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https://www.pupia.tv - Roma - Presentazione del volume di Giovanni Danese: "Statuti, finanze, e autonomia: punti chiave per un'Europa dei comuni" - Conferenza stampa di Nadia Romeo (26.11.25)

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Trascrizione
00:00Il presente saggio analizza il pensiero di Giovanni Dainesi, espresso nel volume Statuti,
00:08Finanza e Autonomia, punti chiave per un'Europa dei Comuni, offrendo una ricostruzione sistematica
00:18e critica dei principali temi affrontati dall'autore. L'elaborato si concentra sul ruolo del Comune
00:27come soggetto fondativo della democrazia europea e come cardine del sistema delle autonomie
00:35territoriali in rapporto ai principi costituzionali di solidarietà, sussidiarietà e buon andamento.
00:47Attraverso un percorso che intreccia analisi storica, giuridica e istituzionale, il saggio evidenzia
00:55alla continuità tra la tradizione comunale italiana e il progetto europeo di governance
01:03multilivello. Particolare attenzione è dedicata al valore degli statuti locali, come costituzioni
01:13municipali, alla finanza comunale, quale strumento concreto di autonomia e responsabilità, e alla
01:21necessità di una riforma della pubblica amministrazione che restituisca efficienza e
01:28trasparenza all'azione pubblica. L'indagine si sofferma inoltre sulla sentenza numero 192
01:37del 2024 della Corte Costituzionale, interpretata da Dainese come momento di sintesi tra unità
01:47e pluralismo nel quadro dell'autonomia differenziata. La provincia costituisce, secondo
01:56l'autore, il punto di equilibrio tra la valorizzazione delle specificità territoriali e la tutela dei
02:06livelli essenziali delle prestazioni, l'EP. Il lavoro si conclude con la prospettiva di un'Europa
02:15dei Comunità dei Comuni, fondata sulla cooperazione tra le autonomie locali e sulla pace amministrativa
02:24come forma di giustizia civile e di coesione sociale. L'autonomia locale è così riletta come valore
02:35etico e politico, capace di unire le comunità nella responsabilità condivisa e di restituire al
02:44diritto pubblico la sua funzione più alta, promuovere la dignità e il bene comune.
02:59Ecco, buongiorno. Volendo fare una, seppur non proprio analitica, ma insomma più breve
03:09possibile analisi del testo, l'opera Statuti, finanza e autonomia, punti chiavi per un'Europa
03:17dei Comuni, si colloca in un momento storico di particolare complessità per l'ordinamento
03:24europeo e per la struttura amministrativa italiana. Essa affronta, con taglio al tempo stesso giuridico
03:31politico-istituzionale, il tema dell'autonomia locale come fondamento della democrazia e della
03:38coesione sociale, proponendo una riflessione di ampio respiro sulla necessità di riscoprire
03:45nei Comuni le cellule originarie dell'Europa dei popoli. Il lavoro si muove da una visione
03:52idealmente dal basso, convinto che il futuro delle istituzioni europee non possa prescindere
03:59dal rafforzamento delle autonomie locali e dal recupero dal principio di sussidia di
04:04età nella sua accezione autentica e solidale. La prospettiva è chiaramente ispirata a un
04:12principio. I Comuni costituiscono non soltanto l'ossatura storica della civiltà europea, ma
04:19anche il laboratorio più immediato di partecipazione e responsabilità collettiva. In un contesto segnato
04:27da guerre, crisi economiche e ai mutamenti sociali profondi, la dimensione municipale rappresenta
04:33il punto di incontro tra cittadino e Stato, un luogo ideale di partecipazione. Il volume si sviluppa
04:42in due parti. La prima è di carattere teorico e ricostruttivo, ripercore cioè l'evoluzione
04:48dell'autonomia comunale dalle città-stato medievali al sistema dei trattati europei,
04:56individuando nei principi di solidarietà, buon andamento e sussidiarietà le basi di
05:02una nuova governance più partecipata. La seconda parte assume invece carattere giurisprudenziale
05:08e applicativo, analizzando la sentenza 192 del 2024 della Corte Costituzionale in materia
05:16di autonomia differenziata, alla luce dei LEP, i livelli essenziali delle prestazioni
05:22e del principio di leale collaborazione. Articolo 120 della Costituzione. L'obiettivo del saggio
