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Trascrizione
00:10Io ho allenato per 14 anni nel Parma, è stato un connubio molto felice, credo da parte di entrambi,
00:20e ho avuto due periodi, dall'82 all'89, con il grande presidente Ernesto Ceresini, e poi dal 2000 al
00:302007, dove ho avuto anche la fortuna di poter avere due esperienze in prima squadra,
00:38molto importanti per me e per il mio sapere, il mio conoscere, il mio essere allenatore di calcio.
00:48Pietro Gedeone Carmignani con il Parma ha ottenuto una salvezza storica nel 2005, ma prima ancora, nel 2002, l'ultimo
00:58trofeo che i crociati possono alzare al cielo, la Coppa Italia.
01:03Per questo, ma non solo per questo, secondo noi Pietro Gedeone Carmignani è una leggenda crociata.
01:40Sono arrivato con Riccardo Sogliano, grande direttore sportivo,
01:46che praticamente per Varese è un po' una leggenda, perché ha contribuito a portare il Varese in Serie A,
01:52poi è stato in grandi squadre come il Bologna, è stato a Parma, e da lì è cominciata un po'
02:02la scesa del Parma.
02:03Io sono arrivato come preparatore dei portieri e poi sono subito diventato collaboratore il primo anno di Danova,
02:11poi di Perani e poi anche ho lavorato con Zeman e con Vitali.
02:42Abbiamo avuto il campionato di Serie C, che allora era un campionato, direi, difficile, estremamente particolare,
02:54perché racchiudeva squadre molto importanti. È stato un campionato dove siamo partiti subito con 5-6 vittorie di seguito
03:01e da lì abbiamo preso l'avvio per fare un campionato di testa.
03:06Come erano quegli anni lì a Parma?
03:10La squadra era una famiglia, perché Ernesto Ceresini ci trattava tutti con estremo piacere, con estremo garbo,
03:22come se fossimo, non dico suoi figli perché si va un po' nella ritorica, ma come se fossimo gente che
03:31conosceva da sempre.
03:32A me mi aveva praticamente adottato. Succedeva spesso che mi chiamava magari alle 8, alle 8 e un quarto di
03:39sera,
03:40e mi diceva, Gede andiamo a cena. Presidente, ma ho già mangiato, gli dicevo.
03:45E lui fa, non importa, mangi un'altra volta. E io andavo, perché mangiare a Parma è una cosa a
03:52cui non si può dire mai di no.
03:54La Parma me la ricordo in una maniera, come si può dire, amorevole,
04:00Nel senso che mi sono affezionato subito alla città, che ho fatto subito feeling con il pubblico, con gli spettatori,
04:11con i tifosi, con tutti quelli che partecipavano alla vita del Parma, sia in campo che fuori campo.
04:18Io ricordo Mario Venturi, grandissimo, forse anche presidente dei tifosi del Parma Calcio,
04:29del Parma Club, scusate, del Parma Club.
04:33E erano più le serate che passavi in giro tra un club e l'altro, o a cena con amici,
04:42con il presidente che era sempre partecipe di qua di là.
04:46E quindi era una vita spensierata, nello stesso tempo però molto professionale,
04:53perché quando si andava in campo con i vari allenatori con i quali ho collaborato c'era sempre il massimo
05:00dell'attenzione,
05:01poi dopo c'era dietro c'era Riccardo Sogliano che ci guardava e quindi ci osservava e interveniva in qualsiasi
05:09momento,
05:10le cose non andassero nel modo giusto.
05:12E quindi era una squadra che ha lottato e con il sacrificio anche del presidente,
05:17poi mi ricordo gli sponsor che era il prosciutto di Parma, i vari proprietari dei prosciuttifici che ci davano una
05:32mano,
05:33chi in un modo che nell'altro.
05:34Insomma è stato un periodo felice calcistico sia nel campo che fuori.
05:42Ma in questi sette anni probabilmente, dal punto di vista calcistico ma non solo,
05:48l'incontro più importante è quello con Arrigo Sacchi.
05:52Gideone Carmignani diventa il primo collaboratore del futuro CT della Nazionale.
06:09Ricordo perfettamente il primo giorno in cui io e il mio amico Pinco abbiamo avuto una riunione con Arrigo e
06:15con Riccardo Sogliano
06:16e mi ricordo che a un certo punto ci siamo alzati e siamo andati a bere un caffè,
06:22io Pinco e Arrigo, e Arrigo rivolgendosi a me e a Pinco ha detto sì sì ma intanto faccio tutto
06:28io.
06:29Invece poi dopo ha capito che persone eravamo io e Pincolini e si è fidato appiamente di noi.
06:35E lì è nato un rapporto che io con Arrigo l'ho vissuto per dieci anni praticamente.
06:41Ed è stato un rapporto anche confluttuale perché io quando una cosa non la vedevo come pensava lui,
06:49io glielo dicevo e se ne discutevo un po', ma se poi insistevo lui mi diceva
06:53ma lascia perdere, gli facciamo che ti dico io di qua di là.
