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00:00:00Grazie a tutti
00:00:30Buonasera a tutti e benvenuti qui su 12 TV Parma con il programma Check Up Salute e Benessere, il nostro
00:00:36programma di medicina che riparte, prima puntata del 2025 dedicata all'ortopedia, parleremo del dolore alla spalla e lo facciamo
00:00:45con quattro autorevoli professionisti che vado subito a presentare, partendo dal dottor Carlo Felice De Biase, specialist in ortopedia della
00:00:53Casa di Cura Città di Parma.
00:00:54Buonasera, buonasera.
00:01:27Buonasera, grazie mille per l'invito.
00:01:28Grazie a lei dottoressa per essere qui con noi. Io vi ricordo che per intervenire in diretta potete telefonare al
00:01:35numero 0521 464 227 oppure potete inviare un messaggio sms o whatsapp al 333 9200 170.
00:01:43Quindi insomma parleremo della spalla, del dolore alle spalle, della problematica che è abbastanza vasta, quindi insomma andremo in sala
00:01:50operatoria ma anche no, perché fortunatamente in certi casi non è necessario, svilupperemo questa tematica e come sempre ci fa
00:01:57piacere dare qualche indicazione rispetto all'anatomia. È così dottor De Biase?
00:02:02Assolutamente sì, la spalla è l'articolazione più mobile del nostro corpo, ce ne accorgiamo tutto il giorno quando vogliamo
00:02:11prendere un oggetto che si trova in alto, se vogliamo portare la mano dietro la schiena e questo è dovuto
00:02:16a delle caratteristiche particolari dell'anatomia della spalla che garantiscono una stabilità ma anche una mobilità.
00:02:24Come si può vedere dall'immagine che viene proiettata, vediamo come a sinistra l'articolazione della spalla che è composta
00:02:36dall'omero e dalla scapola sono affrontati l'uno di fronte all'altro e a differenza dell'anca per esempio
00:02:44che è un'altra articolazione comune nel quale la sfera è inserita all'interno dell'osso
00:02:52e quindi la spalla avendo questa capacità di mobilità rende facile il movimento del braccio. Ovviamente questa mobilità deve essere
00:03:08accompagnata anche da una stabilità dell'articolazione.
00:03:11Se può partire il filmato possiamo vedere come le strutture che avvolgono la spalla sono quelle che garantiscono la stabilità,
00:03:21quindi la spalla quando si muove verso l'alto è protetta dai ligamenti e dai muscoli che fanno sì che
00:03:29l'omero sia posizionato dove noi vogliamo nello spazio.
00:03:35Ovviamente questo è un equilibrio molto delicato e quindi la spalla è un'articolazione che abbastanza frequentemente va incontro a
00:03:43diverse patologie che sono proprio per la complessità dell'anatomia molto complesse.
00:03:49Quindi insomma il discorso è complesso, cercheremo di svilupparlo al meglio in modo semplice e complessibile per il nostro pubblico.
00:03:56Grazie dottor De Biase per queste informazioni iniziali.
00:03:59Andiamo al collega, dottor Calderazzi. Il termine periartrite scapolo omerale è ancora attuale?
00:04:06Dunque la risposta è molto semplice no, però spieghiamo anche perché. È un termine che è stato coniato a fine
00:04:14anni Ottocento addirittura da un chirurgo francese il quale con questo termine voleva identificare le spalle che andavano incontro a
00:04:24un irrigidimento progressivo con un dolore molto intenso.
00:04:27Poi abbiamo scoperto nei decenni successivi che questo poi corrispondeva alla cosiddetta capsulite adesiva, la spalla congelata di cui poi
00:04:35parlerà il dottor De Biase.
00:04:38Durante il Novecento questo termine non è stato abbandonato, tutt'altro, è stato addirittura ampliato perché all'interno di questo
00:04:48termine venivano inserite tutte le spalle dolorose a cui non veniva data altra spiegazione anatomopatologica.
00:04:56Codman nel 1934 addirittura introdusse il concetto di periartrite calcifica di cui parleremo successivamente.
00:05:04Questo perché? Un po' per le conoscenze anatomopatologiche che erano più scarse, un po' perché i mezzi diagnostici erano quel
00:05:10che erano.
00:05:11Cioè fino agli anni 70 avevamo a disposizione le radiografie.
00:05:14E se può andare in onda la prima diapositiva, questo è quello che ci dice una radiografia riguardo alla cosiddetta
00:05:23periartrite scapolo-omerale.
00:05:24Un addensamento della grande tuberosità e una diminuzione dello spazio tra acromion e omero.
00:05:31Su questa base veniva data l'indicazione periartrite scapolo-omerale per definire tutta una serie di spalle dolorose.
00:05:39E poi cosa è successo? Negli anni 70, anche in seguito all'approfondimento, alla maggior conoscenza della biomeccanica,
00:05:47dobbiamo tutto a un chirurgo americano che si chiamava NIR, il quale ha capito un pochino meglio quali sono i
00:05:54ruoli.
00:05:55Cioè quali sono le strutture che vengono colpite.
00:05:58Se possiamo andare avanti con la seconda diapositiva, ecco, le strutture colpite sono le strutture che stanno sotto l'acromion,
00:06:09ovvero sia la borsa, la borsa cromion subacromiale e i tendini della cuffia dei rotatori di cui già aveva accennato
00:06:16il dottor De Biase.
00:06:17Cosa succede? Succede che lui ha capito che queste sono le strutture che vanno incontro a compressione
00:06:23e durante i movimenti si può partire la terza immagine, che è un video, che è questa.
00:06:31Vedete, semplicemente con i movimenti di abduzione la testa dell'omero va contro l'acromion e mette in sollecitazione,
00:06:39quindi in fiamma sia la borsa subacromiale che anche i tendini,
00:06:43che vanno incontro dapprima a fenomeni degenerativi e poi incontro a rottura.
00:06:49E' chiaro anche che questo ha cambiato un pochino il modo non solo di esprimersi ma anche di comprendere la
00:06:56patologia,
00:06:57perché abbiamo capito che questo non è semplicemente una periartrite ma è un conflitto,
00:07:02un conflitto, impingimento, chiamiamo come lo vogliamo, acromion tuberositario,
00:07:07che è un termine ancora attuale, quindi conflitto acromion tuberositario.
00:07:11NIR ha dato anche le sue spiegazioni, cioè ha detto che è la particolare anatomia,
00:07:16la conformazione che predispone, però questo non basta perché altrimenti l'avremo tutti,
00:07:20perché tutti noi facciamo questi movimenti reiterati nel tempo.
00:07:23In realtà le cose sono più complesse perché gli ultimi studi hanno evidenziato
00:07:27come ci siano anche delle predisposizioni di ciascuno di noi ad avere un tendine
00:07:33che risponde peggio alle forze tensili, un'ipovascularizzazione e anche un lavoro di tipo usurante.
00:07:41L'altra patologia che rientra nel novero della periartrite scapulumerale ma non si chiama più
00:07:47è la, si vede sempre nella stessa immagine, la tendinopatia del capolungo del bicipite.
00:07:54Il capolungo del bicipite è un tendine molto molto importante all'interno della spalla
00:07:59perché è una sorta di bilanciere, cioè lui deve lavorare bene ed è quello che permette alla spalla
00:08:06di lavorare bene durante tutti i suoi movimenti.
00:08:08Se non funziona sono dolori, fa molto male.
00:08:12Capire se, visto che il tendine del capolungo è molto vicino alla cuffia del rotatore,
00:08:17capire se la cuffia che è instabile, come abbiamo visto prima, cioè la sindrome del conflitto
00:08:22provoca un'instabilità del tendine e quindi dolore, o capire se il primum movens è il tendine stesso
00:08:28che viene lesionato in seguito a un certo tipo di attività, ancora oggi è dibattuto.
00:08:34Però possiamo dire una cosa che penso che faccia molto comodo a chi ci ascolta, ci sono delle
00:08:38categorie di sportivi che sono predisposte alla tendine o patria del capolungo, che sono
00:08:43tutti gli sportivi che esercitano un tipo di attività cosiddetta sovraequatoriale, quindi
00:08:48nuotatori, tennisti e atleti lanciatori, ma soprattutto la categoria di lavoratori.
00:08:53Quindi abbiamo imbianchini, carrellisti, coloro che lavorano nell'ambito dell'edilizia,
00:09:00musicisti, parrucchieri, tutti coloro che passano molto tempo col braccio sollevato anche
00:09:05sotto sforzo.
00:09:06Ed è una patologia molto invalidante, tanto è vero che quando un paziente è affetto
00:09:10da questa tendinopatia non riesce neanche a tenere sollevato un oggetto di poco peso sulla
00:09:16mano.
00:09:17Questo è, diciamo, per finire, quindi la piratite scapulomelare, scherzando, ho detto
00:09:23è desueto, semplicemente è troppo onnicomprensivo.
00:09:27Ecco, nel giorno d'oggi diamo un nome alle diverse patologie.
00:09:30Ah bene, non ho fatto una domanda sbagliata, quindi insomma...
00:09:33No, no.
00:09:33No, bene sbagliata.
00:09:35Anche perché i radiologi continuano ad usarlo molto, senza offesa.
00:09:39Quindi a questo punto, eh, vai, mi sarei permessa di dire, ok, a pazienti, quindi a persone
00:09:45o appunto a chi si occupa di radiologia che il termine non era corretto.
00:09:49Dottor Ziveri, vengo a lei per la sua prima domanda.
