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https://www.pupia.tv - Roma - Intelligenza Artificale & export: cervelli digitali per il business italiano nel mondo - Conferenza stampa di Simone Billi (08.09.25)
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NovitàTrascrizione
00:00Buongiorno a tutti, io sono Simone Billi, sono il Presidente del Comitato per gli Italiani
00:11nel mondo. Oggi qui alla Camera dei Deputati presentiamo Intelligenza Artificiale ed Export,
00:17cervelli italiani per il business italiano nel mondo. Quindi io ringrazio tutti i collaboratori,
00:23tutti gli organizzatori e tutti i partecipanti a questa conferenza stampa e darei subito la
00:28parola al nostro moderatore Leonardo Bocci che è qui accanto a me. Prego Leonardo.
00:33Onorevole grazie e grazie per l'invito e grazie per la sua disponibilità di oggi.
00:41Allora oggi il convegno riguarda appunto un tema che ormai è all'ordine del giorno,
00:47l'intelligenza artificiale. L'intelligenza artificiale che avete visto già in un anno o due anni ha fatto
00:53passi da gigante si può dire, anzi probabilmente non ci aspettavamo tutta questa evoluzione in
00:58così poco tempo. Tanto è vero che oggi non parliamo più di intelligenza artificiale, quella
01:04che conoscete, non so che ha GPT come giusto per citarne qualcuno, dove comunque per ottenere
01:11una risposta io devo comunque fare una domanda. Quindi quello che viene definito il prompt, cioè
01:17quello che vado a scrivere e poi chiaramente l'intelligenza artificiale è in grado di creare
01:23delle slide piuttosto che dei grafici, piuttosto che darmi delle informazioni o fargli fare dei
01:30compiti. In questo momento invece parliamo di agent AI. Che cosa sono gli agent AI? Sono
01:36delle macchine che affiancate a delle persone sono in grado di imparare il lavoro e farlo
01:43in maniera autonoma. Quindi loro fanno delle attività. Vi faccio un esempio. Possono
01:48partecipare tranquillamente a videoconferenze, fare il riassunto di quello che è stato detto,
01:54addirittura nel minuto 5 ti hanno citato, quindi è necessario che tu dia una risposta
01:59a quella persona che ti ha citato all'interno della videocall. E questo solo per farvi un
02:03esempio, oltre a fare tutto il riassunto di quello che è stato detto. Ma prendi iniziative
02:08come per esempio, dato che si è parlato dell'export digitale e dell'intelligenza
02:13artificiale. Vogliamo contattare per esempio le aziende che sono negli Stati Uniti e si
02:18occupano di importazione. Oggi saluto anche Domenico che viene dal Canada, è un importatore
02:25canadese, io sono stato a lui qualche mese fa e ho avuto modo di osservare anche la sua
02:31realtà. Quindi è in grado proprio di fare queste cose senza che io glielo dica. Quindi
02:35proprio creare la mail, inviare la mail, addirittura aspettare la risposta e in base a cosa
02:41rispondono poi decidere se è necessario rimandare un'altra mail o addirittura poi
02:46tramite delle voci che ormai non si riconoscono più. Cioè la voce sintetizzata, quella che
02:54conoscevamo, robotica, non esiste più perché siamo in grado di riprodurre la voce anche
02:59di, sia persone dello spettacolo ma di chiunque, perché la macchina è in grado di capire il
03:06tono della voce e quindi io posso far dire alla macchina con il tono, cioè siamo arrivati
03:10a questo livello. È chiaro che però tutto questo ci spaventa, ci spaventa sia per i
03:16posti di lavoro, ci spaventa anche perché non riusciamo a distinguere quella che è
03:20la realtà da quella che poi effettivamente è frutto di una macchina, cioè quello che
03:25viene fuori da una macchina. E quindi sì, sicuramente siamo spaventati da questo, però
03:30abbiamo visto che utilizzando bene queste macchine sono in grado di fare quelle attività
03:35magari ripetitive che comunque in qualche modo fanno perdere tempo all'operatore in
03:40generale e sono cose che potrebbe tranquillamente fare una macchina anche gestire in modo migliore
03:45perché conosce tutte le dinamiche dell'azienda. Quindi la macchina è in grado, in base alle
03:51informazioni che vengono date, di prendere le giuste decisioni che magari un cervello umano
03:55potrebbe non valutare in quel momento tutta quella serie di informazioni per poter fare
04:01determinate operazioni. Io purtroppo non posso, come dire, mi piacerebbe parlare tanto di
04:08questo argomento ma non posso perché voglio dare spazio ai nostri ospiti. Quindi do subito
04:12la parola a Michele Sangion che è un imprenditore e divulgatore internazionale nel campo dell'intelligenza
04:17artificiale con oltre dieci anni di esperienza, ha ottenuto il primo premio al Politecnico di
04:22Milano per l'intelligenza artificiale applicata alle pubbliche amministrazioni, è il primo
04:26premio a Microsoft per l'innovazione tecnologica. Nel corso della sua carriera ha fondato e guidato
04:31progetti pioneristici tra cui una start-up a San Francisco dedicata appunto alle AI e
04:37applicazioni innovative come la LIM per l'apprendimento interattivo, sistemi basati sull'intelligenza
04:43artificiale per la comunicazione dei segni dei sordomuti. Quindi ti lascio subito la parola
04:49così andiamo avanti poi anche con gli altri redattori. Grazie.