06:57E quindi è stato un rapporto sincero, è un rapporto anche questo molto amichevole.
07:04Io uso molto questa parola perché l'amicizia secondo me è una delle cose fondamentali della vita,
07:11della vita professionale ma a qualsiasi livello, in qualsiasi lavoro.
07:16Arrigo Sacchi dopo due anni col Parma passa direttamente al Milan, lo segue Vincenzo Pincolini,
07:24non così Pietro Gedeone Carmignani che resta altri due anni al Parma, ma poi il richiamo dell'amico è troppo
07:31forte.
07:33Io rimango perché non mi sento in questo momento di lasciare il Parma, so a cosa rinuncio
07:37ma la voglia di restare è talmente grande che non posso dire, non posso seguirti.
07:45Dopo due anni lo stesso Ceresini mi disse guarda Gede che qui le situazioni non è che cambiano
07:53perché tu potrai restare sempre qua con noi, però ci sono dei mutamenti, arrivava Pastorello,
08:00andava via Sogliano, c'erano dei cambiamenti e con Enrico con il quale ero sempre in rapporti
08:05ci fu un'intesa, ci sentimmo e io allora decisi di andare, decisi, con grande gioia anche,
08:14mi dispiacque molto lasciare Parma ma con gioia seguì Arrigo al Milan dove rimasi con lui
08:23e dove poi lo seguì anche in nazionale.
08:32Noi giocammo questo mondiale in condizioni climatiche terribili, nel senso che l'umidità
08:41veramente ci debilitava. Io ricordo che con lo staff uscivamo dall'albergo e dopo una camminata
08:50di 100 metri eravamo pieni zeppi di sudore e tornavamo indietro, era un'umidità all'80,
08:55no 80 scusate, al 90-95%, quindi facevamo molta fatica e soprattutto il giro eliminatorio
09:05ci vede quattro squadre praticamente a quattro punti, passammo per la differenza a reti.
09:11Giocare in semifinale stavamo tutti male, alla fine del primo tempo vincevamo 2-0 con la
09:16Bulgaria ma stavamo tutti male, come facevamo andare avanti? Chi aveva colpi di solo? Mi
09:21ricordo Nicola Berti che era sdraiato per tenere gli spogliatori, mi diceva che non mi alzo
09:25più, non ce la faccio più. Una sofferenza, proprio l'umidità, invece tenemmo duro e
09:33così ci trovavamo a giocare la finale e andammo ai calci di rigore, ai calci di rigore mi dice
09:38Arrigo vai a prendere i nomi di chi vuole battere il calcio di rigore, si tiravano tutti indietro
09:42perché non se la sentivano, perché erano stanchi, stanchi morti di qua di là e poi
09:50perdemmo la partita ai rigori e perdemmo la partita ma io credo che se la meritasse forse
09:57un po' di più il precedente di noi, però noi abbiamo avuto anche le occasioni per vincerlo
10:02però bisogna essere onesti e sinceri e bisogna dire che fu un grande traguardo arrivare già
10:09in finale. Gideone Carmignani continua il suo lavoro
10:13di tecnico, ancora con Arrigo Sacchi, poi all'Atletico Madrid, sempre con Vincenzo
10:18Pincolini e Sacchi e poi da lì, dopo esser passato ancora dal Milan, ritorna a fare l'allenatore
10:27di prima squadra a Livorno in un'esperienza non certamente positiva e nel 2000 c'è il ritorno
10:35a Parma. Ritorno a Parma nel 2000, allenatore Malesani e io dovevo curare i portieri e dare
10:44una mano a Malesani e lui mi disse guarda Gide che Buffon, che si era infortunato, che non
10:52aveva fatto molto bene l'anno prima, è un ragazzo che bisogna stare dietro perché non è così
10:59preciso negli orari di qua e di là. Io cominciai a lavorare con Buffon, con Guardalben e mi accorsi
11:09che era un ottimo lavoratore ma che in effetti arrivava sempre con questo suo Porsche giallo
11:15magari agli ultimi minuti negli orari consentiti e succede che una mattina arriva al campo con tre
11:24quarti d'ora di ritardo, figurati Malesani. Succede poi dopo a distanza di un mese o anche
11:32di meno, che arriva una seconda volta ancora con mezz'ora, tre quarti d'ora di ritardo
11:37all'allenamento. Malesani era fuori dalla grazia di Dio, allora io prendo Buffon Gigi e gli dico
11:44ascolta, ma io stai guardi non mi sei suonata la sveglia. Guarda Gigi, a me mi hanno chiamato,
11:48sono venuto qua a Parma per allenarti, per cercare di portarti nelle condizioni migliori
11:53possibili, ma se tu arrivi un'altra volta in ritardo io mi dimetto. Lui rimase così,
12:00sì mi dimetto, vado via, perché io non è possibile, io voglio allenarti e quindi tu
12:05devi essere già un giocatore anche fuori dal campo, ma come lo sei grande in campo,
12:11devi essere fuori, devi diventarlo fuori anche grande dal campo. Io mi ricordo l'espressione
12:16di Gigi che disse, ma mister di qua di là, forse anche da quelle frasi nacque proprio
12:23un sudalizio con Gigi e faceva un anno molto felice, molto bello, calcisticamente per lui
