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00:00:03Musica
00:00:52Paolo Andrei è il rettore dell'Università di Parma dal 2017,
00:00:56ma è stato anche Presidente della Fondazione Caripalmo,
00:01:00un'istituzione importantissima per il territorio, giusto rettore?
00:01:05È stata un'esperienza per me fantastica, ho conosciuto persone che lavorano in fondazione
00:01:11e persone che si sono impegnate negli organi di governo della fondazione,
00:01:15che mi hanno lasciato veramente tanto perché il luogo, la fondazione è un luogo in cui si parla con la
00:01:21città,
00:01:22si cerca di capire quali sono i problemi e cercare di dare una mano attraverso progetti
00:01:27che possono essere di impulso per tutta la città.
00:01:29Per me è stata un'esperienza straordinaria sia per le persone che ho incontrato,
00:01:34ho avuto la fortuna di incontrare, sia per la conoscenza che permette della realtà cittadina e della realtà provinciale.
00:01:41Andrei è il rettore dell'Ateneo di Parma e tra poco ragioniamo, ma non soltanto di università,
00:01:47perché scaveremo nel privato di Paolo Andrei. Andiamo?
00:01:52Andiamo.
00:02:00Eccoci con il rettore dell'Università di Parma, prego Paolo Andrei.
00:02:07Allora, magnifico rettore, però anche con tante passioni, poi vedremo nel corso della nostra conversazione.
00:02:15Una delle passioni, mi pare, sia il jazz, e tra l'altro vedo già una copertina.
00:02:20È una passione che ha a che fare con il jazz, quello più radicale, oppure con un jazz rivisitato nel
00:02:27corso dei decenni successivi?
00:02:29No, è un jazz melodico, è un jazz caldo, caldo, molto caldo.
00:02:39In particolare questo disco, a cui sono molto affezionato, è di uno degli autori che prediligo.
00:02:46Bill Evans, un grande pianista, purtroppo morto molto giovane,
00:02:50e che ha segnato, secondo me, la tecnica e anche l'interpretazione del jazz
00:02:56in molti suoi arrangiamenti, in molte sue esibizioni dal vivo,
00:03:02soprattutto al Vanguard Village, e questa è una di quelle sessioni particolari del Vanguard Village.
00:03:14C'è anche il jazz italiano che sta riscuotendo molto successo.
00:03:19Il jazz italiano credo che anche in questo momento stia veramente facendosi ballere a tutti i livelli.
00:03:26Alcuni autori, Paolo Fresu, ad esempio, che prediligo per la sua sensibilità,
00:03:31per la sua capacità anche di andare a muovere corde particolari negli ascoltatori,
00:03:37oltre che a mettere in piedi spettacoli che tengono in considerazione anche diverse forme artistiche.
00:03:53Ma oltre a lui ce ne sono tanti altri, sarebbe lungo enumerarli,
00:03:57e sicuramente sono tutti artisti che stanno dando molto a questa linea di arte,
00:04:04che peraltro sta subendo anche delle evoluzioni particolari.
00:04:07Un altro autore che amo veramente tanto è Stefano Bollani.
00:04:12Bollani è un altro di quegli autori che appunto trasmette quel trasporto, quel sentimento,
00:04:19quella capacità non solo tecnica, ma anche proprio di struttura melodica,
00:04:24che lo rende unico, secondo me, nel panorama nazionale e internazionale.
00:04:43Non so quando un rettore di una università importante come quella di Palma
00:04:49trovi il tempo di ascoltare musica, tra l'altro ha portato dei vinili,
00:04:53non mi dica che in casa ha ancora giradischi.
00:04:56Assolutamente sì, ho ancora il giradischi.
00:04:59Tra l'altro il vinile sta vivendo una straordinaria stagione di rinascita,
00:05:02partita dall'Inghilterra, e adesso anche nei negozi, magari online,
00:05:08i vinili si possono acquistare.
00:05:10Tra l'altro Paolo Andrei mi pare che abbia studiato anche qualche strumento musicale
00:05:15in giovane età, no?
00:05:17Sì, ho una passione giovanile che per me è rimasta tale ancora oggi,
00:05:21perché non si smette mai di coltivare le proprie passioni.
00:05:25Ma quale strumento ha studiato?
00:05:28Ho studiato in conservatorio per diversi anni, studiavo organo,
00:05:32ma di fatto lo strumento che suono maggiormente è il pianoforte.
00:05:35Il pianoforte.
00:05:36Il pianoforte.
00:05:37Infatti amo i pianisti jazz, amo i pianisti in generale.
00:05:47Il pianoforte per me è uno strumento fantastico, sia per il timbro, sia per la completezza,
00:05:54sia per l'armonia che può sprigionare, è sicuramente uno degli strumenti più importanti.
00:06:00Ma nei momenti in cui bisogna scaricare un po' di tensione, rilassarsi un po',
00:06:04qual è il brano con il quale comincia a suonare il pianoforte?
00:06:10Ma tutta musica leggera, ricordo quando ero più giovane,
00:06:15ne suonavo anche con un gruppo di amici, facevamo un po' di blues, mi piaceva moltissimo.
00:06:21Poi chiaramente per suonare occorre impegnarsi anche tanto.
00:06:25Ricordo che quando studiavo appunto in quegli anni del conservatorio,
00:06:30la pratica pianistica richiedeva, e non riuscivo a farlo ovviamente,
00:06:354-5 ore di impegno giornaliero,
00:06:38il che per me era quasi impossibile,
00:06:40in quanto studiavo poi anche in un altro istituto alle scuole superiori e prima ancora alle medie,
00:06:45e quindi ero sempre in affanno, però con una grandissima passione.
00:06:48Poi è chiaro che lo studio ti pone davanti a un dilemma,
00:06:52se lo fai per divertimento, lo fai per passione,
00:06:55e se lo fai perché vedi che quella è la tua strada.
00:06:58Io probabilmente lo facevo per passione, mi piaceva molto suonare,
00:07:01quindi magari anche lo studio a volte mi portava a disperdere le energie,
00:07:08strimpellando anche canzoni, canzonette, eccetera,
00:07:10perché mi piaceva ascoltare la musica del piano forno.
00:07:13Ma in generale, Paolo Andrei, ci siamo persi un musicista?
00:07:18No, no.
00:07:18Ci siamo persi un Andrei musicista?
00:07:21No, assolutamente no.
00:07:22Ricordo ecco una mia insegnante delle superiori che mi disse,
00:07:25ma tu non farai la professione, diciamo, di attività amministrativa, eccetera,
00:07:34non farai questa professione, ma tu farai musicista,
00:07:37perché mi ha mai sentito una volta suonare,
00:07:39è stata l'unica però a dirmelo, a dir la verità,
00:07:41e quindi io mi sono sempre divertito molto a suonare,
00:07:44ma non ho mai avuto velleità di diventare un pianista di professione.
00:07:55Andrei, quali sono stati gli incontri importanti,
00:07:59quelli che hanno segnato più in profondità la sua vita?
00:08:03Le persone che ho incontrato nella mia vita mi hanno dato tutte tantissimo,
00:08:08sarebbe lungo inumerarle, ricordarle tutte,
00:08:12però vorrei così segnalare come ci siano state persone
00:08:16che nella mia vita hanno dato delle svolte fondamentali,
00:08:20ne cito solo alcune, senz'altro i miei genitori,
00:08:23i miei genitori a cui sono ancora affezionatissimo,
00:08:27purtroppo non ci sono più entrambi,
00:08:29hanno segnato la mia vita perché,
00:08:31anche se quando si è giovani si fa più pratica
00:08:34a interpretare l'impegno, il sacrificio che i propri genitori compiono,
00:08:39mi hanno insegnato tante cose di cui mi sento oggi un fortunato,
00:08:44mi sento oggi un fortunato per aver avuto quegli insegnamenti,
00:08:47poi è chiaro che oltre ai miei genitori
00:08:50un'altra persona importantissima per la mia vita è stata mia moglie,
00:08:54siamo conosciuti nell'87 e devo dire che ho subito,
00:08:58come ancora oggi, riscontrato in lei una gentilezza da un lato
00:09:04e un'intelligenza non comuni che mi hanno subito attratto,
00:09:09veramente al di là dell'attrazione che c'è fra un uomo e una donna,
00:09:14ma la sua intelligenza, la sua capacità di ascolto,
00:09:16la sua capacità anche di rendersi disponibile verso le altre persone,
00:09:20mi ha subito colpito ed è un tratto del suo carattere,
00:09:25della sua vita che ancora oggi per me è fondamentale.
