Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 2 giorni fa

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:28Questa strada
00:29La storia poteva essere un bel film perché c'è dentro un sacco di roba, i fascisti, i comunisti, la
00:34povertà, la ricchezza, la solidarietà, l'umiliazione, la volontà, l'amore e di conseguenza l'odio, il lavoro di quello
00:43pesante che sconcia, la musica, l'olio di ricino, i bombardamenti, i morti ammazzati, le botte di vita dei poveri,
00:51la scoperta dello sport prima come calciatore poi come arbitro, il successo, le polemiche, la giatezza, la popolarità, anzi.
00:59La fama
01:26La fama
01:29Per ora sicuramente un grande racconto
02:27La fama
02:31Nel piazzale in Briani mi hanno fatto vedere a tutti che ero me madre e me nonne invisibiliano.
03:02Via Embriani, numero 17, l'indirizzo di casa Michelotti.
03:06Un esercito occupava quella casa, c'era nonna Marietta, mamma Elsa, gli zii, un esercito di bimbi.
03:12Noi abitavamo in un pian terreno in via Embriani, che poi gli hanno fatto un'officina e un gara, perché
03:19dormivamo in 5 in un letto, 5 e 6 in un letto, però a sfrarmi un bene della Madonna.
03:28Ti dirò che non abbiamo mai indietreggiato.
03:34E sai cosa vuol dire? Che c'era carattere, c'era la voglia di combattere, c'era voglia di libertà,
03:42c'era voglia di amicizia, d'amore.
03:45Mia nonna ha fatto 10 figli, allora ci siamo andati in casa di mia nonna, io poi sono nato dopo
03:58tanti anni, però come ti ripeto ho una famiglia stupenda.
04:07Speravamo ben dormati. Il primo che toccava a tutti noi, tornava a fare il conto con il naso della vera,
04:17perché voleva vedere il slepi, che parava un naso della vera di boa.
04:48Paura di niente. Ma sai cosa vuol dire paura di niente? Paura di niente.
04:56Quando c'erano gli allarmi, scappavamo, cercavamo dei rifusi, io con i miei tre bambini che portavo il palle con
05:06mia nonna, poverena che barcolava perché aveva già tanti anni, però siamo sempre riusciti a saltarci fuori.
05:17Alberto porta il cognome di mamma Elsa, il papà non c'è mai stato, ma lei gli ha fatto così
05:23anche da padre.
05:25Una donna si direbbe oggi tutta ad un pezzo con un motto chiaro che Alberto ha imparato a memoria, lo
05:31ripete anche adesso che ha 90 anni.
05:34Enrico Maletti lo recita per noi in dialetto.
05:37Onestà, rispetto, educazione, coraggio. E ne sono ormai invidiosi di nessuno.
05:46Ripetiamolo, onestà, rispetto, educazione, coraggio e non essere invidiosi di nessuno.
05:54E guai si si sgarrava.
05:56E triveva di slipi che pareva un'assi destir.
06:00E cosa può insegnare di più quindi una madre? Ah già, manca la musica.
06:04Siccome anche lei era una corista, aveva una bella voce, e lei amava Longri, no?
06:12La chiamavano Elsa di Baravante.
06:17Quando cantava mia madre, quando eravamo su che lavavo i panni in corso, la canteva, la canta l'Elsa.
06:27La musica e la schiena dritta. Di altro, ben poco c'era fra i borghi dell'Oltretorrente.
06:33Una miseria che non ti dico, però tutto fuori a cantare con la chitarra e fermare.
06:42Quando tornavano i frati dell'Annunciata, dopo aver fatto la raccolta con un asinello,
06:51passavano di lì e si fermavano con noi a cantare.
06:55Guarda, che bello!
07:03Di vacanza mi non mi fai fatto e fargli brise perché dovevo lavorare.
07:11Avevo tre fratelli, che mia madre ha fatto tre fratelli,
07:15ma dovevo portare il suo cognome.
07:18Non va bene, vado a fare la vera mudanza che toglie.
07:21Il mio figlio è nascuta con l'ombra e il mio figlio è forte e mi conosco.
07:28Infatti l'ho ottenuto.
07:45C'è una cosa che per il suo Alberto Mamma Elsa non ha però ottenuto.
07:49Lui allora non sognava un fischietto, sognava di suonare, davvero.
07:53Andavo alla banda San Benedetto, suonavo il tamburo, ero sempre elegante, sai.
08:02Fra altre cose, percorrevo l'imbriano con il tamburo lì, sai, per farmi vedere.
