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00:00Questo è il problema più grande dei mercati di oggi. Ancora non riusciamo a pensare che una bottiglia d'olio debba costare più della Coca-Cola, debba costare più di qualsiasi prodotto trasformato industriale.
00:15C'è grande fermento sia a livello istituzionale che a livello di associazioni di categoria per ridare la dignità al mondo olivicolo di poter essere retribuiti per il giusto prezzo.
00:45Buongiorno e bentornati a Many Vibe Stories. Siamo nella sede del giorno e abbiamo il piacere di avere con noi Chiara Coricelli, amministratrice delegata della Pietro Coricelli.
01:02Buongiorno, buongiorno.
01:03Buongiorno e benvenuta. Allora, di aziende che fanno cose ne abbiamo viste tante, anche molto complesse, molto complicate, ma non è che fare l'olio sia più standard, diciamo.
01:12E' apparentemente la cosa più semplice e naturale del mondo. Dico apparentemente perché poi una volta fatto, sapergli dare il giusto valore, saperlo raccontare adeguatamente è forse la parte più difficile.
01:24Quindi è un prodotto semplicissimo, è un'oliva schiacciata che tira fuori un succo. E poi però, insomma, le cose un po' si complicano.
01:32Fare olio nel corso degli anni è passato da fare olio, banalmente, a avere un prodotto sempre più complicato e con tantissime caratteristiche che prima non pensavamo neanche potessero esistere, dalla spremitura particolare a una particolare produzione.
01:48Sembrava semplice, ma è diventato un mondo complicato. Cioè oggi non puoi più dire compro l'olio.
01:53Meno male, stiamo lavorando per questo da anni. Piano piano stiamo cercando appunto come categoria di costruire una valorizzazione e raccontare quanti tipi diversi di olio ci sono,
02:07quante caratteristiche diverse possono avere oli di regioni, di varietà, differenti di olive.
02:12E il banalizzare tutto in dire compro una bottiglia d'olio...
02:17Anche no.
02:18Aia, fa malissimo. Fa proprio soffrire perché manda veramente all'aria lavori e progetti lunghi per anni.
02:28Oggi quello che si sta cercando di fare è quello di avvicinare sempre di più il mondo dell'olio al mondo del vino, che ha fatto negli anni un'evoluzione straordinaria.
02:37Il punto di partenza è proprio quello che noi italiani per primi diamo l'olio per scontato, perché ognuno di noi ha uno zio, un cugino, un parente, qualcuno che fa l'olio con le sue olive che va a raccogliere quando sparisce dal lavoro in un determinato periodo dell'anno.
02:53Questo, se da un lato ha portato l'olio extravergine d'oliva nelle tavole di tutti gli italiani come alimento immancabile, ha anche un po' banalizzato quel tipo di prodotto.
03:04Perché poi tra tutte queste persone che da mestieri diversi si mettevano a fare l'olio, alcuni lo facevano bene, altri meno bene, raccogliendo le olive da terra, abituandosi ad un gusto che non è il gusto dell'extravergine d'oliva.
03:18L'oliva è un frutto, l'oliva quando cade a terra significa che non è più buona.
03:22Quindi raccogliere quell'oliva da terra perché non si spreca niente e porto tutto al frantoio generava poi un prodotto di più basso profilo, con un gusto diverso, a cui però il palato della famiglia media italiana sarà anche un po' abituato.
03:35Oggi reinserire una varietà di oli diverse, di più alto valore aggiunto, di maggior profilo organolettico, di intensità o anche far capire che a seconda della pietanza in teoria si dovrebbe abbinare un olio extravergine diverso
03:52per valorizzare quella pietanza anziché magari abbatterla se l'olio è troppo amaro, piccante o neutralizzarlo se invece è un olio particolarmente delicato che viene da regioni d'Italia diverse.
04:07Quindi insomma dobbiamo un po' ricostruire un percorso di conoscenza a partire da noi, che siamo poi il popolo per eccellenza dei tuttologi, siamo tutti allenatori di calcio quando serve, adesso tutti temisti.
04:20Insomma e quindi siamo anche tutti esperti d'olio.
04:23Beh però adesso c'è una conoscenza che si sta sviluppando anche perché ho conosciuto degli assaggiatori di oli, esistono gli assaggiatori di olio?
04:30Assolutamente sì, assolutamente sì, assaggiatori di olio che diciamo così nella parte professionale di settore sono determinanti per riuscire a dare una continuità di sapore a quella bottiglia che poi si trova al supermercato
04:45che viene da succhi di frutti diversi in tutto l'anno e il profilo di gusto però deve rimanere più o meno costante.
04:53Quindi un prodotto naturale da cui si ottenga un risultato costante non è facilissimo.
04:58Se pensiamo alle arance, quando spremiamo le arance a casa non ha sempre lo stesso sapore il succo d'arancia.
05:04L'assaggiatore aiuta a creare un risultato più o meno simile partendo da materie prime differenti perché fatte in regioni diverse o comunque con caratteristiche organolettiche diverse.
05:17Scendendo dal livello professionale al consumatore è un pochino più complicato perché il corso d'assaggio d'olio è un po' meno divertente di quello del vino.
05:27Beh certo.
05:27E allora perché già che parti che non assaggi col pane ma assaggi solo dal bicchiere, dici vabbè forse il vino era meglio.
05:34È quello che fa paura, a noi che non lo siamo.
05:37Sicuramente per una serata post lavoro però piano piano ci si arriva insomma a saper apprezzare i profumi, gli aromi e oggi ancora tanti si basano sul colore ma il colore in realtà non è indicativo di una caratteristica o di un valore aggiunto dell'olio.
05:52Ecco allora partiamo da questo perché in effetti tutti guarda che bel colore ha questo che bel verde ecco colore dell'olio non c'entra nulla con la qualità.
06:02Il professionista assaggia su un bicchierino in vetro blu o rosso bordeaux che quindi cela il colore dell'olio perché ci influenziamo guardando quel bel colore e magari non detentiamo invece un difetto che può avere quel prodotto pur essendo di un colore meraviglioso.
06:23Quindi diciamo il colore non impatta sul gusto dell'olio.
06:28Beh abbiamo intanto già imparato una cosa.
06:30Primo punto.
06:31Primo punto esatto.
