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NovitàTrascrizione
00:10Ho giocato più di 300 partite col Parma Calcio, ho fatto più di 60 gol, ho vinto un campionato
00:20in Serie C, ho vinto un campionato in Serie B, ho vinto una Coppa Italia, ho vinto una Coppa
00:26delle Coppe e ho vinto una Supercoppa Europea. Sandro Melli è o non è una leggenda crociata?
00:34Per noi è una leggenda crociata.
01:25La Coppa Italia
01:26di essere stato un ragazzo fortunato, io ho passato una delle infanzie più belle che
01:32possa passare a un ragazzo di quell'età lì. Giocavo a calcio qua, abitavo qua a 100 metri,
01:40c'è il mio bar, c'era un campo da tennis, la domenica mattina andavo in chiesa, poi giocavamo
01:48a pallone, c'è il mio mondo era qua dentro. In queste quattro mura io ho passato praticamente
01:54tutta la mia infanzia e sono grato all'audace, al Corpus Domini di avermi veramente fatto
02:02vivere anni meravigliosi e quando vengo qua devo dirti che l'immersione è ancora più grande
02:09che quella di essere il Tardini perché qua ho passato probabilmente i più belli anni che
02:13poi sono gli anni più belli, gli anni dell'infanzia sono gli anni meravigliosi dove tuttora ogni tanto
02:20vengo a trovare gli amici dove tuttora ho la mia compagnia, siamo rimasti legatissimi
02:265 e 6 ragazze con cui ci frequentiamo, ci sentiamo con i tempi che ci sono al giorno d'oggi
02:33con gli impegni delle famiglie ma la mia compagnia è quella di quando avevo qua 7-8 anni.
02:50Senti a recuperare i palloni hai rischiato la vita? Sì, qua un giorno rischiai la vita
02:57perché nelle partitelle della domenica pomeriggio, domenica mattina, mentre sentivamo la radiolina
03:03tutto il calcio minuto per minuto, un pallone volato al di là della rete in casa di un'altra
03:12famiglia e logicamente chi lo buttava doveva andare a prendere, quel giorno lì lo buttai io e nello
03:18scavalcare sfondai un capannone di lamiera che ovviamente non ha retto il mio peso e credo che
03:31fui salvo veramente per mio lacco perché bastava che una lamiera mi avesse tagliato in qualche punto
03:36vitale, non ci sarei stato, dunque fu una paura pazzesca, mio padre mi ricordo che era al bar e corse
03:45velocemente, tutta la gente corse lì e io ero in mezzo alle lamiere però incredibilmente con neanche
03:54un taglio e tutti quanti dissero che fu proprio un vero miracolo. Questo campo quando giocavo all'inizio
04:01era terra e sassi, infatti chi veniva a giocare qua perdeva perché il campo era fatto veramente
04:07da battaglia e un'estate la società ci chiese a noi di aiutarli a togliere tutti i sassi perché
04:15volevano seminarlo e facciamo un'estate praticamente insieme a Giannebiaggi, a Bia, ad altri miei amici
04:22a togliere tutti i sassi di questo campo e credetemi ce ne erano tantissimi, poi li abbiamo seminato
04:29e da lì nasce un campetto con l'erba anche se d'inverno non ce ne è tantissima però è
04:36diventato
04:36un bel campetto perché era piccolo, stretto, era la nostra bomboniera, qua era difficile che noi perdessimo.
04:50Per me in Serie A è arrivato anche Marco Gianni Biaggi e Giovanni Bia che hanno giocato in
04:56Serie A in squadra anche importanti e come ho detto prima sono ragazzi che sento ancora, che
05:03vedo ancora e fanno parte del mio passato, del mio presente e probabilmente del mio futuro
05:09perché con loro abbiamo vissuto momenti straordinari qua all'Audace, poi siamo passati insieme al Parma
05:18Calcio, abbiamo fatto tutto il settore giovenile insieme, abbiamo giocato in prima squadra, ci siamo
05:23trovati gli avversari in Serie A, sono bei ricordi.
