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Money Vibez Stories - L'intervista a Francesco Malaguti, presidente di Camst
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NovitàTrascrizione
00:00Kams nasce anche aprendo il primo ristorante popolare, così lo chiamavano, in centro a Bologna,
00:06in cui si poteva mangiare serviti al tavolo con 25 lire.
00:09Poi le cose cambiano e negli anni 60 si capisce che in Germania c'è un nuovo modo di fare ristorazione.
00:15Allora in tre colleghi di quel tempo partono e vanno in Germania e tornano a casa dicendo
00:20che deve cambiare tutto, la ristorazione sta cambiando e noi dobbiamo cambiare.
00:24A quel punto è successo uno shock, stiamo parlando del magico vassoio.
00:30Buongiorno e bentornati a Money Vibe Stories, siamo nella sede del resto del Carlino Quotidiano Nazionale,
00:53abbiamo l'onore di avere con noi Francesco Malaguti, presidente di Kamst, acronimo che sta per
00:59partiamo subito dalle domande difficili.
01:01Cooperativa, alberghi, mense, spettacoli, turismo.
01:04Ok, quindi c'è un aneddoto che chi vi conosce sa, ha sentito in qualche modo e che riguarda
01:12un inizio un pochettino, siamo nel 1945, un inizio un pochettino pionieristico,
01:20dei pasti portati a chi era sul treno di passaggio a Bologna e dentro c'era un po' di tutto,
01:28la tagliatella e qualunque, come nasce questa cosa?
01:31È tutto vero, tutto nasce, tutto vero.
01:35Bologna viene liberata il 21 aprile del 1945 e dopo 55 giorni 16 persone, qui abbiamo anche
01:41l'atto costitutivo, 16 persone, cuochi e camerieri si mettono insieme e fondono una cooperativa,
01:47non avevano niente, non avevano lavoro e quindi neanche un reddito.
01:51Parliamo delle maestranze, quindi pochi, comunque insomma le persone che concretamente
01:54facevano da mangiare.
01:5616 persone si mettono insieme e fondono una cooperativa, era in realtà un sogno che partiva
02:00da lontano perché si conoscevano, c'era come dire questa fiducia e quindi capiscono
02:05che da soli non ce la potevano fare e quindi si mettono insieme, il sogno è proprio partire
02:09dalla stazione di Bologna in cui in quel momento c'è collettività, siamo una ristorazione collettiva,
02:14c'è fermento, c'erano i treni che passavano da Bologna che riconnettevano il paese e quindi
02:18loro si inventano questo sistema in cui servono dalla banchina le persone sul treno e hanno
02:24anche un punto, diciamo vendita all'interno della stazione e cominciano a vendere queste
02:28monoporzioni di lasagne o i prodotti bolognesi tipici, quindi diventano famosi per questo.
02:33Quando uno dice che comunque Emilia Romagna a inventare le cose si è veramente bravi, questo
02:38è uno dei casi, cioè un business che non esisteva nei fatti.
02:42Sì, bravissimi, gli aneddoti sono veramente tanti, poco dopo partirono anche a servire del
02:47cibo allo stadio di Bologna, dove tutt'oggi siamo fortunatamente partner della scuola che
02:52va anche molto bene, quindi siamo molto contenti.
02:55E lì è veramente tifoso, mi pare di capire.
02:57Pochino, pochino di parte.
03:00Niente, c'era un problema perché dovevano fare un banchetto, un servizio, mancavano i bicchieri,
03:05allora che cosa fanno?
03:07Non si perdono d'animo e prendono tutte le bottiglie di birra usate, le portano da un vetraio
03:13che le taglia e le smeriglia e fanno il servizio in questo modo, quindi per far capire anche
03:18a noi tutt'oggi che bisogna inventare sul mestiere, le soluzioni vanno inventate, ci
03:22sono i problemi ma si affrontano e si risolvono.
03:25Giusto per partire da quei 16 e arrivare ad oggi, oggi CAMST di quante persone è fatta?
03:31Oggi siamo 10.500 persone, sono tutti dipendenti a tempo indeterminato, più ci sono anche
03:36contratti a tempo indeterminato e siamo in Italia e anche all'estero, quindi da 16 persone
03:4010.000 in 80 anni perché questo è l'anno degli 80.
03:45Abbiamo festeggiato a giugno gli 80 anni di vita in cui la cooperativa ovviamente è cambiata
03:50mille volte perché il mercato è cambiato, la socialità, la società è cambiata e quindi
03:54noi ci siamo adattati e abbiamo anche inventato tanti mestieri.
03:58Uno di questi che mi piace raccontare fu un momento proprio come dire shock in cui la cooperativa
04:08ha deciso di cambiare un po' strada e fu veramente quasi una rivoluzione perché si
04:12resero conto negli anni 60 che la ristorazione stava cambiando e il servizio al tavolo non
04:17era più così importante perché CAMST nasce anche aprendo il primo ristorante popolare,
04:24così lo chiamavano, in centro a Bologna in cui si poteva mangiare serviti al tavolo con
04:2925 lire.
