto una proposta. Mister, nessuno ci è riuscito. Se lei riesce
02:04a recuperarmi mio figlio, che lui lo chiamava suo figlio, io le faccio un grosso regalo.
02:09Alla fine il regalo è arrivato.
02:13Ora noi siamo pieni di entusiasmo, ma credo che dovremmo lavorare molto per ottenere quello
02:20che la gente si aspetta da noi.
02:23Io credo che questa, la vittoria del campionato di Serie B, l'abbiamo costruita all'interno
02:27dello spogliatoio. È la prima frase che ho detto ai miei ragazzi a Folgaria, nel rito di
02:33di Folgaria. Ho detto, se ognuno di voi riesce ad accettare i limiti del vostro allenatore
02:38e i vostri limiti tra di voi interpersonali, noi diventiamo una squadra vincente. E su questa
02:44frase abbiamo costruito un rapporto che poi è durato nell'arco di sette anni e ci ha portato,
02:50al di là del lavoro che abbiamo fatto, ci ha portato veramente in cima al mondo, si può dire.
03:07E' difficile adesso, a distanza di tanti anni, ricordare tutti i particolari, però io
03:17credo che il mio staff con Ivan Carminati e Enzo Di Palma sia stato determinante su questa
03:25annata. Abbiamo avuto anche delle pause, abbiamo avuto un problema nel mese di gennaio,
03:33laddove abbiamo perso alcune partite consecutive e lì la società è stata all'altezza della
03:41situazione. Mi hanno fatto delle domande anche abbastanza, come posso dire, importanti e quindi
03:51io credo che tutto sommato le difficoltà le abbiamo vissute assieme e le abbiamo superate
04:01insieme. E poi, verso la fine, è stata una cavalcata importante.
04:05Ecco, forse la difficoltà maggiore è coincisa proprio con la scomparsa di Ernesto Ceresini
04:12il 4 febbraio del 1990. Lui che aveva costruito questa squadra, aveva scelto te come allenatore
04:21e poi purtroppo non ha visto. Questo è il ramarico che ci accompagna e che ci accompagnerà
04:30per sempre, perché adesso sembra retorica parlare di una persona di grandissimo spessore
04:37come Ernesto, però io credo che in effetti non siano state ricordate cose di lui che io
04:49ho vissuto e quindi il legame che ho avuto con lui era un legame veramente profondo, anche
04:56se lui non appariva mai. Lui era una persona che non amava i riflettori, che lavorava in
05:03silenzio. Non mi ha mai chiesto la formazione, non mi ha mai chiesto Nevio chi gioca oggi,
05:09come è successo poi in seguito con altri dirigenti. E quindi io veramente l'ho amato
05:15e come ho amato e ho stimato tutta la sua famiglia.
05:20Quest'anno sono già dall'inizio, dal mercato di Milano ero convinto più degli altri anni
05:29di aver fatto una bella squadra. Tutti gli anni si è convinti di aver fatto una bella squadra
05:34perché si viene a casa del mercato e si dice niente. Quest'anno miro la promozione, tutti
05:40siamo così, ma quest'anno seriamente parlando ero se non tranquillo, avevo una buona percentuale
05:51che ho tardato a manifestarlo perché l'ho manifestata 15 giorni fa penso, prima ho sempre fatto il
06:01Pompiere. Adesso non posso più nascondermi, la verità è questa, che tutti insieme, anche
06:10per dare uno sprone a questo pubblico che ho bisogno di lui, tutti insieme dobbiamo fare
06:17corpo unico e effettivamente quest'anno non dobbiamo lasciarci sfuggire questa grossissima
06:24occasione.
06:25Al di là del calcio cosa ti ricordi di Ernesto Cerosini? Un pranzo, una cena, un incontro?
06:32La sua semplicità e la sua sofferenza, lo vedevi che la malattia lo debilitava, lo condizionava,
06:43però lo stesso aveva questa luce nelle sue parole, nel suo sguardo, aveva la voglia di
06:50arrivare in Serie A e quella voglia ce l'ha trasmessa, almeno l'ha trasmessa a me e poi
06:55io di conseguenza l'ho trasmessa anche alla mia squadra e quindi come ho detto prima sarebbe
07:02superfluo ora andare a raccontare cose che abbiamo vissuto e che abbiamo già sentito, però
07:10ripeto era una persona che avrebbe meritato di vedere il suo Parma in Serie A.
07:29La sua semplicità è una persona che avrebbe meritato di vedere il suo Parma in Serie A.
