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00:10Buonasera, buon mercoledì, ben ritrovati con il TG Preview di Teletutto, l'approfondimento
00:14a cura della nostra redazione, questa sera torneremo a parlare della situazione internazionale
00:20di Iran, di Stati Uniti, di Trump, ma anche del discorso della Premier Giorgia Meloni
00:24oggi al Senato dove non si presentava da un po' di tempo, lo faremo con Marco Frittella,
00:31giornalista, buonasera, bentrovato, benvenuto, e con Mario Delpero, docente di Science Po
00:39di Parigi, buonasera Professor Delpero, buonasera, entrambi, lo ricordiamo, sono editorialisti
00:45del nostro quotidiano, partirei da lei Frittella perché appunto nel discorso di oggi la Premier
00:51ha ribadito con forza che l'Italia non entrerà in guerra e non prenderà parte all'intervento
00:57di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, che posizione è questa? È la prudenza diplomatica
01:04o una scelta politica precisa nello scenario internazionale?
01:09No, non è soltanto prudenza diplomatica, è una scelta, una scelta più volte ribadita
01:14dalla Premier in questi ultimi giorni, l'aveva già detto Crosetto, l'aveva già detto Tajani
01:22in Parlamento, l'Italia vuol stare fuori di questa guerra, non condanno, non condivido,
01:29questa è una frase diciamo diplomatica e di cautela nei confronti sia degli Stati Uniti
01:37che delle opinioni pubbliche interne e dei partner europei.
01:42Uno dei punti più delicati riguarda l'eventuale utilizzo delle basi americane in Italia.
01:50Meloni ha detto Frittella che non c'è stata alcuna richiesta e che comunque deciderebbe
01:55il Parlamento. Una risposta sufficiente a calmare il dibattito politico in questo momento?
02:00Assolutamente no, perché le opposizioni chiedono un rifiuto totale all'utilizzo delle
02:09basi. Giorgia Meloni ha buon gioco a rispondere con il trattato bilaterale con gli Stati Uniti
02:17del 54 per il quale c'è una parte di utilizzo delle basi che è automaticamente autorizzato
02:25dal paese ospitante. Nel momento in cui si dovesse dimostrare che quel volo non è un
02:33volo esattamente destinato al bombardamento, allora in quel caso il governo del paese ospitante
02:41dovrebbe autorizzare. Quindi un no assoluto non sta nelle cose, non sta nei trattati di
02:50Benna ci chiedono le opposizioni. Naturalmente Meloni è stata ben attenta a dire se dovesse
03:00arrivare una richiesta diversa di utilizzo delle basi noi verremo in Parlamento, attenzione
03:06non sarebbe dovuto, ma noi verremo in Parlamento perché la scelta sia condivisa maggioranza
03:13e opposizione e questa devo dire che è una mossa abile perché comunque porrebbe di fronte
03:20alle opposizioni che oggi si sono presentate di nuovo con quattro risoluzioni ad una scelta
03:26complessiva, da cui partiti di opposizione sicuramente si distanzierebbero dagli altri.
03:32Le posizioni sono chiaramente frammentate, l'abbiamo visto, l'ha ricordato Fritello oggi in Parlamento,
03:38abbiamo visto anche proteste simboliche, i cappellini del Movimento 5 Stelle, io gli chiedo
03:43che clima politico si respira oggi in Parlamento, guardando anche alla consultazione referendaria
03:51del prossimo fino a settimana che sta diventando insieme più politicizzata tra l'altro.
04:00Lo chiedi a me o a me?
04:01Sì a lei Fritella, lei Fritella.
04:03Ah sì sì sì, allora qual è il clima qui a Montecitoio? A Montecitoio c'è un clima come al
04:09solito
04:09di armistizio armato, non so come definirlo, per cui si sapeva che la Belonia avrebbe detto
04:18quello che ha detto, si sapeva che le opposizioni avrebbero preso quelle posizioni che hanno preso,
04:25si è tentato da parte di Conte una qualche forma unitaria, ma alla quale non si è arrivati
04:32come raramente o forse quasi mai si arriva, per cui ci sono state la risoluzione del PD,
04:38la risoluzione del 5 Stelle e la risoluzione dei centristi, quattro posizioni diverse.