05:28Il passaggio dalla parte fu, ero molto orgoglioso perché poi in Italia avevo 13 anni, verso i miei amici
05:41di infanzia mi sentivo più figo di loro perché portavo via la borsa del Parma Calcio, mi ricordo
05:49quando andavo sull'autobus con la borsa del Parma Calcio mi piaceva mostrarla perché mi sentivo orgoglioso di
05:54di essere arrivato in quella società lì e ricordo che nasce tutto da una partita che abbiamo fatto
06:03a Udace Parma dove vincevamo 3 a 0, io feci tre gol, da lì cominciavano a chiamarmi e a dirmi
06:08che
06:09prossimo anno sarei andato là e fu bello. Poi ricordo anche quando venni qua in questo campetto dietro
06:17di me a giocare col Parma contro i miei amici, che vincevamo 2 a 0, feci due gol io e
06:24mi
06:24marcava quello che è poi uno dei miei migliori amici e ogni tanto prendo in giro ancora perché
06:30mi feci due gol.
06:31Spanella
06:33Spanella
06:42Spanella
07:08Sous-titrage ST' 501
07:14Dal settore giovanile del Parma la prima vera, piccola, grande impresa l'hai fatta contro la Sanremese in C con
07:23un gol che valeva la B, in quella porta là.
07:25Sì, era l'86, avevo 16 anni, fu l'ultima giornata di campionato per ammazzare Mese e noi dovevamo vincere
07:36per andare matematicamente in Serie B e ho avuto la fortuna, la bravura di giocare e di essere protagonista con
07:48il primo gol di quella partita, poi finì 2-0.
07:52Fu il mio primo gol sotto la curva dove io ero stato fino a qualche mese prima.
08:00Ma dopo c'è stata qualche difficoltà, come fosse anche normale, fisiologica, visto la giovane età, ovviamente le aspettative che
08:11io avevo riversato verso di me erano alte, ma anche la gente verso di me aveva aspettative importanti,
08:17e non è importante, ma non era facilissimo gestirle quando si ha 16, 17, 18 anni.
08:25Dunque sono stati degli alti e bassi, alcuni momenti difficili e c'è stato anche un periodo in cui a
08:33un certo punto stavo pensando di andare via, addirittura anche di chiudere col calcio.
08:39Poi pausa, finito l'anno del militare, che è stata un po' una pausa particolare dove si gioca poco quando
08:47si faceva il militare,
08:49e l'anno dopo è scattato qualcosa in me di importante, grazie sicuramente a tante situazioni, tante persone che ho
09:00trovato nel mio percorso di vita.
09:03E da lì è nato un nuovo, un Sandromelli sicuramente diverso da quello che è stato per 2-3 anni.
09:11Da 3 anni il Parma è la mia azienda, è anche un po' una famiglia.
09:18Sì, è una famiglia e poi è una cosa proprio che sento dentro di me, sono dei figli i giocatori,
09:31senza di loro io non posso stare,
09:33io tutti i sabati sera andavo in casa, sempre in trasferta con loro quando potevo, che la salute me lo
09:41permetteva,
09:42ma anche in casa andavo a mangiare con loro, a colazione con loro, alla sera, al sabato sera, loro andavano
09:49a letto, io venivo a casa ed era la mia vita.
09:54Diciamo che uno delle chiavi è stato Ernesto Cerasini.
10:01Allora, sicuramente Ernesto Cerasini è stata la persona che mi ha aiutato più di tutti in quel periodo lì,
10:08un po', non dico buio perché sarebbe una parola sbagliata, però un po' più complicato.
10:13È una persona con cui ho parlato, con cui mi sono confrontato, un signore che ha capito il mio stato
10:20d'animo
10:21e mi ricordo che soprattutto insieme a mio padre mi convinse a non mollare col calcio
10:28e da lì ecco, questo suo amore verso la mia persona, verso il mio essere uomo e calciatore
10:39ha permesso che mi potesse scattare in me qualcosa di diverso che fino a quel momento lì non era arrivato.
10:45Ernesto Cerasini ci credeva tanto in Sandro Megli che promise a Nembio Scala un premio
10:51se in quell'anno di Serie B lo avesse valorizzato.
10:55Perché, disse Ernesto Cerasini a Nembio Scala, questo è un giocatore vero oltre che un mio figlioccio
11:02e io voglio che faccia il calciatore.
11:05Sicuramente qualcosa che ho saputo poi più avanti, quel momento lì particolare, non era conoscenza
11:12come è giusto che fosse.