04:30Poi le cose cambiano e negli anni 60 si capisce che in Germania c'è un nuovo modo di fare
04:35ristorazione, allora in tre colleghi di quel tempo partono e vanno in Germania e tornano
04:40a casa dicendo deve cambiare tutto, la ristorazione sta cambiando e noi dobbiamo cambiare e a quel
04:45punto è successo uno shock, se vuoi facciamo anche vedere.
04:48Stiamo parlando di cosa?
04:49Stiamo parlando del magico vassoio.
04:52Servirsi da soli.
04:53Servirsi da soli, quello che oggi noi facciamo tutti i giorni fra bonifici bancari o attività
05:00che facciamo da soli, un tempo, il momento scioccante fu in Italia negli anni 60 e fu CAMST
05:06la prima a importare quest'idea che veniva dalla Germania.
05:08Dalla Germania.
05:09Ce l'abbiamo qua, posso prendere, voilà.
05:12Un vassoio che oggi ovviamente è una forma un pochino diversa, più moderna, in cui la
05:18persona si avvicinava alla cucina, prendeva il cibo, lo portava al tavolo, lo consumava
05:22e poi riportava anche, c'era anche questo gesto di aiuto, di mutuo aiuto, ci viene naturale
05:27e qual è il problema?
05:29Che ovviamente c'erano tanti camerieri che si arrabbiano, non sono d'accordo, dobbiamo
05:34fare quello che abbiamo sempre fatto e invece in quel momento la cooperativa decide con tantissime
05:39discussioni, tantissimi scioperi di tenere botta e cambiare strada.
05:42Da lì apriamo decine e decine di self service in tutta Italia, poi li hanno aperti tutti giustamente
05:46perché le buone idee vanno anche diffuse, vanno anche copiate e il primo locale che ha
05:54fatto questa attività è stato il Bastotto, Bologna, Biogo Bastiotto che è ancora un locale
05:58di storia, è un locale che è sottoterra perché un tempo le città erano sottoterra e quindi
06:04è una bellissima storia di cambiamento, anche di comprensione che il mercato cambia e quindi
06:10bisogna cambiare, questa cosa è stata molto importante.
06:12Quindi i camerieri hanno dovuto insomma riadattarsi a delle nuove forme di lavoro sempre nell'ambito
06:19e invece le persone come l'hanno presa?
06:22Le persone...
06:22Ma veramente devo andare io a prendermi le cose?
06:25Oggi sembra naturale.
06:26È stato anche per loro uno shock ma come sempre succede è più il limite di testa,
06:30quando cominci a fare l'attività diventa anche divertente, diventa vai tu, non hai questi
06:35tempi morti dell'attesa, non hai comunque il cameriere che è lì che ti chiede le cose,
06:40non hai il tempo dell'attesa del cameriere e quindi, come dire, stava evolvendo la società,
06:45il lavoro diventava importante e il cibo diventava anche un diritto che c'era sul lavoro
06:50diciamo questo dagli anni 70 e quindi diventa una modalità con cui pranzare insieme ma in
06:58un tempo anche più limitato perché al ristorante comunque serve di più tempo, in un self-service
07:02in mezz'ora puoi mangiare anche oggi.
07:06Lei all'epoca non c'era, da quando è in Camst però?
07:08Io sono in Camst da quasi 18 anni, dal 2008, quindi sono entrato nel mondo degli acquisti,
07:14sono manager, ho studiato economia a Bologna e ho lavorato in diverse imprese, arrivo in Camst
07:22nel 2008, ho 37 anni e mi trovo bene come tipo di attività, come colleghi, come progetto,
07:30come idee, avevo lavorato nella grande riscribuzione, porto un po' quello che era stata la mia esperienza
07:35nella grande riscribuzione e le cose funzionano, crescono e andiamo molto bene.
07:40Poi a un certo punto nel 2019 vengo scaraventato a fare il presidente perché c'era un momento
07:47diciamo di cambio generazionale, come è giusto che sia, nelle cooperative noi siamo tutti manager temporanei,
07:52la cooperativa è delle persone, appartiene alle persone e quindi mi viene proposto un po' diciamo
07:57in maniera anche, non dico imposto, ma insomma mi è stato chiesto con decisione, comincio questa attività
08:04da presidente.
08:06E lei cosa ha pensato? Cioè, sia sincero, ha pensato ma io non sono in grado?
08:10Oppure ha pensato no beh dai, forse è.
08:11No, no, assolutamente ho pensato non sono all'altezza e adesso cosa devo fare?
08:15Sono andato anche su internet a capire cosa fa un presidente e poi il lavoro è venuto
08:21e è partito, il 19 è stato un anno normale e poi è arrivato il 2020, il 2020 è arrivato
08:27immediatamente nel shock.
08:27Il battesimo del fuoco.
08:29E lì, nel disastro, nello shock veramente mondiale, perché non possiamo averne sofferto,
08:37lì è successo, insomma tante cose si sono allineate, nel senso che è scattato anche
08:42un momento di fiducia in cui si capiva che dovevamo cambiare tante cose e quindi ci hanno
08:49dato la fiducia per poterle cambiare molto velocemente, fare anche delle scelte difficili
08:53come chiudere dei locali storici perché magari non producevano più valore, spostare
08:58le persone, chiedere di fare un po' di sacrifici e soprattutto di mobilità rispetto a quello
09:02che erano abituati e lì le cose hanno cominciato a funzionare, ho preso fiducia io, ho preso
09:09fiducia la cooperativa nei miei confronti e le cose sono andate sempre meglio.