06:32Andiamo avanti.
06:33Volevo già localizzarvi perché finora abbiamo parlato di regioni e di zone ma concretamente la Pietro Coricelli dove produce i propri oli?
06:41Il nostro stabilimento è a Spoleto, il nostro uliveto di famiglia è a Spoleto in Umbria, va specificato a un piccolo paese ma di una bellezza straordinaria nel cuore verde d'Italia che è l'Umbria.
06:54Una regione nota per le qualità dei suoi oli, dei suoi oliveti storici.
07:01Nei percorsi di San Francesco c'è sempre un albero d'olivo perché tutte le coste della valle che collega a Spoleto è una fascia olivata meravigliosa.
07:15Di nostre olive ne facciamo poche, orgogliosamente, perché ci piace lavorare con gli agricoltori.
07:25Quindi noi abbiamo due oliveti, uno dedicato alla DOP Umbria e uno invece sul prodotto nazionale, un esperimento agricolo.
07:34Ma ci piace lavorare di filiera perché comunque l'Italia ha uno scenario olivicolo fatto di piccoli appezzamenti, spesso ereditati da persone che tutto avevano voglia di fare tranne l'agricoltore.
07:52Riuscendo a lavorare con le filiere si riesce a salvare anche in parte quell'agricoltura lì, nel nostro specifico olivicoltura che magari se no verrebbe abbandonata.
08:02Cioè se io, erede di un oliveto anche piccolo, lavoro da un'altra parte, vivo da un'altra parte, ma se so che il prodotto di quell'oliveto è già acquistato perché io lo conferisco a quell'associazione e quell'associazione l'ha già venduto,
08:18tutto sommato pagare quelle spese per mantenerlo bene, fare le potature in tempo, fare la raccolta in tempo, vale la pena sostenerle.
08:27Parliamo anche da questo punto di vista della difficoltà che si ha oggi e che si riscontra in moltissimi ambienti dell'agricoltura a convincere le persone che lavorare nei campi non è una cosa né troppo bassa,
08:51né come dire che squalifichi ma forse anche è una delle cose che danno più soddisfazione e anche sono più complicate e al passo coi tempi perché per esempio non si sbatte più con legno.
09:03Non solo, non sempre, in alcune zone purtroppo ancora abbiamo, non c'è più il bastoncino in legno ma c'è il pettine meccanico, però diciamo che c'è una raccolta parzialmente manuale ancora in zone particolarmente collinari.
09:21Però è un mondo che è molto dinamico e che è stato al passo coi tempi.
09:25Si sta evolvendo molto, l'Italia avrà speriamo un piano olivicolo per andare addirittura ad estendere le culture intensive o semi intensive che ormai negli altri paesi del Mediterraneo stanno prendendo piede,
09:41quindi per ridurre il lavoro manuale appunto delle raccolte e cercare di automatizzare più possibile mantenendo gli standard qualitativi delle varietà italiane e il vero, diciamo così,
09:54il nostro tentativo, il nostro, devo dire come azienda nel senso che abbiamo fatto questi primi accordi di filiera credendo fermamente nella necessità di reinvestire nell'olivicoltura italiana
10:06e quindi per reinvestire l'accordo di filiera che deve fare deve garantire la vendita all'agricoltore ma deve anche garantire una remunerazione aggiuntiva
10:15perché senza un differenziale rispetto al mercato la concorrenza degli altri paesi del Mediterraneo che invece sono un po' più all'avanguardia da un punto di vista agricolo
10:27hanno investito in culture intensive che rendono il costo del prodotto inevitabilmente più basso perché lo stesso appezzamento fatto con una macchina
10:36scavallatrice come quella dell'uva ha un costo di gran lunga inferiore rispetto allo stesso appezzamento fatto con le persone, col braccino meccanico perché è un appezzamento che sta in collina
10:47o a sesti larghi che quindi non consente il passaggio della macchina.
10:52Un incentivo è sicuramente quello di avere una vendita che garantisce un quantitativo di denaro extra rispetto al mercato e che quindi consente di avere quella premialità aggiuntiva la possibilità di investire sull'olivicoltura.
11:11Una delle domande che si fanno in genere a chi come voi non ha una produzione diretta ma si affida ad altri è beh però poi al supermercato c'è il vostro nome.
11:19Come si fa per assicurarsi che tutti i conferitori rispettino gli stessi standard? Si fanno delle visite a sorpresa?
11:24Diciamo che il cuore per poter mandare avanti questo tipo di lavoro attraverso le filiere è proprio tutto il reparto qualità.
11:34Il reparto qualità, controllo qualità, controllo delle filiere, dei lavori direttamente nel campo, parametri rigidi di selezione del prodotto attraverso gli assaggiatori professionisti
11:47e il laboratorio analisi perché comunque ci sono anche delle caratteristiche chimico-fisiche che devono essere rispettate per far sì che quell'olio una volta messo in bottiglia
11:56abbia la durata necessaria a meno di 12-13 mesi che sono quelli tra una campagna e l'altra per poterlo poi rimettere sul mercato nuovo e fresco.
12:05La parte della selezione quindi diventa una parte fondamentale che va a pescare i prodotti conformi alle nostre richieste specifiche, li valida e poi li porta fino alla bottiglia.
12:20Allora oggi l'olio costa troppo caro, ci siamo abituati negli anni 60 e 70 a pensare che una bottiglia di olio o di vino si potesse pagare pochissimo
12:30non tenendo conto che se un olio costa poco, una bottiglia costa solo un euro, da qualche parte un problema c'è.
12:37Oggi la difficile equazione tra la qualità e il prezzo c'è e dove si colloca?
12:41Questo è il problema più grande dei mercati di oggi. Ancora non riusciamo a pensare che una bottiglia d'olio debba costare più della Coca-Cola, debba costare più di qualsiasi prodotto trasformato industriale.
12:58C'è grande fermento sia a livello istituzionale che a livello di associazioni di categoria per ridare la dignità al mondo olivicolo
13:09di poter essere retribuiti per il giusto prezzo. Ora, quale è il giusto prezzo? Non esiste il prezzo giusto per una bottiglia d'olio come non esiste per una bottiglia di vino.
