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  • 2 anni fa

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Trascrizione
00:00Grazie a tutti
00:31Buonasera a tutti e ben ritrovati a CheckUp Salute e Benessere, il programma di medicina di 12 TV Parma, prima
00:38puntata dell'anno, prima puntata del 2024, iniziamo questa sera e poi andremo avanti fino a maggio, tutte le settimane
00:45in diretta al mercoledì alle 21, un argomento diverso, questa sera parliamo di ortopedia, in modo particolare parliamo dei traumi
00:53alla spalla e lo facciamo con 4 autorevolissimi ospiti che vado subito a presentare.
00:58Partendo dal dottor Carlo Felice De Biase, specialista in ortopedia della Casa di Cura Città di Parma. Buonasera dottore.
01:05Buonasera, buonasera.
01:06Bentornato, bentornato.
01:07Grazie.
01:07Accanto abbiamo il collega Giovanni Ziveri, sempre specialista in ortopedia della Casa di Cura Città di Parma.
01:14Buonasera, buonasera.
01:15Buonasera, poi abbiamo il dottor Filippo Marchesini, specialista in radiologia della Casa di Cura Città di Parma.
01:21Buonasera.
01:22Bentornato anche a lei dottore.
01:23E infine abbiamo il dottor Andrea Gambineri, specialista in ortopedia della Casa di Cura Città di Parma.
01:29Buonasera.
01:29Buonasera, voglio ricordare che tutti questi medici fanno parte dell'equip di traumatologia e del ambulatorio traumatologico della Casa di
01:37Cura Città di Parma.
01:38Poi alla fine partiremo anche di questo servizio molto interessante, questo ambulatorio attivo di recente che ben funziona.
01:44Vi daremo qualche informazione.
01:46Vi ricordo come sempre che è possibile intervenire, quindi voi potete telefonare, potete anche inviare un messaggio al 333 9200
01:54170.
01:55Quindi come sempre aspettiamo le vostre telefonate.
01:59Dunque il tema sarà trattato a 360 gradi, parleremo anche di sport.
02:03Quindi partiamo dalla semplice, banale, caduta in casa o in strada, ma arriveremo anche al trauma sportivo, quello invece più
02:10significativo.
02:11Quindi intervento chirurgico e avremo anche una testimonianza di un famoso reggbista, una bella persona, anche ci racconterà la sua
02:18esperienza perché è stato appunto operato da un chirurgo che è proprio qui stasera a CECAP.
02:23Quindi dottor Di Abiasi, parto da lei per questa brevissima presentazione, invece a lei proprio il contenuto e il senso
02:29di questa nuova puntata di 2024.
02:31Allora parliamo dei traumi alla spalla che sono un evento molto molto frequente, questo perché la spalla è un'articolazione
02:40molto particolare, è l'articolazione più mobile del nostro corpo e quindi ha questi rapporti articolari tra le due superfici
02:51osse che è tenuta stabile dai ligamenti e dai tendri, dai muscoli.
02:57Quindi la spalla può andare incontro a diverse lesioni a seconda di diversi tipi di traumi che si possono verificare.
03:06Ricordiamo appunto che il braccio noi lo utilizziamo nella vita quotidiana per fare tutti i movimenti, gli sforzi o anche
03:12quando cadiamo per esempio ci proteggiamo con il braccio e quindi il trauma viene trasmesso attraverso il braccio alla mano
03:20sulla spalla.
03:21Quindi abbiamo due grosse categorie di traumi e di lesioni che si possono verificare, cioè una che riguarda prevalentemente la
03:30parte legamentosa e la parte tendinia e la seconda parte che riguarda invece la componente ossea.
03:38Poi abbiamo invece i traumi più ad alta intensità che possono coinvolgere sia la parte ossea che la parte tendinia.
03:45Quindi abbiamo due grosse categorie che possiamo analizzare stasera.
03:48Bene, grazie per questa presentazione iniziale.
03:51Dottor Zeveri, per quanto riguarda la componente ossea, le fratture all'omero sono frequenti?
03:57Sì, le fratture all'omero sono frequenti.
04:00Parlando, riferendosi alle fratture dell'omero, noi ci riferiamo nella maggior parte dei casi alle fratture che riguardano la parte
04:08alta dell'omero,
04:09quindi le fratture a livello dell'articolazione della spalla, che noi chiamiamo fratture dell'omero prossimale.
04:14Queste come frequenza si localizzano al terzo posto, dopo le fratture del polso e le fratture del femore,
04:22e riguardano prevalentemente donne di età superiore ai 65 anni, sono conseguenti a cadute accidentali, anche banali, con trauma diretto
04:32sulla spalla.
04:34Diciamo che si associa anche a questo tipo di fratture altre problematiche che possono avvenire in età avanzata,
04:41come disturbi dell'equilibrio oppure l'ostoporosi, cioè la fragilità ossea.
04:46Tant'è che poi, negli ultimi anni, essendo aumentata anche l'età media della popolazione, della gente,
04:52comunque abbiamo avuto un incremento di questo tipo di fratture, proprio legate anche all'aumento dell'ostoporosi e a queste
04:58problematiche.
04:59La diagnosi di queste fratture è abbastanza chiara, nel senso che dopo il trauma alla spalla si instaura dolore,
05:04la perdita della funzionalità, e può, diciamo, gonfiarsi notevolmente la regione della spalla,
05:11formarsi un ematoma che si estrinseca anche a livello cutaneo.
05:17Associata alla diagnosi clinica, abbiamo anche indagini strumentali che può approfondire meglio il collega radiologo,
05:22che sono appunto la radiografia, che è un esame di primo livello, o l'attacca, che è un esame di
05:26secondo livello.
05:28Grazie a queste indagini strumentali, può partire il filmato delle fratture dell'omero,
05:36noi riusciamo a individuare quanti frammenti sono coinvolti e qual è la loro scomposizione relativa.
05:42In base a queste caratteristiche decidiamo quale tipo di trattamento è più adeguato per quel tipo di frattura,
05:48sia esso un trattamento chirurgico o un trattamento conservativo.
05:53Oltre a questi aspetti, diciamo, che sono caratteristici della frattura,
05:57noi consideriamo anche aspetti più generali, ovviamente, del tipo di paziente con cui andiamo a avere a che fare,
06:03quindi in base all'età o altre problematiche, diciamo, generali,
06:06che possono eventualmente compromettere un trattamento di tipo chirurgico.
06:11Detto questo, per fortuna, la maggior parte di queste fratture sono composte o minimamente scomposte,
06:17per cui guariscono bene con un trattamento conservativo.
06:20Una sacca a reggi braccio con fascia antirotatoria, tenuto un mese,
06:24seguita da un'adeguata fisioterapia, esita di solito in una buona recupero funzionale.
06:29Come ad esempio un caso clinico che abbiamo riportato,
06:32può partire la prima immagine radiografica,
06:34dove si evidenzia la frattura di un omero prossimale,
06:38moderatamente scomposta, di una signora di 80 anni.