12:30io ricordo che a un certo punto poi a Malesani subentrò Olivieri, prima Sacchi e poi Olivieri
12:38e Olivieri era entusiasta, diceva mamma mia, allelano dal punto di vista aerobico perché dovrà
12:45parare moltissimo perché gli tireranno molto in porta e lui, mi ricordo poi, ciò che
12:49diceva una partita a Vicenza, aveva fatto 6-7 parate gol, una cosa incredibile e ricordo
12:55che io parlando con lui gli dicevo Gigi tu sei un portiere eccezionale, sei un giocatore
13:00eccezionale, tu vincerai il pallone d'oro e ci sono andato vicino perché nel 2006 l'ha vinto
13:09un altro grande giocatore, Cannavaro, ma poteva vincerlo, forse l'ha vinto di un paio
13:14di punti e più di Buffo, poteva vincerlo anche Buffo e quindi ecco, ricordo questa
13:20magnifica esperienza del primo anno, poi dopo è successo che Olivieri a un certo punto
13:28non aveva, non sentiva più tanto tanto la squadra di qua di là e tanzi lo licenziò
13:42insomma e io mi affidò la squadra a me e vincevo la partita col Perugia che era importantissimo
13:48perché eravamo penultimi in classifica o ultimi addirittura e intanto doveva arrivare
13:54Passarella, doveva arrivare Ancelotti e io ricordo la settimana che precedente Perugia
14:01le telefonate che mi fece Carlo Ancelotti, Gede mi raccomando devi vincere la partita
14:06perché lui doveva firmare il contratto a lunedì, devi vincere la partita di qua di là
14:10devo avere un giorno di punti di qua di là, io dopo la partita che abbiamo vinto col Perugia
14:14me ne tornavo tranquillamente a casa in autostrada e aspettavo, mi telefonavano tutti
14:20amici, non amici, gente del calcio e per farmi i complimenti perché aveva vinto una partita
14:25difficile e dicevo e Carlo non mi telefona, ma perché non mi telefona Carlo, ma perché
14:30non mi telefona Carlo e mi venne un sospetto, ma se Carlo non mi telefona vuol dire che ha
14:35cambiato idea, il giorno dopo non leggo che è andato al Milan e lì sono rimasto perché
14:40Carlo non ha telefonato doveva farmela e comunque niente, succede che viene Passarella
14:46che purtroppo non ha la fortuna che poteva magari avere in un altro momento perché il
14:52comandatore era bravo, era serio, professionale, ha portato il suo staff e noi eravamo un po'
14:58di parte, mi ricordo che Cannata ritornò al settore giovanile, io continuò a allenare i
15:05portieri e dopo cinque partite che purtroppo Passarella perse e il Parma perse perché non
15:12è perse Passarella, è perse il Parma, fu chiamato da Varaldi a riprovare con la prima
15:19squadra e lì cominciò un'avventura bellissima e cominciò con la sconfitta Torino col Torino
15:25ma poi proseguì con la vittoria con la vittoria Venezia e prima della vittoria con la Venezia
15:33con la vittoria della Fiorentina che era la vigilia di Natale, cioè era la domenica prima
15:38del Natale, tanto è vero che il 23 o il 24 dicembre io ero in casa, sento suonare il
15:43telefono, allora non c'erano i polonini o non si usavano ancora, vado a rispondere al telefono
15:49e mi dice sono tanzi, io rimasti credevo che mi facevo gli auguri e io dicevo grazie
15:57mi ha dato una gioia immensa, mi fa no, lei la gioia l'ha data a me ed è una
16:01cosa che
16:02ricorderò sempre quella, questa telefona mi è rimasta impressa e mi rimarrà sempre
16:07e comunque poi vado avanti, vado avanti e ricordo un aneddoto, a un certo punto facevamo
16:13punti di qua di là, io giocavo un sistema di calcio anche un po' diverso da quelli che
16:18era a Rigo, che intendeva Rigo, perché Rigo intanto era ritornato e faceva il direttore
16:23sportivo in sostituzione di Larini e di... e successe cosa? Successe che un lunedì che
16:35noi avevamo vinto a Brescia 3 a 2, 3 a 1, non ricordo bene il risultato, ce l'ho sui
16:42fogli, sul mio quaderno, ma io ero tutto soddisfatto, arriva anche la fondata di Rigo e mi
16:47fa Gede, dobbiamo giocare meglio, Rigo dobbiamo giocare meglio, dobbiamo fare punti, ma tu
16:53l'hai vista la classifica? Eh ma sì, ma qui, là, su, adesso, ma mi pareva anche di giocare
16:58bene, ma lui probabilmente non andava che io giocassi con Bogossian Libero, che ho inventato
17:03Bogossian Libero, giocavo con i tre difensori e con Bogossian era uno dei tre Libero, con due
17:08esterni giocavo un tre, che poteva essere un cinque, tre due, e insomma, non dico che
17:15litighammo, ma arrivamo che a un certo punto io dovevo partire per venire giù a Parma, gli
17:20piantai giù il telefono, piantai, insomma, attaccavo il telefono di qua di là e c'è
17:24un po' questo scontro di mentalità e io, ti dico la verità, io facevo come, giocai
17:30tutto l'anno praticamente il 5-3-2, che lui avrebbe, ci savo i capelli di qua di là.