11:15Credo che credesse a certi versi più lui in me che io in me stesso in quel momento lì
11:22e come ho detto prima, lui è stata una persona che mi ha dato quella forza per continuare, per non
11:28mollare
11:29per non cambiare strada. Lui era convinto delle mie qualità di giocatore e di uomo
11:39e credo che per certi versi le abbia trasmesse anche, le sue convinzioni le abbia trasmesse poi anche a me
11:45perché in quel momento lì io non ero così convinto di poter arrivare dove poi ho avuto la fortuna di
11:51arrivare.
12:14Spero 19-20 anni e mi ricordo una stagione bellissima con alti e bassi, siamo partiti forte,
12:23probabilmente anche al di là di ogni aspettativa mediatica e anche al nostro interno.
12:32Poi c'è stato quel periodo particolare che tutto nasce logicamente purtroppo dalla scomparsa del nostro presidente
12:40di cui tutti quanti poi abbiamo sofferto inconsciamente, io per primo perché avevo un rapporto veramente particolare
12:49con lui ma tutte le persone, tutti i giocatori, tutti gli addetti ai lavori volevano bene Ernesto Ceresini
12:56e questo ha fatto sì che la sua scomparsa fu per noi uno shock molto forte e da lì nascono
13:05le nostre difficoltà
13:06poi in campo e quello di, se non ricordo male, di aver fatto uno o due punti in sette partite,
13:13di aver perso
13:15il primo posto in classifica e di essere quasi anche retrocessi a metà classifica.
13:21E poi, come tutte le cose, scatta una molla, un episodio, una partita magari vinta anche con un po' di
13:29fortuna,
13:32crescono ancora le sicurezze, l'autostima e da lì dopo c'è stata una calcata trionfale
13:37dove nessuno c'è più fermato perché obiettivamente avevamo la squadra che giocava meglio, la squadra più forte
13:44e poi avevamo un morale talmente alto che era quasi difficile o impossibile poterci battere.
13:53E il fato volle che la partita della promozione si giocasse proprio contro la Reggiana
14:02in un derby storico dove naturalmente Sandro Melli mise la sua firma.
14:08Gabriele lo ferma Donati, splendido, Osio, possibilità di contropiede, Melli, Melli va solo, verso Pazzuolo, Melli, Melli, Melli, Melli, gol!
14:21Rete di Melli, è la Serie A, è la Serie A, Melli, a un minuto e mezzo dalla fine, firma
14:30la Serie A, e stavolta è davvero finita.
15:01Sono quelle favole perfette con il lieto fine ad hoc che capitano raramente nella vita o comunque nello sport.
15:14Per me e per molta gente è stata la ciliegina, quella di arrivare a giocarci la Serie A contro la
15:25storica rivalità della Reggiana,
15:27di farlo a casa nostra, di vincere.
15:31Io ho avuto da Parmigiano la fortuna di segnare anche questa meravigliosa partita, meravigliosa favola
15:41e dunque di entrare dentro nella storia.
15:44La prima promozione in Serie A del Parma Calcio contro la Reggiana, segnare da parte di un parmigiano,
15:50io credo che tutto sia talmente perfetto che renda tutto una favola.
16:17Poi è arrivata la Serie A, il Calcio dei Grandi, chiamiamola così.
16:22Il Calcio dei Grandi ha cambiato Sandro Mello?
16:27Ma io devo dire che il mio passaggio, il mio cambiamento è venuto l'anno prima in Serie B.
16:32Io quando sono arrivato poi in Serie A, dentro di me ero molto consapevole di quello che ero,
16:38delle mie qualità, ero piaciuto come uomo.
16:42Dunque il calcio di Serie A non mi ha fatto paura da subito, ma penso a nessuno di noi,
16:49perché ormai eravamo talmente forti uno con l'altro che ci sentivamo uniti, indistruttibili.
16:58È logico che le difficoltà erano più grandi, gli avversari erano più importanti,
17:02però credo che tutti quanti noi, io compreso, abbiamo vissuto questo passaggio,
17:09perché molti di noi arrivavano al grande calcio per la prima volta,
17:13però senza stress, senza agonia, senza ansia,
17:17consapevoli di quello che eravamo singolarmente e come gruppo.
17:21Tra i tanti gol importanti, anche un gol che valeva una sconfitta,
17:26ma però era importante, perché il primo del Parma in Serie A è stato quel calcio di rigore contro la
17:33Juventus.
