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https://www.pupia.tv - Roma - Aziende pubbliche di servizi alla persona - Audizione - presidente del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, Renato Brunetta
Alle ore 14.40, la Commissione Affari sociali svolge l’audizione del presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, Renato Brunetta, nell’ambito dell’esame della proposta di legge C. 2338 CNEL, recante “Disposizioni in materia di aziende pubbliche di servizi alla persona”. (03.12.25)

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Trascrizione
00:00:00Il giorno reca lo svolgimento di una audizione informale nell'ambito dell'esame della proposta di legge 2338 CNEL
00:00:06recante disposizione in materia di esende pubbliche e servizi alla persona.
00:00:11Ricordo che l'audierna audizione sarà svolta consentendo la partecipazione dei deputati in videoconferenza
00:00:17secondo le modalità stabilite dalla Giunta per il regolamento.
00:00:20Partecipano all'audizione odierna per il Consiglio della Segna dell'Economia il professor Renato Brunetta,
00:00:26Presidente, il segretario generale Massimiliano Monanni, il coordinatore del gruppo di lavoro sulle ASPE Francesco Palotronca
00:00:33e il capo ufficio stampa Marco Benadusi.
00:00:36Saluto e ringrazio della presenza e del contributo che sono certo sarà di altissimo livello
00:00:44e sarà molto utile per i lavori su questo provvedimento.
00:00:48Avverto che secondo quanto stabilita la Giunta per il regolamento le lezioni informali
00:00:51possono essere trasmesse attraverso la web tv della Camera dei Deputati con il consenso degli auditi.
00:00:55Pertanto se nulla osta dispongo l'attivazione dell'impianto.
00:00:59Ricordo che come sempre allo svolgimento della relazione la parte del Presidente Brunetta
00:01:03potranno seguire eventuali domande da parte dei deputati e quindi la replica.
00:01:06La documentazione acquisita sarà presa disponibile ai deputati attraverso l'applicazione della Giocamera
00:01:10e sarà altresì pubblicata sul sito internet della Camera dei Deputati.
00:01:15Do quindi la parola al Presidente Brunetta.
00:01:17Grazie, grazie Presidente, grazie a tutti voi.
00:01:21Ricordo a me stesso che noi siamo qui perché in virtù dell'articolo 99 della Costituzione
00:01:27il CNEL è un organismo di rilevanza costituzionale che ha competenze in materia del lavoro e sociali
00:01:36e in queste materie previste dalla Costituzione e poi dalla legge attuativa Mattarella dell'86
00:01:43fa da consulente al Governo e al Parlamento.
00:01:49Quindi noi abbiamo l'iniziativa legislativa, però non preoccupatevi, ci fermiamo lì,
00:01:53non approviamo anche le leggi ma le proponiamo poi al Parlamento.
00:01:57Lo dico come stile, non vogliamo il copyright assolutamente, cioè ci basta che un provvedimento
00:02:05arrivi in Commissione, venga incardinato e poi venga buttato, modificato, cambiato, completato
00:02:11e così via, purché sia in qualche maniera un sasso nello stagno, cioè c'è anche questo
00:02:16tema all'ordine del giorno.
00:02:18Poi la Commissione, il popolo sovrano che siete voi, decide se sì, se no e come.
00:02:22A noi basta che con il nostro valore aggiunto, che è quello di rappresentare, ecco chi rappresentiamo?
00:02:30Datori di lavoro, lavoratori, terzo settore ed esperti.
00:02:34Quindi rappresentiamo un segmento importante della società, cioè tutto il mondo dei rappresentanti
00:02:40dei lavoratori, quindi i sindacati, i cosiddetti sindacati, tutto il mondo dei datori di lavoro,
00:02:48i sindacati dei datori di lavoro, il cosiddetto terzo settore, cioè il volontariato, cosa rilevante
00:02:55anche per l'argomento di oggi e poi gli esperti, otto nominati dal Presidente della Repubblica
00:03:01e due nominati dal Presidente del Consiglio, tra le figure dei ricercatori accademici ed altro
00:03:07e poi un Presidente.
00:03:08Quindi la finalità di questa audizione, di cui ringrazio ancora il Presidente, è proprio
00:03:14di presentare questo disegno di legge di iniziativa CNER, di dire è un sasso nello stagno,
00:03:21il tema è rilevante e adesso buon lavoro a voi per completarlo, migliorarlo, metterlo
00:03:28da parte, farne altro, fare quello che volete e ripeto, nessuna esigenza richiesta di nessun
00:03:37copyright, ci basta questo, ci basta questa audizione e poi aver contribuito ad avviare
00:03:43il lavoro. Secondo punto, questo tema è forse il tema più importante del dibattito
00:03:52economico e sociale del presente e soprattutto del futuro, cioè come assistere chi ne ha
00:03:59bisogno, che siano giovani, che siano anziani, che siano malati, che siano bisognosi di altro,
00:04:06come assistere la gente che ha bisogno. Uno potrebbe dire, ancora, uno potrebbe dire
00:04:12ma non avevamo risolto tutto con il welfare state, con assolutamente no, per una semplice
00:04:19ragione, che il mondo sta cambiando, l'invecchiamento della popolazione ci porta a vedere aumentare
00:04:27in maniera progressiva i bisogni della gente dovuti proprio all'aumento della vita, tra l'altro
00:04:38sia in condizioni di salute che in condizioni di minor salute, ma le transizioni in atto,
00:04:48in corso, da quella ambientale, da quella elettronica a quella demografica comportano uno sconquasso
00:04:56di tutte le regole, di tutti i patti, di tutti i sistemi di finanziamento dei bisogni
00:05:05della gente e ne deriva che c'è quasi tendenziale un ritorno al finanziamento di questi bisogni
00:05:19che salvi antico, dei territori, della beneficenza, del dono, dell'assistenza legata a particolari
00:05:31istituzioni. Io mi sono fatto, non ve la ridico perché è troppo lunga, una cronologia dalle opere pie,
00:05:37pensate ai comuni, ai comuni medioevali e alle borghesia delle città che in qualche maniera
00:05:46assistevano i bisognosi, lo facevano anche nell'impero romano, ovviamente lì c'erano i clientes,
00:05:53c'erano le sportule di cibo che venivano dati e tanti più clientes aveva un nobile, aveva un uomo di potere,
00:06:02tanto più era uomo di potere, tante più sportule, ogni mattina distribuiva a chi andava lì per cibo,
00:06:10non molto diverso dalle mense della Caritas o di altro. E lì tutta l'evoluzione storica, economica, politica,
00:06:22religiosa, istituzionale, propria del nostro paese, ma di tutti i paesi simili al nostro,
00:06:30è legata all'evoluzione di queste forme di assistenza, di beneficenza, di cura dei vari segmenti
00:06:41della popolazione, per non parlare della rivoluzione industriale, con la rivoluzione industriale dal passaggio
00:06:48dalle campagne alle città, dai contadini agli operai, sono sempre loro, i contadini smettono di fare i contadini,
00:06:55smettono di avere la sussistenza legata alla campagna, alla terra, alla mucca o al grasso del maiale,
00:07:03si spostano nelle città e sono nudi e crudi, hanno solo il salario, non hanno più altre fonti di sussistenza,
00:07:14di reddito, di benessere. Il capitalismo di allora fallisce, è uno dei primi grandi e enormi fallimenti
00:07:23del mercato, perché non ritiene un mercato buono quello di questi che contadini diventano operai.