08:10Guarda, sono state soddisfazioni.
08:13C'era il maestro Contini che mi volevano bene, che non ti dico, però sai, non ho potuto continuare.
08:21Dopo poi sono andato in conservatorio perché era la mia passione, erano i miei desideri.
08:28Io volevo diventare un musicista.
08:32E allora Mamma Elsa ci prova ad assecondare la pensione di Alberto.
08:35Lo iscrive al conservatorio di Parma.
08:37Non andò come doveva andare, per colpa di un maestro.
08:39E sognavo di diventare un musicista.
08:45Ho fatto prima tromba e poi invece ho fatto oboe.
08:49E che mi veniva tutto facile perché a sei anni andavo a vendere le caldaroste sui loggioni, eccetera.
08:56Allora anche quando c'erano le prove, mi mettevo lì, mi cercavano, sarà sempre teatro.
09:04E allora sai, era talmente la passione che pensavo di diventare un concertista.
09:12Pensavo di diventare un maestro di musica.
09:20Invece questo maestro che mi ha offeso davanti a tutti, dicendo che ero un bastardo, che dovevo andare.
09:35Mia madre l'ha saputo, giornata dentro.
09:38Signora, lui dal pulpito, chieda permesso per favore, bussi e dice faccola il cleto.
09:47Le secche vede i soccoli, la lasfazzocco e non vuoi me tu, eh.
09:52Casino.
09:53Poi sai, sono poi uscito, non sono più andato in conservatorio, ho ripreso, ho detto non ho fatto la quinta
10:06perché ho ripreso con la quinta poi, poi sono andato alle medie ma non ho avuto la possibilità di esprimermi
10:16perché ero un figlio illegittimo.
10:19Guarda che ho subito delle umiliazioni che poi ovviamente Giuseppe le hanno pagate.
10:27Quello zoccolo sulla testa del maestro Lazzari segna la vita di Alberto, lo avete sentito.
10:32Michelotti è figlio di Ennenne, si diceva un tempo, ma soprattutto non porta la camicia nera dei Balilla.
10:38Quando è nato il fascismo ti dirò che i miei erano diventati degli anarchici che non volevano, il fascismo non
10:51se ne parla neanche.
10:53Poi non erano comuni, erano di sinistra ma erano... e sono andati e erano diventati degli anarchici con un coraggio,
11:05coraggio da leone.
11:09Andavano dappertutto, erano inseguiti i miei, anch'io da ragazzino.
11:15E rischia pure grosso come staffetta parmigiani in sella alla sua bicicletta.
11:19Un giorno che ti ho detto che mi hanno preso alla cornacina, tornavo che portavo delle notizie ai miei zii
11:28e quando veniva a casa mi davano un po' di farina, un po' di formato per giustificare.
11:36Arrivo alla cornacina, c'era la brigata nera, c'era un certo Bragò, uno che è sempre stato un socialista
11:49come la mia famiglia,
11:52che poi col fascismo li ha traditi e è andato dall'altra parte e li ha denunciati, ci hanno fatto
12:02capire che questi erano dei sovversivi.
12:06Mi ha fermato questo Bragò, mi ha portato alla brigata nera, ha cominciato a picchiarmi e mi aveva rotto il
12:14naso.
12:15Mi sanguinavo un labbro e sai non andavo a casa, c'è stato un tantà, gli alciapè il fioslese, gli
12:23alciapè il fioslese.
12:25Viene dentro mia mamma e lui va fuori, tobregò.
12:31Andò il mio fiolto, gli ha sputato in faccia.
12:34Fatela con me, con un ragazzino di 13 anni, devi avere vergogna.
12:41Hai fatto già ammazzare i miei fratelli che li hai traditi e adesso ce l'hai con un ragazzino, fatela
12:49con me.
12:50Dopo una settimana lei era stessa, lei era stessa in mezzo alla strada.
13:05La crudeltà della guerra, della dittatura e così da mancato concertista, Alberto Michelotti si trasforma nel genio dei motori.
13:13Prima come garzoni d'officina dove doveva guadagnare assolutamente qualcosa per aiutare la famiglia.
13:18Poi il salto, il primo grande balzo della sua vita.
13:21Quando ho messo su l'officina, io ho avuto la fortuna di trovare Bolsoni.
13:28Eravamo dipendenti dei compiani, lui ha quattro anni più di me.
13:34Dopo dieci anni abbiamo messo su poi, con dei sacrifici.
13:41Io non avevo, io non potevo perché quando lavoravo dovevo portare la busta, allora la busta con tutte le settimane.