00:09:29Ah che bella dichiarazione d'amore che il lettore si sente di fare,
00:09:34assolutamente sì, parole significative.
00:09:37E sono molto fortunato,
00:09:38io voglio pensare che tutto questo sia legato a una fortuna
00:09:43di aver incontrato persone speciali,
00:09:46ci metto dentro anche tutta la mia famiglia,
00:09:48tutta la mia famiglia, i miei figli,
00:09:50i miei figli mi hanno insegnato tanto,
00:09:52mi stanno insegnando tanto,
00:09:53siamo molto diversi,
00:09:54ognuno di loro che compone la mia famiglia è diverso da me,
00:09:59io sono diverso da loro,
00:10:00per me è una gioia quando riusciamo a parlare,
00:10:02riusciamo a stare insieme,
00:10:03riusciamo a condividere anche momenti semplicissimi
00:10:06come una cena o come un momento così di sbaglio.
00:10:17E poi vabbè, oltre agli affetti familiari che si allargano,
00:10:20poi perché io ricordo quando ero un ragazzino
00:10:24che ad esempio a casa mia,
00:10:26abitando vicino ai miei nonni materni,
00:10:29c'era sempre un turbinio di persone,
00:10:31perché i miei nonni avevano tanti fratelli e sorelle,
00:10:35quindi erano sempre presenti,
00:10:37per me questo ha insegnato tanto,
00:10:38una famiglia allargata,
00:10:40con storie straordinarie,
00:10:41pur nella loro semplicità e nella loro normalità,
00:10:44semplici ma straordinari,
00:10:45persone che mi hanno dato tanto.
00:10:54Poi se penso così alla mia vita professionale,
00:10:57una persona che devo assolutamente ringraziare
00:11:00per la fiducia che ha avuto in me
00:11:02e per gli stimoli che mi ha dato,
00:11:04è il professor Alfredo Viganò.
00:11:06Alfredo Viganò era il mio professore a economia,
00:11:09insegnava ragioneria ed economia aziendale
00:11:12e quando mi sono laureato con lui,
00:11:15è stato lui a dirmi
00:11:16ma ho visto le tue qualità
00:11:19nello svolgimento della tesi,
00:11:21perché non continuiamo a collaborare insieme.
00:11:24È stato un incoraggiamento per me inaspettato,
00:11:27assolutamente inaspettato,
00:11:28ma straordinario,
00:11:29cioè mi sono sentito veramente così,
00:11:33stimolato a impegnarmi ulteriormente.
00:11:35Io non pensavo in quel momento
00:11:36che il mio lavoro sarebbe stato all'interno dell'università.
00:11:40Per me quella frase e quella proposta
00:11:42è stata come toccare il cielo con un dito,
00:11:44per me è stata una cosa straordinaria
00:11:46e di fiducia nei miei confronti.
00:11:48Queste, insomma, alcune delle persone importanti
00:11:50che hanno segnato il suo percorso
00:11:52e continuano a segnarlo, ovviamente.
00:11:54Assolutamente.
00:11:55Abbiamo tutti in tasca un telefonino.
00:11:57Sì.
00:11:57Paolo Andrei.
00:11:58Sì.
00:11:59Ci mostra una prima,
00:12:01poi ne vedremo altro,
00:12:02una prima immagine di quelle conservate
00:12:04con particolare cura.
00:12:06Ma, allora, un'immagine,
00:12:08poi è il mio salvaschermo.
00:12:10Addirittura.
00:12:10Sì, è il mio salvaschermo.
00:12:11Faccia vedere.
00:12:12Di cosa si tratta?
00:12:13Ecco, una foto molto semplice.
00:12:15Ah, certo.
00:12:16Una foto molto semplice,
00:12:17però le spiego cosa significa per me.
00:12:19Questa è una foto che abbiamo fatto
00:12:21io, mia moglie e i miei figli
00:12:22quando abbiamo portato
00:12:24dallo sfaccio a carrozze
00:12:26una macchina,
00:12:27una macchina,
00:12:28la nostra piccola micra
00:12:29che fu acquistata
00:12:31più o meno quando nacque mio figlio,
00:12:33Pietro,
00:12:34sulla quale è transitato
00:12:37tutto il percorso
00:12:38dei nostri figli,
00:12:39sia per prendere la patente,
00:12:40sia per poi utilizzarla
00:12:42nei primi anni,
00:12:43mia moglie che la usava sempre
00:12:45e questo per me è un po'
00:12:47un simbolo,
00:12:47una foto che racchiude
00:12:49l'unità della nostra famiglia
00:12:50intorno a un mezzo
00:12:52sul quale non è che ci sia affezioni,
00:12:53però è il senso
00:12:55dell'affetto
00:12:56che si viene a creare
00:12:58all'interno di un nucleo familiare.
00:13:03Qual è la qualità più importante
00:13:07che è richiesta
00:13:08al rettore di una università?
00:13:11La domanda comporterebbe
00:13:12una risposta a chilometri.
00:13:14Sì, certo.
00:13:15Le chiedo insomma
00:13:16uno dei tratti più importanti
00:13:18che richiede questo mestiere.
00:13:20Il mestiere di rettore
00:13:22secondo me richiede
00:13:23da un lato
00:13:24un impegno
00:13:25veramente totale
00:13:27di dedizione al lavoro
00:13:29dedizione al lavoro
00:13:30perché è un lavoro
00:13:31molto impegnativo
00:13:32è un lavoro molto impegnativo
00:13:34che richiede energia, tempo
00:13:35però non basta
00:13:37non basta l'impegno
00:13:38occorre anche avere
00:13:40così la volontà
00:13:41di dialogare con tutti
00:13:43le componenti dell'Ateneo
00:13:44e avere la possibilità
00:13:46di percepire
00:13:47dialogando con
00:13:48con le varie componenti
00:13:50il personale tecnico amministrativo
00:13:51gli studenti fondamentali
00:13:54nella nostra comunità universitaria
00:13:56con tutto il personale docente
00:13:57capire quali sono
00:13:59da un lato
00:14:01le aspettative
00:14:02le volontà
00:14:03e anche
00:14:03le nuove idee
00:14:05che emergono
00:14:05a livello diffuso
00:14:06e dall'altro
00:14:07saperle indirizzare
00:14:09insieme a tutti i propri collaboratori
00:14:10insieme agli organi di governo
00:14:12eccetera
00:14:12saperle indirizzare
00:14:13per il bene
00:14:14dell'istituzione
00:14:15per la quale si lavora
00:14:16l'ascolto da un lato
00:14:18e la capacità
00:14:19poi anche di mettere in pratica
00:14:20dopo aver ascoltato
00:14:22alcune decisioni
00:14:23che siano veramente utili
00:14:25per il bene
00:14:25dell'istituzione
00:14:39a Parma
00:14:40quando il sindaco
00:14:43era
00:14:43Elvio Ubaldi
00:14:45le polemiche
00:14:46tra
00:14:46istituzione
00:14:48comune
00:14:49e università
00:14:50erano molto
00:14:50frequenti
00:14:51Ubaldi
00:14:52lanciava accuse
00:14:53al vetriolo
00:14:54e lei non era rettore
00:14:56a quell'epoca
00:14:57c'era qualcun altro
00:14:58e Ubaldi diceva
00:15:00è inaccettabile
00:15:01che l'università di Parma
00:15:03appaia come una cittadella
00:15:05chiusa
00:15:05in se stessa
00:15:07non ha alcuna interazione
00:15:09con il territorio
00:15:10e le cose devono
00:15:11devono cambiare
00:15:13oggi la situazione
00:15:13è cambiata?