17:35In quella stagione dove il Parma aveva grandi nomi, ma tante difficoltà, tant'è che si
17:41salvò la penultima giornata, Gedeone Carmignani fa l'ultimo regalo al Parma, alla bacheca
17:47del Parma. I crociati infatti alzano l'ultima Coppa, è una Coppa Italia vinta ai danni della
17:55Juventus.
18:25Giocavamo a Torino e Nakata ci fece il regalo di fare un gol e la partita finì 2-1 per
18:30la
18:30Juventus. Il risultato fu ribaltato nella partita di ritorno con il gol di Junior nei
18:38primi minuti e poi resistemmo agli attacchi della Juve e vincemo la Coppa Italia con una
18:43grandissima soddisfazione incredibile perché venne dopo la salvezza e venne questo gioiellino
18:51in più. Mi ricordo la grande festa che facemmo in maniera simpatica in un ristorante del centro
19:01dove tutti i giocatori e il presidente che era il figlio Tanzi, Stefano Tanzi, partecipò
19:10con la sua signora di qua di là. Fu una cosa veramente gioiosa, forse uno dei momenti più
19:16belli calcisticamenti vissuti dalla famiglia Tanzi.
19:33Era un Parma di grandi nomi, citiamo Fabio Cannavaro ma anche Inzaghi, Miku, all'inizio
19:42Milosevic, poi arrivò a Can Sucur. Pietro Gedeone Carmignani però gestiva lo spogliatoio
19:49a modo suo e la leggenda metropolitana o no dice anche che qualche volta qualche bavero
19:57veniva preso e qualche mano addosso veniva messa.
20:01Allora non è una leggenda metropolitana, è sicuramente la verità perché io sono un
20:08persona più che un allenatore molto sanguigno, però riesco a capire il tipo di rapporto che
20:17si deve avere con vari giocatori perché nel tuo spogliatoio ne hai di tutti i tipi e quando
20:22trovi quello che fa della polemica tanto per fare delle storie o che non ne partecipi come
20:29gli altri io intervenivo, intervenivo in maniera diretta e anche di fronte a tutti gli altri
20:38perché entrivano gli spogliatoi quando c'eravamo tutti e mi è successo di prendermi e di non
20:47fermarmi, si fermavano gli altri con vari giocatori, con alcuni giocatori adesso mi scoccia fare i nomi
20:59però è successo.
21:00Allora li faccio io, a CanSucur o a CanSucur?
21:03Con la CanSucur perché a CanSucur prima della partita di finale al lunedì quando davo le
21:11casacchine e che cominciavo a provare un po' come giocare o non giocare, cominciavo a far
21:16finta di aver male perché capì che la casacchina rossa non era quella dei tolari, però non era
21:23detto che non giocasse, erano delle prove che facevo però lo suo atteggiamento non mi
21:27piacque e glielo dissi apertamente di fronte a tutti nello spogliatoio.
21:32Dio solo parole?
21:35Sì solo parole e qualche cenno dai, diciamo così, qualche cenno di lite.
21:41Ma forse più del carattere la vera forza di Pietro Gedeone Carmignani è l'umiltà, dopo aver
21:47vinto la Coppa Italia infatti accetta le scelte della società e diventa responsabile della preparazione
21:54dei portieri giovanini.
21:56Ho fatto questi due anni ad allenare i portierini e a prendermi anche alcuna soddisfazione perché
22:05vedevo maturare gente che aveva, come si può dire, che iniziava a fare il portiere e che
22:12andava instruito, andava instradato in quello che sono l'atteggiamento alla partita ma anche
22:19l'impostazione tecnica alla parata, al tuffo, alla presa della palla e quindi fu un'esperienza
22:25nuova che mi riempì, che riempì anche il mio sapere di allenatore.
23:16La storia del Parma intanto è nota.
23:19C'è il fallimento e la gestione del dottor Bondi.
23:25Pietro Gedeone Carmignani continua ad occuparsi dei portieri del settore giovanile.
23:31Intanto però il Parma non va bene.
23:33Nel 2005 arriva Silvio Baldini, la squadra in crisi e allora si opta per richiamare Pietro
23:41Gedeone Carmignani sulla panchina della prima squadra.