13:21Avremo dei prodotti democraticamente posizionati in una fascia accessibili a tutti perché dobbiamo garantire la possibilità ad ogni famiglia
13:30di poter acquistare una bottiglia d'olio extravergine d'oliva perché comunque fa bene.
13:35È un prodotto che ormai, oltre ad essere abitudini di consumo delle nostre case, sappiamo che è un'utrasceutica naturale.
13:42Dobbiamo anche un po' stimolare la voglia di provare perché sappiamo che per far paragoni con il vino c'è il vino da tavola in brick, da cucina, da preparazione,
13:55ma ci sono anche le bottiglie pregiate, le bottiglie medie che hanno caratteristiche diverse, piaceri per il palato differenti e hanno costi ben diversi
14:06perché passiamo veramente in un range ampissimo. Io non dico di arrivare a tanto con l'olio extravergine ma poter capire che un olio 100% italiano
14:15debba costare di più di un olio extravergine d'oliva cosiddetto comunitario che viene da olive che non significa il demone
14:25ma che comunque viene fatto anche con olive che subiscono una raccolta meccanizzata e quindi hanno un costo di raccolta e di produzione
14:34di gran lunga inferiore rispetto a quello di un olivicoltore italiano. Quindi questo penso che sia un primo necessario passaggio.
14:41Poi nel mondo che vorrei tutti gli italiani dovrebbero consumare solo olio 100% italiano, dovrebbero iniziare ad esplorare
14:49le varie di OP meravigliose che abbiamo in Italia, che sono tantissime, buonissime, bellissime e questo aiuterebbe sicuramente
14:56a promuovere anche la micro olivicoltura locale e a portarci un po' più avanti con il valore dell'olio per non chiederci più
15:06quanto deve costare una bottiglia d'olio perché ce ne sono tante di bottiglie d'olio, ognuna ha un costo diverso.
15:13Allora voi siete nati nel 1939, questa è la terza generazione, quindi è inevitabile chiedere alle seconde e terze generazioni
15:21come nel suo caso, ma lei ha cercato di scappare dal mondo degli oli e se sì che giri ha fatto e poi quando ha deciso di tornare?
15:27Allora sì, io diciamo che dopo la laurea...
15:30In cosa intanto?
15:32Sono laureata in scienze della comunicazione.
15:34Ok.
15:35Comunicazione istituzionale d'impresa, 24 anni, tutto il mondo davanti a me, cioè l'idea di entrare a far parte di una realtà
15:44in virtù del mio cognome non è che mi stava stretta, proprio mi straziava.
15:51Io volevo essere scelta e nella mia azienda familiare non era possibile essere scelta, cioè sembrava lo sbocco automatico.
16:00Quindi me ne sono andata a New York e sono messa a fare una serie di colloqui di lavoro, sono finita in una piccola azienda
16:09che faceva trading di bottoni, nastri di tessuto e accessori per la moda straordinaria, tra l'altro una scuola di vita eccezionale per me
16:19e ho iniziato a lavorare lì.
16:22Ma l'idea che proprio di cui avevo bisogno per affermarmi era voglio essere scelta per quello che so fare, non voglio essere scelta per il mio cognome.
16:32Per dinastia.
16:33Esatto, che è terrificante come idea. E quindi eventualmente, cosa che non è avvenuta proprio subito subito,
16:40rientrare con una consapevolezza, una determinazione diverse.
16:45E dopo circa un anno è successo, rientro, grazie anche allo stalking di mia mamma che mi chiamava tre volte al giorno,
16:53e uno si diceva, non ti sei stancata di stare lì da sola? Io stavo molto bene, 24 anni in New York, insomma.
16:59E beh, non è il posto peggiore dove stare a 24 anni.
17:02Ma ti costo, perché poi c'era il primo lavoro, c'era il secondo lavoro, inevitabile, perché il costo della vita era già bello elevato all'epoca,
17:10però anche quello ha contribuito a farsi le ossa. E al rientro, devo dire, oltre ad aver perfezionato la lingua inglese,
17:20avevo una sicurezza e una voglia di fare, di far vedere quello che avevo imparato e applicarlo al nostro mondo,
17:29che sicuramente è stato determinante per la mia carriera, per come poi sono andate le cose.
17:35Lei che ricordi familiari ha, o comunque che percezione c'è all'interno dell'azienda, della storia dell'azienda?
17:41Qual è la narrazione che si fa in Casa Coricelli?
17:44Allora, in Casa Coricelli azienda e famiglia sono state ovviamente sempre molto unite, vincolate.
17:53Mio nonno, nonno Pietro, sicuramente è stato un grandissimo driver per tutti noi della terza generazione,
18:01perché era un uomo d'altri tempi, col baffo e il cappello.
18:06Ah, proprio quindi d'altri tempi da un punto di vista estetico.
18:09Sì, sì, anche bisognomicamente.
18:11Un uomo d'altri tempi col baffo e col cappello, ma che ha saputo instillare in tutti noi, goccia a goccia,
18:18l'olio nel DNA, proprio ce l'ha messo dentro.
18:21È stato bravo perché, per esempio, io ero la più piccola di tutti i nipoti.
18:24L'estate finivo la scuola, tipo la scuola elementare, vieni a lavorare con me, così poi ti faccio il regalo per la promozione.
18:36Quindi al mattino partivo con lui, mi mettevo con i piedi che non toccavano terra vicino alla segretaria,
18:42che faceva anche un po' la contabilità, mi facevano scrivere a macchina la prima nota.
18:47Cioè, inizio a capire che niente è gratis.
18:49Quindi poi la bicicletta che volevi per la promozione ti arrivava a settembre quando ricominciava la scuola
18:56e non la usavi prima del giugno dell'anno prossimo.
19:00Però in realtà quello che ci ha insegnato tutti noi è che niente viene dal ceno.
19:07Cioè, qualsiasi cosa dà più gusto ottenerla con le tue forze,
19:13piuttosto che farla piovere così e non sai e la dai per scontato.
19:17Darla per scontato, un po' come la storia dell'olio, è sempre un grande errore.
19:21La seconda generazione è quella che ha portato l'azienda all'estero.
19:25Nel mondo degli oli c'è una concorrenza spietata.
19:28Come si fa producendo olio a reggere la concorrenza internazionale?
19:31È molto molto difficile.
