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00:00Buonasera, buon mercoledì, ben ritrovati con il TG Preview di Teletutto, l'approfondimento
00:15a cura della nostra redazione dove questa sera partendo dai fatti di cronaca recenti parleremo
00:21di disagio giovanile, quando il disagio diventa violenza, capire i giovani oltre la cronaca
00:28e lo faremo con un ospite collegato con noi che è lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini.
00:34Buonasera Lancini, grazie per essere con noi questa sera.
00:38Buonasera, grazie a voi.
00:40Partiamo appunto dai fatti di cronaca come l'accoltellamento dello studente alla spezia.
00:47Io le chiedo cosa ci dicono episodi così gravi sul disagio e se secondo lei è solo disagio
00:52che stanno vivendo oggi molti adolescenti.
00:58I casi sono sempre unici, bisogna conoscere dinamiche specifiche, se il disagio certamente
01:05quando io parlo di disagio non è certo una giustificazione, ovviamente la giustizia deve
01:12e farà il suo corso, ma è evidente che esiste una modalità di esprimere il disagio delle nuove
01:19generazioni che è sempre più legata a una violenza verso il corpo, verso il proprio corpo
01:24che è quello del suicidio, i tagli, il ritiro sociale, i disturbi alimentari di cui si parla
01:30ma che impattano meno ovviamente a livello mass mediatico, degli accoltellamenti e poi
01:35quando avviene, immaginiamoci un omicidio a scuola, è ovvio.
01:40Quindi c'è un modo di attaccare il proprio corpo e quello dell'altro che secondo me ha a che fare
01:44col disagio, attenzione non parlo è di disturbi mentali e né di giustificazione di niente,
01:49parlo del fatto che se non è il disagio non riesco a capire che cosa sia che porta un ragazzo
01:55a non trovare un modo di mettere in parole il conflitto evolutivo, la sofferenza e tirar fuori
02:00un coltello, andare in giro col coltello sempre più spesso, lo fanno moltissimi ragazzi, prevalentemente
02:06maschi ma non solo, oppure di attaccare il proprio corpo attraverso questi gesti, quindi
02:11è sempre il futile motivo secondo me tiene dietro qualcosa che non è futile, cioè un
02:19disagio, un malessere, un conflitto che non trova forme espressive attraverso la parola,
02:25i simboli, ma diventazione violentissima.
02:27Quindi sul modo di esprimersi, il modo di comunicare, settimana scorsa avevamo qua due dirigenti
02:36scolastici di scuole superiori che ci dicevano certo raccontiamo di episodi di violenza però
02:42non raccontiamo perché non si possono sapere di quelli che sono i tanti, i troppi episodi
02:49di autolesionismo che registriamo e teniamo in quello che è un sottobosco anche delle relazioni
02:56con tutta la classe, con tutto il mondo, degli studenti e dei genitori.
03:00Quindi è proprio un modo di esprimersi e di comunicare questo col mondo degli adulti,
03:07col mondo dei genitori, degli insegnanti, anche con i compagni di classe stessi?
03:14No, è un modo di comunicare.
03:16Il tema è come mai non si riesce a mettere in parola gli stati d'animo e su questo è
03:22chiaro che si rischia di semplificare.
03:25Io posso dire, ho scritto anche qualche articolo in proposito, che bisogna avere in mente due
03:29fattori. Il primo è che questa è una società che dice di ascoltare le nuove generazioni
03:33ma in realtà pone un ascolto selettivo. Io ascolto i miei figli molto di più di quanto
03:39sia stato ascoltato io, non vi dico di mio nonno che appunto era di Brescia, peraltro
03:44e non è che ascoltassi i figli tutti i giorni. Però il nostro ascolto, questa promessa d'ascolto
03:50molte volte, anzi direi quasi sempre, mette a tacere le emozioni che ci disturbano, la paura,
03:55la tristezza e la rabbia. E questo non riguarda solo la famiglia ma a qualsiasi contesto, anche
04:00a scuola qualsiasi conflitto dei bambini piccoli visto subito come violenza. Cioè non c'è
04:06la possibilità di esprimere delle emozioni. Questo è importante perché invece prevale
04:11o comunque molto diffusa una razione che questo disagio deriverebbe dal fatto che queste
04:15generazioni hanno avuto troppo, troppo amate, troppo internet, troppa musica che non ci piace.
