00:00guardate gli uccelli del cielo non seminano né mietono né ammassano nei granai eppure il padre
00:13vostro celeste li nutre non contate voi forse più di loro queste parole del maestro non sono
00:25semplicemente uno slancio poetico ma sono anche la rivelazione della stoffa umana di gesù che appare
00:35come una personalità non ripiegata su se stessa ma aperta e orientata alla provvidenza in realtà
00:47gesù come abbiamo appena sentito facendo riferimento al ciclo vitale dei volatili vuole
00:55affermare una cosa e cioè che gli uccelli che erano considerati tra gli animali del tutto inutili
01:04perfino gli uccelli hanno in realtà garantito il necessario a maggior ragione l'uomo a ciò che è
01:15necessario per vivere nel cuore dunque del padre che non smette mai di pensare ai suoi figli ce n'è
01:26per tutti la natura che è sempre vivente le piante e i vegetali gli animali appunto come gli uccelli e
01:38gli uomini e le donne perché allora verrebbe da chiedersi non ci fidiamo di questa parola non solo
01:47così poetica ma anche così decisa da parte di gesù perché in altre parole non prendiamo sul serio quello
01:58che lui ripete per ben tre volte quando invita a non farsi prendere dall'ansia rispettivamente per
02:07il cibo per il vestito e per la vita la risposta è contenuta in questa stessa pagina evangelica e sta
02:20nell'affermazione iniziale che pone un'alternativa secca nessuno può servire due padroni poiché o odierà
02:31l'uno e amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e trascurerà l'altro nessuno può servire a due padroni
02:42non potete servire a dio e a mammona perché gesù parla in tono così sprezzante di due padroni
02:51perché in realtà noi possiamo riporre fiducia in dio oppure possiamo riporre fiducia in mammona
03:02possiamo in altre parole riporre fiducia nelle relazioni oppure nelle cose
03:10se ci guardiamo intorno direi che rispetto al tempo di gesù le cose non sono poi cambiate
03:18molto perché anche oggi la nostra tendenza è a privilegiare le cose sulle relazioni mammona a dio
03:29un esempio eclatante le guerre che sono la prova provata che il business delle armi rappresenta
03:42oggi ciò che è più conveniente solo che questo business così redditizio produce effetti collaterali
03:53che sono le decine di migliaia di morti ma questo sembrerebbe essere un altro discorso
04:02se questa è la tendenza diffusa ieri come oggi a privilegiare la ricchezza
04:09ben altra è stata la strada percorsa da san giovanni calabria morto nel 1954
04:19era giovanni calabria figlio di un ciabattino dal quale aveva imparato la capacità di aiutare a far
04:32camminare avendo compreso sin dalla sua giovane età che le parole di gesù che dicono di scegliersi il
04:45padrone erano quelle decisive per la sua vita e giovanni calabria scelse sin da giovane prete che
04:56non il denaro ma la relazione con i più svantaggiati fosse la sua particolare attenzione e attraverso
05:07questa sua scelta desacralizzò il denaro che spesso diventa un idolo anzi addirittura un feticcio
05:17al quale tutto sacrifichiamo e introdusse una straordinaria novità che ha segnato nel profondo
05:27la città di verona e cioè al posto del denaro la qualità del dono e il dono perché san giovanni
05:38calabria ha fatto tutto all'insegna della gratuità è effettivamente quanto di più trasgressivo ci sia in
05:47un mondo che è tutto costruito sul do ut des ed è per questo che san giovanni calabria ha avuto non
05:59solo in questa città in questo territorio ma in tutto il mondo una grande presa perché ha introdotto
06:08un'altra logica che è quella del dono grazie al quale le sue figlie e i suoi figli spirituali ancora
06:16oggi continuano a seminare il bene soprattutto nella direzione delle fasce più svantaggiate e qui
06:27e sto già concludendo mi pare di cogliere una singolare sintonia con la vicenda personale di
06:36don guido perché anche don guido ha mostrato nella sua vita lo stesso abbandono alla provvidenza
06:46di san giovanni calabria semplicemente ha vissuto questo slancio fiducioso verso dio che è padre
06:55provvidente in un campo speciale che è quello della comunicazione ed è per questa ragione che don guido
07:04ha dato vita a tele radio pace con questa scelta come sapete ha dato voce a chi non ha voce in particolare
07:15ha dato voce in un certo senso a dio stesso grazie agli innumerevoli spazi di ascolto e di contemplazione
07:26che attraverso la radio e la televisione ha offerto a tutti indistintamente certo anche nel
07:36privilegiare la voce e il magistero del papa tele radio pace è stato anzitutto dar voce a dio ma non solo
07:48questo è stato tele radio pace perché è stato anche dare voce alle persone più povere ed emarginate
07:56come documenta la sua vita privata spesso persone talora addirittura impresentabili e tuttavia da lui
08:08sempre accompagnate con riservatezza e con grande dedizione e infine tele radio pace ha dato vita a
08:21questa grande forma di ascolto che è il mondo come tale perché in una televisione locale non è stato mai
08:33così frequente l'apertura internazionale sul mondo che questa televisione ha sempre garantito a
08:43tutti i suoi fedeli ascoltatori allora concludo facendo proprio riferimento a questa singolare
08:53coincidenza tra san giovanni calabria e don guido nell'abbandono alla provvidenza con le parole del
09:02maestro che dicono non preoccupatevi dunque del domani perché il domani si preoccuperà di se stesso a
09:13ciascun giorno basta la sua pena che è una cosa un po diversa dal carpe diem perché a ciascun giorno
09:23basta la sua pena non è sprovvedutezza e non è anche un invito dolce un invito al dolce far niente ma a
09:34ciascun giorno basta la sua pena significa che dobbiamo concentrarci e dobbiamo avere il coraggio di vivere come
09:45don guido questa trasgressione del dono ricevuto e concesso sì soltanto se aumenta
09:56il livello del dono in ciascuno di noi anche questa singolare esperienza che è stata tele radio pace
10:08potrà avere continuità ed è per questo che noi continueremo insieme a lavorare perché seguendo
10:20l'ispirazione di don guido possiamo continuare su questa strada dell'abbandono alla provvidenza
10:30grazie a tutti
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