04:54Grazie mille, voglio ringraziare tutti e l'onorevole questa straordinaria giornata per noi importante
05:00perché portare le AI nella casa degli italiani per me è importantissimo e per tutti quelli
05:06che stanno dietro le nostre quinte che sono decine, centinaia oggi di ingegneri, linguisti
05:11computazionali, programmatori che si occupano di fare l'intelligenza artificiale. Come già è stata
05:16ben esposta, io oggi sono qui per dare uno dei verticali più importanti italiani che
05:21è il nostro Made in Italy che non dobbiamo assolutamente dimenticare come opportunità
05:26che non è solo cultura, storia, prodotti e servizi che noi abbiamo che sono importanti
05:35in tutto il mondo ma vanno tutelati ma soprattutto grazie all'intelligenza artificiale specialmente
05:39quando andiamo all'estero dobbiamo essere preparati. Ecco vorrei un po' sfatare il mito
05:44che noi italiani non siamo pronti con l'intelligenza artificiale, mi dispiace per tanti ma siamo
05:48tra i migliori al mondo come tecnologia, siamo in grado di poter portare la macchina come
05:53diceva il collega a un linguaggio naturale e quindi non è più quei vecchi chatbot che
05:59erano un po' meccanici ma oggi si può parlare tranquillamente qualsiasi tipo di lingua
06:04sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro in tutto il mondo. Ma la cosa interessante
06:10qual è? Che nei processi della produzione dei nostri importanti industrie della Madden
06:15Italy diventa fondamentale le applicazioni non solo per il sistema di marketing, di customer
06:21service per l'assistenza ma anche per la gestione dei magazzini e dei consumi e soprattutto poter
06:27codificare e registrare quelli che sono i progetti a lungo termine per quanto riguarda
06:33la moltiplicazione dei prodotti e essenzialmente anche la possibilità di poter aprire nuovi filiali
06:38all'estero. L'intelligenza artificiale ci supporta e oggi è arrivata a essere anche
06:45predittiva e quindi riusciamo a percepire e capire tramite un sistema matematico se quel
06:51mercato, quel prodotto con quella clientela in quel periodo e in quel territorio è funzionale
06:57per quel tipo di Madden Italy che noi abbiamo. Voglio ricordare che oggi non compriamo più
07:02un prodotto o un servizio ma se parliamo della nostra Madden Italy che è famosa in
07:07tutto il mondo parliamo di comprare anche un'emozione, un percorso, una storia che ci
07:12lega alla nostra straordinaria Italia ed è per questo che va tutelata. Quindi il mio
07:17collega ha detto una cosa importante che è riconoscere se è l'AI che parla che è la
07:23macchina oppure un individuo. Oggi grazie a l'AI task e quindi a tutti i regolamenti
07:28internazionali, oggi l'Italia grazie anche alla nostra politica abbiamo tutti i sistemi
07:33di sicurezza e le normative che ci permettono di far sì che sia riconosciuta una macchina
07:39o un essere umano e questo è molto molto importante. Però questo passaggio è fondamentale
07:45anche per quanto riguarda le tecnologie. Oggi purtroppo molti prodotti nostri vengono
07:57contraffatti a livello mondiale e oggi le tecnologie di AI ci possono dare una mano. Parliamo
08:01di miliardi di euro che noi perdiamo perché qualcuno copia i nostri prodotti, i nostri servizi
08:07e non riusciamo a controllarli. Oggi le tecnologie di AI fanno anche questo e ci danno la possibilità
08:12di tutelare il nostro nome nel mondo. Noi ci occupiamo appunto di portare nelle aziende
08:17tecnologia e con vanto, onorevole se posso, siamo i primi a avere la certificazione del
08:23Ministero per una scuola superiore che si chiama liceo umanistico Nova Polis che inizia
08:28a settembre, fra pochi giorni, è una superiore con l'utilizzo delle tecnologie di intelligenza
08:33artificiale per i professori, poi successivamente per gli studenti e per i genitori perché è
08:38importante che tutti la sappiano usare ma nel modo giusto.
08:42Brescia, Roma e Puglia e Bari. Sì ne abbiamo tre per 620 studenti. Grazie.
08:57Molte grazie Michele Sangion. Adesso passo subito la parola a Fabrizio Nanni, produttore
09:03marchigiano, Fabrizio Nanni, imprenditore del settore agroalimentare, CEO di Pasital, pasta
09:09italiana, azienda fondata nell'87 nel Montefeltro e oggi punto di riferimento per la produzione
09:15di pasta fresca, piada e cassoni. La sua esperienza unisce la valorizzazione delle radici artigianali
09:22con una visione di innovazione e internazionalizzazione del Made in Italy. Quindi lo invito a condividere
09:27con noi la sua testimonianza sul ruolo delle tradizioni, della qualità e delle nuove tecnologie
09:34per portare l'Italia nel mondo. Grazie Fabrizio.
09:38Grazie a voi.
09:39Onorevole Signore e Signori. Quando ero bambino vedevo mia nonna stendere la pasta sul tagliere.
09:47Non era solo un gesto quotidiano, era un rito, un momento di cura e di trasmissione. Oggi,
09:55a distanza di anni, mi ritrovo qui a Montecitorio a parlare della stessa pasta, solo che oggi ha
10:01un nome, Pasital, ed è diventata il simbolo di un'Italia che vuole portare la propria identità
10:06nel mondo. Sono Fabrizio Nanni, CEO di Pasital, pasta italiana, azienda nata nel Monte Feltro
10:13nel 1987. Da sempre seguiamo un principio semplice ma universale, non sacrificare mai la qualità
10:22sull'altare della quantità. E questo non dovrebbe essere solo il credo della mia azienda, ma il
10:28credo di tutte le aziende italiane che vogliono esportare il Made in Italy. Perché il Made in
10:34Italy non si difende con slogan, ma con scelte quotidiane di qualità, responsabilità e coraggio.
