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NovitàTrascrizione
00:10Ho giocato più di 300 partite col Parma Calcio, ho fatto più di 60 gol, ho vinto un campionato
00:20in Serie C, ho vinto un campionato in Serie B, ho vinto una Coppa Italia, ho vinto una Coppa
00:26delle Coppe e ho vinto una Supercoppa Europea. Sandro Melli è o non è una leggenda crociata?
00:34Per noi è una leggenda crociata.
01:25La Coppa Italia
01:26di essere stato un ragazzo fortunato, io ho passato una delle infanzie più belle che
01:32possa passare a un ragazzo di quell'età lì. Giocavo a calcio qua, abitavo qua a 100 metri,
01:40c'è il mio bar, c'era un campo da tennis, la domenica mattina andavo in chiesa, poi giocavamo
01:48a pallone, c'è il mio mondo era qua dentro. In queste quattro mura io ho passato praticamente
01:54tutta la mia infanzia e sono grato all'audace, al Corpus Domini di avermi veramente fatto
02:02vivere anni meravigliosi e quando vengo qua devo dirti che l'immersione è ancora più grande
02:09che quella di essere il Tardini perché qua ho passato probabilmente i più belli anni che
02:13poi sono gli anni più belli, gli anni dell'infanzia sono gli anni meravigliosi dove tuttora ogni tanto
02:20vengo a trovare gli amici dove tuttora ho la mia compagnia, siamo rimasti legatissimi
02:265 e 6 ragazze con cui ci frequentiamo, ci sentiamo con i tempi che ci sono al giorno d'oggi
02:33con gli impegni delle famiglie ma la mia compagnia è quella di quando avevo qua 7-8 anni.
02:50Senti a recuperare i palloni hai rischiato la vita? Sì, qua un giorno rischiai la vita
02:57perché nelle partitelle della domenica pomeriggio, domenica mattina, mentre sentivamo la radiolina
03:03tutto il calcio minuto per minuto, un pallone volato al di là della rete in casa di un'altra
03:12famiglia e logicamente chi lo buttava doveva andare a prendere, quel giorno lì lo buttai io e nello
03:18scavalcare sfondai un capannone di lamiera che ovviamente non ha retto il mio peso e credo che
03:31fui salvo veramente per mio lacco perché bastava che una lamiera mi avesse tagliato in qualche punto
03:36vitale, non ci sarei stato, dunque fu una paura pazzesca, mio padre mi ricordo che era al bar e corse
03:45velocemente, tutta la gente corse lì e io ero in mezzo alle lamiere però incredibilmente con neanche
03:54un taglio e tutti quanti dissero che fu proprio un vero miracolo. Questo campo quando giocavo all'inizio
04:01era terra e sassi, infatti chi veniva a giocare qua perdeva perché il campo era fatto veramente
04:07da battaglia e un'estate la società ci chiese a noi di aiutarli a togliere tutti i sassi perché
04:15volevano seminarlo e facciamo un'estate praticamente insieme a Giannebiaggi, a Bia, ad altri miei amici
04:22a togliere tutti i sassi di questo campo e credetemi ce ne erano tantissimi, poi li abbiamo seminato
04:29e da lì nasce un campetto con l'erba anche se d'inverno non ce ne è tantissima però è
04:36diventato
04:36un bel campetto perché era piccolo, stretto, era la nostra bomboniera, qua era difficile che noi perdessimo.
04:50Per me in Serie A è arrivato anche Marco Gianni Biaggi e Giovanni Bia che hanno giocato in
04:56Serie A in squadra anche importanti e come ho detto prima sono ragazzi che sento ancora, che
05:03vedo ancora e fanno parte del mio passato, del mio presente e probabilmente del mio futuro
05:09perché con loro abbiamo vissuto momenti straordinari qua all'Audace, poi siamo passati insieme al Parma
05:18Calcio, abbiamo fatto tutto il settore giovenile insieme, abbiamo giocato in prima squadra, ci siamo
05:23trovati gli avversari in Serie A, sono bei ricordi.