05:31è offrire una lettura sistematica e attuale del tema sull'autonomia locale, contestualizzandola
05:38entro l'attuale dibattito. L'analisi del testo adotta un approccio metodologico fondato
05:45su tre direttrici. Una lettura storico-evolutiva volta a mettere in relazione la tradizione comunale
05:53con le moderne concessioni di decentramento. Una ricognizione normativa riferita tanto alle
06:00fonti costituzionali, in particolare l'articolo 5, 97, 114 e 120 della Costituzione, quanto
06:08quelle europee, quali la Carta europea delle autonomie locali, il Trattato di Mastri e il
06:14Libro bianco sulla governance europea. E, in terza parte, una riflessione istituzionale
06:21che considera il Comune come societto della Repubblica e punto di coesione tra cittadini
06:27nel contesto territoriale. L'analisi si sforza di assumere un valore
06:33civico e persino pedagogico, proponendo un modello di pubblica amministrazione capace
06:40di restituire fiducia al cittadino. In questa prospettiva il concetto di Europa dei Comuni
06:45non è solo una mera utopia, ma direi una necessità dei popoli. Il capitolo prima, parto da una
06:58breve nota autobiografica, perché è frutto di un'appartenenza a quella tradizione di operatori
07:09che hanno cercato, che tuttora, per quanto possibile, cercano di coniugare la teoria
07:16del diritto amministrativo con l'esperienza concreta della pubblica amministrazione, avendo
07:21sempre presente il ruolo degli enti locali che devono fondere i principi di autonomia,
07:28efficienza e partecipazione con i risvolti gestionali e organizzativi dell'ordinamento locale.
07:34Nel contesto del dibattito attuale sull'autonomia differenziata, articolo 116,3 della Costituzione,
07:44il lavoro cerca un approccio equilibrato e non ideologico. Riconosce le potenzialità
07:50di una maggiore responsabilizzazione delle regioni e degli enti locali, ma richiama con
07:57forza il rischio di una frammentazione e disuguaglianza, qualora l'autonomia non sia accompagnata
08:04da effettivi meccanismi di solidarietà e perequazione. In tal senso, la riflessione
08:10si pone in continuità con la giurisprudenza costituzionale che subordina l'attuazione
08:16dell'autonomia differenziata alla definizione dei LEP e al rispetto del principio di unità
08:24della Repubblica. Così è la Corte Costituzionale 192 del 2024.
08:31Un elemento caratterizzante del testo è il richiamo costante alla dimensione europea, dove
08:37l'autonomia comunale viene interpretata come parte integrante del processo di integrazione
08:43dell'Unione Europea, individuando nel livello locale la sede privilegiata per la costruzione
08:49di un'Europa dal basso. Vengono richiamate in tal senso la Carta europea dell'autonomia
08:56locale dell'85 e il libro bianco sulla governance europea del 2001, nei quali documenti si afferma
09:06che l'efficienza democratica dell'Unione dipende dalla capacità di coinvolgimento delle comunità
09:14territoriali nei processi decisionali. Nel saggio il Comune non è un mero soggetto
09:21amministrativo subordinato, ma un'entità politica originaria, titolare di una potestà
09:27statutaria e di una vocazione partecipativa che in qualche caso trascende la dimensione
09:34nazionale. Per questo si richiama la necessità di un nuovo patto istituzionale sempre più fondato
09:41sulla leale collaborazione, intesa non come compromesso formale, ma come metodo di governo
09:48cooperativo. L'ente locale diventa così luogo in cui i principi di solidarietà e sussidiarietà
09:55assumono forma concreta soprattutto nella gestione dei servizi pubblici, nella pianificazione
10:02territoriale e nella finanza comunale. Inoltre, nel richiamare la storia dei Comuni italiani,
10:08il volume individua in esso non solo un modello amministrativo, ma soprattutto un esempio di
10:15civiltà. Infatti, le città-stato medievali, con i loro statuti e le loro assemblee, rappresentano
10:24l'archetipo di una democrazia partecipativa antelitera. Da tale radice deriva la continuità
10:31ideale tra gli statuti medievali e gli statuti comunali contemporanei, considerate piccole
10:38costituzioni locali attraverso cui le comunità esprimono la propria identità e il proprio
10:46progetto politico e direi l'orgoglio di appartenenza, anche se a volte sconfina in campanilismo.
