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Trascrizione
00:00Buonasera, buone venerdì e ben ritrovati con il Tg Preview di Teletutto, l'approfondimento
00:16a cura della nostra redazione. Chiudiamo questa settimana parlando di geopolitica con un focus
00:23sull'Iran tra storia e potere, un nodo nel Medio Oriente. Lo facciamo con il professor
00:29Michele Brunelli, docente di storia e di istituzione dei paesi afrosiatici, che torna nostro ospite.
00:35Buonasera, professore.
00:36Buonasera a lei.
00:37Allora, professor Brunelli, partiamo da quello che effettivamente è un inquadramento storico,
00:43cioè per capire l'Iran di oggi bisogna partire da dove nella storia moderna e quali sono i
00:50passaggi davvero decisivi?
00:51Sì, bisogna innanzitutto partire dagli inizi del Novecento. Io partirei proprio dagli inizi
00:57del Novecento, proprio perché questo focus sulla storia ci consente di comprendere di
01:02come l'Iran sia effettivamente un paese rivoluzionario. Se noi analizziamo la storia
01:07iraniana del Novecento, scopriamo che in effetti l'Iran ha vissuto almeno sette diverse rivoluzioni.
01:14Rivoluzioni non da un punto di vista politologico, appunto, profondamente inteso, ma degli elementi,
01:21dei punti, dei momenti di crisi e di svolta significativi. Si comincia appunto nel 1905,
01:261905, 1911, la prima grande rivoluzione che è una rivoluzione costituzionale e quindi per la
01:34prima volta in Iran c'è una costituzione e un Parlamento eletto. Ci saranno poi altri eventi
01:41come quelli negli anni Trenta, nel momento in cui appunto Rezakan, siamo già appunto in piena epoca
01:47monarchica dei Palavi, impone una sorta di rivoluzione dall'alto, una rivoluzione dei costumi
01:52e per esempio vieta l'Ijab e il Chador e quindi cerca di secolarizzare e modernizzare il paese
02:00dall'alto. Ci sarà poi un'altra sorta di rivoluzione, quella del 1951 di Mossadegh, che per la prima volta
02:07fa emergere in maniera molto forte al nazionalismo iraniano, nazionalizzando appunto le compagnie
02:13petrolifere, salvo poi appunto essere abbattute da un colpo di Stato nel 1953.
02:20Ci sarà poi la rivoluzione, la cosiddetta rivoluzione bianca nel 1963, dello Shah Muhammad
02:26Rezapalavi, un altro tentativo di modernizzare il paese sempre dall'alto. E poi diciamo le
02:33ultime tre rivoluzioni molto significative, una proprio di carattere politologico, paradossalmente
02:39fatta dall'Ayatollah Khomeini, prima appunto che ritorni in patria, questa la fa durante
02:43il suo esilio, dove effettivamente da un punto di vista politico istituzionale lancia
02:49il concetto dell'Ayat al-Fakih, quindi del governo del giurisperito e quindi tutto deve
02:55essere conforme ai dettami dell'Islam. La rivoluzione del 78-79 fino a quando si arriverà
03:04poi al 1991 con la vera e propria rivoluzione islamica.
03:08Si può parlare di radicalizzazione islamica in Iran?
03:16Si può parlare di radicalizzazione nel momento in cui questa la si declina all'interno di
03:22determinati organi dello Stato, tra questi per esempio i guardiani della rivoluzione.
03:27I Sepah e Pasdaran oggi come oggi rappresentano la più pura ortodossia della rivoluzione islamica
03:33del 1981, quando appunto c'è una vera e propria re-islamizzazione della società.
03:42E sono l'elemento caratterizzante oggi come oggi, non tanto per una motivazione di carattere
03:48ideologico, quanto di potere ed economica.
03:50Dopo gli interventi americani nel Medio Oriente, perché va ricordato che il Medio Oriente è
03:57storicamente instabile, però affacciandoci a quelli dei primi anni 2000, quindi prima
04:04in Afghanistan e poi in Iraq quando Bush, dopo gli attentati dentro le gemelle, voleva esportare
04:10la democrazia americana nel Medio Oriente, l'Iran non è chiaramente stato toccato, però
04:15questi stati confinano e si trovano tutti nella stessa area.