09:13Ecco però per chi fa ristorazione collettiva, quindi nei luoghi di lavoro, nei luoghi di
09:17cura, nei luoghi pubblici, dall'oggi al domani, in lockdown, tutti a casa, cosa si fa?
09:23Si fa che in quel momento non c'era neanche un'app con cui parlare con le persone, quindi
09:28si usavano i gruppi Whatsapp e si davano istruzioni su Whatsapp perché ogni locale,
09:32noi ne abbiamo quasi 2000 in Italia in cui abbiamo persone che producono, distribuiscono
09:37cibo e abbiamo dovuto comunicare, comunicare a delle persone che comunicavano a delle persone
09:43su Whatsapp, lì abbiamo capito che il progetto che magari era alla linea 70, fare l'app interna
09:49per avere un rapporto diretto con le persone, che sono appunto 10.000, non sono tutte a Bologna,
09:54sono in tutta Italia e anche all'estero e diventava necessario, quindi la prima
09:58cosa che abbiamo fatto è svertire le comunicazioni interne, abbiamo creato quest'app con cui
10:04oggi comunichiamo con tutti e loro possono comunicare da qualsiasi parte con noi, in cui aggiorniamo
10:10continuamente su tutta quella che è l'attività, è diventato un po' un social anche, tutto
10:13quello che viene fatto, che è tanto, viene comunicato attraverso l'app, in quel momento
10:18niente, tutte le persone a casa, un grande shock, noi che ci occupiamo dell'economia anche
10:24dell'impresa, abbiamo capito immediatamente che il problema era grande e quindi abbiamo
10:28cominciato a gestirlo, quindi a fare delle scelte anche difficili come chiudere qualche
10:34locale o cedere qualche asset per tenere in equilibrio la cooperativa, quindi il 2020
10:39fu un anno di perdita a bilancio e abbiamo anche spiegato, perché era tanti anni che la
10:45cooperativa non perdeva soldi, abbiamo spiegato che perdere soldi un anno non era un problema,
10:49le riserve erano talmente importanti che potevamo tranquillamente gestirlo, quindi
10:55siamo andati in tutta Italia a spiegare cos'era anche una perdita a bilancio, abbiamo fatto
10:59un po' di educazione anche finanziaria e poi da lì ci siamo ripresi, quindi lì è partita
11:04proprio una reazione, noi immaginate che, immagina che noi lavoriamo in centinaia di scuole
11:12in Italia, quasi metà della nostra attività è lavorare nelle scuole, produrre cibo, alimenti
11:19per i bambini che sono a scuola, quindi soprattutto elementari e materni e questa responsabilità
11:24è grande perché ogni giorno serviamo 250.000 bambini, quindi adesso che è quasi a mezzogiorno
11:31e mezza, 250.000 bambini stanno mangiando i suoi figli, i tuoi figli, mangiando qualcosa
11:40prodotto da noi, quindi la responsabilità che noi sentiamo come impresa è enorme, perché
11:44un bambino è, come dire, deve essere tutelato in ogni modo, quindi a volte questo servizio
11:50che sembra anche banale perché chiunque di noi può produrre un pasto per un figlio, per
11:54un bambino, sembrano anche cose semplici, in realtà la filiera per arrivare lì è complicatissima
11:59e piena anche di stakeholder perché giustamente ci sono i comuni che sono i committenti e
12:04poi ci sono i genitori, ci sono i comitati, c'è l'ASL, c'è il comitato mensa, è paurissima,
12:09l'osservatorio mensa, è paurissima perché ogni genitore giustamente ha le sue idee sul
12:13cibo, però ecco il confronto parte sempre molto teso all'inizio e poi dopo si tranquillizza
12:20e scattano anche, come dire, relazioni di filuccia perché c'è una grande preparazione
12:26prima di portare questo bambino a sperimentare magari anche verdure, quindi lo studio della
12:33nutrizione e dell'alimentazione di questi ragazzi è molto importante perché ne va della loro
12:36salute e quindi c'è un lavoro enorme, chiudo, su questo tema ci sono quasi 6.000 persone in
12:44CAMS che si occupano di questo lavoro in specifico, su 10.000 perché è il lavoro principale.
12:49Qui siamo anche negli ospedali, nelle aziende, nei centri industriali, dove abbiamo il service
12:57tavola mica che probabilmente conosci, che sta andando molto bene, quindi siamo nei luoghi
13:03della collettività moderna.
13:04Sì, dove ci sono?
13:05Allora, un problema che questi 16 signori non avevano, cioè l'unico problema che potevano
13:11avere voi la forma, si dice qua, il parmigiano reggiano o no? Oggi in tutte le situazioni
13:19della ristorazione, voi compresi, c'è alimenti, cioè intolleranze, gusti, scelte personali,
13:28scelte religiose, ci sono quanti menu, quanto è difficile, e poi voi dovete giustamente
13:33avere tutte le tipologie, quanto è difficile pensare a tutta questa serie di cose diverse
13:38in una scuola, in un ospedale, come si fa?
