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00:10Buonasera, buon martedì, ben ritrovati con il Tg Preview di Teletutto, l'approfondimento
00:14a cura della nostra redazione e questa sera parleremo di Aldomoro, di stragismo, di anni
00:21di piombo e anche di attualità e lo facciamo con Tonino Zana, collega giornalista, uno
00:28dei maestri del giornalismo bresciano e dei giornalisti che hanno formato le generazioni
00:32di giornalisti che oggi lavorano nella nostra provincia, perché proprio ieri sera per il
00:39suo libro Aldomoro, la congiura dei Mediochi è stato premiato al premio Franciacorta.
00:44Sì, non avevano niente da fare di meglio, allora sono stati così buoni, quindi su al
00:55Monte Orfano c'è stata questa manifestazione stupenda organizzata da diverse associazioni
01:04e c'è stato questo premio in atteso e siccome era il 16 marzo, ciao, il 16 marzo tra i
01:16diversi
01:17libri che ho scritto abbiamo scelto il libro su Aldomoro, la congiura dei Mediochi.
01:22Perché ieri era il 16 marzo, da quel 16 marzo 1978 sono passati 48 anni dall'inizio della
01:32vicenda che ha legato Aldomoro prima al rapimento e poi fino ad arrivare al 9 maggio quando si
01:41arrivò a ritrovamento in via Caetani, da via Fani a via Caetani.
01:45Sì, sono 55 giorni, per noi 55 è un numero fisso per quelli della mia generazione, sono
01:56i giorni della prigionia, della tortura di Aldomoro.
02:02Aldomoro viene portato via, da via Fani, dopo il massacro di 5 agenti della polizia, dei carabinieri,
02:13viene portato via, è portato via Montalcini 8 che metti che siano 5, 6, 7 chilometri da
02:20lì, sempre a Roma. Via Montalcini ha la vista, così per gli amanti del giallo, la Magliana,
02:28non il sud di Roma. E lì rimane per tutto il sequestro, nonostante le varie commissioni,
02:38qualche commissione, poi l'onorevole Del Bono potrà essere più preciso in questo senso,
02:44ho partecipato a qualche commissione ed è appassionato della vicenda, come ogni democristiano
02:52che ama la vita, che ama la politica della vita. E' stato lì, quando dico noi parlo
03:01di Gian Battista Groli che è uno degli studiosi maggiori della vicenda Moro, anche lì per passione
03:09naturalmente, non certo per generazione e non per il suo rapporto stretto con Martino
03:19Assori. Martino Assori sulla vicenda Moro non ha detto grandi cose, ha fatto una riflessione
03:28secca che credo che non sia un granché, bisogna guadagnare tempo, guadagnare tempo significava
03:36dare tempo agli assassini, invece non bisognava guadagnare tempo secondo me, bisognava accettare
03:44qualsiasi tipo al momento di trattativa e poi prendere come si era fatto altre volte, però
03:52bisogna entrare in un contesto, bisogna stare al posto di chi era in quei giorni e stava
03:59là e ha vissuto quelle ore perché raccolò, è un fatto storico ormai, quindi la storia
04:05viene raccontata in maniera diversa.
04:07Sulla storicità dei fatici ci torniamo, Tonino, anche perché tu hai un'opinione ben
04:13chiara. Intanto diamo il benvenuto, chiamato in causa, a Emilio Del Bono che oggi è vice
04:19presidente del Consiglio regionale della Lombardia, però dal 1996 al 2001 è stato componente
04:25della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della
04:29mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Sul fatto che ci siano delle commissioni
04:35che dopo 10, 20, 30 anni, parliamo che 50 anni, debbano indagare sulla mancata individuazione
04:42dei responsabili delle stragi, è già un punto sul quale iniziare a ragionare.
