Vai al lettorePassa al contenuto principale
https://www.pupia.tv - Roma - ​Relazione attuazione Piano Mattei - audizione Alfredo C. Cestari, Giampaolo Silvestri, ReCommon - Doc. CCXXXIII, n. 2
La Commissione Esteri, nell’ambito dell’esame della Relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei, aggiornata al 30 giugno 2025, trasmessa ai sensi dell’art. 5 del decreto legge 15 novembre 2023, n. 161, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 gennaio 2024, n. 2, ha svolto le seguenti audizioni:
ore 13.20 Alfredo C. Cestari, presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale
ore 13.40 Giampaolo Silvestri, Segretario Generale della Fondazione AVSI – ETS
ore 14 rappresentanti di ReCommon (10.09.25)

#pupia

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Buongiorno, avverto in via preliminare che la pubblicità dei lavori della seduta odierna
00:08sarà assicurata anche attraverso la trasmissione diretta sulla OETV della Camera dei Deputati.
00:13Ricordo che la partecipazione da remoto è consentita a colleghe e colleghi secondo le
00:17modalità stabilite dalla Giunta per il regolamento.
00:21L'ordine del giorno reca al seguito delle audizioni informali nell'ambito dell'esame
00:25della relazione sullo stato di attuazione del piano Mattei, aggiornata il 30 giugno 2025.
00:32Cominciamo il ciclo odierno con l'audizione del Dottore Alfredo Carmine Cestari, Presidente
00:38della Camera di Commercio Ital-Africa Centrale.
00:41Anche a nome dei colleghi saluto e ringrazio per la disponibilità a partecipare ai nostri
00:45lavori collegati in videoconferenza.
00:48Il Dottore Cestari gli cedo subito la parola, pregandolo di contenere il proprio intervento
00:54entro i dieci minuti.
00:55Grazie.
00:58Signor Presidente, buongiorno, ringrazio lei e i capi deputati per questa opportunità
01:06che mi viene concessa.
01:08Per la qualità di imprenditori innanzitutto e poi di Presidente della Camera di Commercio
01:13Italia-Africa raccoglie circa 3.000 imprenditori italiani iscritti che lavorano verso il continente
01:22africano e con i loro omologhi hanno rapporti di cooperazione economica.
01:29Mi permette di fare un crevissimo depilogo sullo stato del piano Mattei che seppure all'inizio
01:38ha visto un po' di difficoltà proprio per dimensione del continente dei progetti e delle
01:45richieste che sono man mano arrivate.
01:48I primi paesi sono stati scelti come target, hanno cominciato a fare delle richieste nei
01:53ambiti dei 5 pilastri di San Matteo e si sono attivate tantissime iniziative con le richieste
02:01con le prime progettazioni, anche se a Rilento ultimamente in alcuni casi per i primi paesi
02:10i lavori sono anche iniziati.
02:11La mia audizione è rivolta soprattutto alla nostra esperienza come Camera di Commercio
02:18ma anche di imprenditori come poter meglio implementare queste risorse e questi programmi
02:24coinvolgendo il settore privato, i giovani, le donne e soprattutto le eccellenze italiane
02:31che sono interessate all'apertura dei comuni al cambio.
02:36Una delle proposte che la Camera di Commercio vuole sottoporre alla vostra cortese attenzione
02:43è quella di provare a coinvolgere tutte le regioni italiane per consentire innanzitutto
02:53ai possibili beneficiari di accedere alle informazioni perché se ne è parlato tantissimo,
02:58se ne parla, si discute e si promuove, si fanno iniziative di informazione ma secondo me
03:05vanno ancora meglio implementate sul territorio italiano, non solo sul territorio del nord dove
03:12le grandi industrie, per esempio con il caffè, il cacao e anche il settore agroindustriale
03:20sono state molto più reattive nella partecipazione a questi bandi, a questi accordi con i paesi target
03:27ritengono che può ulteriormente migliorare questa attività coinvolgendo ancora di più
03:34il mondo del settore privato del nord mezzogiorno ma non solo del nord Italia
03:40che sono solidamente molto più reattivi e più organizzati anche in termini di fatturato e di esperienze
03:46è secondo me molto importante, può rivolgere le regioni italiane anche per la prossimità
03:53geografica verso il continente africano e questo può avvenire certamente coinvolgendo
03:59le regioni perché anche le regioni possono oggi accedere attraverso partenariati pubblici
04:06e privati, le università, i centri di ricerca, le canali di commercio provinciali e anche
04:13il broker, cioè quindi delle imprese specialistiche nei vari settori che possono andare ad associare
04:19dalla formazione, sanità, infrastrutture, energia durale e quant'altro, secondo me il coinvolgimento
04:28delle regioni meridionali è indispensabile perché ad oggi risultano, almeno da quella
04:35che è la nostra conoscenza, la partecipazione delle filiere delle imprese meridionali, centro
04:41meridionale, nei vari settori di cultura, sanità, infrastrutture, energie, innovabili e acqua potabile
04:50e quant'altro sarebbe interessante portare ad assoluto a conoscenza del mondo privato
04:56delle opportunità che Piero Mattei ha stabilito. E a parte questo devo dire che forse probabilmente
05:04nella congiuntura politica che si è venuta a creare la Francia è sempre più debole e la
05:10loro presenza è sempre più ritenuta non amica come si era negli anni ritenuto, essendo
05:19ex colonia francese, soprattutto i paesi italiani, tra la maggior parte dei paesi di lingua francofona,
05:26oggi l'Italia viene vista come uno dei paesi amici e anche con Piero Mattei la nostra immagine
05:34non solo delle istituzioni, quindi del nostro governo, delle nostre istituzioni tutte, ma anche
05:39per le imprese questo clima è realmente favorevole, perché finalmente l'Italia doveva negli anni
05:47avere maggior attenzione, non solo per il fenomeno migratorio, ma anche e soprattutto per il mercato,
05:53lo voglio ricordare, un miliardo e 450 milioni di consumatori vivono a un'ora di volo dagli aeroporti
05:59di Napoli, Bari, nel settembre, nel giocare, poche ore di navigazione dai nostri porti per le merci