00:09:51Nell'ambito del dolore alla spalla, come si configurano le lesioni della cuffia dei rotatori
00:09:57che sempre sentiamo nominare?
00:09:59Esatto.
00:10:00Sì, come abbiamo già detto, la cuffia dei rotatori è un insieme di tendini e muscoli
00:10:06che sono fondamentali per stabilizzare l'articolazione della spalla e per il movimento.
00:10:12Le lesioni dei tendini da cuffia dei rotatori, può partire il filmato della lesione, si configurano
00:10:18in due grosse categorie, lesioni parziali e lesioni complete, a seconda che l'interessamento
00:10:24di quanto spessore di tendini sia coinvolto.
00:10:28Per quanto riguarda le cause, generalmente la causa più comune sono le lesioni degenerative,
00:10:35cosa vuol dire? Che il tendine andando avanti con l'età si assottiglia, assottigliandoci
00:10:40sempre di più può andare incontro a rottura. Di solito è coinvolto inizialmente il tendine
00:10:45del sovraspinato, però successivamente, in fasi successive, può essere coinvolto anche
00:10:50altri tendini e stendersi la lesione al tendine del sottospinato o del sottoscapolare.
00:10:55C'è da dire inoltre che è una situazione abbastanza comune la lesione del tendine della
00:11:01cuffia dei rotatori, tant'è che nelle persone sopra i 70 anni è presente più del 50% dei
00:11:07casi. Per fortuna però solo una piccola percentuale diventa sintomatica e quindi necessita di
00:11:12un trattamento. Un'altra causa di lesione del tendine
00:11:17della cuffia dei rotatori, come già accennava il dottor Calderazzi, è l'impingement subacromiale.
00:11:23Se parte il filmato della Chromion, è una situazione in cui l'omero, per la sua grande
00:11:29escursione di movimento, va a creare un conflitto con una struttura ossea, che è un osso che
00:11:35fa parte della scapola, che può avere diverse forme, come si vede dal video, una forma più
00:11:39piatta, una più curva o una più a uncino. Avendo una situazione di ripetute, movimento
00:11:46dell'omero, come può essere appunto a cause lavorative o a cause per motivi sportivi di
00:11:53abduzione e elevazione della spalla, questo porta a un conflitto continuo del tendine con
00:11:57questo osso, che porta poi a un'usura e conseguentemente a una lesione. Queste lesioni noi le riscontriamo
00:12:06prevalentemente in pazienti appunto che hanno attività lavorative con movimenti ripetitivi
00:12:10di questo tipo, che svolgono sport sempre che coinvolgono elevate escursioni di movimento
00:12:15della spalla. Infine, un'ultima causa di lesioni della cuffia può essere le lesioni
00:12:20traumatiche, sono lesioni che si manifestano quando si subiscono traumi importanti alla
00:12:26spalla, oppure possono manifestarsi in conseguenza di lussazioni. In tutti i modi, indipendentemente
00:12:35dalla causa, i sintomi sono il dolore, la perdita di forza e nei casi di lesioni più
00:12:42amplie, anche la perdita di movimento attivo, il movimento passivo di solito nelle lesioni
00:12:47dei tendini della cuffia dei rotatori è conservato. La diagnosi è una diagnosi che si basa sull'esame
00:12:53clinico, su test specifici che noi utilizziamo per valutare la forza dei vari tendini della
00:12:59cuffia dei rotatori e poi la diagnosi strumentale, quindi basata sull'ecografia e la risonanza magnetica.
00:13:06Il trattamento poi dipende dal grado di dolore, dal grado di sintomatologia, dal tipo di lesione
00:13:13e generalmente in una fase iniziale il trattamento è conservativo e farmacologico e soprattutto
00:13:19è un trattamento riabilitativo e fisioterapico.
00:13:22Bene, è stato chiarissimo dottore Ziveri, ha detto fisioterapico, quindi passiamo a questo
00:13:26punto la parola alla fisioterapista proprio per capire qual è il suo ruolo, il ruolo di
00:13:31fisioterapista rispetto a questa problematica, insomma ai pazienti che lamentano questo dolore
00:13:35alla spalla.
00:13:36Sì, allora il fisioterapista svolge un ruolo fondamentale nella gestione dei pazienti con
00:13:41problematiche alla spalla, lavorando fianco a fianco con l'ortopedico specialista.
00:13:46L'obiettivo comune è la riduzione e la risoluzione del dolore, recuperare la completa mobilità articolare
00:13:53e ripristinare l'equilibrio di forza delle strutture muscolari che supportano la spalla.
00:13:58Questo ovviamente per permettere al paziente di poter tornare alla propria attività di vita
00:14:02quotidiana, lavorativa o anche sportiva.
00:14:05Essendo la figura che passa più tempo con il paziente, il fisioterapista ha anche modo
00:14:10di approfondire quella che è la storia clinica e capire a fondo l'impatto che ha la patologia
00:14:17sulla vita del paziente.
00:14:19Quindi il fisioterapista ha proprio il compito di seguire e affiancare il paziente durante
00:14:24tutto il percorso di guarigione, diventa un punto di riferimento e può fungere anche
00:14:30da ponte di collegamento tra il paziente e gli ortopedici.
00:14:33Per quanto riguarda invece il percorso riabilitativo, a seguito di una visita specialistica con l'ortopedico,
00:14:41il fisioterapista andrà a fare una valutazione funzionale fisioterapica.
00:14:46Questa ha l'obiettivo di valutare la funzionalità della spalla e osservare la presenza o meno di alterazioni
00:14:53di movimento o deficit di forza che potrebbero aver contribuito alla comparsa della problematica.
00:14:59Come mostrano infatti le clip che ho portato, in valutazione chiederemo al paziente ancora
00:15:05prima di farla accomodare a lettino, gli chiederemo di eseguire degli esercizi attivi specifici
00:15:11che ci permetteranno di capire se l'escursione è completa in tutti i suoi angoli e se sono
00:15:16presenti delle alterazioni nella dinamica della scapola, che come vedremo è la base per avere
00:15:21una spalla forte ed in salute. Successivamente, questa volta a lettino, andremo a valutare
00:15:30la mobilità della spalla in modo passivo su tutti i piani del movimento e faremo anche
00:15:36una valutazione dei principali distretti muscolari, quindi una valutazione di forza
00:15:39dei distretti muscolari, così da avere un'idea chiara di quello che è il quadro clinico che abbiamo
00:15:44di fronte e così quindi da poter creare un programma riabilitativo che sia personalizzato
00:15:49sul specifico caso clinico. Un altro fattore importante da considerare nella gestione del
00:15:57paziente con problematiche alla spalla, quindi sempre in valutazione, è la somministrazione
00:16:02di questionari. Sono questionari validati che ci danno sia ulteriori informazioni riguardo
00:16:08il dolore, la funzionalità e l'impatto della patologia sulla qualità di vita del paziente,
00:16:14ma ci permettono anche di monitorare quelli che sono i progressi durante il percorso
00:16:18riabilitativo. Proprio per questo motivo il questionario verrà somministrato in prima
00:16:23seduta per avere dei dati oggettivi a tempo zero. Successivamente questo verrà somministrato
00:16:29a intervalli regolari, ad esempio ogni quattro settimane, per osservare più che altro l'evoluzione
00:16:38del quadro clinico, ma anche l'efficacia della nostra proposta terapeutica. Infine verrà
00:16:44somministrato in ultima seduta, in ultima seduta riabilitativa, quindi in fase finale
00:16:49del percorso, per avere dei dati finali e quindi valutare la funzionalità raggiunta
00:16:57a fine del trattamento e che impatto ha avuto il nostro trattamento sulla vita del paziente.
00:17:02Quindi capire se il nostro lavoro ha dato benefici o no. Quindi diciamo che questo è un primo
00:17:08approccio alla gestione del paziente con problematiche alla spalla. Alla spalla, diciamo
00:17:11sempre, insomma, devo dire anche gli specialisti, ve lo dite sempre, che il fisioterapista è
00:17:16fondamentale, no? Cioè un chirurgo può essere molto bravo in sala operatoria, però poi se
00:17:20non ha nella fase post-operatoria un bravo fisioterapista e non c'è questo rapporto di
00:17:24empatia e collaborazione poi con il paziente di massima fiducia, insomma alla fine il risultato
00:17:27è diverso, vero dottore? Anche perché il percorso di riabilitazione è un percorso lungo
00:17:32per la spalla, non è mai un percorso breve e comunque quindi il paziente e il fisioterapista
00:17:38devono instaurare un buon rapporto perché altrimenti diventa complicato, insomma, la gestione
00:17:45sia chirurgica che non chirurgica, sono percorsi lunghi, di volte il paziente ti domanda quante
00:17:51si deve fare? Tante! È sempre difficile, infatti conviene sempre dire un percorso
00:17:56riabilitativo perché dire 10, 15, 12 è sempre un rischio. Sì, magari uno è un po' destabilizzato
00:18:02però la motivazione a guarire nel più breve tempo possibile è quella che dovrebbe spingere
00:18:08tutti a impegnarsi tra gli esercizi, insomma anche per voi grande soddisfazione quando
00:18:12quel paziente sta bene e recupera, se non prima, nei tempi indicati da un protocollo. Come
00:18:17sempre tante domande, si parla di spalle, gli ortopedici sono sempre presi di mira, bisogna dire
00:18:23che tra ginocchio, spalla, insomma le mani. Allora, prima domanda ci arriva da Luca, Luca
00:18:28dice buonasera, mi chiamo Luca, mia moglie ha 46 anni, soffre da diversi anni di calcificazioni,
00:18:35ha già subito diversi lavaggi e infiltrazioni, si possono prevenire? Quali sono, se ci sono
00:18:41le cause della formazione appunto delle calcificazioni? Allora, chi vuole rispondere?