00:15:15La situazione è sicuramente diversa
00:15:17è diverso il contesto storico
00:15:19culturale
00:15:20in cui ci stiamo muovendo adesso
00:15:21è diverso il periodo
00:15:23che stiamo attraversando
00:15:24è diversa la volontà
00:15:25sia da parte
00:15:26dell'amministrazione comunale
00:15:28sia da parte
00:15:28dell'università
00:15:29di aprirsi
00:15:30maggiormente
00:15:32reciprocamente
00:15:33e anche qui
00:15:34si tratta solo di
00:15:36interpretare
00:15:37bene
00:15:38il ruolo
00:15:38che l'università
00:15:39ha
00:15:39non soltanto
00:15:40perché si parla
00:15:41di terza missione
00:15:42mettendo a fuoco
00:15:43proprio il rapporto
00:15:45tra l'università
00:15:46e la società
00:15:46in cui è innistata
00:15:47ma avendo la volontà
00:15:49di comprendere
00:15:49che il rapporto
00:15:50col territorio
00:15:51di riferimento
00:15:52è un rapporto
00:15:53da un lato privilegiato
00:15:54e dall'altro
00:15:55anche utilissimo
00:15:57per sviluppare meglio
00:15:58l'attività universitaria
00:15:59credo che questo
00:16:00sia ormai entrato
00:16:01nel patrimonio
00:16:02conoscitivo
00:16:03e nel patrimonio
00:16:04di relazioni
00:16:05che fanno parte
00:16:06non solo
00:16:07del rettore
00:16:08o del sindaco
00:16:09ma di tutte le persone
00:16:10che lavorano
00:16:10all'interno dell'università
00:16:12nei rapporti
00:16:13variegatissimi
00:16:14che ci sono
00:16:14a livello territoriale
00:16:15non solo chiaramente
00:16:16con l'amministrazione comunale
00:16:17ma con le attività
00:16:18produttive
00:16:19con le realtà
00:16:21associative
00:16:22con tutti i servizi
00:16:23che vengono resi
00:16:24per gli studenti
00:16:25e che l'università
00:16:26può rendere
00:16:27ai cittadini
00:16:28attraverso anche
00:16:28divulgazione scientifica
00:16:30molto importante
00:16:31quindi credo
00:16:31che sia cambiato
00:16:32moltissimo
00:16:33da quel periodo
00:16:34al di là
00:16:35dei personalismi
00:16:36ma proprio
00:16:36come istituzione
00:16:38abbiamo fatto
00:16:38dei passi avanti notevoli
00:16:39torneremo a parlare
00:16:40di università
00:16:41tra poco
00:16:42ma anche delle passioni
00:16:43del rettore Paolo Andrei
00:16:44perché vedo
00:16:45altri vinili
00:16:46al suo fianco
00:16:47poi ci sono
00:16:48dei cimeli
00:16:49dei ricordi
00:16:52ricordi
00:16:53che ci porteranno
00:16:54a parlare anche
00:16:55di un Paolo Andrei
00:16:56sportivo
00:16:57o ex sportivo
00:16:58ma anche impegnato
00:16:59insomma
00:17:00in tante altre
00:17:02attività
00:17:03intanto rettore
00:17:04diamo un'occhiata
00:17:05a qualche cosa
00:17:05che c'è qui
00:17:07prego
00:17:07grazie
00:17:08che c'è qui
00:17:08in questo luogo straordinario
00:17:11che è il labirinto
00:17:12della Masone
00:17:13ci vediamo tra poco
00:17:14a qualche cosa
00:17:53Ci siamo presi una piccola pausa, siamo qui in un altro luogo magnifico del labirinto della Masone,
00:17:59le passioni del rettore dell'università, ci metto anche il cinema, abbiamo parlato di valori, di persone, di famiglia,
00:18:06è un film che immagino lei conosca bene, è la famiglia di Ettore Scola.
00:18:13Il film del 1987 racconta la vita di una famiglia borghese romana, tutta presa in un appartamento,
00:18:26famiglia come luogo intimo ma anche come luogo di crescita e di valorizzazione dei rapporti.
00:18:37La famiglia è uno dei miei film preferiti per il racconto e anche per l'intelligenza di Ettore Scola
00:18:43nell'aver girato tutto il film sostanzialmente in un appartamento, pur rendendolo con un movimento incredibile.
00:18:51Dicevo che voi italiani state vivendo un momento assai difficile ma assolutamente esaltante.
00:18:58Sì, per voi.
00:18:59Quel film rappresenta proprio l'evoluzione negli anni degli affetti, dei rapporti.
00:19:05Già, chissà perché, per voi francesi le situazioni italiane più sono difficili e più sono esaltanti, chissà perché.
00:19:11E mi ha veramente molto impressionato, così come mi piacciono tanti altri film di autori italiani,
00:19:17sono molto vicino proprio alla filmografia italiana, soprattutto recente.
00:19:24Cosa pensi?
00:19:26Né chi penso, alla letta mia non si pensa più, solo ricordi.
00:19:31Mi piacciono molto alcuni autori non italiani che hanno prodotto pezzi veramente importanti,
00:19:41penso a Truffaut, penso ad autori di questa natura.
00:19:45Io l'amo e voglio una risposta.
00:19:49Mi lascio in pace, non è l'amore che cerco.
00:19:54Amo i film che fanno riflettere ma che non mettono angoscia,
00:19:59non perché non si debba pensare anche a temi molto importanti,
00:20:03ma perché c'è anche lì una leggerezza nel porre temi anche particolarmente complessi.
00:20:09Continuiamo a parlare con il rettore Paolo Andrei,
00:20:12e con la persona Paolo Andrei, con altre passioni, altre particolarità.
00:20:18Andiamo.
00:20:24Il rettore dell'Università di Parma Paolo Andrei,
00:20:27che ci ha già raccontato un pezzetto della sua vita privata,
00:20:32ricordi personali, ma parleremo ancora un po' ovviamente di università.
00:20:37Abbiamo parlato di musica all'inizio del nostro incontro,
00:20:41parlando di jazz, ma c'è anche qualcosa che ha a che fare,
00:20:44mi pare, lì con un'icona della musica mondiale,
00:20:48quel Bob Dylan, cui i testi sono addirittura conservati,
00:20:52nella biblioteca della Casa Bianca,
00:20:54questo per dire che cosa rappresenta per gli Stati Uniti e non solo Bob Dylan.
00:21:10Per me è rappresentato un periodo della vita in cui sentendo queste canzoni,
00:21:17questi brani, le parole e la musica diventavano importanti come stimolo anche su alcuni valori,
00:21:25su alcuni valori fondamentali, come quello che mette al centro la persona,
00:21:30la dignità, le battaglie anche per i diritti.
00:21:34E credo che nelle sue canzoni si possa apprezzare moltissimo questo aspetto
00:21:39che va insieme anche a una musica straordinaria.
00:21:42Blowing in the Wind, Tamboury Man, il suo brano preferito.
00:21:46Qui c'è questo disco, l'ho preso non a caso, perché Packard, The Biddy Kid è un disco con
00:21:52pezzi molto lunghi
00:21:54che trascinano nella meditazione dei concetti che vengono espressi.
00:21:59E per me questo era un disco con cui molto spesso mi fermavo a pensare,
00:22:03mi fermavo a pensare anche sulle onde delle parole,
00:22:05ma sulle onde anche della musica che veniva espressa in questo disco.
00:22:09E devo dire che questo periodo è un periodo in cui ho apprezzato moltissimo
00:22:14anche tantissimi cantautori italiani,
00:22:16Dalla, De Gregori, Lucio Battisti, in un certo periodo,
00:22:21soprattutto nel periodo più vecchio del suo repertorio.
00:22:34Nel cantautorato italiano, specie negli anni 70, 80, c'era anche molta politica, c'era molto impegno,
00:22:41erano gli anni del 68, poi del 77.
00:22:46Io il 68 non l'ho vissuto, ero un bambino, non l'ho vissuto direttamente,
00:22:51però ho vissuto intensamente gli anni 70,
00:22:55gli anni 70 che sono stati un periodo per me importantissimo per la mia formazione,
00:23:00anche perché i dibattiti erano molto accesi anche all'interno della scuola.
00:23:04E c'erano anche tante università occupate in quel periodo.
00:23:07Assolutamente sì, io ricordo quel periodo molto bene,
00:23:11anche con un po' di nostalgia, non nostalgia per il periodo,
00:23:14ma una nostalgia che deriva dal fatto che erano anni difficilissimi,
00:23:17perché ci si rende conto dopo, di tutto il tema degli anni, ad esempio,
00:23:21delle Brigate Rosse, dell'assassino di Aldo Morro,
00:23:24quindi un periodo veramente difficilissimo per il nostro paese,
00:23:28però che vi veniva vissuto da noi ragazzi con la leggerezza di chi ha 15, 16, 18 anni.