00:07:31E quindi manca l'illuminazione, la luce, manca la distribuzione dell'acqua, manca la distribuzione del gas,
00:07:39mancano i trasporti e manca il latte. Ci penseranno i municipi, le municipalità a fornire luce, acqua, gas,
00:07:53trasporti e latte e nascono le municipalizzate che hanno poi, avranno tutta una storia novecentesca
00:08:01fino ai giorni nostri. Se troviamo ancora adesso luoghi di municipalizzate che hanno questa storia,
00:08:13un fallimento del mercato a cui pensa la politica dei municipi in tutta Europa, non solo in Italia.
00:08:20E così troviamo, nella memoria che ho presentato, avete tutta la cronologia, la storia, serve anche per capire
00:08:27che non stiamo inventando assolutamente nulla e che i problemi sono circolari.
00:08:34C'è la cronologia, siamo ad oggi a un amaro paradosso, vale a dire di il volumetto, eccolo qua,
00:08:47amaro paradosso che tutta questa sedimentazione temporale di culture, sensibilità, religione,
00:08:57dono, arci confraternite. Venezia ha delle storie, quelle che conosco meglio, delle storie meravigliose
00:09:04da questo punto di potere, perché dentro c'è il potere, sempre e comunque di assistenza
00:09:11ai più bisognosi e così via. Di tutta questa sedimentazione, grazie alle nostre bellissime,
00:09:19straordinarie e recenti riforme, non si sa quasi più nulla.
00:09:23Perché c'è un caos totale, dopo l'anno 2000 e 2001 con la riforma costituzionale
00:09:31sulla regionalizzazione di talune funzioni, si è persa la centralizzazione della governance
00:09:38di tutto questo straordinario patrimonio, che è un patrimonio culturale di generosità,
00:09:45di donazioni, di assistenza, di religioni, di culture. Una straordinaria sedimentazione
00:09:54di tutto questo viene di fatto, come dire, regionalizzato e nel passaggio tra una centralizzazione
00:10:03che ha tutta una storia anche nobile di queste forme, in questo passaggio si perde intanto
00:10:12la contezza, cioè non si sa più quanti sono gli enti, cosa fanno, quanti sono gli addetti,
00:10:19come sono regolati, come sono pagati. Per cui la prima cosa che ha fatto il CNEL,
00:10:23grazie al mio segretario Monanni che ha in particolare questa sensibilità, abbiamo fatto
00:10:30un piccolo censimento con piccoli mezzi e abbiamo trovato numeri straordinari, sapendo
00:10:37solo però che sono una parte del tutto. Che so, la proiezione 40.000 addetti, un patrimonio
00:10:48ancora enorme nonostante le sparizioni, chiamiamole così, le ruberie, le sparizioni, le privatizzazioni
00:10:58ed altro, ma un patrimonio che si era sedimentato nel tempo di tutte le donazioni che servivano
00:11:05poi come rendita per poi finanziare i servizi. E anche questo si conosce poco, pochissimo
00:11:12e così via, per cui si è detto dopo la riforma del 2000, dopo la modifica costituzionale
00:11:18sull'autonomia regionale del 2001, varrebbe la pena riprendere in mano questo settore.
00:11:25Perché? Perché ne abbiamo un bisogno tremendo di avere una nuova rete, nuove reti di assistenza,
00:11:35di cultura che non siano solo legate al meccanismo industriale delle rivoluzioni industriali.
00:11:42Durante le rivoluzioni industriali la maturazione è stata, gli occupati di oggi pagano il welfare
00:11:50degli occupati di ieri, ma pagano anche la loro salute, ma anche la loro indennità di incidenti,
00:11:59di incidentalità sul lavoro e pagano sostanzialmente, finanziano il welfare. Non è più così, perché
00:12:06la longevità e l'invecchiamento ti portano ad avere una espansione enorme dei fabbisogni
00:12:12e la riduzione della massa occupata in ragione, le nuove tecnologie e così via, riduce sempre
00:12:22di più il gettito che viene dagli attivi, dal mondo del lavoro. E quindi bisogna tornare,
00:12:30non al futuro, ma tornare al passato, tornare ai territori, tornare alle reti, tornare alle
00:12:35culture locali, tornare ai governi locali, ai municipi, agli enti locali, alle regioni,
00:12:42alle province, alle istituzioni tutte, a fare rete. Rete di prossimità, rete di attenzione,
00:12:52rete di assistenza, rete di culture sanitarie, assistenziali, su tutto il ciclo di vita.
00:13:02Ecco, cosa abbiamo fatto noi? Come credo, poi mi taccio perché do la parola ai miei, anzi
00:13:07dico a te di dare la parola ai miei amici e validissimi collaboratori che ne sanno più
00:13:14di me e noi pensiamo che sia necessario intanto rifare i conti, conoscere per deliberare,
00:13:23perché se tu non sai da un lato cosa c'è rimasto, patrimonio enorme ancora, rendite potenzialmente
00:13:31enormi ancora, addetti con professionalità enormi ancora, che quindi hanno resistito ai
00:13:40vari passaggi, alle varie riforme e alle varie cancellazioni, da un lato, dall'altro
00:13:48calcolare i fabbisogni presenti ma soprattutto futuri e dall'altro come, viene anche subito
00:13:55evidentemente, come dare una risposta ai problemi dell'invecchiamento, della longevità, non
00:14:01certamente attraverso una ricentralizzazione nello Stato piuttosto che nell'Europa, ma una
00:14:10molteplicità di attori che in ragione di specializzazioni ma soprattutto di sensibilità
00:14:18territoriali tornino ad operare per garantire reti di protezione, di assistenza e recuperando
00:14:29una tradizione, ho finito, straordinaria del nostro paese, nessun altro paese in Europa
00:14:35e nel mondo quindi ha una tradizione come la nostra, di culture, di opere pie, di arci
00:14:42confraternite, civili, religiose, pubbliche, private, nessun altro paese come il nostro ha
00:14:52una cultura come la nostra, ha una generosità come la nostra, ha un patrimonio come il nostro,
00:14:59una tradizione come la nostra, ha valori, basterebbe andare a Venezia a vedere le arci
00:15:06confraternite che sono stracolme di opere d'arte da Tiepolo a Veronese a Tiziano perché
00:15:14le arci confraternite che erano strutture laiche, professionali che organizzavano professioni
00:15:21avevano però un enorme potenziale di attività assistenziale dalle impiccagioni alle sepolture
00:15:31alla dote per le ragazze che non avevano da maritare perché non avevano la dote a tutto il ciclo
00:15:42di vita dell'assistenza. Dico Venezia perché la conosco un po' meglio ma ogni città, ogni
00:15:48storia, ogni regione ha storie straordinarie. Allora il dato finale è valorizziamo queste
00:15:56storie e voi che siete i legislatori dalla cultura e dalle storie, dalle storie di maggior successo
00:16:08traiamo il meglio anche nei meccanismi di finanziamento, nei meccanismi di fiscalizzazione,
00:16:15di tassazione per favorire le migliori culture perché abbiamo bisogno di tutti visto quello
00:16:22che sta succedendo nei nostri mondi. Io ho finito.