06:05delle nostre imprese, è un mercato che nel 2050 arriverà a 2 miliardi e 400 milioni di
06:14costruttori, con un tasso di crescita in alcuni paesi anche a doppia cifra, quindi un mercato
06:21importantissimo, oltre alle note difficoltà dei fenomeni migratori che purtroppo registriamo
06:27ancora oggi. Quindi questa attenzione che il governo con il piano Mattei ha mostrato
06:34con confronti di questi primi 12 paesi, target sicuramente ci dà dei risultati in termini
06:42di immagine, in termini di possibilità molto molto elevati e che sarebbe un peccato sprecarci,
06:49non stare vicino alle imprese, formare i giovani imprenditori, le giovani generazioni e spiegare
06:55bene quelle che sono le opportunità che questa attività che viene svolta dal governo
06:59può considerare anche l'inforcimento delle nostre zone economiche speciali del sud per
07:06insediare a noi i siti produttivi e mantenere quelli in essa, può significare una corretta
07:12applicazione del piano Mattei e delle risorse che gli vi contenuti. Io vorrei piuttosto continuare
07:22a divulgarmi sui effetti positivi o quelli che devono essere migliorati, vorrei eventualmente
07:30il Presidente, se ci fosse qualcosa di specifico, devo eventualmente illustrare perché noi siamo
07:40presenti con la Camera di Commercio con basi stabili e con organizzazioni anche italiane
07:47presenti sui rumi, lavoriamo con le ambasciate, con le istituzioni consulari e quindi abbiamo
07:53una discreta esperienza di questi mercati e anche delle difficoltà che le imprese italiane
08:00devono superare per poter entrare con prudenza nello svolto della competitività presso questi
08:07paesi. Se ci sono delle domande particolari posso dirvi chiaramente che questi progetti sono
08:13tutti di grande visibilità perché vanno nelle aree più sensibili per ridurre le sacche
08:21di bruttà, per creare delle nuove opportunità di lavoratori giovani, soprattutto partendo
08:28dalla formazione di queste giovani generazioni, ma voglio ricordare come dicevo prima, tra 10-15
08:34anni ci daranno un miliare e 300 milioni di bambini e adolescenti. Quindi potete ben immaginare
08:41la forza lavoro che questo continente detiene e formandosi adeguatamente e correttamente
08:48regolando i flussi migratori cosa potrebbe significare per le nostre imprese e per il nostro paese
08:53sia per quanto riguarda per esempio nel mondo del settore sanitario, la mancanza di infermieri
09:02di personale locale nelle strutture sanitarie, la mancanza di investi che arrivano richiesti
09:09in oltre 3 mila visita come necessità per le più grandi imprese di trasporto italiane
09:16e così via la ricoltura, le divizie e quant'altro. Quindi bisogna sicuramente rafforzare il piano
09:23materi, bisogna sicuramente calarlo ancora di più delle regioni meridionali perché sono
09:30quelle che sottiscono anche il sanitario migratorio più da vicino e quindi non solo per compensazione
09:36ma soprattutto perché si possano tenere le imprese e i giovani che una volta terminati
09:42gli studi non debbano andare via dal regione meridionale, forse con una maggiore attenzione
09:48gli effetti positivi potrebbero aumentare se non le tante piane. E quindi grazie per la possibilità
09:55per questo primo intervento, poi ci sono dei chiedimenti sulle vostre disposizioni.
09:59Grazie mille. Ha chiesto la parola all'onorevole Billi.
10:06Grazie, io saluto il Presidente Cestari e grazie anche per la sua disponibilità oggi a dialogare
10:20con noi. Presidente, io avrei tre questioni su cui mi piacerebbe sapere velocemente il suo
10:29punto di vista come esperto della materia che ha sotto mano e tiene il polso della situazione
10:38in questo continente molto complesso e molto importante per noi. Innanzitutto, Dottor Cestari,
10:47per il Piano Mattei, per avere successo non può limitarsi all'avvio di singole iniziative,
10:59deve produrre risultati tangibili e duraturi sia per i paesi partner sia per le imprese italiane
11:07e in questo senso quindi la trasparenza e la capacità di misurare gli impatti dei vari progetti
11:15che vengono portati avanti in Africa diventano decisivi. Quindi mi chiedo, appunto, dal suo
11:21punto di vista, secondo la sua esperienza, quali sono i meccanismi di monitoraggio e di
11:26valutazione che ritiene necessari o comunque da consigliare per assicurare che i progetti
11:33avviati producano benefici concreti e non si riducano iniziative episodiche.
11:39Un'altra questione, invece, Presidente Cestari, secondo me importante, su cui vorrei un suo
11:47breve parere, sono i rapporti con gli altri attori internazionali nel continente africano,
11:55nel senso che oggi, appunto, l'Africa è al centro dell'attenzione non solo da parte
12:01dell'Unione Europea, ma, come sappiamo benissimo, dalla Cina, dalla Russia, anche la Turchia.
12:06Quindi ognuno ha delle proprie strategie economiche, di geopolitica e quindi il Piano Mattei deve
12:17considerare anche queste questioni. Quindi, secondo lei, come vengono gestite dal punto
12:24di vista delle imprese e delle camere di commercio le relazioni e le eventuali sovrapposizioni
12:30con questi soggetti. Non so se avete in mente delle azioni di coordinamento oppure se vede
12:39proprio dei rischi e delle situazioni di concorrenza diretta.
12:45E un'altra cosa, invece, volevo approfittarne sempre per chiedere il suo punto di vista sul,
12:50come si può dire, sul modello europeo, nel senso che il Piano Mattei, non ritengo che debba
13:03restare un'iniziativa italiana, ma dovrebbe evolversi in un modello condiviso a livello
13:10europeo. Su questo, su cui il Governo, mi pare, stia lavorando e sarebbe assolutamente auspicabile.
13:17E quindi mi chiedevo se lei vede il Piano Mattei come un possibile piano che possa essere
13:32abbracciato anche da altri Paesi europei, se possa divenire un modello europeo, rafforzando
13:39la presenza non solo italiana, ma di tutti i Paesi dell'Unione Europea nel continente
13:45africano. Oppure se, almeno ad oggi, lei nota un'iniziativa prevalentemente nazionale
13:54italiana. Grazie.
13:56Prego per la replica, grazie.