04:44Certo che siamo ormai vicinissimi al referendum, era del tutto illusorio e velletario pensare
04:51che il referendum non si sarebbe politicizzato, non si dà in natura una cosa del genere, era
04:59illusorio pensare che la Presidente del Consiglio si potesse straniare dal dibattito, dallo
05:05scontro politico sul referendum, anche se comunque penso che qualunque sia l'esito
05:11del referendum il governo potrebbe essere azzoppato, ma di sicuro resterà al suo posto,
05:17perché la condizione internazionale lo obbliga a rimanere lì, lo inchioda lì, ma non peraltro.
05:21Un governo inchiodato, Mario Del Pero, un governo che dovrà in qualche modo dialogare
05:27con gli Stati Uniti che in questo momento sono protagonisti assoluti del conflitto in Iran
05:33e di quello che sta succedendo in Medio Oriente, io le chiedo che dialogo avranno secondo lei
05:39Stati Uniti e Italia a questo punto?
05:43Partiamo da un presupposto, Fertella l'ha detto bene con qualche cautela, le basi degli Stati
05:48Uniti le usano come vogliono, adesso poi può anche darsi che facciano cose in quelle
05:56basi che necessiterebbero di una qualche formale autorizzazione italiana, ma non usano Aviano
06:03per la distanza, diciamo, per tante cose, ma Aviano ha un'importanza logistica fondamentale
06:08e lo ha anche rispetto a questo conflitto, quindi gli Stati Uniti, bisogna dire, l'accordo
06:14del 54 garantisce vari privilegi semiimperiali agli Stati Uniti e quelli che non sono esplicitamente
06:20definiti, come dire, gli Stati Uniti se li prendono tendenzialmente.
06:24Partendo da questo presupposto cosa può fare un governo italiano nel dialogo con gli Stati
06:29Uniti?
06:30Beh non può immaginare un velleitario approccio bilaterale, l'Italia agisce dentro un contesto
06:37europeo su quelli che sono i dossier fondamentali nelle relazioni con gli Stati Uniti, il commercio
06:44e la sicurezza fuori da una cornice europea o atlantica che però diventa europea, l'Italia
06:50può fare poco o nulla, può fare dichiarazioni di principi, può mettersi il cappellino maga
06:56come fanno taluni ministri, può manifestare grande solidarietà ideologica, però può fare
07:02poco e abbiamo visto anzi che tutto ciò la mette in difficoltà a Meloni, dalla crisi
07:09sulla Groenlandia, anche in una certa misura la vicenda iraniana, è chiaro che il governo
07:13italiano è messo in difficoltà, perché dovrebbe essere partner politico ideologico privilegiato
07:19di Washington, poi Washington fa cose che mettono l'Italia e tutti i paesi europei in un
07:25angolo e ci si sfila con formule ambigue come quelle che ricordava Fritella, perché fanno
07:31venire alla mente il vecchio né con lo Stato né con le DR, non siamo favorevoli all'intervento
07:37ma non siamo neanche contrari, questo si è detto, nella speranza che queste crisi rientrino,
07:43perché queste crisi mettono oggettivamente in difficoltà la Premier, che gestisce queste
07:48difficoltà con indubbia abilità beneficia di una certa inconsistenza dell'opposizione,
07:55però di difficoltà si tratta.
07:56È una crisi che mette in difficoltà del pero dal punto di vista politico, ma che mette
08:02in difficoltà anche dal punto di vista economico, la questione energetica è tornata centrale
08:08in maniera preponderante, quanto conta il petrolio? Oggi l'abbiamo sentito, l'Iran ha detto
08:14aspettatevi, petrolio a 200 euro, a 200 dollari al barile e quindi anche il controllo delle rotte
08:20come lo stretto di Hormuz nelle scelte degli Stati Uniti.