10:41Ma che cos'è il Made in Italy? Il Made in Italy non è solo un marchio, è un'idea collettiva.
10:49Quando all'estero sentono pronunciare queste parole non pensano solo a un prodotto, pensano
10:54a eccellenza, estetica, gusto e stile. Pensano a un Paese che sa unire tradizione e innovazione.
11:01E' una promessa, quella di non offrire un semplice bene di consumo, ma un'esperienza.
11:08E' ciò che rende piccolo un Paese di 60 milioni di abitanti, ma grande nel cuore di miliardi
11:14di persone. E i numeri ci confermano la sua forza. Nel 2024 l'agroalimentare italiano ha
11:21raggiunto 70 miliardi di euro di export, più 7,5% rispetto all'anno precedente.
11:27La sola pasta italiana vale oltre 4,3 miliardi. Ma a fronte di questi successi c'è un dato
11:35che ci deve far riflettere. 55 miliardi è il valore dell'Italian Sounding. Significa
11:41che nel mondo circola più falso Made in Italy che prodotto autentico. E questo non è solo
11:47un problema economico, è un problema culturale e identitario. Io provengo da una terra che
11:53custodisce alcuni dei simboli più amati del Made in Italy, Emilia Romagna, dove è sonnato
11:59e cresciuto, e Marche, dove è ubicata la sede di Pasital, al confine con la Romagna.
12:07Qui nascono la pasta fresca e ripiena, i cappelletti e i tortellini, le lasagne e la piada.
12:13Prodotti che non sono solo alimenti, ma patrimoni di cultura e di identità.
12:18Taste Atlas ha classificato la cucina romagnola tra le prime cinque tradizioni culinarie più
12:24apprezzate al mondo. E non è un caso, chi morde una piada o un cappelletto sente non solo
12:30un sapore, ma una storia. Il problema nasce quando, nel mondo, esportiamo prodotti che non
12:37hanno a che vedere con la nostra tradizione. Prendiamo l'esempio della piada. La piada è uno
12:44dei prodotti più conosciuti della Romagna, e ormai anche d'Italia. Oggi la troviamo in
12:50quasi tutti i supermercati, anche all'estero. Eppure, troppo spesso, si tratta di piade cotte
12:56al rullo, tutte identiche, piatte, rigide come frisbee. Quello non è Made in Italy.
13:03Noi, dopo aver ottimizzato i processi produttivi e i costi del personale, abbiamo scelto un'altra
13:08strada. Cuociamo ogni piada a mano, girandola ad una ad una sulla piastra. Il risultato? Una
13:15texture diversa, piccole imperfezioni che la rendono perfetta. Bolle irregolari, consistenza
13:21viva, gusto autentico. Questa differenza racconta il senso profondo del Made in Italy, non omologazione,
13:30ma identità. E questo concetto va esteso a tutti i settori all'avanguardia del nostro
13:36paese. Moda, design, meccanica e agroalimentare. Il Made in Italy è questo, imperfezioni che
13:44diventano perfezione. Ma oggi dobbiamo essere consapevoli che non basta più la tradizione
13:52per difendere le nostre eccellenze. Viviamo nell'epoca dell'intelligenza artificiale e della
13:58digitalizzazione. E io sono convinto di una cosa. Queste tecnologie non devono snaturare
14:04un Made in Italy. Devono amplificarlo. I piccoli produttori italiani hanno eccellenze
14:11uniche, ma spesso risorse limitate per affrontare i mercati internazionali. L'IA nel 2025 può
14:20e deve diventare lo strumento che riequilibra questa sfida. Pensiamo a piattaforme intelligenti
14:26che ci aiutano a individuare mercati più ricettivi per le nostre paste, i nostri prodotti ripieni,
14:32le nostre piade, a sistemi avanzati che suggeriscono il miglior posizionamento di prezzo, che traducono
14:38in un clic le etichette, che semplificano burocrazie e strategie di promozione. A logistiche intelligenti
14:46che calcolano le rotte migliori, riducono gli sprechi e garantiscono freschezza fino al
14:52cliente finale. Ma l'intelligenza artificiale non è solo razionalità, è anche emozione.
14:58Immaginate un consumatore a Toronto o a Tokyo che inquadra con lo smartphone un QR code su
15:05una confezione di pasta Pasital. In pochi secondi vede la collina da cui provengono le
15:10materie prime, ascolta la storia della famiglia che l'ha prodotta, riceve i consigli di uno
15:17chef su come cucinarla al meglio. Questa non è pubblicità, questo è storytelling autentico,
15:23è portare il borgo nel mondo senza perdere l'anima. Per Pasital introdurre l'IA significa
15:31anche efficienza. Sul piano della compliance e della burocrazia significa dire addio alla
15:36zavorra cartacea. Certificazioni e documenti doganali letti, compilati e validati automaticamente.