06:42La successiva immagine radiografica mostra come questa frattura sia guarita
06:46sempre con quella scomposizione moderata
06:49e nella successiva immagine possiamo vedere quali sono i risultati funzionali,
06:53cioè un risultato di funzionale ottimale nonostante ci sia questa scomposizione.
06:58Quindi concludendo, si tratta di fratture frequenti,
07:00soprattutto in donne di età sopra i 65 anni,
07:03che però nella maggior parte dei casi fortunatamente guariscono
07:07con un trattamento conservativo e in pochi casi invece guariscono
07:11un trattamento chirurgico.
07:13Trattamento chirurgico, abbiamo visto infatti che la signora riusciva
07:15completamente a gelare il braccio.
07:16Esatto, esatto, nonostante l'immagine radiografica non fosse così esaltante, diciamo.
07:21E invece in realtà, lei insomma se la cavava benissimo con certi movimenti.
07:25Bene, benissimo, anticipato brevemente il discorso della diagnosi,
07:29quindi il dottor Marchesini, assist perfetto, l'aeroradiologo,
07:32quindi come si può fare la diagnosi di questa frattura all'omero?
07:35Esatto, come ha anticipato il collega,
07:37la prima indagine, diciamo l'indagine di primo livello,
07:40è sempre la radiografia.
07:42Radiografia, che è una metodica di diagnostica per immagini
07:45che utilizza delle radiazioni ionizzanti
07:47per andare a valutare sostanzialmente due cose,
07:52diciamo così nella prima valutazione del trauma della spalla.
07:55Rapporti articolari, ossia se vi sia, se si confermi eventualmente
07:59una sospetta lussazione dell'articolazione
08:02e di individuare le fratture, appunto,
08:05e fare un primo bilancio dell'estensione dell'entità della frattura.
08:10La radiografia, io ho portato qualche immagine esemplificativa
08:13per far capire appunto ai nostri telespettatori
08:17cosa noi vediamo tutti i giorni,
08:19è un'immagine, è una...
08:20l'ardiografia è una metodica di tipo bidimensionale sostanzialmente.
08:24Noi andiamo a proiettare un fascio di raggi X sul paziente
08:28che si vanno poi a imprimere in un piano sensibile
08:30che è posto appunto dal lato opposto del paziente.
08:34Svantaggi, appunto, è bidimensionale,
08:36quindi noi per andare a cogliere tutti gli aspetti,
08:40diciamo così, l'estensione, la lussazione e quant'altro,
08:44dobbiamo andare a eseguire proiezioni da punti di vista differenti
08:48in modo tale da ottenere una sorta di tridimensionalità.
08:52La radiografia, inoltre, ha un altro, diciamo, piccolo limite
08:56che essendo bidimensionale può, diciamo così,
09:02si ha una sorta di sovrapposizione delle strutture anatomiche.
09:05Mi spiego, cioè quello che è davanti e quello che è dietro
09:09si sovrappone e viene proiettato appunto sulla stessa immagine.
09:15Questo viene ovviato sempre utilizzando delle proiezioni differenti.
09:18In questo caso specifico c'è una frattura dell'omero prossimale
09:23sempre dello stesso paziente, visto in due proiezioni differenti.
09:27Nell'immagine di sinistra già si coglie che c'è una frattura
09:30appunto composta del profilo corticale della testa omerale.
09:34Nella immagine invece dal lato destra,
09:36semplicemente ruotando il paziente e intraruotando il braccio,
09:40la frattura è ancora più evidente.
09:43Quindi, indagine di primo livello, la lastra.
09:45L'indagine di secondo livello, con cui, ah, un'altra cosa,
09:51la lastra non viene utilizzata solamente nel primo bilancio
09:57appunto di estensione delle fratture,
10:00bilancio sull'eventuale composizione e scomposizione
10:02dei capi articolari, ma anche nella valutazione,
10:06diciamo così, post-operatoria.
10:08Servirà poi ai colleghi per valutare
10:09la maturazione del calloscio e la composizione dei capi articolari,
10:14come si vede nella prossima immagine,
10:17in cui vediamo appunto una frattura dell'omero prossimale
10:20trattata con una placa e delle viti di stabilizzazione.
10:24Qualora noi abbiamo una radiografia dubbia,
10:28oppure il collega ortopedico debba operare il paziente,
10:31abbia bisogno di informazioni più dettagliate,
10:33che vadano, diciamo così, a sopperire queste carenze,
10:37diciamo, queste carenze che ha la radiografia,
10:40noi ricordiamo la TAC, la tomografia assiale computerizzata.
10:44Questa è una metodica che funziona sempre con radiazioni ionizzanti,
10:48ma con un principio lievemente differente.
10:51Infatti, il paziente viene sdraiato su un lettino
10:53che scorre all'interno di un tunnel, detto Gentry,
10:57dove ruotano il tubo radiogeno e il piano sensibile insieme.
11:01In questa maniera, diciamo, il tubo radiogeno traccia una sorta di elica,
11:06per cui noi non andiamo a imprimere una foto bidimensionale,
11:09ma andiamo ad acquisire tutto un volume di dati e di informazioni
11:12che ci consentiranno poi di ottenere delle informazioni tridimensionali.
11:17Per fare un esempio pratico, vediamo nella prossima immagine.
11:21Queste sono due immagini TAC, diciamo una sinistra e una destra,
11:27ricostruite appunto dai dati acquisiti dalla macchina,
11:30in cui noi andiamo in un certo senso, per dirla in parole,
11:33ad affettare il paziente, infatti è una metodica tomografica,
11:36su due piani e a vedere appunto nel dettaglio le strutture anatomiche.
11:42Noi possiamo poi sulla nostra workstation scorrere le immagini
11:45e quindi ad avere una tridimensionalità del tutto.
11:47Ancora più, diciamo, suggestive sono le immagini in volume rendering,
11:51come nella appunto immagine successiva,
11:54in cui noi andiamo ad esaltare i voxel, i pixel acquisiti dalla macchina
12:00con densità ossea e otteniamo come dei modelli 3D del paziente.
12:04Quindi la TAC, indagine di secondo livello,
12:06utilizzata nel trauma all'inizio senza liquido di contrasto nonvenoso,
12:11liquido di contrasto che viene utilizzato in casi selezionatissimi,
12:14qualora noi per esempio dovessimo valutare la presenza di un ematoma
12:18che sia rifornito da sangue, quindi generalmente senza mezzo di contrasto
12:23che ci fornisce tutte queste informazioni più dettagliate rispetto a quello che abbiamo visto nell'RX.
12:28Bene, grazie, grazie dottore anche a lei.
12:30Veniamo alla parte chirurgica, dottora Gambinieri,
12:33insomma cerchiamo di capire che tipo di trattamento chirurgico può essere effettuato
12:38e poi magari nella seconda domanda ci anticipa un po' quelle che sono le tecniche più innovative.