14:01Sì, intanto ringrazio per il mio saluto per queste domande molto, molto importanti che
14:10mi danno anche l'impressione di fare qualche chiarimento. È certo che i controlli sono indispensabili,
14:16che vanno affidati all'ente terzo, probabilmente che abbia esperienza in loro, che sia capace di
14:25fare con esperienze di anni, di presenza, di stime e di controllo di opere in una realtà
14:34che spesso è molto difficile fare. È chiaro che andrebbero fatte gradualmente, andrebbero
14:42fatte per lotti di finanziamento e sono richieste per sapere correttamente dell'uso delle risorse
14:51e soprattutto dei risultati che le stesse poi produrre. Credo che la domanda sia molto
14:59molto precipice. Ci vogliono, oltre all'erograzione, all'approvazione e all'icorgimento, ci vogliono
15:08anche i controlli, perché sappiamo bene che una parte di queste risorse vanno direttamente
15:12ai governi beneficiari, anche se vengono più forti le imprese, ma in maniera, diciamo, direttiva,
15:20che sarebbe più opportuno dell'erograzione, del finanziamento, del rispetto della legge,
15:28del rispetto della trasparenza, fare in modo che le imprese, appena con l'incontro della
15:34legge italiana, vengono corte, come fanno anche gli altri paesi, più o meno in maniera esclusiva,
15:42esclusiva, come una preferenza delle imprese, che si possono indicare senza violare la legge
15:49nei bandi quando questi verranno pubblicati. Il controllo è molto importante, perché i risultati
15:56devono essere evidenti e non ci deve essere il rischio del rispetto di queste risorse,
16:04che sono comunque importanti, ma possono dare dei risultati estremamente positivi. E questo
16:14è la prima risposta. Il controllo che l'ha fatto è di terzi, ma che abbiano un'esperienza
16:18sul terreno, perché i controlli dall'Italia o dall'Europa sicuramente possono incidere sulla
16:25possibilità di evitare droghi, corruzione o lavori eseguiti a perfetta regola d'arte. Per
16:34quanto riguarda poi la seconda nada, è chiaro che abbiamo purtroppo negli anni agito in maniera
16:41indipendente la Francia per proprio suo, per la loro città e per la loro presenza, il Belgio
16:48per la sua parte, ogni uno dei paesi europei negli anni che ha agito in maniera indipendente,
16:55tant'è vero che oltre alla presenza delle abbasciate dell'Unione Europea, in ogni paese,
17:01che quasi in ogni paese di continente africano, anche per la parte del sud salariano, quella
17:05più remonta, ci sono anche le ambasciate dei singoli paesi, che sinceramente ci sono
17:11dei doppioni che potrebbero in qualche maniera, sia per un'economia di spesa del nostro paese,
17:16ma anche per gli altri paesi, potrebbero rafforzare la presenza delle ambasciate dell'Unione Europea
17:21con una guida unica delle azioni. È chiaro che il piano mattei, seppure una piccola parte
17:29del grande fabbisogno di questi paesi, è un esempio che se fatto in maniera positiva
17:36può essere seguito dall'Unione Europea. L'Unione Europea si ha 150 miliardi di euro
17:41in tutti i grossi anni della programmazione per il continente africano. Perché? Perché
17:47se vuole contare l'Unione Europea, come diceva l'Unione Europea, nella presenza che già c'è
17:55del molto forte della Cina, degli Stati Uniti, che oramai sanno bene che combattono la guerra
18:03contro quella dei tazzi e quella dell'economia, contro la Cina e le altre potenze, la fanno
18:08addirittura in maniera molto forte in Africa per attrapararsi con moltissimo delle prime
18:14e quant'altro. Quindi l'Unione Europea vuole essere anche presente, ma soprattutto da arbitro,
18:21da talmierante delle dinamiche che in questi anni, le varie guerre che si sono riaperte
18:29nell'Africa spisariana, Rwanda, Congo, poi coinvolgendo un po' tutta quella parte dei grandi
18:35laghi per la possibilità di approvvigionamento diretto e forse anche illegale per i primi
18:43di tutti questi paesi, sono possessori, rami, porta, comparto, uranio, i commodi di petrolio,
18:54del gas. Quindi chiaramente l'Unione Europea deve agire in maniera coordinata, cioè seguendo,
19:00se è possibile, ovvero i risultati positivi del piano materno, adesso dimostrarsi che c'è
19:06quella piccola azione che sta facendo, l'Europa potrebbe fuggere dal coordinamento per tutti
19:14i paesi che ne fanno parte, tanto in un uomo che l'Italia potrebbe svolgere, quello della
19:19prossimità geografica e anche quella della necessità di, dicevo prima, di compensare in minima
19:26parte le difficoltà provenienti dall'immigrazione non controllata e della possibilità di rivalutare
19:36le nostre aree meridionali. C'è poi il progetto in Italia in maniera più forte con un problema
19:42anche di strategia da guida, da protagonista, cose che non è mai stata. L'Italia rispetto
19:53a queste aree, a questi paesi, ha avuto una presenza davvero delle siccole imprese. Noi vediamo
20:00che in paesi come il Povo, l'Angola, la Transat, il Mozambico, c'è una presenza dell'e
20:09italiana, ma finisce lì. Addirittura tutte le altre piccole imprese sono andate per tutto
20:15l'Europa. C'è ormai una rete di imprese di accompagnamento né da parte dell'istituzione
20:20né da parte delle ambasciate. Quindi sarà il momento sulla scia di quello che si sta facendo
20:25di consolidare e forzare questa rete e fare in modo che le imprese vengano accompagnate
20:31in maniera corretta, adeguata e soprattutto intervenire in quelle fasce dove ci possono
20:36essere maggiori rischi per evitare che le stesse che vadano a cercare come mercati potessero
20:42poi avere difficoltà non solo economiche ma anche ambientali. Quindi il coordinamento
20:47dell'Unione Europea è molto molto importante. Dimostrare che le risorse di Piano Matteo
20:52che ha stanziato producono sicure solo piccole risorse, perché se a partire questi 5 miliardi
20:58di cui tanto si parla, quindi i cilenti paesi d'Italia potete ben immaginare in 4-5
21:04euro, parliamo di interventi, da 150 milioni di euro, da 200 milioni di euro, probabilmente
21:09non si riesce a fare neanche un'opera strategica importante, ma comunque un buon segnale che si
21:15si fa a questi paesi. Se poi l'Unione Europea intravede che l'Italia sta facendo bene o
21:21sta provando a fare bene o sta cercando di portare dei risultati positivi per l'Italia,
21:27soprattutto per le nostre imprese e per le nostre istituzioni, sicuramente potrebbe accompagnare
21:32e rafforzare le linee di finanziamento per consolidare una maggiore presenza europea e un
21:39miglior combinamento di tutte quelle che sono in presenza sia nel settore privato che
21:44nel settore pubblico. E passo alla terza domanda che ho anche affrontato da
21:50bene a seconda. Cioè è vero che se vogliamo avere la possibilità di competere con le altre
21:56presenze internazionali, la vicina, faccio un esempio, la Turchia, tutte queste grandi capitali
22:03che hanno una linea aerea da più di venti anni. Tutte quelle aree dove l'Italia è
22:10assolutamente presente. Un imprenditore italiano, un'impresa italiana che vuole raggiungere
22:16un appunto, che vuole raggiungere l'Uano, che vuole raggiungere i brevilli, deve fare una
22:22serie di giri che sono incredibili. O sale prima a Parigi o va in Belgi perché poi sono le
22:29uniche compagnie che hanno i diretti, oppure va con l'Idiopera online, oppure deve andare
22:34a Dubai, oppure deve andare a Istanbul, Mare, la Turchia che si vanno a arriva, delle linee diretti
22:40da Istanbul in tutte queste capitali. Quindi potete bene immaginare che un
22:44compeditore italiano si trova ad affrontare anche difficoltà logistiche per arrivarci, per
22:50ritornare alle nuove realtà. Quindi un migliore combinazione, una maggiore, diciamo, attività
23:01prima di tutto tra i paesi europei e con l'Italia al centro e l'Ibero con un ruolo di protagonista
23:09che deve avere subito i giorni interregionali per i vantaggi che viverebbero se anche utilizzate
23:17correttamente quelle che sono state nelle disposizioni del governo delle persone comuniche speciali
23:23attrarre le imprese europee a tenere l'intestine l'altro mezzogiorno a creare nuovi posti di lavoro
23:30per affrontare la possibilità per la prossimità di questo grande mercato di andare a vendere
23:38i prodotti europei verso il mercato africano. Significherebbe rilanciare il nostro mezzogiorno,
23:45mantenere le imprese che hanno grande difficoltà in questo momento a continuare le proprie attività
23:50e coinvolgere i giorni che si lavorano per restare nelle proprie tale di provenienza.