08:25Pesa tantissimo, poi ci sono tutta una serie di cortocircuiti, gli israeliani bombardano
08:30giacimenti petroliferi per ridurre le capacità energetiche iraniane, per ridurre quindi la
08:34capacità di difesa dell'Iran, ma nel farlo contribuiscono a una crisi energetica che fa
08:39schizzare verso l'alto il prezzo del petrolio con tutti i riverberi conseguenti. Ci sono problemi
08:45economici in paesi che faticano a uscire dalla spirale inflattiva degli ultimi anni,
08:51se si rimpennano i prezzi del petrolio, i prezzi del gas naturale, i prezzi dell'energia,
08:57quelle dinamiche inflattive si riaccendono anche perché non sono mai state spente. Negli
09:02Stati Uniti siamo comunque alcuni decimali sopra la soglia del 2% che è l'obiettivo della
09:07Fed, se si riaccendono queste dinamiche inflattive la Fed non può tagliare i tassi, se non taglia
09:13dei tassi non può aiutare un'economia che ha rallentato in modo significativo negli Stati
09:19Uniti. Poi sono delle dinamiche economiche globali che colpiscono specificamente i paesi,
09:26i paesi che magari hanno livelli di dipendenza da queste fonti energetiche diverse. Poi c'è
09:31il dato politico che negli Stati Uniti diventa anche un dato politico elettorale perché tra
09:35pochi mesi si vota, poche cose hanno una valenza politico simbolica più potente negli Stati
09:41Uniti del prezzo del famoso gallone di benzina. Oggi quel gallone di benzina si avvicina ai
09:474 dollari, la soglia critica ai 3 dollari e mezzo, era 2,90 poche settimane fa e le
09:54percezioni del cittadino elettore statunitense che è tanto e soprattutto un cittadino consumatore
10:01ne risentono. Allora noi guardiamo i sondaggi che sono utili ma c'è un indicatore, un marker
10:06forse più importante di tutti gli altri negli Stati Uniti, anche per le sue implicazioni
10:10politiche, che sono gli indici di fiducia dei consumatori. Oggi la fiducia dei consumatori
10:16è al livello più basso dell'ultimo mezzo secolo, sta addirittura sotto la grande crisi
10:20quando stava la grande crisi del 2008, ha perso 10 punti in un anno e questo è un dato significativo
10:26che spiega anche un crescente malessere ed è un malessere con cui Trump deve fare i conti
10:32quando Trump dice che la guerra sta terminando, lo dice, non lo dice, lo dice anche perché
10:38una via d'uscita da questo conflitto deve cominciare a immaginarla e a intraprenderla.
10:43Tornerò da lei, professore Del Piero, un'ultima domanda per Marco Frittella proprio sul tema
10:49economico e carburanti perché nel discorso di oggi la Premier ha parlato anche degli effetti
10:53economici della crisi, aprendo alla possibilità di tassare chi specula sui carburanti.
11:00Le chiedo se è un segnale concreto di intervento e più un messaggio politico.
11:05Entrambe le cose naturalmente, ma due sono gli interventi che la Presidente del Consiglio
11:12ha ipotizzato. Da una parte le accise mobili, cosiddette, per utilizzare il sovrappio di IVA
11:19che si incassa con l'aumento della benzina alla pompa e la si sposta, per questo si dice mobile,
11:26sull'accise in maniera tale da tenere più basso, relativamente più basso il prezzo.
11:34Però la Meloni ha anche specificato che questi maggiori introiti dell'IVA devono pure arrivare,
11:41siccome stiamo a pochi giorni dall'onda del petrolio e chiaramente ancora non sono arrivati.
11:49Quindi non è da aspettarsi domani mattina, tanto è vero che il Consiglio dei Ministri
11:53doveva avvararlo e non lo ha avvarato. L'altro provvedimento è quello, qualora si riuscisse
11:59ad applicare, perché in passato non ci si è riusciti, una sovrattassa per gli extraprofitti
12:06fatti dalle società energetiche. Questi sono i due provvedimenti.
12:11C'è stata anche un'apertura che dal mio punto di vista è abbastanza significativa,
12:16perché la Presidente del Consiglio, che non è certamente una tifosa del Green Deal o
12:22della Green Economy, ha detto che certamente bisogna insistere anche sulle rinnovabili,
12:28perché le rinnovabili ci danno una mano in termini di autonomia. E io sono contento che
12:33lo abbia una volta tanto ammesso. Lei che è durissimamente contraria al Green Deal
12:39della Commissione europea.