10:54Nell'opera si concepisse il diritto amministrativo come diritto vivo, capace di promuovere il benessere
11:01collettivo, dove la pubblica amministrazione è chiamata non solo per seguire l'efficienza,
11:07ma anche a garantire l'equità e direi per quanto possibile la dignità della persona.
11:13L'ente locale, in questa prospettiva, diventa un presidio di prossimità, luogo di incontri
11:20ideale con la quotidianità dei suoi cittadini. In definitiva, nella prima parte il saggio si
11:27sforza di far comprendere come la dimensione locale debba diventare un orizzonte futuro
11:34di costruzione democratica dell'Europa dei Comuni, fondata sulla partecipazione civica
11:42come garanzia di pace e di stabilità sociale. Passiamo alla seconda parte. Anche qua si inizia
11:54dalla genealogia del Comune, cioè dal modello delle città-Stato, come detto prima, città-Stato
12:01medievali, quali enti di autonomia dotati di statuti propri, dove la comunità esercitava
12:09forme di autogoverno, prima ancora che esistessero gli Stati nazionali. Quell'esperienza va letta
12:17come una matrice ancora viva del pluralismo istituzionale europeo. Infatti, i Comuni medievali,
12:26fondati su un nucleo di norme statutarie che disciplinavano l'amministrazione, la giustizia,
12:33della gestione dei beni comuni e i rapporti civili, in qualche misura da quelle esperienze
12:40derivano le nozioni contemporanee di autogoverno e di democrazia partecipativa. Nei Comuni si
12:48formava probabilmente la coscienza civica e si coltivava il senso di appartenenza a una
12:55comunità. Questa eredità è ancora presente nel disegno costituzionale della Repubblica
13:00italiana che riconosce gli enti locali autonomia statutaria, normativa, organizzativa e finanziaria,
13:10articolo 114 della Costituzione. La Costituzione, nella sua architettura, non concepisse l'autonomia
13:19come frammentazione, ma come strumento di unità nella diversità. Il principio personalistico
13:26è quello solidaristico che attraversano l'intero testo costituzionale, gli articoli in particolar
13:33modo sono il 2 e il 5 della Costituzione, trovano negli enti locali la loro attuazione concreta.
13:41La crisi di rappresentanza che attraversa tutte le democrazie europee rende urgente un recupero
13:48di tale dimensione municipale. Infatti, se da un lato il cittadino tende sempre più a percepire
13:57lontane le istituzioni centrali e sovranazionali, dall'altro mantiene un rapporto immediato con
14:06il proprio comune, che rimane il primo punto di contatto tra individuo e Stato. In questa
14:13prospettiva, il livello locale diventa quindi il luogo ideale della partecipazione e il veicolo
14:20della fiducia democratica. Il principio di prossimità, sancito nei trattati europei e ribadito
14:27dalla Carta europea dell'autonomia locale del 1985, si traduce così in una necessità ineludibile.
14:35In altri termini, questo comporta che le decisioni coinvolgono, per quanto possibile, sempre di più
14:43i cittadini. Sotto l'altro versante, il principio di solidarietà non è un valore astratto, ma
14:51un metodo di governo. Ciò implica che le comunità più forti sostengano quelle più deboli.
14:58L'autonomia senza solidarietà, come viene sottolineato nel testo, non ha senso, perché
15:05degenererebbe in una sorta di egoismo territoriale e in diseguaglianza sociale.