12:43Diciamo che il trattamento chirurgico è sempre personalizzato per il paziente,
12:48e quindi abbiamo una ampia gamma di trattamenti che possiamo avere in base al tipo di frattura,
12:52a partire dalle trattamenti per cutanei, quindi attraverso la pelle senza aprire con dei fili metallici,
12:59placche, chiodi intramidollari, fino ad arrivare alla protesi.
13:04Diciamo che negli ultimi anni, in base anche alla ricerca scientifica,
13:10si è conosciuto sempre meglio quello che è il processo di guarigione delle fratture
13:15e quindi in base a queste si sono sviluppate sempre delle tecniche sempre meno invasive
13:19che vadano a insultare meno quelli che sono i tessuti,
13:22come ad esempio le tecniche Mipo, che sono delle tecniche che utilizzano delle placche
13:27che vengono sintetizzate le fratture con delle mini incisioni
13:32e quindi abbiamo anche l'immagine, se vogliamo vedere,
13:36in cui c'è un minimo insulto a quelli che sono i tessuti,
13:39perché appunto operiamo facendo delle mini incisioni,
13:42una minor perdita di sangue e un minore insulto ai tessuti.
13:47Quindi tutto questo porta a un minore giorni di ricovero,
13:52minore comorbidità per il paziente e anche un recupero molto più veloce
13:56e quindi un recupero molto più veloce, fino ad arrivare poi anche alle tecniche artroscopiche,
14:01quindi quelle che il paziente chiama con i tre buchetti,
14:04il dottore mi fa l'intervento con i tre buchetti,
14:06è possibile anche quello, ma solo per determinate fratture,
14:11però esistono anche queste metodologie innovative con artroscopiche o artroscopiche assistite.
14:17Dottor Gambineri, sentiamo un po' come è andata ad Adriana.
14:20Pronto, buonasera.
14:21Buonasera.
14:22Buonasera Adriana, ci racconti, visto che il dottor Gambineri ha illustrato queste tecniche innovative
14:28che hanno poi grandissimi vantaggi per il paziente.
14:32Cos'è successo?
14:33Purtroppo sono caduta e mi sono rotta l'omero della spalla destra.
14:39Dopo aver fatto le lastre, il dottor De Blasi mi ha suggerito di fare l'intervento con la tecnica mini
14:47invasiva,
14:48mettendo una placca e delle viti.
14:50Io ho pensato un po', perché insomma, mi sono fidata del professore e ho fatto bene,
14:58perché mi hanno fatto un piccolo taglio sul braccio, sono stata ricoverata solo tre giorni
15:06e proprio il terzo giorno ho iniziato subito la fisioterapia.
15:10Ho un po' di dolore, ma immaginiamo insomma.
15:17Ma sì, i medici che è la fisioterapista mi dicono che sta procedendo tutto regolarmente.
15:23Bene, mi fa piacere.
15:25Non la sentiamo benissimo signora Adriana, però insomma abbiamo capito che in realtà lei ha avuto dei vantaggi da questa
15:31tecnica
15:32e adesso purtroppo ahimè era caduta, adesso però insomma sta abbastanza bene.
15:37Sì, quindi vorrei, sì sì, sto andando verso il meglio.
15:42Certo.
15:42Quindi vorrei ringraziare tutte le chicche russica con il dottor Beblase, il dottor Gambineri, il dottor Ziveri
15:52e anche il centro di fisioterapia REAB di Salso Maggiore Terme che mi sta seguendo.
15:59Sono tutti qua i medici, quindi insomma li ringraziano, li vedo dei visi soddisfatti
16:05perché quando poi il paziente, insomma l'intervento riesce, il paziente è così motivato, ha questa voce squillante
16:11quindi insomma una brutta avventura che però si sta concludendo nei migliori dei modi.
16:15Grazie Adriana.
16:16Sono sentita molto bene vicino a questi signori.
16:19Bene, ha riportato tutta la sua stima.
16:22Sono contenti anche loro di sentirla così pimpante e fiduciosa.
16:25Grazie, faccio commentare il suo caso ai medici proprio qua in studio.
16:29Io intanto ringrazio la signora, sono contento che le cose ci sono andate per il verso giusto.
16:35Volevo aggiungere un commento a quello che è stato detto dal radiologo e dagli altri ortopedici
16:42sulla comprensione perché il problema che noi abbiamo spesso è che è difficile far comprendere al paziente
16:51il tipo di frattura che ha dagli accertamenti.
16:55è complicato per noi quando guardiamo le tacche ed è difficile poi andarla a spiegare al paziente.
17:00Allora noi con il dottor Ziveri e il dottor Gambineri abbiamo visto che stampando la frattura
17:15dalle tacche che ci fanno, riusciamo a far capire al paziente quello che ha
17:20e che è il primo passo per il percorso di recupero perché si ha la coscienza di quello che si
17:26ha
17:26di quello che si deve fare.
17:28Certo, c'è maggior consapevolezza.
17:29Esatto, questa è la parte più complicata perché a volte è difficile per noi comprendere il tipo di frattura
17:34e questo è un sistema che noi adesso stiamo utilizzando molto e rende la comprensione del paziente
17:40molto, ci rende molto più facile.
17:43Sì, sì, certo, è assolutamente immediato, con quei modellini voi fate capire cos'è successo e cosa dovete fare.
17:50Esatto, esatto.
17:51Insomma non è che uno può far vedere un video durante la fase della visita appunto preoperatoria.
17:57Vuole commentare il caso dottore?
17:59Sì, la signora Adriana era caduta un mese fa, appunto come ha detto si è fratturata la spalla
18:04e visto il tipo di frattura appunto il trattamento personalizzato permetteva di fare la tecnica mini invasiva
18:11abbiamo proposto alla signora di agire in questo modo e difatti ha portato un beneficio dal punto di vista
18:16di giorni di ricovero perché la signora è stata ricoverata solo tre giorni, dal punto di vista anche di perdita
18:22di sangue
18:22e recupero della funzionalità appunto è possibile oggi fare interventi chirurgici che una volta venivano fatti
18:28magari aprendo mezza spalla, oggi con delle tecniche mini invasive con un efficacia uguale o superiore anche dal punto di
18:36vista funzionale.
18:37Con che tipo di anestesia?
18:38Ha fatto un'anestesia, un blocco a livello del braccio e poi un'anestesia di sediazione, quindi non ha avuto
18:44la necessità
18:45di un'anestesia generale appunto perché anche i tempi chirurgici si accorciano.
18:50Ecco quanto dura un intervento come quello di Adriana?
18:52Ma all'incirca un 40 minuti un'ora dipende poi dalla difficoltà del caso.
18:57Però insomma è un tempo decisamente breve rispetto poi a quello che è il problema.