04:21Io credo che sia vero il contrario. Queste sono generazioni che avrebbero molte ragioni
04:27forse per contestare, confliggere con gli adulti. Oggi il conflitto, non c'è il conflitto generazionale
04:33ai minimi termini, c'è un conflitto verso il proprio corpo e quello degli altri. Poi, lo
04:38dico brevemente, bisognerebbe più interrogarsi piuttosto che su internet, i treppere la musica,
04:43su che modelli noi oggi proponiamo nel rispetto della vita dell'altro. Cioè la violenza
04:47è la prevaricazione. Il dominio assoluto del sé è presente ogni giorno nei comportamenti
04:54della politica a livello nazionale e internazionale, nei modelli che presentiamo in alcune quotidianità
05:00nostre. Credo che ci sia un problema molto importante riguardo a che cosa stiamo insegnando
05:06alle nuove generazioni sul rispetto della vita. Siamo in una società con 56 guerre, decine di
05:11migliaia di morti, tra cui bambini, prevaricazioni in ogni dove. Eppure sento dire che la violenza
05:17giovanile dipenderebbe dai social network, dai videogiochi o dai trapper. Ci sarebbe
05:22da ridere, ma invece io piango. C'è una cosa incredibile. Siamo noi a confondere la realtà
05:27col virtuale.
05:28Non vorrei fare una domanda da sfera di cristallo. Dall'altra parte le chiedo quali potrebbero
05:35essere modelli positivi oggi da proporre ai nostri giovani e come proporre modelli positivi
05:43ai giovani?
05:45Guardi, sui modelli positivi è complicatissimo. Come passare da una società che negli ultimi
05:52decenni ha sdoganato se stesse, l'individuo, al di là di ogni limite, è molto difficile.
05:57Se conta solo il sé, l'altro rischia di diventare un aspetto, come dire, più positivo.
06:04Mi sentite, vero?
06:06Certo.
06:08Dicevo. Dall'altra parte credo che invece c'è un tema di relazione, cioè che cosa possiamo
06:13fare dal punto di vista delle relazioni. Io credo che il tema centrale sia quello di
06:19tornare a un'alfabetizzazione emotiva degli adulti. Cioè gli adulti devono provare a smetterla
06:24di pensare che la vita è fatta di zero conflitti, che i bambini devono essere contenti, che se
06:30un ragazzino a scuola spinge un compagno di banco, una compagna bisognerà delle note
06:35terribili perché è il comportamento inadeguato. Io sono cresciuto in epoche dove la scuola era
06:40un palcoscenico di espressione anche lì di conflitti che venivano più tollerati. Non vuol dire
06:46che andavi bene, però oggi vengono date delle note che se le avesse date la mia maestra
06:50sarebbe stata cacciata. E lo stesso facciamo ogni giorno a tavola, prendendocela col cellulare.
06:55Credo che dobbiamo tornare a tollerare le emozioni. Quindi a fare ai nostri figli e studenti la
07:00domanda che oggi non fa più nessuno, a nessuno viene fatta. Chi sei tu? Non come devi pensare
07:06come dico io, cosa devi provare come dico io. E credo che su questo gli adulti dovrebbero
07:12interrogarsi. Invece, ahimè, gli adulti si interrogano solo su quando regalare lo smartphone,
07:16togliere lo smartphone, limitare lo smartphone. Internet è diventato il lava coscienza di
07:23adulti che fanno tutto quello che vogliono e che continuano a sostenere che il malessere
07:26generazionale dipende da Internet, peraltro manco l'avessero inventato loro. E quindi dobbiamo
07:32educare. In questo è terribile che la scuola italiana pensi che la soluzione sia vietare
07:36il cellulare. La scuola italiana dovrebbe costituire un modello in cui chieda scusa ai
07:42ragazzi se oggi non possono fare l'esame di maturità usando l'intelligenza artificiale,
07:47visto che viene usata in tutte le università, da tutti i docenti, in tutto il mondo e via
07:51dicendo. Però questa è la società odierna. Il malessere generazionale viene, come dire,
07:58interpretato come qualcosa legato al fatto che hanno avuto troppo, tra cui Internet, e quindi
08:02togliamo, priviamo a loro invece di aggiungere quello che servirebbe a fare un'educazione
08:07al digitale. È un'educazione alla società che abbiamo creato, un'educazione all'interno
08:13di questo contesto. Poi, se proprio si devono dare altri suggerimenti, quindi la sera a tavola
08:19non conviene ai figli togliere il cellulare ma chiedere piuttosto come va oggi in Internet,
08:24visto che è la società che abbiamo creato. Se stanno pensando al suicidio o se hanno in mente
08:28da dove arriva la rabbia, se si vedono brutti o belli, cioè fare delle domande scomode,
08:33non sempre quegli interventi che noi chiamiamo educativi e che sono privativi.