00:23:34E quella leggerezza ci portava a sentirci molto impegnati
00:23:37nei ragionamenti che erano frutto di un periodo storico particolare,
00:23:42molto particolare e anche per molti versi buio del nostro paese.
00:23:46Il romanticismo della rivoluzione che ha raccontato molto bene,
00:23:49per esempio, Bernardo Bertolucci.
00:23:51E' certo, è certo, è certo.
00:24:02C'è questo senso che è sempre legato alla volontà di ascoltarsi
00:24:08e di sentirsi protagonisti del proprio essere in quel momento, qui ed ora.
00:24:14The Dreamers, simboleggia tutto questo o parte di tutto questo.
00:24:21All'inizio abbiamo detto che forse ci siamo persi un Paolo Andrei musicista,
00:24:25però insomma alla fine credo che la sua carriera accademica sia stata ampiamente significativa.
00:24:33Però tra le passioni giovanili, andiamo alla fine degli anni 70,
00:24:37all'inizio degli anni 80, Paolo Andrei cosa fa?
00:24:41Si appassiona al rugby.
00:24:44Erano anni in cui a Parma, insomma, il calcio andava un po' così.
00:24:49A Parma funzionava molto il baseball.
00:24:51Non piazzava molto anche il calcio.
00:24:53Sì, certo, però la squadra insomma non stava navigando proprio in acque significative.
00:24:58C'era il baseball, c'era il rugby.
00:25:14Tra l'altro con due stadi al fianco, l'uno all'altro in Viale Piacenza.
00:25:18Ora purtroppo il baseball è stato abbattuto.
00:25:21Va bene, però qui c'è, ecco, qualche cosa che abbiamo detto non un C meglio, un ricordo.
00:25:26Sì.
00:25:26Vogliamo prendere, allora questo lo vediamo dopo.
00:25:29No, è un ricordo.
00:25:31Questa è una maglia da gioco.
00:25:33Sì, una maglia da gioco.
00:25:34È una maglia che veniva usata nelle partite ufficiali,
00:25:39ma che poi è diventata una maglia d'allenamento per me.
00:25:42Riguarda il periodo in cui, con molti amici che ho avuto la fortuna di conoscere,
00:25:47abbiamo realizzato dapprima la ricostituzione della squadra giovanile dell'amatori Parma Rugby.
00:25:54Amatori Parma Rugby.
00:25:55Esatto. C'era stato un momento, in quegli anni, in cui la squadra giovanile per un paio d'anni non
00:26:00aveva funzionato.
00:26:02E quindi di conseguenza si è stati chiamati da amici, da persone che conoscevamo,
00:26:07io e da altri compagni di classe, amici che avevo, a riprovare questa avventura.
00:26:13Tutte persone, tranne un paio, che non avevano mai giocato a rugby.
00:26:17Quindi le lascio immaginare le prime partite che abbiamo disputato.
00:26:21È stata una tragedia, una tragedia totale.
00:26:24Nel senso che non capivamo nemmeno come eravamo posizionati in campo.
00:26:27Però, con quel gruppo di amici abbiamo costruito poi un percorso dove la nostra squadra giovanile è cresciuta.
00:26:34Non siamo mai stati, chiaramente, al livello della Rugby Parma in quegli anni,
00:26:39o al livello di altre squadre giovanili di Parma, come il Bottego, che era una squadra fortissima,
00:26:43oppure il Rugby Nocetto.
00:26:45Però abbiamo cominciato a difenderci.
00:26:47Dopo, da quegli anni, ho continuato ancora un po' con l'Under 23 e con la prima squadra.
00:26:54Non ero, chiaramente, un campione.
00:26:56Mi dice, scusi, in quale ruolo stava in campo.
00:26:59Io giocavo terza linea.
00:27:01Terza linea.
00:27:02Terza linea alla.
00:27:03Quindi c'era da correre, ma anche da prendere botte e pure darle, magari, in qualche mischia, no?
00:27:09Nel Rugby, prima dell'individualità, viene la squadra.
00:27:14Ci possono essere individualità importantissime, ma che, se non si mettono a servizio della squadra,
00:27:20non rendono assolutamente nulla.
00:27:22Io mi sentivo un buon gregario.
00:27:25Mi appassionava il gioco della mischia, ma mi piaceva molto anche il gioco fuori dalla mischia.
00:27:30Quindi la terza linea è esattamente in questo ruolo ibrido, o meglio, di raccordo,
00:27:35fra il lavoro della mischia e il lavoro anche dei tre quarti.
00:27:39Quel ruolo l'ho difeso coi denti, anche se il mio fisico, a differenza di oggi,
00:27:45non mi permetteva di avere quella stazza da terza linea che invece occorreva.
00:27:49Oggi sono molto più grosso, però...
00:27:53Probusto!
00:27:53No, no, molto più grosso perché sono ingrassato parecchio rispetto a quegli anni.
00:27:57All'epoca occorreva avere molti muscoli e non, come adesso, insomma, una situazione un po' diversa.
00:28:05Guarda i muscoli del capitano.
00:28:09Tutti di plastica e di metano.
00:28:12Guardalo nella notte che viene, quanto sangue ne dovine.
00:28:16Oh, lei ha parlato di gioco di squadra, essenziale, ha detto, nel rugby.
00:28:21Sì.
00:28:21Lei ritiene, nel suo mestiere di rettore, di avere trovato la strada per fare in modo che tutto quel grande
00:28:29polo culturale,
00:28:31il più importante della città, che è l'università, riesca a produrre il meglio proprio facendo leva sul gioco di
00:28:38squadra.
00:28:38Di strada da fare ce n'è ancora tanta, ce n'è ancora tanta perché non si finisce mai.
00:28:43È come nel rugby, non si finisce mai di diventare veramente una squadra coesa che riesca a ottenere risultati importanti.
00:28:50E la stessa cosa vale anche nella vita, in qualsiasi attività ognuno di noi svolga a livello professionale insieme ad
00:28:58altre persone.
00:28:59È sempre uno stimolo questo, cioè cercare di rendere coeso il gruppo per fare in modo che le individualità si
00:29:07trovino bene nella coesione e possano esprimere il meglio.
00:29:09Il percorso è difficile, è difficile. Io ho i miei limiti anche da questo punto di vista.
00:29:14Non è tutto semplice, non è sempre facile ascoltare gli altri, capirne le qualità e valorizzarle.
00:29:23Questo è ciò che stiamo cercando di fare, siamo a buon punto.
00:29:26Vedo dei passi avanti notevoli, ma il percorso è sempre in salita.
00:29:31Questa nave fa 2.900, in mezzo ai ghiacci tropicali, ed ha un motore di un milione di cavalli,
00:29:39che al posto degli zoccoli hanno le ali.
00:29:41Lei ha detto, parlando di stazza, che era meglio prima che ora, ma è un tratto che riguarda moltissime persone.
00:29:51Questo mi fa capire che lei è anche un buon gustaglio, evidentemente.
00:29:54Assolutamente sì.
00:29:54E quando c'è da scegliere un ristorante o qualche piatto preferito, dove punta?
00:29:59Io amo moltissimo la cucina del nostro territorio, ritengo che sia straordinaria anche per la storia che rappresenta.
00:30:08Però devo dire che non mi fermo, ovviamente, a Parma.
00:30:13Sono un amante del pesce, che si mangia benissimo anche a Parma, tra l'altro.
00:30:17Sono un amante della cucina francese, perché ritengo sia una cucina diversa dalla nostra,
00:30:24ma che interpreta comunque una cultura gastronomica particolare.
00:30:29E poi sono un amante dell'accoppiamento adeguato di un buon vino con i piatti che vengono ricercati nel nostro
00:30:38territorio.
00:30:39Quindi non ho delle preferenze particolari per una regione italiana o per un particolare tipo di piatto,
00:30:47ma sono anche molto curioso, anche perché, proprio perché lei ha detto che sono un buon gustaio,
00:30:53mi piace anche un po' a volte sperimentare.
00:31:00Resta il fatto che, insomma, un buon piatto, un buon vino, certamente contribuiscono a rincuorare un po' anche lo spirito.
00:31:08Ecco, ed è molto importante questo, che lei ha detto, rincuorare lo spirito, ma sempre in compagnia.