04:49Diciamo che sulla vicenda Moro molto si sa, molto oggi si sa, possiamo dire che io sono
04:59tra coloro che pensano che le Brigate Rosse non siano state semplicemente eteroguidate
05:08come qualcuno ha detto, ma che le Brigate Rosse siano state effettivamente figlie di una
05:14stagione inquieta della società e questa stagione inquieta ha portato a persone, giovani, ragazze
05:23e ragazze di allora a scegliere la lotta armata e a cercare, secondo un'espressione che allora
05:33andava di moda tra i terroristi, colpire al cuore dello Stato. Quindi loro hanno immaginato
05:38che dietro ci fosse una società pronta a seguire una svolta violenta. Per nostra fortuna
05:49e per l'altro per la tenuta democratica di allora, parlo dei partiti politici che oggi
05:56sono quasi tutti defunti, quelli della cosiddetta Prima Repubblica, e anche per una tenuta delle
06:02istituzioni complessive, quella sfida che ebbe due grandi pericoli, da una parte il terrorismo
06:09rosso, dall'altra parte il terrorismo nero, la strategia della tensione, quella sì ha ancora
06:16bisogno di ulteriori disvelamenti, io credo che questa storia sia stata sconfitta dalla democrazia
06:27e questo non è banale. E perché è stata sconfitta dalla democrazia? Perché insieme
06:33agli infedeli, cioè a coloro che non furono fedeli alle istituzioni repubblicane democratiche,
06:39la stragrande maggioranza di coloro che rappresentavano lo Stato, e non parlo solo della politica,
06:46ma parlo anche delle strutture statuali, delle forze di polizia, delle forze dell'ordine,
06:52della magistratura, ci ha fatto uscire dall'angolo di quei giorni cupi, quelli che Zavoli ha soprannominato
07:00i giorni della notte della Repubblica, e oggi sicuramente possiamo dire che quelle stagioni
07:08così inquiete, così divisive, siano state un elemento anche esemplare per l'oggi, cioè
07:18che nei momenti difficili si cercano le ragioni del dialogo. Se pensiamo alla figura, alla statura,
07:31al profilo di Aldo Moro, pensiamo esattamente ad un profilo di questa caratura. Moro ci consegna
07:38in eredità l'idea che le istituzioni sono più importanti delle fazioni e che in alcuni
07:46momenti le istituzioni repubblicane dovevano tenere. Poi certamente sul quel sacrificio
07:54di Aldo Moro si sa che ci sono opinioni diverse, cioè sul fatto se fosse possibile, se fosse
08:00stato possibile trattare e quindi liberare Aldo Moro. Quindi questo rimane un tema che
08:08ha lacerato le istituzioni e devo dire soprattutto il partito da cui anch'io provengo, cioè la
08:13democrazia cristiana, perché tutti sanno che la linea della fermezza, che fu una linea
08:19che la democrazia cristiana e il Partito Comunista sposarono, fu una linea sicuramente di grande
08:29sofferenza, perché stavamo ragionando della vita e della morte di uno dei più grandi uomini
08:36politici della Repubblica. Tonino, il mio del buono ha parlato di tenuta democratica
08:42delle istituzioni. Io ti chiedo se effettivamente in quel momento storico, voi, tu avevi 29 anni,
08:52pensavi e sentivi che con la vicenda Moro l'istituzione e la tenuta democratica del Paese avrebbero
09:00potuto in qualche modo sgretolarsi. Io ero sindaco allora di un mio piccolo Paese, di
09:06Orginuo e vivevo il dramma di Moro come sindaco, come rappresentante di tutte le famiglie del
09:17mio Paese. Nello stesso tempo riservavo ampiamente dentro di me la convinzione di essere un democratico
09:26cristiano e quindi di avere una visione precisa di quella vicenda sul fondamentale e cioè prima
09:33la persona, lo Stato ha un'astrazione rispetto alla concretezza della persona, lo Stato si
09:41salva se viene salvata la persona, che è l'idea di un cristiano, di un cattolico, ma
09:46credo senza dubbio di Moro, Moro dice questo nella Costituente come padre giovane, lo dice
09:54anche nelle lettere della prigionaria, lo dice nelle lettere più di una volta e quindi
09:59io concordo con Emilio Del Bono quando dice riguardo l'identità storica e di cronaca,
10:09anche di cronaca, noi possiamo parlare, lui no perché è più giovane, ma io di cronaca
10:13sì, ero lì. Le Brigate Rosse erano le Brigate Rosse, gli assassini di quei giovani, di quelle
10:23brave persone, veri proletari, uccisi dai pretesi difensori di proletari erano, gli assassini
10:35erano le Brigate Rosse, sulla vicenda del qualcuno dietro, possiamo dirne di tutti i
10:43colori, ma la sostanza fondamentale, la questione centrale è che la società non aveva difeso
10:53le sue giovinezze, la società non era riuscita a difendere le proprie giovinezze, le giovinezze
11:00erano uscite dai partiti, dagli oratori anche, non solo dal partito comunista, dagli oratori
11:08e qualcuno era confluito lì. Il tema di fondo è di analizzare quanta crisi di quell'età
11:19c'è dentro questi partiti armati e quanta politica c'è dentro questa. Io tendo sempre
11:28più a pensare come Mario Luzzi, che scrive una poesia bellissima, ignominiosamente, usa
11:35questo avverbio tutto suo, per dire che era uno dei giovani che erano usciti, erano andati
11:44fuori strada, essendo un vecchio insegnante apprezzo molto questa crisi dell'adolescenza
11:52e della prima giovinezza e credo che sia stato abbandonato in quel momento questo tipo di
11:59pedagogia, la scuola era stata occupata, era allo sbando, lo stato del governo era in
12:10grande difficoltà, i partiti si rosicchiavano, il partito comunista e la democrazia cristiana,