00:18:47Io, la domanda era successiva, adesso sono le tendinopatie calcifiche, possiamo aspettare...
00:18:53Allora, in sintesi l'anticipiamo, rispondiamo a Luca perché io so che lui voleva essere subito
00:18:58soddisfatto, quindi insomma...
00:18:59Non c'è prevenzione nella insorgenza della tendinopatia calcifica, non essendo nota la
00:19:04causa, non sappiamo quale può essere la prevenzione. Sappiamo bene come trattarla, quasi sempre,
00:19:11in tutti i casi, e comunque, visto che è una patologia che sostanzialmente è considerata
00:19:16benigna, nel senso che poi si autolimita, prima o poi, la soluzione la possiamo trovare
00:19:20in qualche modo, poi dopo descriverò come...
00:19:22Andremo nei dettagli, insomma Luca, quindi una risposta chiara...
00:19:25Stare tranquillo.
00:19:26Esatto, parziale, però insomma andremo ad approfondire questo argomento.
00:19:30Posso aggiungere un piccolo dettaglio...
00:19:32A Dottor Casati.
00:19:33Esatto, è che spesso le calcificazioni sono asintomatiche, quindi alle volte, diciamo così,
00:19:39il problema della spalla è la perdita dell'equilibrio funzionale di tutti i muscoli
00:19:45che devono lavorare in sintonia per far muovere la spalla, quindi in realtà si dà la colpa
00:19:50alla calcificazione, ma il problema sta nella gestione del movimento della spalla, quindi
00:19:58alle volte bisognerebbe semplicemente accompagnare il percorso del dolore, ma far lavorare il
00:20:03paziente con il percorso riabilitativo per ripristinare la funzionalità della spalla.
00:20:10Della spalla, quindi Dottora Calderazzi, insomma anche lei farà poi chiarezza più avanti
00:20:14con la domanda d'oca che abbiamo preparato, quindi grazie per questa informazione in più.
00:20:19Quindi insomma Luca, tra poco ne parleremo molto volentieri.
00:20:22Direi che abbiamo concluso questo primo giro di domande, quindi ci fermiamo qualche istante
00:20:27e poi andremo a leggere altri dubbi dei nostri telespettatori, dei nostri pazienti.
00:20:32Vi aspettiamo come sempre qui a Check Up Salute e Benessere.
00:20:35A tra poco!
00:20:53Ben ritrovati a Check Up Salute e Benessere, prima puntata dell'anno, questa sera parliamo
00:20:59della spalla, del dolore alla spalla, è una patologia molto frequente e quindi continuiamo,
00:21:04visto che grazie a Luca che ha posto una domanda proprio su questo argomento, continuiamo
00:21:08quindi con il Dottor Calderazzi sulla tendinopatia calcifica.
00:21:12Lei dottore?
00:21:13Che fa sempre parte del novero della periartrite, della vecchia periartrite scapolo omerale.
00:21:19È una patologia che consiste sostanzialmente nell'accumulo, nel deposito di calcio nella forma
00:21:26di idrossiapatite o di pirofosfato, all'interno dei tendini della cuffia dei rotatori.
00:21:32È una malattia che la maggior parte delle volte è destinata ad autorisolversi con tempistiche
00:21:38differenti da paziente a paziente, nella maggior parte delle volte.
00:21:44Sono le donne più predisposte rispetto agli uomini a contrarre questa malattia, tra i 40
00:21:50e i 60 anni, non c'è un rapporto rispetto al tipo di attività fisica o lavorativa,
00:21:56nel 20% dei casi è anche bilaterale e qualche endocrinopatia come il diabete oppure l'ipotiroidismo
00:22:05possono predisporre.
00:22:06Questo è quello che sappiamo, non sappiamo la causa.
00:22:10Sappiamo la fisiopatologia, cosa succede?
00:22:13Che le cellule del tendine, non si sa ancora per quale motivo, si differenziano in cellule
00:22:20della linea osteoblastica o condoblastica e quindi vengono predisporre a produrre questi
00:22:24sali di calcio che si depositano.
00:22:28Questa è la fase cosiddetta precalcifica.
00:22:30Nella fase di formazione, quindi nella fase dove questi sali di calcio sono effettivamente
00:22:35depositati, succede che il paziente può avere un esordio della sintomatologia.
00:22:40Ci tengo a dirlo perché, come ha detto il dottor De Bial, è praticamente bimodale l'esordio
00:22:46della tendineopatia calcifica.
00:22:47Questo è il classico modo con cui esordiscio.
00:22:50È un dolore sordo, è un dolore non per forza gravissimo, talvolta è ben tollerato, ma
00:22:55è sempre presente.
00:22:56La notte non è correlato al tipo di attività, c'è.
00:23:00E questo spesso può portare il paziente a visita.
00:23:05La diagnosi clinica è abbastanza caratteristica perché non è caratteristica, nel senso che questa
00:23:11patologia entra in diagnosi differenziale con quello che ha detto prima il dottor Ziveri,
00:23:15cioè la tendineopatia della cuffia dei rotatori.
00:23:18Ma l'ortopedico facendo i test si rende conto che qualcosa non torna.
00:23:22I test non sono omogenei, sono quasi discrepanti tra loro.
00:23:26Il dolore spesso è in una zona ben precisa e questo deve far pensare che può essere una
00:23:31tendineopatia calcifica, la cui diagnosi poi si aiuta grazie all'imaging con una semplice
00:23:37radiografia e con un'ecografia sono sufficienti per fare diagnosi.
00:23:41Perché ci dicono localizzazione e numero e dimensioni di questi frammenti di calcio.
00:23:46La risonanza la lasciamo per ora stare.
00:23:50Per quanto riguarda il trattamento in questa fase, quindi quando il paziente ha questo
00:23:55dolore qui, femorestando che veramente deve essere la tendineopatia calcifica la causa
00:24:01del dolore e non qualcos'altro di concomitante, assolutamente con la fisioterapia, con la
00:24:11fisioterapia, quindi terapia strumentale a base di calore, a bassa energia, ci possono
00:24:18essere dei buoni risultati, nella maggior parte dei casi le scede e se questo non basta
00:24:24invece possiamo passare ad altri tipi di terapia come quelle, penso abbastanza famose,
00:24:30un dedurto, le quali però sono indicate in determinati casi, ovvero sia quando queste calcificazioni
00:24:37non sono molto grosse, sono poco dense e hanno un'azione analgesica perché di fatto
00:24:42rompono per pressione le fibre nervose responsabili del dolore e anche tentano di tritare, diciamo
00:24:49di attenuare queste calcificazioni.
00:24:52Oppure i lavaggi ecoguidati, faccio così perché il paziente li ha già fatti, per cui
00:24:57i lavaggi ecoguidati che sono sostanzialmente, viene in anestesia locale, viene iniettata della
00:25:03fisiologica all'interno sotto controllo ecografico della calcificazione e questo dovrebbe scioglierla,
00:25:09questo però è indicato nelle calcificazioni più grandi e soprattutto che hanno resistito
00:25:13ad altri tipi di trattamento.
00:25:15Si può finire poi nei casi, perché è una specie di cuspide, non tutti stanno meglio
00:25:20così, altrimenti non esisterebbe la chirurgia, talvolta bisogna ricorrere alla chirurgia,
00:25:25cioè chirurgicamente in artroscopia si va proprio a rimuovere questa o queste calcificazioni
00:25:31e il paziente chiaramente ha sollievo, però attenzione perché la rimozione delle calcificazioni
00:25:36in artroscopia talvolta può provocare qualche complicanza, diciamo che è preferibile non
00:25:42arrivarci, quindi questo è l'esordio A.
00:25:45L'altra modalità di esordio invece, se può partire questa, ecco, l'altra modalità
00:25:53di esordio invece che riguarda il 20% dei casi è diversa, il paziente sta bene, ha la
00:25:58calcificazione ma sta bene, non ha sintomatica.
00:26:01A un certo punto il dolore esordisce in maniera violenta, violentissima, un dolore tremendo
00:26:06che lo porta addirittura spesso al pronto soccorso e la diagnosi in questo caso è abbastanza
00:26:11facile, dolore intensissimo alla spalla, no traumi, uno deve pensare, è una calcificazione
00:26:15che semplicemente ha raggiunto la superficie del tendine che è innervata e sta per esplodere,
00:26:21come un ascesso, quindi questo è il dolore.
00:26:25Noi, il nostro compito è A, quello di cercare di far star meglio il paziente, magari facendo
00:26:30un'iniezione di cortisone, B, tranquillizzarlo perché gli stiamo dicendo una cosa, questa
00:26:37calcificazione sta per essere espulsa, va nello spazio articolare e sta per essere riassorbita,
00:26:42quindi stai tranquillo che immediatamente in qualche giorno questo problema finirà, magari
00:26:48poi è polilobata, è più articolata la calcificazione, magari in un altro momento ci sarà un'altra
00:26:53parte, però questo è per far capire come funziona anche il fenomeno dell'assobbimento,
00:26:58quindi grande dolore però spesso dopo grande beneficio.
00:27:02Quindi c'è un patimento che però ha una logica e ha un perché, quindi uno sta male
00:27:07per poi però sta bene.