07:58Senti io ricordo anche questa cavalcata finale che nel miglior romanzo parmigiano diciamo
08:06si è conclusa proprio contro la Reggiana e io quello che ricordo era paradossalmente
08:15la tua calma, nel momento in cui stava per finire la partita Nebiuscala diceva agli altri
08:22di stare calmo, alla prima promozione in Serie A, il primo grande traguardo da allenatore
08:28eppure eri quello più tranquillo.
08:31Vedi Sandro sono stato criticato per questa mia calma, io che in panchina non mi alzavo
08:38quasi mai, non mi muovevo, non mi sbracciavo come facevano altri miei colleghi e per questo
08:46sono stato anche criticato perché nel momento in cui non vincevamo qualche partita la gente
08:52cominciava a rumoreggiare ma perché non si muove e queste sono tutte cose che io ricordo
08:58con un po' di dispiacere, però poi in effetti questo era il mio carattere e ce l'ho anche
09:05adesso, la mia tranquillità, la mia serenità non arriva solo dalla panchina ma arriva anche
09:12da un mio DNA.
09:172 minuti e mezzo, 2 minuti e mezzo alla Serie A, il Parma sta conducendo questa sua partita
09:25per 1 a 0, si alza in piedi il pubblico del Tardini, tutti in piedi davanti a noi, in piedi
09:35a 2 minuti ormai dalla Serie A, un 1 a 0 maturato grazie alla rete di Osio al sesto, più
09:43che
09:43è sufficiente comunque per garantire la Serie A a un Parma che comunque è stato poi raggiunto
09:49dalla notizia dei due gol dell'Ancona a Reggio Calabria, sentite in sottofondo l'entusiasmo
09:58dei tifosi, già ci sono abbracci, Scala credo non riesca nemmeno a vedere la partita, è abbracciato
10:07ora da Mario Venturi, siamo a un minuto e mezzo dalla Serie A, Osio è l'autore del
10:13gol, in avanti per Melli, lungo, Facciolo fa il libero come ha dovuto fare diverse volte
10:19nel corso del secondo tempo, a bordo campo Scala è sommerso dai fotografi, attenzione
10:30però, viene avanti Guerra, Gabriele, lo ferma Donati, splendido, Osio, possibilità di contropiede
10:38Melli, Melli va solo verso Pazzolo, Melli, Melli, Melli, gol, rete di Melli, è la Serie A,
10:49è la Serie A, Melli a un minuto e mezzo dalla fine, firma la Serie A e stavolta è davvero
11:01finita, al 44esimo, il Parma è in Serie A, lo possiamo dire con qualche minuto, qualche
11:10secondo d'anticipo e l'arbitro fischia alla fine, è finita, è finita, il Parma è promosso
11:16in Serie A, una splendida festa sportiva, squizzato di Verona, dato il fischio finale, ed
11:29eccoli, tutti in campo, tutti in campo, i giocatori giallo-blu, dopo che Melli era andato a raccogliere
11:37l'evoluzione dei tifosi nella curva.
11:43Due, fuori, fuori, fuori, due, due, mister, la promozione, ci siamo, ci siamo, ci siamo,
11:52ci siamo, ci siamo, quella Serie B, per sintetizzare dal punto di vista calcistico ma anche umano,
12:00qual è stato il segreto, il vero segreto, essere un gruppo compatto o c'era qualcosa di più?
12:07Ma avere avuto la fortuna di allenare un gruppo di persone di qualità, cioè non voglio
12:16fare classifiche perché non è giusto che io faccia classifiche però dei 22, 23 giocatori
12:21che avevo, 18, 20 in alcune occasioni, ecco io direi che tutti hanno contribuito in maniera
12:28più o meno grande a raggiungere questo risultato, tra di noi c'era un rapporto di reciproca
12:35stima incondizionata e questo per me era il segreto, al di là del lavoro di Carminati,
12:41di Di Palma con Buffon, con tutti i portieri che abbiamo avuto, direi proprio che il segreto,
12:49cioè il rapporto dello spogliatoio è stata l'arma vincente. Con Sandro abbiamo lavorato
12:54molto, abbiamo avuto grosse difficoltà, però credo che alla fine lui sia stato per
13:02noi, diciamo in quel periodo, l'arma vincente. Al di là del suo carattere, un po' bizzarro,
13:09un po' così da prendere un po' con le pinze, però credo che i tifosi di Parma ricordino
13:14Sandro con grande, con grande affetto, come lo ricordiamo noi.
13:20Sandro Melli, se non ho più voce la colpa è tua perché mi ero tenuto i due minuti finali
13:25per la telecona che tu hai aspettato a fare i gol, perché l'occasione ce l'avevi già
13:28avuta, hai aspettato proprio in fondo per poter fare un'esultanza più bella.