13:42È complicatissimo, noi abbiamo 170 dietisti e nutrizionisti in camps che studiano queste
13:48diversità, che sono gestibili, sono gestite, ovviamente ci sono alcune intolleranze molto
13:55complicate da gestire, alcune veramente che arrivano a che la persona o il bambino possa
14:01stare veramente male, quindi l'attenzione è maniacale.
14:03sullo stile di vita, magari c'è sempre grande attenzione, però la scelta per esempio
14:09di una scelta vegana, non comporta problemi alla salute, sono scelte di carattere soggettivo.
14:16Vengono gestite, vengono gestite con tantissimi menu differenti, nel mondo per esempio di bambini
14:21si cerca di non dare diversità, quindi anche se ci sono intolleranze molto forti, glutine,
14:27latte, si cerca comunque che il bambino abbia un prodotto uguale agli altri, che deve sentirsi
14:33uguale, quello è un momento in cui loro devono sentirsi e anzi, come dire, ispirarsi a quello
14:38che fanno gli altri, cioè mangiare, perché quello che le nostre persone cercano di fare
14:43oltre a servire questi bambini è capire, anche ogni tanto li conoscono, dopo un po' sono quasi
14:49delle seconde mamme in quel momento cercano di far capire che magari un prodotto va provato,
14:55va testato, prova, non ti preoccupare, quindi è un momento veramente secondo me un po' familiare
15:01anche in cui il bambino cresce, capisce delle cose, prova dei prodotti che magari non è abituato
15:08a provare e quindi è un bellissimo atto sociale. Le diversità sono superiori al 30%, quindi
15:17fra scelte di stile di vita, religiose, di intolleranze, sono più del 30%, un tempo
15:24non esistevano, quindi forse i colleghi di un tempo non avevano nessuna diversità da gestire,
15:30oggi vale il 30% ed è anche un costo maggiore, perché ovviamente sarà un'attenzione maggiore,
15:35una materia prima diversa, spesso più costosa, quindi è una complicazione che è sfidante.
15:42Se fosse troppo facile poi allora. Sono cambiati anche molto i gusti delle persone,
15:49ora per quello che lei sa dal percorso che ha fatto finora, ma anche da quella che è
15:54la storia aziendale, come sono cambiati i nostri gusti? Oggi siamo più attenti, quello
16:01che ci diciamo noi sempre è che se si fa un questionario tutti preferiscono mangiare sano,
16:07all'atto pratico tutti ci concediamo delle cose che non diremmo mai in un questionario,
16:12cosa vuoi da mangiare a mensa? Verdure, frutta, poi tutti noi ci diamo alla patata fritta,
16:19ma si dai al dolce. Ecco, in questi 80 anni, insomma, per quello che lei sa, com'è cambiata
16:26l'alimentazione degli italiani?
16:28È cambiata tantissimo, sicuramente la consapevolezza, la conoscenza di quello che mangi, che cosa
16:35ti fa, come ti fa stare, è molto più vasta. Un tempo c'era più la pasta, si mangiava
16:42pranzo e cena sempre, oggi c'è l'idea che magari è sufficiente una volta al giorno,
16:46in tante persone, non dico tutti. Noi qualche anno fa, copiando un prodotto che vedevamo
16:52sul mercato, che era il Poké, abbiamo lanciato un'alternativa che abbiamo chiamato
16:56che è questo mix, questo in seratona, però con una base cereali interessante, magari
17:02un riso, un riso nero, del farro, del bulgur, cose anche che puoi provare, che magari non
17:08mangi di solito a casa, verdure, cose che puoi scegliere al momento, quindi le damame,
17:13le aghe, cose anche un po' sfiziose che non si è abituato a scegliere a casa e questa
17:19cosa ha avuto un successo screpitoso. Abbiamo capito che è una soluzione giusta per il
17:23pranzo, perché noi siamo quelli soprattutto per il pranzo, quindi se vuoi stare bene
17:28il pomeriggio, non affaticarti, sveglio e tutto il resto, sai che magari devi avere
17:32un po' di attenzione. Quella è una soluzione che sta andando molto bene, molto bene anche
17:37per l'asporto, perché poi tante persone hanno bisogno di un delivery, quindi magari va
17:43un collega, prende un insalato oppure le mettiamo già a disposizione, quindi è cambiata
17:47tantissimo, anche se vediamo, come diceva lei, che però c'è la voglia ogni tanto di
17:53lasciarsi un pochino andare. Ricordo una giornalista che disse una volta a pranzo
17:57mangio verdura virtuosa e cioccolata compensativa, quindi serve sempre un pochino ogni tanto regalarsi
18:05qualcosa e lì c'è, insomma, nei nostri locali c'è la possibilità di lasciarsi un po' andare.
18:10Ecco, ecco, quindi non posso non partire da una cosa personale, lei a pranzo cosa mangia?
18:17Questa bolla mi sta dicendo...
18:17Intanto, quando arriva, ovviamente tutti vanno ai loro posti, si ripuliscono la giacca,
18:22lei, insomma, crea il panico.
18:25Assolutamente, no, no, no, poi...
18:27Vai in incognito.