00:27:07Non è facile spiegare al paziente in quel momento perché sembri un bate,
00:27:11che ti dici guarda che tu tra qualche giorno starei meglio, adesso però sto male, vabbè
00:27:16però almeno c'è speranza, poi in realtà il decorso della problematica è quello.
00:27:22Grazie dottore, grazie per aver portato anche delle immagini perché sono sempre molto interessanti
00:27:26e sicuramente il telespettatore capisce meglio quando portate dei video piuttosto che delle
00:27:31immagini anche in questo caso in 3D.
00:27:33Dottor De Biase, un'altra causa del dolore frequente alla spalla, capsulite adesiva.
00:27:40Beh la capsulite adesiva in realtà è anche il risvolto clinico di quello che diceva il
00:27:45dottor Calderazzi, cioè quando c'è per esempio una calcificazione che si apre all'interno
00:27:53dell'articolazione può determinare una cascata biochimica di eventi che trasforma il tessuto
00:28:01capsulare che è il tessuto che avvolge l'articolazione in un tessuto rigido, determinando un dolore
00:28:09molto molto molto importante e di conseguenza una perdita dell'articolarità, quindi il paziente
00:28:17non solo ahimè soffre molto specialmente di notte ma non riesce più a muovere il braccio.
00:28:24E' molto invalidante, è molto invalidante e se parte il filmato così vediamo esattamente
00:28:33quello che succede, la capsula si restringe, subisce proprio una trasformazione istologica,
00:28:41la cosa positiva è che questa trasformazione avviene in un senso ma avviene poi nel senso
00:28:46contrario, quindi come si è trasformato in tessuto rigido si ritrasforma in tessuto elastico
00:28:53con lo stimolo idoneo, è un po' come quello che va in palestra per la prima volta e cerca
00:29:01di toccarsi la punta dei piedi con le mani, non ci riesce, si deve allenare e questo succede
00:29:07quando il tessuto capsulare si restringe, dobbiamo dare lo stimolo per riportare l'elasticità
00:29:16al tessuto, questo ovviamente comporta per il paziente un percorso non sempre facile da
00:29:23un punto di vista della sintomatologia e noi dobbiamo accompagnare il paziente che quindi
00:29:28ha un trattamento riabilitativo con un supporto farmacologico e con un supporto anche psicologico
00:29:35perché comunque queste sono patologie che durano 8 mesi, 10 mesi, hanno una durata
00:29:39molto impegnativa, spesso il paziente non dorme la notte e quindi di conseguenza arriva
00:29:46ad avere uno stress, può avere anche momenti di depressione, quindi sono patologie che determinano
00:29:53non solamente un effetto locale sulla capsula, ma lo possono provocare a 360 gradi nel paziente.
00:30:03il trattamento, nel 90% dei casi è un trattamento riabilitativo, una piccolissima parte di questi
00:30:11pazienti, sarà un 5%, va incontro o può andare incontro ad un intervento chirurgico perché
00:30:18dopo un anno e più non riesce a recuperare il movimento, in questo caso dobbiamo cercare di fare
00:30:26qualcosa a noi dal punto di vista chirurgico e in questo caso l'artroscopia che è un strumento
00:30:33molto poco invasivo ci dà una grossa mano, lo possiamo vedere con il terzo video in cui
00:30:40noi andiamo a tagliare il tessuto che si è formato, il tessuto fibroso, la struttura viene
00:30:53diciamo così incisa completamente a 360 gradi e quindi andiamo a restituire una mobilità
00:31:02al paziente che ovviamente ahimè deve comunque fare un percorso sempre riabilitativo, la riabilitazione
00:31:08ritorna sempre il percorso riabilitativo nella chirurgia della spalla, nell'epatologia della
00:31:14spalla rientra sempre come... Parola un po' chiave rispetto al ventaglio di patologie
00:31:20che stiamo prendendo in considerazione. Dottor Zeveri, allora se la fisioterapia non funziona
00:31:25ahimè bisogna andare quindi in sala operatoria, quindi insomma per cercare di risolvere un po'
00:31:29il problema, quindi come fare? Riparazione chirurgica dei tendini della cuffia? Quindi andiamo
00:31:35insomma in sala operatoria e spieghiamo bene questo intervento chirurgico, come viene scettuato,
00:31:39insomma le conseguenze? Sì, analogamente alla capsulite adesiva che inizialmente è un approccio
00:31:44di tipo conservativo, anche le lesioni dei tendini della cuffia dei rotatori, se fallisce
00:31:50l'approccio conservativo rimane l'approccio chirurgico. È importante in questa fase però
00:31:57la diagnostica strumentale e soprattutto l'utilizzo della risonanza magnetica, apro una piccola
00:32:05parentesi in questo caso perché quando noi siamo di fronte a una lesione che noi giudichiamo
00:32:11chirurgica è importante bene caratterizzare quella lesione. La risonanza magnetica è un
00:32:17esame che ci permette di determinare se è una lesione parziale o completa, il grado di
00:32:22estensione, quanti tendini sono coinvolti e soprattutto si può partire l'immagine della
00:32:27risonanza magnetica, ci permette di capire se la lesione è acuta o è una lesione di vecchia
00:32:33data, perché questa fa molta differenza in quanto una lesione acuta può essere riparabile,
00:32:37una lesione di vecchia data può non essere riparabile neanche chirurgicamente.
00:32:41Nell'immagine che vediamo in alto a sinistra è un taglio di risonanza che mostra nel
00:32:47circolo verde, appunto è bello pieno di una consistenza grigina che è il muscolo del
00:32:52sovraspinato, che riempi in maniera omogenea il cerchio verde. A lato opposto in basso a
00:32:58destra nel cerchio rosso è presente invece la maggior parte del tessuto, è un tessuto
00:33:05bianco che consiste in un tessuto adiposo in quanto questo muscolo è andato incontro
00:33:11a una degenerazione che noi chiamiamo degenerazione adiposa, perché? Perché è sintomo di una
00:33:16lesione di vecchia data in cui il tendine può essere retratto e poco elastico e quindi
00:33:20non riparabile, per cui questo esame è fondamentale per noi per determinare che tipo di lesione
00:33:27e se la lesione è riparabile. Detto questo, le lesioni chirurgiche sono le lesioni che appunto
00:33:34non si risolvono con la terapia conservativa, quindi continuano a essere dolorose nonostante
00:33:39il trattamento conservativo, generalmente sono le lesioni parziali del tendine superiore
00:33:43al 50% del suo spessore, sono le lesioni traumatiche soprattutto nei giovani e sono le lesioni
00:33:50degenerative che non vengono risolte con la fisioterapia o il trattamento conservativo.
00:33:57Quello che consiste il trattamento chirurgico può partire il filmato, è un trattamento
00:34:01chirurgico mini-invasivo quello che noi eseguiamo, sostanzialmente attraverso piccoli portali si
00:34:07entra con un'ottica e con dei microstrumenti viene regolarizzata la lesione che viene poi
00:34:13successivamente riparata tramite l'utilizzo di queste ancore che possono essere metalliche
00:34:18o di materiale riassorbibile, si chiamano ancore perché proprio si ancorano nell'osso,
00:34:24non vengono posizionate nell'osso e con i fili vengono poi imbastiti i tendini, a seconda
00:34:29della dimensione della lesione possiamo utilizzare uno o più ancore e il tendine viene poi riportato
00:34:34nella sua posizione originale. È importante poi nel periodo che è nel postoperatorio
00:34:41lasciare un immediato postoperatorio la spalla a riposo in quanto è un periodo fondamentale
00:34:49perché bisogna avere la guarigione biologica della nostra riparazione che ha un periodo
00:34:54che dura dalle 4 alle 6 settimane e quello è un periodo che va rispettato per il movimento
00:34:58della spalla perché il tendine deve guarire. Successivamente il paziente può iniziare
00:35:02appunto un percorso fisioterapico attivo e più intenso.
00:35:09Quindi come avete sentito c'è Aldo al telefono quindi siamo arrivati al momento della rubrica
00:35:14L'ho vissuta così, sigla!
00:35:22Pronto, buonasera Aldo!
00:35:25Buonasera!
00:35:26Buonasera, grazie davvero per la sua disponibilità, insomma per me è sempre interessante ascoltare
00:35:31la testimonianza di un paziente, di una persona che appunto ha avuto la problematica oggetto
00:35:36poi tema della puntata e che l'ha risolta. Ci racconti in sintesi cosa le è successo?
00:35:41Allora, io ho avuto una patologia di un'osura della spalla sinistra, un'osura del tempo,
00:35:50sono anche sempre stato negli anni addietro anche consigliato non tanto bene e avevo questa
00:35:58patologia che poi era una lesione del tendine del muscolo sottoscapolare e del tendine del
00:36:07muscolo sovraspinato che era associata anche, se ricordo bene adesso la parola, a una tenosinovite.
00:36:15Non si preoccupi perché questi aspetti poi li tratteranno i medici in studio, però lei
00:36:20è bravissima, io apprezzo molto perché lei ha consapevolezza insomma di quello che era
00:36:25il suo problema. Prego!
00:36:26Sì, comunque quindi avevo molto dolore, specialmente di notte a letto, avevo pochissima mobilità
00:36:33della spalla e del braccio e direi che la mia fortuna è stata aver trovato il dottor
00:36:40Ziveri, poi sono tutti bravi, ci mancherebbe altro, però il dottor Ziveri mi sono trovato
00:36:45molto bene, mi ha operato e io dopo l'operazione non ho mai più sentito dolore, niente, proprio
00:36:52zero.