00:16:27Grazie, grazie Presidente Brunetta. Io quindi do la parola a chi parla prima, il Segretario
00:16:36Generale. No, può intervenire anche da là. La introdurrei facendole anche implicitamente
00:16:45una domanda. Questo testo normativo interviene in un settore in cui da oltre vent'anni c'è
00:16:58un vuoto legislativo e che ha visto le singole realtà svilupparsi in modo disomogeneo e non
00:17:05attraverso un meccanismo di coordinamento. Ciò che vorrei chiedervi è se rispetto a questo
00:17:14passaggio direi assolutamente necessario non sia immaginabile e prevedibile fosse necessario
00:17:21anche un ulteriore intervento che possa armonizzare quella che è la realtà attuale, quindi cercare
00:17:28di portare le singole realtà a uno standard uniforme e a livello della sfida che attende il Paese.
00:17:35Grazie Presidente. Entro nel dettaglio rispetto all'intervento del Presidente Professor Brunetta.
00:17:46Intanto il primo aspetto, come ha detto il Presidente, di il quale ci siamo occupati è quello di colmare
00:17:51il vuoto informativo. L'ultima ricerca nazionale sulle allora IPAB risaliva al 1998, era stato realizzato
00:18:00dal Dipartimento Affari Sociali della Presidenza del Consiglio, in vista della riforma che poi
00:18:06ha visto la luce, la 328 del 2000. Si trattava all'epoca di circa 4.500 istituzioni, ovviamente
00:18:15la riforma introdotta con la legge 328 e poi declinata dal decreto legislativo 207 del 2001
00:18:21prevedeva una doppia scelta per le IPAB, o tornare all'origine privata per alcune tipologie
00:18:30di istituzioni che avevano determinate caratteristiche, oppure mantenere la personalità giuridica pubblica
00:18:36trasformandosi in vere e proprie aziende pubbliche di servizi alla persona. La tipologia dell'azienda
00:18:43pubblica di servizi alla persona presupponeva una struttura organizzativa complessa che non
00:18:49corrispondeva alla situazione originaria di molte di queste istituzioni che erano state
00:18:56sostanzialmente destrutturate soprattutto negli anni 70-80, ricordo che solo nel 77 con il
00:19:04DPR 616 ci si era orientati verso uno scioglimento totale di tutte queste istituzioni e il trasferimento
00:19:13delle funzioni e dei patrimoni ai comuni, evento poi scongiurato da una sentenza della Corte
00:19:18Costituzionale. Quindi si trattava, salve eccezioni peraltro concentrate nelle regioni
00:19:24del Nord, di realtà che avevano perso molta della loro capacità assistenziale e in alcuni
00:19:33casi si erano ridotti a un'ordinaria gestione delle dotazioni patrimoniali.
00:19:38quindi la trasformazione che è stata poi condotta autonomamente dalle regioni perché come ha detto
00:19:45il Presidente con la modifica del titolo quinto le regioni sostanzialmente sono rimaste diciamo
00:19:51libere di fare le proprie scelte all'interno di una cornice generale che è quella del decreto
00:19:56legislativo si sono creati tanti sistemi regionali e che hanno in generale comportato una netta diminuzione
00:20:06del numero degli enti, tant'è vero che noi ne abbiamo censiti 578. In questi 578 vanno
00:20:13e non siamo nemmeno certi di averle censite tutte perché noi abbiamo fatto un lavoro come dire
00:20:18che ha previsto il contatto con le regioni, una ricerca sull'IPA, sull'indice delle pubbliche
00:20:26amministrazioni, una ricerca di tutti i Piau che sono depositati presso il Dipartimento della
00:20:31Funzione pubblica però sicuramente questo numero è minore rispetto alla realtà. Da questo
00:20:38punto di vista quindi le regioni hanno adempiuto peraltro non tutte perché ad oggi a circa 25
00:20:45anni dalla riforma ci sono ancora tre regioni di cui insomma anche molto importanti si parla del
00:20:51Veneto dove ancora oggi il 41% dei posti letto per le RSA è gestito da IPAB quindi stiamo parlando
00:21:01di una realtà assistenziale ancora molto forte con circa 10.000 addetti e della Sicilia che invece
00:21:09ha una dimensione assistenziale ridotta ma ha una dotazione patrimoniale ancora cospicua nelle IPAB
00:21:16che non diciamo tuttora esistono e c'è anche la Calabria dove il fenomeno delle IPAB è più
00:21:22ridotto. Ora pensate che in queste tre regioni vige ancora la legge Crispi che è del 17 luglio
00:21:28del 1890 in forma residuale però ovviamente conciliata con tutta la normativa nazionale
00:21:36però ancora la contabilità per esempio è quella del reggio decreto 5 febbraio 1891. Quindi
00:21:43la prima cosa che abbiamo fatto è censire da questi 578 enti emerge che c'è una diciamo
00:21:51ovviamente una diversificazione territoriale una parte di questi con la trasformazione soprattutto
00:21:56le IPAB del Veneto e della Sicilia sicuramente saranno accorpate quindi il numero complessivo
00:22:02scenderà ancora c'è una circa tra i 27 e i 40.000 addetti dipendenti senza contare le forme
00:22:10di convenzioni col terzo settore e le prestazioni professionali quindi stiamo parlando solo di
00:22:15dipendenti pubblici inquadrati nella funzione delle funzioni del contratto delle funzioni locali
00:22:20e abbiamo una rendita patrimoniale che ha un suo range tra i 270 e i 400 milioni di euro
00:22:29annui. Ora è importante dire che poiché questi enti non sono annoverati salvo uno, un'aspe
00:22:38della Lombardia, non sono annoverati nell'elenco Istat che definisce il perimetro del consolidamento
00:22:45quindi degli enti i cui bilanci confluiscono ai fini del rispetto dell'ex patto di stabilità
00:22:52questa rendita non è nemmeno conteggiata all'interno della spesa pubblica per le politiche
00:23:02sociali. Il CNEL ha un osservatorio nazionale sui servizi sociali territoriali, tra l'altro
00:23:07in fondo a questa memoria c'è anche il link per accedere all'ultimo rapporto che è stato
00:23:12presentato il 17 novembre. Quindi c'è un problema di conoscenza, c'è un problema di razionalizzazione
00:23:19e poi ci sono sostanzialmente problemi di definizione certa della natura giuridica delle
00:23:26ASP. E qui entriamo nel dettaglio del disegno di legge. Il disegno di legge sostanzialmente
00:23:31che poi si presenta, come ha detto il Presidente, come un sasso nello stagno, come un cantiere
00:23:36aperto perché dopo il disegno di legge in esito a questo studio, a un convegno, sono state
00:23:41raccolte altre proposte integrative, emendative, portate avanti dagli amministratori, dai sindacati,
00:23:48dalle parti sociali, dagli enti locali che sono tutte elencate all'interno del volume
00:23:54della ricerca. La prima questione riguarda sostanzialmente la natura giuridica. Le IPAB
00:24:00vengono, le ex IPAB, IPAB nel Veneto, in Sicilia, in Calabria o ASP vengono alternativamente
00:24:05definite enti pubblici economici, enti pubblici non economici, enti locali non territoriali.