05:28Il passaggio dalla parte fu, ero molto orgoglioso perché poi in Italia avevo 13 anni, verso i miei amici
05:41di infanzia mi sentivo più figo di loro perché portavo via la borsa del Parma Calcio, mi ricordo
05:49quando andavo sull'autobus con la borsa del Parma Calcio mi piaceva mostrarla perché mi sentivo orgoglioso di
05:54di essere arrivato in quella società lì e ricordo che nasce tutto da una partita che abbiamo fatto
06:03a Udace Parma dove vincevamo 3 a 0, io feci tre gol, da lì cominciavano a chiamarmi e a dirmi
06:08che
06:09prossimo anno sarei andato là e fu bello. Poi ricordo anche quando venni qua in questo campetto dietro
06:17di me a giocare col Parma contro i miei amici, che vincevamo 2 a 0, feci due gol io e
06:24mi
06:24marcava quello che è poi uno dei miei migliori amici e ogni tanto prendo in giro ancora perché
06:30mi feci due gol.
06:57Alla prossima
07:14Dal settore giovanile del Parma la prima vera, piccola, grande impresa l'hai fatta contro la Sanremese in C con
07:23un gol che valeva la B in quella porta.
07:25Sì, era l'86, avevo 16 anni, fu l'ultima giornata di campionato per ammazzare Mese e noi dovevamo vincere
07:36per andare matematicamente in Serie B e ho avuto la fortuna, la bravura di giocare e di essere protagonista con
07:48il primo gol di quella partita, poi finì 2-0.
07:52Fu il mio primo gol sotto la curva dove io ero stato fino a qualche mese prima.
08:00Ma dopo c'è stata qualche difficoltà, come fosse anche normale, fisiologica, visto la giovane età.
08:09Ovviamente le aspettative che io avevo riversato verso di me erano alte, ma anche la gente verso di me aveva
08:15aspettative importanti, ma non era facilissimo gestirle quando si ha 16, 17, 18 anni.
08:25Dunque sono stati degli alti e bassi, alcuni momenti difficili e c'è stato anche un periodo in cui a
08:33un certo punto stavo pensando di andare via, addirittura anche di chiudere col calcio.
08:39Poi pausa, finito l'anno del militare, che è stata un po' una pausa particolare dove si gioca poco quando
08:47si faceva il militare e l'anno dopo è scattato qualcosa in me di importante,
08:55grazie sicuramente a tante situazioni, tante persone che ho trovato nel mio percorso di vita e da lì è nato
09:05un nuovo, un Sandromelli sicuramente diverso da quello che è stato per 2-3 anni.
09:11Da 3 anni il Parma è la mia azienda, è anche un po' una famiglia.
09:18Sì, è una famiglia e poi è una cosa proprio che sento dentro di me, sono dei figli i giocatori,
09:31senza di loro io non posso stare, io tutti i sabati sera andavo in casa,
09:36sempre in trasferta con loro quando potevo, che la salute me lo permetteva, ma anche in casa andavo a mangiare
09:44con loro, a colazione con loro, alla sera, al sabato sera, loro andavano a letto, io venivo a casa ed
09:52era la mia vita.
09:54Diciamo che una delle chiavi è stato Ernesto Ceresini.
10:01Allora, sicuramente Ernesto Ceresini è stata la persona che mi ha aiutato più di tutti in quel periodo lì, un
10:08po', non dico buio perché sarebbe una parola sbagliata, però un po' più complicato.
10:13È una persona con cui ho parlato, con cui mi sono confrontato, un signore che ha capito il mio stato
10:20d'animo e mi ricordo che soprattutto insieme a mio padre mi convince a non mollare col calcio
10:30e da lì, ecco, questo suo amore verso la mia persona, verso il mio essere uomo e calciatore ha permesso
10:39che mi potesse scattare in me qualcosa di diverso che fino a quel momento lì non era arrivato.
10:45Ernesto Ceresini ci credeva tanto in Sandro Megli che promise a Nevio Scala un premio se in quell'anno di
10:52Serie B lo avesse valorizzato.