00:36:53Quindi obiettivo centrato.
00:36:55Sembrava una cosa non vera, proprio la stessa notte, niente, zero, zero dolore.
00:37:02Bene, bene, bene, bene. Quindi siamo contenti che insomma...
00:37:07Anzi, ne approfitto tanto, lo sto vedendo, ne approfitto tanto per salutare il dottor
00:37:12Ziveri.
00:37:13Buonasera Aldo.
00:37:14Sono una persona veramente squisita, veramente.
00:37:17Bene, la puoi ringraziare il dottor Ziveri visto che insomma è così gentile questo
00:37:21tene spettatore.
00:37:21Sì, sì, ringrazio molto, grazie mille, grazie mille Aldo.
00:37:24Bene, bene, siamo contenti che insomma ha ritrovato la salute e che sta bene, facciamo commentare
00:37:29quindi il suo caso.
00:37:29Non ho mai più avuto un dolore alla spalla, la spalla funziona benissimo quindi non ho
00:37:34problemi.
00:37:35Bene, come dire l'avessi fatto prima?
00:37:37Ah sì, l'avessi fatto 30 anni fa o 40.
00:37:40Ecco, ecco, ha aspettato tanto, ha sofferto tanto, vabbè è andata così, l'importante
00:37:45è che abbia risolto adesso.
00:37:46Guardi, lo volevo dire così, ma potranno che cosa, perché purtroppo avevo trovato
00:37:51un ortopedico che mi aveva detto che con quelle spalle lì io non farei niente, e va
00:37:59bene.
00:38:00Un altro mi ha detto con quelle spalle lì, io farei qualcosa, e comunque ho trovato
00:38:06il dottor Diveri ma ha sistemato.
00:38:07Esatto, va bene, la ringrazio moltissimo Aldo della sua bella testimonianza, ci fa piacere
00:38:13insomma che sta bene, grazie davvero.
00:38:15Buonasera a tutti, buonasera.
00:38:16Insomma, che dire, tanti complimenti, insomma, al di là della soddisfazione personale, immagino
00:38:22che quando poi uno risolve un caso, insomma, che era anche un po' complesso e soprattutto
00:38:25aveva problemi da tanto tempo.
00:38:27Sì, lui aveva problemi da tanto tempo, innanzitutto ringrazio Aldo, innanzitutto ho avuto anche
00:38:32la fortuna di trovarlo come paziente perché è una persona molto positiva e quindi questo
00:38:36aiuta molto anche noi nel svolgimento del nostro lavoro.
00:38:40Lui aveva appunto un tipo di lesione che era una lesione degenerativa, come aveva appunto
00:38:44una causa abbastanza comune, aveva una lesione di due tendini e diciamo che poi è una situazione
00:38:52che si è risolta nel migliore dei modi, non sempre così ovviamente, però nel suo caso
00:38:56è stata una risoluzione molto positiva.
00:38:58Non è sembrato vero, diciamo, in un attimo mi sono operato.
00:39:01Sì, perché lui ha avuto, lui il suo problema era il dolore notturno che lo affliggeva e quindi
00:39:05ovviamente quello, insomma, è la problematica molto comune nella spalla che, insomma, stanca
00:39:12molto la vita quotidiana e il benessere psicologico dei pazienti, perché comunque non dormire
00:39:17è pesante.
00:39:19E poi, sì, sì, durante la giornata si è ovviamente molto stanchi, insomma, poi alla fine uno si
00:39:22deprime anche perché vede che non migliora, insomma, che il dolore persiste e quindi diventa
00:39:26poi davvero significativo.
00:39:29Dottoressa, vengo da lei, come impostare la seduta fisioterapica in base alla problematica?
00:39:34Sì, a seguito della diagnosi data dal medico specialista, il fisioterapista dovrà elaborare
00:39:42un programma riabilitativo personalizzato.
00:39:44Quindi il programma riabilitativo e le singole sedute varieranno a seconda di quelli che sono
00:39:50i segni e sintomi che caratterizzano la patologia.
00:39:53Ad esempio, prima il dottor De Biase ci ha parlato della capsulita adesiva, che è una patologia
00:39:59che, diciamo, si contraddistingue per la graduale perdita di mobilità articolare.
00:40:04Quindi in questo caso il fisioterapista imposterà le sedute con un focus sul recupero della
00:40:10mobilità articolare.
00:40:11Lavoreremo su delle mobilizzazioni passive su tutti i gradi del movimento, quindi lavoreremo
00:40:17in flessione, in abduzione, in rotazione interna e in particolar modo sulla rotazione esterna
00:40:21che è il movimento maggiormente coinvolto dalla rigidità in questa patologia.
00:40:25Quindi imposteremo delle sedute proprio specifiche e personalizzate.
00:40:29Un altro esempio può essere ad esempio successivamente un intervento di chirurgia dei tendini e della
00:40:34cuffia dei rotatori, argomento di cui appena parlate il dottor Ziveri.
00:40:37In questo caso il focus del programma riabilitativo cambierà.
00:40:41Intanto in primo luogo è importante che il fisioterapista si interfacci con il chirurgo
00:40:45per sapere nel dettaglio la tipologia di intervento eseguito e che precauzioni bisogna osservare.
00:40:51Proprio perché in prima fase il fisioterapista ha anche il compito di educare il paziente
00:40:56sul corretto utilizzo del tutore, su cosa può fare, su cosa non può fare e su come può adattare
00:41:01la sua vita nelle prime fasi post-operatorie.
00:41:05Una volta poi ricevuto l'ok dal chirurgo inizieremo con il nostro lavoro.
00:41:10Ho portato delle clip che evidenziano un po' il lavoro.
00:41:13Inizieremo dalla quarta a sesta settimana come ha anticipato il dottor Ziveri, lavoreremo
00:41:20su delle mobilizzazioni da prima fino a 90 gradi in flessione e abduzione, con il passare
00:41:26delle settimane introdurremo anche la rotazione interna e la rotazione esterna e lavoreremo
00:41:31anche oltre 90 gradi.
00:41:32Lavoreremo non solo passivamente ma anche come vediamo in queste clip in attivo assistito
00:41:37quindi con l'utilizzo di fitball, di bastone o anche di una corda.
00:41:42Parallelamente a questo lavoreremo anche sul recupero della forza e i muscoli target del
00:41:48nostro lavoro in questa fase saranno gli stabilizzatori scapolari ovvero i romboidi, il trapezio
00:41:53e il grandentato che hanno il ruolo di riattivare quella che è la dinamica scapolare.
00:42:01Lavoreremo anche sui depressori omerali, in primo luogo sul muscolo grandorsale che ha
00:42:07proprio il compito di abbassare la testa omerale, deprimere la testa omerale lasciando libero
00:42:12lo spazio subacromiale che è uno spazio molto delicato perché lì risiede la borsa subacromiale
00:42:17e proprio lì scorrono i tendini della cuffia dei rotatori.
00:42:22In fase avanzata introdurremo anche degli esercizi attivi proprio sui tendini della cuffia
00:42:27dei rotatori.
00:42:27Inizieremo con dei lavori in isometria, piano piano lavoreremo anche in isotonica inserendo
00:42:33anche delle resistenze elastiche e dei piccoli pesetti.
00:42:38Oltre a parlare della terapia manuale e della terapia strumentale, in fisioterapia usiamo
00:42:43molto anche la terapia strumentale.
00:42:46Ne ha parlato prima il dottor Calderazzi.
00:42:49La terapia strumentale, nello specifico ad esempio la tecarterapia o la laserterapia,
00:42:55queste hanno un forte effetto antinfiammatorio o antalgico.
00:42:58Proprio per questo vengono utilizzate principalmente nelle patologie infiammatorie,
00:43:05come nella tendinopatia calcifica, e quindi ci permettono di favorire un recupero ottimale.
00:43:12Ovviamente queste ci aiutano solo se utilizzate intanto correttamente, ma se utilizzate in associazione
00:43:19alla terapia manuale e all'esercizio terapeutico.
00:43:22Un altro importante fattore secondo me per un recupero ottimale è il lavoro a domicilio
00:43:28che deve svolgere il paziente.
00:43:30Questo è fondamentale perché senza dubbio i risultati arrivano in seduta con il fisioterapista,
00:43:36però il tempo che noi fisioterapisti che passiamo con il paziente è limitato.
00:43:40Quindi gli esercizi domiciliari ci permettono di intanto consolidare i risultati ottenuti
00:43:46durante le sedute, ma permettono anche al paziente di continuare con il percorso riabilitativo
00:43:50nel tempo che intercorre tra una seduta e l'altra.
00:43:54Quindi questi sono...
00:43:55È importante fare l'esercizio, lo dite sempre.
00:43:57I compiti a casa sono fondamentali perché così insomma vanno ovviamente a potenziare
00:44:03potenziare quello che poi voi fate insieme.
00:44:07Dottor Calderazzi, artrosi, infiltrazioni, altro tema interessante.
00:44:11Andiamo a spiegare anche questo aspetto.
00:44:13Passiamo di grado.
00:44:16Mandiamo la prima diapositiva.
00:44:20Artrosi.
00:44:21Tanto vorrei capire, queste patologie mi piuscono di più gli uomini o le donne?
00:44:25A me piace sempre fare anche così un appunto rispetto alla medicina di genere.
00:44:28Allora, la tendenopatia calcifica, le donne.