00:24:11C'è una confusione di base che va definita per garantire anche la certezza dell'operato
00:24:18del personale e degli amministratori. In particolare, nei modelli che si sono affermati
00:24:24con le leggi regionali, pur essendo questi enti vigilati, quindi con una loro autonomia,
00:24:34in alcune regioni le normative regionali, il caso dell'Emilia Romagna che ha fatto scuola,
00:24:39è stata una delle prime regioni che ha attuato la riforma, sono invece stati trasformati in enti
00:24:46controllati, perché i comuni nel caso delle ASP in Emilia Romagna sono anche soci dell'ASP
00:24:53e quindi i soci poi provano il bilancio, lo ripianano nel caso in cui sia passivo.
00:24:58Nelle altre regioni invece è rimasta la figura dell'ASP come ente autonomo e questo pone uno
00:25:05dei primi problemi rispetto anche all'applicazione di alcune norme che non sono espressamente rivolte
00:25:12a queste categorie di enti, ma che nell'incertezza giuridica vengono erroneamente applicate.
00:25:19In particolare, rispetto al fatto che i rappresentanti che gli enti locali designano, salvo che una
00:25:26legge regionale disponga altrimenti, ovviamente, perché nel caso dell'Emilia Romagna è molto
00:25:30chiaro, dispongano le designazioni all'interno dei consigli di amministrazione, queste designazioni
00:25:35non si possono configurare come se si trattasse di un ente controllato o di un ente in house.
00:25:42Questo è il primo tema che viene affrontato in uno degli articoli del disegno di legge.
00:25:48Il primo articolo invece tratta il tema del problema delle regioni che non hanno ancora
00:25:53fatto la riforma, perché nel decreto legislativo c'era un'esenzione fiscale per gli enti che
00:26:00si trasformavano entro un certo periodo. Questo termine è stato più volte prorogato,
00:26:07ovviamente a un certo punto non è stato più prorogato e oggi rischia di trasformarsi in
00:26:12una doppia tassa rispetto alle regioni che invece non hanno ancora adempiuto, perché
00:26:16l'ente si trasforma ma sostanzialmente è sempre lo stesso ente, quindi non a caso il
00:26:21decreto legislativo ha previsto l'esenzione fiscale. Per quanto riguarda invece l'articolo
00:26:273, l'articolo 3 interviene su un altro tema che è quello della destinazione dei beni sequestrati
00:26:34e confiscati. Ci sono già due ordini del giorno approvati dalla Camera con il parere
00:26:38favorevole del Governo su questo aspetto, perché paradossalmente l'articolo 48 del
00:26:43codice antimafia, che è stato, diciamo, fa parte di tutti questi provvedimenti successivi
00:26:49al 2001 in cui la figura ASP è un po' scomparsa dal panorama nazionale e quindi non è stata
00:26:55trattata dal legislatore. Sostanzialmente possono essere destinatari di beni confiscati
00:27:01tutte le tipologie possibili e immaginabili di enti, il paradosso che l'unico ente che
00:27:06ha una finalità esclusivamente sociale non può essere ammesso alla destinazione, anche
00:27:14concordata con gli enti locali, di questi beni. Per quanto riguarda l'altro articolo,
00:27:20un altro articolo, l'articolo 4 invece interviene sul decreto legislativo che rega la disciplina
00:27:27dei servizi pubblici locali a rilevanza economica. Anche in questo caso, salvo alcune regioni
00:27:33che lo hanno fatto, la regione Lazio per esempio la regione Emilia Romagna, che con proprie
00:27:37normative regionali hanno disciplinato la possibilità che gli enti locali per i servizi sociali
00:27:43ovviamente possano stipulare accordi di cooperazione e contratti di servizio con le ASP, oppurché
00:27:49ovviamente non ci sia un guadagno economico ma ci sia semplicemente il ristoro dei costi
00:27:56effettivi del servizio, quindi non deve entrare in concorrenza con il mercato dei servizi sociali
00:28:03gestito da operatori privati, sia possibile a livello nazionale. Oggi attualmente è possibile
00:28:10per il terzo settore, per le aziende pubbliche di servizio alla persona, dove non è normato
00:28:15da una legge regionale questo non è possibile. Infine per quanto riguarda l'articolo 5 si affronta
00:28:23il tema dell'IMU. Allora l'IMU, come dire, attualmente le ASP hanno un trattamento fiscale
00:28:31generalmente svantaggioso. In particolare per quanto riguarda l'IMU degli immobili adibiti
00:28:39a servizi istituzionali, stiamo parlando di quelli, l'esenzione avviene solo in base a circolari
00:28:46e quindi a livello regolamentare ed è rimessa sempre a valutazioni dell'Agenzia delle Entrate.
00:28:52Invece si propone che sia equiparato a quanto già avviene per le aziende sanitarie locali.
00:28:57L'ultimo articolo, l'articolo 6, richiama una competenza che già è in capo al CNEL, cioè
00:29:04quella di effettuare il monitoraggio dei servizi pubblici centrali e locali dedicando anche
00:29:10un focus sui servizi gestiti e erogati dalle ASP. Concludo richiamando due tematiche brevissimamente,
00:29:19una è quella fiscale che riguarda l'IRAP, in particolare voi sapete che avendo natura
00:29:27giuridica di diritto pubblico le ASP sono sottoposte a un'aliquota IRAP dell'8,5%.