19:03Aggiungiamo altro oppure se insomma questa prima parte è chiara direi l'ora di andare in pubblicità
19:07abbiamo sentito anche già una testimonianza, ci fermiamo qualche istante ma torniamo davvero tra pochissimo
19:13per parlare sempre della spalla.
19:14Ti aspettiamo!
19:34Eccoci qui sempre in diretta, check up salute e benessere, prima puntata dell'anno per parlare
19:40dei traumi che riguardano la spalla, abbiamo parlato delle fratture all'omero, abbiamo capito
19:47insomma come è possibile fare la diagnosi e poi ovviamente il trattamento chirurgico
19:51nei casi più significativi con delle tecniche anche innovative che consentono un breve recupero
19:56quindi grandi vantaggi per i pazienti.
19:59Dottor De Biase riparto da lei, parliamo della protesi totale quando avessono fratture.
20:05Sì, allora la protesi è ovviamente l'intervento più importante che si può fare per una frattura
20:13di omero, per una frattura della spalla e quindi essendo un intervento molto importante
20:19deve essere valutato con attenzione.
20:22La protesi in generale è una strada senza ritorno perché è la sostituzione dell'articolazione
20:27con dei componenti metallici e quindi di conseguenza non si può tornare indietro.
20:34La valutazione del paziente deve essere fatta con molta attenzione oltre al tipo di frattura
20:40che il paziente ha, quindi non è solamente sufficiente avere una frattura di una gravità
20:46tale da dove richiede la protesi ma bisogna anche avere delle caratteristiche particolari
20:52e delle richieste funzionali particolari.
20:55Abbiamo visto intanto che le fratture hanno dei risultati discreti anche in condizioni di
21:03scomposizione importante e quindi questo rende ancora più complesso la scelta della corretta
21:09indicazione di protesi che non deve essere fatta con leggerezza, perché è un evento
21:16molto molto importante. È anche vero d'altra parte però che il paziente deve riavere la
21:23sua funzionalità, cioè deve poter muovere il braccio nella vita quotidiana. La maggior
21:27parte di questi pazienti sono pazienti non più giovanissimi e quindi hanno bisogno della
21:31loro indipendenza dentro casa per svolgere tutte le funzioni della vita quotidiana. In questi
21:35casi la protesi, la protesi totale, quindi la protesi totale inversa, garantisce un buon
21:42risultato. Cosa è la protesi? Possiamo far partire il filmato? La protesi è la sostituzione
21:49dell'articolazione, quindi questo ovviamente è un caso in cui facciamo vedere sia la protesi
21:55totale che è la sostituzione dei componenti articolari anatomici, quindi si ricostruisce
22:02l'anatomia del paziente o abbiamo invece una seconda tipologia di protesi che è la protesi
22:08inversa in cui si invertono le superfici articolari. La scelta del tipo di protesi deve essere fatta
22:16in base all'età del paziente e in base anche al tipo di lesione delle componenti tendine,
22:24altrimenti la protesi potrebbe non funzionare. Oggi noi abbiamo a disposizione, possiamo far
22:30partire il secondo filmato, abbiamo a disposizione dei planning preoperatori per studiare il caso
22:44in maniera dettagliata. In maniera dettagliata noi facciamo il planning al computer e quindi
22:57studiamo esattamente dove la protesi deve essere impiantata e possiamo stampare gli strumenti che
23:06ci servono per posizionare la protesi nella posizione più idonea. Quindi questo è un aspetto
23:12molto importante del nostro lavoro. Sì, certo, quindi sartoriale. Esattamente, viene fatto un lavoro
23:20sartoriale. La protesi una volta impiantata poi ovviamente ha necessità di un percorso di
23:26riabilitazione che può cominciare subito dopo l'intervento e che ha una durata però abbastanza
23:31lunga. Ci servono circa 4-5 mesi per recuperare la piena funzionalità del braccio dopo questo tipo
23:38di intervento. Ecco, questo intervento, quindi spieghiamo, immagino intervento importante, quindi
23:44anestesia a questo punto che... Anche qui l'anestesia non sempre viene fatta l'anestesia generale, può
23:51essere sufficiente fare l'anestesia del braccio, quindi fare un'anestesia periferica associata ad una
24:00sedazione profonda, diciamo. Quindi intervento molto più lungo, anche immagino complesso, no?
24:05Esatto, beh, l'intervento è più complesso senza dubbio, insomma, l'intervento è più complesso,
24:10durerà un'oretta e mezzo, poi diciamo così che il tempo dell'intervento chirurgico non deve
24:16essere mai preso come qualcosa a cui bisogna guardare, insomma. A Roma c'è un detto, c'è un
24:24detto romano...
24:24Sa che però il paziente un po' ci pensa, eh? Quanto tempo sta in sala operatoria?
24:28Sì, però, come dice Roma, se vuoi la roba che ti piace, gli dà il tempo che si cuoce, cioè
24:31gli interventi hanno bisogno del loro tempo, questo è molto importante, perché il paziente
24:35gli chiede sempre del tempo, quanto ci vuole, ci vuole il tempo necessario, per una parola
24:54però è un intervento che deve essere studiato, deve essere pianificato, ha bisogno della
24:59sua attenzione e soprattutto deve essere scelta correttamente, ripeto, il tipologia di
25:04paziente, perché non tutti i pazienti possono ricevere la protesi.
25:07Anche perché fisioterapia poi lunga...
25:09Esatto, un paziente molto compliante, un paziente motivato, un paziente che ha necessità,
25:13deve avere magari il braccio dominante rispetto al non dominante, perché la motivazione
25:18può essere diversa. Esistono tutta una serie di valutazioni che non sono solamente il tipo
25:24di frattura, insomma, quello è una delle componenti che sono necessarie per andare...
25:29Sì, quindi entra in gioco anche la motivazione, l'aspetto psicologico del paziente, insomma
25:32l'approccio. Vediamo un po' com'è andata al papà di questa telespettatrice. Prima però
25:38lanciamo la sigla della nostra rubrica L'ho vissuta così.
25:48Pronto? Buonasera Barbara.
25:50Sì, buonasera Francesca, buonasera.
25:53Grazie della sua disponibilità, ci racconti, insomma, la testimonianza di suo padre che è
25:59stato sottoposto a questo tipo di intervento chirurgico.
26:02Sì, è niente, circa un anno fa mio papà, 86 anni, a causa di una brutta caduta, si è
26:10procurato una frattura scomposta alla spalla destra. È stato ricoverato al maggiore,
26:17dove ci sconsigliavano vivamente l'intervento, causa l'età avanzata e piccole patologie.
26:27Dopo consigliate da tanti conoscenti, ci siamo rivolte al dottor De Piase presso la casa
26:33di cura a città di Parma, il quale dopo accurata visita, esami diagnostici, ha ritenuto
26:41opportuno impiantare una protesi. Dopo l'intervento il papà ha iniziato il suo percorso riabilitativo,
26:50dopo varie sedute di fisioterapia, ha ripreso la sua normale vita, ritornando a mangiare e
26:59lavarsi da solo, sollevare piccoli pesi, ma anche pesi più grandi e a guidare. Quindi
27:07lui è ritornato come prima.