04:19Io le chiedo se da questa presenza americana, da quello che gli americani poi sono riusciti
04:23a fare in Medio Oriente, l'Iran è uscito più rafforzato e in qualche maniera più vulnerabile.
04:31Assolutamente più rafforzato, questo è uno dei tanti paradossi delle relazioni internazionali.
04:38Se nel 1990-91 George Bush, padre liberando il Kuwait, aveva appositamente lasciato al
04:47potere Saddam Hussein in modo che incarnasse una minaccia per il Medio Oriente e trovasse
04:51la scusa per lasciare tutta una serie di basi militari, di presenza militare americana nel
04:56Golfo, ovviamente in chiave iraniana, all'indomani dell'11 settembre gli Stati Uniti con appunto
05:02il figlio George Bush Jr. fanno due regali enormi all'Iran, abbattono i due nemici naturali
05:11che erano sempre stati appunto quelli iraniani. Nel 2001 abbattono regime dei talebani e nel
05:162003 invadendo l'Iraq di Saddam Hussein abbattono regime laico-baatista di Saddam, il quale appunto
05:23ricordiamoci che tra il 1980 e il 1988 scatenerà una guerra sanguinosissima contro l'Iran.
05:30E quindi ecco possiamo dire che l'azione statunitense proprio nei primi anni 2000 elimina quelli
05:36che sono i nemici naturali dell'Iran. Non solo la caduta del regime di Saddam Hussein
05:42consente anche alla maggioranza sciita all'interno del paese di andare al potere e quindi da questo
05:48momento in poi l'Iran anche attraverso l'asse della resistenza, la catena della resistenza
05:54riuscirà ad allargare la propria influenza almeno appunto a livello di soft power e quindi
06:00allargandosi allo Yemen, all'Iraq fino ovviamente alla Siria e al Libano.
06:05Quelle che abbiamo visto scorrere sono immagini di quello che sta accadendo in questi giorni
06:10in Iran, delle grandi proteste di piazza, si parla di almeno 12 mila morti, questi almeno
06:17stando anche alla testimonianza della collega Nuri Fatoula Zadeh che a origini iraniane, che in un'intervista
06:24sul nostro quotidiano ha raccontato di quello che sta accadendo e che i suoi conoscenti in Iran oggi
06:31riescono a raccontarle perché è chiaro è tutto schermato, internet è disattivata, ci sono una serie
06:38di difficoltà anche a comunicare con l'esterno, dice che questi numeri sono quelli di coloro che fin qui
06:45sono stati identificati, che quindi ancora potrebbero esserci molte molte più vittime. Io le chiedo
06:52cosa sta succedendo oggi in Iran?
06:57Sì, innanzitutto il computo dei morti è sempre una cosa molto drammatica e molto triste anche
07:03perché spesso e volentieri sono utilizzati in maniera propagandistica. Immagini che durante
07:09la rivoluzione iraniana del 1978-79, nel 1978 la Repubblica Islamica una volta costituita
07:16dichiarò che ci furono circa 60.000 morti, in realtà poi furono solo, tra virgolette,
07:22perché ovviamente anche una sola vita vale più o meno 2.700, quindi vedremo adesso che cosa succede.
07:31C'è di certo che la repressione questa volta è stata veramente molto molto dura e molto molto
07:37violenta e ci sono stati sostanzialmente due momenti di questa ultima fase di rivolte.
07:43Una che comincia a fine dell'anno, esattamente il 28 dicembre, quando appunto è la parte
07:49economica della media borghesia del bazar di Teheran che si ribella. Dobbiamo pensare che
07:55il bazar di Teheran, collocato appunto nella parte meridionale della città, è un grandissimo
08:00conglomerato economico. Insieme all'indotto il bazar di Teheran ospita circa un milione di
08:06persone, quindi ha un peso economico e politico significativo.
08:09C'è stato poi appunto un enorme profondo cambiamento nelle rivolte ai primi di gennaio,
08:17soprattutto a partire dal 5 gennaio in poi, proprio perché parte degli iraniani calvanizzati
08:23da ciò che era successo a Maduro due giorni prima, appunto con l'abbattimento del regime
08:29ciavista. Ma anche appunto l'idea di questa promessa dell'aiuto statunitense ha fatto sì
08:35che molta più gente scendesse in piazza e lì il regime ha cominciato veramente a aver
08:38paura e a reagire con una violenza veramente inusitata.