10:55Perché, disse Ernesto Ceresini a Nevio Scala, questo è un giocatore vero oltre che un mio figlioccio e io voglio
11:03che faccia il calciatore.
11:04Sicuramente qualcosa che ho saputo poi più avanti, quel momento lì particolare, non era conoscenza come è giusto che fosse.
11:15Credo che credesse a certi versi più lui in me che io in me stesso in quel momento lì e
11:22come ho detto prima lui è stata una persona che mi ha dato quella forza per continuare, per non mollare,
11:29per non diciamo cambiare strada.
11:34Lui era convinto delle mie qualità di giocatore e di uomo e credo che per certi versi le abbia trasmesse
11:42anche, le sue convinzioni le abbia trasmesse poi anche a me.
11:45Perché in quel momento lì io non ero così convinto di poter arrivare dove poi ho avuto la fortuna di
11:51arrivare.
12:14Spero 19-20 anni e mi ricordo una stagione bellissima con alti e bassi.
12:21Siamo partiti forti, probabilmente anche al di là di ogni aspettativa mediatica e anche al nostro interno.
12:32Poi c'è stato quel periodo particolare che tutto nasce logicamente purtroppo dalla scomparsa del nostro presidente
12:39di cui tutti quanti poi abbiamo sofferto inconsciamente, io per primo perché avevo un rapporto veramente particolare con lui
12:49ma tutti i giocatori, tutti gli addetti ai lavori volevano bene Ernesto Ceresini.
12:56Questo ha fatto sì che la sua scomparsa fu per noi uno shock molto forte.
13:04E da lì nascono le nostre difficoltà poi in campo.
13:07Quello di, se non ricordo male, di aver fatto uno o due punti in sette partite, di aver perso il
13:14primo posto in classifica,
13:16che deve essere quasi anche retrocessi a metà classifica.
13:20E poi, come tutte le cose, scatta una molla, un episodio, una partita magari vinta anche con un po' di
13:29fortuna,
13:29crescono ancora le sicurezze, l'autostima e da lì dopo c'è stata una calcata trionfale dove nessuno c'è
13:39più fermato
13:40perché obiettivamente avevamo la squadra che giocava meglio, la squadra più forte
13:44e poi avevamo un morale talmente alto che era quasi difficile o impossibile poterci battere.
13:51E il fatto volle che la partita della promozione si giocasse proprio contro la Reggiana
14:02in un derby storico dove naturalmente Sandro Melli mise la sua firma.
14:08Gabriele lo ferma Donati, splendido, Osio, possibilità di contropiede, Melli, Melli va solo,
14:16verso Pazzuolo, Melli, Melli, Melli, Melli, gol!
14:21Rete di Melli, è la Serie A, è la Serie A, Melli, è un minuto e mezzo dalla fine, firma
14:30la Serie A
14:32e stavolta è davvero finita.
15:01Sono quelle favole perfette con il lieto fine ad hoc che capitano veramente nella vita o comunque nello sport.
15:14Per me e per molta gente è stata la ciliegina, quella di arrivare a giocarci la Serie A
15:23contro la storica rivalità della Reggiana, di farlo a casa nostra, di vincere.
15:31Io ho avuto da Parmigiano la fortuna di segnare anche in questa meravigliosa partita,
15:40meravigliosa favola e dunque di entrare dentro nella storia, la prima promozione in Serie A
15:46del Parma Calcio contro la Reggiana, segnare da parte di un parmigiano, io credo che tutto
15:52sia talmente perfetto che renda tutto una favola.
16:17Poi è arrivata la Serie A, il calcio dei grandi, chiamiamola così, il calcio dei grandi
16:23e ha cambiato Sandro Menni.
16:27Ma io devo dire che il mio passaggio, il mio cambiamento è venuto un anno prima in Serie B,
16:32io quando sono arrivato poi in Serie A, dentro di me ero molto consapevole di quello che ero,
16:38delle mie qualità, ero cresciuto come uomo, dunque il calcio di Serie A non mi ha fatto paura
16:46da subito, ma penso a nessuno di noi, perché ormai eravamo talmente forti uno con l'altro
16:53che ci sentivamo uniti, indistruttibili.