23:45Sì, ricordo perfettamente quel giorno, era un martedì, io riprendevo allenamenti nel
23:51campo e negli spogliatoi accanto dove si allenava la prima squadra a Collecchio e arrivarono
24:00Baraldi e una persona che avevo già visto ma che non riconobbe al momento, era il presidente
24:05a Giolino, il braccio destro di Bondi e vennero da me e mi disse noi abbiamo bisogno, mi disse
24:13Baraldi e anche il presidente, che tu ritorni con la prima squadra.
24:17Io gli disse sì sì, va bene, non c'è nessun problema però voglio che siano tutti d'accordo.
24:23Vedo che qui non c'è Enrico Sacchi che faceva il lettore sportivo e vorrei che anche lui fosse
24:28d'accordo su questa decisione e Angiolini dice subito, qui comando io, non Arrigo Sacchi.
24:37Sì ha ragione però io ho fatto una vita con Arrigo Sacchi e vorrei che anche lui fosse
24:42d'accordo su questo.
24:44Arrigo forse in quel momento pensava di più a un suo ex giocatore azzorato però fu felicissimo
24:53poi quando Baraldi e Angiolini dissero cosa avevo risposto io mi disse sì va benissimo
25:02io optavo per Zorato perché forse più dentro l'ambiente ma Carmignani va benissimo.
25:09Io conoscevo l'ambiente perché li vedevo lineare tutti i giorni quindi sapevo praticamente
25:12tutto, ce ne eravamo a campo accanto ed entrai subito con grande piacere.
25:17Mi ricordo che i miei collaboratori allora erano Minotti e Lorenzo che faceva il lettore
25:22sportivo e Gigio Polloni e quindi lo stesso Zorato.
25:27Anche lì prendemmo poi come preparatore di portieri c'era Di Palma e quindi fu di nuovo
25:36un pronti via improntato proprio con le stesse determinazioni e le stesse agonismo che io
25:47pretendevo dalle squadre perché il calcio può essere l'espressione di vari modi di pensare
25:55e può essere anche che chi gioca in contropiede possa essere considerato non un modernista ma
26:05io sono convinto che il calciatore e soprattutto l'allenatore debba essere abituato a interpretare
26:12le situazioni che il campo richiede. Si può giocare con la difesa alta se stai perdendo
26:17una partita vuoi recuperare un risultato. Si può giocare anche con un giocatore di più
26:21di dietro se vinci 1-0 a 5 punti della fine e vuoi mantenere il risultato. Quindi il calcio
26:27è uno sport di situazioni che cambia continuamente e l'allenatore deve essere bravo ad adattarsi
26:33a queste situazioni. Quindi agonismo, grande voglia, grande carattere, grandi allenamenti
26:38e ricominciamo a fare la scalata che incominciò poi dopo una sconfitta con la Roma, cominciò
26:44con un pareggio in casa con la Juventus. La Juventus è sempre stata nel mio destino
26:49d'allenatore, poi vincevamo due partiti di fila, una a Siena e poi vincevamo in casa
26:57con Lecce di Zeman e quindi ricominciamo a riprenderci. Però fu un anno travagliato
27:04perché la mancanza di una vera società, non so se dipendessi da quello, anche se il presidente
27:11Giolini fu un grande presidente perché una persona che di calcio conosceva poco divenne
27:18subito malaltezza delle situazioni. Questa è anche una cosa capibile perché il calcio
27:24è fatto da giocatori ma anche da uomini e lui conosceva gli uomini e quindi è una persona
27:29che ricordo assieme a Baraldi con grande gioia. Riprendiamo però, però, però, tutti i fatti
27:37c'erano contro. Tutti gli episodi a metà, il 50% poteva essere rigore, non rigore, fuori
27:43gioco, non fuori gioco, c'erano tutti contro. Come mai? Non lo so. Io ricordo
27:48dico due particolari perché se poi si possono andare a vedere per televisione. La partita
27:53di Messina, al trentesimo o trentacinquese, nel secondo tempo, Gilardino viene buttato
28:00giù in aria, in aria, rigore netto, niente. Continuare, continuare, prendiamo gol al quarantatresimo,
28:06quarantaduesimo, perdiamo una zero. A Roma contro Lazio, continuano. Poi mi dissero i giocatori
28:14che continuava, chi era l'arbitro, a dire ai giocatori a Lazio, ma state attenti perché
28:22sennò alla fine devo dare il rigore. Cioè, voglio dire, c'erano degli episodi a Bologna,
28:27cioè, voglio dire, c'erano degli episodi che, mi ricordo, con la Sampdoria ci annullarono
28:32un gol per fuorigioco che non era fuorigioco e che, invece di essere tre punti, fu soltanto
28:39un punto. Cioè, ci furono degli episodi tutti un po' contrari. Però poi, incerottati come
28:45eravamo, arrivamo a giocare lo spareggio dopo quello che è successo nell'ultima partita
28:51a Lecce, dove ci squalificarono cinque giocatori, che erano tutti cinque in ammunizione. Cioè,
29:01il cartellino decretò poi la squalifica per i cinque giocatori, sono tanti.