12:16i due più grandi partiti popolari che non abbia mai avuto la nostra Repubblica, erano
12:22a centimetri l'uno dall'altro, io mi ricordo un titolo dell'unità, eccoci, i comunisti
12:29erano avanti la democrazia cristiana e quindi c'era tutta questa, poi c'erano i rossi, c'erano
12:38i neri, noi a Brescia abbiamo avuto questa questione del terrorismo, ci è passata vicino,
12:47ci è passata dentro, è venuta nelle nostre case, il terrorismo rosso e nero è venuto nelle
12:52nostre case, quello nero è ancora all'analisi, ma io che sono democristiano di paese, perché
12:59il terrorismo Fabio, vissuto nella provincia, non era il terrorismo che si pensava dentro
13:09la città, dentro la metropolitana, per noi era una cosa lontana, sostanzialmente sconfitta
13:16prima ancora di cominciare, invece non era così e credo che la scelta di portare le persone
13:24dentro le grandi città, dentro le nostre metropoli sia stata la scelta dal sud al nord, dalla campagna
13:34all'industria, una sindacalizzazione che è stata nel contempo causa del terrorismo, però
13:42allo stesso tempo ci ha salvato dal terrorismo, sono stati degli estremismi all'interno del
13:47sindacato che hanno alimentato il terrorismo.
13:52Mi è capitato in qualche circostanza di dire questa frase e di esprimere questo concetto
14:00che ha lasciato qualcuno un po' sorpreso, ma poi mi sono chiesto dopo le vicende della
14:07strage di Piazza della Loggia del 1974, siamo 4 anni prima del rapimento di Aldomoro, sul
14:16perché una città industriale ed operaia come Brescia non avesse mai conosciuto la nascita
14:23di una colonna delle Brigate Rosse. Io ho una mia opinione di questa ragione per cui le Brigate
14:32Rosse non hanno attecchito nella nostra città, nonostante ci fossero tutte le condizioni ideologiche
14:39e anche sociologiche per la nascita di una colonna delle Brigate Rosse. Perché questo
14:45non è accaduto? Perché la vicenda del 1974 avrebbe potuto produrre una profonda lacerazione
14:55all'interno della nostra comunità e avrebbe questa sì alimentato l'idea di un conflitto
15:02armato. In realtà la reazione della nostra comunità, e parlo delle forze politiche, ma
15:08parlo anche delle forze sindacali, ha prodotto degli straordinari anticorpi. Cioè quello
15:14che non si poteva immaginare, io credo che chi ha pensato allo stragismo inversivo pensava
15:21di introdurre elementi di destabilizzazione. Da noi ha stabilizzato la democrazia, al punto
15:28tale di aver creato quegli anticorpi che nelle fabbriche e nelle organizzazioni sindacali
15:34hanno permesso di isolare, di prevenire la nascita di estremismi anche di sinistra, come per esempio
15:46non poteva essere la nascita di una colonna delle Brigate Rosse. E questo secondo me mi
15:50ha fatto molto riflettere, perché vuol dire che la nostra era già una realtà più matura
15:57di quella che non era invece in altre città a tradizione operaio industriale. Questo è
16:04un merito del nostro territorio, della nostra città. Anzi vorrei dire che noi siamo stati
16:08un interessante laboratorio da questo punto di vista e forse per questo siamo stati particolarmente
16:15scioccati. Io credo che possiamo dirlo, io ovviamente facevo le medie quando fu rapito
16:22Aldo Moro e ricordo molto bene, facevo la Ricci, ma mi ricordo molto bene quelle bandiera listata
16:30a lutto che fu esposta quel giorno dalla scuola, che io ero ovviamente abbastanza inconsapevole,
16:37però non così stupido a non capire quando tornai a casa. Fì ovviamente famiglia che aveva
16:45sensibilità, non di impegno, ma di sensibilità politica, come poi faceva Fornaio, ma era sicuramente
16:52una persona che aveva grande sensibilità di quello che gli accadeva intorno. Ecco, io penso
16:57che questo per esempio sia un tema interessante, cioè non tutti i territori hanno reagito nella
17:02stessa maniera negli anni 70 in questo turbinio che è stata la stabilizzazione di una democrazia
17:10fragile. Fragile perché ovviamente ha avuto scossoni da sinistra e ovviamente scossoni da
17:17destra e anche una strategia inversiva, quella sì diciamo non tutta trasparente, non tutta
17:24finalizzata e mossa da volontà politiche esplicite. Credo che questo sia vero. Poi chiudo con una
17:35considerazione invece sul tema dell'umanizzazione della democrazia. Poi è vero che il tema di quanto
17:43è costata in termini di vite umane, di sofferenza quella stagione, che si è protratta, perché
17:49intendiamoci bene, gli effetti di quella strategia è andata avanti da una parte e dall'altra
17:54fino agli anni 80 abbondanti, poi con qualche spin off impazzito negli anni 90, l'ultima
18:04colonna delle BR che ha ucciso Marco Biagi e Massimo D'Antona e l'Europarlamento in entrambi
18:10le circostanze, io ho conosciuto molto bene sia Massimo D'Antona che Marco Biagi, però posso
18:16dire che cos'è che noi ereditiamo? Ereditiamo che hanno ucciso la figura, la personalità
18:23che più di altre, questo sì era un disegno politico, inutile che le Brigate Rosse non
18:28ascondano, c'era un disegno politico, che non c'è dubbio che Moro stava creando le
18:33condizioni per stabilizzare la democrazia, cioè includendo il Partito Comunista all'interno
18:41di uno sviluppo e di un quadro di governo, perché l'ossessione di Moro era la democrazia
18:48dell'alternanza, cioè dicendo un sistema bloccato prima o poi cracca perché non puoi
18:53in una democrazia fisiologica come è già accaduto in altri paesi europei non avere
18:58l'alternanza democratica.