13:32Ma diciamo una bugia, ho aspettato alla fine perché era più bella, ho fallito alcune occasioni
13:38però diciamo che aver segnato proprio l'ultimo minuto in questa partita è qualcosa di più
13:43l'unico che avevo.
13:44Ma si è buon nato ai gol promozione, va bene che ce l'ha già pensato oggi, però tu
13:47nelle gare dove si va su di categoria ci vuoi essere.
13:50Sì, non volevo mancare questa festa, mi fa molto piacere essere arrivato all'appuntamento
13:56al momento giusto, è un'annata da ricordare e penso che la incornizierò per tutta la mia vita.
14:02Ma quando ti hanno detto che Melli giocava a tennis prima della finale con la Juventus, cosa hai pensato?
14:09Ma guarda, io nella vita privata dei calciatori non sono mai entrato, non ho mai indagato.
14:17Io li guardavo in campo quando facevo l'allenamento e quando venivano vedevo che si divertivano.
14:22Poi se Brolin giocava a golf, se Grun andava in piscina, se Cuoghi andava al maneggio,
14:29sono tutte cose che facevano parte della loro vita.
14:31Però sapevo che alla fine quando chiedevo loro qualche cosa avrebbero risposto sempre
14:37con grande serietà e con grande passione.
14:41Però in questo equilibrio tu sapevi tutto?
14:45Sì, non avevo informatori, non avevo guardie, non andavo a casa a controllare gli orari,
14:54ogni tanto qualche telefonata, però era più il chiacchierare all'interno dello spogliatoio
15:01che ci portava a conoscerci a vicenda.
15:06E anche tutte queste marachelle che poi Asprilla raccontava, delle quali anche ho un ricordo bellissimo,
15:14fanno parte appunto di quel gruppo, di quei giocatori che per sette anni hanno, credo,
15:20creato un entusiasmo a Parma e in Italia inarrivabile.
15:41Il Parma e Nebioscala debuttano in Serie A contro la Juventus.
15:47Sarà una sconfitta, ma non sarà così per la storia del Parma.
15:51Da lì inizia una cavalcata storica.
15:54Il ricordo che ho, diciamo, più limpido è una serenità, una tranquillità che i miei giocatori mi trasmettevano.
16:03Cioè noi sapevamo che andavamo a giocarci un campionato difficile, complicato,
16:10contro squadre con delle qualità molto superiori alla nostra,
16:18però eravamo consapevoli di aver lavorato in preparazione, di aver fatto le cose veramente con grande intensità
16:25e per questo eravamo pieni di entusiasmo.
16:29E questo entusiasmo io cercavo di trasmetterlo a loro, ma anche loro lo trasmettevano a me.
16:34E questo, come ho detto prima, al di là delle alchimie tattiche, delle quali facevamo anche a meno a volte,
16:41questo era il segreto della nostra, diciamo, forza.
16:47Eravamo, non presuntuosi, ma però eravamo convinti delle nostre possibilità
16:55e quindi in campo trasmettevamo tutto quello che poi si è visto nell'arco dei sette anni.
17:02Senti, questo primo anno è stata una cavalcata importante in campionato,
17:11perché un conto è salvarsi, un conto è qualificarsi in Coppa Guetta.
17:16Ma infatti abbiamo raggiunto risultati senza cercarli.
17:20Non ci siamo mai prefissi, dobbiamo vincere qua, dobbiamo arrivare qua, perché, eccetera.
17:27Giocavamo domenica per domenica, ci allenavamo settimana per settimana in Cittadella,
17:32in mezzo alla gente, in mezzo alle mamme con la carrozzina, ai vecchietti che giocavano a carte.
17:38E questi sono ricordi che mi porto dentro veramente con gioia.
17:44Però, ti ripeto, giocavamo contro la Juve, ok, nessun problema.
17:48Giocavamo contro il Milan, giocavamo contro una squadra del nostro livello,
17:53affrontavamo la partita sempre alla stessa maniera.
17:56Era questo il vero segreto?
17:59Assolutamente.
18:00Cioè, essere consapevoli delle proprie forze, senza essere presuntuosi,
18:05convinti che durante la settimana avevamo fatto tutto quello che era possibile fare,
18:10che avevamo preparato la partita in maniera intelligente, in maniera concreta.
18:15E alla fine poi è chiaro che in campo vanno i calciatori e l'allenatore in panchina a volte conta
18:23niente.