00:31:13Per me la tavola è un modo, ma lo sappiamo, lo diciamo sempre,
00:31:18però per me è particolare questa cosa, anche una discussione di lavoro,
00:31:22però fatta intorno a un tavolo, a volte dà dei risultati migliori che non fatta su una scrivania di un
00:31:29ufficio.
00:31:29O piuttosto fatta via web.
00:31:32Ah, via web.
00:31:46E allora qui le voglio chiedere questo, l'università, così come tutte le scuole e tante altre attività,
00:31:53hanno dovuto fare i conti con questo lavoro a distanza e con la didattica a distanza.
00:31:59Siamo stati in una situazione pandemica molto difficile, in parte questo continua anche ora.
00:32:05Il lavoro a distanza, la stessa DAD, insomma, molti l'hanno un po' criminalizzata,
00:32:09qualche danno in effetti, oggettivamente c'è stato con tanti giovani costretti a rimanere in casa.
00:32:14Ma altri dicono che però questo lavoro a distanza ha un po' salvato il corso degli studi di tanti ragazzi
00:32:20che altrimenti come avrebbero potuto fare.
00:32:23Questo al netto delle difficoltà magari legate all'efficienza delle connessioni e la disponibilità dei dispositivi.
00:32:31Quello che abbiamo imparato è sostanzialmente questo,
00:32:35che da un lato, per fortuna, abbiamo avuto questi strumenti.
00:32:39Perché se penso, se fosse successo quello che è successo 20 anni fa o 30 anni fa,
00:32:44sarebbe stato un disastro, perché sarebbe stata l'interruzione proprio di un rapporto al 100%.
00:32:49Fortunatamente siamo riusciti a mantenere questo rapporto,
00:32:53però ci siamo resi conto di una cosa fondamentale,
00:32:56che è l'esperienza universitaria per tanti giovani,
00:32:59ma anche per i docenti e per il personale tecnico-amministrativo.
00:33:02È un'esperienza di vita, non è soltanto un'esperienza di apprendimento.
00:33:06Dobbiamo essere capaci di far tesoro di questo insegnamento
00:33:10e preoccuparci sia dell'attività nelle aule, benissimo,
00:33:15ma soprattutto dell'attività che avviene oltre le aule,
00:33:19cioè i momenti in cui gli studenti possano incontrarsi per discutere,
00:33:23per ragionare, per essere impegnati anche su qualcosa
00:33:25che è fuori dal loro curriculum stretto di studi.
00:33:28Questo lo abbiamo imparato, è la cosa che ci è mancata di più.
00:33:31E ora dobbiamo essere capaci di innovare
00:33:34per fare in modo che la comunità universitaria sia sempre di più una comunità di vita,
00:33:37non soltanto perché si viene per seguire una lezione o per studiare un libro.
00:33:48Rettore, prima di fermarci, le chiedo di estrarre ancora un momento il suo smartphone,
00:33:52perché secondo me c'è un'altra foto a cui lei tiene in modo particolare,
00:33:56oltre a quella iconica della vecchia auto di famiglia a malincuore mandata al macero.
00:34:02Sì, ma lì è la famiglia che conta, oltre a un intruso che è l'auto.
00:34:07La famiglia poi tornerà più avanti nella conversazione.
00:34:10Questa foto che cosa ci mostra?
00:34:13Eccola qua.
00:34:14Eccola qua.
00:34:15Beh, qui abbiamo...
00:34:16Eh beh...
00:34:17Qui siamo di fronte al capo dello Stato.
00:34:21Per me è stata un'emozione enorme quando nel 2019,
00:34:24all'inaugurazione dell'anno accademico,
00:34:26abbiamo avuto l'onore di avere con noi il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,
00:34:32ha testimoniato due cose fondamentalmente.
00:34:35Per me è stato un'onore raccoglierlo, ovviamente.
00:34:37Questo è il nostro sisillo,
00:34:40abbiamo fatto una piccola dedica anche sul retro per ricordare questa giornata.
00:34:44Da un lato la sua grandissima statura morale e anche intellettuale.
00:34:51Poi il libro della nostra storia.
00:34:53Dall'altro lato, anche la gentilezza,
00:34:56che per me è un tratto fondamentale delle persone,
00:34:58la gentilezza e la capacità di ascolto,
00:35:01dove a seguito del suo essere presente all'inaugurazione,
00:35:05l'intervento che ha fatto a braccio,
00:35:09ricordando i nomi di tutte le persone che hanno parlato
00:35:12durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico,
00:35:14per me è stato un segnale importante dell'attenzione di una persona
00:35:19che ricopre la più alta carica dello Stato,
00:35:21verso le persone, chiamandole per nome.
00:35:23Per me questo è stato una cosa eccezionale.
00:35:25Rettore, le chiedo di seguirmi ancora un momento
00:35:28per dare un'occhiata ancora a questo straordinario luogo
00:35:31creato da Franco Maria Ricci.
00:35:33Poi c'è un rettore che ha ancora tante cose da dirci,
00:35:37musica, tante altre storie.
00:35:39E tra poco...
00:35:44A presto!
00:35:45A presto!
00:35:46A presto!
00:35:47A presto!
00:35:57A presto!
00:36:15In un luogo magico come il labirinto dell'Amasone,
00:36:19possiamo anche definire Paolo Andrei un po' un'università della grafica,
00:36:23perché qui Franco Maria Ricci quanto ha lavorato con il carattere bodoniano.
00:36:28Franco Maria Ricci è stata una persona straordinaria, un amico da un lato,
00:36:33ma anche una persona che ha veramente cambiato il modo di utilizzare la grafica
00:36:38e studiando bodoni, studiando bodoni molto approfonditamente.
00:36:42Per noi all'università bodoni rappresenta un punto di riferimento fondamentale,
00:36:47non perché siamo soltanto a Palma, ma vengono studiosi da tutto il mondo a studiare bodoni
00:36:52e penso che il nostro rapporto con bodoni debba essere ulteriormente valorizzato.
00:36:56Valorizzato perché abbiamo bisogno di riscoprire quel genio e renderlo attuale sempre di più.
00:37:02Torniamo a parlare con il rettore, con calma,
00:37:06perché c'è anche un rettore, insomma, tanto ancora appassionato di musica,
00:37:10c'è un rettore sportivo, c'è un rettore scout, tra poco, tra poco.
00:37:18Grazie.
00:37:23Rieccoci qui con il rettore dell'Università di Parma,
00:37:26che sta raccontandoci tante cose.
00:37:29Qualche confidenza.
00:37:31Qualche confidenza, graditissima naturalmente, abbiamo parlato di musica per esempio,
00:37:36torniamo a farlo perché, insomma, abbiamo visto che ha questa passione,
00:37:40tra l'altro con dischi in vinile che ci ha portato qui,
00:37:44c'è anche mi pare un Paolo Conte in vista lì, eccolo qui.
00:37:50Autore straordinario, naturalmente, interpreta altrettanto straordinario.
00:37:54Dove mettiamo la puntina del suo giradischi che ha detto di avere in casa?
00:37:59La puntina del giradischi, qui ne ho preso uno tra i diversi che ho di Paolo Conte,
00:38:05che sono i concerti.
00:38:15Io ho seguito in tantissime occasioni, non solo a Parma,
00:38:21ricordo con grande piacere un concerto in Cittadella.
00:38:26Molti anni fa ci eravamo stati in 200 spettatori,
00:38:30perché Paolo Conte all'epoca di quel concerto, ero un ragazzino,
00:38:34non era ancora diventato famoso a livello non solo italiano,
00:38:39ma soprattutto per l'esperienza francese,
00:38:41poi anche riconosciuto a livello mondiale.
00:38:44E ricordo quel concerto dove c'era solo Paolo Conte con un pianoforte
00:38:47e ha suonato per tutta la sera per queste 200 persone,
00:38:51come un ricordo indelebile,
00:38:53che poi mi ha accompagnato in tutti gli altri concerti che ho ascoltato,
00:38:56l'ultimo a Umbria Jazz un paio d'anni fa,
00:38:59dove chiaramente il pubblico non è di 200 persone,
00:39:03ma di tantissime,
00:39:03ma lui ha mantenuto quel tipo di rapporto col pubblico
00:39:09che passa attraverso la qualità delle sue canzoni.
00:39:12Tutto si può inventare, ma un matrimonio non si può più.