00:44:30La capsulina adesiva, la donna.
00:44:32La donna.
00:44:33L'artrosi, non lo so, è difficile.
00:44:35Sì, forse sono più le altre due patologie che...
00:44:37Ma perché è difficilissimo, essendo multifattoriale...
00:44:42Non c'è un dato preciso, però forse le altre due patologie, dottor De Viasi,
00:44:45forse sono più casi al femminile, no?
00:44:47La capsulina adesiva e la tendenopatia calcifica, sicuramente il sesso femminile.
00:44:53Le donne, c'è una casistica più di donne.
00:44:57Sì, sì, assolutamente.
00:44:58La cuffia dei rotatori, probabilmente le traumatiche sono più a carico del sesso maschile, le degenerative invece sono grossomodo distribuite.
00:45:08Non c'è una grande differenza.
00:45:09No, quelle degenerative, le traumatiche sono più a carico del sesso maschile.
00:45:12Ma se riguarda l'età, parliamo di persone comunque con un'età abbastanza avanzata che hanno queste problematiche.
00:45:17No, sulle tendenopatia calcifiche si inizia già a 40 anni.
00:45:20Anche già, quindi...
00:45:28Dottore, allora, artrite, infiltrazioni.
00:45:30Sì, artrosi glenoomerale, artrosi di spalla, quindi per antonomasia, anche se poi non è del tutto vero, è l'artrosi
00:45:37glenoomerale, quindi la principale dell'articolazione della spalla.
00:45:41Sostanzialmente è una degenerazione progressiva della cartilagine, dei due capi articolari, come si vede molto bene in questo filmato, che
00:45:49poi porta, da un punto di vista clinico, può portare il paziente ad avere non solo dolore, ma anche impotenza
00:45:58funzionale.
00:45:59Quindi diminuzione dell'arco di movimento della spalla, rigidità, diminuzione della forza.
00:46:06E questo chiaramente può essere una patologia molto, molto invalidante.
00:46:14Noi parliamo di artrosi della spalla primitiva o idiopatica, come questa che si vede in questo filmato, laddove, analogamente a
00:46:24quello che succede per l'anca, abbiamo un consumo sostanzialmente simmetrico delle due patologie.
00:46:29La spalla ha una sua artrosi tipica, che si chiama omartrosi eccentrica, di cui poi Giovanni parlerà ampiamente, in cui
00:46:40succede una cosa abbastanza tipica.
00:46:42Quando la famosa cuffia dei rotatori non è stata curata, o comunque è una lesione massiva, non può essere curata,
00:46:48il paziente si è trascurato, non c'è più, il tetto, che tiene l'omero in basso, sparisce.
00:46:54Quindi l'omero tende a risalire.
00:46:56Questo provoca un difetto meccanico nella funzione della spalla e in ortopedia uno dei pochi assiomi che esistono è difetto
00:47:03meccanico uguale a artrosi.
00:47:05Prima o poi arriva.
00:47:06Il fatto che poi questa sia sintomatica è tutta un'altra cosa.
00:47:11Questa è forse la più tipica omartrosi che conosciamo.
00:47:17Poi abbiamo altri tipi di artrosi e questo riguarda soprattutto le persone non più giovanissime, sia l'artrosi primitiva che
00:47:24l'artrosi eccentrica.
00:47:26È tipico quando le visitiamo, a parte l'età, il sospetto viene subito perché la persona non più giovanissima ha
00:47:34un blocco, durante la visita, ha un blocco meccanico passivo.
00:47:37Cioè non riesce a fare, non li può fare perché non ci arriva più la spalla.
00:47:42Analogamente a quello che succede nel giovane nella capsulita adesiva.
00:47:46Però l'età spesso fa pensare di più a un'artrosi.
00:47:51Purtroppo l'artrosi è anche secondaria.
00:47:53Dico purtroppo perché quando è secondaria spesso riguarda anche persone più giovani.
00:47:58Perché l'artrosi viene anche in seguito a delle fratture, a delle lussazioni, a delle fratture e lussazioni.
00:48:04Purtroppo talvolta in seguito a interventi chirurgici, che comunque possono risolvere il problema, però magari non bilanciano più bene la
00:48:12spalla.
00:48:13Oppure possono venire in seguito a delle artriti, la famosa artrite romatoide, la necrosi della testa dell'omero, le cosiddette
00:48:21artriti sieropositive.
00:48:22Tutte queste possono portare poi a degenerazioni artrosiche.
00:48:25La terapia, lasciando poi quella che è la terapia chirurgica, certo la terapia infiltrativa.
00:48:32Certo, è molto importante la terapia infiltrativa che ricordiamo non è una terapia sintomatologica, non è curativa.
00:48:42Si possono riconoscere quattro tipi di infiltrazioni che possono essere fatte, soprattutto negli stadi iniziali della patologia.
00:48:49Oppure in pazienti che per altri motivi non possono essere operate, persone molto anziane, persone con gravi patologie, comorbidità che
00:48:58ne impediscono l'intervento.
00:48:59Ricordiamo che non è un intervento salva vita.
00:49:02Per cui l'artrosi, sì, la spalla fa male, può dare grossi problemi, non è che se non ti operi
00:49:08succede.
00:49:09Quindi possiamo anche decidere di non operare per il bene del paziente.
00:49:16L'infiltrazione, famosissima, di cui abbiamo parlato poco stasera, infiltrazione di cortisone, comunque nella spalla, anche artrosica, trova nel loro
00:49:24spazio, anche se non possono essere ripetute troppo nel tempo.
00:49:28E soprattutto è dimostrato che il beneficio spesso è temporaneo, quindi andrebbero ripetute nel tempo, però poi nel tempo il
00:49:34cortisone a sua volta cristallizza, può dare a sua volta esso stesso del danno articolare, per cui non si può
00:49:39esagerare.
00:49:40Con l'acido ialuronico, certo, l'acido ialuronico forse attualmente da un punto di vista scientifico, quindi da un punto
00:49:47di vista, diciamo, di quello che si trova in letteratura, è attualmente il gold standard, nel senso che è quello
00:49:52che ha più prove che possa allenire il dolore per un medio breve termine e può essere anche rifatto nel
00:49:59tempo.
00:49:59E poi c'è la grande categoria dei cosiddetti terapia ortobiologica, accumula sia il PRP, quindi il famoso plasma arricchito
00:50:10di piastrine, e insieme metto anche le cellule staminali, derivate dal grasso, derivate dal midollo osseo, le metto insieme perché?
00:50:19Perché al contrario di quello che si possa pensare, nell'artrosi c'è poco di validato. Si sa che vengono
00:50:27effettuate, però si sa anche che mancano dei trial clinici che effettivamente ne attestino la maggior validità rispetto a quello
00:50:37che c'è già, non la validità assoluta.
00:50:39E spesso questo il paziente lo dovrebbe sapere, nel senso che spesso viene proposta, però non è che io se
00:50:46decido di fare del gel piastrine con un'artrosi chissà cosa succede, può darsi che tu stia meglio come con
00:50:52altre terapie infiltrative.
00:50:53A maggior ragione ancora le cellule staminali, perché sì funzionano, funzionano come funzionano altri tipi di infiltrazioni e sicuramente le
00:51:03aspettative probabilmente sono sotto rispetto a quello che il paziente si aspetta, anche per la pubblicità mediatica che viene fatta
00:51:11di questi prodotti attualmente.
00:51:13Quindi è molto alta l'aspettativa?
00:51:15Ma certo, perché chiaramente...
00:51:16C'è un tam tam sui fronti comunicazioni.
00:51:19Ma ho detto che non funzionano, ho detto che funzionano meno di quello che il paziente si aspetta.
00:51:23E soprattutto, perché? Perché non sappiamo troppe cose, dosi, non sappiamo quante volte vanno fatte, quanto devono essere concentrate.
00:51:31Sì, è tutto ancora abbastanza nebuloso.
00:51:32Probabilmente è il futuro, però ancora oggi...
00:51:34Sul presente ci sono delle incertezze.
00:51:37E questo è quanto, diciamo.
00:51:38Ci sono tante possibilità, è stato chiaro.
00:51:40Grazie dottore Calderazzi.
00:51:42Direi che ci possiamo fermare ancora qualche istante, pubblicità, e poi torneremo per l'ultima parte di Check Up, Salute
00:51:49e Benessere.
00:51:49Come sempre noi vi aspettiamo qui su DCTV Bar.
00:52:08Eccoci, eccoci sempre qua, Check Up, Salute e Benessere per l'ultima parte della trasmissione.
00:52:13Ripartiamo con il dottor De Biase che ci parlerà delle protesi, queste protesi anatomiche come soluzione per l'artrosi, in
00:52:22certi casi ovviamente.
00:52:23Beh, in certi casi, sì. Io ripartirei da quello che diceva il dottor Calderazzi, che la protesi di spalla non
00:52:31è un intervento salvavita.
00:52:32E questo è importante, perché il paziente deve sapere che questo è un intervento che migliora la qualità di vita,
00:52:40non la salva.
00:52:40E' una cosa fondamentale, perché è l'approccio con cui il paziente deve affrontare tutto il percorso che è legato
00:52:47alla protesi di spalla.
00:52:49Che come tutte le protesi è una strada a senso unico, nel senso che una volta che si è fatto
00:52:53l'intervento e si è cambiata l'articolazione, indietro non si può più tornare.
00:52:57Quindi torniamo sempre al discorso delle aspettative, no?
00:52:59Assolutamente sì.