08:43Come si colloca oggi Teheran nello scenario internazionale, nella triangolazione tra Stati
08:47Uniti, Cina e Russia? Lei prima ha fatto un passaggio sul petrolio, oggi questa triangolazione
08:54anche economicamente, sappiamo che in questo momento includiamo anche il Venezuela, si colloca
08:59sulla strategia del petrolio. Assolutamente, c'è un legame fortissimo tra l'Iran e il Venezuela
09:08che risale appunto ancora alla metà degli anni 2000, quando per la prima volta venne addirittura
09:13inaugurato un volo diretto Teheran-Karaka, spassando appunto ai tempi per Damasco. Queste tre potenze,
09:23superpotenze internazionali hanno delle relazioni molto particolari nei confronti dell'Iran.
09:29Gli Stati Uniti attraverso Donald Trump mantengono ancora una cosiddetta massima pressione sull'Iran,
09:37cercando appunto di riportare l'Iran al tavolo delle trattative, dimenticando forse che appunto
09:42fu proprio la prima amministrazione Trump a abbandonare il tavolo delle trattative.
09:49Diverso invece è il posizionamento nei confronti della Cina e della federazione russa. Con la Cina
09:56l'Iran ha sempre avuto tutta una serie di rapporti economico-commerciali molto molto
10:01forti. Ovviamente la Cina ha una grande sete di petrolio e può trovarlo ovviamente in Iran.
10:09Per quanto riguarda la Russia invece il rapporto non è esclusivamente economico, ma direi almeno
10:14negli ultimi anni fortemente strategico. Per onestà intellettuale dobbiamo riconoscere che
10:19lo Stato islamico è stato battuto in Siria grazie all'intervento, come si dice in termine tecnico,
10:26boots on the ground, quindi con gli scarponi sul territorio, grazie all'interventismo prima iraniano
10:33e poi russo. Quindi c'è stata una prima convergenza di interessi russo-iraniani verso la Siria e
10:41ultimamente si sono consolidati all'interno dello scenario ucraino, proprio perché l'Iran è uno dei
10:47principali fornitori di droni proprio dalla Russia. Per far capire quanto vale, quanto Cuba
10:55la sete di petrolio della Cina, la Cina produce 4,5 milioni di barili di petrolio, a novembre
11:06il fabbisogno era di 12,3 milioni, a dicembre è stato detto di 13,2 e quindi andando in aumento
11:14forse anche aspettandosi che ci fossero dei cambiamenti geopolitici in atto sui suoi
11:20fornitori primi di petrolio, quindi cercando di immagazzinare un po', però chiaramente
11:24la produzione, il fabbisogno è tre volte la produzione. A proposito del rapporto tra Mosca
11:30e Pechino, c'è una vera alleanza strategica o è una convergenza dettata più dall'isolamento
11:37dall'Occidente? Oggi come oggi è sicuramente una convergenza dettata dai vari embargo che
11:44appunto gravano sull'Iran e sulla Russia e quindi c'è in questo caso anche una convergenza
11:51piena e diretta di interessi di carattere economico. Quando noi appunto parliamo di embargo,
11:57un embargo occidentale, ci dimentichiamo che alla fine sono molto pochi i paesi che interagiscono
12:03con questo embargo sia nei confronti dell'Iran sia nei confronti della Russia e quindi ovviamente
12:08cercano di fare massa critica, di aiutarsi vicendevolmente.
12:12Nella notte tra mercoledì e giovedì sembrava imminente che arrivasse in Iran un attacco
12:17americano, tant'è che la farnesina dice ai cittadini italiani lasciate l'Iran prima
12:22che potete. Poi questo attacco non è arrivato, le chiedo cos'è che secondo lei ha fatto desistere
12:28Trump dall'agire in questo momento? Sì, forse alcune dinamiche sia interne che internazionali.
12:38Innanzitutto il suo vicepresidente era contrario, fortemente contrario a questo intervento.