23:55Quindi un ragionamento più sfidato farebbe solo del bene, non solo al nostro paese, non solo al nostro
24:01mezzogiorno, nella nostra inglese dei giorni delle donne, ma a tutta l'Europa perché fino ad oggi purtroppo
24:07la nostra presenza è stata soprattutto con una discreta concorrenza e anche molto evidente tra i vari paesi,
24:18in Francia, l'Italia, l'Italia, l'Italia, l'Italia, questo che porta sicuramente del bene alle nostre realtà.
24:25Grazie ancora, la ringrazio per il contributo, i nostri lavori, dichiaro a questo punto conclusa l'audizione informale.
24:48Grazie.
25:18Grazie.
25:48Buongiorno a tutti, grazie per questo invito.
26:00Grazie.
26:01Sarò breve, come si dice.
26:03Allora, una premessa.
26:06Avsi, la fondazione Avsi è parte in causa in questo processo del Piano Mattei, perché come organizzazione
26:11dell'associazione civile abbiamo appena vinto qualche mese fa un progetto in un bando in costa d'Avorio,
26:17un progetto molto grande di 10 milioni di euro che è inserito anche nella relazione del Piano Mattei.
26:24Quindi da una parte ne siamo beneficiati, dall'altra siamo in una posizione privilegiata per osservare il piano dall'interno
26:33e quindi rilevare quello che sta funzionando e quello che invece merita di essere corretto, rilanciato e migliorato.
26:40Alcune considerazioni.
26:42Allora, partendo anche dalla relazione, il Piano Mattei si tratta di un'iniziativa di politica estera
26:49che sicuramente ha generato un nuovo movimento in Italia e nei paesi partner,
26:56cioè ha liberato energie, progettualità e permesso di avviare nuove partnership.
27:02Questo non solo nei paesi che sono indicati come paesi del Piano Mattei,
27:09ma in generale un po' in tutti i paesi africani dove l'Italia fa cooperazione.
27:14Dopo un anno e mezzo dal suo annuncio già noi, almeno noi, ma anche altri soggetti,
27:21sono già al lavoro sul terreno, cioè a continuare il lavoro sul terreno.
27:25E quindi stanno partendo delle grandi progettualità.
27:28Cito un attimo questo progetto della Costa d'Avorio, di cui noi siamo i realizzatori,
27:33perché fa capire bene cosa significa poi sul terreno il Piano Mattei.
27:38Prima di tutto la dimensione, il salto di scala rispetto a precedenti progetti della cooperazione.
27:4510 milioni di euro, quando normalmente la taglia media di un progetto finanziato
27:50dalla cooperazione italiana per un'organizzazione della società civile è circa 2 milioni,
27:55quindi un salto di scala.
27:57Quindi i numeri, un progetto educativo che avviene su 800 scuole, 20 regioni del paese,
28:02circa 200 mila studenti, scuole primarie e circa 5 mila insegnanti che saranno formati.
28:10Un progetto che nasce da una richiesta del Ministero, questo è importante,
28:14del Ministero dell'Educazione della Costa d'Avorio.
28:17La Ministra è stata recentemente al meeting di Rimini in un incontro in cui ha spiegato
28:21il valore di questo progetto, che ha queste caratteristiche.
28:25Quindi non solo un progetto che arriva sul terreno a favore di studenti con attività
28:29ricreative, educative, formazione insegnanti, piccoli lavori infrastrutturali,
28:33miglioramento delle scuole, ma che contribuirà anche alla trasformazione,
28:39al cambiamento, alla riforma del sistema scolastico ivoriano.
28:42Quindi un aspetto trasformativo e di impatto.
28:45L'altra cosa molto importante è che questo progetto è uno scale up,
28:50cioè un aumento di dimensione in scala di esperienze precedenti.
28:55e questo è uno dei criteri del Piano Mattei, cioè partire da esperienze positive già in essere.
29:01Noi avevamo tutta una serie di progetti educativi in Costa d'Avorio
29:05finanziati da vari donatori, tra cui anche il governo americano, che poi ha tagliato,
29:10e abbiamo fatto lo scale up di questo progetto.
29:12Quindi questo aspetto di partire da esperienze positive
29:15è una caratteristica importante del Piano Mattei.
29:18L'Italia, con questa iniziativa del Piano Mattei, quindi,
29:24sta proponendo una rinnovata modalità di creare partnership con l'Africa.
29:31E questo vediamo che ha grande riscontro nei paesi africani,
29:36sia a livello di classi dirigenti, ma non solo.
29:39Cito solo l'esempio di due anni fa della prima ministra ugandese che è venuta in Italia.
29:43La prima domanda che ha fatto è
29:45perché l'Uganda non è fra i paesi del Piano Mattei?
29:48Perché l'Uganda non lo è.
29:49Quindi a dimostrare un interesse, a voler essere parte di questo processo.
29:53E dall'altro, quello che dicevo prima,
29:55un grande e rinnovato interesse di università, organizzazioni della società civile,
29:59imprese, enti locali, regioni, a fare qualcosa di positivo per l'Africa,
30:07detta in maniera molto semplice, non solo sui paesi del Piano Mattei.
30:12Quindi, la terza cosa che vorrei sottolineare è che il Piano Mattei permette una continuità
30:19perché l'Africa resti prioritaria nella politica estera italiana, questo è importante.
30:24L'Africa è una priorità, questo per noi è fondamentale.
30:27Come sappiamo bene, non è così, non è scontato.
30:31Molti paesi, vediamo adesso, l'Africa non è più una priorità.