00:53:00Quindi noi non operiamo la radiografia e l'artrosi, operiamo il paziente che ha l'artrosi.
00:53:07Quindi ci sono dei pazienti che hanno la patologia ma senza dolore e il fatto di non muovere un braccio,
00:53:14di muoverlo meno, non porta a nessun problema.
00:53:17Quello è un paziente a cui la protesi di spalla non va fatta, perché non ne apprezza la performance, perché
00:53:25non ha l'esigenza.
00:53:26E quindi questo è l'aspetto principale.
00:53:29Operiamo il paziente che ha l'artrosi, non operiamo l'artrosi.
00:53:32E quindi l'aspettativa del paziente è una cosa fondamentale.
00:53:36Cioè il paziente deve essere molto molto motivato e deve chiedere l'intervento.
00:53:41La possibilità di poter fare certi gesti, no?
00:53:44Assolutamente sì.
00:53:44Per utilizzare l'artrosi in certi modi.
00:53:46Deve essere molto molto motivato.
00:53:48Anche perché la protesi inversa, diciamo così, è una categoria di protesi destinata alle persone giovani.
00:53:55Stiamo parlando di persone che sono tra i 50, i 60, i 65 anni, che hanno quindi una lunga aspettativa
00:54:01di vita e quindi hanno un intervento che li deve accompagnare per molto tempo.
00:54:07E quindi va valutata con una grossa attenzione.
00:54:12Cos'è la protesi anatomica?
00:54:15La protesi anatomica è la sostituzione dell'articolazione ricreando la stessa anatomia.
00:54:22Quindi l'articolazione viene ricostruita esattamente come era precedentemente.
00:54:29Per fare questo intervento, diciamo così, la cosa più importante è che sia sana tutta la struttura muscolare della cuffia
00:54:41dei rotatori.
00:54:41Perché è il motore con cui il braccio si muoverà.
00:54:47Certo, quindi è una condizione strettamente necessaria.
00:54:49Questo infatti non è un intervento osseo, ma è un intervento dei tessuti molli, perché noi dobbiamo avere la funzionalità
00:54:55dei tessuti.
00:54:58Quindi questo è estremamente importante ed è non facile da valutare, perché è vero che l'isonanza magnetica ci fa
00:55:05vedere l'integrità del tendine,
00:55:08ma non ci dice molto sulla reale qualità del tessuto tendine.
00:55:15E quindi la scelta quando devi fare una protesi anatomica non è sempre semplice.
00:55:20Per fortuna oggi abbiamo tutta una serie di soluzioni che ci consentono di effettuare un intervento con degli impianti protesici
00:55:32modulari,
00:55:33che quindi nel tempo si possono adattare alle diverse condizioni cliniche che si vengono a creare
00:55:39e quindi ai diversi deficit che il paziente può sviluppare negli anni e nel lungo termine.
00:55:47Per avere un'idea di che cos'è una protesi di spalla, ecco questo è il filmato.
00:55:51Noi andiamo a ricreare l'anatomia, dobbiamo impiantare una superficie simile a quella che era presente,
00:56:00quindi in questo caso questa è la scapola con la glena,
00:56:04noi andiamo a inserire all'interno della scapola una protesi che mima la stessa funzione di superficie articolare,
00:56:14viene fissata all'osso inizialmente con le viti per consentire poi un'integrazione biologica dell'impianto,
00:56:24quindi la protesi si deve attaccare all'osso.
00:56:26Questa è la parte omerale in cui viene fatto il taglio della parte a sfera dell'omero
00:56:35e viene inserita una protesi all'interno del canale.
00:56:40Oggi abbiamo delle protesi molto più conservative rispetto a questo filmato
00:56:45e quindi abbiamo un risparmio di osso molto più importante
00:56:49e questo è l'impianto finale che consente appunto di tornare ad avere un movimento il più normale possibile.
00:56:57Non voglio dire di nuovo del percorso riabilitativo,
00:57:00ma anche qui per la protesi è un aspetto estremamente importante, complesso.
00:57:09Mi riallaccio al discorso che ha fatto la dottoressa prima perché volevo complimentarmi,
00:57:17nel senso che ha parlato di tutti i muscoli e non del deltoide,
00:57:21che invece è l'unico muscolo di cui i pazienti si preoccupano ed è quello che non serve a nulla.
00:57:25Quindi in realtà la riabilitazione della spalla non è il muscolo estetico che noi vediamo,
00:57:31ma sono tutti quelli intorno, quindi è una riabilitazione molto più complessa
00:57:35rispetto a quello che nell'immaginario collettivo del paziente c'è.
00:57:41Insomma il paziente ovviamente si ferma un po' all'esterno,
00:57:43sul corpo del suo corpo, ovviamente il riferimento è quello
00:57:46e poi non ha proprio una competenza o una conoscenza specifica
00:57:49né dell'anatomia né delle funzionalità delle parti del corpo.
00:57:53Dottor Zeveri, protesi inversa.
00:57:56Ha già detto qualcosa il dottor De Biase, però insomma la domanda è per lei
00:57:59rispetto appunto all'utilizzo e le indicazioni come soluzione all'artrosi.
00:58:04Esatto, prima ce ne va il dottor De Biase al fatto che la protesi anatomica
00:58:08funziona quando la cuffia dei rotatori è integra.
00:58:11Quando noi abbiamo una situazione dove questo non accade,
00:58:15dove la cuffia dei rotatori non è più integra,
00:58:17dove appunto il paziente ha dolore e ha una situazione di artrosi,
00:58:20la soluzione è quella di impiantare una protesi inversa.
00:58:23Perché? Perché il tanto bistrattato deltoide in questo caso ci dà una mano,
00:58:28nel senso che è l'unico muscolo che rimane funzionante in questo caso della spalla
00:58:34e permette a questa protesi l'utilizzo, cioè nel senso che consente il movimento della spalla.
00:58:41La protesi inversa si chiama così appunto, da come dice il nome,
00:58:46è perché inverte le due componenti.
00:58:48Può partire il filmato che ci mostra in cosa consiste,
00:58:52cioè la parte sferica viene montata dove normalmente è piatta, sulla glena,
00:58:58mentre la parte concava viene installata sulla parte omerale.
00:59:04Per funzionare, come appunto dicevo, si utilizza il muscolo del deltoide
00:59:12e l'indicazione per questo tipo di protesi, può partire l'immagine radiografica,
00:59:19è prevalentemente, ne ha accennato prima il dottor Calderazzi, l'artrosi eccentrica.
00:59:24Cosa vuol dire? Se noi vediamo la radiografia della spalla destra,
00:59:28della spalla sinistra, è una spalla con una cuffia dei rotatori integra,
00:59:32cioè ben centrata sulla cavità glenidea.
00:59:34Vediamo nella radiografia a destra invece come alla rottura,
00:59:39a una lesione massiva dei tendini, corrisponda una migrazione verticale dell'omero
00:59:44che è tirata dal vettore del deltoide verso l'altro che va a cozzare con la cromion.
00:59:50Questa è una situazione a cui corrisponde una situazione di dolore e mancato movimento
00:59:56e in cui l'unica soluzione, se il dolore è marcato, consiste nella protesi inversa di spalla.
01:00:06Oltre all'indicazione artrosica, questa protesi, noi spesso l'ho utilizzata,
01:00:11noi effettuiamo anche interventi di traumatologia
01:00:12e quindi nel caso che ci sia una frattura dell'omero, soprattutto nei pazienti anziani,
01:00:19dove la qualità dell'osso comunque è più scadente per via dell'osteoporosi ovviamente,
01:00:25e nelle fratture più frammentate, più frammenti,
01:00:29in quanto in questo caso tentare una sintesi può condurre a un risultato non così ottimale.
01:00:35Per cui anche in questa situazione viene utilizzata la protesi inversa di spalla.
01:00:40Infine, come diceva il dottor De Biase, gli impianti moderni di protesi anatomica.
01:00:45La protesi anatomica ad esempio viene impiantata spesso in pazienti giovani,
01:00:49quindi può essere che, raggiunto una certa età,
01:00:52questa protesi poi vada incontro in qualche modo a un fallimento
01:00:56o comunque non funzioni più bene.
01:00:58Però gli impianti moderni hanno una modularità,
01:01:00cioè permettono la sostituzione delle parti
01:01:02in modo tale da convertire la protesi che era prima impiantata
01:01:06in un'altra protesi, in questo caso la protesi inversa,
01:01:09e riprendere quindi il funzionamento normale della spalla.
01:01:13Quindi queste sono le tre principali applicazioni di questo tipo di protesi.
01:01:17Poi ovviamente si parla sempre di fisioterapia,
01:01:22quindi anche qui in questo campo è fondamentale.
01:01:24Ma infatti il dottore chiuderà lei, è la puntata della sera.
01:01:26Eh, infatti immaginiamo.
01:01:27Perché giustamente chiuderà lei tutti i nostri discorsi.
01:01:31Però prima di dare la parola alla dottoressa,
01:01:33io vorrei sentire invece Elisa.
01:01:35Pronto? Buonasera Elisa!
01:01:39C'è qualche interferenza di troppo,
01:01:41vediamo se riusciamo a modulare dal punto di vista tecnico
01:01:45questo collegamento telefonico perché c'è Elisa?
01:01:48Pronto? Buonasera!
01:01:50La sentiamo Elisa?
01:01:53Pronto?
01:01:55Sento un gran rimbombo.
01:01:57Eppure era pronto il collegamento con Elisa perché è un'altra paziente.