29:08L'arbitro di quella gara era De Santis, una partita che, come tante altre, entrò sotto
29:14i riflettori della giustizia sportiva in quel filone definito calciopoli. Il Parma,
29:21però, ne pagò le dure conseguenze. De Santis-Amoni, addirittura in ordine alfabetico, tutti i giocatori
29:27diffidati del Parma. E quindi pilotò un pareggio finale tra Lecce e i Crociati, un 3-3 che non
29:38dava la salvezza al Parma, ma lasciava aperto un piccolo spiraglio che si chiamava spareggio
29:44per la Serie A. L'avversario sarebbe stato il Bologna.
30:09Sì, fu una partita che giocammo in una situazione di difficoltà appunto per la classifica e che ci
30:18trovò fin dal terzo o quarto minuto un giocatore che era diffidato a prendere il cartellino
30:26giallo, quindi a non giocare poi l'eventuale spareggio che poteva arrivare. Infatti, ci
30:33ammonirono cinque giocatori, tutti e cinque che erano diffidati e in ordine proprio, come si
30:39può dire, non cronologico, ma proprio così di primo Volanio, poi Bonera in ordine alfabetico,
30:47poi Contini, poi Gilardino e per ultimo Morfeo, quando la partita era già finita, perché calciò
30:54un pallone. E poi dopo un sesto Vignaroli, perché disse delle cose all'arbitro, irripetibili.
31:02Io ero presente e disse, ma sei matto, ma cosa gli ho detto? Lo portai via. Poi dopo
31:08venne fuori chi fu squalificato per una sola giornata, ma gli disse di quelle cose incredibili.
31:15E quindi ci ritroviamo a fare nella classifica Vulsa in tre squadre, Fiorentina, Bologna e Parma.
31:23E per la classifica Vulsa, appunto, la Fiorentina uscì fuori e lo spareggio riguardo noi e il
31:31Bologna. Dunque è tempo di spareggio. Il Parma affronta la prima gara affidandosi a quei
31:37giovani che lo avevano portato in alto in Coppa UEFA, addirittura sino alla semifinale.
31:42Si giocava la Coppa UEFA in condizioni così, dovendo pensare anche al campionato, quindi era
31:50gioco forza, far giocare magari due o tre giocatori che giocavano abitualmente la domenica,
31:57far giocare tre o quattro giocatori di quelli che stavano meglio, che giocavano di meno e
32:01affidarsi a tre o quattro ragazzi portando in panchina il resto dei ragazzi. L'alternativa
32:08era perdere in Coppa UEFA, ma chi voleva perdere in Coppa UEFA? La società, dalla parte
32:17del presidente Angiolini e Baraldino, perché mi dicevano che ogni turno che passiamo in Coppa
32:23UEFA prendiamo 500 mila euro e nella nostra situazione questi soldi ci fanno comodo. Inoltre
32:29si era creato talmente un entusiasmo che noi facciamo più punti nel periodo della Coppa
32:35UEFA che in quello che qui quando non giocavamo in Coppa UEFA.
33:09Noi trovavamo lo slancio per fare bene questa Coppa UEFA ed arrivare alla finale dove precedentemente
33:17giocavamo delle partite incredibili. Io ricordo i sedicesimi di finale, eliminiamo lo Stoccarda,
33:26una partita stupenda, finita ai tempi principali in 9 e mezzo e vinta 2 a 0 dopo aver fatto
33:340 a 0 in casa. E poi eliminiamo il Siviglia, anche lì un'altra grande partita. E poi nei quarti
33:43di finale battempo l'Austravienna e arrivamo a giocare la finale con CSK a Mosca, che era una gran squadra.
33:51Facciamo 0 a 0 in casa e poi andammo a giocare a Mosca e dopo neanche un quarto d'ora
33:56una bomba a petardo,
33:58quelle bombe di carta colpì Bucci, ma lo colpì veramente. Dovete uscire e essere ricoverati in ospedale
34:06dove state 4-5 giorni poi a Mosca. E dopo e dopo la perdiamo 3 a 0. La perdiamo 3
34:14a 0,
34:14per l'amor del cielo. Però in condizioni normali un fatto del genere da una partita vinta.
34:21e quindi la società, visto che poi c'era solo la finale, fece anche reclamo. Fece ricorso, scusi.
34:27Scusate, fece ricorso. Fece ricorso e gli fu detto che il ricorso non poteva essere accettato,
34:35prima di tutto perché al portiere di riserva, che era Bucci, era subentrato Frey, che era il portiere titolare.
34:41E poi perché il Parma ha dato importanza alla manifestazione facendo giocare sempre pochi titolari
34:49e molti ragazzi e molte riserve. Cioè, una sentenza assurda, veramente.
34:55E questi ragazzi li hai dovuti far giocare anche in questa prima finale di colpita?