30:34Quindi, da questo punto di vista, tutte le iniziative che in qualche modo si collegano al Piano Mattei,
30:39penso ad esempio alle missioni di sistema che la Direzione Generale Cooperazione e Sviluppo
30:45del Ministero Affari Esti ha promosso in molti paesi del Piano Mattei,
30:48portando organizzazioni della società civile, imprese,
30:51Cassa Depositi, l'Agenzia, altri ministeri.
30:54Quindi, diciamo, il sistema Italia.
30:57Queste sono molto importanti perché permettono uno scambio diretto con i paesi,
31:01capire le loro esigenze e da queste missioni sono nate poi tutta una serie di progettualità.
31:07Il progetto che citavo prima è nato da una prima missione di sistema in Costa d'Avorio.
31:12Quindi, realizzando il Piano Mattei, si va allineando il sistema Italia viceversa,
31:18cioè il sistema Italia sta rendendo possibile anche l'implementazione del Piano Mattei
31:23e il Piano Mattei consente al sistema Italia di strutturarsi.
31:26Questo è molto importante.
31:27Ultimo elemento è l'interesse degli organismi internazionali.
31:31Cito solo il Global Partnership for Education,
31:34che è la più grande iniziativa a livello internazionale sull'educazione,
31:37che ha mostrato grande interesse e con cui sono avviati dei dialoghi
31:40per realizzare progetti sull'educazione in alcuni paesi del Piano Mattei.
31:45Gli aspetti critici.
31:47Allora, innanzitutto va rafforzato un meccanismo stabile di confronto con i partner africani.
31:54Manca un quadro strutturato e duraturo delle partnership.
31:59Poi, secondo elemento, bisogna rafforzare il monitoraggio e la valutazione.
32:04Cioè, occorre inserire, soprattutto nella relazione,
32:08indicatori precisi per misurare efficienza e efficacia dei programmi.
32:12Occorre definire, soprattutto nella relazione, obiettivi di medio e lungo periodi con benchmark
32:17e con un monitoraggio molto trasparente.
32:20Terza criticità, la comunicazione.
32:23Da questo punto di vista, occorre che nella relazione che è stata presentata
32:27vengano inseriti dei dati quantitativi in maniera molto trasparente e molto sintetica
32:34e con tabelle.
32:36Cioè, occorre inserire i nomi dei progetti,
32:38vorre inserire per ogni progetto il valore, la durata di tutti i progetti ciutati,
32:43la fonte di finanziamento, se sono a debito, se sono a grant, a fondo perduto,
32:49perché questo poi permette di realizzare tutti quegli indicatori
32:52che ne consentirebbero una valutazione organica, che è molto importante.
32:57Quindi, questo è fondamentale.
32:59Quindi, le raccomandazioni che noi facciamo sono, appunto, inserire obiettivi chiari,
33:04benchmark, indicatori di impatto, massima trasparenza e accesso ai dati,
33:08soprattutto dati quantitativi.
33:10Su questo è fondamentale per ogni progetto.
33:13Basterebbe inserire questi dati alla fine di ogni piccolo capitolo per settore e per paese.
33:17Dati che ci sono, esistono, perché questo darebbe ancora maggiore evidenza
33:21del contributo che il Piano Mattei sta portando, del valore aggiunto che sta portando.
33:28Poi, l'altro aspetto è che, la nostra raccomandazione è che, come effetto del Piano Mattei,
33:35occorre intervenire sulle modifiche, sulla semplificazione e velocizzazione delle procedure
33:41presso l'Agenzia Italiana di Cooperazione per l'assegnazione dei fondi,
33:46per l'organizzazione della società civile, imprese, regioni, questo è molto importante.
33:53Si è già fatto molto, a legislazione vigente si è fatto, si sta facendo tutto il possibile,
34:00ma occorrono probabilmente anche delle modifiche della norma primaria.
34:06È molto importante seguire questo sviluppo di tutti i soggetti coinvolti,
34:12quello che è il multi-stakeholder approccio, cioè l'approccio multi-attoriale,
34:16che è caratteristico della cooperazione italiana.
34:19Migliorare la cooperazione, perché noi dobbiamo dire ai famosi taxpayer italiani,
34:23a chi paga le tasse, come sono spesi questi soldi.
34:26E quindi, siccome lo sappiamo noi che siamo interni, ma va detto al grande pubblico
34:31in maniera molto semplice e trasparente.
34:33E poi, punto fondamentale, un apporto, una maggiore integrazione tra il piano materiale
34:41e il Global Gateway, che è la grande iniziativa europea di sviluppo,
34:47di coinvolgimento del settore privato sulle infrastrutture.
34:50Oggi sono stati fatti dei passi in avanti, ma occorre entrare più nel dettaglio,
34:55in una concretezza di progetti, perché noi rileviamo dai nostri rapporti
35:00con l'Unione Europea, con la Commissione e col Parlamento,
35:03che c'è un grande interesse della Commissione a capire di più,
35:06a vedere le possibili collaborazioni e sinergie sul piano Mattei.
35:09C'è scarsa conoscenza di cosa è il piano Mattei, soprattutto a livello di Parlamento europeo,
35:15tra i parlamentari sia italiani che anche degli altri paesi,
35:19e quindi occorre proprio approfondire questa relazione e questo rapporto.
35:25Perché le critiche che si fanno al Global Gateway
35:27sono un po' le critiche che si fanno anche al Piano Mattei,
35:31scarsa trasparenza, non accountable, non misurazioni.
35:35Allora, probabilmente occorre fare un passo in avanti su entrambi i lati,
35:41da questo punto di vista.
35:42E soprattutto perché c'è la possibilità di grandi sinergie,
35:46anche perché il Piano Mattei rispetto al Global Gateway
35:50l'aspetto dell'impatto sociale dello sviluppo umano è più importante,
35:55è più sottolineato, ci sono più progetti,
35:57mentre una grossa critica del Global Gateway è che sono solo infrastrutture
36:00e non c'è l'aspetto dell'impatto sociale di queste infrastrutture.
36:04Da questo punto di vista alcuni corridoi che sono indicati
36:08come punti di sviluppo del Global Gateway in Africa,
36:11su questi potrebbe intervenire il Piano Mattei,
36:14portando quel valore aggiunto che lo caratterizza.
36:18Questi sono gli elementi fondamentali.
36:21Concludo con una considerazione finale che per noi è fondamentale.