00:29:33Questo le pone in una situazione di oggettiva disparità e di oggettivo svantaggio rispetto
00:29:41non solo ai soggetti del terzo settore che hanno sempre aliquote più basse, in alcuni
00:29:45casi anche azzerate dalle regioni, ma addirittura anche rispetto agli operatori economici privati.
00:29:55Abbiamo realizzato una mappatura che trovate nel volume delle aliquote IRAP delle diverse
00:30:00regioni, sono solo 8 le regioni che applicano delle aliquote specificate. Inoltre il sistema
00:30:07di pagamento dell'IRAP è retributivo e non contributivo, quindi li pone in un'ulteriore
00:30:11posizione di svantaggio. Ultimo aspetto, la questione del previdenziale dei contributi
00:30:18che le ASP pagano per tutta una serie di interventi, le maternità, i congedi, le sostituzioni.
00:30:25In questo caso sono tutte a carico dell'ente, mentre per quanto riguarda le aziende private
00:30:31sono a carico dell'Inps. Quindi questo è un tema che ovviamente pone sui bilanci delle
00:30:36ASP che poi erogano servizi per conto degli enti locali, quindi alla fine questi maggiori
00:30:40costi cadono sui bilanci degli enti locali, di circa il 10%. Questo per sommi capi.
00:30:48Grazie.
00:30:50Grazie, grazie a lei dottor Bonanni. Prefetto, prego, Prefetto Tronca.
00:30:54Grazie, buonasera a tutti. Grazie Presidente di avermi dato la parola. Grazie Presidente
00:31:02Brunetta per avermi concesso il ruolo di coordinatore del gruppo di lavoro che si sta occupando di sviluppare
00:31:12attorno alla struttura del disegno di legge che il Canello ha presentato tutta una serie
00:31:18di riflessioni date dalla realtà quotidiana che è sotto gli occhi di tutti. L'Italia indubbiamente
00:31:26è uno dei paesi che ha più anziani in assoluto al mondo. Fate conto che rispetto a 200 anziani
00:31:38ci sono 100 giovani, 100 giovani e 200 anziani. Poi immaginatevi tra dieci anni come questa
00:31:46degenerazione demografica che cosa comporterà? Comporterà un sistema in cui sarà difficile
00:31:57immaginare una struttura in grado di vincere dei problemi enormi che oggi gli anziani hanno,
00:32:07il problema della solitudine, il problema della cura, il problema dell'assistenza. Oggi c'è
00:32:14anche un aumento e una marginalizzazione delle fragilità sociali di cui non possiamo non
00:32:22tener conto. Oggi le mense dei poveri sono affollate con code molto lunghe sotto gli occhi
00:32:31di tutti, quante volte le vedo entrando in ufficio, sono affollate non solo da sbandati,
00:32:39non solo da assuntori di stupefacenti, non solo da stranieri, ma anche da persone anziane,
00:32:51sole o accompagnate, persone anziane che noi vediamo in fila per mangiare, le vediamo vestite
00:33:00in giacca e cravatta. Che significa questo? Significa solo una cosa, che in questa situazione
00:33:08così pesante, nella propria situazione personale e familiare così pesante, a tutto possono rinunciare
00:33:16tranne che alla propria dignità. E a questa dignità noi ci dobbiamo rivolgere. Come? Cercando
00:33:26di immaginare un sistema che abbia una tenuta sociale forte e naturalmente che abbia anche
00:33:36i mezzi per assicurare questa tenuta. Né si può immaginare che un domani questi enti di
00:33:46assistenza possano continuare ad andare avanti col sistema tariffario delle tariffe. Serve a
00:33:53niente, a pochissimo. Allora, come si sono organizzate molte di queste strutture? In parte
00:34:02come RSA, in parte come cure intermedie, cioè istituti di sanitari di assistenza per i vari
00:34:12tipi di riabilitazione e così con i proventi che ricevono dalle ASL, ASST, come vogliamo
00:34:21chiamarle, dal sistema sanitario regionale, allora riescono bene o male a sopportare il peso
00:34:30enorme delle retribuzioni dei dipendenti. Un sistema, quello dei dipendenti, è estremamente
00:34:39complicato. Dipendono da 4-5 contrattazioni collettive. Ci sono i medici, ci sono i paramedici,
00:34:48ci sono gli assistenti sanitari, ci sono i tecnici e gli amministrativi. Tutto questo
00:34:54rende queste strutture molto complesse e nella gestione c'è molto imbarazzo, un imbarazzo di
00:35:09confrontarsi con realtà che sono veramente difficili da affrontare nella quotidianità.
00:35:17Il prefetto Tronca è commissario del più albergo tributio, forse la più grande struttura
00:35:24esistente in Italia con un patrimonio enorme, ma con altrettanta opere.
00:35:32Sì, sicuramente questa esperienza mi ha consentito di confrontarmi con un mondo che è veramente
00:35:41veramente difficile e complesso. Un mondo invece però che ha bisogno, più di tanti altri,
00:35:50della massima attenzione. Sapete perché? Perché per esempio, parlando dell'RSA, l'assistenza
00:35:58agli anziani non autosufficienti, strutture come il Pialbergo Tribuzio. Lo immaginavo quando
00:36:09sono arrivato due anni fa, appena mi era stato dato il commissariamento, di trovare una struttura
00:36:16decadente. Non lo era per niente. Anzi, è una struttura di alta efficienza, di alta assistenza.