35:01Hanno giocato in questo primo spareggio, in sostituzione appunto degli squalificati
35:08e si sono comportati bene, erano temprati e hanno dato tutto quello che avevano,
35:15anzi forse qualcosa di più, perché riuscire a contenere...
35:19Cioè, noi lo spareggio l'abbiamo vinto poi a Bologna 2-0,
35:22ma secondo me la partita l'abbiamo cominciato a vincere, perdendo soltanto 1-0 a Parma.
35:27In quel primo spareggio però scese in campo direttamente anche Pietro Gedeone Carmignani.
35:32Una zuffa terribile che gli costò la squalifica per la partita seguente.
36:00Quella partita di finale, la prima, la giocammo in condizioni di inferiorità,
36:08ma non numerica perché eravamo 11, eravamo 11 assatanati e la partita fu lottata,
36:17ci furono anche delle decisioni arbitrali un po' così e non sto a commentare però ritorno a dire
36:22che tutte le volte che una decisione era al limite, che poteva essere dalla parte o dall'altra,
36:27era sempre contrario a noi.
36:29E a un certo punto eravamo nel secondo tempo e io pensavo di più non riusciamo a fare,
36:38già avevamo pensato che la partita l'avremmo potuta risolvere con rientro dei cinque squalificati a Bologna
36:46e quindi l'1-0 mi stava anche bene, visto che non riuscivamo a tenere di più anche perché appunto
36:53ci andava un po' tutto contro.
36:55A un certo punto eravamo lì che subivamo un attimino e io dicevo cosa posso fare, cosa posso fare,
37:00e successe che Locatelli entrò in scivolato sul comarello davanti a me e io dissi questo è il momento,
37:06entra in campo per litigare, per fare qualche cosa, per accendere, per riaccendere,
37:10e non so, qualche cosa di agonismo di qua di là. A me seguì bene dietro Mazzone, che è stato
37:16miniatore alla Fiorentina,
37:17che è una gran persona di qua di là, e Farina ci buttò fuori tutti e due e ci squalificò.
37:24Però quello fu una cosa che andò a favore di noi, visto il risultato finale.
37:29Dopo quello di Lecce anche quell'arbitraggio scatenò vehementi polemiche.
37:33Il presidente Angiolini in tribuna stampa parlò di omicidio in guanti bianchi.
37:39Il Parma si lamentò molto, venne affidata la seconda gara a Collina, forse l'unico in quel periodo
37:46nel quale si poteva avere fiducia completamente. E soprattutto il Parma ebbe fiducia in se stesso.
38:22Il Parma ebbe
38:23La partita di ritorno fu affrontata nel migliore dei modi. Rientravano i nostri assenti, i nostri squalificati
38:30ed eravamo convinti di potercela fare, di giocarcela e di poter ottenere il risultato che ci avrebbe salvato.
38:37E così fu. Fu una partita intensa che dominammo fin dall'inizio.
38:44Anche se dalla tribuna
38:48dovete fare un cambio tattico che secondo me fu importante.
38:53Subivamo il Bologna sulla nostra destra e io cambia di posizione Emisi de Sena,
39:00noi avevamo ancora 18 anni, come ho già detto, a fare l'esterno e il semplice giocare in mezzo.
39:06E non so se sarà per quello o per qualcos'altro.
39:11La partita si incanalò, facciamo due gol e poi resistemmo al ritorno del Bologna,
39:16anzi andammo più vicino noi a fare il terzo gol, specialmente nel finale,
39:21che è l'ora fare due a uno.
39:24E quindi, ecco, ci salvammo, ottenemmo la giusta salvezza.
39:29Quello che io dico era la salvezza meritata,
39:31che sarebbe stata meritata, secondo me, ancora prima dell'ultima partita di Lecce.
39:55Ero accanto all'accompagnatore che ricordo sempre con grande affetto,
40:03tante persone di quel periodo.
40:05Io non posso leccarle tutte perché ci metterei forse dieci minuti.
40:10Comunque, ad esempio, ricordo Di Maio, che era l'edetto stampa,
40:14col quale mi accompagnava dappertutto, specialmente nei trasferti di Coppa UEFA,
40:20nelle sale stampe, mi diceva l'umore che c'era di qua di là.
40:24Ricordo affrettamente questa grande collaborazione,
40:26anche con la Nati, che era un dirigente accompagnatore giovane,
40:31che era con me in tribuna per tenermi calmo
40:34e al quale io davo le disposizioni per telefonare in panchina.
40:39Infatti, mi ricordo che c'erano vicino a noi,
40:42ero vicino al punto dove trasmettevano la partita per televisione
40:53e i commentatori che allora erano in caressa, ci dicevano
40:59si vede gente che sta telefonando alla panchina a destra e a sinistra.
41:05Io li sentivo, mi ricordo che avevo finito le sigarette e andai a prenderle da loro.