16:58È logico che le difficoltà erano più grandi, gli avversari erano più importanti, però
17:03credo che tutti quanti noi, io compreso, abbiamo vissuto questo passaggio perché molti di noi
17:10arrivavano al grande calcio per la prima volta, però senza stress, senza agonia, senza ansia,
17:17consapevole di quello che eravamo singolarmente e come gruppo.
17:21Tra i tanti gol importanti, anche un gol che valeva una sconfitta, però era importante perché
17:29il primo del Parma in Serie A è stato quel calcio di rigore contro la Juve.
17:34Sì, sono quelle cose che poi ti fanno piacere più avanti, perché sul momento obiettivamente
17:39non avevo neanche pensato che potesse essere il primo gol del Parma in Serie A, era un gol
17:45che poi però si arriva poco perché perdemmo 2-1 con la Juventus, tutti questi passaggi qua
17:51in quel momento lì obiettivamente non ci ho neanche pensato e non mi sono interessati.
17:55E' logico che adesso col tempo mi rendono il primo giocatore che ha fatto gol in Serie A
18:04per il Parma e questa è un'altra ciliegina che dentro di me mi porto con grande piacere.
18:11Il gol più bello con la Fiorentina quell'anno?
18:13Sì, assolutamente sì, il gol più bello è quello a Firenze, la prima vittoria esterna che abbiamo fatto
18:21e sono quei gol che nascono istintivamente, che sono talmente belli che a volte li riguardi
18:27e dici ma ho fatto io un gol così ed è bello, è bello perché è perfetto nel controllo,
18:34nell'esecuzione, nella traiettoria, poi fu anche la vittoria, fu la mia prima doppietta,
18:40dunque tutto anche lì combaciava tanti aspetti positivi e poi combaciavano.
19:07Una corsa verso l'Europa, subito il primo anno, ultima giornata, siamo a Milano,
19:14un punto che vale la qualificazione.
19:17Sì, fu un campionato bello dove raggiungemo un obiettivo isperato, sicuramente all'inizio
19:27della stagione nessuno di noi pensava di poter arrivare così in alto, io quella partita lì
19:32non la giocai perché avevo avuto un intervento allo scafoide un paio di settimane prima, soffri
19:40tantissimo in tribuna perché poi quando arrivi lì e vedi il traguardo vicino, magari non
19:48riesci a raggiungerlo, sì sei contento della tua stagione ma però avrai sempre un piccolo
19:53rimpianto. Noi invece con quel pareggio ottenemmo poi un risultato anche lì storico perché
19:59il Parma era il primo anno che era in Serie A e credo che fosse anche la prima volta che
20:03una società diciamo neopromossa raggiunge l'Europa subito nella prima stagione.
20:09Tra l'altro col Milan ti segna una doppietta se non ricordo male all'andata.
20:13Sì, l'andata vincevamo 2 a 0 contro il grande Milan di Arrigo Sacchi, i Gullit, i Van
20:19Basten, il Reca, cioè probabilmente la squadra più forte degli ultimi 20-30 anni. Noi vincevamo
20:25qua 2 a 0, feci due gol e niente, di conseguenza fu anche quella una grande giornata perché era
20:34l'ultima del giro dell'andata.
21:02All I know
21:04All I know
21:11Sì, l'andata vincevamo
21:51Sì, l'andata vincevamo
22:11Sì, l'andata vincevamo
22:42Sì, l'andata vincevamo
22:45Sì, l'andata vincevamo
23:16Sì, l'andata vincevamo
23:42L'andata vincevamo
23:46L'andata vincevamo
24:14Sì, l'andata vincevamo
24:44Sì, l'andata vincevamo
25:14Quello scavino
25:16Sì, l'andata vincevamo
26:11Quello giorno lì
26:16Sì, l'andata vincevamo
26:47L'andata vincevamo
27:11L'andata vincevamo
27:43Sì, l'andata vincevamo
28:11Sì, l'andata vincevamo
28:18Sì, l'andata vincevamo
28:26Sì, l'andata vincevamo
28:39Sì, l'andata vincevamo
28:41Sì, l'andata vincevamo
28:42Ma in quel momento lì
28:43Per me era difficile digerire
28:46Queste cose qua
28:47ed è sempre stato il mio più grosso problema e anche il motivo per cui poi ho preso decisioni
28:54di cui non ero convinto ma sono quelle cose fatte di pancia, di istinto che sono sbagliate
29:04e persi anche i mondiali soprattutto perché all'epoca vigeva un codice etico da Mr. Sacchi
29:12in cui dovevi comportarti in una certa maniera per essere convocato in nazionale
29:19quella fu una cosa molto pesante perché poi ricevetti la telefonata il giorno dopo da Sacchi
29:26e fu una telefonata di quelle veramente forti
29:29Te la ricordi un po' ce la vuoi raccontare?