00:39:19Messico nuvole, la faccia triste dell'America,
00:39:24il vento suona la sua armonica, che voglia di piangere.
00:39:28Per me è un interprete particolare che tra l'altro ha segnato anche dopo l'inizio
00:39:32del mio mandato rettorale, perché poco dopo l'inizio del mandato
00:39:39ho avuto la fortuna di poter assegnare il titolo di professore ad onore
00:39:44della nostra università proprio a Paolo Conte.
00:39:46E gli ho ricordato quell'episodio della cittadella di molti anni fa.
00:39:49Ricordo quel pomeriggio, insomma, anche noi con la televisione eravamo venuti a sentire
00:39:55quel che poi ha detto Paolo Conte.
00:40:06Abbiamo parlato prima anche di cantautorato italiano,
00:40:09qualche nome di quelli che hanno un po' segnato quegli anni.
00:40:14Ce ne sono alcuni che hanno segnato quegli anni, soprattutto per i messaggi
00:40:19che portavano con le loro canzoni.
00:40:22Penso a Roberto Vecchioni, penso a Francesco Guccini, a Francesco De Gregori,
00:40:28penso anche allo stesso Battiato, che purtroppo è mancato qualche giorno fa.
00:40:35Penso anche però a tutta un'altra serie di cantautori come Lucio Dalla, come Bennato,
00:40:43poi chi è che adesso non lo ricordo neanche più tutti.
00:40:45Adesso ne abbiamo detti abbastanza.
00:40:47Guccini la buttava molto in politica, eh?
00:40:50Sì, Guccini la buttava molto in politica, ma anche molto bravo, secondo me,
00:40:54nel fraseggio dei testi.
00:40:57Mia madre non aveva poi sbagliato a dire che un laureato conta più di un cantante.
00:41:02Tutti questi cantautori, senza parlare di Lausi e poi di De Andrè,
00:41:08quindi tutta l'area più genovese, diciamo così,
00:41:11la cosa che a me piaceva di quel periodo, al di là che erano ascoltati da tanti ragazzi come me,
00:41:17quello che piaceva era da un lato il fraseggio musicale, ok,
00:41:22ma soprattutto le parole che inducevano un pensiero,
00:41:26inducevano anche a riflettere su molte questioni che erano parte della nostra vita quotidiana.
00:41:32Anche con un po' di romanticismo, insomma.
00:41:34Sì, c'erano i cosiddetti concept album.
00:41:36Sì, sì.
00:41:37Ci sono otto, dieci, dodici canzoni e c'era un filo conduttore, insomma,
00:41:42che alla fine faceva somigliare un disco ad un libro, ad una storia ricca di tanti approfondimenti.
00:41:51Vendere, no, non passa, fra i miei rischi, non comprate i miei dischi, esputatemi addosso.
00:41:56L'immagine è metaporica.
00:42:00Non deve essere assolutamente presa la lettera, si chiama volo pindarico,
00:42:04ed è un'audace invenzione così tutta mentale dell'autore.
00:42:07Attenzione perché, se qui c'è un'altra sorpresa adesso,
00:42:11perché abbiamo anche un rettore dell'università che ha fatto la promessa degli scout.
00:42:17Ogni scout all'inizio della propria vita promette, con l'aiuto di Dio,
00:42:22di seguire la legge e di osservare fedelmente tutti i compiti, gli impegni della propria vita.
00:42:30A proposito, ci ha portato anche che cosa?
00:42:35Allora, questo è il mio fular, con orgoglio dico che questo è il fular con il quale ho fatto la
00:42:42mia promessa scout nel 1973.
00:42:46Quindi andiamo un po' indietro.
00:42:47E ce l'ho ancora, un po' rovinato perché l'ho usato tanti anni.
00:43:02Per me lo scoutismo ha rappresentato un pezzo fondamentale della mia vita,
00:43:08ma ancora oggi, ancora oggi.
00:43:09Non è, cioè, scout lo si dice, ma è vero, si è per sempre,
00:43:13non soltanto nel periodo in cui si è stati più operativi.
00:43:15Molti dicono che sia una vera e propria scuola di vita, è così?
00:43:20Assolutamente sì, poi è una scuola di vita perché, se devo essere sincero,
00:43:24le mie amicizie più profonde, oltre che con alcune persone che poi ho incontrato anche successivamente,
00:43:30derivano dal periodo in cui ero attivo all'interno dell'ovimento scout.
00:43:35Prima come scout, poi come rover, quindi nel periodo formativo,
00:43:41e poi come attività di educazione che ho cercato di fare per diversi anni come capo.
00:43:47Come si è avvicinato allo scoutismo?
00:43:49Ah, beh, lì c'è una tradizione di famiglia.
00:43:51Mia madre era stata una guida, una guida scout,
00:43:56ed era stata avviata a questo percorso da uno dei fratelli di mio nonno,
00:44:02uno zio, quindi, che io non ho mai conosciuto perché è morto giovanissimo,
00:44:06all'età di 35 anni.
00:44:08Questo zio aveva fatto parte addirittura del movimento scout
00:44:12nel periodo in cui era stato chiuso nell'epoca fascista.
00:44:16Sopravviveva allo scoutismo attraverso l'azione delle cosiddette aquile randage.
00:44:21Ecco, il mio zio a Parma ha tenuto vivo lo scoutismo in quegli anni difficili
00:44:25in cui si era sostanzialmente fuori legge nell'organizzare l'attività scout
00:44:30e ha impresso questi valori fondamentali in tutta la nostra famiglia
00:44:35e i miei fratelli insieme a me sono stati scout, i miei figli anche.
00:44:52Al di là del fatto che possa piacere, non piacere, ci si può trovare bene, non trovare bene,
00:44:57ma sia un'esperienza educativa bellissima, che cambia nel tempo, cioè non è immobile.
00:45:04La cosa importante dello scoutismo è che ha superato fasi diversissime della nostra vita sociale
00:45:10perché il metodo scout è un metodo che si rinnova continuamente perché pone al centro alcuni valori
00:45:17che poi vengono declinati a seconda di quello che è il momento che si attraversa
00:45:22anche dal punto di vista sociale, politico, del paese.
00:45:25Qual è la giornata da scout che ricorda con più passione, con più piacere?
00:45:32Ce ne sono tante, ho portato il mio foulard della promessa perché io ricordo ancora molto nitidamente
00:45:41quando ho fatto la promessa scout l'emozione che avevo dentro nel sentirmi di essere poi parte attiva
00:45:50di un gruppo che per i primi mesi di attività mi aveva accolto ma non mi sentiva ancora parte
00:45:56perché non avevo ancora pronunciato la mia promessa.
00:45:59Ecco, io ricordo ancora con grande emozione quel momento, poi chiaramente se ne sono stati tantissimi
00:46:05e nel periodo in cui sono stato educatore a mia volta all'interno del mio gruppo
00:46:11io ricordo con emozione ad esempio il fatto di aver potuto lavorare con alcuni ragazzini che seguivo
00:46:19che si trovavano in condizioni familiari complesse e vederli rasserenati nell'arco di un anno
00:46:28dal fatto di aver incontrato altri amici, altre persone, altre esperienze
00:46:31credo che anche questo sia stato un momento fondamentale
00:46:35e anche qui, mi permetta di dire una cosa, ho incontrato persone speciali
00:46:39a partire da chi mi ha accolto all'inizio come caporeparto, Luigi Vignoli
00:46:44persona che voglio ricordare perché ha segnato questo inizio
00:46:47a tutte le altre persone con cui ho lavorato e che ancora oggi sono i miei amici.
