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  • 2 giorni fa
Il Clandestino: intervista a Edoardo Leo e Rolando Ravello.
Trascrizione
00:00È difficile rinventarsi in questo paese qua e che abbiamo...
00:04In questo paese qua.
00:06In questo paese qua, eh, che è...
00:12Cercate anche le persone scomparsi?
00:14Non le cerchiamo, signora. Le trofiamo.
00:17Il clandestino. Nel primo episodio c'è una frase molto interessante che dice Edoardo
00:22non distinguiamo più chi è cattivo davvero da chi gioca ad essere cattivo.
00:27E questo riassume totalmente il nostro stato contemporaneo. Non so che ne pensate.
00:34È che purtroppo giocando a fare i cattivi, o essendo cattivi davvero, forse alcuni sono cattivi davvero,
00:39qui si fanno fuori bambini, che tra l'altro è la fascia sociale che io non riesco a capire.
00:45È quella che è stata dimenticata in assoluto. I bambini non li caga più nessuno.
00:49Non esistono più. A Gaza quanti ne sono morti? Più di 10.000 già ormai.
00:54Senza considerare gli amputati, senza considerare...
00:57E questi che sono vivi un domani si vendicheranno.
01:01Quindi non stiamo seminando pace, stiamo seminando odio.
01:05E la nostra società in questo momento è così.
01:08E la serie invece ci permette di avere la speranza di ripoter provare empatia verso chi ci sta davanti.
01:17Ma sai, questo è il tema fondante, no? Il tema è niente come sembra, il tema della serie.
01:22Quindi è ovvio che Travaglia è uno che è un po' più abituato, perché i cattivi veri l'ha visti.
01:31Quando faceva l'infiltrato, quando è andato nelle zone di guerra,
01:36quelle zone dove il terrorismo lo tocchi con mano.
01:40Quindi lui li sa riconoscere, si rende conto che però per la gente normale
01:47la fascinazione del cattivo, di provare a giocare a farlo, è un po' alta.
01:52Poi quando incontri uno vero ti fai male.
01:56Milano è centrale, la serie è molto contemporanea.
02:00Guarda forse anche un po' il cinema di genere anni 70,
02:03per alcune visioni, alcuni personaggi.
02:07Però appunto Milano è protagonista, per me solo a Milano poteva essere ambientata.
02:11Non so che ne pensate voi di questa cornice che a tutti gli effetti è protagonista.
02:16Sì, sì, totalmente.
02:16Ma ti dico una cosa in più, che quando io e Rolando abbiamo cominciato a parlare
02:22di questa cosa della regia, perché io ho letto prima di lui la serie
02:25e l'ho chiamato, e quando lui mi ha detto, nonostante io lo conosco da 35 anni praticamente,
02:32mi ha detto che la mia vera passione sono i polar francesi,
02:35e mi si è proprio acceso una lampadina, già pensavo che fosse la persona giusta
02:40per dirigermi, ma ho pensato che era pure il regista giusto per tutta la serie,
02:45perché è una tua passione, no?
02:48Quindi quell'ambientazione della Milano notturna, concordo con te,
02:52che era l'unica possibile per questa serie.
02:55Allora, il regista?
02:57Guarda, è bello, io avevo già girato a Milano, che ultimamente è un set frequentato,
03:06la cosa che siamo riusciti a raccontare, spero, siamo riusciti a raccontare già preso tutto,
03:11speriamo che lo spettatore ci dica che ci siamo riusciti, è una Milano,
03:14oltre alla Milano da bere che conosciamo tutti, già vista e frequentata,
03:17una Milano periferica di un insieme, un minestrone di etnie, comprese gli italiani,
03:25ma di varie regioni, che in genere non è mai stata raccontata.
03:29È stata raccontata più dai cantanti che non dal cinema e dalla televisione.
03:33Sì, siamo pieni di rapper che provengono da quelle periferie,
03:38che sono difficili, molto difficili, dove lotti per vivere.
03:43Eravamo abituati a pensarlo solo per il meridione, no?
03:46Invece non è così.
03:48Il tema portante del clandestino secondo me è reinventarsi.
03:52C'è un personaggio che deve reinventarsi dopo aver subito un profondo trauma, dramma,
03:58però è difficilissimo oggi reinventarsi qui in Italia,
04:01se fino a 35 anni siamo ancora nel pieno della gavetta, no?
04:04Secondo poi l'idea generale, non so che ne pensate.
04:08Vai tu, vado io? Vai, vai.
04:09Il tema fondante per me è l'empatia.
04:14Il reinventarsi in Italia è curioso, perché fino a 35 anni,
04:18che secondo me è una costola però il reinventarsi,
04:20fino a 35 anni sei un esordiente, qualunque cosa tu faccia,
04:24a 50 anni sei morto.
04:26Nel senso che se a 50 anni, putacaso, la tua ditta chiude,
04:30nessuno ti prenderà mai più a lavorare, finisci a dormire in macchina.
04:33Quindi è un paese che ha un range d'azione di 15 anni,
04:36dove ti devi muovere pure di corsa,
04:37sennò poi...
04:39No, sai che c'è?
04:40Io quest'anno sono stato costretto a riguardare un po' la mia filmografia,
04:45perché faccio 30 anni di gavetta,
04:47festeggio 30 anni di contributi,
04:50e mi sono reso conto che,
04:52diclinato in vari modi,
04:53il tema del riscatto è presente in molti personaggi,
04:57non solo che ho scelto di fare,
04:59ma anche in quelli che ho scritto.
05:02però c'era una cosa ancora in più,
05:06che è esattamente come Travaglia,
05:08cioè l'accettazione del fallimento.
05:10A volte uno non accetta il proprio fallimento e continua a galleggiare.
05:13Quindi si parla di rinascita, ma non è una rinascita,
05:15è un continuare a galleggiare.
05:16In questo caso Travaglia non solo accetta il fallimento,
05:20ma proprio lo usa come trampolino per spiare le sue colpe.
05:24Io credo che uno dei motivi per cui è difficile rinventarsi in questo paese qua
05:29è che abbiamo...
05:31In questo paese qua.
05:33In questo paese qua è che siamo impegnati nella cultura del fallimento,
05:40come se fosse una sconfitta.
05:42Il fallimento può essere un grande trampolino,
05:45quindi molto dipende anche da noi, diciamo.
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