00:36:23quando invece, per esempio, abbiamo un panorama di iniziative imprenditoriali private estremamente
00:36:36aggressive, che cercano di essere competitive sui dieci euro in più o i dieci euro in meno
00:36:44al giorno, ma che non assistono assolutamente al livello del pubblico, gli anziani come meritano
00:36:52di essere assistiti. Due anni fa a Milano c'è stato tre anni fa un incendio, cinque morti,
00:37:01non c'era niente. Non c'era assistenza medica notturna. Gli anziani diventano oggetto di speculazione
00:37:13e di profitto talvolta improprio. E questo non lo dobbiamo consentire. Ecco che dobbiamo
00:37:21rispondere in un modo efficiente, efficace, all'altezza delle capacità del nostro Stato
00:37:27e del nostro sistema sanitario e assistenziale. Quando si parla di queste ASP o ex IPAB, non
00:37:40si può non mettere a fuoco un elemento fondamentale, che è il patrimonio. Un patrimonio più che
00:37:54altro immobiliare, fa anche immobiliare opere d'arte, oggetti di altissimo antiquariato, che
00:38:04vengono mantenuti bene o male in condizioni di sufficiente manutenzione. Ma il patrimonio
00:38:18immobiliare è naturalmente quello che dà l'energia economica a questi istituti, queste strutture,
00:38:28queste aziende per sostenersi. Un patrimonio immobiliare che viene da oltre un secolo, viene
00:38:35da lasciti ereditari, legati, donazioni. Un patrimonio immobiliare residenziale, anche
00:38:46con tanti immobili di assoluto pregio, è un enorme patrimonio terriero, anche con cascine
00:39:04di pregio, perché naturalmente e soprattutto i benestanti lasciavano in questo patrimonio
00:39:13alla struttura, all'ente, proprio per potersi gestire da sé. E qua dobbiamo uscire fuori
00:39:24da un'ambiguità. Più volte si è tentato di immaginare il patrimonio dell'ente come un
00:39:33patrimonio di carattere sociale. Non lo è. Il patrimonio dell'ASP è un patrimonio che
00:39:43è finalizzato. Infatti erano tutti lasciti ereditari e donazioni modali, finalizzati a
00:39:55sostenere, a consentire a queste strutture di mantenersi e di raggiungere e assicurare
00:40:08il raggiungimento dei fini sociali, cioè mantenere questi anziani, come mantenere anche i giovani
00:40:14e questo vale anche per gli orfani che venivano mantenute da strutture analoghe. Questo patrimonio
00:40:24come è stato gestito negli anni? Malissimo. Il patrimonio di questi enti è stato per anni
00:40:34il bacino dove ha attinto il clientelismo politico, le tribù amicali che naturalmente
00:40:47hai bisogno di una casa? Eccolo qua, rivolgiamoci a questa e ti procuro la casa. Tutto questo
00:40:55che cosa ha generato? Una gestione assolutamente non attenta, una gestione, tenete presente
00:41:07strutture di questo tipo, dispongono, faccio l'esempio del Tribuncio, su 1300 dipendenti
00:41:16il personale addetto alla gestione del patrimonio, quando sono arrivato erano tre persone, tre geometri.
00:41:24Come fanno tre geometri a gestire patrimoni di questo tipo? Per non parlare del patrimonio
00:41:32terriero, il Tribuncio è il settimo proprietario terriero d'Italia, quindi un panorama assolutamente
00:41:42deficitario, in perdita tutto e poi ci siamo trovati davanti, ma questo non vale, sto parlando
00:41:50è un esempio il mio, ma è un esempio che rispecchia tutto il panorama di queste RSA.
00:41:55Siamo un'icona del contesto generale.
00:41:58Contratti, contratti di affitto personalizzati, contratti a canoni ridicoli, vendite di immobili
00:42:16sotto costo o senza l'utilizzo delle gare pubbliche. La magistratura penale e anche la
00:42:26magistratura contabile si è dovuto occupare più volte di questo. Ci sono sentenze molto
00:42:32precise del Tribunale Carta d'Appello e Cassazione che dicono chiaramente che questi enti non devono
00:42:41fare housing sociale, assolutamente no, perché il patrimonio serve a mantenersi e ad assistere
00:42:50le persone che sono ricordate, non servono a dare benefici, privilegi agli amici dei gestori
00:43:04di questi enti. Eppure è stato sempre così. Il Tribuncio, lo ricordiamo, è storicamente
00:43:10famoso per aver avviato una fase della nostra storia di una rivisitazione di molte dinamiche
00:43:22sociali e politiche. E da questo bisogna prendere assolutamente spunto per eliminare questa
00:43:32quest'area grigia di questi sistemi di assistenza e finalmente incanalarli nell'alveo corretto
00:43:42della trasparenza e della legalità. Grazie.
00:43:45Grazie. Questo fa ben comprendere come questo provvedimento abbia una estrema rilevanza sia
00:43:53sul piano della visione di quella che sarà la società di domani, le esigenze della popolazione,
00:43:59l'andamento demografico, sia anche della necessaria operazione di pulizia di quegli spazi ancora
00:44:10di inefficienza, di sprechi che non possiamo tollerare che continuino a esistere e che peraltro
00:44:19in questo momento sono risorse sprecate in un momento di grande necessità. Io vi ringrazio
00:44:24molto. Chiedo a questo punto se ci sono deputati che intendono porre domande.
00:44:27L'onorevole Oizio, prego.
00:44:30Grazie Presidente. Io intanto volevo ringraziare il Professor Brunetta per la straordinaria ricostruzione
00:44:39che è un po' la ricostruzione che tutti abbiamo nella nostra storia di queste istituzioni
00:44:46benefiche ognuno per il proprio territorio. Allora io le volevo chiedere, a parte questo
00:44:55tentativo di chiudere in maniera omogenea l'assetto giuridico in cui le IPAB ricadono e quindi
00:45:04cercare di dare un'unica forma e contesto giuridico a queste strutture. La parte che riguarda
00:45:16il rilancio, cioè quindi la modernizzazione attraverso cosa passa, quella della migliorare
00:45:29la governanza gestionale, quindi proporre nuovi modelli gestionali di queste strutture,
00:45:37ma anche forse, e ce lo diceva prima, il monitoraggio della qualità perché non sempre
00:45:46noi alcune di queste strutture le ricordiamo perché magari sono state mal gestite e poi
00:45:54alla fine abbiamo un ricordo di un'assistenza non sempre all'altezza degli standard richiesti
00:46:04dallo Stato o comunque dal Servizio Sanitario Nazionale. Grazie.
00:46:13Grazie, ci sono altre domande? Le raccogliamo? Prego, non è problema la base.
00:46:17Grazie Presidente. Devo dire che ho ascoltato con molta attenzione le relazioni e anche con
00:46:22molto interesse. Io sono emiliana, lo dico in premessa perché abbiamo una situazione,
00:46:28come diceva anche il Segretario Generale, un po' diversa e nella mia esperienza, uso un po' la
00:46:34mia esperienza personale, sono stata una sindaca e noi avevamo un'ASP che era un ex
00:46:37IPAP nella nostra unione, quindi già avevamo un'unione di comuni che gestiva un IPAP, eravamo
00:46:43tutti soci. Mi interessano molto gli aspetti, al di là di queste modifiche importanti che
00:46:48guarderemo con attenzione, ha citato due cose che mi interessano molto rispetto all'IRAP e
00:46:55al costo del personale, perché poi sulle ASP è uno dei maggiori costi che incide, al di
00:47:02là della dimensione del patrimonio che le diverse ASP hanno, anche molto diverse tra di
00:47:08loro, incide moltissimo, nel senso che il turnover, le maternità, le malattie hanno ovviamente
00:47:14un impatto molto pesante sulla sostenibilità dei bilanci di quelle strutture, insieme ovviamente
00:47:20all'informativa che faceva sull'IRP, che rende questi enti più pesanti da gestire,
00:47:28meno sostenibili e anche meno competitivi rispetto comunque a un'offerta che può venire
00:47:32dal privato, anche accreditato che ci può essere nei territori. Ovviamente lo dico rispetto
00:47:38a una realtà che conosco e non mi permetto di valutare altri territori. Visto che lei nella
00:47:43parte finale, nella sua relazione, il segretario ha parlato di questi aspetti, li ha messi in evidenza
00:47:49come aspetti critici, ma non sono previsti comunque nella legge o ho capito male. E su
00:47:54questi ci sono comunque delle altre osservazioni che possiamo mettere a valore, perché effettivamente
00:48:01c'è effettivamente un grande patrimonio nei territori da questo punto di vista. Adesso
00:48:06io, l'ASP che conosco è un ASP comunque molto piccolo, ma devo dire che in tutta la regione
00:48:13Emilia Romagna, nonostante la regione sia stata una regione attenta a questi aspetti,
00:48:19ci sono aspetti davvero molto problematici legati comunque alla sostenibilità, perché
00:48:23si scarica tutto sui bilanci degli enti locali, ovviamente, nel riparto proporzionale, poi dipende
00:48:29uno come lo fa, ma è chiaro che è un'incognita anche a rendiconto che si scarica moltissimo,
00:48:36perché non è sufficiente fare i bilanci di previsione, perché poi qui ci sono troppe variabili
00:48:40durante l'anno che accadono, legata ai costi comunque dell'assistenza sociale e sanitaria.