01:02:00Dottor De Biase, credo che insomma si sia occupato lei del caso di Elisa
01:02:04che possiamo anticipare.
01:02:05Sì, sì, sì, la signora aveva, è una signora giovane,
01:02:09una signora cinquantenne che ha avuto una mal consolidazione
01:02:15di una frattura di omero
01:02:18e quindi ha perso gran parte dell'utilizzo del braccio
01:02:24e quindi ovviamente in questo caso
01:02:26una paziente giovane che non si riesce a pettinare
01:02:30o non si riesce a toccare
01:02:31fare i gesti più semplici
01:02:33i gesti più semplici della vita quotidiana
01:02:34e ha la patologia
01:02:36quindi ha una consolidazione non ottimale della parte ossea
01:02:42va incontro, è una buona candidata
01:02:44perché ha la motivazione, ha la patologia
01:02:46e quindi è una buona candidata all'intervento di protesi anatomica.
01:02:50In questo caso nella signora abbiamo utilizzato
01:02:53una protesi, si chiamano stemless
01:02:55cioè senza lo stelo
01:02:58molto...
01:02:58Pronto?
01:02:59Eccola, è arrivata!
01:03:02Pronto Elisa!
01:03:03Il suo chirurgo stava spiegando un po' come ha trattato il caso
01:03:07lei è entrata quindi
01:03:08dottore non me ne voglia, diamo un attimo la parola alla paziente
01:03:12Pronto Elisa, adesso mi sente in modo limpido?
01:03:15Anche lei, anche lei insomma non è disturbata
01:03:20velocemente, insomma stava già anticipando il suo medico
01:03:23la problematica però voglio sentire la sua voce
01:03:26Certo, io per una vecchia frattura
01:03:29dopo ho avuto, insomma, questo estate
01:03:31un po' di dolore, ho fatto una lastra
01:03:33e avevo necrosi di omero, sensi rilegionati
01:03:36e fratture
01:03:38io da subito ho
01:03:39ho desiderato fare la protesi
01:03:42per cui mi sono rivolta al dottor Bebiase che mi ha descritto
01:03:46la protesi anatomica appunto per adattarsi alla conformazione
01:03:51e io infatti da subito ho avuto una sensazione confortevole e non un colpo estraneo
01:03:58e dopo il tutore tenuto 30 giorni di profilassi ho cominciato subito ad alzare il braccio
01:04:03a fare dei movimenti naturali affinché ad esempio potessi vedere chiaramente la mia ascella allo specchio
01:04:09adesso sono passati poco più di due mesi e dopo seduta di fisioterapia naturalmente riesco a fare tutti i movimenti
01:04:17il dolore è stato sintetizzato sotto controllo
01:04:21pochissimi antidoloriti c'è stato ghiaccio
01:04:23la cicatrice sta scomparendo
01:04:26quindi devo ringraziare il dottor Vesniate e la sua equispe nella clinica città di Parma
01:04:31per l'eccellente risultato del mio intervento
01:04:33fatto anche nel rispetto delle proprie scelte terapeuti
01:04:38bene grazie abbiamo raccolto anche la sua soddisfazione
01:04:41e quindi insomma dottor De Biase
01:04:44voglio aggiungere semplicemente un dettaglio
01:04:46nel senso che la protesi di spalla ha un tempo di recupero più ampio
01:04:51in due mesi è ancora in fase riabilitativa
01:04:54la protesi anatomica non si riabilita in due mesi
01:04:57questo non vorrei che venisse diciamo così
01:05:00è in fase di riabilitazione la paziente ancora
01:05:03per esempio abbiamo raccolto un po' la sua soddisfazione
01:05:05il suo entusiasmo perché insomma sta bene
01:05:07e noi raccogliamo sempre ovviamente i casi brillanti
01:05:11però questa è un'informazione importante
01:05:13perché se no il paziente deve sapere che è nella fase di riabilitazione
01:05:17ancora la paziente che terminerà tra qualche mese
01:05:20se no sta bene l'intervento è venuto bene
01:05:23però questo è un aspetto che deve essere chiarito
01:05:26che andava insomma
01:05:26sì esatto
01:05:27dottor Calderazzi anche lei avrebbe tanti casi
01:05:30tante telefonate
01:05:31se torna la prossima volta facciamo ascoltare insomma anche una sua paziente
01:05:34dottoressa chiudo con lei
01:05:37insomma il ruolo di fisioterapista
01:05:39abbiamo capito che è assolutamente cardine rispetto alla problematica
01:05:44del dolore alla spalla
01:05:45però insomma il paziente vuole sempre sapere un po' i tempi
01:05:48insomma rispetto alle varie problematiche
01:05:50perché poi il recupero è fondamentale
01:05:52diciamo che in generale le tempistiche di guarigione
01:05:56soprattutto dopo una chirurgia alla spalla
01:05:58sono medio lunghe
01:06:01nello specifico ad esempio per le tempistiche dopo chirurgia
01:06:04e tendine della cuffia dei rotatori
01:06:06si parla di circa 3-4 mesi per un ritorno all'attività di vita quotidiana
01:06:11fino ad arrivare 5-6 mesi per un ritorno all'attività sportiva
01:06:16per quanto riguarda invece la protesi di spalla di cui parlava appunto il dottor De Biase
01:06:20le tempistiche sono molto più lunghe
01:06:22queste dipendono dalla tipologia di protesi
01:06:24quindi se inversa o se anatomica
01:06:26nell'inversa si parla di qualche mese in più
01:06:29settimana, mese in più
01:06:32le tempistiche dipendono anche dall'età del paziente
01:06:34e dalla condizione della spalla
01:06:36prima di sottoporsi all'intervento chirurgico
01:06:39possiamo dire in generale che i pazienti
01:06:41a 6 mesi già riferiscono una sostanziale riduzione del dolore
01:06:46e un miglioramento della mobilità articolare
01:06:49però è verso i 10-12 mesi che possiamo dichiarare terminato il percorso riabilitativo
01:06:55perché è solo lì che avremo recuperato la forza muscolare
01:06:59e una completa mobilità articolare
01:07:01per quanto ci consentono le protesi
01:07:03quindi più o meno sono queste le tempistiche
01:07:06quello che ci tengo a dire è che per far sì che il percorso riabilitativo
01:07:10raggiunga dei risultati ottimali
01:07:12è importante il rapporto che si viene a creare
01:07:18tra il fisioterapista e il paziente
01:07:20quindi la fiducia reciproca, l'impegno del paziente
01:07:23nel seguire le indicazioni del fisioterapista
01:07:25la costanza come abbiamo detto
01:07:26degli esercizi sia a casa che in studio
01:07:29sono i fattori che permettono di raggiungere risultati ottimali
01:07:34per quanto riguarda più in specifico il programma riabilitativo
01:07:38che noi fisioterapisti seguiamo
01:07:40bisogna dire che non esistono programmi riabilitativi universali e rigidi
01:07:46ci sono delle linee guida internazionali
01:07:48che danno delle indicazioni a noi fisioterapisti
01:07:51sulle tempistiche da seguire
01:07:53e sulle diverse fasi della riabilitazione
01:07:57queste ovviamente vanno rispettate
01:08:00ma devono essere adattate al singolo paziente che abbiamo davanti
01:08:04ad esempio due pazienti sottoposti allo stesso intervento
01:08:08possono avere necessità completamente diverse
01:08:10abbiamo un atleta professionista
01:08:12da una parte che ha delle richieste funzionali molto più alte
01:08:16rispetto a un impiegato con una vita sedentaria
01:08:19quindi il ruolo del fisioterapista sta proprio nell'adattare il programma
01:08:23sugli obiettivi e sulle necessità del paziente
01:08:25io personalmente quando prendo in carico un paziente dopo chirurgia di spalla
01:08:31seguo sempre 5 fasi fondamentali della riabilitazione
01:08:34ho portato una clip che fa vedere un po' tutto il percorso
01:08:39nella prima fase della riabilitazione
01:08:42ci concentreremo sul controllo del dolore, dell'infiammazione
01:08:46attraverso abbiamo visto quindi il macchinario di criopressoterapia
01:08:50successivamente la seconda fase come abbiamo visto
01:08:52è il recupero della mobilità articolare
01:08:55in terza fase lavoreremo come ho già citato
01:08:57sul recupero della forza muscolare
01:08:59quindi stabilizzatori e depressori e la cuffia dei rotatori
01:09:03fino ad arrivare poi alla quarta fase
01:09:05siamo già in un periodo più avanzato di riabilitazione
01:09:09in questa fase l'obiettivo è il ripristino della propriocezione
01:09:13e del controllo muscolare
01:09:15in questa fase quindi lavoreremo sulla stabilità attiva della spalla
01:09:20e sul recupero della sua reattività
01:09:24fino ad arrivare in ultima fase dove lavoreremo sul gesto specifico
01:09:28quindi permetteremo al paziente il ritorno alla propria attività sportiva
01:09:31Benissimo, grazie dottoressa, grazie davvero
01:09:34il tempo a disposizione è terminato
01:09:36io vi ringrazio davvero per le vostre brillanti spiegazioni
01:09:40vi do appuntamento alla prossima settimana
01:09:42cambiamo argomento, puntata dedicata agli uomini
01:09:44perché parleremo di prostata
01:09:46grazie ancora a tutti per essere stati con noi e buona serata
01:09:49grazie a tutti
01:10:21grazie a tutti
01:10:24grazie a tutti
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