18:28Spesso, cioè, assolutamente sempre in incognito, non mi presento mai, molti mi riconoscono
18:33perché mi vedono, nelle assemblee, ovviamente nella comunicazione interna che abbiamo,
18:39è anche un momento bellissimo, io mangio molto spesso questa soluzione che abbiamo lanciato
18:44di questa borsa, no, sono molto attento, devo dire che mi piace non appesantirmi, quindi
18:51raramente mi lascio andare a pranzo, non è per non farmi vedere che non mangio le patate
18:57fritte, però tendo a mangiare proprio riso, verdure, pollo, cose semplici, cose basi.
19:03Però sono cambiate tantissimo, se ci pensi.
19:07...elemente aziendali, era considerata, come dire, un pasto povero o comunque povero
19:13anche di gusto, no, la sbobba che ci danno, oppure il solito, la schiscetta con le cose.
19:19Oggi sono dei posti dove appunto ci sono tantissime cose, tantissimo menù e la vostra sfida
19:25è intanto, appunto, vostra e di tutti quelli che fanno questo mestiere, avere a che fare
19:31con un'idea che è rimasta un po' più indietro, no?
19:35La mensa aziendale, sembra questa cosa.
19:38Dall'altro lato avere a che fare con i ristoranti, quindi la concorrenza con quella che è la ristorazione
19:43che noi oggi conosciamo e siamo diventati esigentissimi.
19:46Come si fa comunicativamente parlando?
19:49È complicato, di solito le aziende vogliono sognare, vogliono regalare magari ai loro dipendenti,
19:56al loro team un pasto meraviglioso, poi c'è il momento della trattativa, del valore.
20:02Allora dipende se hai un ufficio risorse umane o un direttore acquisti, no?
20:08Poi con i bambini si mangia con gli occhi, poi quando...
20:10Quindi insomma è sempre una trattativa molto complicata e c'è di tutto, c'è chi vuole
20:15mangiare con pochissimo, chi invece vuole regalare questo momento conviviale che alcune
20:20imprese ci stanno chiedendo perché, soprattutto nelle aziende di servizi, dopo il periodo del
20:27Covid, questo smart working molto molto prolungato ha creato anche una distanza delle persone.
20:33Quindi io ho partecipato a incontri di cui mi hanno chiesto, dobbiamo trovare una soluzione
20:37nuova che faccia venire più voglia alle persone di venire comunque lavorare, perché
20:42c'è un momento a pranzo in cui sia un momento un po' diverso, che non sia magari un self-service
20:48classico, una mensa classica, ma sia qualcosa di un pochino speciale, con un'impresa che
20:53non faccio nomi, avevano anche un bar e ci hanno detto costruiamo intorno a questo bar
20:57una convivialità come loro possono trovare anche magari alla sera un aperitivo, quindi
21:02lo abbiamo studiato per loro e abbiamo, come dire, veramente ci siamo messi a quattro
21:06mani e lo abbiamo lanciato e c'è stato un ritorno, c'è stata la volontà di vivere
21:12quel momento in maniera più equilibrata, chiacchierare perché poi si lavora, si chiacchiera,
21:16si sta bene e si mangia equilibrato, si mangia quello che vuoi perché poi se no a casa
21:21devi preparartelo, devi pensarci prima, quindi è più complicato, quindi devo dire che bisogna
21:31sempre ascoltare, parlarsi, confrontarsi e da lì nascono poi le idee, non c'è un servizio
21:35uguale per tutti, che va bene per tutti.
21:37Noi in genere raccontiamo e diciamo, mi viene in mente perché ne abbiamo parlato già diverse
21:41volte in questi minuti, di portarci qualcosa che si ha sempre spesso sotto gli occhi, lei
21:47ha scelto una foto che è abbastanza particolare, la prendiamo, intanto l'ha tirata giù dal
21:52muro, quindi questa sta nel suo figlio, sono delle persone che la guardano perché hanno
21:58la mascherina ed è un momento di Covid, insomma è impegnativa come foto, è una responsabilità.
22:05Il momento del Covid è stato veramente impegnativo, questa foto sono tre colleghi che sono a Ravenna
22:11e sono a scuola e non ci sono i bambini e loro non stanno lavorando, quindi in quegli anni
22:16lì in cui veramente abbiamo dovuto prendere tantissime decisioni complicate, loro mi guardavano
22:24e mi dicevano, Presidente adesso cosa facciamo, prendiamo le decisioni giuste, quindi ho sentito
22:28questa responsabilità anche negli occhi di questi colleghi che poi ho conosciuto, ho visto
22:33e che mi hanno spinto comunque a fare di più, di più e meglio perché poi ci sono, io lavoro
22:42da 30 anni nella vita, anche di una carriera, ci sono dei momenti in cui bisogna esserci
22:47e bisogna esserci nel modo giusto, quindi quello è stato un momento molto complicatissimo
22:51ma molto importante per tutti.
22:53Ecco, rispetto a questo momento, ma in generale a quello che è il suo ruolo, prima ci dicevamo
22:59non si è preparati a guidare un'azienda, si è studiato, si hanno fatto mille cose, ma
23:04poi quando arriva il momento è sempre una macchina nuova, molto potente che si ha tra le
23:08mani. Il momento in cui invece lei ha chiuso la porta dell'ufficio, si è guardato e ha
23:13detto beh però, insomma, ce l'ho fatta, so padroneggiare il mezzo, è arrivato, non
23:19arriverà mai, ci è stato.