00:48:45Quindi chiedevo se c'erano degli altri aspetti, secondo lei, che erano da attenzionare per,
00:48:51certamente, come diceva il prefetto Tronca, fare in modo che ci sia trasparenza e legalità,
00:48:56ma è chiaro che la sostenibilità è uno dei primi aspetti che ci interessa. Lì abbiamo
00:49:01posti letto preziosi, perché alla fine ci sono persone, ci sono nuclei familiari, ci sono
00:49:06servizi, con anche tutta l'incognita, come diceva anche il Presidente, di capire quali
00:49:11nuove infrastrutture sociali possiamo inventarci, innovare, rispetto ai nuovi bisogni che ci sono
00:49:17legati all'invecchiamento della popolazione e che ci interrogano un po' tutti quanti.
00:49:21Quindi è una discussione che va anche al di là di questa legge, me ne rendo conto, ma
00:49:25vista la vostra esperienza e anche la competenza che avete portato, molto puntuale e secondo me
00:49:32è anche molto utile a supportare ovviamente le trasformazioni, non solo le regioni che
00:49:37non si sono ancora aggiornate, la dico così, ma anche a dare qualche risposta che renda
00:49:42davvero questo sistema sicuro, sostenibile e anche di qualità, perché poi ci interessa
00:49:48che ci sia una qualità del servizio che proponiamo che dia la dignità anche di un percorso
00:49:54diciamo di persone che spesso arrivano in queste strutture quando sono non autosufficienti,
00:49:59quindi è già un livello di necessità e di bisogno molto elevato.
00:50:02Grazie.
00:50:04Grazie, ci sono altre richieste di intervento?
00:50:07Onorevole Ciani, prego.
00:50:08Grazie Presidente.
00:50:10Volevo anche io ringraziare il Presidente Brunetta, il Segretario Generale Monnani e il
00:50:15Prefetto Tronca per questo incontro e fare qualche breve considerazione.
00:50:21La prima era molto interessante quello che diceva il Presidente Brunetta nell'escursus
00:50:29iniziale che forse meriterà degli approfondimenti sul tema di fondo della sostenibilità economica
00:50:39di un welfare avanzato come è quello italiano in un'epoca di grandi cambiamenti direi antropologici
00:50:46e culturali ma anche della rivoluzione demografica che stiamo vivendo, che emergeva anche dalla
00:50:54rapida sintesi di questa piramide della natalità che si è rovesciata ed è diventata un grande
00:51:01muffin.
00:51:02Però un altro aspetto che mi colpiva dalle vostre parole è questa disomogeneità territoriale
00:51:13delle situazioni delle ASP in Italia.
00:51:17Io ho fatto il Consigliere regionale del Lazio, conosco il Consigliere comunale a Roma, conosco
00:51:24abbastanza bene la vicenda e le evoluzioni delle IPAB romane e del Lazio e anche proprio
00:51:34nel fatto che nascevano quasi tutte da enti religiosi che avevano un certo tipo di impostazione,
00:51:44un certo tipo di utenza e poi si sono trasformate nel tempo.
00:51:49Però mi colpisce apprendere che una regione come il Veneto, sulla Sicilia avevo avuto qualche
00:51:56esempio anche di conoscenza diretta, ma che una regione come il Veneto ancora non si sia
00:52:03adeguata a una legge nazionale così importante rispetto a questo tipo di enti e anche avendo
00:52:11una grande presenza di questo tipo.
00:52:15Quindi ecco come, poiché ancora non ho avuto modo di approfondirla, come questa legge
00:52:19aiuterà anche questa uniformità nelle differenze territoriali e quindi in tutto quello che
00:52:27noi conosciamo già per l'Italia.
00:52:29Però era un altro aspetto sicuramente che mi colpiva di cui chiedervi qualcosa.
00:52:34Poi sul tema delle RSA, penso dovremmo, io ho una mia lettura di questi enti, ma dovremmo
00:52:43capire meglio anche come aiutare tutti questi vari strutture a essere veramente al servizio
00:52:55delle persone e a non essere, diciamo, al servizio del denaro e trasformare una necessità
00:53:04che è quella dell'accoglienza degli anziani semplicemente in una macchina per far soldi,
00:53:08ma questo è un altro grande tema.
00:53:10Grazie.
00:53:11Grazie.
00:53:12Se non ci sono altre richieste di intervento, do la parola alla segretaria generale.
00:53:15Prego.
00:53:16Grazie Presidente, ringrazio gli interventi degli onorevoli parlamentari.
00:53:22Intanto, ricordate in premessa che questo disegno di legge agisce esclusivamente nelle
00:53:29residue competenze statali, perché nessuno vuole, come dire, invadere la competenza delle
00:53:34regioni.
00:53:35Ovviamente gli aspetti organizzativi e i modelli gestionali possono essere un oggetto di un'interlocuzione
00:53:42con le regioni, ma ovviamente le regioni sono sovrane da questo punto di vista.
00:53:47Sul tema sollevato dall'onorevole Malavasi, dunque, intanto il rischio, come penso lei abbia
00:53:56già ben delineato, è che a fronte di queste difficoltà, di questi svantaggi competitivi
00:54:02sul personale, sul costo del personale e su tutta un'altra serie di adempimenti, il rischio
00:54:10è che gradualmente anche le ASP, che oggi sono aziende pubbliche di servizi alla persona,
00:54:16si trasformino progressivamente in stazioni appaltanti, cioè esternalizzino sempre più
00:54:22la gestione dei servizi con le varie forme e quindi diminuendo anche il grado di tutela
00:54:29dei lavoratori dipendenti.