27:10Bene, quindi insomma buonissima qualità della vita.
27:13Sì, stiamo a ringraziare il dottor De Piase e tutta la sua equip per il lavoro che hanno
27:20fatto. Certo, certo Barba.
27:23È un operato, proprio, ne siamo contentissimi.
27:27Bene, bene, bene, ci fa piacere. Grazie, grazie Barba della sua testimonianza qui appunto
27:34a Check Up che ci dà sempre spunto di approfondimento ma anche di riflessioni. Insomma, un paziente
27:40della terza età, 86 anni, è una sfida anche.
27:43È una sfida, sì, però ha sentito torna a lavarsi da solo, mangia da solo, cioè ritorna
27:48l'autostima è tornata a mille. Ah sì, certo, il paziente non più giovanissimo, il paziente
27:52anziano, questo ha bisogno, ha bisogno di sentirsi di nuovo indipendente.
27:57Certo, assolutamente autonomo e libero di fare il proprio scelte.
28:01Autonomo, indipendente e quindi insomma è un intervento utile.
28:05Assolutamente. Diciamo che a giorno d'oggi l'etana grafica spesso non corrisponde a quelle
28:08che sono le richieste funzionali perché ci sono persone anche della terza età che fanno
28:12tutto e quindi non è solo quello l'elemento che ci fa decidere per...
28:16Sì, sì, fanno anche sport, quindi insomma le persone arrivano poi ad un'età anziana
28:20anche molto in forma, quindi magari poi cadono perché...
28:23E quindi richiedono anche...
28:25Vanno insomma un po' in situazioni, a cercarsi forse situazioni non magari pensabili anni fa,
28:30quindi è ovvio che poi vi trovate a dover risolvere questo tipo di problematiche con persone
28:36oltreottantenni come in questo caso. Bene, bene, bene.
28:39Ok, chiudiamo questa prima parte quindi dedicata al tema osseo.
28:43Adesso invece parliamo delle lesioni traumatiche a carico di tendini e di strutture capsulo-legamentose
28:51appunto della spalla. Quindi riparto al dottor Marchesini perché appunto con lei sempre la diagnosi
28:56essendo radiologo, quali immagini appunto consentono ai colleghi che devono poi intervenire
29:02in modo più o meno conservativo e chirurgico di capire, di fare una diagnosi perfetta della patologia?
29:07Esatto, allora bisogna sempre distinguere tra indagini di primo e di secondo livello.
29:11In questo caso l'indagine di primo livello è l'ecografia della spalla.
29:16Viene effettuata appunto con una macchina, il classico ecografo che si utilizza anche per l'addome
29:20ed altri distetti anatomici, quindi una macchina che eroga ultrasuoni, completamente innocua,
29:25non ha particolari controindicazioni.
29:27È un esame che può essere fatto a letto del paziente, basta appunto avere il macchinario,
29:32un po' di gel ecografico e si può realizzare a letto del paziente.
29:36Cosa ci consente di valutare l'ecografia?
29:39L'ecografia ci consente di fare una prima valutazione di quello che riguardano appunto le lesioni dei tessuti molli,
29:45in particolare dei tendini, per esempio della cuffia dei rotatori.
29:51L'esame ecografico si svolge in maniera schematica con delle sonde lineari apposite,
29:57facendo muovere appunto il paziente seduto sul bordo del lettino, il braccio del paziente,
30:03andando a analizzare uno per uno le varie componenti tendine.
30:06L'ecografia, nonostante sia una metodica di primo livello,
30:10ha una elevata sensibilità per le lesioni a tutto spessore dei tendini della cuffia dei rotatori,
30:16che è paragonabile anche a quella per esempio di una risonanza di un altro RM.
30:20Performa un po' meno, per questo è una metodica di primo livello,
30:23sulla parte diciamo delle lesioni parziali e sicuramente non ci consente di valutare
30:29quello che sono gli stabilizzatori statici della spalla, come appunto le lesioni capsulo-legamentose.
30:37Sì, inoltre l'ecografia ci consente di valutare anche la presenza di un versamento articolare,
30:42reperti collaterali come possono essere ematomi muscolari connessi al trauma e quant'altro.
30:47Io ho portato qualche immagine per far capire appunto agli spettatori più o meno cosa vediamo con l'ecografia,
30:53allora vediamo la prima immagine, allora questa è un'immagine ecografica,
30:57come l'attack è una metodica tomografica, cioè noi immaginiamo come di fare il paziente a fette, no?
31:03In questa scansione noi vediamo un tendine, uno dei tendini della cuffia dei rotatori, il sottoscapolare,
31:10in particolare nell'immagine in alto la prima banda bianca è la cute e il sottocute,
31:16sotto abbiamo lo strato muscolare, quello è il deltoide e sotto ancora abbiamo il tendine,
31:21quello con la stellina gialla, che è il tendine sottoscapolare, in questo caso di un ragazzo giovane un tendine normale.
31:28Sotto la stella blu vediamo invece la superficie dell'omero, che chiaramente appunto,
31:35come abbiamo detto prima, l'omero non viene studiato l'osso, diciamo così, se per sé in ecografia,
31:40ma con TAC e DERX, perché appunto gli ultrasuoni non riescono a penetrare la superficie ossea,
31:45riusciamo a vedere solo il profilo corticale della superficie.
31:48Nell'immagine successiva, sempre nello stesso paziente, andando appunto a muovere il braccio del paziente
31:54e a spostare la sonda su dei precisi reperi, vediamo una lesione in questo caso parziale del tendine del sopraspinato,
32:02è quella ombra nera che vedete, che nell'immagine precedente invece non c'era, avevamo un tendine tutto bianco, omogeneo.
32:08Questo è un esempio appunto di lesione parziale, che può essere diagnosticata appunto con un'ecografia.
32:15Esame di secondo livello.
32:17Esame di secondo livello è la risonanza magnetica, non la TAC.
32:21La TAC ci dà una buona visualizzazione delle strutture osse,
32:26in particolare quella senza mezzo di contrasto, una visualizzazione solo di alcuni aspetti magari dei tessuti molli,
32:33non di certo i tendini e della cuffia dei rotatori, come appunto possiamo vedere con l'ecografia e con la
32:39risonanza magnetica.
32:40Ho un altro esempio di immagine di risonanza magnetica questa volta.
32:45Risonanza magnetica, principi fisici completamente diversi rispetto a Rx, TAC ed ecografia,
32:50è una macchina tecnicamente piuttosto complessa,
32:53utilizza dei potenti campi magnetici e delle radiofrequenze per ottenere informazioni,
32:59si è detto proprio semplificata, dell'eccitazione delle molecole d'acqua nell'organismo.