36:29In un tempo storico in cui la guerra torna negli scambi quotidiani
36:35come fattore normale, l'abbiamo visto ieri,
36:38in cui sentiamo le dichiarazioni del neo ribattizzato
36:42segretario alla guerra degli Stati Uniti,
36:45sulla necessità di tornare a essere all'attacco piuttosto che in difesa
36:49e assistiamo a una corsa alle parate esibizioni militari,
36:52credo che il Piano Mattei, come un'iniziativa politica
36:56che punta su nuove alleanze per uno sviluppo comune,
36:59che mette al centro l'Africa,
37:02se condiviso e implementato come sistema Italia
37:06e non come iniziativa di una sola parte,
37:09in una stretta collaborazione con l'Unione Europea,
37:13possa essere un processo in grado di edificare la pace.
37:16Può dare un contributo.
37:18Perché oggi noi parliamo, pur con tutte le critiche che si possono fare,
37:21parliamo comunque di un'iniziativa di partnership e di sviluppo.
37:25Questo penso che sia importante.
37:28Che ha consentito di far sì che oggi, dai dati,
37:31l'Italia è l'unico paese del G7 che non ha diminuito i fondi alla cooperazione.
37:37Certo, non li ha aumentati, ma tutti gli altri paesi,
37:40penso solo agli Stati Uniti, li hanno diminuiti in maniera drastica.
37:45Se oggi l'Italia non li ha diminuiti,
37:47è anche grazie al fatto che c'era il Piano Mattei come iniziativa politica.
37:51Questo non possiamo, a nostro modo di vedere, negarlo.
37:55Pertanto noi pensiamo che possa essere anche un elemento
37:59che possa dare un contributo alla pace,
38:01di cui in Africa c'è molto bisogno.
38:03E appunto noi oggi, di costruttori di pace, abbiamo veramente bisogno.
38:07Grazie.
38:08Grazie davvero per il contributo.
38:11Ha chiesto la parola all'Onorevole Billi.
38:14Grazie.
38:15Anche io ringrazio per la disponibilità e la presenza oggi.
38:18Sì, è vero.
38:19Oggi abbiamo proprio bisogno di grandi contributi
38:24da parte dei costruttori della pace.
38:27Ce n'è sempre più bisogno anche considerando le notizie proprio delle ultime ore.
38:32Invece le volevo chiedere, per quanto riguarda la vostra fondazione
38:36che lavora da oltre 50 anni in Africa,
38:39quindi avete una vastissima esperienza in questo continente,
38:43con progetti concreti a favore delle comunità locali,
38:46quindi estremamente positivo.
38:48Il continente africano oggi è al centro di molteplici strategie internazionali
38:55dell'Unione Europea, della Cina, Russia, Turchia.
38:58Secondo lei il piano Mattei dovrebbe essere pensato come modello italiano
39:04o piuttosto come contributo a una politica europea più coesa
39:08e di cooperazione con l'Africa?
39:10Perché chiaramente dal nostro punto di vista abbiamo sempre detto
39:13che il piano Mattei inizia come piano italiano,
39:16ma deve poi essere non solo bilanciato,
39:19ma deve comprendere per trovare la piena attuazione
39:21e deve prevedere il coinvolgimento dei Paesi europei.
39:24Quindi volevo un suo breve commento a riguardo,
39:27vista la sua grandissima esperienza.
39:29E poi sempre per quanto riguarda i Paesi extraeuropei,
39:33quelli che ho già nominato, quindi Cina, Russia, Turchia,
39:36operano anche questi Paesi spesso con modalità molto aggressive
39:41nel continente africano.
39:43Quindi come la vede la presenza di questi Paesi?
39:46E mi riferisco soprattutto a quelli principali
39:49o almeno a quelli che io ritengo principali,
39:51la Russia, la Cina e la Turchia.
39:53Non so se lei vede anche altri Paesi principali
39:58affacciati su questo continente.
40:00Io direi come extraeuropei dovrebbero essere questi tre.
40:03Come vede la loro presenza?
40:07Per evitare sovrapposizioni o marginalizzazione
40:11della nostra azione sia come Italia sia come Unione Europea,
40:15quali possono essere consigli e suggerimenti
40:20per indirizzare una strategia nei confronti di questo continente
40:24del Piano Mattei, come si può dire, più efficace e più evoluta?
40:29Ribadisco, considerando le azioni intraprese da Cina, Turchia e Russia.
40:33Grazie.
40:35Sì, grazie molto per le domande.
40:37Allora, no, rispetto alla prima domanda,
40:40noi riteniamo che il Piano Mattei debba inserirsi
40:44in una grande strategia europea.
40:46perché l'Africa, io ho il mio attivo circa 200 missioni in Africa negli ultimi 20 anni.
40:56L'Africa è fatta di 53 Stati, un continente enorme, più di un miliardo di persone.
41:01È chiaro che l'Italia da sola non può generare un valore aggiunto enorme.
41:07Quindi, però, se l'Italia lavora insieme all'Unione Europea dentro appunto questo grande contenitore
41:14che è il Global Gateway, sicuramente l'impatto può essere maggiore.
41:18E soprattutto perché io credo che il Piano Mattei possa portare un valore aggiunto dentro il Global Gateway.
41:25Cioè, il Global Gateway parliamo di 350 miliardi.
41:29Piano Mattei non abbiamo queste cifre.
41:31Però dal punto di vista della metodologia, dell'approccio con i paesi africani,
41:35dell'idea di una partnership, diciamo, di lungo periodo, di una partnership allo stesso livello,
41:42sicuramente può portare un contributo.
41:44Ma deve lavorare.
41:45Quello che dicevo prima, occorre, questo è uno dei punti fondamentali,
41:48una maggiore sinergia tra il Piano Mattei e il Global Gateway dell'Unione Europea.
41:52perché altrimenti Piano Mattei farà ottime cose, iniziativa lodevole, sicuramente darà un contributo,
41:59ma non espliciterà tutto il suo potenziale se non all'interno di un contesto europeo.
42:05Di questo io sono molto convinto.
42:08Per quanto riguarda invece la seconda domanda, sì, è vero, ci sono questi stati che hanno un approccio,
42:15in particolare Cina e Russia, Turchia, forse un discorso un po' diverso,
42:19che dire, potremmo definire con una parola che è stata usata, al contrario del Piano Mattei,
42:26con un approccio molto predatorio.
42:28Sfruttamento di materie prime, risorse, supporto militare, in particolare la Russia, eccetera.
42:36È chiaro che il Piano Mattei e il Global Gateway si trovano a che fare con questi soggetti,
42:40che hanno questo tipo di approccio.
42:43La Turchia ha un approccio anche più di soft power, diciamo un po' diverso,
42:48non è proprio l'approccio della Cina o della Russia, ed è diverso e poi solo su alcuni paesi,
42:54a meno mia conoscenza.
42:56Però questi sono i competitor.
42:59Io credo che nel lungo periodo anche gli africani, per come conosco la realtà africana,
43:09e in alcuni casi lo stanno già dimostrando, per gli africani questo approccio predatorio di questi paesi non regge.