19:33Abbiamo ancora un grande valore aggiunto,
19:36che c'è un allure sul Made in Italy che è straordinario.
19:42Noi ce lo raccontiamo, io questo lo chiedo sempre,
19:44ma il Made in Italy esiste davvero o è solo percepito?
19:48Made in Italy significa figo ancora dappertutto,
19:52perché comunque oggettivamente siamo bravi.
19:55Siamo più bravi probabilmente a venderlo come qualcosa di lussuoso e prestigioso
20:02nella moda che non nell'agroalimentare.
20:06Ma io penso che il recupero possa essere rapido e veloce,
20:11cioè unendo le capacità di design, di selezione che sa fare l'Italia.
20:16L'Italia è un paese che sa selezionare,
20:18perché siamo piccoli, produciamo poco.
20:21L'Italia è famosa nel mondo per il caffè,
20:23abbiamo mai visto piantagioni di caffè in Italia.
20:26Esatto, il grande mistero del caffè che è tipico di Napoli.
20:30Quindi il vero know-how del Made in Italy per me
20:31è la capacità di selezionare, trasformare,
20:34rendere unici i prodotti per gusto, per appeal, per bellezza.
20:39E renderli stato simbolo a tutti gli effetti.
20:43Non significa che non sia molto faticoso,
20:45perché poi ovviamente di paese in paese
20:47ci sono varie fasce di consumatori,
20:49varie fasce di esigenze,
20:51però la vera arma che noi dovremmo saper valorizzare ancora di più,
20:55magari concentrandoci meno a facci le battaglie tra di noi,
21:00altra grande caratteristica dell'italianità,
21:03e guardando più verso fuori per fare un fronte comune
21:07e portare veramente la ricchezza,
21:11la bellezza del Made in Italy forte nel mondo.
21:14Allora nel 2009, nel corso di questa storia,
21:16è arrivata anche Cirio.
21:17I due marchi si sono guardati in Cagnesco
21:19oppure hanno collaborato fin da subito?
21:22È stata una bella sfida.
21:25Diciamo che la politica commerciale
21:27con cui abbiamo gestito i due marchi
21:30andava proprio nell'ottica della integrazione
21:34e non cannibalizzazione.
21:36Poi ovvio, quello è l'obiettivo sempre principale.
21:39Negli anni siamo riusciti anche a diversificare
21:42molto le linee di prodotto,
21:43proprio per evitare di trovarci
21:46a delle sovrapposizioni scomode.
21:49Cercando anche di seguire quella che è un po'
21:52la linea guida della strategia Cirio
21:55anche nel mondo dei rossi.
21:57Insomma, Cirio era ed è stata e sarà
22:00l'industria alimentare per eccellenza
22:04con la qualità, il controllo,
22:07la sicurezza dal campo fino allo scaffale
22:10del supermercato.
22:10E la stessa cosa abbiamo provato a riproporre
22:14con gli oli Cirio.
22:16Se lei al supermercato vede un olio di semi di girasole
22:19ha un mancamento oppure riesce a gestirla?
22:21Per me la dispensa di una cassa dovrebbe avere
22:23minimo 10-12 bottiglie di oli diversi.
22:26Quindi va bene.
22:27Per me l'olio di girasole è sempre perfetto
22:29per friggere in maniera, diciamo,
22:32equilibrata senza andare a coprire.
22:35L'integralista direbbe
22:36devi friggere con l'extravergine.
22:38E mia nonna direbbe così esattamente.
22:39Io non ce la faccio.
22:40Io non ce la faccio perché comunque
22:42dà una connotazione di gusto
22:44particolarmente forte
22:46all'alimento che vai a friggere.
22:48Quindi un fiore di zucca
22:49che ha un sapore delicato
22:50fritto in extravergine
22:51diventa un'altra pitanza, ecco.
22:56Quindi no, no, non demonizzo nessun prodotto.
23:00Poi io sono curiosa, mi piace.
23:01Tutti gli oli hanno dignità di vita.
23:05No, ma se noi pensiamo ai consumi mondiali,
23:07cioè nel panorama del mondo degli oli vegetali,
23:10l'olio d'oliva pesa un 6%.
23:13Forse adesso è anche qualcosa in meno
23:15con questi ultimi anni di campagne difficili.
23:18Quindi la vera curiosità è
23:20ok, cosa usano allora al posto dell'olio d'oliva
23:23le famiglie in Vietnam, piuttosto che...
23:26È curiosità.
23:28Come tutto quello che è bello nella vita
23:30viene dalla curiosità.
23:32Quanto si studia per poter sapere davvero
23:34com'è fatto un olio?
23:36Partendo da scienze della comunicazione.
23:39Bisogna entrare in delle cose
23:40che magari non si sono studiate.
23:42Sicuramente sì, ma si studia giorno giorno.
23:45Si studia assaggiando, si studia valutando,
23:49si studia conoscendo nel dettaglio
23:52quali sono le caratteristiche degli oli,
23:55qual è l'obiettivo a cui arrivare
23:57e vedendo quello che gira di campagna in campagna
24:00per capire quanto lontano sei dall'obiettivo,
24:03quanto puoi avvicinarti all'obiettivo.
24:05Non bisogna essere dei tecnici,
24:07perché alla fine è un prodotto naturale.
24:10È più divertente se sei un tecnico
24:11perché riesci ad entrare meglio nella natura,
24:14cioè conoscere come cambiano le caratteristiche
24:17anche chimiche di un olio
24:19in base alla fermentazione,
24:23in base al trascorrere del tempo,
24:25perché è un alimento vivo,
24:27cambia nel tempo.
24:28È affascinante,
24:30fa un po' riflettere anche su come scadiamo noi
24:34e come affrontiamo noi il trascorrere del tempo.
24:38Se deve pensare a quali possono essere gli sviluppi
24:40sia dell'azienda che del mercato dell'olio,
24:42come vede prospetticamente lo sviluppo di questo settore?
24:45Non le sto chiedendo di avere la sfera di cristallo.
24:47Non è facile non influenzare la sfera di cristallo
24:50con la desiderata.
24:52Ok.
24:53Allora, dividiamo.
24:54Per lei dove vorrebbe che andasse?
24:56Ci stiamo andando.
