00:00Dalle gelide e spettrali acque dell'oceano pacifico meridionale, Supermassive Games riparta
00:05la Dark Pictures Anthology sulla terraferma con Little Hope. Il secondo capitolo dell'antologia
00:10horror partita con Man of Medan cambia registro e si sposta negli Stati Uniti per raccontare
00:15l'orrore dell'epoca della caccia alle streghe. A differenza del primo episodio che faceva
00:19affidamento su una leggenda ben specifica, questa volta la trama ha così un respiro
00:23maggiore e permette di creare una storia davvero inedita.
00:37Forte dell'attore Will Polter nei panni del protagonista, Little Hope è un buon passo
00:41avanti ma perde ancora qualche colpo per strada. La narrazione è duplice e dal presente in cui
00:46si muovono i protagonisti slitta a volte nel passato, dove giacciono le risposte alle domande
00:50e ai misteri che avvolgono la cittadina che dà il titolo all'avventura. Tra misteriose
00:55visioni e apparizioni fin troppo concrete per concedersi il lusso di non prenderle sul
00:59serio, i cinque protagonisti devono prepararsi a una lunghissima notte da incubo, senza la
01:04certezza di vedere l'alba. L'unica via di uscita sembra essere scoprire cosa sia successo
01:09nel 1692, l'anno in cui si sono svolti i processi alle streghe di Salem, che portarono alla morte
01:15di numerose persone con l'accusa di stregoneria. Gli sviluppatori attingono a piene mani da uno
01:20spaccato molto buio della storia statunitense, per creare una narrazione ambigua dove il passato
01:26si riflette nel presente. La storia cigola comunque in diversi punti. Indipendentemente
01:31dall'esito, alcuni conti non tornano nemmeno dopo aver visto tre finali. Il passato getta
01:35le basi di quella che dovrebbe essere la maledizione della cittadina, eppure alcuni tasselli del
01:40puzzle rimangono in sospeso. Ci sono parti dove la qualità narrativa zoppica, presentando
01:45situazioni illogiche, mentre i protagonisti mancano di quello spessore necessario a farli notare,
01:50e passano in secondo piano rispetto ai personaggi del passato, che restano impressi con più facilità,
01:55anche se hanno meno spazio nella sceneggiatura. Nel complesso l'opera è migliore di Man of
02:01Medan, ma alcuni elementi continuano ad essere fuori fuoco, a cominciare da un ritmo che fa
02:06fatica ad ingranare. I jumpscare stavolta sono dosati con più cura, ma manca quel terrore angosciante
02:11che dovrebbe cogliere chi si sente in trappola. Questo è in parte dovuto alla scelta di puntare più
02:16sul rapporto tra i personaggi, con situazioni che creano conflitti e che sono il motore dell'azione.
02:21Il gameplay non si discosta da quello di Man of Medan, si può giocare da soli oppure in compagnia,
02:26scambiando il pad con le persone vicine oppure attivando la co-op online con un altro giocatore.
02:31Rispetto al primo racconto, online si perde la meccanica del possibile conflitto,
02:36ma nel complesso rimane un'avventura piacevole da condividere. Ci si muove alla ricerca di oggetti
02:41da collezionare e interazioni per portare avanti la storia, scegliendo con il cuore o con la testa
02:46in base alla situazione, senza conoscere le possibili conseguenze. Questo è sempre stato
02:51l'aspetto forte dei giochi di Supermassive, ma in Until Dawn lo spettro delle dinamiche interne
02:56dei protagonisti era più ampio. Ci sono, tuttavia, delle sensibili migliorie nei quicktime event che
03:02risultano più coerenti e precisi. Un'altra novità è il passaggio a un personaggio diverso nei momenti
03:07di pericolo. Un'alternanza che non è sempre scontata e contribuisce a mantenere la concentrazione e il senso
03:13di concitazione. Ogni personaggio può avere uno o più tratti negativi che si aggiungono in base alle
03:18scelte compiute e concorrono a influenzarne il destino. Non sembra esserci un particolare
03:23limiti ai tratti negativi che un personaggio può avere, ma una singola scelta giusta o una
03:27singola decisione altruista può bastare per redimersi. È una meccanica non sempre chiara
03:33nel manifestare le proprie conseguenze, ma con qualche test sparso si può giungere alla salvezza anche dopo
03:38una lunga serie di atti malvagi. Ci sono tanti modi di portare avanti la storia, quanti sono i
03:43possibili finali, e a questo si aggiunge la presenza di scene esclusive per la co-op.
03:48Il comparto tecnico fa dei piccoli passi avanti rispetto a Man of Medan, senza però un vero
03:53balzo di qualità. Il motion capture permette di dare vita ai protagonisti e viene impreziosito
03:58da un costante gioco di chiaroscuri. Alcuni personaggi sono più riusciti di altri, ma nel complesso sono tutti
04:04abbastanza espressivi. Non si segnalano cali di frame rate o problemi di caricamento, ma in un
04:09paio di casi il gioco si è bloccato, sia durante la partita, sia nel menu iniziale.
04:14Il comparto sonoro gioca un ruolo fondamentale, l'ampiezza di certe aree non permette al sound
04:19design di rendere al massimo, ma in quelle più compatte sembra proprio di sentire delle voci
04:24provenire da ogni angolo. La qualità del doppiaggio italiano, infine, è discreta e vicina a quella
04:29della versione in lingua originale. Little Hope ripropone e perfeziona una formula già
04:35collaudata con Man of Medan. La narrazione beneficia di tematiche con un più ampio respiro, ma presta il
04:41fianco a diversi passaggi illogici e una qualità non sempre ottimale, anche nella caratterizzazione
04:46dei protagonisti. Anche la componente horror è poco incisiva, mentre nel gameplay si notano diversi
04:52passi avanti. Non è ancora abbastanza, comunque, per dar vita a un prodotto davvero memorabile.
04:57The Dark Pictures Little Hope è disponibile su PS4, Xbox One e PC dal 30 ottobre 2020.
05:03Voi cosa ne pensate di questa serie horror targata Supermassive? Fatecelo sapere nei commenti qua
05:08sotto e se il video vi è piaciuto, non dimenticate di iscrivervi al canale, cliccando sulla campanellina,
05:14e di lasciare un bel mi piace per sostenere il nostro lavoro. A schermo trovate alcuni suggerimenti
05:19che possono interessarvi. Grazie per aver guardato fino alla fine.
05:33ARITO-Ribra
05:35Kumbaki!
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