18:24E quindi io affidavo a loro anche invenzioni.
18:30Cioè, la nostra squadra non era una squadra terrorizzata dagli schemi e da alchimie tattiche.
18:37Era una squadra che giocava a calcio per divertire e per divertirsi.
18:42Senti, in questo primo anno l'altro ricordo che ho nitido è l'abbraccio di Apolloni e Minotti
18:50alla fine di un Milan-Parma 0-0 ed era un punto che valeva la Coppa Unica.
18:58Io credo che di questi momenti sia pieno il periodo che abbiamo vissuto a Parma,
19:05perché in effetti il rapporto che c'era fra i calciatori era veramente un rapporto di grande amicizia,
19:14di grande stima.
19:15Poi Gigi e Lorenzo erano come fratelli e quindi questo abbraccio sicuramente ha suggellato
19:23un anno vissuto in maniera molto molto intensa.
19:29Quello che abbiamo vissuto a Parma, che nessuno si aspettava, sia stato un risultato clamoroso.
19:36Cioè, vedere 4, 5, 6 i miei calciatori vestire la maglia della Nazionale mi ha riempito di orgoglio,
19:44però per noi era una cosa normale.
19:47Cioè, sapevamo che alla fine quando il comportamento ti premia, il tuo comportamento ti fa raggiungere
19:59certi risultati, non devi mai mettere limiti alla possibilità di arrivare più in alto di quello
20:05che tu speravi di arrivare.
20:08Nella seconda stagione si va in Coppa UEFA, ma dura solo 180 minuti per, così, magari
20:17immeritatamente, ma forse è stata anche una lezione di calcio, nel senso di esperienza.
20:25Siamo stati anche sfortunati in quell'incontro doppio che abbiamo avuto.
20:31È chiaro che c'è stato anche il ramarico, però non c'è stata quella, come posso dire,
20:37quella depressione che vedo adesso in alcune società, in alcune squadre, quando vengono
20:44eliminate da una competizione.
20:46Per noi era una novità assoluta, era un traguardo che nessuno pensava potessimo raggiungere,
20:53e ci è dispiaciuto molto, però ecco, questo è stato, come posso dire, l'inizio di un
20:58secondo anno che ci ha dato ancora di più fiducia, ancora di più consapevolezza delle
21:03nostre forze.
21:05Anche i tifosi hanno contribuito alla crescita del Parma di Nevio Scala, tant'è che in questa
21:12prima uscita europea, una volta eliminati, hanno organizzato la festa della squalificazione.
21:19Questo episodio che tu mi hai ricordato l'avevo quasi scordato, però adesso me lo ricordo
21:28ed ha un significato straordinario, nel senso che i tifosi si erano innamorati del nostro
21:38modo di comportarsi.
21:41Non si erano innamorati della vittoria, del campionato, non si erano innamorati delle
21:45vittorie contro le squadre, ma si erano innamorati di come la squadra si comportava, di come la
21:52squadra si allenava e quindi per me i tifosi di Parma sono stati in quel periodo determinanti,
21:59nel senso che sono stati a volte anche duri, perché abbiamo sentito molte volte il loro
22:06dissenso, però nei momenti di difficoltà sono sempre stati all'altezza di un pubblico
22:12straordinario.
22:25Grazie a tutti.
23:04Questa stagione c'è la cavalcata in campionato, ma soprattutto la vittoria in Coppa Italia,
23:13è il primo trofeo incredibile quasi, perché è vinto con la Juventus, dopo aver eliminato
23:21la Sampdoria, è un cammino importante, avversari importanti.
23:28in effetti la Coppa Italia, al di là della promozione che abbiamo ricordato prima con la Reggiana,
23:34la promozione in Serie A, il primo trofeo importante credo che sia uno dei più belli, uno di cui
23:42valerebbe la pena parlare ore e ore, raccontare un po' tutto quello che abbiamo fatto, quindi direi che vincerelo contro
23:51la Juve,
23:53dopo aver perso 1-0 a Torino, mi pare, se non ricordo male, anche perché l'età comincia a essere
23:59importante e qualche episodio mi sfugge,
24:04e poi il 2-0 di Palma con Osio e Melli è stato un'apoteosi, un trionfo che i miei
24:13ragazzi hanno meritato,
24:14perché sono stati loro i protagonisti di questo successo.
24:18Senti, facciamo un passo indietro, la semifinale è stata superata grazie anche a un rigore di Melli fatto con lo
24:25scavino,
24:26come si dice in gergo tecnico, lo stesso scavino che invece aveva sbagliato un anno prima in Coppa UEFA,
24:34o perlomeno che gli avevano parato, cosa hai pensato quando?