29:32Sì, me la ricordo perché appena vedi la telefonata che era a Sacchi
29:40Ammetto che le mie difficoltà erano già alte
29:45lui mi disse assolutamente che non ne potevo comportare in quella maniera
29:49che c'erano delle regole, che le regole sono sicuramente in nazionale
29:54ma sono anche nei club, rispetto per i compagni, rispetto per la gente
29:57tutte cose giuste, giuste, con toni forti
30:01e che questo mi comportava la non convocazione in nazionale
30:07Torniamo invece alle cose liete
30:10Wembley?
30:13Wembley è l'apice di quella squadra lì
30:19è l'apice di quel gruppo che è partito nell'89 della Serie B
30:25e che arriva a Wembley
30:27più o meno gli stessi elementi
30:31lo stesso staff tecnico, la stessa dirigenza
30:34lo stesso, diciamo, ha cambiato la proprietà
30:40da Ceresini
30:41da qualche anno avevamo la famiglia Tanzi
30:43e da lì arriviamo nello stadio più importante del mondo
30:47probabilmente
30:49e vinciamo una coppa che
30:53forse nell'immaginario di ogni tifoso
30:57è la coppa più bella, più importante
30:59perché
31:00vi erano, se non sbaglio, 10.000 parmigiani
31:04e fu veramente
31:05avere invaso
31:06quasi Londra
31:08o comunque avere invaso Wembley
31:10in una giornata che fu poi trionfale
31:37No way to go, nothing to do
31:39but my time
31:40I get lonely
31:44so lonely
31:47Livin' on my own
31:55Livin' on my own
32:03Come on, baby
32:23è proprio vero
32:24il segreto di quel Parma era la semplicità
32:27pensate che il giorno della riunione
32:30pre-partita
32:31George Grun arrivò in ritardo
32:34con in mano le borse dello shopping londinese
32:37questo
32:38la dice lunga
32:39sull'atteggiamento che avevano i crociati
32:41nei confronti dei loro impegni
32:44presi seriamente
32:45ma con la giusta leggerezza
32:47una delle cose belle
32:48delle trasferte europee
32:49e questo secondo me
32:50è un segreto
32:51delle nostre vittorie
32:52era
32:53che noi portavamo
32:54le nostre famiglie
32:55quando
32:56giravamo per l'Europa
32:57poi
32:59i tifosi
33:01viaggiavano con noi
33:03i giornalisti
33:03viaggiavano con noi
33:05ci eravamo
33:05un'unica grande famiglia
33:07e questo secondo me
33:08è stato
33:08una delle cose
33:09più importanti
33:11per raggiungere certi obiettivi
33:12quel giorno lì
33:14per fare un esempio
33:15nella riunione tecnica
33:18più importante
33:18prima della partita
33:22George Grun era assente
33:24a cercarlo
33:25non si trovava
33:25è arrivato con un ritardo abissale
33:27è entrato dentro la sala
33:29con 3-4 borse
33:31aveva fatto shopping londinese
33:33con la famiglia
33:35e tutti quanti
33:37diciamo in un certo momento
33:38in certi periodi
33:39magari
33:41scusate
33:41in certe squadre
33:42magari uno avrebbe
33:43anche rimporravato
33:44il proprio compagno
33:46ma noi avevamo
33:46una consapevolezza
33:47una sicurezza
33:48dei nostri mezzi
33:49che sapevamo
33:50quel giorno lì
33:51noi sapevamo già
33:51di vincere la partita
33:52obiettivamente
33:53molti di noi
33:54erano mai sicuri
33:56che la vittoria
33:56era nostra
33:57e che non sarebbero stati
33:58queste cose qua
34:00a modificare
34:01il risultato finale
34:03e di conseguenza
34:05una scena così
34:06portò tutti quanti
34:08soltanto a ridere
34:09a farci una battuta
34:11a scherzare
34:12lo stesso Scala
34:12non riuscì minimamente
34:14ad arrabbiarsi