43:21Cioè l'approccio, diciamo, della partnership allo stesso livello, della partnership fondata su il voler, appunto,
43:30creare sviluppo dal basso, alla fine sia vincente, nel lungo periodo.
43:36È chiaro che la competizione non è alla pari, perché noi abbiamo, noi come Italia, ma anche come Europa,
43:43abbiamo regole, abbiamo principi, abbiamo dei principi sul valore della persona,
43:49su cui si basa il concetto della nostra Costituzione e dell'Unione Europea,
43:53che questi paesi facilmente non rispettano.
43:57Quindi è chiaro che è un po' diverso.
43:59Però è una partita che io credo l'Italia, all'interno del quadro europeo, debba giocare,
44:04perché il futuro è lì, non è da un'altra parte, e quindi dobbiamo giocare questa partita.
44:11Il contributo che in alcune situazioni il piano Mattei ha dato su è, secondo me, un contributo importante da questo punto di vista.
44:19Però dobbiamo sapere che abbiamo a che fare con questo tipo di realtà,
44:25che tra l'altro in molti contesti, diciamo così, alimentano quei soggetti, come si dice oggi, non statuali,
44:33per dire quindi gruppi, milizie e quant'altro, che sono il vero dramma dell'Africa in alcune situazioni.
44:40Basta pensare alla situazione del Congo, dove un gruppo non statuale governa metà del paese,
44:48sul quale impone leggi e quant'altro.
44:52Noi siamo presenti in Congo e viviamo sotto le regole di un gruppo non statuale.
44:58perché Goma, la seconda città del Congo, è governata da un gruppo non statuale,
45:04che emette passaporti, emette ordini e quant'altro, ma non è uno stato.
45:10Questo dobbiamo fare i conti.
45:12Grazie mille davvero.
45:14Dichiaro conclusa a questo punto l'audizione informale.
45:18Grazie Dottor Silvestri per il contributo.
45:20Grazie.
45:22Grazie.
45:50Grazie.
45:52Grazie.
45:54Grazie.
45:56Grazie.
45:58Grazie.
46:00Grazie.
46:02Grazie.
46:04Grazie.
46:06Grazie.
46:08Grazie.
46:10Grazie.
46:12Grazie.
46:14Grazie.
46:36Grazie.
46:38Grazie.
46:40Buongiorno signor Presidente, onorevoli deputate e deputati.
46:44Intanto vi ringrazio per l'invito.
46:46A nome di Recommon procederò a illustrare alcune considerazioni relative alla relazione
46:52sullo stato di attuazione del piano Mattei come richiesto, sottoposto in questi giorni
46:56all'esame della Commissione.
46:58Brevemente appunto Recommon da più di dieci anni porta avanti un lavoro di campagna pubblica,
47:03di advocacy ed engagement con stakeholder di varia natura, principalmente sulla responsabilità
47:08sociale e ambientale in tutte le materie non finanziarie delle principali società
47:12fuotate italiane.
47:13È un lavoro che portiamo avanti con un occhio di riguardo agli impatti associati alle operazioni
47:18di queste società fuori dall'Italia e in particolare proprio nel continente africano
47:23che è appunto al centro del piano Mattei.
47:26Abbiamo avuto modo di contribuire al confronto sul piano Mattei durante ogni ciclo di audizioni
47:32che si è presentato associato al piano stesso e continueremo a farlo naturalmente ogni volta
47:37che ce ne sarà data l'opportunità.
47:40Nell'ultimo periodo tuttavia ci siamo chiesti non senza una nota di preoccupazione se soprattutto
47:46ascoltare le voci delle organizzazioni della società civile non si stia riducendo a uno scambio
47:52che non sia molto bidirezionale, quindi quasi un mero proforma.
47:58Dal momento che, da quanto possiamo constatare dalla nostra esperienza e dai feedback ricevuti
48:02dai nostri partner nel continente africano, molte domande o proposte poste dalla società
48:07civile, proposte di correttivi strutturali ancora oggi rimangono senza una risposta.
48:14Entrando nel merito della relazione sullo stato di attuazione del piano Mattei ci teniamo
48:21a evidenziare ancora una volta che durante un'intervista rilasciata il 6 giugno scorso dal Ministro
48:29dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, l'On. Gilberto Pichetto Fratin, il Ministro
48:35ha affermato che il MASE partecipa al piano Mattei utilizzando quello che è il percorso
48:40di fornitura del gas o di oli vegetali ai fini della produzione di biocarburanti.
48:45Ci rendiamo conto che per quanto la sicurezza energetica dell'Italia sia tra gli obiettivi
48:50del piano Mattei, tra questi ricordiamo che c'è anche quello di supportare misure per la mitigazione
48:55e l'adattamento al cambiamento climatico, motivo per cui una quota rilevante dei fondi afferisce
49:00al Fondo Italiano per il Clima, nonostante adesso ci sia un gruppo apposito presso la Presidenza
49:05del Consiglio dei Ministri per lavorare a questa parte dei fondi. Ricalcando quanto
49:10già affermato, a gennaio del 2024, subito dopo il Vertice Italia-Africa, appunto lo stesso
49:16Ministro aveva lasciato intendere che il piano Mattei potesse contemplare anche progetti legati
49:22all'energia fossile, ad esempio quelli di Eni in Mozambico. La nostra preoccupazione è che
49:28se ciò fosse vero non si tratterebbe solo di una contraddizione in termini ma anche dell'ennesima
49:34purtroppo concessione di fondi pubblici verso un'azienda, non solo Eni, ma altre aziende
49:39dagli utili miliardari per opere dai dubbi benefici per la collettività locale. Dal momento
49:45che al netto degli impatti negativi su ambiente e clima della filiera del gas fossile il gas
49:50estratto ad esempio attualmente da Eni in Mozambico finisce per lo più sui mercati
49:54asiatici, quindi fallendo anche nel contributo all'obiettivo della sicurezza energetica proclamato
50:01dal piano Mattei. Quindi poniamo anche noi delle domande in questa sede per avere un po' di
50:07chiarezza nella speranza si possano ottenere delle risposte che chiediamo ormai da tanto tempo,
50:12ovvero se i progetti legati all'energia fossile siano contemplati o meno all'interno del piano
50:16Mattei e se sì quali sono, perché naturalmente questo tradirebbe un po' le aspirazioni del
50:22piano Mattei di non essere sicuramente predatorio perché l'industria fossile è al centro del
50:27carattere predatorio all'interno del continente africano. Un altro progetto energetico cardine
50:34sia del piano Mattei che del Global Gateway è sicuramente il corridoio su dell'idrogeno di cui si parla
50:39spesso in questi ultimi mesi che ricordiamo essere un'opera di 3.300 km circa per il trasporto
50:45di idrogeno verde prodotto in Nord Africa e con destinazione finale la Germania passando
50:50per l'Italia. È un progetto appunto multimiliardario per cui il governo italiano si sta impegnando
50:55in trattative con gli altri paesi, però sono trattative che dal nostro punto di osservazione
51:00vediamo essere in totale segretezza e su cui pendono molti interrogativi che anche qua poniamo.