00:46:58Questo è il foulard della promessa da scout, del mio gruppo, del mio gruppo che era il Parma C
00:47:04E poi c'è stato un altro momento molto più avanti negli anni
00:47:07quando a lei è toccato prendere il timone dell'Università di Parma
00:47:12nel ruolo di rettore ricevuto dal compianto Loris Borghi
00:47:17che lei tra l'altro ha anche recentemente ricordato
00:47:21immagino che anche in quel caso e anche per questi motivi che abbiamo detto
00:47:25l'emozione ci sia stata
00:47:27Il magnifico rettore dell'Università di Parma, professor Paolo Andrei
00:47:32Un'emozione molto forte, come le dicevo prima
00:47:35io quando ho iniziato il lavoro in università
00:47:37quando ho iniziato da volontario nell'87 appena laureato
00:47:42per poi procedere negli anni successivi
00:47:45non avrei mai immaginato all'epoca di entrare veramente a far parte dell'Università
00:47:53e non avrei mai immaginato nemmeno un giorno di assumermi questo impegno
00:47:59che da un lato è oneroso ma dall'altro è straordinario
00:48:03e per me è stata un'emozione molto forte
00:48:06quella sera in cui si sono chiuse le elezioni
00:48:09in cui il decano ha proclamato il fatto che ero stato eletto rettore dell'Università di Parma
00:48:14mi è passata davanti un po' tutta la vita accademica
00:48:18in quel momento
00:48:19e vedendo anche tanti colleghi che quella sera erano in Aula Magna
00:48:22mi ha fatto capire che la vita di una comunità accademica
00:48:27è talmente importante e prescinde da chi per un tratto del percorso
00:48:32tiene un po' in mano il timone
00:48:34cercando di aiutare a fare le scelte giuste
00:48:37prescinde da questo perché un'università come la Dostra è un'università millenaria
00:48:41lei diceva prima molto bene
00:48:43io ho preso testimone da Loris Borghi
00:48:46che ricordo anche oggi con affetto
00:48:48con affetto per la sua passione e per la sua volontà
00:48:52di portare avanti con dinamismo un percorso della nostra università importante
00:48:57lo ricordo anche purtroppo per ciò che è accaduto dopo le sue dimissioni
00:49:03e dopo quel periodo veramente complicato che mi ha rattristato
00:49:08mi fa ancora oggi molto male dal punto di vista proprio del rapporto
00:49:12che tra le persone si viene ad instaurare
00:49:15però il percorso dell'università è un percorso che dicevo prima
00:49:19non è tanto fatto dai rettori
00:49:22i rettori sono temporaneamente coloro che portano quel testimone
00:49:26ma poi lo passano a tutti gli altri
00:49:28e insieme a loro c'è tutta la comunità accademica
00:49:31io ho imparato moltissimo dai miei studenti
00:49:34ho dei ricordi bellissimi di rapporti con persone che ho conosciuto per caso
00:49:40perché me li sono visti in un'aula
00:49:43ma che poi nel tempo anche dopo finiti gli studi universitani
00:49:47mi hanno dimostrato affetto
00:49:49mi hanno insegnato
00:49:50mi hanno stimolato
00:49:51è il mestiere più bello del mondo
00:49:53secondo me è quello del professore universitario
00:49:55e dobbiamo esserne consapevoli
00:49:57consapevoli capendo l'importanza che ha
00:50:00e anche la responsabilità che abbiamo
00:50:02proprio in un momento come questo
00:50:04in cui l'educazione e la formazione sono al centro della ripresa del nostro paese
00:50:18in questo nostro colloquio ha parlato spessissimo di rapporti con le persone
00:50:24fondamentali, importanti per crescere, per migliorarsi, per arricchirsi
00:50:30allora le chiedo ancora una volta di farci vedere il suo smartphone
00:50:33perché c'è un'altra foto che ha a che fare con, lo so già, lo anticipo e vediamo già
00:50:38la foto
00:50:38perché qui c'è il rettore dell'università di Parma
00:50:42insomma con un grande uomo del territorio
00:50:46eccolo qui, ebbè è Giampaolo Dallara
00:50:49sì, questa è una foto a me molto cara
00:50:52perché si tratta di una foto scattata all'autodromo di Varano
00:50:56in occasione dei campionati della Formula SAE
00:51:00Formula SAE è una competizione che vede partecipare gli Atenei
00:51:06italiani, stranieri
00:51:08che si cimentano con l'aver costruito un'auto
00:51:13quindi studenti che hanno costruito un'auto da competizione
00:51:15ma oltre che sugli aspetti tecnici
00:51:17si scontrano anche sugli aspetti di gestione di un team
00:51:20e quindi fanno un'esperienza importante sotto il profilo professionale
00:51:24ecco Giampaolo Dallara in questa foto
00:51:26vi mostra una cosa per me fondamentale
00:51:29per me è una grandissima persona per tanti motivi
00:51:31sappiamo benissimo la sua storia
00:51:33sappiamo benissimo cosa ha realizzato
00:51:35ma la curiosità e la capacità anche qui di accogliere le altre persone
00:51:41di essere veramente attivo
00:51:43quando di qualsiasi cosa si parli c'è la curiosità di capire
00:51:46di entrare in sintonia
00:51:48di vedere nell'altro una risorsa non una scocciatura
00:51:52capita spesso durante le giornate di vedere passare per l'Academy
00:51:55l'ingegner Dallara
00:51:56e spesso e volentieri si ferma anche con noi a fare due chiacchiere
00:52:00giù al bar
00:52:02con i miei studenti che hanno fatto questa esperienza
00:52:05che stanno facendo questa esperienza
00:52:07vederlo, dare loro consigli
00:52:09quasi come se fosse lui lo studente
00:52:11che stava realizzando un'auto da corsa
00:52:14per me questo è un insegnamento che è fondamentale
00:52:18e che non tiene conto assolutamente
00:52:20né dell'età anagrafica né di altre cose
00:52:22ho una incredibile fiducia nei giovani
00:52:25perché tutti i giorni riesco a rendermi conto di quanto sono bravi
00:52:31di quanto si impegnano, di quanto non vogliono crescere
00:52:34fa parte dello spirito che secondo me dovrebbe essere presente in tutti noi
00:52:38perché è proprio quell'entusiasmo, quella volontà di capire
00:52:41Per andare in aula dobbiamo fare la rampa del museo
00:52:43e quindi salire alle 9 di mattina
00:52:46vedendo una Formula 1
00:52:48o la macchina di Alonso
00:52:50è bellissimo
00:52:51e ti dà anche una spinta notevole
00:52:54nello studiare
00:52:55Poi lo ringrazio per l'amicizia
00:52:56perché mi ha dimostrato sempre grande affetto e grande attenzione
00:53:03Le nuove sfide dell'università
00:53:05tra poco ci saranno i Welcome Day
00:53:08ci saranno gli Info Day
00:53:10quindi un'offerta formativa
00:53:12importante per gli studenti che vorranno arrivare all'Ateneo
00:53:16ultimissime cose
00:53:18un Ateneo inclusivo
00:53:19che tiene conto anche delle persone con disabilità
00:53:22insomma sempre più accogliente
00:53:25in questi ambiti
00:53:26insomma avete fatto tanti passi avanti
00:53:29come dicevo prima è un percorso
00:53:31che si svolge da anni
00:53:33ha posto l'attenzione fondamentale
00:53:36all'accoglienza e all'inclusione dei giovani
00:53:38il mio nome è Xinyue
00:53:40ma qui tutti mi chiamano Stella
00:53:43sono nata a Shenzhen in Cina
00:53:46mi sono trasferita a Parma
00:53:48per conseguire la laurea magistrale in trade marketing
00:53:52includere i giovani significa far delle scelte
00:53:55significa dar loro responsabilità
00:53:57significa ascoltarli
00:53:59significa offrire loro
00:54:01un'offerta formativa adeguata
00:54:03ricca
00:54:04che permetta quindi che il diritto allo studio
00:54:06non sia solo una parola vuota
00:54:08ma che si faccia il massimo sforzo
00:54:10per accogliere il maggior numero di studenti possibili
00:54:12che possano accedere a pieno titolo
00:54:14agli studi universitari come fonte primaria
00:54:17secondo me della loro crescita culturale
