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  • 2 anni fa
Non Sono Quello Che Sono: Intervista ad Edoardo Leo e Ambrosia Caldarelli
Trascrizione
00:00È così, il nostro, diciamo, un paese strano che detesta i politici, li detesta, li insulta in ogni modo.
00:09Quando li incontri c'è una specie di sei ossequioso.
00:21Quello che sapete sapete.
00:26Da adesso in poi, non dirò più una parola.
00:32Non sono quello che sono. Mi sembra che nel film ci sia un'urgenza narrativa che sfonda nel sociale.
00:39Forse il cinema italiano si sta accorgendo che le cose non vanno così bene?
00:44Domanda che rivolgo.
00:45Nella società?
00:46Sì.
00:47Però io non, cioè, francamente non, credo che sia una costante del cinema italiano.
00:54Nel senso che dal neuralismo in poi ci siamo sempre occupati della società, del sociale, dei problemi.
01:05Nel senso che dal neuralismo alla commedia italiana, forse solo negli anni Ottanta c'è stato un momento in cui
01:13ci siamo dimenticati.
01:14Con questa urgenza di raccontarci tutti belli e felici ci siamo dimenticati dei problemi.
01:23Però credo che sia stata abbastanza una costante.
01:28Però vado a naso, per, come dire, sensazione.
01:33Grazie.
01:35Mi puoi ripetere la domanda?
01:37No, se effettivamente il cinema italiano si sta accorgendo che forse le cose non vanno così bene.
01:43Per anni è stato molto anche accondiscendente e confortante rispetto poi ai bisogni del pubblico.
01:51Dici riguardo le storie raccontate?
01:52Sì, questo invece è un film che va tutt'altra direzione.
01:55Beh no, per me è giustissimo.
01:57Nel senso che il cinema può andare anche di pari passo con la vita.
02:02e quindi è giusto per me raccontare diversi tipi di storie, anche molto attuali come questa.
02:11Però non so...
02:14Non è una domanda facile.
02:15No, sì, non so adesso...
02:16Perché va per casi...
02:19Se guardi certi casi il cinema l'ha raccontata la realtà.
02:22Se vai per i problemi sociali, se vai per...
02:25Come andamento generale, bisognerebbe fare un'indagine e io in questo momento, ti dico onestamente, non sono in grado di
02:30fare.
02:32Credo che sia un film brutale, ma anche brutalista, se vogliamo, anche nell'estetica.
02:38È un film che ha il potere e l'ossessione per il potere al centro della storia.
02:42Forse siamo troppo ancora condiscendenti e comprensivi verso invece chi il potere lo esercita in modo estremamente negativo, appunto soggiocandoci
02:53e violentandoci sia fisicamente che moralmente.
02:56Che ne pensate?
02:57È così.
02:59Il nostro...
03:01C'è un paese strano che detesta i politici, li detesta, li insulta in ogni modo.
03:06Quando li incontri, c'è una specie di... sei ossequioso.
03:11Non riesce a non essere...
03:12È un meccanismo...
03:13Noi siamo affascinati dal potere, tutti, ma non solo gli italiani.
03:18La fascinazione...
03:19Se si somma poi alla fascinazione per il male, diventa micidiale.
03:23Iago è diventato iconico non perché è cattivo.
03:26Iago è diventato iconico perché ha il potere di avere il controllo sugli altri.
03:31Lui riesce a muovere le persone come delle pedine.
03:33Su questa cosa noi, che odiamo, in realtà, segretamente, è una cosa che ci affascina perché dentro tutti vorremmo avere
03:41la capacità di poter disporre in qualche modo delle persone.
03:46È diabolico in questo, però non è un caso che è diventato iconico.
03:54Sì, secondo me siamo anche molto abituati a vedere questi atteggiamenti di potere, sia nella vita che appunto quando vediamo
04:04questi personaggi da donna.
04:07La figura della donna è spesso associata a questi meccanismi.
04:13Siamo abituati a vedere, ed è purtroppo quasi normale, vedere certi atteggiamenti nei confronti di una donna.
04:21Come appunto vediamo poi con Desdemo, Nautello e tutti gli altri uomini attorno a lei.
04:26Visto un po' come l'oggetto da ottenere, qualcosa da tenere vicino, qualcosa di bello, come se fosse appunto una
04:40cosa.