23:20No, così non arriva mai, secondo me un senso anche un po' di inadeguatezza va sempre mantenuto
23:25perché ti spinge a fare sempre qualcosa di meglio, di diverso, di non accontentarsi,
23:30di non sentirsi mai arrivato. Però nei momenti in cui noi ci confrontiamo con i nostri
23:36soci, perché la cooperativa CAMST appartiene ai soci, quindi nel momento in cui vado a
23:41incontrare le persone, facciamo le assemblee e votano il bilancio e votano il Consiglio
23:44di amministrazione, quindi un modo molto democratico di vivere l'impresa, quando sento che c'è
23:51riconoscenza, che c'è fiducia, allora è quel momento che mi fa stare molto bene e ogni
23:57anno va confermata perché le assemblee sono tutti gli anni, i numeri vanno mostrati, i numeri
24:02devono essere positivi, quindi loro ci chiedono di prendere le scelte, però di fare girare
24:06la macchina bene, alla fine i numeri devono tornare, l'impresa deve andare bene perché
24:11loro fanno le loro scelte di vita in base anche a come va l'impresa, quindi avere la responsabilità
24:16di 10.000 famiglie è una cosa che bisogna sentirsi addosso ogni momento.
24:22Quindi quelli sono i momenti dopo le assemblee, magari nel momento dopo che ti vengono a salutare
24:26in cui mi lascio un pochino andare, mi vivo, l'emozione anche del momento.
24:32Ecco perché poi sono delle cose a cui si pensa poco, ma le cooperative quando sono nate erano
24:38poche persone che sceglievano di auto organizzarsi, le cooperative di oggi stanno sul mercato,
24:44quindi sono molto grandi, hanno seguito quelle che sono le tendenze del mercato, sono diventate
24:49gigantesche, sono diventate con all'interno migliaia di persone, con numeri importanti, mantenendo
24:54uno spirito cooperativo, che è quella cosa che vi fa dire che questa cosa non la posso
24:58fare anche se potrei.
24:59Certo.
25:00È complicato e soprattutto non avere un proprietario ma averne migliaia che ti guardano, che ti
25:05chiamano e tutti hanno diritto come gli altri.
25:08È tutto diverso perché le cooperative nascono nel nostro caso perché c'era un bisogno anche
25:13di lavorare e potevi soltanto farlo stando insieme, c'erano dei bisogni sul mercato che
25:18venivano intercettati da queste forme anche di impresa molto belle.
25:23Se penso ai giovani di oggi che entrano nella cooperativa, noi cerchiamo di comunicargli
25:28che cosa facciamo anche diversamente rispetto al mercato, che cosa per noi è molto importante,
25:33che cosa abbiamo fatto in questi anni, abbiamo tradotto questi nostri valori nel mondo della
25:39sostenibilità.
25:40Quando uscirono i goals dell'ONU nel 2015, noi li abbiamo abbracciati immediatamente,
25:44abbiamo capito che tante attività che stiamo facendo in realtà davano risposte a questi
25:48nuovi bisogni dichiarati a livello mondiale e le imprese dovevano fare di più.
25:52E quindi ci siamo veramente attivati per fare tantissime attività.
25:58Negli ultimi anni, nel 2023, abbiamo trasformato la cooperativa Camsti in una cooperativa benefit,
26:05è una società benefit, quindi abbiamo inserito nello statuto degli obiettivi di beneficio
26:10comune a cui tendiamo, che sono ambientali, sociali e di governance, di trasparenza, scritti
26:16molto bene, che è comprensibile veramente a tutti.
26:19E poi abbiamo rincorso negli ultimi due anni, abbiamo ottenuto proprio a giugno di quest'anno,
26:25la certificazione Bicoro, che non è un bollino che ci prendiamo, ma è l'idea di stare dentro
26:31un network di imprese che la pensano come noi, che sono imprese private, italiane, mondiali,
26:36di ogni genere.
26:37Quindi stare dentro un contesto in cui noi ci ritroviamo bene, che vuol dire studiare
26:43ogni giorno come impattare meno sull'ambiente, come stare più attenti alle persone che lavorano
26:47per noi, ma anche tutti gli stakeholder delle comunità che sono intorno a Camsti.
26:51Quindi questo è il nostro modo di fare impresa.
26:53E vedo che i ragazzi giovani, rispetto ai valori con cui erano nate le cooperative, sono
26:58molto, molto attirati e vogliono stare in un ambiente e in un'impresa che ha una missione
27:03di questo genere.
27:04Fare impresa, produrre valore, da, come dire, investire nell'impresa e nelle comunità
27:10che hai intorno a te.
27:11Ha citato prima l'ONU, io li vedo una foto con delle bandierine che mi sembra attinente,
27:16la vogliamo mostrare, lei è stato chiamato a parlare all'ONU.