15:14Tale visione si collega direttamente all'articolo 2 della Costituzione, che riconosce e garantisce
15:20i diritti inviolabili all'uomo, ma richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà
15:29politica, economica e sociale. Viene recuperata dunque la tradizione solidaristica del costituzionalismo
15:37italiano, che si inserisce in una dimensione europea. L'Europa dei popoli, di cui parla
15:43il sottotitolo del volume, non è l'Europa delle burocrazie e dei mercati. È un progetto
15:50fondato su relazioni di cooperazione tra comunità, su reti di lenti locali che condividono obiettivi
15:58di sviluppo, sostenibilità e pace. Si richiamano a questo proposito i documenti comunitari più
16:08significativi, tra cui il libro bianco sulla governance europea del 2001, che individua nella
16:15partecipazione e nell'efficacia e nella coerenza i principi guida dell'azione pubblica territoriale
16:22e non solo. La sussidiarietà più volte è richiamata, quindi non va intesa come mera tecnica di distribuzione
16:32delle competenze, bensì come principio di civiltà amministrativa. Essa impone che l'intervento
16:39del livello superiore avvenga solo quando il livello inferiore non sia in grado di agire
16:45efficacemente. Articolo 118 della Costituzione. In tal senso la sussidiarietà realizza un equilibrio
16:53operoso tra libertà e responsabilità, tra autonomia e coordinamento, garantendo che l'amministrazione
17:01resti vicino ai bisogni reali della popolazione. La solidarietà e sussidiarietà sono inoltre
17:08principi complementari. La prima, la solidarietà, orienta l'azione pubblica verso l'accoglienza
17:19meglio sociale. La seconda ne definisce il metodo operativo. Dalla loro interpretazione e integrazione
17:28nasce quella che viene definita il modello di governance cooperativa come alternativa
17:35al centralismo burocratico. Il Comune diventa così il luogo in cui la cittadinanza attiva,
17:42termine oggi molto usato, si può esprimere responsabilmente. Poi il saggio si sforza di dare
17:49grande attenzione anche al linguaggio amministrativo, la comunicazione pubblica. Vengono spesso ripresi
17:57concetti di partecipazione, buon andamento e trasparenza, introdotti dalla legge 241 del
18:0590 e consolidati dalla giurisprudenza costituzionale e rappresentano la grammatica fondamentale di un'amministrazione
18:14europea moderna. Per realizzare tali ambiti in un contesto europeo occorre necessariamente
18:24che la cultura giuridica nazionale si apra alla comparizione e al dialogo accogliendo modelli
18:32di efficienza e di accountability proprio degli ordinamenti europei, ma senza smarrire la propria
18:41identità municipale. Qui è possibile trarre un'indicazione di metodo. L'Europa Unita deve
18:48fondarsi su un tessuto connettivo di autonomie locali. I Comuni in questa prospettiva diventano
18:56attori della costruzione europea, non in senso retorico ma funzionale. Partecipano cioè di diritto
19:04alla realizzazione delle politiche pubbliche, all'attuazione dei fondi strutturali, alla gestione
19:11dei servizi e in definitiva alla tutela dei diritti fondamentali. Il saggio in più passaggi
19:19collega tali principi al tema della pace. La pace non è intesa solo come assenza di conflitti,
19:27che non è poco, ma pure pure come condizione di giustizia, di cooperazione fra i popoli.
19:36Negli enti locali si nota quasi una pedagogia della pace, una pedagogia civile, poiché è
19:42nei comuni e nelle realtà locali, dalle più piccole alle più grandi, che si educa alla convivenza.
19:50Le amministrazioni comunali di fatto promuovono la solidarietà, la cultura e la partecipazione
19:58nei modi più svariati, perché sono realtà che scaturiscono da quell'ambito territoriale,
20:05diventando in tal modo veri e propri strumenti di pacificazione e di dialogo tra cittadini
20:12e istituzioni. Il Comune, in quanto ente più vicino al cittadino, è chiamato pertanto a realizzare
20:20questa sintesi tra amministrazione e popolazione e la partecipazione è un tassello importante.
20:28Attraverso la valorizzazione dei principi di solidarietà e sussidiarietà, si delinea un modello
20:35di amministrazione partecipata che restituisse ai comuni la loro centralità originaria.