24:57Mi piacerebbe se ci riuscissimo ad andare
24:59con una velocità maggiore
25:00verso appunto quel valore aggiunto.
25:04Vorrei che l'olio extravergine diventasse figo.
25:07Diventasse figo come il vino.
25:09Quindi sempre più oli di altissima qualità,
25:13sempre più selezione,
25:14sempre più l'olio come omaggio
25:16quando ti invitano a cena a casa.
25:18Una bellissima bottiglia d'olio,
25:21dai profumi straordinari,
25:22dall'intensità unica,
25:25che possa essere veramente un dono
25:27perché è un dono.
25:28È un dono perché quegli oli lì
25:30hanno un aspetto di salute all'interno
25:33che è straordinario.
25:35Quindi io ti sto donando qualcosa che ti fa bene,
25:37oltre che è buonissimo.
25:38Quindi riuscire ad arrivare a quel obiettivo
25:43prima, diciamo, di essere troppo anziana
25:46per non ricordarlo,
25:48è la desiderata.
25:49Il fatto che ci si stia avvicinando
25:52è il dato oggettivo oggi.
25:56Variamo molto di campagna in campagna.
25:58Il consumatore è un consumatore
26:00abbastanza disorientato oggi in Italia,
26:03anche per colpa di una comunicazione sbagliata.
26:06e qui alla fine serve qualcosa.
26:09Certo.
26:10La comunicazione sbagliata,
26:11che è una comunicazione sempre
26:13che va a caccia del cattivo,
26:16non aiuta a distinguere il buono.
26:19Fa pensare che siano tutti cattivi
26:21e quindi in un mare di cattivi
26:24scelgo quello che costa meno.
26:26E questa è proprio...
26:27è la coperta tirata dall'altra parte
26:30rispetto all'obiettivo
26:31di creare un prodotto figo.
26:33Ci si convince che una cosa faccia più bene
26:35o faccia più male,
26:36al di là della verità che c'è,
26:38si spostano anche proprio i consumi
26:41delle persone.
26:43Quanto rende volubile questo,
26:45il mercato?
26:46Cioè, ci si rende conto
26:47di come cambiano davvero i numeri?
26:49Totalmente, totalmente.
26:51Ci sono mode,
26:52ora anche uscendo dall'Italia,
26:54ci sono mode nel mondo
26:56che hanno fatto sparire degli ingredienti.
26:59Se pensiamo oggi c'è la moda enorme
27:01dell'olio di avocado negli Stati Uniti
27:04che si sta sostituendo come ingrediente
27:08proprio nella trasformazione dei cibi
27:09rispetto ad oli,
27:11tra l'altro in questo caso
27:12è anche un bel valore aggiunto
27:13perché rispetto ad oli
27:14di pesante trasformazione
27:18come potevano essere il canola,
27:20oli anche geneticamente modificati,
27:22da ingredienti geneticamente modificati
27:24usati in quel paese
27:25che quindi portano anche un beneficio
27:28in termini di salute
27:29al consumatore che prende
27:31il sacchetto di patatine
27:32piuttosto che la salsa
27:34da dressing ed insalata
27:36beneficia in salute
27:38ma sta seguendo una moda.
27:40Perché?
27:40Perché l'avocado fa bene
27:42ma l'olio d'oliva
27:43lo sappiamo da secoli che fa bene
27:47e quindi dovremmo diventare fighi
27:49quanto queste altre mode
27:53ma costruendo
27:54non solo prendendo la parentesi
27:56il tema della comunicazione
27:58è un tema fondamentale
27:59perché ripeto
28:01per ogni scandalo
28:03per ogni informazione negativa
28:06che viene passata
28:08ogni messaggio negativo
28:09per ricostruire la fiducia del consumatore
28:11e fargli venire la curiosità
28:13di leggere magari l'etichetta
28:14cosa che
28:15sull'olio ancora
28:17il consumatore stenta a fare
28:18l'etichetta
28:19la dà un po' per scontata
28:21fai dieci passi indietro
28:24e solo uno in avanti.
28:26Lei però appunto
28:27essendo il suo mestiere
28:28quanto riesce a non guardare
28:30l'etichetta dell'olio
28:32al ristorante
28:32è impossibile?
28:34impossibile
28:35bisogna subito capire
28:36dove viene fatto
28:37chi lo fa
28:37no hanno usato subito
28:39prima ancora
28:39della lettura dell'etichetta
28:40c'è la prova
28:41ah ok
28:42nell'oggetto che ha portato
28:44c'è scritto
28:44Chiara fa cose
28:45ma Chiara quante cose fa?
28:46è il mio oggetto
28:47quotidiano
28:48Chiara fa cose
28:50è la grande presa in giro
28:52dei miei familiari
28:53e amici
28:54perché
28:54diciamo
28:56seguendomi
28:57anche sui social
28:58non mi geolocalizzano mai
29:00mi vedono che magari sono
29:02oggi a Milano
29:03ieri a Spoleto
29:05poi vado in campagna
29:06poi sono a Roma
29:07poi faccio cose
29:09questa cosa si traduce
29:10anche nell'agenda
29:11che è uno dei momenti
29:12di questo podcast
29:12che abbiamo chiedito
29:13non esiste
29:14la sua agenda non esiste
29:15è bianca
29:16purtroppo no
29:17quindi però ci sarà
29:18una giornata tipo
29:19insomma
29:20diciamo così
29:21che è più che una giornata
29:22è una settimana tipo
29:23perché spostandomi
29:25comunque
29:25tra Spoleto e Milano
29:28che c'è il trasporto
29:30anche abbastanza
29:31abbastanza
29:32rogambolesco
29:33di mezzo
29:34diciamo che
29:36inizio fine settimana
29:37sto in Umbria
29:38e avvio i lavori
29:40in fabbrica
29:40che è una cosa
29:41che comunque
29:41mi piace tantissimo
29:42ancora
29:42parlare con le persone
29:44va nella parte produttiva
29:46sì sì sì
29:47la gente si mette in riga
29:49mi hanno visto tutti crescere
29:50su via
29:51no
29:51però
29:52è proprio per questo
29:53è un grande valore aggiunto
29:55cioè
29:55sapere di avere ancora persone
29:58che hanno iniziato a lavorare
29:59con mio nonno
30:00che erano molto giovani
30:02
30:03è purtroppo vicini alla pensione
30:04poi vogliono anche
30:05andarci in pensione
30:06non riusciamo a convincerli
30:08ad altrattenersi
30:10però
30:10vedere l'orgoglio
30:12di come
30:13è cresciuta la realtà
30:15anche del sito produttivo
30:17di come è cambiato
30:18il modo di lavorare
30:19di come in alcuni casi
30:20si sono automatizzate
30:21delle funzioni
30:22ma glielo vedi
30:23con l'orgoglio negli occhi
30:24e ascolti
30:25i feedback
30:26che ti danno
30:27per avere un suggerimento
30:29per avere anche
30:30anche forse una lamentela
30:32però avere un dialogo aperto
30:33per me
30:34rimane una cosa determinante
30:36con il personale
30:37anche di fabbrica
30:38e poi dopo ci sono
30:39personali degli uffici
30:40c'è
30:41c'è la sede legale a Milano
30:42insomma
30:43e quante linee di comunicazione
30:45riesci a gestire
30:45Chiara in queste cose?