27:20È un, come dire, nel discorso delle impreparazioni anche, un progetto per mille coincidenze bellissime
27:30guardandole dopo, ma che sono successe, lanciamo un progetto in cui ci impegniamo a impattare
27:36meno nei lavaggi delle cucine, quindi a risparmiare l'acqua, come dire, una risorsa importantissima
27:42nel mondo e ci inventiamo un nuovo indicatore, nel senso che quando dici ho fatto quell'attività
27:49e ho risparmiato mille litri d'acqua o diecimila litri d'acqua non capisci bene di cosa
27:52sta parlando e ci inventammo questo indicatore che erano piscine olimpioniche di acqua, quindi
27:57l'idea, come dire, l'immagine era molto forte, facendo quell'attività in quella cucina
28:02risparmiamo otto piscine olimpioniche di acqua, quindi è una dimensione che funziona.
28:07Siccome l'ONU aveva lanciato questi goals e chiedeva alle imprese di adottarli e di fare
28:13cose concrete, quella fu un'attività concreta che venne notata, quindi a un certo punto
28:18in maniera roccambolesca, mi arriva questo invito a partecipare a una riunione sulla
28:22sostabilità, era appunto nel 2018, tanti anni fa, e raccontare il mio progetto di CAMS
28:28in sette minuti, quindi io vado e mi preparo, in inglese, questi sette minuti di gloria,
28:36di onore, insomma, di essere lì, ovviamente ripetuto cento volte lo speech, arrivo in questa
28:43riunione molto grande con tanti interlocutori e poco prima che tocchi a me, con tutte le
28:48emozioni del caso, mi passano un fogliettino con scritto 5 minuti, quindi i miei sette
28:54erano diventati 5, a quel punto la scelta è taglio qualcosa o parlo più veloce, già
28:59io parlo molto veloce, la scelta è stata parlare ancora più veloce, tipo per 1.5 quando
29:06ascolti i messaggi di Whatsapp, è uscita una cosa del genere, però era importante esserci,
29:10era importante raccontare un progetto che poteva anche essere preso da altre imprese,
29:15quindi stimolare altre imprese a fare qualcosa di più, perché si può fare, il modo in cui
29:22noi viviamo la sostenibilità è semplicemente quello di quello che stiamo facendo, come
29:26possiamo farlo, impattando meno, e questa cosa la fai insieme ai fornitori, insieme ai
29:31clienti, insieme alle istituzioni, cioè ragionare insieme su mettere in discussione quello che
29:36stai facendo per farlo un pochino meglio o con meno impatto.
29:39Non può che essere in filiera. Rispetto all'ONU due domande importantissime e serissime,
29:44una, il giorno prima agli amici che le dicevano vieni domani sera a fare un aperitivo, ha
29:49fatto con non cialanze, no domani devo andare all'ONU, quindi purtroppo non posso, domanda
29:54numero uno. Domanda numero due, è andato alla mensa dell'ONU e ha fatto un po' le pulci
29:58alla mensa dell'ONU?
29:59Allora, la seconda no, no perché non è andato. Il tempo tecnico in cui siamo stati
30:04lì, è stato proprio il tempo che dovrà stare nei sette minuti. C'è un via vai di persone
30:09importanti, quindi non sapevo mai se mangiare o meglio o meglio. Lì non ho potuto mangiare,
30:13ho comprato le spillette, i gadget finali, ma non sono andato. Agli amici no, l'ho detto
30:19dopo perché ero in tensione per questo momento. Meglio non dirlo che magari poi alla fine
30:25non posso parlare, mi viene un colpo prima o svengo un attimo prima, lo diciamo dopo
30:31e così è stato.
30:33Certo, va benissimo. Allora in termini di agenda, quindi di impegni, noi come sempre chiediamo
30:38di poter condividere una parte di agenda per capire quella che è la vita quotidiana di
30:43chi guida un'impresa e lei ha fatto i compiti bene perché ci ha portato questa settimana,
30:51quindi è stato perfetto. Agenda digitale, quindi non ha l'agenda di carta. Le mettono
30:57gli appuntamenti tutti gli altri collaboratori, i manager. Lei si ritrova degli appuntamenti
31:02che non sapeva?
31:02Sì.
31:03Ok, si arrabbia.
31:04Ho un angelo che è la mia assistente che mi segue per tutto e mi aiuta perché oltre
31:10a quelli diciamo scritti, ci sono anche poi gli incontri 10-15 minuti per fare un aggiornamento
31:16magari con una persona, un caffè, ci vediamo in qualche ritaglio di tempo.
31:21Ci siamo anche noi, quindi perfetto.
31:22Ci siete anche voi, il venerdì, quindi chiudiamo la settimana molto molto bene.
31:26Quello che mi viene da dire è che io parto sempre a lunedì incontrando il board, che è
31:31il gruppo riscretto dei dirigenti con cui affrontiamo le priorità, le cose importanti,
31:36quindi lunedì io devo partire avendo in testa le cose grandi da fare. È un momento
31:42importante, spesso stiamo insieme anche a pranzo, quindi c'è il momento magari più
31:46anche formale, un momento anche più informale che secondo me ci sta molto bene. C'è un
31:51po' di vita di associazione perché comunque noi siamo in Lega Coop, quindi partecipo
31:56ovviamente alla presidenza, dialoghiamo una volta ogni due settimane, al mese, dipende
32:02da dei momenti con anche gli altri presidenti delle cooperative. A me fa paura una cosa sola,
32:08c'è una riunione che inizia alle 10 e mezza e finisce alle 16 e 30. Ah sì, no, lì
32:13ho... Farete delle pause? No, no, lì presente era un comitato commerciale gestito da un dirigente
32:20in cui mi ha chiesto di partecipare, quindi io sono andato a fare l'apertura, ho ascoltato
32:24un po' le persone e poi durante la giornata c'è anche un momento in cui abbiamo fatto il
32:28brief di questo incontro qua. Esatto, eccoci, incontro. Per prepararvi a questo momento
32:34comunicazione ho dovuto dire, ma cosa raccontiamo? Mi ha detto, no, vai tranquillo, si parla.