24:37Me lo ricordo, me lo ricordo questo episodio, io credo che se fossi stato lì vicino l'avrei strozzato in
24:43quel momento,
24:44però poi sai, le cose quando vanno bene ti fanno dimenticare anche gli episodi un po' discutibili,
24:51però questo era Sandro Melli e quindi non si poteva agire diversamente nei suoi confronti.
24:58Un altro grande protagonista, Thomas Brolin, l'ennesima grossa partita, questa volta la Juve il gol gli avete fatto,
25:03i due quelli che servivano?
25:04Sì, siamo riusciti questa volta e sono contentissimo.
25:08Ecco, le tue impressioni su questa partita, è stata una partita molto sofferta, il gol è arrivato alla fine del
25:12primo tempo.
25:12Sì, questo gol è molto importante perché sapevamo che se riusciamo a fare un gol può succedere tutto.
25:20Hai distribuito dei bellissimi palloni tra l'altro, stasera hai offerto ancora una bella partita.
25:25Sì, sono contento con il mio gioco e anche con la squadra perché oggi abbiamo giocato veramente bene.
25:30E credo che saremmo stati felici anche se avessimo perso, però è chiaro, aver raggiunto questo obiettivo è una cosa
25:37storica per Parma,
25:38per i miei ragazzi e per me stesso e quindi direi comunque che è un traguardo che ci siamo conquistati,
25:45che abbiamo alla fine meritato penso in maniera grande, in maniera esemplare.
25:53Io ho un ricordo di sette anni, faccio difficoltà a ricordare i singoli episodi,
25:58però credo che quella Coppa Italia, subito dopo, credo che tutta la città sia uscita per le strade a festeggiare
26:08la squadra.
26:09Quindi veramente è un qualche cosa che non puoi dimenticare e quando una cosa non si dimentica vuol dire che
26:18era una cosa importante.
26:46Grazie a tutti!
26:58La vittoria della Coppa Italia fa sì che il Parma si possa iscrivere alla Coppa delle Coppe, un'altra storia
27:06fantastica.
27:35La vittoria della Coppa Italia fa sì che il Parma si può iscrivere alla Coppa Italia,
28:06senza peccare di presunzione credo che questo sia stato uno dei miei consigli,
28:13è una delle mie iniziative, cioè delle nostre iniziative, di Carminati, di Enzo e anche dei calciatori,
28:21che appunto fronteggiavamo questi impegni importanti con una leggerezza che non significa superficialità,
28:29ma con una sicurezza, con una voglia di far vedere che nel calcio esistono anche delle situazioni che possono aiutare
28:47a vincere le partite.
28:48E noi andavamo in giro per il mondo con le famiglie, con i familiari, con gli amici, proprio perché sembravamo
28:56in gita,
28:58però poi quando andavamo in campo i calciatori erano di una, come posso dire, non di un'aggressività,
29:05ma erano di una concretezza ed erano convinti delle proprie forze al di là dell'avversario che andavamo ad incontrare.
29:21Musica
29:23Musica
29:40Fare una finale a Wembley credo che sia il sogno di tutti, calciatori e allenatori.
29:45Guarda, qui vivo in un paese di 1200 abitanti, ecco da qui, mi emoziono un po', da qui è partito
29:55un pullman di 50 persone,
29:59hanno fatto un giorno e mezzo di viaggio per arrivare a Londra.
30:03Musica
30:04E' stata un, diciamo, un'apoteosi, è stata una finale che, a parte in campo non c'è stata discussione
30:14perché l'amversa l'abbiamo veramente costretto alla difensiva,
30:20però, ecco, ripeto, quel successo è una delle cose, anche una di quelle indimenticabili.
30:28Musica
30:29E quando Grun ha ritardato la riunione era anche quello quasi normale, diciamo, la riunione?
30:36Ma ci sono tantissimi episodi, Sandro, che varrebbe la pena di raccontare.
30:41Un giorno se scriverò un libro, come mi hanno chiesto di fare, sicuramente sarà pieno di episodi strani, no?
30:49Per una squadra di calcio che va a vincere una Coppa in Europa.
30:54Però per noi questa era la normalità, noi affrontavamo le cose, come ho detto prima, con semplicità, con umiltà, ma
31:01con grande serietà.
31:18Musica
31:30Io mi occupavo della parte tecnica della società, non sono mai intervenuto su argomentazioni che non erano di mia competenza,
31:42anche perché non ne sarei stato in grado e credo che la società a quel punto sia resa conto della
31:49potenzialità che una squadra di calcio come il Parma
31:52avrebbe potuto dare ad un'azienda come la Parmalat.