20:43La terza parte, uno dei passaggi della terza parte, forse più incisivi del lavoro, riguarda
20:52l'analisi critica della burocrazia e della struttura amministrativa. La burocrazia rappresenta
20:59una delle principali, purtroppo, patologie del sistema pubblico italiano e direi anche
21:06europeo, non solo con riguardo alla struttura dell'ente, quindi come apparato, ma pure come
21:13mentalità sedimentata che frena l'innovazione e la partecipazione. Il nodo burocratico, ma
21:23pure non può essere sciolto attraverso mere riforme procedurali, ma serve un cambiamento
21:31che riporti la pubblica amministrazione alla sua funzione originaria, servire cioè la comunità
21:38e non autoconservarsi. La burocrazia rappresenta quindi una zavorra invisibile che ostacola
21:47l'attuazione concreta dei principi costituzionali di buon andamento e imparzialità all'articolo
21:5497 della Costituzione. Quando le procedure amministrative diventano fine a se stesse, gli enti locali
22:02si riducono a mera enunciazione formale. Per questo viene nel testo sottolineata la necessità
22:09di una pubblica amministrazione che ho definito aperta, cioè orientata ai risultati e fondata
22:16sui criteri di responsabilità e trasparenza. L'efficienza nella sua visione non è un valore
22:24aziendalistico, ma un dovere etico verso i cittadini. Il lavoro dedica poi ampio spazio
22:33alla riforma del personale e all'organizzazione interna dei comuni, individuando nella professionalizzazione
22:40dei propri dipendenti e nella formazione continua agli strumenti indispensabili per garantire
22:46la qualità amministrativa. Anche in questo ambito il costante richiamo alla legge numero
22:52241 del 90, la famosa legge sulla partecipazione così giornalisticamente conosciuta, e le successive
23:00evoluzioni normative sottolineano come, per esempio, la trasparenza, la partecipazione
23:07e la motivazione, che sono poi i tre pilastri della norma e riferiti agli atti, non siano
23:14conquiste civili prima che tecniche. Siano conquiste civili prima che tecniche. Tuttavia
23:20si denuncia la contraddizione fra l'eccessiva stratificazione normativa e la reale capacità
23:26degli enti di applicarla per una serie di ragioni che vengono accennate un po' in tutto
23:32il volume e alcune delle quali anticipate. In particolare, venendo ai nostri giorni, la
23:39modernizzazione della pubblica amministrazione non può ridursi a un processo di digitalizzazione
23:46o di revisione organizzativa pur necessaria. Essa deve tradursi in un nuovo rapporto fiduciario
23:53tra istituzioni e cittadini. Da qui è importante il richiamo alla cosiddetta amministrazione di
24:00servizio, intesa non come subordinazione passiva alle esigenze dell'utenza, ma come capacità
24:07di ascolto e di risposta alle esigenze del territorio. È a livello comunale che questo può realizzarsi
24:15pienamente perché il Comune, come già anticipato, è l'ente che più direttamente conosce e interpreta
24:22i bisogni della comunità. La critica presente in più pagine alla burocrazia non è sterile
24:29né demolitoria. Essa si accompagna a una proposta costruttiva. Infatti, qual è la proposta? Sono
24:37gli statuti comunali lo strumento privilegiato per attuare una riforma dal basso della pubblica
24:44amministrazione. Però gli statuti intesi non mere fotocopie dei tanti presenti, ma come
24:54piccole costituzioni locali. E quindi non devono essere modelli rigidi o formali, ma testi dinamici,
25:06capaci di riflettere l'identità e l'esigenza di quella specifica comunità. Pensiamo che noi
25:13abbiamo circa 8.000 comuni, uno diverso dall'altro. Attraverso lo Statuto il Comune può disciplinare
25:19la propria organizzazione interna, garantire la partecipazione dei cittadini, promuovere
25:26la trasparenza e la responsabilità politica, eccetera. L'autonomia statutaria prevista dall'articolo
25:346 del testo unico degli enti locali, il decreto legislativo numero 267 del 2000, diviene così
25:41la chiave per costruire una pubblica amministrazione di prossimità. Un altro aspetto cruciale del
25:50saggio è la riflessione sulla finanza locale, mi avvicino al termine, come condizione essenziale,
25:57altro aspetto importante sull'autonomia. Esiste uno squilibrio fra le competenze attribuite
26:05ai comuni e le risorse effettivamente disponibili per esercitarle. L'autonomia finanziaria, sancita
26:15dall'articolo 119 della Costituzione, rimane perciò spesso incompleta, poiché gli enti
26:23locali dipendono in misura eccessiva dai trasferimenti statali e dai vincoli di bilancio
26:33imposti dall'ordenamento statale ed europeo. Ciò non significa negare la necessità di un
26:41coordinamento della finanza pubblica, Stato, enti locali, ma senza adeguate risorse proprie.