30:47un solo telefono
30:48un solo telefono
30:49un solo telefono
30:50però con messaggistica
30:52whatsapp
30:53messaggi audio
30:54tutto
30:55tutto
30:55ok
30:55cioè un'azienda si gestisce
30:57oggi anche con questi strumenti
30:58non c'è bisogno
31:00della carta bollata
31:01no no no
31:02anzi
31:02secondo me il dialogo
31:04più è fluido
31:05più è versatile
31:06e più può portare
31:07un vero valore aggiunto
31:08certo l'abuso
31:09no
31:10certo
31:10diventa veramente troppo
31:13però riuscire a mantenere
31:15attraverso la tecnologia
31:17un filo diretto
31:18con tutte le persone
31:19tutti i collaboratori
31:20quindi non è sbagliato
31:21comunque comunicare
31:23o che la gente comunichi
31:24con lei
31:24che è a capo dell'azienda
31:25anche con
31:26con la messaggistica
31:28no no
31:28io lo
31:29approva
31:30lo voglio
31:30lo approvo
31:31riesci a un certo punto
31:32però a spegnere il telefono
31:33in aereo
31:34a un certo punto
31:34la dottoressa Coricelli
31:36non risponde più
31:36a volte mi trovo costretta a farlo
31:40di solito
31:41non succede quasi mai
31:43però
31:43la salute
31:45viene anche
31:46cioè
31:46la salute mentale
31:47il fatto di essere ancora
31:49di portare un contributo
31:50viene se
31:51sei lucido
31:52se non sei affannato
31:54quindi ogni tanto
31:55saper dire
31:56ok adesso basta
31:5724 ore di stop
31:59che solitamente coincidono
32:00col fine settimana
32:01quindi alla fine
32:02non succede niente
32:03consentono di ripartire
32:05in maniera lucida
32:07energica
32:07e di portare
32:09un valore aggiunto
32:09perché poi la conversazione
32:10va bene
32:11se porti un valore aggiunto
32:12altrimenti non
32:13non andiamo avanti
32:15ma noi vogliamo andare avanti
32:17certo
32:18e bene
32:18ma rimangono due grandi confini
32:20in tutto ciò
32:20cioè quando inizia la sua giornata
32:22e quando finisce
32:23la giornata inizia
32:24intorno alle sei
32:24un quarto
32:25per prima cosa
32:27il caffè
32:30il caffè
32:30immancabile
32:31non un goccino d'olio
32:32non si parte
32:34no no perché
32:35quello arriva dopo
32:35senza timore
32:38no no
32:38caffè
32:39e si parte
32:39e poi si rientra
32:42diciamo
32:43quando sto in famiglia
32:44si rientra
32:45alle 19
32:4619 e 30
32:48un po' di sport
32:49cena tardi
32:50siamo una famiglia
32:51siamo una famiglia
32:52con tanti interessi
32:53tutti molto sportivi
32:55anche le mie figlie
32:56quindi per fortuna
32:56siamo tutti molto in movimento
32:59ma una bella squadra
33:00poi collaboriamo
33:01anche nelle attività domestiche
33:03e quindi cena tardi
33:06momento di riunione
33:07divano
33:08chiacchiera
33:08le sue figlie
33:09hanno una percezione
33:10cioè la mamma guida
33:12l'azienda
33:12oppure cosa
33:13la mamma fa l'olio
33:15e
33:15onestamente sarebbe interessante
33:18chiederlo
33:18non lo so
33:19quando l'hanno
33:19cosa dicevano in giro
33:21quando sono arrivata
33:22quando sono arrivata
33:23ma l'idea che mamma
33:23è quella che comanda
33:24l'azienda
33:25io le ho sempre
33:26le ho sempre coinvolte
33:27molto anche
33:28con gli assaggi
33:29per far capire loro
33:31sempre
33:32dei palati
33:33molto esigenti
33:34tra l'altro
33:34solo prodotti
33:36di una
33:37quarta generazione
33:38voglio dire
33:38però
33:40però non lo so
33:41quando hanno preso
33:42consapevolezza
33:42del fatto
33:43che comunque
33:43era la mia responsabilità
33:45so che
33:45mi sostengono tantissimo
33:48poi ho due femmine
33:48quindi
33:49ho anche un carico emotivo
33:51particolare
33:51sul ruolo
33:53di una leadership
33:54al femminile
33:55sul fatto
33:57dell'impegno
33:57della conciliazione
33:58tra famiglia e lavoro
33:59che comunque
34:00mi
34:01mi grava sulle spalle
34:04essendo unica donna
34:05della terza generazione
34:07e
34:07mi
34:08mi motiva molto
34:10ecco
34:10a far bene
34:10proprio per
34:11per rappresentare
34:13al meglio
34:14quello che
34:14oggi una donna
34:15ha la grande opportunità
34:17di fare
34:17lei
34:18quante imprenditrici
34:18vede attorno a sé?
34:19ancora troppo poche
34:21troppo poche
34:22ancora troppo poche
34:23non c'è mai la fila al bagno
34:25neanche nei convegni
34:26no eh
34:26mai
34:27bagni degli uomini
34:28fila chilometriche
34:29bagni delle donne
34:30entri subito
34:31anche sul lavoro
34:32diversi
34:33concetti di parità
34:34sono come dire
34:35assodati
34:36però
34:36c'è ancora
34:37secondo lei
34:37un blocco?