15:45Nella logistica l'IA è come un direttore d'orchestra, prevede ritardi portuali, ostacoli
15:50geopolitici o climatici e riorganizza le rotte in tempo reale per garantire continuità di
15:56fornitura ai clienti. Nella catena del freddo è indispensabile, ottimizza le temperature,
16:02riduce sprechi e consumi energetici, assicura che i prodotti arrivino dovunque freschi, autentici
16:09e sostenibili. In questo percorso non siamo soli, le comunità italiane all'estero sono
16:15alleati preziosi, chi vive a Montreal, Buenos Aires o Sydney non solo conosce i nostri prodotti
16:22ma li considera parte della propria identità. Con l'intelligenza artificiale possiamo connetterci
16:29meglio con loro, attraverso piattaforme digitali dedicate, sistemi di traduzione in tempo reale,
16:35e-commerce mirati. Così non esportiamo soltanto prodotti, ma esportiamo cultura e identità.
16:44E guardando avanti, l'IA sarà in grado di prevedere la domanda di mercato, suggerire
16:48nuovi prodotti adatti a paesi diversi, scegliere le rotte più sostenibili. Per noi questo significa
16:54una cosa sola, crescere nel mondo senza mai perdere la nostra anima artigiana.
17:01Pasital è un laboratorio industriale con cuore artigiano. Produciamo pasta fresca, piade e
17:07cassoni con ingredienti selezionati, ricette autentiche e la supervisione di chef che ne garantiscono
17:14la qualità. I nostri processi ci permettono di mantenere costanza, resa in cottura e affidabilità.
17:20Il nostro obiettivo non è produrre più di altri, ma meglio di altri. Portare l'autenticità
17:27artigianale nel mondo professionale, senza compromessi. Ora concludo con la nostra visione
17:34che credo possa diventare un manifesto per tutto il Made in Italy. Innovare senza dimenticare,
17:41crescere senza perdere autenticità, internazionalizzarci restando profondamente italiani. Il Made in
17:49Italy non è un'etichetta, è un patrimonio culturale ed economico da custodire e far crescere.
17:56Signori, il nostro compito non è produrre di più, ma produrre meglio. Non è competere
18:02sul prezzo, ma sulla qualità che nessuno potrà mai copiare. Non ci accontentiamo di vendere
18:09cibo, offriamo cultura. Non ci accontentiamo di fare fatturato, creiamo valore. Non ci accontentiamo
18:16di essere italiani. Vogliamo che l'Italia sia grande nel mondo. Grazie.
18:25Grazie. Grazie Fabrizio. A questo punto darei la parola ad Antonio Berti.
18:31Produttore Veneto, Antonio Berti, imprenditore nel settore alimentare da più di 30 anni. Negli
18:45ultimi anni in collaborazione con la distilleria agenziana di Pieve del Grappa, prodotto Lamaro
18:51Monte Grappa. Ti do subito la parola ad Antonio.
18:58Buongiorno a tutti. Scusate l'emozione, è la prima volta l'onore di parlare in un posto
19:03così alto. Mi chiamo Antonio Berti, sono di Crespano del Grappa, che è un paese del
19:14Veneto. Mi prendo qualche appunto perché sono un po' emozionato. Siamo tra le vette
19:23delle Dolomiti e la laguna di Venezia, nella zona di Asolo. Abbiamo produco, assieme con
19:33questo amico della distilleria, la Mauro Monte Grappa. È nato perché il Monte Grappa, non
19:38so se è conosciuto da voi, però è una zona famosa in quanto è stata molto nel periodo
19:50della Prima Guerra Mondiale e quindi nel Monte c'è un saclario militare dove ci sono 20.000
20:03militari italiani e ostrici seppelliti. È diventata famosa nel 1921 perché è diventata
20:09protrimonio dell'UNESCO e in più ogni anno c'è anche sempre il Giro d'Italia, c'è il
20:14Giro d'Italia. Io cos'è che ho voluto, essendo del territorio di Crespano del Grappa, ho voluto
20:18valorizzare il Monte, creando un qualcosa, l'Amaro Monte Grappa, assieme con questo mio
20:25amico. Perché? Perché il Monte, innanzitutto, il Monte Grappa è un monte dove ci sono circa
20:311.600, dalle 1.400 alle 1.600 tipologie di piante e fiori diversi e quindi è una montagna
20:40che diciamo è generosa con gli altri e avara con se stessa perché è un terreno scarsico
20:47e quindi ci dà molto, diciamo, è molto brullo, si va su, proprio non c'è assolutamente
20:52niente. Abbiamo creato questo Amaro per dare un'identità al nostro, al Monte Grappa, anche
21:00perché Bassano è famoso perché c'è la Grappa Nardini, ci sono tante, però non c'era
21:04niente che rappresentasse il Monte Grappa, la montagna, diciamo, sacra per noi e molto
21:10bella, ecco. Poi cosa devo dire? L'Amaro, noi non siamo, è un prodotto che ho persietta,
21:22ho cercato sempre di, lo vendiamo solo online, non lo vendiamo alla GDO per il momento, specialmente
21:30nella zona del Veneto, perché? Perché abbiamo voluto dare un qualcosa che rappresentasse
21:34la nostra identità e non fosse una cosa commerciale. Come diceva prima il signore, prodotti ce ne
21:43sono tantissimi, ecco, noi è una piccola distilleria, quindi lavoriamo ancora solo, non solo infusioni,
21:50erbe, cioè infusione, non operiamo né chimica né niente, pochissimo zucchero, cerchiamo di fare un prodotto
21:57che sia molto naturale, ecco. Bene.