51:06in primis qual è, perché non è stata resa pubblica, ancora l'analisi sui costi benefici
51:11dell'opera e poi su quanto andrà a gravare poi sulle casse pubbliche italiane. Secondariamente
51:17quali sono i vantaggi per le società coinvolte, tra cui Snam che ha la veste di capofila, ma anche
51:24in merito a quali siano le clausole, abbiamo sentito parlare prima appunto della questione
51:29dei valori italiani, dei valori dell'Unione Europea, però ci chiediamo appunto quali
51:35sono poi le clausole di garanzia del rispetto dei diritti umani ad esempio in Tunisia ed
51:40Algeria quando si parla di questo progetto, nonché poi al peso in termini di debito per
51:45le casse pubbliche di questi due paesi. Quindi insomma ci sono varie questioni che sarebbe
51:49importante chiarire prima di andare avanti con questi progetti. Quindi anche in questo caso
51:55quello che ci chiediamo è come può la scelta di sviluppare filiere di energia verde orientate
52:01all'exporto verso l'Europa, poi risponda all'obiettivo di garantire l'accesso all'energia
52:06della popolazione africana e quali sono le condizionalità poste in capo agli strumenti
52:10di finanza pubblica affinché non siano, come dire, generatori di debito pubblico per le
52:15casse dei paesi africani, per di più progetti in cui i principali beneficiari disiedono altrove.
52:22In più, sempre in ambito di finanza pubblica, di istituzioni di finanza pubblica, il piano
52:28Mattei sembra voler ricorrere ad esempio alle operazioni di Push Strategy di SACI, la
52:32nostra agenzia di credito all'esportazione, e nonostante molte siano già state finalizzate,
52:37per quanto non strettamente legate al piano Mattei, ma nella cornice, quella che viene chiamata
52:42la cornice del piano Mattei, finora non c'è stato alcun riscontro certo per l'economia italiana,
52:47tanto che la stampa tante volte ha riportato la notizia che alcune di queste operazioni
52:52siano già andate in default e quindi con il conseguente esborso di denaro pubblico italiano.
52:57E tra queste operazioni dovrebbe essere rientrare anche, che è stato menzionato precedentemente,
53:02il corridoio di Robito per l'exporto di minerali estratti in Zambia nella Repubblica
53:07Democratica del Congo, che sono strategici per la transizione energetica europea.
53:11Però, appunto, in caso di una scarsa vigilanza economica, sociale e ambientale da parte di SACE,
53:18il rischio che vediamo è che il corridoio diventi l'ennesima zona di sacrificio,
53:22e nonché un peso per le casse pubbliche italiane.
53:26Andando a chiudere, abbiamo visto che nonostante sul sito web della Presidenza del Consiglio dei Ministri
53:33sia stata creata un'apposita pagina sul piano Mattei, sicuramente la richiesta di trasparenza avanzata
53:40dalla società civile italiana e di molti paesi africani andava ben oltre.
53:45Ovvero, abbiamo chiesto tante volte come sia necessario ora fare la trasparenza,
53:49ovvero la pubblicità dei dati nei processi di approvazione, quindi di valutazione ex ante,
53:54di finanziamento e di monitoraggio degli interventi, che forse va anche un po' nella direzione dell'intervento
54:01che mi ha preceduto, ovvero anche nelle relazioni è necessario avere delle informazioni molto più dettagliate,
54:07un breakdown di informazioni molto più preciso affinché si possa monitorare ex post,
54:13e poi sicuramente un monitoraggio ex ante.
54:17In ultimo, non possiamo non notare che beneficiando di fondi pubblici le aziende possono abbattere il rischio di impresa
54:24legato agli investimenti all'estero, da un lato quello legato al cambiamento di potenziali condizioni politiche
54:30nei paesi destinatari del progetto, dell'opera e dall'altro il rischio di mancata profittabilità per porzioni di business
54:36che in questo momento, soprattutto quando si parla di cosiddette soluzioni per il clima tecnologico
54:43come l'idrogeno, la cattura e lo stoccaggio del carbonio e altre, sono marginali e dalla dubbia efficacia,
54:50quindi si forza un po' la nascita di un mercato grazie all'iniezione di soldi pubblici,
54:54abbiamo visto tante volte che questo non è salutare poi proprio per le casse pubbliche.
54:58Questo porterebbe a un fatto che abbiamo visto accadere tante volte, ovvero se le cose vanno bene
55:04gli utili sono saldamente privatizzati, ma se le cose vanno male le perdite rischiano di essere socializzate
55:11e ricadere in questo caso sulla cittadinanza italiana.
55:14E' un destino che vediamo che possa correre il rischio di accomunare sia le cittadine e cittadini italiani
55:21che quelli di vari paesi del continente africano beneficiari degli interventi.
55:26E' anche per questo motivo che noi ribadiamo la nostra opposizione al supporto finanziario pubblico
55:31di qualsiasi progetto legato all'energia fossile all'interno del piano Mattei,
55:35inclusi grandi progetti infrastrutturali come il corridoio sud dell'idrogeno che rispondono
55:40a interessi di mercato delle grandi società e non, visto che sono orientate all'export,
55:45ai benefici per la popolazione africana.
55:49E questo sarebbe importante farlo emergere.
55:52Inoltre, per concludere, richiamiamo la dichiarazione di oltre 100 organizzazioni
55:57presenti al giugno alla conferenza di Finance for Development tenutasi a Siviglia
56:01per ricordare l'inefficacia da un punto di vista proprio di sviluppo di benessere sociale,
56:10culturale, economico di cosiddetti strumenti di finanza innovativa,
56:14come ad esempio le conversioni del debito di cui si parla da tanti anni,
56:17chiedendo che le risorse pubbliche disponibili siano invece utilizzate per interventi costruiti
56:22con le società, la società civile locale che rispondano ai bisogni della popolazione
56:28nel continente africano come in Italia. Vi ringrazio per l'attenzione.
56:33Grazie a lei. Ci sono domande dei colleghi? Interventi? Non ne vedo.
56:40Quindi la ringrazio davvero per il contributo, i nostri lavori e dichiaro conclusa questa audizione.
56:48Grazie.
Commenta prima di tutti
Aggiungi il tuo commento

Consigliato