13:50Dovevo portare la mia madre perché lavoravo con i miei fratellini, mia nonna.
13:57Però hai capito?
14:00Non abbiamo mai perso la voglia di stringere e siamo arrivati.
14:06Con Bolsoni siamo stati soci cinquant'anni, non pochi.
14:12Che lui a volte mi ha sopportato perché facevo anche l'arbitro, sai.
14:17A volte perdevo qualche giornata.
14:21Però abbiamo fatto delle cose grandiose.
14:27Siamo andati, abbiamo costruito un capannone che non avevamo neanche tanti soldi.
14:34Però i nostri clienti, che erano degli imprenditori, che riparavamo i loro autotreni, eccetera,
14:42dicevano, senti di me che i soldi non è tutta la famiglia stessa.
14:47Perché ti e ti siete.
14:50Punto e vate.
14:52Va avanti, fai il tuo lavoro e tutti i voli ti escono con te, col che mette l'aria.
14:59Mi hanno voluto molto bene.
15:16Alla Vigilia di Natale ero in casa che stavamo festeggiando il Natale.
15:27Un bel momento c'è uno che mi chiama, era una ditta, i pesenti che allora avevano degli autotreni,
15:36facevano, vendevano legni e carboni.
15:40Era rimasta a piedi sul passo della Cisola, aveva rotto la trasmissione.
15:45Mi ha chiamato, ero a tavola ancora.
15:48Ho preso, sono andato a Montelungo, sono tornato al mattino alle nove, con un freddo e la madonna.
16:13Andavo a Montelungo, sulla Cisola, a Pontremoli, a Pisa, a Livorno, perché avevo tutti a Roma.
16:22Ma quando rimanevano a piedi, non è come oggi, che riprendono, ricaricano.
16:28No, riparavo lì, spaccato di frenziale o cambio, o grimpato un pistone.
16:37Mi mettevo lì, capito, senza guardare gli orari.
16:42E se non finivo, non venivo a casa.
16:55È una vita piena di donne e motori, quella di Alberto, prima che di palloni fischietti,
17:00ma anche bulloni, chiave inglese, motori di camion.
17:03E allora ecco un altro nome di questo film, Laura.
17:06Siamo conosciuti all'asilo, abbiamo la stessa età, lei è un anno meno di me,
17:15ma con Laura è sempre stato...
17:19Siamo nati insieme e questo è molto bello.
17:23A volte, sai, sballa un po' con la lingua,
17:28che mi dà qualche pataccata, però è una donna nell'alto dei cieli.
17:48Mi ricordo che ho fatto il viaggio di notte, che ci siamo sposati.
17:54Siamo andati, abbiamo preso il treno in seconda classe, ovviamente,
17:59e siamo andati a Rapallo.
18:04Ho detto, sto via un paio di giorni, perché è venuto su di volata il papà dalla Laura,
18:12mi ha messo in tasca qualcosa, dei soldi, mi ha detto,
18:17Alberto, sto via una giornata di più.
18:21La famiglia si allarga con le figlie Sonia e Vania,
18:24l'officina diventa enorme, la fatica però sempre è la stessa.
18:28Allora serve lo sport, prima come calciatore,
18:30poi grazie soprattutto a Ferruccio Bellè come giacchetta nera.
18:44Nel raccontarla, a volte mi perdo e mi viene qualche lacrima agli occhi,
18:49perché da solo riflettevo e dicevo, pensa,
18:55quello che ho fatto, quello che abbiamo fatto,
18:58quello che abbiamo aiutato, chi abbiamo salvato,
19:03chi abbiamo difeso, oggi non ci sono più.
19:18Alberto invece c'è.
19:20Ora, quel bimbo di 6 chili nato il 15 luglio del 1930
19:24diventa il signor Michelotti da Parma
19:27sui giornali sportivi di tutta Europa.
19:48La Juventus ha avuto paura e ha perso partita e primato.
19:52Le due sconfitte consecutive avevano cancellato la sicurezza dei mesi scorsi,
19:56quell'area di superiorità che aveva fatto dire a tutti il campionato è finito.
20:01La vecchia signora si è tolta il velo e sotto sono spuntate le rughe.
20:05In settimana si era parlato di premi di partita dal milione in su
20:07e di allenatori in bilico.
20:09Oggi 243 milioni di incasso,
20:12migliore in campo l'arbitro Michelotti di Parma.
20:15Ma questa è un'altra storia.
20:33La vecchia signora si è un'altra storia.
Commenti