31:57Quindi io credo che in quel momento sia stata una mossa intelligente, diciamo, studiare ed affrontare la realtà di quel
32:10momento con delle mire importanti.
32:20Musica
32:25L'anno dopo un'altra finale di Coppa delle Coppe, questa volta persa, però sempre affrontata allo stesso modo.
32:34Tra l'altro con un cammino importantissimo, perché Benfica, Ajax...
32:39Sì, diciamo che la fase eliminatoria è stata veramente importante, perché abbiamo superato squadre di, come hai detto tu, di
32:47livello mondiale.
32:50È stata una sconfitta, diciamo, un po' amara, però d'altra parte nel calcio non sempre si può vincere.
32:56Abbiamo avuto la possibilità, mi pare, con Brolin di fare gol, di aprire un palo, forse sarebbe cambiata la partita,
33:03però alla fine abbiamo accettato la sconfitta senza piangere troppo.
33:14Musica
33:21Io dico sempre, eravamo una squadra forte, però non eravamo attrezzati ancora per vincere il campionato.
33:30Cioè, la nostra qualità all'interno del gruppo che io allenavo, veramente, era un gruppo elevatissimo,
33:42però non a livello di Juve, Mila, Inter, eccetera.
33:46E quindi per noi il campionato, cioè, ci siamo andati vicino, però, ecco, ci siamo resi conto che per arrivare
33:54a vincere il campionato
33:55bisognava fare un qualche cosa in più.
33:59Diciamo che le competizioni europee nell'arco delle due partite forse ci dava più possibilità e quindi siamo riusciti veramente
34:11a fare molte finali e questo non è da poco comunque.
34:17Incrociando spesso la Juventus, visto che nel 1995 ancora la San Siro è indimenticata.
34:24Con la Juventus e con Marcello abbiamo veramente combattuto molte battaglie, però, ecco, come ho detto prima, la Juve ci
34:32era a superiori.
34:33Nonostante questo, la Coppa UEFA siamo riusciti a portarla a Parma con un doppio incontro Parma e San Siro, che
34:42anche quello resterà nella storia.
35:27La Coppa UEFA è una partita da ricordare.
35:33da mettere nella cornice dei ricordi più importanti perché l'1-0 di Parma ci dava un buon risultato, però
35:45dopo pochi minuti Viali ha fatto il gol dell'1-0 per loro
35:51e lì abbiamo avuto qualche dubbio sul risultato finale.
35:56Poi grazie di nuovo a Dino Baggio siamo riusciti a pareggiare e a quel punto la strada è diventata indisseda,
36:05però abbiamo dato dimostrazione di essere una squadra di altissimo livello.
36:13Andavamo alla ricerca di giocatori, di persone, prima di tutto di qualità, perché andavamo a chiedere informazioni sulla loro vita
36:25privata, sulla loro situazione familiare, eccetera,
36:28e poi andavamo in cerca di giocatori che già a priori io sarei riuscito ad incastrare, nel senso che non
36:39andavo in cerca del nome perché era famoso o perché aveva fatto tanti gol,
36:45ma andavo in cerca di quel giocatore che mi serviva per completare il mio organico da dove pensavo, nei limiti
36:52anche delle mie conoscenze, pensavo fosse necessario intervenire.
36:55No, ecco, poi è chiaro anche che l'acquisto di Taffarel per esempio non è stato solo un acquisto tecnico,
37:04è stato anche un acquisto commerciale, perché con l'acquisto di Taffarel e con la Parmalat brasiliana si è riusciti
37:13ad abbinare le due cose.
37:15Taffarel, quando è arrivato in Italia, era una cosa inguardabile, mi passi il termine, non dispregiativo, però era un portiere
37:25che si tuffava sulla pancia,
37:27era un portiere che, credo che Enzo Di Palma, a Enzo, dobbiamo dare una medaglia d'oro per averlo portato
37:34a quei livelli, perché effettivamente poi nello spogliatoio Claudio è diventato
37:42la persona più importante per tutti gli anni che ha passato con noi, perché era di un'allegria, di una
37:47simpatia che sdrammatizzava le cose anche quando non andavano bene.
37:51Quando Pastorello è andato in Colombia a vederlo, mi chiamava durante la notte perché lui non si ricordava dei fusi
38:04orari, eccetera,
38:06e mi diceva Nevio, guarda ho visto un giocatore, ho visto, ho detto ma guarda, ma cosa ti sembra, che
38:11qualità, che ragazzo è, ma è forte, ma...
