00:04Un semplice prelievo del sangue potrebbe rivoluzionare la cura per 15.500 donne italiane
00:10affette da carcinoma mammario metastatico, ormonoresponsivo HER2 negativo. Eppure, a causa
00:17di reti diagnostiche fragili e delle disparità regionali, oggi solo la metà delle pazienti
00:22riesce ad accedere alla biopsia liquida, l'esame cruciale per individuare i trattamenti più
00:27efficaci. La denuncia arriva forte e chiara dalla comunità oncologica e dalle associazioni
00:33dei pazienti riunite a Milano in un incontro nato non solo per fare il punto sulla medicina
00:38di precisione contro un tumore estremamente diffuso nel nostro paese, ma soprattutto per lanciare
00:44un appello urgente alle istituzioni. Per garantire l'esame in modo uniforme su tutto il territorio
00:50è necessario destinare 15 dei 238 milioni del fondo per il potenziamento della sanità inseriti
00:56nella legge di bilancio 2026. Il messaggio che voglio mandare è di ricordarsi di fare
01:03la biopsia liquida a tutte le donne che progrediscono a inibitori delle cicline dopo una prima linea
01:09per malattia metastatica. Fare la biopsia liquida, perché sappiamo che più del 40% di queste
01:15donne sono ISR1 mutant e se noi non facciamo la biopsia liquida non le identifichiamo e quindi
01:21neghiamo l'accesso a una terapia. Le donne con tumore al seno metastatico possono oggi contare
01:26su tanti progressi scientifici tradotti in opportunità diagnostiche e terapeutiche che
01:31devono però uscire dai laboratori e raggiungere le pazienti. Oggi la differenza non è soltanto
01:36nell'accesso al farmaco ma è anche nell'accesso al test diagnostico perché questo è indispensabile
01:43per selezionare correttamente i pazienti e le pazienti che si possono beneficiare di un certo
01:47trattamento. Quindi non avere a disposizione un test diagnostico tra cui per esempio una biopsia
01:52liquida, ma questo concetto vale anche per altri tipi di test, potrebbe compromettere un accesso
01:57eco e tempestivo ai migliori trattamenti disponibili. La biopsia liquida è una delle procedure che sta
02:02permettendo di realizzare il percorso di caratterizzazione molecolare nelle pazienti
02:07con tumore della mammella in stadio avanzato e più in generale per molti tumori solidi. Ma come funziona?
02:14È una procedura minimamente invasiva perché si tratta di un prelievo di sangue da cui poi viene
02:20estratto il DNA tumorale circolante che viene caratterizzato per la presenza di alterazioni che
02:25possono rappresentare dei marcatori predittivi positivi o negativi di risposta ai trattamenti.
02:30Nel caso di specie per il tumore della mammella permette di identificare questi marcatori e di
02:35leggere le pazienti a trattamenti a bersaglio molecolare e che quindi è una di quelle procedure che
02:40permette di ridefinire il panorama diagnostico e predittivo per i farmaci di nuova generazione.
02:47Dalle associazioni delle pazienti arriva un messaggio chiaro.
02:50L'appello che lanciamo oggi è che tutte le pazienti che hanno il cancro al seno metastatico
02:55abbiano l'accesso alle migliori terapie, anche all'innovazione terapeutica, quindi che sia possibile
03:01effettuare una biossia liquida, che è un test diagnostico importante e questo non comporti
03:08per loro un disagio perché non è che si devono affrontare sia spese di viaggio o altro per
03:17poter sottoporsi a questo esame che evidentemente è importante.
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