12:40Grazie a Marco Fritella, giornalista ed editorialista del giornale di Brescia per essere stato con
12:46noi questa sera. Grazie ancora e arrivederci. Io rimango e torno dal professor Delpero, perché
12:53guardando non tanto alle scadenze che Trump ha, ovvero le elezioni di mid-term, ma guardando
13:01alla base che lo ha sostenuto fortemente e che lo ha voluto nuovamente il Presidente, ovvero
13:07al movimento maga, qualcosa inizia a scricchiolare. Anzi, potremmo dire che la frattura ormai
13:13è aperta.
13:15Sì, allora, le linee di frattura esistono da tempo. Cioè, dentro il mondo maga ci sono
13:23delle divisioni profonde su tante questioni, anche sui rapporti con Israele. C'è una parte
13:29di base maga anti-israeliana e addirittura antisemita. Tra Steve Bannon e i tecnocrati,
13:36gli oligarchi della high-tech, della Silicon Valley, c'è un mondo, Trump ha sempre messo
13:42la sordina. Ha sempre riuscito a preservare unità e disciplina di questo mondo maga. A
13:49una certa misura Trump è riuscito a fare in modo che fosse lui maga, che fosse lui a
13:55definire, diciamo, che cos'è il movimento. Su questa guerra le fratture sono ancora più
14:01profonde, ma soprattutto non è tanto una frattura. C'è un pezzo di mondo maga che
14:07si sfila, è disilluso, defeziona, non va a votare. Abbiamo avuto molti cicli elettorali
14:13ieri, si è votato per un seggio della Camera in Georgia, stravinto dai repubblicani in passato,
14:22e si va al ballottaggio, uno dei seggi più forti per i repubblicani. Lo vinceranno quasi
14:28sicuramente al ballottaggio, però in tutti i cicli elettorali che stiamo vedendo i democratici
14:33per così dire sovra performano, vanno meglio di quanto non sono andati storicamente, di
14:38certo di quanto non sono andati nel 2024. Perché? Perché il radicalismo di Trump galvanizza
14:45i democratici, li porta a votare, ci sono tassi di partecipazione elettorale elevatissimi
14:50e il radicalismo di Trump e la disattendere di alcune promesse da parte di Trump, Trump
14:57aliena anche solo piccoli segmenti della base maga, piccoli ma sufficienti se non vanno
15:03a votare per perdere elezioni, perché poi la base elettorale di Trump è significativa
15:09ma non è maggioritaria nel paese, galleggia tra il 35 e il 45 per cento. E quindi tutto
15:16ciò indebolisce elettoralmente Trump, ne indebolisce la popolarità, tutti i tassi
15:22che misurano la fiducia nell'operato di Trump stanno precipitando anche su temi, su questioni
15:28su cui ha costruito le sue fortune politiche, pensiamo all'immigrazione ed è chiaro che
15:33questa guerra con l'Iran, di nuovo sondaggio alla mano, è una guerra impopolare che molti
15:39statunitensi non capiscono ed è impopolare tra una minoranza consistente dell'elettorato
15:45maga.
15:48Io chiedo a lei che è attento e studioso delle dinamiche americane e se lo stesso Trump
15:56in questo momento la sta capendo nel senso, quello che appare anche nelle dichiarazioni
16:02di oggi la guerra in Iran finirà presto e anche in mosse che appaiono scomposte e senza
16:12una strategia delineata è quello di un Trump che è un po' disorientato. Questo anche secondo
16:19voi analisti e studiosi o no?
16:23Io credo che la maggior parte dei miei colleghi ritengano che Trump si stia movendo senza una
16:29strategia e in modo confuso ha fornito tutta una serie di definizioni, di spiegazioni diverse.