41:10Cioè, tanto per dire, tutti quanti noi vivevamo quella partita così intensamente
41:19che ci mangiava l'ansia, ci mangiava la pressione di qua di là
41:25e quando alla fine l'arbitro Collina, che diresse la partita in modo impeccabile,
41:31fischiò la fine, io, dico la verità, mi commossi e in tribuna qualche lacrima mi scappò.
41:39Onora Parma e non tirarti indietro, era il motto dei tifosi in quella partita
41:44e fu il motto anche di Gedeone Carmignani, che partecipò alla grande festa della salvezza
41:51e poi ritornò, in buon ordine, ad allenare la primavera
41:56per gli ultimi due anni in maglia crociata.
42:20Come posso non dire che la vittoria del Parma
42:29o le salvezze nei due anni, la conquista della Coppa Italia o lo sparigio di Bologna
42:33non siano merito anche dei nostri splendidi tifosi.
42:37Cioè, voglio dire, una squadra che era ultima in classifica, che lottava per salvarsi,
42:44che era stata nel 2002 formata per arrivare costruita, per arrivare in Coppa UEFA e che
42:52si trovava impelagata nella zona salvezza, non ha avuto mai una contestazione.
42:58Noi andavamo al campo e i tifosi non ci hanno mai contestato, ma neanche allenamenti.
43:03Ci hanno sempre fatto lavorare nei migliori dei modi e poi il tipo che portavano sugli spalti,
43:09l'esodo che c'è stato a Bologna, la gente che mi chiamava.
43:13Io mi ricordo tutto, mi ricordo la festa in piazza alle due di notte.
43:20Non era una festa, non c'erano dei balli, dei canti o roba da bere, da mangiare.
43:27C'era soltanto la gioia di stare insieme.
43:31Quindi tutte queste cose io le ho portate con me, le vivo ancora adesso.
43:37Tante volte ripenso a quelle serate, a quella serata in particolare e dico
43:43ma come sono stato fortunato nella vita a vivere certi momenti.
43:46Grazie a tutte le componenti, grazie alla società, grazie ai giocatori,
43:53grazie allo staff tecnico, grazie alla stampa, grazie alle tv e grazie soprattutto ai tifosi.
44:23Grazie a tutti, grazie a tutti.
45:01Grazie a tutti.
45:04Nel 2007, dopo due anni come allenatore della primavera, Pietro Gedeone Carmignani lascia il Parma
45:12con la scadenza del contratto.
45:15Le lacrime sono tante, i ricordi ancora di più.
45:40Sì, ricordo ancora quel giorno che nell'Esa Magna, grande amico, attualmente dirigente,
45:49direttore sportivo generale, adesso si sa come neanche definirli, dell'Atalanta venne da me proprio perché era mio amico
45:56e mi disse, guarda, sono venuto io a darti questa notizia perché so che tu l'avresti accettata meglio da
46:02me
46:02anche da qualcuno, da qualsiasi altro.
46:04La società, precisamente nella persona, nel suo presidente, Gherardi, ha deciso di non avvalirsi più del tuo operato.
46:20Quindi eravamo, mi pare, ai primi di marzo, metà marzo.
46:25Gherardi, guardati intorno, se tu vuoi continuare, devi continuare da un'altra parte.
46:31e lo ringraziai, disse, grazie per essere tutto tu a dirmelo.
46:35Mi ricordo quando eravamo al bar della Cop di fronte al Collecchio, al centro.
46:42Rimasi male, andai a casa.
46:47E vabbè, mi dici, bisogna fare qualcosa, bisogna andare avanti e niente.
46:54Speravo sempre che potesse capitare qualche cosa per cui io avrei accettato qualsiasi impegno.
47:03Ormai, voglio dire, non avevo bisogno di guadagnare di cifre di qua e di là.
47:11Avrei forse anche pagato o essere andato pari pur di allenare qualche cosa a Parma.
47:19Però speravo in risultati importanti a livello primavera.
47:23Stavamo facendo bene, dopo il primo anno un po' difficoltoso,
47:26perché giocavamo con due anni di anticipo rispetto alle altre squadre.
47:31Io giocavo con i 16 anni, gli altri giocavano con i 18 anni.
47:34Oppure io con i 17 anni, gli altri con i 19 anni.
47:37La squadra aveva trovato un passo e giocava un calcio
47:43che mi ricordo veniva lodato da tutti i dirigenti avversari.
47:50Fu un finale di campionato bellissimo.
47:53Poi vincevamo anche un torneo importante dove battemmo i semifinali in Liverpool sull'Alto Varesotto
48:02e poi vincevamo la finale contro l'Inter di qua e di là.
48:05Però ormai la sentenza era quella e quindi io mi ritrovai purtroppo lontano da Parma.
48:14Mi dispiacque molto.
48:18Molti giornalisti scrissero che questo non era giusto, però questo è il calcio, questa è la vita.
48:42Abbiamo capito insieme perché Pietro Gedeone Carmignani è una leggenda crociata.
48:56Era veramente il tempo della malattia lo scopo così...
48:56Ioびenato sininho di tutti gli ulei.
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