04:44Sì, c'è un'abitudine che abbiamo, è qualcosa che in realtà non dovrebbe partire da noi donne, secondo me.
04:53Non ci dovremmo preoccupare noi donne di comportarci in un certo modo.
04:57È un'educazione, secondo me, di cui non dovrebbe importarci, nel senso che non parte da noi ma parte poi
05:04dall'uomo in questo caso.
05:07Edoardo, l'ultima cosa, è un film molto cinematografico, ma anche molto teatrale.
05:11Bello questo film.
05:13È vero che le grandi opere spaventano, ma intanto lasciano una libertà che altre opere invece non danno, nella novellizzazione,
05:22chiaramente.
05:27Io ho letto ogni tanto i commenti al trailer, qualcuno che dice, ah, ma Shakespeare non si fa in dialetto.
05:34Cioè, perché quello si rivolta nella tomba, quell'altro.
05:39Come se fossero...
05:39Intanto, perché le cose se non le conosci, l'otello che ci è arrivato a noi in inglese, intanto è
05:45difficile da leggere in inglese, eppure per gli inglesi.
05:47Poi, ne esistono varie versioni, l'otello non è scritto nella pietra, no?
05:53In Inghilterra fanno Natale in casa Cubiello.
05:59Giudy Danci ha fatto Filomena Marturano, Natale in casa Cubiello l'ha tradotto Lorenzo Oliver, dal napoletano all'inglese.
06:04E si fanno in questo caso la cosa inversa.
06:07Le grandi opere bisogna rispettarle, però bisogna approcciarle anche con un pochino di sfrontatezza, se le vogliamo...
06:18Ho letto un po' di cose su questa cosa della traduzione, intanto mi è capitato di dire, ma come si
06:21fa a fare di Adelno in Romano?
06:25Adelno si faceva l'opera lirica, l'ha fatto Verdi, stravolgendo nel libretto, l'ha fatto Rossini, addirittura pensa che
06:30nel Adelno di Rossini,
06:33siccome era considerato un po' troppo truce, in alcune versioni hanno edulcurato il finale, e Adelno e Desdemona cantavano al
06:38fine e finiva con un lieto fine.
06:41Quindi, non so come dire, io ho avuto un approccio molto filologico alla storia, ma in maniera proprio integrale, precisa,
06:52ho fatto una traduzione fedele.
06:53Ho lavorato in questi giorni nell'università con degli anglisti, esperti di Shakespeare, e uno addirittura mi ha detto che
06:59ha seguito il film con l'hotel originale in inglese davanti, così,
07:05e mi hanno detto che era incredibile quanto fossi riuscito a tradurre, e poi ci doveva chiedere che cosa significa
07:13tradurre,
07:14che è un po' tradire l'opera, tradurre significa portare da un'altra parte.
07:17C'è una bellissima frase di Umberto Eco, che dice, che era uno molto preciso nelle cose che diceva, e
07:23dice,
07:24tradurre significa dire quasi la stessa cosa, che è uno simoro meraviglioso, dire quasi la stessa cosa,
07:31ed è stato centrale nel lavoro di traduzione, è stato un lavoro, dal punto di vista filologico, molto rigoroso,
07:37però non dobbiamo avere paura delle grandi opere, se no le lasciamo lì come delle icone, ferme,
07:42e poi di fatto quelli che le parlano non le hanno lette, perché quando dico qualcosa che mi dice no,
07:48perché sai l'hotel in italiano, dico quale italiano?
07:51Cioè tu hai letto una traduzione del 1850, o hai letto quella di Montale, dei primi anni venti,
07:57o hai letto quella di Cecchi d'Amico degli anni sessanta, o quella di Lombardo degli anni sessanta,
08:01perché sono traduzioni diverse, testi diversi, quindi prima di, a volte, prima di avere un approccio alle cose,
08:08bisogna un po' sapere di cosa si parla, e questa cosa mi ha costretto a 15 anni di studio,
08:13per poter venire qui a parlare con un po' di precisione, poi i film, per carità,
08:18o non sono belli o sono brutti, non è che perché uno l'ha studiato diventano belli,
08:22però diciamo che da un punto di vista del rigore filologico, secondo me, su queste opere è necessario.
08:29Grazie, grazie mille.
08:30Grazie, ciao, ciao.
08:37Difendite dalla gelosia, è un mostro con gli occhi verdi che sputa su quello che magna.
09:03Grazie a tutti.
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