34:16perché comunque
34:17ormai eravamo entrati dentro
34:18dei binari
34:20nostri
34:21di consapevolezza
34:22talmente forti
34:23che queste dinamiche
34:25diventavano più piacevoli
34:27che dei problemi
34:29non riuscì
34:31non riuscì
34:33non riuscì
34:36non riuscì
34:46non riuscì
34:48non riuscì
34:55começare
34:58avuto
34:59un'altraione
35:05Quell
35:06'anno lì ci fu
35:07la vittoria
35:09contro il milan
35:11nella Super Mario europea
35:12ed è un
35:13altro trofeo
35:14che portiamo a casa molto importante
35:18e poi arriviamo in finale a Copenaghe contro l'Arsenal, perdemmo 1-0, io non giocai dall'inizio, giocai gli
35:27ultimi 15 minuti
35:29e lì nasce dentro di me la convinzione di andare via perché come ho già detto se non mi sento
35:38coinvolto al 100%
35:41o comunque un titolare, se non mi sentivo coinvolto al 100% o un titolare quasi inamovibile faccio fatica ad
35:49andare avanti
35:50di conseguenza decisi di andare via e poi la scelta fu la Sampdoria
35:56poi andai al Milan nello scambio con Gullit, arrivamo secondi o terzi di campionato e perdemmo la finale di Champions
36:06League
36:06all'epoca si chiamava Coppa Campioni, contro l'Ajax e poi ritornai a Parma con l'alleatore sempre Scala
36:17ritornai a Parma perché io andai là in prestito al Milan e di conseguenza tornai indietro come normale fosse, era
36:25all'epoca la procedura di mercato
36:27nei primi 5 anni di Serie A si era costruito qualcosa di unico, qualcosa di, secondo me è impossibile costruire
36:35quello che aveva fatto il Parma
36:36in quei 5 anni, non succederà per tantissimo tempo, ma non è che l'aveva costruito i giocatori, l'allenatore
36:42secondo me l'avevano costruito anche il pubblico, la stampa, forse non so se ti ricordi le nostre trasferte in
36:52Coppa erano particolari
36:54c'era una famiglia incredibile, ma non era una famiglia della società o giocatori, era proprio la Parma città che
37:00era unica
37:03poi cosa è successo? È successo che a mio avviso si è cominciato a pensare forse troppo in grande
37:09ha cominciato a pensare troppo in grande la società, ha cominciato a pensare troppo in grande la gente
37:14e forse anche i giocatori
37:17io mi ricordo che sono tornato dal Milan che il Parma aveva fatto un campionato secondo me unico
37:22è arrivato seconda in Coppa Italia, seconda in campionato e prima in Coppa UEFA
37:29eppure qui c'era del malumore, la gente non era contentissima, la società non era contentissima
37:34un campionato che secondo me non si ripeterà mai più
37:38perché purtroppo forse non si accontenta più
37:41io credo che Parma debba rimanere come il Vicenza adesso
37:45il Vicenza non ha neanche un giocatore famoso, il Bologna non è neanche un giocatore famoso
38:13ma anche lì c'è due anni di Ancellotti
38:17dove arrivavano giocatori importanti, giocatori sicuramente di un livello altissimo
38:26andai a Perugia e lì si chiuse definitivamente il mio rapporto col Parma Calcio come calciatore
38:46bello è che da ragazzo ho girato tutto il Tardini
38:50da ragazzo ero in curva, scavalcavo e andavo in curva
38:54all'epoca si poteva scavalcare, oggi non si può più
38:57poi sono andato in campo da giocatore
39:01poi sono andato in panchina non da giocatore ma da dirigente per 10 anni
39:06e poi ho chiuso con la tribuna da commentatore tecnico
39:10dunque direi che il Tardini l'ho girato a 360 gradi