22:00Grazie. Grazie ad Antonio Berti. Chiamerei qui, ah chiamiamo Anna, ok, Anna Betiol, produttrice
22:15Veneto, giovane esponente della quarta generazione dell'azienda familiare Betiol, ti lascio subito
22:26la parola. Grazie. Allora, buongiorno a tutti e grazie
22:31per questo invito che ci onora profondamente. Sono Anna Betiol, rappresento la nuova generazione
22:36dell'azienda Betiol, mercanti del gusto Meolo Venezia, una realtà familiare con una lunga
22:42storia nel mondo agroalimentare italiano. La nostra azienda nasce dalla passione per
22:46il gusto autentico e per la valorizzazione di ciò che è più prezioso abbiamo in Italia,
22:51le persone, i territori e le tradizioni. Siamo da sempre selezionatori e promotori
22:57di eccellenze artigianali, collaborando con piccole realtà locali e produttori indipendenti,
23:03accuratamente scelti per la qualità dei loro prodotti e il rispetto della loro identità
23:08territoriale. Oggi siamo qui perché vogliamo parlare anche di futuro e il futuro passa dalla
23:14formazione e dalla tecnologia. Siamo orgogliosi di annunciare la nostra collaborazione con Fondazione
23:20Engim, un'istituzione storica nel campo dell'educazione e della formazione professionale.
23:26Insieme stiamo sviluppando percorsi innovativi per formare figure professionali complete nel
23:31settore della ristorazione, della distribuzione e della valorizzazione del Made in Italy. Un
23:37progetto che guarda a 360 gradi e che non si limita alla tecnica. Vogliamo formare giovani
23:43che conoscano le radici culturali e i valori del prodotto italiano, ma che siano anche pronti
23:48a dialogare con il mondo, a usare il digitale e l'intelligenza artificiale in modo intelligente
23:54e responsabile per raccontare l'Italia vera. In un momento storico in cui l'internazionalizzazione
24:00passa anche attraverso strumenti digitali e nuove competenze, riteniamo fondamentale
24:05non perdere mai di vista l'anima dei nostri prodotti, fatti di mani, di saperi, di tempo
24:10e di passione. Il nostro obiettivo, come nuova generazione, è portare avanti l'eredità
24:16dei nostri padri e delle nostre madri, con uno sguardo nuovo, costruendo ponti tra le
24:21aziende italiane e i mercati esteri, attraverso una narrazione autentica, strumenti tecnologici
24:27adeguati e un forte investimento sulla formazione. Ringrazio ancora l'onorevole Simone Billi
24:33e tutti gli organizzatori per averci dato questo spazio. Insieme possiamo continuare a portare
24:38il made in Italy nel mondo, con orgoglio, qualità e visione. Grazie.
24:43Grazie Anna, grazie per il tuo intervento. Chiamerei qui il maestro Antonio Piomele,
24:50anche per chiedergli, siccome il maestro Piomele si occupa di produzione di, adesso ce lo dice
24:56lui, di scarpe in coccodrillo, quindi fa un lavoro prettamente artigianale, quindi solamente
25:02artigianale. Ecco, volevo anche un tuo parere sull'applicazione dell'intelligenza artificiale
25:08dato che il tuo lavoro è prettamente artigianale. Buongiorno a tutti e grazie per l'invito, grazie
25:14onorevole. Io sono fortemente combattuto, c'è una grande problematica di linguaggio fra le
25:24attività completamente artigianali, completamente artigianali come gli italiani sanno solo fare,
25:31e l'intelligenza artificiale. Bisognerebbe aspettare un altro po' perché i due linguaggi
25:38riescono a incastrarsi meglio. Oggi non si riesce ad avere dei risultati che abbiano un forte senso
25:45di investimenti nell'intelligenza artificiale per chi è un artigiano nell'ambito, io parlo per quanto riguarda
25:53la mia occupazione è dell'abbigliamento di lusso. Il cliente va toccato, il cliente va toccato,
26:03ovviamente prendetela per quello che sia, insomma, vengono fatte delle domande, viene chiesto
26:09l'occupazione, quanti passi fa, se guida, se sta spermo. E i vestiti e le scarpe vengono
26:17fatti in base a questa cosa. L'intelligenza artificiale non ha ancora questo genere di
26:22approccio, perché ripeto, noi lavoriamo con dei procedimenti che hanno più di 200-250 anni
26:31di evoluzione, quindi penso che sia abbastanza prematura. E in ogni caso, concludo, perdonami,
26:41bisogna sempre controllarla, l'intelligenza artificiale, non lasciarli assolutamente, e sono
26:49gli esseri umani e fanno i casino, figuriamoci le macchine. Mi ringrazio.
26:54Grazie maestro. Chiamerei anche un giovane imprenditore, Paolo Monzani, che l'intelligenza
27:02artificiale l'ha cominciato ad applicare all'interno della sua azienda, Paolo Monzani ha una start-up
27:11innovativa nel mondo della detergenza, adesso lasciamo che si presenti. Grazie.
27:16Piacere a tutti e grazie per l'invito. Io amministro una start-up innovativa che si occupa
27:20di detergenza al 100% naturale, ci occupiamo sia di ricerca e sviluppo che produzione e commercializzazione.
27:27Nel mondo dell'AI abbiamo sviluppato un'intelligenza artificiale che si chiama Native Wash, che permette
27:32all'utente scattando una semplice fotografia di poter riconoscere la superficie e poterlo
27:36indirizzare all'utilizzo di un prodotto naturale per fargli capire che un mix di prodotti naturali
27:42non per forza equivale a un prodotto chimico, quindi stiamo cercando di annullare l'utilizzo
27:46di prodotti chimici per rendere al 100% naturale. Questo è un po' quello che facciamo.