34:38c'è una certa fascia
34:39secondo me
34:40alta
34:40ma anche manageriale
34:41escludendo
34:43le
34:43le storie familiari
34:44secondo me
34:45c'è una soglia
34:47che ancora
34:48si fatica a scalfire
34:50o si scalfisce
34:52in termini
34:53di pink washing
34:54o comunque
34:55si
34:55si fa fatica
34:57a inserire
34:57un numero
34:58elevato di donne
34:59ma forse è una questione
35:00semplicemente
35:01generazionale
35:02forse dobbiamo aspettare
35:04ancora qualche anno
35:05per trovare
35:06un equilibrio maggiore
35:07anche
35:08ai vertici
35:09speriamo non troppi
35:10allora
35:11c'è una foto
35:12che sto guardando
35:13perché lì
35:13in termini di famiglia
35:14siete in tantini
35:15ecco
35:16ci sono
35:16questi sono gli 80 anni
35:18di mio papà
35:19di suo papà
35:21e tutti gli altri?
35:23sono i miei fratelli
35:25i miei tre fratelli
35:26più grandi
35:26e festeggiavamo appunto
35:28l'ottantesimo compleanno
35:30di papà
35:31con una festa sorpresa
35:32poverino
35:33che non sapeva
35:35se essere felice
35:36o spaventato
35:37perché eravamo parecchi
35:38però è stato
35:39è stato veramente
35:40un bel momento
35:41lui è
35:42è il mio
35:43è il mio
35:44stagista
35:45lo chiamo
35:45perché ancora
35:48mi piace
35:48venire in azienda
35:49quindi quando io sono
35:50a Spoleto
35:51viene nel mio ufficio
35:52ascolta
35:54ogni tanto
35:55si arrabbia anche
35:55se non gli do
35:56udienza
35:56a sufficienza
35:58però oggettivamente
35:59è stato molto bravo
36:00io credo che
36:01nelle imprese
36:02di famiglia
36:03saper mollare
36:04il timone
36:05in tempo
36:06è la determinante
36:08per la
36:08per la
36:09adeguata
36:10prosecuzione
36:10dell'impresa
36:11forse la difficoltà
36:12principale
36:12è uno dei grandi limiti
36:14oggi
36:14cioè una volta
36:15che ha il timone
36:16da tanto tempo
36:16mollarlo
36:17è la parte più difficile
36:18lui l'ha fatto
36:19e aveva 60 anni
36:21poco più
36:22con noi
36:22mantenendosi tipo
36:24grande fratello
36:25osservatore
36:25certo
36:26quello non gli si può negare
36:28però assegnandoci
36:29una responsabilità
36:30che è
36:32è la cosa
36:32determinante
36:33per poter dire
36:34ok provo
36:34magari mi riferisco a te
36:36se ho delle difficoltà
36:37dei dubbi
36:38facciamo delle scelte
36:39insieme
36:40così mi aiuti
36:41e questo è stato
36:42un passaggio
36:43determinante
36:44per noi
36:44quindi
36:45ci siamo anche dati
36:46delle regole
36:47per far sì
36:48che nessuno
36:49abbia poi la tentazione
36:51nelle future generazioni
36:52inclusa la nostra
36:53di tenere il timone
36:55troppo a lungo
36:56ah
36:56che tipo di regole?
36:58abbiamo un accordo
37:00su quanti
37:01dei nostri
37:0212
37:02membri
37:03della quarta generazione
37:05beh insomma
37:05diventa impegnato
37:06non quanti
37:07ma cosa dovranno fare
37:08per poter accedere
37:10ad essere candidati
37:12a prendere parte
37:12dell'attività
37:14di famiglia
37:15beh questa è una cosa
37:16che effettivamente
37:17a cui non tutti pensano
37:19perché poi
37:20è quello che creano
37:21magari
37:22gli attriti
37:23quando non si
37:24esatto
37:25non lo si prevede
37:26se ne sentono
37:27se ne leggono
37:28tante
37:29poi io sono
37:29un'appassionata
37:30delle storie
37:31delle imprese familiari
37:32quindi leggo
37:33seguo
37:35il rischio
37:36di vedere
37:37i nostri sacrifici
37:39il nostro lavoro
37:40banalizzati
37:42dal fatto
37:45che sì
37:45tanto è inutile
37:46che mi impegno
37:47tanto
37:47ho l'azienda
37:48di famiglia
37:48vado al lavoro lì
37:49non può funzionare
37:51non deve funzionare
37:53riuscite a parlare
37:54di qualcos'altro
37:54durante il pranzo di Natale
37:56o si parla solo di olio?
37:57no no
37:57si parla di tutto
37:58sì sì
37:59assolutamente
38:00assolutamente
38:00senta
38:02nel vostro mondo
38:02a un certo punto
38:03è arrivato
38:04un momento abbastanza
38:05drammatico
38:06che si chiama
38:07Xylella
38:07che può essere
38:08paragonato un po'
38:09al covid
38:09degli esseri umani
38:11forse è il paragone
38:12più simile
38:12come la si gestisce?