08:39Altrimenti il potere orientativo di Internet, dei coetali e l'intelligenza artificiale diventeranno
08:45sempre più potenti per i nostri figli, saranno sempre quelli più ricercati.
08:49Gli adulti devono fare delle domande ai giovani, delle domande scomode. Io le chiedo a questo punto
08:55se gli adulti sono pronti a fare delle domande scomode oggi, ma soprattutto se gli adulti di oggi
09:01allora sono pronti a ricevere delle risposte scomode.
09:05Non credo, credo che gli adulti oggi siano molto impegnati a fare i fatti propri, in più con i giovani,
09:13lei lo sa meglio di me, i giovani contano sempre meno, in Italia sono pochissimi,
09:17siamo uno dei paesi con meno giovani, siamo al secondo posto per il NIT, cioè i famosi giovani
09:24che non sono né inseriti nel mondo scolastico né lavorativo, quelli che se la cavano se ne vanno all'estero.
09:30In Italia, ahimè, molti provvedimenti, forse anche per questo motivo, cioè che i ragazzi sono pochi
09:37e non votano, sono presi più per ricercare il consenso emotivo e popolare degli adulti.
09:42Citavo il cellulare, guardi, quando è stato introdotto l'idea che lo smartphone sia vietato
09:47nelle scuole secondarie di secondo grado, che sarebbe il centocinquantesimo problema
09:52che ha la scuola italiana, ce ne sono 149 prima ma implicherebbero un cambiamento degli adulti,
09:57i genitori dovevano scendere in piazza e protestare, occuparle le scuole, invece il 70%,
10:04più del 70% della popolazione è d'accordo su questo provvedimento, cioè noi vogliamo
10:08che la scuola sia un luogo diverso da quello che ogni giorno alimentiamo, che la scuola sia
10:14il luogo che dica la messa come 200 anni fa, mentre ormai è cambiato tutto, sono cambiati
10:20gli oratori, ci sono dei don delle pastorali giovanili che hanno riaperto gli oratori tenendo
10:24conto delle nuove caratteristiche dei ragazzi, una volta gli oratori erano in crisi e tornano
10:28a popolarsi, il Papa ha un profilo Twitter, le suore di clausura comprano su Amazon, si
10:33governa il mondo su Inter e noi continuiamo a sostenere che i ragazzi invece devono andare
10:38a scuola ad avere un comportamento e questo ottiene consenso degli adulti, perché agli adulti
10:42piace questo provvedimento.
10:45Quindi credo che bisognerebbe iniziare a interrogarsi se quello che noi decidiamo e facciamo, le
10:50diceva, se gli adulti sono pronti a fare qualcosa per far star meglio i nostri figli
10:54e studenti o se siamo sempre alla ricerca dei provvedimenti che chiamiamo educativi, valoriali,
10:59normativi, fatti per star meglio noi.
11:02Negli scorsi giorni il collega Paolo Bertoli ha intervistato Laura Durbino che è presidente
11:06del Tribunale dei Minori di Brescia e che è da 25 anni giudice del Tribunale dei Minori
11:13che dice, io in 25 anni non ho mai visto un disagio così grande, soprattutto negli ultimi
11:19anni ho visto un incremento di utilizzo di stupefacenti, di alcol, di psicofarmaci in età
11:25precoce.
11:26Secondo la sua esperienza questo si può registrare e come incide?