38:16Allora ha detto prendiamolo, no? E quindi l'abbiamo preso dopo non una telefonata, ma dopo dieci telefonate, perché i
38:25dubbi erano tantissimi su questo mingherlino magro,
38:30perché quando è arrivato era proprio... è arrivato e ha dimostrato subito di essere un fenomeno dal punto di vista
38:38calcistico,
38:40meno fenomeno dal punto di vista comportamentale, però diciamo che il primo anno è stato straordinario, poi ha cominciato a
38:49conoscere qualcosa che Parma gli permetteva di conoscere,
38:56però dobbiamo ricordarlo per la sua simpatia, per la sua qualità, per il suo modo di fare, e anche con
39:03lui i suoi compagni hanno agito in maniera intelligente,
39:08lo hanno accompagnato nelle sue avventure extracalcistiche, ma lo hanno anche frenato e lo hanno anche condizionato negli allenamenti,
39:17e quindi direi che è stato un lavoro d'equipe importante.
39:21Ma è vero che quando tu davi le multe a tutti, no? A chi meritava una multa le scrivevi su
39:27un post-it e lui se li mangiava così...
39:30Sì, ci sono episodi, Sandro ci sono episodi veramente, io credo che se tu intervisti i giocatori all'interno dello
39:39spogliatoio,
39:40credo che abbiano delle cose da dire che nemmeno io so, mi sono state anche a me riferite,
39:45però ecco che lui era veramente un ragazzo che avremmo dovuto essere più severi con lui nella parte finale della
39:58sua carriera parmigiana.
39:59Poi invece non io, ma qualcuno ha allentato le brilie e lui si è perso.
40:06I got key, I got secrets, I got keys to one, it's not a way
40:14I got key, I got secrets, I got keys to one, it's not a way
40:38A new video, torniamo a parlare di calcio, l'ultima per modo di dire perché solo in ordine cronologico
40:49L'ultima grande soddisfazione è la vittoria in Supercoppa contro il Milan a San Siro, dopo aver perso in casa,
40:56se non ricordo male.
40:59Sì, altra partita da ricordare, perché andare a San Siro e vincere la Supercoppa Europea credo che sia stato qualcosa
41:09di straordinario, anche perché in quella partita lì credo che abbiamo dato dimostrazione di un calcio stellare, di un calcio
41:18straordinario.
41:19Credo che, se non dimentico, i gol di Sensini e di Cripto abbiano suggellato una partita incredibile, quindi anche quella
41:29vittoria credo sia giusto ricordarla con molta intensità.
41:35Vivere a Parma per sette anni è stato un qualche cosa di incredibile. Parma è una città esigente, una città
41:46a volte complicata e ho degli episodi da ricordare.
41:51E quindi, comunque tutto sommato, io credo che la città di Parma abbia avuto un ruolo veramente determinante in tutte
42:01le cose che sono successe.
42:03La settima stagione di Nevio Scala a Parma inizia con l'arrivo di Aristo Stoichkov.
42:11Alla fine non sarà il pallone d'oro a dare quella spinta in più alla squadra che forse ci si
42:18aspettava.
42:19L'acquisto di Stoichkov era un acquisto che io non avevo desiderato.
42:27Al di là che poi il rapporto con lui è stato un rapporto di grandissima professionalità, però avevo ammonito la
42:37società della possibilità che questo giocatore
42:42potesse creare dell'esquilibrio all'interno dello spogliatoio e così è stato.
42:46Lui è venuto, guadagnava dieci volte tanto quello che guadagnavano gli altri e quindi nel mondo del calcio, nel spogliatoio,
42:55queste sono cose che incidono tantissimo.
42:58E quindi poi c'è stata difficoltà nel trovargli una posizione perché avevamo costruito le squadre precedenti con un'altra
43:07filosofia
43:08e l'inserimento di un giocatore di quel tipo, anche se giocatore di altissimo livello, che però era verso la
43:16fine della sua carriera calgistica,
43:19ci ha creato molti problemi ed è stato l'inizio di un lento declino.
43:27Senti, ripensando a questi sette anni, da i giocatori che hai trovato in Serie B a quelli che hai lasciato
43:37il settimo anno,
43:38ci sono dei nomi che hanno fatto un po' la storia del calcio. Citiamo Zola...
43:46Hai citato un nome a caso, molto probabilmente, ma Gianfranco è stato uno dei miei gioielli,
43:53è stato un giocatore che io ho voluto insistentemente, proveniente dal Napoli e che è adatto a Parma veramente qualcosa
44:02di importantissimo.