18:59Tonino, noi siamo in chiusura, abbiamo due minuti, quello che è stato detto fino
19:06ad oggi, molto di quello che è stato detto lo troviamo nel tuo libro, io ti chiedo, c'è
19:12qualcosa che ancora non è stato detto sul caso di Aldo Moro?
19:17Non può non esserci qualcosa, in un sistema democratico vero come era il nostro e come lo è adesso
19:22all'interno di tutte le polemiche, in un sistema democratico un assassino del genere, di questa
19:31portata non può non creare, non può non avere dei chiaroscuri.
19:38È un'analogia di Kennedy, il nostro Kennedy.
19:40Kennedy e Martin Luther King, Kennedy in particolare i due fratelli, perché Kennedy, noi li distinguiamo
19:49ma l'assassinio è dei due Kennedy, non del kennedismo in sostanza, quindi sullo vicende
19:57invece dell'assassinio del moroteismo non c'è stato perché, Moro aveva ragione, anche
20:05oggi l'assassinio del moroteismo, Moro non è morto perché il suo pensiero è attualissimo
20:12ancora adesso, dico solo una cosetta riguardo al terrorismo rosso-nero di casa nostra, stabilito
20:22che la provincia è lontana, lo ripeto, va scritto qualcosa, la visione della provincia rispetto
20:30al fenomeno del terrorismo, dalla visione della città rispetto al… perché? Perché il terrorismo
20:37è un frutto della città più che della provincia. Emilio ha ragione quando dice la strage di
20:46Piazza Fontana ha costruito degli anticorpi, dico i soggetti della costruzione degli anticorpi
20:54sono anche invisibili e ci sono stati, ma sono stati cacciati tante volte, sono andati avanti
21:01a fare, a seminare, etc., nonostante fossero cacciati dalle piazze. E poi l'altra questione,
21:08io ne ho parlato una notte con Emilio, non so se lui si ricorda.
21:12Se ce la fai in 30 secondi.
21:1330 secondi ce la faccio, sulla fronte rosso, rosso-nero, Brescia era già occupata da altre
21:23fazioni del terrorismo rosso e le Brigate Rosse quindi dicevano cosa andiamo a fare il mercato
21:29lì noi della morte, quando ci sono già altri che lo fanno, dico prima linea per dire
21:37Bergamo Brescia, ecco per dire e via dicendo.
21:42Aspettiamo Tonino le considerazioni del prossimo libro, allora quello nel rapporto tra provincia
21:47e città e il terrorismo e quello sarà il prossimo passo. Intanto io ringrazio Emilio
21:52Del Bono, Vice Presidente del Consiglio regionale che è stato componente della Commissione parlamentare
21:59di inchiesta sul terrorismo nel 1996 al 2001 e ringrazio Tonino Zana premiato ieri sera e
22:06che ha raccontato questa sera con noi qualcosa di Aldo Mori, qualcosa perché molto ci sarebbe
22:11ancora da dire. Ringraziamo anche voi che ci avete seguito da casa, ci fermiamo qui, non
22:16con l'informazione di Teletutto che come sempre torna tra pochi minuti nel nostro telegiornale,
22:20questa sera da aspettarvi ci sarà Antonio Borrelli da parte mia, l'augurio di un buon
22:25proseguimento di serata sempre con Teletutto.
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