11:32Ma guardi, sui dati dell'aumento di certi reati, di certi consumi è molto complicato
11:38perché un conto è solo l'aumento, un conto, ad esempio alcuni reati sappiamo che negli
11:42ultimi anni sono diminuiti, sono dati proprio della Lombardia, è in dubbio che è cambiato
11:49questo sì il significato se parliamo del consumo delle sostanze, cioè le droghe comprese
11:56diciamo i cannabinoidi, ashish e marijuana non sono più un consumo trasgressivo positivo,
12:02come dicevo prima non c'è più un conflitto, non è più la rappresentazione simbolica come
12:06si diceva della canna contro, come fosse la canna di cucile simbolica contro l'autorità
12:11paterna, oggi il consumo di sostanze è un lenitivo, i ragazzi te lo dicono esplicitamente
12:16e quindi è un antidolorifico, si fa ricorso a un consumo di sostanze che a volte sono le
12:21droghe ma a volte sono i farmaci proprio, assunti come anestetico di dolore, quindi credo
12:26che ovviamente l'osservatorio come quello del Tribunale dei Minori di Brescia e poi come
12:31quello di ovviamente sento interviste o contatti con presidenti di altri tribunali dei Minori
12:37colga una verità, cioè c'è un'anticipazione questo sì e un consumo che segnala più una
12:44disperazione come fosse un antidolorifico e ritorno al tema di prima, la questione vera
12:49è una volta che diciamo che è colpa di internet del bullismo, cioè sempre di vicende che non
12:55ci riguardano, cioè della rete ma anche ripeto l'avessero diffuso ai ragazzi e dei coetanei
13:01bisognerebbe poi interrogarsi su che cosa possiamo fare noi, cioè su che cosa possiamo
13:06costruire per far sentire a questi ragazzi che c'è una possibilità di esprimere questo
13:11disagio in maniera diversa ed è chiaro che io credo che tutto punta sulla relazione e su
13:16questo però mi consenta di dire una cosa fondamentale, questi ragazzi non trasgressivi
13:20sono anche dei ragazzi che quando trovano un adulto autentico raccontano delle cose che mai
13:24nessuno di noi avrebbe mai raccontato, io ho lavorato per anni e ancora qualche contatto
13:31con Brescia e dintorni del Bresciano, dirigenti scolastici straordinari, insegnanti che quando
13:36chiedono ai ragazzi tu chi sei, li conoscono uno a uno, incontrano dei ragazzi che raccontano
13:40delle cose che io non avrei mai raccontato agli insegnanti e dirigenti scolastici, io credo
13:45che oggi il tema dell'autenticità della relazione, oggi i ragazzi percepiscano che se trovano
13:52un adulto autentico è più probabile, insomma non è certo che li parli, ma si trovano adulti
13:57che mentre vivono in internet dicono che a loro internet fa male, che gli tolgono tutto,
14:01che gli hanno disboscato il pianeta, plastificato i mari, diventeranno più poveri di loro, in
14:05più dicono che stanno facendo tutto per loro e gli tolgono pure internet quando sappiamo
14:10che appunto oggi la povertà educativa e povertà digitale è una dissociazione, un'ipocrisia
14:14che i ragazzi sentono e quindi attenzione che i competitor se sono aumentati a quel punto
14:20ti rivolgi sempre di più a internet, all'intelligenza artificiale o metti in atto dei segnali appunto
14:27di disagio, lei mi chiedeva inizialmente se è un disagio, cioè io non lo so, ho sentito
14:31anche gente che fa più o meno il mio mestiere o colleghi sostenere, ah il disagio non giustifica
14:35tutto, allora ditemi voi che cos'è l'espressione di questa cosa qua? È un qualcosa per fare la
14:41bella vita, è l'impulso perché hanno il male dentro, io capisco che ci sia sempre
14:45la ricerca per liberarci da aspetti angoscianti e quindi che le difese umane spingano anche
14:51gente che si occupa di salute mentale a dire che il disagio non deve giustificare tutto,
14:57ma il disagio non giustifica tutto, è un tentativo di dare senso, un minimo di senso a un gesto
15:02così terribile che ovviamente toglie il fiato, forse dovremmo stare zitti ma se dobbiamo
15:07dire qualcosa e provare a dire qualcosa per evitare che capitino ancora situazioni di
15:12questo tipo, per ridurre le possibilità che un ragazzo invece di rivolgersi a un adulto
15:17e dire sto male, ho una violenza oppure sono disperato, impugni un coltello e uccida qualcuno.
15:24Io lo chiedo non perché è in qualche modo scontato ma perché cinque anni fa nel 2021 ci ritrovavamo
15:31in qualche modo abbiamo lavorato insieme su questo tema, dottor Lancini, quando col giornale
15:37di Brescia abbiamo somministrato un questionario a 5.000 under 35, tra 15 e 35 anni in piena
15:46pandemia chiedendo loro quali fossero i problemi della loro generazione in quel momento in pieno
15:52covid e erano giovani che allora ci dicevano non siamo ascoltati dagli adulti, non lo siamo
16:00in maniera concreta.