17:34Sì, sono quelle cose che poi ti fanno piacere più avanti,
17:38perché sul momento obiettivamente non avevo neanche pensato che potesse essere il primo gol del Parma in Serie A,
17:44era un gol che poi però si arriva poco, perché perdemmo 2-1 con la Juventus.
17:50Tutti questi passaggi qua in quel momento lì obiettivamente non ci ho neanche pensato,
17:54e non mi sono interessati. È logico che adesso, col tempo,
17:59mi rendono il primo giocatore che ha fatto gol in Serie A per il Parma,
18:04e questa è un'altra ciliegina che dentro di me mi porto con grande piacere.
18:10Il gol più bello con la Fiorentina quell'anno?
18:13Sì, assolutamente sì, il gol più bello è quello a Firenze,
18:17la prima vittoria esterna che abbiamo fatto,
18:19e sono quei gol che nascono istintivamente,
18:24che sono talmente belli che a volte li riguardi e dici
18:28ma l'ho fatto io un gol così?
18:31Ed è bello, è bello perché è perfetto nel controllo,
18:34nell'esecuzione, nella traiettoria.
18:37Poi fu anche la vittoria, fu la mia prima doppietta,
18:40dunque tutto anche lì combaciava,
18:43tanti aspetti positivi poi combaciavano.
19:07Una corsa verso l'Europa, subito il primo anno,
19:12ultima giornata, siamo a Milano,
19:14un punto che vale la qualificazione.
19:17Sì, fu un campionato bello,
19:20dove raggiungemo un obiettivo isperato,
19:25sicuramente all'inizio della stagione
19:27nessuno di noi pensava di poter arrivare così in alto.
19:32Io quella partita lì non la giocai
19:33perché avevo avuto un intervento allo Scaffoide
19:36un paio di settimane prima,
19:40soffri tantissimo in tribuna,
19:44perché poi quando arrivi lì e vedi il traguardo vicino,
19:47magari non riesci a raggiungerlo,
19:49sì, sei contento della tua stagione,
19:51ma però avrai sempre un piccolo rimpianto.
19:53Noi invece con quel pareggio
19:55ottenemmo poi un risultato anche lì storico,
19:58perché il Parma era il primo anno che era in Serie A,
20:00e credo che fosse anche la prima volta
20:02che era una società neoporossa,
20:04raggiunge l'Europa subito nella prima stagione.
20:09Tra l'altro col Milan ti segna una doppietta,
20:11se non ricordo male, all'andata.
20:13Sì, all'andata vinciamo 2-0
20:15contro il grande Milan di Arrigo Sacchi,
20:18i Gullit, i Van Basten, i Reckert,
20:20cioè probabilmente la squadra più forte degli ultimi 20-30 anni.
20:24Noi vinciamo qua 2-0, feci due gol,
20:28e niente, di conseguenza fu anche quella
20:31una grande giornata perché era l'ultima del giro dell'andata.
21:02Sì, all'andata vinciamo qua 2-0.
21:33Sì, all'andata vinciamo qua 2-0.
22:14E quella prima stagione di Serie A
22:16vide il Parma protagonista,
22:18tanto che se ne parlò su tutti i giornali,
22:20tutte le televisioni.
22:21Allora era un calcio diverso anche per la comunicazione.
22:24in particolar modo Sandro Melli fu al centro di tantissime indiscrezioni di mercato.
22:31La più importante lo voleva proprio al Milan,
22:33per cifre allora esorbitanti.
22:35Si parlava di 20 miliardi di vecchie lire.
22:38Ma faceva piacere obiettivamente perché comunque essere accostato alla squadra importante,
22:46il Milan all'epoca era la squadra più importante, più forte,
22:49è un motivo d'orgoglio.
22:51L'ho passata in vacanza un po' con la mia famiglia,
22:56e un po' con Enzo Gandaro e Marco Osi che siamo stati a Ibiza.
23:02Era bello leggere ogni giorno che mi accostassero a questi grandi club.
23:08Però dentro di me non ho mai pensato di andare via,
23:10perché io ero talmente legato a questo progetto,
23:16a questa città, a questa squadra.
23:18Dentro di me non mi è mai passato nell'anticamma del cervello
23:21di ragionare e di andare a crescere.