33:03Questa è sempre una metodica tomografica,
33:07cioè l'immagine che noi vediamo qui è come se il paziente fosse fatto a fette,
33:10diciamo così, sul piano coronale anteriore.
33:14In questo caso vediamo la spalla.
33:16Il bianco, queste particolari sequenze, queste particolari immagini acquisizione che sono state fatte,
33:22servono per esaltare l'edema e l'acqua, le molecole d'acqua.
33:26Infatti quella, diciamo, chiazza bianca che vediamo,
33:29è un versamento in una struttura borsale, appunto, della spalla.
33:34La freccia gialla, invece, indica una rottura a tutto spessore del tendine del sopraspinato,
33:38che dovrebbe occupare quello spazio che invece adesso è disabitato
33:42e sulla destra dell'immagine, a destra della freccia, c'è il moncone retratto del tendine del muscolo
33:48che appunto, avendo perso l'attacco sull'osso, si ritraggono da quella parte.
33:53Risonanza magnetica.
33:54La risonanza magnetica osteoarticolare nei traumi della spalla per la valutazione della cuffia dei rotatori
34:00è una risonanza magnetica senza il mezzo di contrasto.
34:03Questo è sufficiente per darci tutte le informazioni che ci servono.
34:08Valuta anche l'osso, ci può dare delle informazioni anche specifiche
34:13sulla presenza, per esempio, di edema, cioè di infiammazione dell'osso,
34:16che sono un indice anche di quanto tempo ha la frattura.
34:21Ci dà anche delle informazioni di tipo funzionale, di tipo sulla tempistica dell'evento,
34:26senza mezzo di contrasto.
34:27Per avere invece una visualizzazione delle strutture capsule legamentose di coloro
34:33che insomma tengono, dando una stabilità statica all'articolazione,
34:37bisogna ricorrere ad un esame particolare che è l'artro RM,
34:41di cui magari possiamo parlare più avanti che è una cosa un po' più articolata.
34:45Articolare.
34:46Sì, articolare.
34:47Insomma, insomma, gli spettatori l'hanno sentita nominare di rado,
34:49invece TAC, insomma, lastra, risonanza magnetica,
34:53con essenza nel quinto di contrasto, è già più diffusa.
34:56C'è una domanda, ci scrive Mario,
34:59quindi facciamo un passo indietro rispetto all'argomento,
35:01chiedo che durata può avere mediamente una protesi di spalla.
35:06Se fatta in età precoce, può essere necessario reintervenire?
35:11Dottor De Piasi, mi risponde lei.
35:13Allora, direi di...
35:15Allora, le durate ormai sono, diciamo, lunghe, 15-20 anni.
35:21Ovviamente l'età del paziente è un fattore di rimente nella durata di una protesi,
35:26perché se faccio una protesi di spalla a 40 anni,
35:28probabilmente versi 60 dovrò revisionarla.
35:33Ma anche capito come viene utilizzata,
35:35nel senso che è un mezzo meccanico,
35:37quindi se io la protesi la utilizzo per giocare a tennis tutti i giorni,
35:42il mezzo meccanico si consuma...
35:44E quindi dura di meno, esatto, e quindi si usura prima.
35:49La protesi in età giovane, diciamo così, va vautata con molta attenzione,
35:55va fatto un rapporto tra la qualità della vita e il tipo di patologia,
36:00e quindi uno deve scegliere cosa vuole fare.
36:04Qual è la strada da percorrere.
36:07Però diciamo che tendenzialmente 15-20 anni,
36:09oggi le protesi tendono a durare.
36:12Insomma, devo dire che l'aspettativa anche in medicina
36:15è poi sempre un po' la parola chiave, no?
36:16Cosa si aspetta, insomma, un paziente rispetto al problema, no?
36:20Che può essere affrontato in tanti modi.
36:22Sì, è anche vero che il paziente giovane che ha una cattiva qualità di vita,
36:25in realtà è meglio vivere bene la gioventù,
36:29per poi dopo uno diventa più grande,
36:31magari può rinunciare più facilmente a alcune cose su altre necessità.
36:35Quindi è una valutazione che il paziente deve fare con il medico,
36:39insomma, ricordando sempre che la protesi è una strada senza ritorno,
36:41quindi una volta che si è fatta questa scelta,
36:43non si può tornare indietro.
36:44Non si può tornare indietro, certo.
36:45Quindi è fatta ben ponderata.
36:47Assolutamente.
36:48Dottor De Biase, continuo con lei.
36:50In che modo i tendini possono essere coinvolti,
36:53una lesione appunto traumatica,
36:55e quali sono poi le conseguenze?
36:57Beh, allora, ovviamente il tendine si lesiona con un trauma,
37:04prevalentemente, bisogna vedere l'entità del trauma
37:07e la qualità del tendine in cui il trauma va a inserirsi.
37:12Bisogna capire se il tendine già aveva una degenerazione prima del trauma,
37:17e questo succede spesso nelle rotture dei tendini con traumi a bassa intensità,
37:23sposto un peso, mi aggrappo mentre sto cadendo,
37:27quindi dei traumi a bassa intensità che provano delle lesioni a tendini
37:30che già avevano dei problemi, oppure invece delle lesioni traumatiche in tendini sani.
37:37E questo succede, diciamo, nelle persone che sono più giovani
37:41e che hanno traumi più importanti da un punto di vista.
37:44Si può partire il filmato sul trauma del tendine,
37:47vediamo come si rompe un tendine.
37:49Il tendine si strappa dall'osso perché il muscolo tira sul tendine,
37:56e ovviamente il tendine è come una corda,
37:57quindi se la trazione è troppo forte, si disinserisce dall'osso e si rompe.
38:05E' importante, questo è un aspetto nella quale la diagnostica ci aiuta molto,
38:11comprendere se il tendine era già patologico prima o se era sano,
38:18e questo lo vediamo dalla risonanza magnetica con dettagli particolari,
38:22perché il tendine che è malato da tempo ha il ventre muscolare,
38:25cioè la componente muscolare infiltrata di tessuto adiposo, cioè di grasso,
38:30e quindi noi abbiamo un segno indiretto di un tendine già interessato.
38:34Questo per noi è importante perché dobbiamo poi scegliere che tipo di trattamento fare
38:39per quel tipo di paziente e quindi dobbiamo capire se è una lesione recente,
38:45avvenuta da poco in un tendine sano,
38:48oppure se è già una lesione avvenuta su un tendine che già aveva patologie.
38:53E' un compromesso in qualche modo.
38:55Esatto, e quindi capire un pochettino.
38:57Dobbiamo sempre, diciamo così, anche qui la parte difficile è che le immagini,
39:01quello che noi vediamo nelle immagini poi devono essere disegnate sul paziente,
39:06abbiamo bisogno poi della clinica che corrisponde a quel tipo di lesione.