38:14la storia
38:14della Xylella
38:15è una storia
38:17mal narrata
38:20sofferta
38:21mal gestita
38:23mal gestita
38:24credo sia il termine
38:25più importante
38:26cioè noi parliamo
38:28di una patologia
38:29che non è
38:32né stata isolata
38:33per fortuna
38:35si è
38:36fermata
38:37ma non è mai
38:39debellata
38:40ma non siamo
38:42stati in grado
38:43tutti
38:44di provvedere
38:46a
38:46estirpare
38:48reimpiantare
38:49
38:49e su questo
38:50ha
38:51mia modestissima
38:52opinione
38:53un peso
38:54importantissimo
38:55il tema
38:56dell'abbandono
38:56dei campi
38:57perché
38:58l'agricoltore
39:00che vive
39:00per quell'appezzamento
39:02ha voglia
39:04se si è dato
39:05da fare
39:05certo
39:06ma se pensiamo
39:07alla nostra geografia
39:08che ripeto
39:09è fatta
39:10di tante
39:11piccole proprietà
39:12se io
39:14che ho una piccola
39:15proprietà
39:15a destra
39:17la sistemo
39:18e spianto
39:19e reimpianto
39:21e i miei vicini
39:22lasciano lì
39:23perché non
39:23scendono
39:25al paese
39:25da dieci anni
39:27perché vivono
39:27tutti fuori
39:28la malattia
39:30continua
39:31quindi purtroppo
39:32all'epoca
39:33probabilmente
39:34un piano
39:35impositivo
39:37
39:37di sostituzione
39:40degli alberi
39:41per evitare
39:42il dilagarsi
39:43la diffusione
39:44che poi effettivamente
39:45è quello che c'è stato
39:46era necessario
39:48urgente
39:49e da far subito
39:50non è stato fatto
39:51la cosa drammatica
39:52che non è stato
39:52ancora fatto
39:53nel senso che poi
39:54adesso non c'è
39:55c'è ancora
39:56tanta morte
39:57tra gli oliveti
39:58che si vedono
40:00anche lungo strada
40:01andando
40:02e da un punto di vista
40:02produttivo
40:03questa cosa
40:03quanto ha inciso?
40:06ha inciso
40:06diciamo
40:07alla fine
40:08della fiera
40:09non tantissimo
40:11ma per il semplice
40:12fatto che
40:12tanti di quegli oliveti
40:14erano anche già
40:15abbandonati
40:15quindi non erano
40:16produttivi
40:17alla fine
40:17l'Italia
40:18continua a produrre
40:19250.000
40:21300.000 tonnellate
40:22all'anno
40:23anni di carica
40:24anni di scarica
40:25il problema vero
40:26è che non stiamo
40:27andando avanti
40:28dovremmo poter
40:30produrre di più
40:31per poter vendere
40:32di più
40:33e consentire a tutti
40:34di consumare
40:34solo ed esclusivamente
40:35olio italiano
40:36non siamo stati in grado
40:38di spiantare
40:39e reimpiantare
40:40che è una pratica
40:41che tra l'altro
40:41negli oliveti
40:42moderni
40:43che sono in tanti paesi
40:45del Mediterraneo
40:46come la Spagna
40:47o che stanno
40:48impiantando in paesi
40:49anche come il Marocco
40:51la Tunisia
40:53possono
40:56diciamo
40:57lo fanno
40:58abitualmente
40:58perché portano
40:59la pianta
41:00al massimo
41:01della produttività
41:02e poi ne rimettono
41:03un'altra giovane
41:04e la sostituiscono
41:05con una giovane
41:05che possa raggiungere
41:07quei picchi di produttività
41:08noi abbiamo
41:09degli olivi
41:09meravigliosi secolari
41:10che dovremmo però
41:11in alcuni casi
41:12spostare nei giardini
41:13per lasciare spazio
41:14a
41:15l'idea che l'olivo
41:16sia secolare
41:17e non si sposa
41:18con la produzione
41:19esatto
41:20ma no specialmente
41:20se poi si ammala
41:21siamo alle battute finali
41:23c'è stato un momento
41:24in cui lei si è trovata
41:25a prendere delle decisioni
41:27e ha pensato
41:28ma io non sono in grado
41:29non so come fare
41:30insomma che possa essere
41:31quella giusta
41:31la solitudine del manager
41:33il senso è quello
41:34esiste o è una narrazione?
41:36no
41:36io credo possa esistere
41:38la
41:38diciamo
41:40pesa meno
41:40nel momento in cui
41:42ci si
41:43ci si organizza
41:44con delle strutture
41:45pensanti
41:46sotto
41:47il manager
41:49che poi è quello
41:49che prende la decisione
41:51quindi il fatto
41:52nel mio caso
41:53ho anche
41:54una famiglia
41:55una famiglia sott'olio
41:57che può aiutare
41:58e consigliare
41:59quindi sono abbastanza
41:59fortunata
42:00da questo punto di vista
42:02però sicuramente
42:03quello che aiuta
42:04molto
42:05sono le strutture
42:06manageriali
42:07che portano avanti
42:09il day by day
42:10aziendale
42:11da lì comunque
42:13si riesce
42:15a vedere
42:16con occhi
42:17razionali
42:18anche la criticità
42:18maggiore
42:19e quindi
42:20è più facile
42:21conoscendo
42:23sapendo la qualità
42:24di chi lavora con te
42:25è più facile
42:26prendere decisioni
42:27perché sono decisioni
42:29ponderate
42:30dal loro contributo
42:31anche dal loro contributo
42:32è il momento
42:34in cui ha disfatto
42:34la valigia
42:35di ritorno da New York
42:36e ha detto
42:37ok
42:37qui è ufficiale
42:38in realtà non mi sono
42:40mai fermata
42:40è ancora lì
42:41no
42:41è vero che
42:43ho disfatto
42:44quella valigia
42:45ma ne ho fatte
42:45tantissime altre
42:47quindi è stata
42:47in realtà poi
42:48un'opportunità
42:49per viaggiare
42:52per muoversi
42:53per conoscere gente
42:53per fare
42:54grandissime esperienze
42:56in tutto il mondo
42:58quindi la valigia
42:59è ancora lì funzionante
43:00la valigia
43:01è sempre
43:02come lo dico sempre
43:03sto più spesso
43:04con il mio trolli
43:05che con mio marito
43:05quindi
43:06ahimè
43:07la valigia
43:08è sempre vicino
43:09ma è anche
43:10piena di sogni
43:12non solo degli oggetti
43:13quotidiani
43:14quindi è bello
43:16portarla
43:16portarla in giro
43:18perché rappresenta
43:19veramente
43:20una bellissima opportunità
43:22che la vita ci ha dato
43:23questa impresa
43:24e un bellissimo sogno
43:26da condividere
43:27con la nostra
43:28quarta generazione
43:29ma con chi
43:30verrà dopo di noi
43:32allora intanto
43:33tra questi tanti viaggi
43:34grazie per aver trovato
43:35il tempo di venire
43:36qui da noi
43:37grazie mille
43:38Chiara Corricelli
43:39amministratrice delegata
43:40della Pietro Corricelli
43:41e al prossimo viaggio
43:43con piacere
43:43grazie
43:44grazie a tutti
43:49grazie a tutti
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