23:27Anche perché forse non mi sentivo neanche pronto,
23:30pensavo che lì potevo ancora fare e dare tanto.
23:34Si debuta in Coppa UEFA e tu fai il primo scavino della tua storia, giusto?
23:39Però dopo che non è avvenuto bene.
23:41E dopo l'hai rifatto a Genova con la Sampdoria,
23:44che via Airbus ti corse addietro per tutto il campo.
23:46Sì, fumo eliminati, io ho sbagliato, ho rigore.
23:53Feci il primo scavino, l'avevo provato ogni tanto nel allenamento
23:58e mi ero sempre ripromesso che prima o poi l'avrei fatto in qualche partito ufficiale.
24:05Mi senti di farlo quel giorno lì, purtroppo andò male, fumo eliminati.
24:10Mi senti abbastanza colpevole di quello che successe.
24:14E poi a distanza di un anno lo rifecci a Genova contro la Sampdoria nella semifinale,
24:21lì invece andò bene.
24:23Poi rischiai di prendere delle legnate a palla lontana da Viacodi, a più riprese, anche da Pagliuca.
24:33Però per dire che a volte le cose ti possono andare bene, a volte ti possono andare male,
24:37però fu anche quello un qualcosa che ricordo con il mio suo piacere,
24:41perché dopo l'ho rivisto fare da tanti giocatori
24:44e è bello sapere che poi io lo pensai anni e anni poi.
25:14Quello scavino ci ha portati alla finale di Coppa Italia,
25:18con la Juventus, primo grande trofeo del Pagli.
25:22Prendiamo la semifinale a Genova con la Sampdoria e io parto in panchina,
25:25parto in panchina perché ogni tanto con scala un po' di attretti cominciavano ad esserci.
25:33Io purtroppo avevo il grosso difetto di non amare la panchina,
25:38di non accettarla mai, quasi mai.
25:42Purtroppo ogni tanto qualche attretto è nato.
25:44Quel giorno lì partì da panchina, però eravamo sotto 1-0,
25:49di conseguenza eravamo eliminati,
25:51lui mi fece entrare, se non ricordo male, a 20 minuti alla fine,
25:54adesso un minuto più, un minuto meno.
25:57E lì riuscii a portarmi dentro una rabbia positiva,
26:01una rabbia positiva che era quella di voler dimostrare che aveva fatto un errore.
26:05e feci una doppietta, tra cui quel rigore con lo scavino
26:11e da lì andammo in finale in Coppa Italia contro la Juventus.
26:17La finale l'ha persa 1-0 e qui vinta 2-0.
26:22Sì, anche lì ci fu un episodio abbastanza particolare
26:26perché andammo a giocare la Torino,
26:28perdemmo 1-0, se non ricordo, con un rigore di Baggio
26:31e due giorni prima del ritorno ero andato a giocare a tennis,
26:38Scala mi aveva scoperto, si era arrabbiato,
26:42mi minacciò di non farmi giocare perché avevo avuto un comportamento
26:48sicuramente riproverevole in quel momento lì sbagliato,
26:51alla fine però mi fece giocare e forse anche lì giocare una grande partita
26:56perché dentro avevo una voglia di dimostrargli che aveva fatto bene.
27:01a fare quella scelta, vincemmo 2-0,
27:04fece il primo gol 1-0, il secondo lo fece Marco Osio
27:08e un po' anche lì diventa come una favola,
27:11nel senso che siamo i due che poi hanno fatto i due gol
27:13con la Reggiana nella promozione in Serie A
27:18e dunque anche lì abbiamo avuto la fortuna, la bravura
27:22di entrare dentro nello score della prima grande vittoria del Parma Calcio in Italia.
27:31Parlando dei problemi di Sandro Melli con Nebbio Scala
27:34bisogna ricordare un episodio, Cremonese-Parma, anno 1994,
27:39facciamo un piccolo salto in avanti, siamo nell'imminenza delle convocazioni mondiali degli Stati Uniti,
27:45Sandro Melli non accetta la panchina a Cremon e dice
27:49si lascia scappare un chiedete il motivo a quel contadino.