12:46Da un punto di vista militare si diceva che gli Stati Uniti non avessero ancora un'effettiva
12:52capacità militare di colpire pienamente l'Iran, tant'è vero che appunto hanno appena spostato
12:58una porta aerei, la Lincoln, dal Mar Cinese nel Golfo Persico. È vera, sostanzialmente
13:05vera la leggenda non più metropolitana nel momento in cui c'è una crisi, pare che il
13:11Presidente degli Stati Uniti la prima cosa che chieda al suo comandante, Stato Maggiore,
13:16è sia dov'è la porta aerei più vicina, proprio perché esprime non solo una potenza
13:22militare ma anche una potenza di carattere politico. E poi secondo alcuni analisti pensano
13:29che l'interventismo americano ci sarebbe stato, meglio Trump voleva intervenire solo se fosse
13:35stato estremamente sicuro che il suo attacco avrebbe portato un regime change, cosa che appunto
13:41si è reso conto che non sarebbe avvenuto nemmeno con un attacco diretto.
13:47Perché quello che le vorrei chiedere appunto è se all'interno del Paese, lei parla di regime
13:51change che forse Trump valuta non poterci essere, se c'è una reale alternativa politica
13:59al sistema attuale della Repubblica Islamica.
14:01Oggi come oggi no, non c'è. Nel senso che uno dei punti contemporaneamente di forza e di debolezza
14:10delle rivolte e dei rivoltosi è di non avere nessun leader politico. È un punto di forza
14:16proprio perché il regime non può arrestare i capi e quindi automaticamente decapitare la rivolta.
14:22Ma nel contempo ovviamente non essendoci i leader politici non c'è neanche un programma alternativo
14:28di governo. I cosiddetti riformisti, quelli che per esempio cavalcarono l'onda verde a metà
14:33degli anni 2000, sono ancora gli arresti domiciliari, sono comunque profondamente indischiati all'interno
14:40del sistema della Repubblica Islamica. C'è un certo tipo di opposizione politica ma riguarda
14:48la diaspora e quindi sostanzialmente è all'estero. Inoltre c'è anche una sorta di barriera politico-istituzionale
14:56all'interno dell'Iran. Il Consiglio dei Guardiani, la funzionalità che ha appunto Rachbar, la Guida
15:01Suprema, impedisce necessariamente lo sviluppo di qualche alternativa di governo interna.
15:08Quella di questi giorni è solo l'ultima di una serie di proteste che si sono registrate negli ultimi
15:15anni e che hanno mostrato. Un forte malcontento e soprattutto dei più giovani, l'immagine simbolo
15:22di questi giorni sono giovani ragazze che si accendono le sigarette bruciando delle immagini
15:31della Yatollah. Io le chiedo perché questo forte malcontento poi non si traduce in un cambiamento
15:38politico concreto?
15:39Proprio perché per il momento non c'è nessuna figura che possa in un certo qual modo proporre
15:45una vera e propria alternativa di governo. In un certo qual modo ha cercato di far fronte
15:52alle proteste il Presidente della Repubblica, appunto Pejestian, tanto è vero che nei primissimi
15:58giorni della rivolta è sceso in piazza dicendo addirittura che erano legittime le proteste
16:04dei bazzari perché manifestavano contro il Karovita. Ma nonostante la promessa o la rassicurazione
16:14che qualcosa sarebbe cambiato, gli iraniani, soprattutto i giovani iraniani, hanno visto
16:19che il governo Pejestian, sebbene riformista, da quando al governo dall'agosto del 2024
16:23nulla ha fatto per dare delle risposte concrete alla crisi economica e soprattutto alla crisi
16:30di violazione dei diritti.
16:31Da parte del sistema della Repubblica Islamica possiamo parlare di vere e proprie repressioni
16:38in Iran in questo momento?
16:40Assolutamente sì, c'è una macchina repressiva molto molto forte costituita da Sepahe Pasdaran,
16:45dei guardiani della rivoluzione, i quali appunto da qualche anno hanno incorporato anche i basigi,
16:51ma soprattutto c'è un apparato giudiziario che in questo periodo è fortemente repressivo
17:00con tutta una serie di processi sommari che portano all'immediata condanna dei manifestanti.
17:08Consideriamo solo che il governo iraniano considera i manifestanti dei terroristi, quindi un'etichetta
17:16oggettivamente molto molto forte che li mette automaticamente fuori legge.
17:21Tant'è che la condanna a loro riservata è la condanna a morte e una delle condizioni, possiamo così dire,
17:29che ha messo e accalmato un po' il Presidente Trump è che venissero sospese le pene di morte.