26:48L'autonomia degli enti locali rimane purtroppo solo un fatto formale. Viene proposta in questo
26:55quadro d'insieme nel testo una visione etica della finanza pubblica. Il bilancio comunale
27:02nella sua prospettiva non è un mero strumento contabile, ma un atto di responsabilità politica
27:10verso la comunità. Gestire le risorse pubbliche significa realizzare in concreto i principi
27:18costituzionali di uguaglianza sostanziale, articolo 3,2 della Costituzione, e di solidarietà,
27:27come ho accennato prima, l'articolo 2 della Costituzione. In tal senso si richiama l'esigenza
27:33di un equilibrio fra rigore finanziario e giustizia sociale, superando la logica dei
27:40tagli lineari e dei vincoli ciechi di spesa. Purtroppo è una logica ancora presente.
27:47La finanza locale è anche, in un certo senso, un indicatore di maturità democratica.
27:54Un comune capace di amministrare responsabilmente il proprio bilancio, di investire in servizi
28:00pubblici efficienti e di promuovere politiche di sviluppo sostenibile è un comune che esercita
28:08la propria autonomia in modo pieno. E' proprio per questo, direi, in linea con la dottrina
28:15amministrativa più avanzata, che la responsabilità finanziaria non deve essere un limite, ma bensì
28:22un presupposto dell'autonomia locale. Particolare attenzione dedicata nel volume alla partecipazione
28:29dei cittadini nei processi decisioniali. Quindi è un elemento concreto, voluto dalla
28:372.41. La finanza comunale, nella sua visione, deve pertanto essere trasparente, quindi comunicare
28:45e comprensibile, quindi una comunicazione adatta al cittadino, affinché la collettività
28:51possa valutare e condividere le scelte, in questo caso le scelte di spesa. E' questo
28:58un problema di necessaria comunicazione pubblica, al quale non ci si può più sottrare. Esistono,
29:07mutando anche da altre realtà, forme di bilancio partecipativo e di consultazione pubblica, coerenti
29:17come il principio di sossidiarietà. Ce ne sono anche nel nostro Paese i comuni che adottano
29:24questi fori di bilancio partecipativo, con una sossidiarietà orizzontale introdotto dall'articolo
29:31118,4 della Costituzione, cioè più soggetti sono coinvolti nel processo di formazione del bilancio.
29:39La gestione economica non è dunque separata, in questo caso in modo particolare, dall'etica
29:46pubblica. La trasparenza dei conti rappresenta pur sempre un dovere civico e un atto di democrazia.
29:54Un altro aspetto che ritengo importantissimo è il passaggio emblematico, l'ho considerato
30:02il richiamo alla semplificazione amministrativa come strumento di libertà e di autentica democrazia.
30:10Viene stigmatizzato a tal proposito che ogni norma inutile e superflua è una violazione
30:19della libertà dei cittadini e che il formalismo esasperato genera disuguaglianze, scoraggia
30:26all'iniziativa e compromette la fiducia nelle istituzioni. Per questo si invoca un'amministrazione
30:32sobria, chiara e accessibile, capace di parlare un linguaggio comprensibile. Il formalismo
30:40burocratico, io l'ho definito, una forma di violenza amministrativa, purché crea distanza
30:47tra potere e cittadino. In questa visione il Comune si configura come scuola di cittadinanza.