00:54:31Perché comunque ricordiamo che un dipendente di un ASP è tutti gli effetti un dipendente
00:54:35pubblico, poi a tipologie contrattuali, come ha delineato bene il prefetto Tronca, a seconda
00:54:39delle aree dei servizi, la sanità e quant'altro.
00:54:43Questo è il primo aspetto.
00:54:45Sul tema che nel disegno di legge non ci sono alcuni spunti che abbiamo delineato alla
00:54:50fine, è perché questo disegno di legge è stato approvato a marzo, ma poi il CNEL
00:54:56ha continuato a lavorare su questo tema, tant'è vero che ha costituito anche un gruppo di lavoro
00:55:01permanente. Quindi voi nel volume, nel rapporto del CNEL troverete ulteriori elementi e stiamo
00:55:08già lavorando, infatti l'idea è quella di poi esprimere, se la Commissione lo gradirà,
00:55:15anche delle ulteriori, diciamo, emendamenti, proposte di emendamenti ovviamente, perché
00:55:20poi la Commissione è sovrana, che affrontino proprio il tema che è stato sollevato alla
00:55:26fine. Cioè quindi il tema dell'IRAP, il tema di altri aspetti fiscali e anche il tema
00:55:32soprattutto citato prima degli oneri previdenziali e contributivi diretti per tutta la gestione
00:55:39del personale, che ripeto, dai calcoli che abbiamo fatto noi, porta un aggravio non inferiore
00:55:46al 10% dei costi rispetto a un altro operatore. Cioè sostanzialmente questa norma dovrebbe consentire
00:55:54alle ASP di continuare ad operare, ovviamente, senza essere più, come dire, preda di una
00:56:03serie di svantaggi competitivi di natura previdenziale e fiscale. Cioè ripristinare
00:56:08una situazione di pari opportunità anche nella gestione dei servizi, perché è evidente che
00:56:14ci sono degli oneri che dipendono dalla natura pubblica e che non possono essere trasformati
00:56:21in uno svantaggio che rischia di diminuire l'impatto che fino ad oggi continua ad essere
00:56:26assicurato comunque dalle ASP che fanno il loro mestiere nel rispetto delle norme, anche
00:56:30con tanta professionalità e cura. Peraltro in una serie di territori con un principio di
00:56:35prossimità che non sempre si trova in altre entità.
00:56:40Grazie Presidente Brunetta.
00:56:42Volevo solo aggiungere due cose. Intanto grazie. Noi stiamo continuando a lavorare soprattutto
00:56:48sulla parte statistica, cioè vogliamo completare anche con l'aiuto dell'Istat il censimento
00:56:54di tutto quello che c'è rimasto nelle regioni, perché questo è semplicemente una parte del
00:57:03tutto e penso che nei prossimi mesi avremo degli altri contributi. Poi se posso dare un consiglio
00:57:10caro Presidente, di dire che qui la materia è enorme. Quello che diceva il segretario Monanni,
00:57:22ma anche quello che dicevano i colleghi che sono intervenuti, servirebbero alcune vittorie
00:57:29veloci, qui in campo fiscale, intervenire in maniera mirata, specifica, senza pensare di
00:57:37fare la grande nuova riforma, ma intervenire su alcuni elementi esistenziali. Se poi in
00:57:46parallelo delle Quequen, se si riesce a fare una serie di audizioni, vi possiamo continuare
00:57:52a dare una mano anche noi, per affrontare una serie di problemi, per arrivare a pezzi, anche
00:57:57a strati, ad affrontare questo magma enorme, ma da cui dipende il futuro del Paese, dipende
00:58:07il futuro della sostenibilità dei nostri territori, le aree interne, perché poi se ci pensate
00:58:12tutto converge, perché se si parla di questo, si parla di aree interne, si parla di nuovo
00:58:17welfare, si parla di finanziamento del nuovo welfare sulla sostenibilità, ne parlavamo
00:58:23prima, ne parlavi prima, che è fondamentale capire come finanziare a livello centralizzato,
00:58:31ma non solo a livello centralizzato, queste forme di assistenza dovuta. Per cui è una
00:58:37materia estremamente complessa, estremamente difficile, sulla quale però bisognerebbe fare
00:58:43delle compressioni velocissime di dire ci serve l'IRAP, ci servono due o tre risultati di tipo
00:58:52fiscale, per consentire intanto, prima un vivere, a far vivere, poi completare il censimento,
00:59:01poi completare le norme, per far rientrare anche le altre regioni e vedere perché, e andare
00:59:07avanti per approssimazioni successive, perché se ti metti in moto una riforma globale del sistema
00:59:15e così via, non si arriva alla terza, quarta prossima legislatura che vi auguro ovviamente
00:59:21di fare, ma è così. Mentre se riuscissimo a fare piccole interventi mirati, soprattutto
00:59:28in campo fiscale, per togliere dei pesi a queste strutture che già esistono, più la
00:59:35trasparenza, beh, questo sarebbe già un risultato entro la fine della legislatura. Ecco, questo
00:59:41mi permetto di dare come consiglio. Grazie, grazie Presidente, ma io credo che questa
00:59:47audizione, così puntuale, così precisa, sia servita a rafforzare quello che era già
00:59:56un aspetto molto chiaro sin dal momento in cui questo provvedimento è stato proposto
01:00:01in Ufficio Presidenza e poi successivamente incardinato, ovvero sia la sua rilevanza strategica,
01:00:05all'importanza e quindi anche la necessaria attenzione che merita. Sposo in pieno, ma
01:00:13devo dire, credo che sia uno stile quotidiano di questa Commissione, la scelta del pragmatismo
01:00:21e quindi dell'individuazione di traguardi raggiungibili a portata di mano e sono anche
01:00:29consapevole del fatto che con oggi, diciamo, inizia un percorso, sarà un lungo percorso
01:00:35fatto di tappe successive. Io sono molto, molto fiducioso e ottimista. Questa è la prima
01:00:42audizione, noi abbiamo acquisito un contributo scritto del Lanci, nelle prossime settimane
01:00:47sentiremo anche le regioni e poi naturalmente restiamo, insomma, io sono relatore del provvedimento
01:00:56quindi auspico la collaborazione del CNEL per poter ulteriormente arricchire e aggiornare
01:01:04anche sulla base di quelli che sono i vostri approfondimenti e i vostri progressi sul tema.
01:01:10Non avevo dubbi sul fatto che questa sarebbe stata una audizione di grandissimo spessore
01:01:14e molto utile per il lavoro che ci aspetta e quindi vi ringrazio veramente in modo molto
01:01:21sentito, non di circostanza, per questa presenza, per questo contributo. Grazie.
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