39:14l'ho fatto tutto, in vari ruoli, in vari modi
39:18ma direi che sono uno di quelli che potrebbe dire
39:22il Tardini è mio per appartenenza fisica
39:41Per me Parma è la mia città, una città meravigliosa
39:46i parmigiani sono persone che adoro
39:50e dunque tutti i miei affetti, tutte le mie amicizie
39:53il mio mondo è qua dentro e ogni volta che vedo Parma
39:59nei vari periodi così vieni qua in centro
40:03così vedi la sua bellezza e ripeto
40:07le persone sono persone comunque a cui io sono molto molto legato
40:12a prescindere dal fatto di aver giocato a calci
40:16io credo che qua una persona sta veramente bene
40:18quindi trova una realtà a dimensione d'uomo
40:22dove si possa veramente realizzare e godersi ogni affetto
40:27Donne e calciatori non è mai solo leggenda
40:31si narra che Tino Asprilla guidasse un pulmino di 6 o 7 crociati
40:36che facevano in giro dei luoghi dove lavoravano
40:40o collaboravano le più belle ragazze di Parma
40:43si è vero perché finiti gli allenamenti spesso noi ci allenavamo qua in Cittadella
40:48poi si saliva su un pulmino
40:50Asprilla spesso era quello che lo guidava
40:53ci eravamo in 7-8
40:55invece che andare direttamente allo stadio a fare la doccia
40:58facevamo un giro lungo
40:59poi venivamo qua
41:00facevamo tutta via Mazzini via la Repubblica
41:04e ogni 50-100 metri ci si fermava
41:07si salutava una commessa
41:08si faceva due chiacchiere
41:10via avanti alla prossima fino ad arrivare alla fine di Barriera Repubblica
41:15era bellissimo perché era divertente
41:18eravamo abbastanza irresponsabili
41:20però sono quelle cose che rendono l'idea di come
41:23il calcio di una volta è totalmente diverso da questo
41:25e probabilmente uno dei motivi per cui siamo tanto amati
41:28è proprio per questa semplicità
41:30questa spontaneità che avevamo
41:32nel divertirci in modo spontaneo e semplice
41:36comunque in effetti sì, ogni 50-100 metri
41:40una sosta verso qualche commessa la facevamo
41:44me l'uomo ha condizionato molto la mia carriera
41:48da giocatore e sicuramente anche da dirigente
41:51da giocatore è stato per certi versi
41:57può averla condizionata anche in negativo
41:59come ho detto prima
42:00un carattere un po' istintivo, un po' sanguigno
42:03che faceva fatica magari a ragionare
42:05a contare fino a 100
42:07il Melli dirigente invece è totalmente diverso
42:09è una persona molto razionale
42:12molto
42:15diciamo che ragionava
42:17che parlava
42:18che cercava di capire le situazioni
42:21le dinamiche e che non ha mai, quasi mai
42:25comunque ragionato di pancia
42:27sono due mondi totalmente diversi
42:30io ho sempre detto che il Melli calciatore
42:32ha sfruttato al 50%
42:33quello che erano le sue grandi qualità
42:36che Madre Natura gli aveva donato
42:38il Melli dirigente invece ha sfruttato
42:40a mio avviso il 100%
42:42quello che erano l'amore, la passione
42:45verso quel lavoro lì
42:46c'è una differenza direi abissale
42:49sono belli tutte e due
42:51li amo tutte e due
42:53sono diversi
42:55probabilmente sono belli anche per questo
42:57dopo questa chiacchierata
42:58ne siamo ancora più convinti
43:00era Sandro Melli
43:02una leggenda crociata
43:03che è un'esplosione
43:07che è un'esplosione
43:08che è un'esplosione
43:10Grazie a tutti
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