27:52Siamo attivi dal 2021, collaboriamo con diverse strutture anche pubbliche come ministeri, esercito
27:57e quant'altro. Stiamo iniziando adesso la vendita tramite la grande distribuzione.
28:04La sede produttiva è a Cornate d'Adda, Monza.
28:08Grazie.
28:10Grazie, grazie Paolo.
28:14Nardin, vuoi fare un intervento?
28:16Stiamo andando bene, abbiamo recuperato, per fortuna.
28:31Eccoci qua. Buon pomeriggio a tutti e grazie per questa splendida occasione e per l'opportunità
28:38di poter condividere la mia esperienza una seconda volta nel prestigio di questa istituzione.
28:44Mi chiamo Fabrizio Nardin, rappresento la mia famiglia, la nostra azienda, la Leonardin
28:491923, una cantina storica nata a Roncadelle di Ormelle, in provincia di Treviso, che oggi
28:57punta con orgoglio la quarta generazione. Come ho già detto l'altra volta, produciamo
29:01vini conviviali di prestigio, pensati per accompagnare i momenti importanti e per esaltare le emozioni
29:07anche nelle occasioni quotidiane. Crediamo che il vino, quando è autentico, diventi un'amplificatore
29:14di emozioni, un ambasciatore e un custode nella nostra cultura. Due esempi di questo approccio
29:21sono il nostro proseguo sfumante e il Raboso Suga, il nostro vino di eccellenza, per chi c'è dopo
29:27ne ho portato parecchio. Un rosso frizzante è nato il Raboso Suga dalla passione di mio nonno,
29:35Leo, e dall'unione di un vino antichissimo come il Raboso, considerato il vero vino della storia
29:40di Venezia. In questo percorso desidero approfittare di questo tempo per ringraziare
29:47velocissimamente chi ci ha accompagnato ancora oggi, il nostro importatore, che si parla di
29:52importazioni e di esportazioni, il nostro importatore della Polonia Albert Dabrowski, Adam Stone
29:57della Stone Management, che ci ha permesso di partecipare a più film a Hollywood, per noi
30:03per una piccola cantina è un grandissimo successo. Stando in tema di intelligenza artificiale,
30:09il team di digitali SRL di Treviso, Arsenio Filippov, Jacopo Zane, Davide Russotto, Andrea
30:15Lovadina, detto Inge, e Massimiliano Contesotto. Nonché vorrei ringraziare in particolare la
30:21professoressa Deborah Franceschi dell'Università di Padova per il contributo che ci ha saputo
30:28fornire e per quanto riguarda il collegamento del vino con la moda, il marchio storico del
30:36magnifico San Giorgio è la bottoniera di Antoinette Petruccelli. Voglio ringraziare
30:42i miei concorrenti, anche cantinieri come Paolo Nenci dell'azienda agricola Nenci, tutte
30:48le cantine e i produttori di vino della nostra zona, quindi la nostra zona che è il comune
30:53di Ormella e di tutto il territorio del Petregino Templare, perché nonostante il periodo comunque
30:58abbastanza difficoltoso nel mondo del vino, vediamo insieme di tenere alto quello che è,
31:04come diceva prima il nostro collega, il livello qualitativo per l'appunto, non quantitativo.
31:11Voglio ringraziare WeDo Academy per il progetto che porta di imprese e innovazione dentro le
31:16scuole e per lo sport e le collaborazioni anche nostre con Thomas De Marchi e Igor Cassina,
31:21che dimostrano il loro esempio di quanto disciplina e la passione possono ispirare anche il mondo
31:25dell'impresa. Non dico altro perché molto hanno detto gli altri, però voglio ancora ringraziare
31:35tutti quanti e sono convinto che Made in Italy non sia solo un prodotto, ma una relazione
31:39cultura e racconto, che con il vino in particolare può diventare un linguaggio universale e diventare
31:45un ponte fra territori, generazioni e comunità. Vi ringrazio tutti per questo tempo, grazie mille.
31:49Grazie mille a te Fabrizio, non abbiamo tantissimo tempo quindi vi dico brevemente, io sono
31:58Leonardo Bozzi, sono esperto in digital export, ma il problema vero è che parlando con tantissimi
32:05imprenditori in tutto il mondo, quindi mi capita sempre di fare dei viaggi internazionali,
32:09una cosa che l'intelligenza artificiale non può fare è quella che abbiamo fatto proprio noi,
32:13cioè andare in Canada e conoscere una splendida persona, quale Domenico, che ci ha anche
32:19ospitato a casa sua, per dire no? Quindi voglio dire, il rapporto umano, proprio questa cosa
32:26qui, al momento l'intelligenza artificiale non può assolutamente farlo. Quindi Domenico
32:31intanto grazie ancora per la tua ospitalità, per tutto quello che fai per gli italiani,
32:36perché Domenico acquista da produttori italiani quantità importanti di prodotti, proprio perché
32:48lui ha diversi supermercati, ma adesso ce lo racconterà lui. Ti do la parola. Grazie
32:54Domenico.