27:53Probabilmente il mio più grosso difetto oggi ne sono consapevole,
27:58all'epoca purtroppo no, era quello che io non accettavo assolutamente di stare in panchina,
28:03era una delle cose per cui sono andato in discussione con molti allenatori,
28:12con tanti addetti ai lavori perché era obiettivamente una cosa che io facevo fatica a digerire,
28:18ma da sempre, da sempre.
28:21Questo poi diciamo che ha avuto il suo apice a Cremona quando dovevo andare in panchina
28:29e rifiutare la panchina e con molta rabbia rullai e dissi di tutto a Mr Scala
28:36che oggi obiettivamente credo che avesse spesso delle sue ragioni,
28:40dunque in quel momento lì per me era difficile digerire queste cose qua
28:47ed è sempre stato, ripeto, il mio più grosso problema
28:51e anche il motivo per cui poi ho preso decisioni che probabilmente di cui non ero convinto,
28:57ma sono quelle cose fatte di pancia, di istinto che sono sbagliate
29:04e persi anche i mondiali soprattutto perché all'epoca vigeva un codice etico da Mr Sacchi
29:12in cui dovevi comportarti in una certa maniera per essere convocato in nazionale.
29:19Quello fu una cosa molto pesante perché poi ricevetti la telefonata il giorno dopo da Sacchi
29:26e fu una telefonata di quelle veramente forti.
29:30Te la ricordi un po' ce la vuoi raccontare?
29:32Sì, me la ricordo perché appena vedi la telefonata che era a Sacchi
29:40ammetto che le mie difficoltà erano già alte, lui mi disse assolutamente
29:47che non ne potevo comportare in quella maniera, che c'erano delle regole,
29:51che le regole sono sicuramente in nazionale ma sono anche nei club,
29:55rispetto per i compagni, rispetto per la gente, tutte cose giuste, giuste, con toni forti
30:01e che questo mi comportava la non convocazione in nazionale.
30:07Torniamo invece alle cose liete.
30:10Wembley?
30:13Wembley è l'apice di quella squadra lì, è l'apice di quel gruppo che è partito nell'89
30:25della Serie B e che arriva a Wembley, più o meno gli stessi elementi,
30:32lo stesso staff tecnico, la stessa dirigenza, lo stesso, diciamo,
30:38ha cambiato la proprietà, per Ceresini da qualche anno avevamo la famiglia Tanzi
30:43e da lì arriviamo nello stadio più importante del mondo probabilmente
30:49e vinciamo una coppa che forse nell'immaginario di ogni tifoso
30:57è la coppa più bella, più importante perché
31:00ieri erano, se non sbaglio, 10.000 parmigiani
31:04e fu veramente avere invaso quasi Londra o comunque avere invaso Wembley
31:10in una giornata che fu poi trionfale.
31:24Sottotitoli
31:24No, no, no, no, no, no, no, no, no, no.
31:40Con il momento poco più grande
31:41Lonely, so lonely
31:47Livin' on my own
31:55Livin' on my own
32:03Come on baby
32:23Il segreto di quel Parma era la semplicità
32:27Pensate che il giorno della riunione pre-partita
32:31George Grun arrivò in ritardo con in mano le borse dello shopping londinese
32:37Questo la dice lunga sull'atteggiamento che avevano i crociati
32:41Nei confronti dei loro impegni
32:44Presi seriamente ma con la giusta leggerezza
32:47Una delle cose belle delle trasferte europee
32:49E questo secondo me è un segreto delle nostre lettorie
32:52Era che noi portavamo le nostre famiglie
32:55Quando giravamo per l'Europa
32:58Poi i tifosi viaggiavano con noi
33:03I giornalisti viaggiavano con noi
33:05C'eravamo un'unica grande famiglia
33:07E questo secondo me è stato una delle cose più importanti
33:11Per raggiungere certi obiettivi
33:12Quel giorno lì, per fare un esempio
33:16Nella riunione tecnica più importante
33:18Prima della partita
33:22George Grun era assente
33:24A cercarlo, non si trovava
33:25E' arrivato con un ritardo abissale
33:27E' entrato dentro la sala con 3-4 borse
33:31E aveva fatto shopping londinese
33:33Con la famiglia
33:34E tutti quanti