16:37Ecco io non ne sono così convinto, poi il punto non è se ci sia o non ci sia una
16:41strategia,
16:42se questa strategia sia realistica e se questa strategia sia apprezzabile da chi auspica stabilità
16:48internazionale, crescita, pace e assenza di guerre. La strategia è indebolire significativamente
16:55l'Iran, impedire che l'Iran continui a rappresentare una minaccia per l'Israele ma soprattutto impedire
17:00che l'Iran possa svolgere un ruolo diplomatico e politico di primo piano nello scacchiere
17:05medio orientale. Come lo indebolisce? Beh, si ne espone la vulnerabilità e si espone la
17:12vulnerabilità della sua leadership. Eliminare Hamenei è servito per dire a chiunque seguirà
17:19che c'è un missile sulla testa di questa persona, che se la leadership iraniana in
17:24futuro non farà le cose che Israele e Stati Uniti vogliono, quella leadership sarà decapitata
17:29come è stata decapitata questa leadership. Questo è il disegno. Rispetto a questo disegno
17:35anche porre termine alla guerra può avere un suo senso, dopodiché porre termine alla guerra
17:40non garantisce che si ponga termine a tutta la spirale di violenza, alle dinamiche che sono
17:46state innescate da questa guerra. I paesi del Golfo trarranno delle lezioni anche sulla
17:53capacità effettiva degli Stati Uniti di proteggerli e i paesi del Golfo hanno un ruolo fondamentale
17:58nel disegno di Trump. Devono finanziare il debito statunitense, devono finanziare determinate
18:04attività imprenditoriali, incluse attività della stessa famiglia Trump, devono diventare
18:10uno hub tecnologico. Il disegno c'è, io credo sia un disegno pericoloso, non sappiamo
18:16quanto realistico, rispetto a questo disegno sfilarsi potrebbe anche avere un senso.
18:23Allora sperava di avere una conclusione uguale a quella che ha avuto nel Venezuela Trump, quindi
18:31risolverla in poco tempo tagliando sostanzialmente la testa ai vertici di comando, ma qui il pugno
18:40duro è stato un pochettino più forte, lo dobbiamo dire, e poi qua ha avuto anche il supporto di
18:45Israele. Forse però non ce l'ha ne ancora fatta e l'Iran mutuando un pensiero trampiano
18:53potrebbe essere un pochettino più duro a morire.
18:56L'Iran è un paese di 92 milioni di abitanti con significative capacità militari, con un
19:02sistema di potere stratificato e al tempo stesso decentralizzato. L'Iran è una bestia diversa.
19:10Allora in comune con l'operazione venezuelana c'è stato un obiettivo, che non è quello
19:15di cambiare il regime o anche la natura del regime, l'ultimo problema per Trump sono gli
19:20studenti iraniani che manifestano e vengono sterminati, ma di cambiare la politica del
19:25regime, allinearla con gli obiettivi statunitensi. Quello è l'obiettivo con l'Iran. È praticabile
19:33questo obiettivo per intanto la leadership iraniana, l'esercito israeliano, i Pasdran
19:39della rivoluzione mostrano una forza, una capacità di resistenza che ovviamente in
19:47Venezuela è mancata. Quel che resta del regime madurista ha sostanzialmente venduto
19:53Maduro agli Stati Uniti, questo sembra essere abbastanza evidente. Nulla di simile sta avvenendo
19:58in Iran, però poi vediamo che cosa succederà. È chiaro che sono due casi molto diversi,
20:04però sono due casi che hanno in comune la volontà di cambiare la politica del regime
20:08accettando che la natura del regime resti la medesima e il convincimento che la soverchiante
20:14superiorità di potenza degli Stati Uniti, che è davvero soverchiante. Noi ci abituiamo
20:20a tutto, ma gli Stati Uniti hanno catturato un leader di Stato e sfiltrato un leader di Stato
20:25in Venezuela e hanno eliminato un leader di Stato e tutta la sua famiglia, compresi i
20:29nipotini, in un altro paese. È una dimostrazione di soverchiante superiorità di potenza e di
20:36disponibilità a usarla senza scrupoli, a dispiegare senza scrupoli la violenza, violenza
20:42estrema anche contro i vertici di altri Stati per ottenere i propri obiettivi.
20:46Io ringrazio Mario Del Piero, professore di Storia Internazionale e Storia degli Stati
20:50Uniti al Saint-Distoire di Science Po di Parigi per essere stato con noi e essere
20:54tornato ospite nel nostro preview. Grazie ancora, professore Del Piero.
21:00Grazie, è sempre un piacere.
21:02Anche per noi, noi che ringraziamo anche chi ci ha seguito da casa e noi che ci fermiamo
21:06qui, non l'informazione di Teletutto che come sempre torna tra pochi minuti nel nostro
21:11telegiornale e questa sera ad aspettarvi ci sarà Jacopo Bianchi da parte mia, l'augurio
21:15di un buon proseguimento di serata sempre con Teletutto.
21:25Grazie.
21:26Grazie.
21:27Grazie.
21:29Grazie.
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