16:02Le chiedo quanto a questo punto possiamo dire che la pandemia stia influendo sui comportamenti
16:08che vediamo oggi?
16:12Guardi, è fin troppo facile dire che la pandemia con i ragazzi chiusi in casa e i Bassetown,
16:17gli Snouzer e i Cocker che potevano aggirarsi in una società dove sono molto più importanti
16:22i cani e i gatti, pensi al successo che hanno dei giovani, ma io penso che la vicenda più
16:27terribile non sia stata il covid a distanza di anni, io penso che è come abbiamo gestito
16:31il post-covid, io credo che le ricadute, cioè il covid poteva essere un'occasione pur
16:37nella sua drammaticità di parlare appunto della fragilità umana, della morte, invece
16:45abbiamo perso l'occasione, abbiamo riaperto le scuole, la prima cosa che abbiamo fatto è
16:49interrogarli a volte con 7-8 interrogazioni e compiti in classe, qualcuno se lo ricorderà
16:53perché io ho avuto dirigenti scolastici, penso che mi chiamavano in lacrime dicendo
16:57non riesco a fermare le mie professoresse, i miei professori stanno facendo la raccolta
17:03punti, come se fossimo alla riapertura delle scuole dopo il covid da quando consegniamo
17:07la cartolina premio da raccolta punti, lo dicevano delle preside, capisce, nei nostri
17:13supermarket.
17:14è terribile che abbiamo riaperto la società e invece di rimettere la scuola al centro
17:22come dicevamo all'epoca che dovevamo ricostruire il paese, i politici non abbiano più parlato
17:26di scuola perché si sa che in Italia chi tocca la scuola perde le lezioni, è terribile
17:31che non abbiamo parlato di morte, è terribile che ancora siamo qui quando abbiamo scoperto
17:35all'epoca, perché le ricordo che non vivono tutti né a Brescia né in Lombardia, ma ci
17:38sono regioni in Italia dove un ragazzo su tre durante la pandemia non era raggiungibile
17:42e la povertà educativa e povertà digitale che la scuola abbia come grandi provvedimenti
17:47il vintare internet, capisce, è il post pandemia che ha tolto decisamente fiducia negli adulti,
17:53gli adulti hanno perso molta credibilità e come dicevo queste sono generazioni che però
17:59e dovremmo come dire esserne contenti però invece di aggregarsi anche con tutti i fenomeni
18:06delicati che noi sappiamo, i seconda generazioni, i ragazzi che vivono in condizioni certi socio
18:12economico-culturali svantaggiati, periferie, non c'è un conflitto sociale, non c'è un impegno
18:20verso la politica, una ribellione per giustizia sociale, c'è una disperazione.
18:26Allora su questo ritorno a dire quello che dicevo prima, bisogna puntare tutto sulla relazione,
18:31oggi bisogna fermarsi e dire ragazzi va bene, abbiamo disboscato il pianeta, plastificato
18:37chiuso in casa durante la pandemia e quando abbiamo riaperto la nostra grande idea che
18:41vi faccia male internet. Detto questo, chi sei? Dimmi che cos'è? Quali sono le emozioni
18:47che non riesci ad esprimere? Sia chiaro, questa non è una formula per la quale un ragazzo parlerà
18:52ma sicuramente sentirà che ci sono degli adulti, poi sceglierà lui perché in adolescenza scegli tu
18:57qual è l'adulto che senti come interlocutore, troverà un educatore, un parroco, un allenatore,
19:04una maestra, un insegnante, un preside, un padre, una nonna, uno zio con il quale poter
19:09esprimere le emozioni. Noi non sappiamo quantificare ma credetemi, molti ragazzi, non sapremo mai
19:16quanti, non hanno compiuto gesti violenti contro di sé e contro gli altri proprio perché
19:21hanno trovato un adulto che è stato in grado di ascoltare le emozioni, non di spiegargli
19:25che emozioni dovevano provare.
19:27Come si può aiutare gli adulti, genitori, insegnanti, parroci, un adulto a riconoscere
19:36i segnali d'allarme prima che sia troppo tardi?
19:39Non ci sono i segnali d'allarme, si trovano sempre dopo, quando un ragazzo ahimè ha un
19:47progetto suicidale o un progetto omicidio a sé non ne parla, poi dopo sono tutti bravi
19:52guardando il telefonino a proposito, guardando qualche frase che aveva detto, ah si poteva,
19:58ma mi creda l'unica vera prevenzione, l'ho appena detto e lo ribadisco, è la relazione.