33:37Diciamo in un certo momento
33:38In certi periodi magari
33:40O scusate, in certe squadre
33:42Magari uno avrebbe anche rimporravato
33:44Il proprio compagno
33:46Ma noi avevamo una consapevolezza
33:47Una sicurezza dei nostri mezzi
33:49Che sapevamo
33:50Quel giorno lì
33:51Noi sapevamo già di vincere la partita
33:52Obiettivamente
33:53Molti di noi erano mai sicuri
33:56Che la vittoria era nostra
33:57E che non sarebbero state queste cose qua
33:59A modificare il risultato finale
34:03E di conseguenza una scena così
34:06Portò tutti quanti soltanto a ridere
34:09A farci una battuta
34:11A scherzare
34:12Lo stesso Scala
34:12Non riuscì minimamente a arrabbiarsi
34:16Perché comunque ormai
34:17Avevamo entrati dentro
34:18Dei binari nostri
34:21Di consapevolezza talmente forti
34:23Perché queste dinamiche
34:25Diventavano più piacevoli
34:27Che dei problemi
34:28Det orate
34:31Det orate
34:35Det orate
35:05Quell'anno lì ci fu la vittoria contro il Milan nella Supercoppa Europea
35:13ed è un altro trofeo che portiamo a casa, molto importante
35:18e poi arriviamo in finale a Copenaghe contro l'Arsenal
35:24perdemmo 1-0, io non giocai dall'inizio, giocai gli ultimi 15 minuti
35:29e lì nasce dentro di me la convinzione di andare via
35:33perché come ho già detto se non mi sento coinvolto al 100%
35:41o comunque un titolare, se non mi sentivo coinvolto al 100%
35:44ho un titolare quasi inamovibile, faccio fatica ad andare avanti
35:50di conseguenza decisi di andare via e poi la scelta fu la Sampdoria
35:56poi andai al Milan nello scambio con Gullit
36:02arrivamo secondi o terzi di campionato e perdemmo la finale di Champions League
36:06all'epoca si chiamava Coppa Campioni, contro l'Ajax e poi ritornai a Parma
36:13con l'alleatore sempre Scala
36:17ritornai a Parma perché io andai là in prestito al Milan
36:20e di conseguenza tornai indietro come normale fosse, era all'epoca la procedura di mercato
36:27nei primi 5 anni di Serie A si era costruito qualcosa di unico
36:30qualcosa di, secondo me è impossibile costruire quello che aveva fatto il Parma in quei 5 anni
36:36non succederà per tantissimo tempo
36:38ma non è che l'aveva costruito i giocatori, l'allenatore
36:43secondo me l'avevano costruito anche il pubblico, la stampa
36:48forse non so se ti ricordi le nostre trasferte in Coppa erano particolari
36:53c'era una famiglia incredibile, ma non era una famiglia della società, dei giocatori
36:57era proprio la Parma città che era unica
37:03poi cosa è successo?
37:04è successo che a mio avviso si è cominciato a pensare forse troppo in grande
37:09ha cominciato a pensare troppo in grande la società
37:11ha cominciato a pensare troppo in grande la gente
37:14e forse anche i giocatori
37:17io mi ricordo che sono tornato dal Milan
37:19che il Parma aveva fatto un campionato secondo me unico
37:22è arrivato seconda in Coppa Italia
37:24seconda in campionato e prima in Coppa UEFA
37:29eppure qui c'era del malumore
37:30la gente non era contentissima, la società non era contentissima
37:34un campionato che secondo me non si ripeterà mai più
37:38perché purtroppo forse non si accontenta più
37:41io credo che Parma debba rimanere come il Vicenza adesso
37:45il Vicenza non ha neanche un giocatore famoso
37:47il Bologna non è neanche un giocatore famoso
38:13ma anche lì c'è due anni di Ancellotti
38:17dove arrivavano giocatori importanti
38:23giocatori sicuramente di un livello altissimo
38:26andai a Perugia e lì si chiuse definitivamente
38:29il mio rapporto col Parma Calcio come calciatore
38:46bello è che da ragazzo ho girato tutto il Tardini
38:50da ragazzo ero in curva
38:53scavalcavo e andavo in curva
38:54all'epoca si poteva scavalcare
38:56oggi non si può più
38:57poi sono andato in campo da giocatore