39:09Per determinare un quadro un po' più completo.
39:15Completo. Grazie.
39:16Dottor Ziveri, possono esserci delle conseguenze sulla mobilità della spalla
39:22a seguito appunto di questi traumi che stiamo raccontando in modo così preciso?
39:28Sì, direi di sì, nel senso che al di là dei traumi di cui abbiamo precedentemente parlato,
39:34come fratture, lesioni tendine, anche in assenza di queste lesioni,
39:37un trauma a una spalla, anche di lieventità, come può essere ad esempio
39:41il guinzaio del cane che strattona, può determinare l'instaurarsi di quella che noi definiamo
39:47una rigidità di spalla, che chiamiamo capsulite adesiva o spalla congelata.
39:53Cosa significa? Significa che, può partire l'immagine della capsulite,
39:58che la capsula normale sostanzialmente è una struttura elastica,
40:02una specie di fisarmonica che segue i movimenti della spalla in tutto il suo arco di movimento.
40:08Nell'ambito di una capsulite adesiva post-traumatica succede che questa struttura che era elastica
40:14diventa una struttura fibrosa, anelastica, rigida, che riduce la mobilità ed è infiammata
40:21e quindi determina la comparsa di dolore.
40:24Quindi è una situazione che si può verificare a seguito di traumi, anche di lieventità,
40:29che determina prevalentemente appunto una perdita della mobilità articolare, dolore e
40:36soprattutto dolore anche notturno, che è quello che poi disturba maggiormente i nostri pazienti
40:42perché appunto disturba il sonno, si svegliano e quindi pregiudica molto la vita quotidiana.
40:49Oltre che conseguente a traumi, questo tipo di problematica si può determinare anche in maniera
40:57specifica senza una causa precisa oppure in seguito a interventi chirurgici.
41:04Diciamo che il percorso solitamente di recupero è un percorso fisioterapico.
41:09È un po' frustrante per i pazienti perché è un percorso lungo, dura dai 3 ai 6 mesi,
41:14deve essere caratterizzato da una fisioterapia assistita,
41:18poi sarà aiutato diciamo da parte nostra con delle infiltrazioni articolari
41:23che servono a ridurre la componente infiammatoria e quindi ad aiutare il fisioterapista a recuperare la mobilità
41:29e in casi estremi può partire le immagini del prechirurgico,
41:34come in questo caso, questa è una signora che noi abbiamo operato per una frattura di omero,
41:41guarita bene dal punto di vista osso, però esitata appunto in una capsulite postchirurgica,
41:47quindi una rigidità articolare che le impediva di fare i normali movimenti,
41:51nonostante la parte osso fosse guarita in maniera adeguata.
41:53Come vediamo nell'immagine a destra, vediamo come la rotazione esterna,
41:57in questo caso siamo focalizzati su questo, che è il movimento che di solito viene molto limitato
42:03nella capsulite adesiva, è limitata.
42:06E nell'immagine artroscopica, quindi notiamo come ci sia quest'area cicatriziale
42:12dalla parte anteriore della spalla tra la glena e la testa dell'omero.
42:16E se vediamo l'immagine post-operatoria successiva,
42:20notiamo come una volta liberata da queste aderenze intraarticolari
42:26siamo riusciti a recuperare la rotazione esterna in maniera soddisfacente
42:31e avviando poi la paziente a una precoce riabilitazione,
42:35perché è fondamentale, specialmente in questo tipo di capsulite postchirurgiche,
42:40è inviare più precocemente la paziente a eseguire la fisioterapia.
42:44Quindi questo è il quadro di una situazione appunto di rigidità post-traumatica
42:49che però nella maggior parte dei casi si risolve in maniera conservativa.
42:56Solo pochi casi necessitano dell'intervento chirurgico.
43:00Intervento chirurgico.
43:01Queste complicanze sono abbastanza frequenti?
43:05Questa capsulite che appunto si presenta dopo il trattamento non è frequente?
43:11No, no, no, sono direi abbastanza rare, post-chirurgiche, però ci sono
43:15e quindi bisogna, in rari casi appunto, bisogna ricorrere a un secondo intervento per risolverle.
43:23Bene, bene.
43:24C'è una domanda.
43:25Buonasera Francesca, oggi mentre lavoravo ho preso uno strappo alla spalla
43:30e non riesco a muoverla.
43:33Consigli?
43:34Sono stata tempo fa da dottore Gambineri per il ginocchio e sono rimasta soddisfatta.
43:38Niente, la vedrà ancora questo telespettatore, adesso non capisco se è un uomo...
43:43Valentina, perché ha questo problema alla spalla, no?
43:46Dico adesso, è stata proprio una problematica, proprio è caduta perfetta rispetto alla trasmissione di stasera.
43:53Insomma, può succedere che uno faccia un movimento che poi, insomma, adesso non so se forse lo strappo il termine
43:59giusto,
43:59però comunque a dolore non riesce a muovere la spalla.
44:02Sì, innanzitutto nelle fasi iniziali la cosa essenziale è quella di trattare il dolore.
44:06Perché appunto, come ha detto il collega, tutte le patologie della spalla, quando c'è dolore, possono esitare una rigidità.
44:12Quindi è essenziale nel momento tenere a riposo il braccio e la spalla comunque,
44:18terapia antidolorifica, che si può avvalere sia di antidolorici per voca, quindi banali antinfiammatori,
44:24terapia con ghiaccio, e poi eseguire i vari accertamenti radiologici,
44:29che in questo caso, essendo una lesione da distrazione, come primo livello potremmo partire con ecografia,
44:37che è un esame di primo livello che ci fa vedere se ci sono lesioni particolari.
44:42E poi, ovviamente, una visita con lo specialista per vedere anche clinicamente,
44:47che quella è la cosa essenziale, il tipo di clinica del paziente.
44:51Ecco, la visita deve essere effettuata subito o è meglio, tra virgolette, insomma, togliere il dolore,
44:58quindi trattare la spalla, stare a riposo e poi venire eventualmente appunto dall'ortopedico?
45:02Sempre dal tipo di lesione, ovviamente, dai traumi ad alta energia è sempre bene recarsi subito a fare una visita,
45:08perché potrebbero esserci fenomeni di lussazione o comunque appunto di frattura,
45:13mentre per i traumi minori si può anche aspettare per vedere un attimo che il dolore si risolva,
45:17di modo anche di arrivare a una visita con una clinica più definita,
45:21perché molte volte quando facciamo un esame obiettivo, una visita al paziente,
45:25quando c'è molto dolore, l'esame obiettivo viene anche falsato dal dolore,
45:28quindi ci svia anche un po' da quella che può essere la diagnosi.
45:31Corretta, certo, assolutamente, quindi insomma abbiamo capito,
45:34farmaci, così insomma uno lenisce il dolore, ghiaccio, tenerlo a riposo
45:39e poi appunto un'ecografia che è l'esame più indicato per insomma andare a capire
45:43o meglio escludere appunto le situazioni più gravi.