30:56L'autonomia amministrativa e finanziaria non è fine a se stessa, ma strumento per educare
31:02alla responsabilità collettiva. Ogni salta locale, anche la più minuta, contribuisse
31:09alla costituzione e alla costruzione del bene comune e alla realizzazione concreta della
31:18democrazia. La politica comunale non è dunque gestione di interessi particolari, ma esercizio
31:24quotidiano di giustizia distributiva. Infine, il testo collega la riforma amministrativa al
31:32progetto più ampio di una Europa dei Comuni, sostenendo che la modernizzazione delle amministrazioni
31:41locali italiane può costituire un modello per l'Unione Europea, oggi troppo spesso percepita
31:48come apparato burocratico distante dai cittadini. Un'Europa fondata sull'autonomia e locali, a
31:55mio avviso, sarebbe invece, nell'accennata prospettiva, più democratica, più efficace e più
32:02vicino alle persone. Poi c'è una quarta parte che riguarda la sentenza della Corte
32:12Costituzionale sulla autonomia locale, soprattutto della Regione, e qua salto perché, ripeto, è
32:24una sintesi un po' fredda, giuridica, di quello che è un'importante sentenza che è stata
32:31dalla Corte Costituzionale, toccata in tantissimi punti, e mi avvio le conclusioni, conclusioni
32:40un po' critiche. Quindi il saggio si chiude con una visione umanistica del diritto pubblico
32:46e amministrativo. La dimensione tecnica è intrisa a una concezione etica e comunitaria
32:53dell'amministrazione, come ho cercato di dire. L'autonomia, la finanza e la socialità non sono
32:58solo strumenti di organizzazione, ma diventano valori attraverso cui il diritto di trovare
33:04la propria funzione originaria, servire la persona e promuovere il bene comune. Viene proposto
33:12un'Europa dei Comuni, intesa come rete di autonomia solidaria e responsabile, capace di cooperare
33:19al di là dei confini nazionali. In definitiva, Statuti, Finanza e Autonomia non è soltanto
33:29un testo di diritto amministrativo, ma un breve programma che ho definito di civiltà
33:35istituzionale. Adesso ci ricorda che il governo locale non è un problema tecnico, ma una questione
33:41morale, che l'autonomia non è una concessione dello Stato, ma una condizione della democrazia,
33:47è che la pace non è un traguardo politico, ma può essere il frutto di una buona amministrazione.
33:53Il pensiero che di Guiri, in tutti i capitoli, pur radicato nel contesto italiano, assume
33:58una portata più generale, in quanto chiede a tutti di riscoprire il senso profondo delle
34:04istituzioni e a credere nella forza del diritto come strumento di umanità per istituire
34:12dei comuni, anche loro custodio della libertà civile, pure il ruolo di architrave dell'Europa
34:20dei popoli.
34:27Buongiorno a tutti, benvenuti, scusate il ritardo, ma purtroppo si sono protratti i lavori d'aula.
34:35E' comunque un piacere potervi poter accogliere oggi nella sala stampa della Camera dei Deputati
34:43il dottor Giovanni Dainese e anche gli ospiti. In particolare un saluto lo faccio a Giulio
34:51Zanforline che ha perorato questa, ha voluto fortemente questa conferenza stampa. Per presentare
35:02un'opera, l'avete sentita prima della mia presentazione, però un'opera che sicuramente
35:07merita una particolare attenzione per il suo valore, direi, scientifico, istituzionale,
35:15ma anche civico, nelle parole che ho sentito. Statut di finanza e autonomia. E mi sembra che
35:22insomma il valore anche di questo libro sia anche stato riconosciuto pochi giorni fa, mi
35:30sembra il 22 novembre scorso, nell'ambito della non edizione di un prestigioso premio letterario
35:38Milano International. Questo insomma per far capire che è un volume che è stato, la cui
35:46validità è stata comunque riconosciuta anche a livelli molto alti. E credo che il premio
35:55appunto non è soltanto un attestato di merito, ma è anche un segnale culturale importante,
36:04perché ci ricorda che la riflessione giuridica e istituzionale non sono soltanto un sapere
36:11astratto, ma un contributo che diventa sempre più essenziale al dibattito democratico ed è capace
36:21di migliorare, se ovviamente utilizzato nel modo corretto, la qualità delle nostre scelte
36:28e delle nostre politiche. Io ho letto un po' velocemente, ma questo volume devo dire che
36:35affronta con rigore e anche con profondità un tema centrale che è un tema che ci fa comprendere