39:01poi sono andato in panchina non da giocatore ma da dirigente per 10 anni
39:06e poi ho chiuso con la tribuna da commentatore tecnico
39:10dunque direi che il Tardini l'ho girato a 360 gradi
39:14l'ho fatto tutto
39:14in vari ruoli
39:16in vari modi
39:18ma direi che sono uno di quelli che potrebbe dire
39:22il Tardini è mio per appartenenza fisica
39:41Per me Parma è la mia città
39:44una città meravigliosa
39:46i parmigiani sono persone che adoro
39:50e dunque tutti i miei affetti
39:51tutte le mie amicizie
39:53il mio mondo è qua dentro
39:56e ogni volta che vedo Parma
39:59nei vari periodi
40:01così vieni qua in centro
40:03così vedi la sua bellezza
40:05e ripeto
40:07le persone sono persone comunque
40:09a cui io sono molto molto legato
40:12ecco
40:12a prescindere dal fatto di aver giocato a calci
40:16io credo che qua
40:16una persona sta veramente bene
40:18prova una realtà
40:20a dimensioni d'uomo
40:22dove si possa veramente realizzare
40:24e godersi ogni affetto
40:27Donne e calciatori
40:29non è mai solo leggenda
40:31si narra che Tino Asprilla
40:33guidasse un pulmino di 6 o 7 crociati
40:36che facevano in giro
40:37dei luoghi dove lavoravano
40:40o collaboravano
40:41le più belle ragazze di Parma
40:43sì è vero perché finiti gli allenamenti
40:45spesso noi ci allenavamo qua in Cittadella
40:48poi si saliva su un pulmino
40:50Asprilla spesso era quello che lo guidava
40:53ci eravamo in 7-8
40:55invece che andare direttamente allo stadio
40:56a fare la doccia
40:58facevamo un giro lungo
40:59poi venivamo qua
41:00facevamo tutta via Mazzini
41:02via la Repubblica
41:04e ogni 50-100 metri
41:05ci si fermava
41:07si salutava una commessa
41:08si facciano due chiacchiere
41:10via avanti
41:10alla prossima
41:11fino ad arrivare
41:12alla fine di Barriera Repubblica
41:15era bellissimo
41:16perché era divertente
41:18eravamo abbastanza irresponsabili
41:20però sono quelle cose
41:20che rendono l'idea
41:21di come
41:23il calcio di una volta
41:24è totalmente diverso da questo
41:25e probabilmente
41:26uno dei motivi
41:27per cui siamo tanto amati
41:28è proprio per questa semplicità
41:30questa spontaneità
41:31che avevamo
41:32nel divertirci
41:34in modo spontaneo
41:36in modo semplice
41:36comunque in effetti sì
41:38ogni 50-100 metri
41:40una sosta
41:41verso qualche commessa
41:43la facevamo
41:44Melli Uomo
41:45ha condizionato molto
41:46la mia carriera
41:48da giocatore
41:49e sicuramente anche
41:50da dirigente
41:51da giocatore
41:51è stato
41:53per certi versi
41:57può averla condizionata
41:58anche in negativo
41:59come ho detto prima
42:00un carattere un po' istintivo
42:02un po' sanguigno
42:03che faceva fatica
42:04magari a ragionare
42:05a contare fino a 100
42:07il Melli dirigente
42:08invece è totalmente diverso
42:09è una persona
42:11molto razionale
42:12molto
42:15diciamo
42:16che ragionava
42:17che parlava
42:18che cercava di
42:19capire le situazioni
42:21le dinamiche
42:22e che non ha mai
42:23mai
42:24quasi mai
42:25comunque
42:25ragionato di pancia
42:27sono due mondi
42:29totalmente diversi
42:30io ho sempre detto
42:30che il Melli calciatore
42:32ha sfruttato al 50%
42:33quello che erano
42:34le sue grandi qualità
42:36che madre natura
42:37gli aveva donato
42:38il Melli dirigente
42:39invece ha sfruttato
42:40a mio avviso
42:41il 100%
42:42che erano
42:43l'amore
42:44la passione
42:45verso quel lavoro lì
42:46c'è una differenza
42:47direi abissale
42:49sono belli
42:50tutti e due
42:51li amo
42:52tutti e due
42:53sono diversi
42:55probabilmente
42:55sono belli
42:56anche per questo
42:57dopo questa chiacchierata
42:58ne siamo ancora più convinti
43:00era Sandro Melli
43:02una leggenda crociata
43:03e anche per questo
43:12Grazie a tutti.
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