20:03Tutte le altre sono post-mortem, post-gesto violento, si va e si scoprono, ma mi creda
20:10sono tutti bravi dopo, dirà quel segnale c'era, se leggessimo il segnale di disagio
20:16in ogni parola vista dopo è facile, quindi il problema è costruire una relazione.
20:22La ricerca del segnale di disagio, del trasformarsi in una sorta di indagatore che capisco è una
20:27spinta comprensibile, non è la soluzione.
20:30I genitori, gli adulti non devono mica trasformarsi in un investigatore privato, anche perché
20:35quando scopri qualche notizia poi la devi trattare nella relazione.
20:38Il vero tema è mettersi in relazione e questo implica mettersi in una posizione scomoda, perché
20:44le emozioni che disturbano ti fanno sentire inadeguato a te.
20:47Noi siamo molto impegnati a fare i fatti nostri, altro che genitori, il plus materno,
20:53sento dire sacrificali.
20:54I genitori oggi si fanno, io per primo, i fatti propri bellamente, abbiamo costruito un sistema
20:59dove siamo molto orientati a noi stessi.
21:02Quindi in qualche spazio, laddove possiamo, è molto importante che almeno creiamo delle
21:07condizioni in cui l'altro possa esprimere, non parlare pure nelle poche volte che incontriamo
21:11spiegando al ragazzo.
21:12E guardi che un figlio, uno studente, non è mai come te lo aspetti, non dice mai le cose
21:16che vuoi tu e non è un problema che non gli hai trasmesso i valori, è che lui li ha
21:20interiorizzati ma inizia ad avere i suoi.
21:22Oggi legittimare le emozioni dei giovani non vuol dire dargli ragione, vuol dire fargli
21:26capire che l'adulto è in grado di fare l'adulto.
21:29E quindi, siccome questo è difficile, prevalgono, lo dico ancora, slogan che tranquillizzano gli
21:35adulti.
21:36Cioè che il problema delle nuove generazioni è che non hanno avuto i paletti.
21:39Le regole in occhio aiutano a crescere.
21:41La sento da quando sono bambino, ma mi creda, su in occhio aiutano a crescere, scriviamo
21:4525 libri io e lei, poi li devi applicare, sacrificare parti di te, gestire il conflitto.
21:50Parlo sempre dei cellulari, i cellulari oggi a scuola, secondo lei, nelle secondarie di
21:54secondo grado o di primo grado, dove sono vietato, non entrano, no.
21:57Però c'è il consenso popolare, entrano un sacco di cellulari, lo sanno anche i dirigenti,
22:01perché sono fatte per slogan, capisce?
22:05Il vero problema sono i sì che aiutano a crescere, oggi.
22:09Dire sì è molto più difficile che dire no.
22:12Abbiamo ancora un minuto, ma un'ultima domanda per lei in prospettiva, Lancini.
22:17Che tipo di adulti dovremmo diventare per accompagnare meglio le nuove generazioni?
22:24Accettare che la vita è fatta di tristezza, di paure e di rabbia.
22:30Se no, i ragazzi, la capitola Walt Disney, che ha messo al centro l'ansia nella sua ultima...
22:36Perché l'ansia generazionale è un'ansia dovuta proprio a questo, a una sorta di vuoto identitario
22:41in possibilità di esprimere le emozioni.
22:43Quindi dobbiamo essere adulti che accettano da ogni giorno che questi sono gli aspetti
22:48che fanno parte della vita.
22:50Questo non vuol dire crogiolarsi nel dolore, questo vuol dire essere un adulto
22:54e cercare di capire come mai l'ansia oggi, che è così generalizzata, è diventata un'angoscia.
23:00Quindi, come dicevo prima, un adulto che sia un po' più in grado di accettare
23:04che un figlio è uno studente unico e chiedergli chi è, e stare zitto ad ascoltare,
23:08non poi dirgli guarda che quello che dice è sbagliato, perché su quello è già successo fin troppo.
23:13Grazie a Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, per essere stato con noi questa sera.
23:19Grazie a voi, buonasera.
23:21E noi ci fermiamo qui, non l'informazione di Teletutto, che come sempre torna fra pochi minuti
23:28con il nostro telegiornale, lì ad aspettarvi ci sarà Jacopo Bianchi.
23:33Da parte mia augurio di una buona continuazione di serata con la programmazione di Teletutto.
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