44:05Le sue qualità di giocatore, ma le sue qualità anche di persona, sono state determinanti negli ultimi anni con cui
44:16abbiamo lavorato assieme.
44:18Quindi ricordo Gianfranco veramente con grande affetto e con grande intensità.
44:27E quindi ricordo l'applauso del pubblico quando nell'ultima partita mi sono concesso quel giro di campo
44:36e questo per me è stato un regalo immenso.
44:40La società non ha agito nella maniera più corretta, però già a gennaio avevano incontrato Fabio Capello per...
44:56Io ci ho scherzato su, però ecco, dopo sette anni avrei desiderato, avrei forse, non dico preteso,
45:06ma mi sarebbe piaciuto che mi si fosse prospettata la possibilità con grande apertura.
45:15Nel mondo tutte le cose, bene o male, prima o poi finiscono, però ecco, ci sono modi e modi per
45:23farle finire.
45:23In ogni caso, da allenatore questa è stata l'esperienza forse più importante, anche se poi hai allenato grandissimi cleri.
45:32Sì, direi, quando mi fanno questa domanda io parto sempre, cosa ricordi da allenatore, la cosa più bella?
45:40Io dico sette anni a Parma, poi ho allenato in Turchia, ho allenato in Ucraina dove abbiamo vinto il campionato,
45:48in Coppa, ho allenato il Borussia Dortmund dove abbiamo vinto la Coppa del Mondo, a Tokyo,
45:54quindi direi che non mi sono mancate soddisfazioni anche dopo.
45:58Però è chiaro che i sette anni di Parma possono solamente essere ricordati come primi in classifica.
46:20C'è stata anche la piccola, grande parentesi da Presidente, che è un ruolo diverso, probabilmente.
46:32Sì, Sandro, mi piace ricordare anche lì le cose belle che abbiamo fatto,
46:38perché diciamo che il Parma con un emissario della società sono venuti a casa mia a chiedere
46:49se ero disponibile a prendere in mano questa situazione.
46:55E ho detto sì, vengo gratis a Parma per risolvere questo problema del fallimento, eccetera.
47:04Diciamo che è stato un anno straordinario.
47:06Abbiamo costruito una squadra dal niente, mi sono scelto i miei uomini,
47:16mi sono scelto Gigi Apolloni come allenatore, Lorenzo Minotti come responsabile della parte tecnica,
47:26Andrea Galassi come collaboratore, Pausto Pizzi responsabile del settore giovanile.
47:30avevamo costruito e stavamo costruendo una società fallita, finita, scomparsa
47:39e abbiamo buttato le basi veramente per un futuro importante.
47:46Poi purtroppo le cose sono finite come non avrebbero dovuto essere chiuse
47:52e da quel momento non ho più messo piede a Parma allo stadio
47:58proprio per la delusione che ho patito, la delusione che ho sofferto.
48:04Come ho detto prima, il tempo guarisse tante ferite,
48:09però rimane il dispiacere di aver avuto rapporti con delle persone
48:15che si sono rivelate persone poi non come avevo pensato che fossero.
48:21Però se mi permetti, una di queste, una dei magnifici sette che io ho nominato,
48:28Gian Paolo Dallara, con il quale sono in costante contatto,
48:33mi preme e mi fa piacere ricordarlo perché è una persona di un livello superiore.
48:38Alla fine Sandro Melli è stato profetico.
48:41Quando disse a Cremona, Nevio Scala è il contadino di questo spogliatoio,
48:48adesso Nevio Scala vive qua tra le sue vigne, a Lozzo a Testini.
48:54Mi fa piacere che Sandro sia stato profeta e mi fa piacere che Sandro,
48:58come mi sembra dalle tue parole, ricordi quel nostro periodo con,
49:06forse anche con un po' di ramarico, forse avrebbe dovuto,
49:09o sarebbe dovuto così diventare ancora più grande di quello che è diventato.
49:14Però il fatto che abbia detto che io ero un contadino,
49:19credo che sia un complimento che lui mi ha fatto e che mi fa,
49:25perché come vedete dall'immagine che avete girato,
49:28qui stiamo completando l'immagine, completando la costruzione di questa cantina
49:34che sarà il futuro dei miei figli.
49:37Il ritorno alla mia terra, alle cose che ho sempre sognato di fare,
49:42è un qualche cosa che mi riempie di orgoglio.
49:45Ecco perché, per tutto quello che avete sentito,
49:49per tutto quello che ci ha regalato,
49:51Nevio Scala, secondo noi, è una leggenda crociata.
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