32:39È andato a crema, è andato a crema. Al mattino quando si sveglia? Qui non c'è scritto.
32:45Allora, dopo anni di studio ho trovato nelle 6 e 20 il mio rario. 6 e 20.
32:506 e 20, poi se quando svegli a 6 e 25 che non si sa mai. Ah, io ne metto 6 e 7, per
32:55cui la capisco bene. Sì? Sì, mi sveglio in genere alla quarta e quinta sveglia.
32:596 e 7 sveglio, quindi? Sì, 6 e 7 sveglio per essere sicuro che... Poi mi stiro un po' la
33:05schiena sul tappeto perché la schiena che ogni tanto mi dà noia, quindi mi occupo di me
33:09un attimo, mi risveglio, preparo la colazione di solito per le figlie, la moglie, insomma
33:15mi agito un po' per lasciare qualcosa incagliato e poi parto molto presto. Di solito cerco di
33:21essere in camst prima delle 8 e se riesco una volta o due la settimana o vado in piscina
33:26mezz'oretto, vado in palestra mezz'oretta, cerco di ritagliarmi nella prima mattinata
33:31o qualche momento per compensare. Io dico, in realtà mi fa molto bene da tanti punti
33:36di vista, quindi un po' di attività fisica cerco sempre di metterla dentro e poi si parte.
33:40E come tutti i presidenti è inseguito dalle cose fino a che ora? Cioè, il prima intanto
33:44ci ha detto una cosa sostanziale, è di quelli che ascolta i messaggi a velocità aumentata,
33:51gli audio, lo faccio anch'io, quindi si può dire. Mi ha insegnato le figlie. Esatto,
33:56quindi, ma questi messaggi, le mail, i whatsapp, fino a che ora arrivano o comunque fino a che
34:03ora si deve rispondere e da che ora si può dire poi domani, eh? Direi che negli ultimi
34:09anni siamo tutti diventati più bravi anche a mandare le mail che arrivano alle 8 del mattino.
34:14Per anni abbiamo, secondo me, un po' abusato degli strumenti e del fatto che comunque ho un
34:21pensiero a 10 di sera, intanto lo mando. Intanto lo mando. Lo scarico un po' gli altri.
34:26Questa cosa siamo ultimamente più bravi a gestirla. Quindi le urgenze dopo le 8 sempre,
34:32ma fino alle 8, ok, si lavora, si fa, si può essere disponibili, poi ci vuole un po' di
34:38rispetto per tutto. Le mail sono tante, le telefonate tante, i whatsapp tantissimi, quindi anche qui
34:43bisogna trovare, secondo me, abbiamo tanti gruppi ovviamente, come tutti, quelli personali
34:50e quelli aziendali ad ogni livello. Stiamo migliorando veramente perché sennò diventa
34:58troppo, quindi bisogna tenere anche ogni tanto la giusta distanza. Poi c'è l'urgenza che
35:02quando capita ovviamente siamo tutti, abbiamo avuto qualche anno fa un attacco hacker che
35:08ci ha devastato e quindi lì è successo, come dire, l'allarme rosso per tutti e lo abbiamo
35:14gestito con una sofferenza incredibile. Però anche lì, quando succedono delle cose
35:20importanti, anche negative, ci sono delle reazioni dell'impresa, delle persone che sono
35:25meravigliose, viste dopo. In quel momento eri sotto un treno, quindi lì non c'era notte,
35:31non c'era giorno, non c'era minuto, però era una fase contingente.
35:35Ha parlato delle sue figlie, sono in età scolastica, lo sono state? Questa roba la
35:42fa mio papà, l'hanno mai detto? Oppure quando qualcuno diceva ma le patate non sono cotte
35:46bene, ferma lì che queste cose le fa mio padre, calma. Mi dicono, mia figlia quando era più
35:50piccola una volta le ha chiesto a scuola cosa fa tuo avanti e lei è rimasta e poi ha detto
35:55fa il cuoco, perché non sapeva cosa dire e io non so cucinare tanto bene, quindi proprio è
36:00stato, ma ha rappresentato l'azienda, quindi anche i vostri cuochi. Soprattutto il papà
36:08e quindi non si parlo, vedono che c'è, ci sono delle forze, un'intervista questa non
36:14so se lo dirò che l'ho fatta, però tengono anche loro la giusta distanza, perché preferiscono
36:19viversi la parte personale, insomma il resto è come tutti dobbiamo essere i papà.
36:25Certo, però noi allora provvederemo a inviare loro queste interviste.
36:29Poi potranno distruggerla come tutti i figli fanno con noi genitori. Io le ringrazio
36:35veramente tanto, ancora grazie per essere qui con noi e Francesco Malaguti di Campsta,
36:39alla prossima. Benissimo, grazie a tutti, arrivederci.