45:47Dottor Gambineri, continuo con lei, sentiamo spesso parlare di infiltrazioni,
45:51il collega prima le ha già citate, in cosa consistono queste infiltrazioni articolari?
45:57Diciamo che quando si parla di infiltrazioni c'è sempre una grande confusione,
46:01perché sentiamo che ci sono vari tipi di infiltrazioni.
46:03Per quanto riguarda la spalla abbiamo una gamma di prodotti che vanno dalle infiltrazioni cortisoniche
46:09alle infiltrazioni con l'acido iaruronico e poi le infiltrazioni di quello che parliamo di terapia rigenerativa,
46:15quindi PRP che banalmente sono piastrine prelevate dal sangue e centrifugate,
46:21oppure tessuto adiposo prelevato dalla pancia.
46:25Una precisazione occorre fare che sono tutte delle infiltrazioni valide,
46:29però bisogna, deve essere fatta per il tipo di patologia,
46:33quindi l'infiltrazione non è la panacea di tutti i mali.
46:36Le infiltrazioni cortisoniche sono molto indicate per tutte le terapie infiammatorie,
46:41per tutte le patologie infiammatorie, quindi le bursiti, le tendinopatie calcifiche o le capsulite adesive.
46:48Spesso il paziente arriva in ambulatorio dicendo
46:50non voglio fare l'infiltrazione cortisonica perché so che lesionano i tendini.
46:54In realtà lesionano i tendini ad altissime dosi, non sono le tre infiltrazioni di cortisone che lesionano il tendine
47:01e non è curativo il cortisone, cioè ci permette di trattare il dolore, di spengere l'infiammazione
47:08e di permettere poi di fare la fisioterapia che è quello il vero trattamento.
47:14Allo stesso modo l'acido iaruronico ha un effetto antinfiammatorio e di protezione,
47:18quindi è più indicato verso le tendinopatie o l'artrosi di spalla.
47:23Mentre sentiamo nell'ambito della terapia rigenerativa, quindi PRP e infiltrazioni di cellule
47:29e da tessuto adiposo della pancia, anche queste siamo in un ambito un po' confuso ancora
47:34perché comunque è stato ben definito che hanno un effetto antinfiammatorio,
47:38anche un effetto antinfiammatorio maggiore rispetto al cortisone e all'acido iaruronico a lungo andare.
47:44Però non abbiamo delle evidenze scientifiche ancora certe che possono portare ad esempio
47:48a una rigenerazione tendinia o cose del genere, quindi sono più indicate su una tendinopatia,
47:55quindi una degenerazione del tendinio, non sulle rotture, cioè non abbiamo delle evidenze.
47:59Quindi quello su cui mi vorrei focalizzare è che per ogni patologia c'è il tipo di infiltrazione giusta
48:05e per quanto riguarda la spalla, essendo un'articolazione martoparticolare,
48:09occorre evidenziare che spesso ci dobbiamo valere dell'utilizzo dell'ecografo
48:13perché varia anche la sede in cui facciamo l'infiltrazione.
48:17Quindi l'infiltrazione ecoguidata.
48:19Sì.
48:20E quindi insomma è dolorosa per il paziente?
48:22Nei primi giorni può essere dolorosa, è un effetto naturale.
48:26Durante proprio il trattamento?
48:27Ma generalmente non c'è un grande dolore, il dolore può essere maggiore la sera stesso
48:32o il giorno dopo, quindi anche chi fa l'infiltrazione non si deve allarmare
48:36se la sera stessa o il giorno dopo ha più dolore rispetto a prima di fare l'infiltrazione.
48:41Ci sono dei farmaci innovativi? Possiamo magari citare così qualche farmaco?
48:47Sì, diciamo come abbiamo detto la terapia rigenerativa, quindi PRP che è praticamente
48:53prelievo di sangue venoso che viene centrifugato e viene estratto piastrine
48:57o il tessuto adiposo dalla pancia che viene fatto una mini-liposizione
49:01e iniettato nella spalla che appunto cercano di modulare quello che è il mondo dell'infiammazione
49:06in quanto si rilasciano delle citochine anti-infiammatorie che cercano di far spengere l'infiammazione.
49:13Poi per quanto riguarda invece l'ambito di rigenerazione del tendine ancora non ci sono delle evidenze.
49:19Però quello che vorrei sottolineare è che è essenziale sempre abbinare una buona fisioterapia
49:24perché l'infiltrazione è solo una parte della terapia mentre poi la fisioterapia
49:29che è qualcosa che molto spesso viene sottovalutato è un 70% poi del trattamento della patologia della spalla
49:36ovviamente delle patologie che non sono chirurgiche.
49:40Sì, sì, certo, assolutamente.
49:42È che il paziente vuole il risultato subito e quindi la fisioterapia ovviamente è un investimento
49:48che uno fa nel futuro e invece con un farmaco e un altro tipo di approccio ha risultato subito
49:53quindi lo considera vincente rispetto a quello che è il problema da risolvere.
49:58Il dottor De Biasi è d'accordo?
49:59Sì, sì, sì, no, assolutamente.
50:00Volevo sottolineare il fatto del tessuto adiposo.
50:04È interessante.
50:06Sì, viene infiltrato, le cellule che vengono infiltrate sono cellule mesenchimali
50:14quindi è un estratto da quello che giustamente diceva Andrea, il dottor Gambinieri
50:19e quindi questa forse è una delle novità che c'è adesso sul trattamento
50:24però come giustamente diceva è un qualcosa che non ha un'evidenza ancora scientifica ben provata
50:30quindi va fatta veramente nei casi...
50:32La letteratura è ancora molto ridotta.
50:34Esatto, e quindi va applicata giusto nei casi dove è veramente estrettamente indicato.
50:37Comunque c'è un'alternativa, voglio dire, uno può prendere in considerazione
50:41poi se il paziente è anche convinto, solitamente tutto ciò che fa parte del corpo
50:46il paziente lo vive in modo positivo ma perché appunto non si fanno uso di sostanze
50:52appunto dei farmaci, chimiche invece insomma riutilizzando ciò che fa parte del proprio corpo
50:56dà sempre una grande sicurezza e consapevolezza.
51:00Bene, chiudiamo anche questa parte.
51:02Terzo blocco, tra pochissimo da pubblicità entriamo nel mondo dello sport
51:06perché ahimè gli sportivi si fanno male, gli sportivi appunto bravi, famosi
51:11ne ascolteremo uno tra pochissimo in collegamento Skype
51:14anche le persone perché bisogna fare attività fisica anche non a livello agonistico
51:18ma insomma bisogna tenersi in forma.
51:19Tra pochissimo sempre qui in diretta con CK, vi aspettiamo.
51:36Grazie.
51:37Grazie.
51:37Grazie.
51:42Grazie.
51:43Grazie.
51:43Grazie.
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