17:37Esattamente, è stato proprio così. Pare che appunto il governo iraniano come gesto di dialogo
17:44nei confronti degli Stati Uniti abbia temporaneamente fermato le 800 condanne a morte che erano previste
17:52cercando appunto di instaurare un colloquio. A onor del vero bisogna dire che gli iraniani hanno sempre cercato
17:59di mantenere un dialogo aperto con gli Stati Uniti. Questo è avvenuto negli ultimi almeno 30 anni.
18:07Dall'altra parte non sempre c'è stata un'apertura di dialogo.
18:10La stessa cosa appunto ha fatto per gestiarne al momento in cui Trump è andato alla Casa Bianca
18:16e quindi ha cominciato il suo secondo mandato.
18:18C'è un altro attore del quale vorrei chiederle il ruolo in questo momento che è Risa Palavi.
18:24In esilio dall'Iran ha fatto negli scorsi giorni sostanzialmente un appello a proseguire le proteste
18:32di poche ore fa l'annuncio di voler tornare in Iran che le chiedo se ha un significato simbolico
18:41o se avrà veramente un significato politico.
18:44Sì diciamo che il secondo genito ma appunto erede al trono dello Shah Muhammad Reza Palavi
18:49si è mostrato negli ultimi mesi molto molto attivo via social per cercare di sostenere le manifestazioni.
18:57Si è anche detto disponibile a gestire una fase transitoria all'interno dell'Iran
19:03che poi appunto dovrebbe sfociare attraverso per esempio un referendum in qualcosa di nuovo.
19:10In realtà il suo ruolo per il momento secondo me è altamente ed esclusivamente simbolico
19:18proprio perché all'interno del paese non ha un vastissimo consenso.
19:23Diverso appunto fu nel 1978 Khomeini che nonostante appunto fosse in esilio da diversi anni
19:30nel paese aveva una base d'appoggio politica enorme fatta appunto dalla parte dei religiosi
19:38non quietisti e dalle moschee.
19:41Oggi come oggi Reza Palavi non ha una catena o soprattutto tutta una serie di gruppi
19:47che possano sostenerlo all'interno del paese.
19:49Vi chiedo se l'Iran del paese di Reza Palavi era un Iran più moderno o più occidentale?
19:56Era sicuramente un'autocrazia soprattutto dopo la rivoluzione bianca del 1963
20:03quando appunto viene instaurato il regime monopartitico e quindi era sicuramente un regime
20:14molto molto occidentale.
20:17Quello sicuramente sì.
20:20Ci avviamo alla chiusura.
20:22Io ho ancora una domanda per lei professor Burronelli che chiaramente guarda al futuro
20:27più nel medio termine che nel breve.
20:30Le chiedo se di Reza è destinato alla continuità a una riforma interna o a nuove tensioni con l'incidente?
20:37Allora oggi come oggi posso dirle proprio da un punto di vista storico
20:41che le rivolte iraniane negli ultimi 20-25 anni hanno assunto un fenomeno realmente carsico.
20:48non scompaiono mai, magari appunto si sopiscono per un certo periodo di tempo,
20:53per un lasso di alcuni mesi, forse un anno o due, ma poi appunto risorgono.
20:58Oggi come oggi l'Iran dopo le ultime forti repressioni sta andando incontro ad un regime
21:07sempre appunto più duro.
21:09Bisogna vedere appunto Pejeshian che cosa sarà in grado di fare per cercare di dare
21:13alcune risposte a legittime aspirazioni del popolo.
21:19Ma oggi come oggi almeno se non nel medio periodo ma nel breve periodo rimarrà appunto
21:24un'autocrazia molto dura e cercherà appunto di involversi su se stessa.
21:29Ringrazio Michele Brunelli, docente di storia e di istituzioni dei paesi afrosiatici
21:34nonché editorialista del nostro quotidiano per essere stato con noi questa sera
21:39di aver approfondito il tema dell'Iran. Grazie e l'aspettiamo ancora.
21:44Grazie a voi per l'invito.
21:45Noi ci fermiamo qui, non l'informazione di Teletutto che come sempre torna fra pochi minuti
21:50nel nostro telegiornale.
21:51Da aspettarvi ci sarà Clara Piantoni da parte mia.
21:54All'augurio di una buona serata e buona continuazione.
21:58Noi ci fermiamo qui, non l'informazione di Teletutto che come sempre torna fra pochi minuti
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