32:55Grazie. Attenzione a tutti, queste sono belle cose che ho da dire, che considero aiuto per
33:06voi, dove voi non lo vedete che cosa è. Il Made in Italy in Canada è grande, adesso,
33:15è più grande perché da quando gli Stati Uniti hanno fatto il tariff e hanno fatto una proposta
33:26al Canada per essere il 51, ha stato un grande, come si dice, contro gli Stati Uniti sul mercato
33:39di mangiare, ma vi spiego. Noi abbiamo una clientela francese, perché stiamo in Quebec dove la lingua
33:47è francese, allora io sto dentro il negozio e mi chiedono da dove vengono questi prodotti,
33:55allora io rispondo ai Stati Uniti, le mele vengono dai Stati Uniti e lei non se lo prende. Un altro
34:04giorno mi fa vedere su Bruxelles, da dove viene, questo viene dai Stati Uniti, dopo mi fa vedere
34:11un fagiolino da Honduras, ho detto questo viene da Honduras, se l'ha preso, quello non
34:18si sa, manca a cucinare quelli fagiolini. Vedi dove vengono, esiste, adesso è il tempo, un'altra
34:27cosa, l'Italia non manda frutta e verdura in Italia, manda solo pasta, pomodori, frutta
34:37e verdura non esiste in Italia, i clienti italiani mi dicono, Domenico perché tu vai in Italia
34:44ogni quattro mesi, porto olio, pomodori, non porti la frutta, ma vi spiego, la frutta si può
34:52vendere in Canada, ma c'è il problema del nostro dollaro, che è bassissimo alla partenza
35:00e dopo c'è il trasporto, dove prima del Covid era originabile, dopo del Covid non si capisce
35:10più niente, ma è un peccato che non abbiamo frutta e verdura in Canada, è un grande peccato,
35:18si può mettere i made in Italy, tacchine, su ogni arancia e clementina della Calabria,
35:25le gente vengono a vedere made in Italy, al stesso momento fai made in Italy famose, perché
35:33tutta la frutta del negozio sarà tutta dedicata made in Italy, made in Italy. Io sono pronto
35:40a fare una grande, come si dice, pilot project col governo italiano, ci assattiamo, parliamo,
35:52è il stesso momento, questo è buono per il condadino qui, dove fa lavorare le gente, che è molto
35:59importante, specialmente il sud, c'è bisogno, Calabria, tutto per tutto, Puglia.
36:07Allora, mettiamoci d'accordo, il futuro, l'onorevole, ho avuto l'occasione di incontrare
36:19il signor Lola Brigida a New York due mesi fa, grazie a Giosi, e voglio salutare anche
36:28a Maurizio, che mi ha venuto a vedere da Spigno Saturnio, e io ho sbarcato due ore fa dalla
36:35Fommiocino, sono un po' stanco, ma sono contento di essere qui a dirci le cose che succedono
36:45in Canada, dove il, come si dice, il made in Italy, i francesi vanno pazzi, l'olio, dentro
36:58gli scaffali, tu vedi c'è quello della Grecia, c'è quello della Spagna, come vedono il colore
37:04italiano, sotto, made in Italy, se lo prendono. Io importo l'olio dal frantore Peri in Calabria,
37:12e noi facciamo un gran successo con l'olio suo, e adesso c'è anche l'olio del crotone,
37:19della ditta Bartolo, biologico, e questa è una grande cosa, perché già è entrato
37:3032 magazzini, stanno aspettando per una grande comanda, 32 magazzini biologici dove vendono
37:37e vogliono vedere il logo italiano. Allora, adesso sapete che cosa c'è lì, che si può
37:46fare, si può fare pure di più, come si dice, con la cosa di Mr. Trump, ha aperto una porta
37:56per voi, per noi, per tutti, tutti vengono con questo progetto, tutti, i contadini, i operai,
38:05tutti, il governo, è un'altra cosa, se il governo può fare questa cosa sarà aiutante pure,
38:14in Algeria, mettono frutta e verdura dentro l'aereo ogni giorno, arriva fighe, fighe tinte,
38:24e hanno una subvenzione, che pagano un dollaro canadese al chilo.
38:31Allora, la Spagna manda tanta frutta, non verdura, ma frutta, durante tutto l'anno,
38:43Clementini, l'Italia no, l'Italia manda uva moscata, adesso, perché non ce l'ha la Spagna,
38:50se non manca quella, è castagne, che c'è il signor Angelo qui con un portatore di
38:59castagne, che lo vado a vedere fra un paio di giorni, importiamo le castagne, cominciamo
39:06con le castagne. Il governo, se vuole fare qualche cosa buono, io ho venuto a posto qui,
39:14grazie a Giossi, per dirci a voi che cosa c'è in Canada, c'è possibilità, è bello
39:24quando c'è possibilità.
39:25Grazie, grazie Domenico, grazie a voi, grazie Domenico Saltarelli, quindi come avete avuto
39:34modo di capire, in Canada si è aperta una bella finestra, non solo per l'Italia, ma
39:38per tutta l'Europa, è chiaro che serve il supporto del governo per poter poi, come dire,
39:45in qualche modo aiutare le aziende italiane, perché è vero, l'ho visto con i miei occhi
39:50quando sono stato lì, che effettivamente la gente cerca il prodotto made in Italy, è
39:55vero c'è tanta concorrenza, è vero c'è tanta contraffazione, ma la gente vuole il
40:01made in Italy, i nostri prodotti sono riconosciuti come prodotti di eccellenza e qualità in tutto
40:06il mondo, quindi agevolare l'esportazione significa far crescere le imprese italiane,
40:12significa dare delle possibilità di far conoscere piccole realtà che diventano grandi grazie
40:18al prodotto, grazie al prodotto italiano e noi ce l'abbiamo.
40:22Ok, quindi grazie ancora Domenico e adesso, non so Cristina, vuoi fare un intervento?