36:46anche la struttura e che parte dalla struttura del nostro ordinamento, che è il ruolo fondamentale
36:52del comune. Poi da noi nel nostro paese fondamentale, l'ha detto prima, sono 8 mila i comuni italiani
37:02e il comune è visto come cardine della democrazia e come, lo diceva prima lei bene, l'architrave
37:10dell'Europa, dei popoli e dei territori. E devo dire che, pur essendo complesso nella lettura
37:18per chi magari non è capace come lei di entrare in profondità, però si mostra davvero come
37:26gli statuti locali, la finanza pubblica e l'autonomia comunale non siano solo questioni
37:33tecniche, ma siano davvero strumenti, come diceva lei prima, di partecipazione, responsabilità
37:39e buon governo e che sono radicati nei principi poi costituzionali e quindi in parallelo con la
37:48solidarietà, la sussidiarietà e il buon andamento delle amministrazioni. E quindi questo
37:54libro ci accompagna in un percorso che appunto intreccia la storia, il diritto e le istituzioni
38:01mostrando la continuità della, secondo me, della grande tradizione italiana e il suo ruolo
38:08nel progetto europeo di questa governance che è spiegata come una governance multilivello
38:16ed è quello che ho trovato particolarmente stimolante e l'attenzione appunto dedicata ai
38:23temi delle costituzioni municipali, quello di cui parlava lei prima, e alla finanza comunale,
38:30quindi costituzioni comunali insieme alla finanza comunale come uno strumento concreto di autonomia
38:37e di responsabilità verso la comunità e verso i cittadini. In un momento anche in cui
38:45insomma ne stiamo parlando molto all'attenzione di tutti e quindi è un invito a riconoscere
38:52che non può esistere autonomia senza una solida architettura finanziaria, né può esistere
39:02una vera democrazia locale senza quegli strumenti normativi chiari, trasparenti e condivisi
39:07e che qualunque quindi forma di autonomia differenziata non si può affrontare, non si può declinare
39:24perché si tradurrebbe se no in disparità o in frammentazione. Invece se accompagnata da questi strumenti
39:33allora sì perché questi sono gli strumenti che garantirebbero equità, responsabilità e trasparenza amministrativa.
39:44Poi lei prima aveva parlato che non ce lo leggeva però mi ha un po' colpita il passaggio
39:51sull'attualità della sentenza numero 192 della Corte Costituzionale che è appunto interpretata
39:58come una sintesi avanzata tra unità e pluralismo, quindi tra la valorizzazione delle specificità territoriali
40:07e la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni dei LEP. Anche questo è un argomento davvero interessante.
40:16E poi l'altro elemento con cui si conclude, con una prospettiva che tra l'altro io condivido molto,
40:24che è quella di un'Europa dei Comuni. Un'Europa dei Comuni fondata appunto sulla cooperazione
40:31tra le autonomie locali e sulla pace amministrativa come forma moderna, attuale, secondo me concreta
40:40di giustizia, di coesione sociale e anche di responsabilità pubblica condivisa
40:45perché è uno degli elementi centrali se vogliamo davvero provare a fare la differenza.
40:50Vediamo che lì dove c'è una responsabilità pubblica condivisa i risultati poi nei territori si vedono,
41:00si vedono nella partecipazione, si vedono nella traduzione anche delle buone politiche
41:06delle amministrazioni di quei territori. Quindi davvero un grazie per il suo lavoro,
41:15per la passione civile, devo dire che lo ha animato e anche per la capacità di illuminare un tema così complesso,
41:27ma davvero molto, molto, molto attuale, con uno sguardo che unisce da un lato una precisione scientifica
41:35e dall'altro una visione politica. E quindi credo che questo sia il senso di questo volume
41:46che può aiutare anche tutti noi a comprendere alcuni meccanismi e anche a riflettere
41:52su come magari attivare quelle buone pratiche, quelle buone prassi che sono al centro
41:58di quelle che poi sono le politiche a cui noi dobbiamo tendere, della buona amministrazione,
42:03però non dimenticando ormai quei principi di solidarietà, di sussidarietà e di buon andamento.
42:09Quindi grazie, è stato un piacere averla qui alla Camera e insomma speriamo che questo suo volume
42:17possa essere poi davvero di supporto anche agli amministratori e a chi insomma lavora e opera in questo campo.
42:27Grazie.
42:27Grazie a noi.
42:33Grazie a tutti.
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