00:54:21e anche come persone
00:54:22quindi crescita anche sotto profilo umano
00:54:24per me che vengo da una città di 20 milioni di abitanti
00:54:27all'inizio era strano
00:54:29così differente
00:54:30ma ora amo muovermi in questo mondo
00:54:34mi sento a mio agio
00:54:35tutto è così vicino
00:54:37a portata di mano
00:54:38come un abbraccio stretto
00:54:40che rimane aperto al futuro
00:54:42tutto questo l'abbiamo cercato di fare
00:54:44attraverso un'adeguatezza sempre più spinta
00:54:46della nostra offerta
00:54:47che si è arricchita negli ultimi anni
00:54:50l'abbiamo fatto anche generando all'interno dell'organizzazione universitaria
00:54:54un centro per l'accoglienza e l'inclusione
00:54:57di tutti gli studenti
00:54:58tutti
00:54:58sono nato a Banzioni
00:55:00in campo
00:55:00quattro anni fa
00:55:02mi sono trasferito a Parma
00:55:03per studiare finance risk management
00:55:06è un percorso impegnativo
00:55:08ma ricco di soddisfazioni
00:55:10lavoro duramente
00:55:11per diventare un giorno
00:55:13amministratore di un hedge fund
00:55:15tutti gli studenti e tutte le studentesse
00:55:16indipendentemente dal reddito
00:55:18indipendentemente dal fatto che
00:55:20ci siano fragilità particolari
00:55:23e quindi per andare incontro
00:55:24a cogliere queste fragilità
00:55:26e queste differenze
00:55:27tutto questo
00:55:28oggi lo vogliamo assolutamente realizzare
00:55:32sempre di più
00:55:33anche in un'altra dimensione
00:55:34che è la dimensione dell'apertura internazionale
00:55:37in attesa del futuro
00:55:38mi concentro sul presente
00:55:40questo volontariato
00:55:41nella comunità di Sant'Egidio
00:55:43ci occupiamo di persone in difficoltà
00:55:45credo in un mondo migliore
00:55:48e sono convinto
00:55:49che l'unico modo
00:55:50di andare avanti
00:55:51sia quello
00:55:52di non lasciare
00:55:53indietro nessuno
00:55:54l'Unione di Parma
00:55:55è aperto
00:55:55agli scambi
00:55:57di studenti
00:55:57ad esempio
00:55:58sui progetti Erasmus
00:55:59abbiamo istituito
00:56:00il progetto Overworld
00:56:01che va oltre l'Europa
00:56:03quindi per includere
00:56:04anche studenti
00:56:05che vengono dall'estero
00:56:07e permettere ai nostri studenti
00:56:09di fare esperienze all'estero
00:56:10sono Federico
00:56:11studente di ingegneria gestionale
00:56:13all'Università di Parma
00:56:14la mia città
00:56:15ma oggi
00:56:16diventa essenziale
00:56:17fare un passo avanti
00:56:18ancora più forte
00:56:19stiamo cercando
00:56:20di costruire
00:56:21con grande impegno
00:56:23una rete europea
00:56:24le cosiddette
00:56:25European Universities
00:56:27significa avere
00:56:29partner
00:56:30a livello europeo
00:56:31quindi altre università
00:56:32che insieme a noi
00:56:33condividono
00:56:34i programmi di studio
00:56:35in modo tale
00:56:36che ci sia
00:56:36una libera circolazione
00:56:37degli studenti
00:56:38sia in ingresso
00:56:39sia in uscita
00:56:40su diverse sedi universitarie
00:56:42per me il futuro è lì
00:56:43noi dobbiamo essere
00:56:43un'università
00:56:44assolutamente
00:56:45almeno europea
00:56:46ma comunque internazionale
00:56:48qui ho trovato amici
00:56:49e compagni di studio
00:56:51professori
00:56:52e maestri di vita
00:56:53luoghi e persone speciali
00:56:54che ovunque tu sia
00:56:55sanno sempre
00:56:56farti sentire
00:56:57a casa
00:56:58abbiamo conosciuto
00:56:59un rettore
00:57:00che ha parlato
00:57:01insomma
00:57:01un po'
00:57:02meno di università
00:57:04e un po' più
00:57:04di se stesso
00:57:05delle sue storie
00:57:06delle sue passioni
00:57:07ne siamo contenti
00:57:09e gliene siamo grati
00:57:10abbiamo terminato
00:57:11grazie a voi
00:57:12il rettore Paolo Andrei
00:57:13la nostra conversazione
00:57:15ma cosa facciamo?
00:57:16se dovessimo trovarsi
00:57:17in un ristorante francese
00:57:19puntiamo sulla zuppa di cipolle
00:57:21dove
00:57:21su cosa puntiamo?
00:57:22è un po' complicata
00:57:24una zuppa au laillon
00:57:25bene
00:57:26e poi come finiamo?
00:57:27con una crepe
00:57:29al garamani
00:57:29dai
00:57:30ma sì
00:57:30possiamo finire
00:57:31con una crepe al garamani
00:57:32molto volentieri
00:57:32bene
00:57:33grazie
00:57:57il labirinto
00:57:58è un lascito
00:57:59di una persona
00:58:00straordinaria
00:58:01sfaccettata
00:58:02creativa
00:58:03interessante
00:58:03come Franco Marericci
00:58:04che purtroppo
00:58:05ci ha lasciato
00:58:0683 anni
00:58:07nel 2020
00:58:07ed è però
00:58:08il termine
00:58:09di una storia
00:58:10anche che magari
00:58:11in pochi conoscono
00:58:11Franco Marericci
00:58:12ha iniziato per esempio
00:58:13la sua attività lavorativa
00:58:15come geologo
00:58:16che era la materia
00:58:17nella quale si era laureato
00:58:19a Parma
00:58:20però laureato
00:58:21perché aveva una passione
00:58:22un po' anche per l'archeologia
00:58:24e quindi lo studio della terra
00:58:25poteva facilitare
00:58:27magari entrare in contatto
00:58:28con dei reperti archeologici
00:58:30poi l'arte era
00:58:31la cosa che di più
00:58:32lo interessava
00:58:33e proprio
00:58:33durante la sua prima
00:58:35attività
00:58:36oggi diremmo uno stage
00:58:38insomma
00:58:38il suo primo apprendistato
00:58:39in Turchia
00:58:41entra in contatto
00:58:42con tante civiltà
00:58:43del passato
00:58:44e tante opere
00:58:45dell'architettura
00:58:47e della scultura
00:58:48antica
00:58:48che l'hanno così affascinato
00:58:50da pensare
00:58:50e da immaginare
00:58:51di abbandonare
00:58:52la carriera
00:58:53appena iniziata
00:58:54di geologo
00:58:55di tornare a Parma
00:58:56e dedicarsi
00:58:57all'arte
00:58:58e al design
00:58:59in particolare
00:59:00per cui
00:59:00negli anni
00:59:01tra il 60
00:59:02e il 65
00:59:03quando sfrecciava
00:59:04con la sua Jaguar
00:59:05che qui è esposta
00:59:06al labirinto
00:59:07dell'amasone
00:59:08Ricci ha cominciato
00:59:09a svolgere
00:59:10l'attività
00:59:10di graphic designer
00:59:12e poi quindi
00:59:13di editore
00:59:14essendo che
00:59:15come graphic designer
00:59:16si ispirava
00:59:17alla figura
00:59:18importante
00:59:19per la tradizione
00:59:20di Parma
00:59:20ma anche
00:59:21molto classica
00:59:22e quindi moderna
00:59:23di Gian Battista
00:59:24Bodoni
00:59:25e il labirinto
00:59:26è venuto molto dopo
00:59:26è venuto dopo
00:59:27tanti anni
00:59:28di una carriera
00:59:29fatta di incontri
00:59:30con tanti scrittori
00:59:31del passato
00:59:32ma anche
00:59:33del ventesimo secolo
00:59:34importantissimi
00:59:35come Jorge Luis Borges
00:59:37Italo Calvino
00:59:38Roland Barthes
00:59:40che hanno fatto
00:59:41un po'
00:59:42la storia
00:59:42di questo
00:59:44marchio editoriale
00:59:45conosciuto
00:59:46in tutto il mondo
00:59:47piano piano
00:59:48poi anche
00:59:48il collezionismo
00:59:49e l'amore per l'arte
00:59:50si è sviluppato
00:59:51anche nel raccogliere
00:59:52opere d'arte
00:59:53provenienti anche
00:59:54da molto lontano
00:59:55che spesso
00:59:56richiamavano
00:59:56la sua terra d'origine
00:59:57quindi Parma
00:59:58quindi per esempio
00:59:59il grande quadro
01:00:00di Ferrari
01:00:01che è esposto al labirinto
01:00:02che è il ritratto
01:00:03della famiglia Ghidini
01:00:04è un'opera importantissima
01:00:05per la storia di Parma
01:00:07e che è stata
01:00:07per tanti anni
01:00:08in una collezione all'estero
01:00:09negli Stati Uniti
01:00:10dalla quale
01:00:11Franco Mareric
01:00:12è riuscito a recuperarla
01:00:13e che è un'opera importantissima
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