40:30Piccolino? Abbiamo davvero un minuto? Perché poi devo lasciare la parola di nuovo all'Onorevole
40:36per le conclusioni, grazie.
40:37Buongiorno a tutti, grazie, sono Gastalli Cristina, rappresento la nostra famiglia, è un panificio
40:54storico dal 1960, nel frattempo facciamo prodotti a forno e da vent'anni abbiamo dei prodotti
41:01anche dove abbiamo mantenuto la qualità esattamente dell'artigiano ma che possiamo esportare in tutto
41:09il mondo perché sono nella catena del freddo. Quindi saremmo interessati, siamo venuti già
41:16qua un paio di volte per conoscere importatori proprio perché vorremmo portare i nostri prodotti
41:20d'eccellenza, anche noi all'estero e ci piacerebbe aprire questo mercato. Una delle cose più
41:27interessanti che secondo me questi convegni portano, l'imprenditore porta a casa è il
41:38network. Quindi io ho conosciuto Paolo, ho conosciuto Aldo e tanti altri imprenditori conoscerò
41:46con i quali stanno nascendo dalle sinergie. Lui ha un prodotto, io sto creando un panettone
41:52ad hoc per lui, dei prodotti dolciari per lui e queste aziende che in queste occasioni devono
42:00prendere spunto sia dagli importatori, sia, meravigliosi come il Domenico che ormai sono
42:07diventati amici, sia dai colleghi. Quasi tutte le nostre aziende che arrivano qua fanno artigianalità,
42:14l'artigianalità, direi che è il nostro marchio di fabbrica, l'artigianalità e poi l'amore
42:21per quello che facciamo. Quindi io oltre a questo vi dico proseguite a darci questa opportunità
42:28e noi imprenditori cerchiamo di alla fine esprimerle in business e far conoscere Made in Italy,
42:34il nostro prodotto all'estero.
42:35Grazie Cristina, mi scuso per non poter dare la parola proprio a tutti, però onorevole
42:42ci tenevo che lei facesse le conclusioni, quindi portiamo a casa sicuramente che l'intelligenza
42:47artificiale oggi è un sostegno per le imprese italiane, per le imprese che vogliono andare
42:51all'estero e vogliono esportare i propri prodotti. Conosciamo anche i pericoli, conosciamo
42:56anche quali sono le difficoltà che si possono avere nel momento in cui ci si avvicina a questo
43:03tipo di tecnologia che non è ben comprensibile da tutti. Ma come vede ci sono tantissime
43:09persone, da un lato i produttori, gli importatori, dall'altro lato, che messi in relazione poi
43:15possono sicuramente fare del bene per la nostra Italia.
43:19Grazie mille. Devo dire che mi hanno impressionato soprattutto gli interventi di oggi, perché devo
43:25dire che quando mi sono trasferito a Zurico per lavoro nel 2012 mi sono accorto di una cosa,
43:31mi sono accorto che quando vivevo in Italia, io vengo da Firenze, mi trasferì da Firenze
43:36a Zurico appunto nel 2012, mi sono accorto che quando vivevo in Italia davo per scontato
43:43il mio tenore di vita italiano, che non è così. All'estero, devo dire, un tenore di vita
43:49pari a quello italiano non esiste sostanzialmente da nessuna parte del mondo. Forse in alcune zone
43:56della Spagna e della Francia si avvicinano alla nostra qualità della vita, ma in altre
44:02zone del mondo non esiste niente di comparabile. Quindi devo dire che sono d'accordo con Michele
44:07Sangion, quando dice che il Made in Italy non è solo comprare un prodotto, ma è anche
44:13una storia. Sono d'accordo anche con Fabrizio Nanni, quando dice che il Made in Italy è
44:17tradizione e identità. Per quanto riguarda l'Italian Sounding, io la vedo più dal positivo
44:22più che dal negativo. L'Italian Sounding ottimo perché se i nostri prodotti sono
44:29copiati vuol dire che valgono e che sono ben apprezzati. Cosa bisogna fare? Bisogna
44:34lavorare sempre di più sulla qualità, non sulla quantità, per far costare di più, far
44:40pagare di più il vero Made in Italy. Ormai da decenni tutti i governi e soprattutto
44:45la Farnesina lavorano per questo. Devo dire che miglioramenti dal mio punto di vista
44:51ne ho visti tanti. C'è ancora però tanto da fare, bisogna ancora lavorare, c'è
44:56ancora una grande prateria verde, immensa e sterminata su cui poter contare per poter
45:04vendere i nostri prodotti Made in Italy per il prezzo che si meritano. Lasciamo anche
45:09che l'Italian Sounding abbia il suo spazio, perché no? Ma deve essere uno spazio che non
45:14può andare in concorrenza, in competizione diretta con il nostro Made in Italy. Il nostro Made in
45:19Made in Italy è alta qualità, il nostro Made in Italy è anche alto prezzo. Quindi
45:23grazie ancora a tutti, complimenti per i relatori e per chi ha partecipato e anche per la moderazione
45:29così veloce e efficace. Buon lavoro a tutti. Grazie.
45:33Allora, davvero gli ultimi saluti. Volevo ringraziare Giusy Malcangi, presidente di Italian
45:39Producer, per aver organizzato il convegno e grazie all'onorevole Simone Billi, perché
45:45è sempre disponibile a parlare dei temi legati comunque al Made in Italy e all'internazionalizzazione.
45:51Grazie a tutti per averci ascoltato.
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