- 2 giorni fa
Il programma “Artigianarte” intende valorizzare le produzioni artigiane della nostra isola. Non solo quelle più legate alla tradizione, ma anche quelle che prendendo spunto dai bisogni del mercato si sono industriate per creare prodotti e oggetti che q soddisfano queste nuove esigenze.
Come tutti i popoli infatti anche quello sardo ha sviluppato un suo proprio modo di produrre gli oggetti, sia quelli di uso comune, sia quelli per l’abbellimento di persone e case, ha elaborato forme e disegni suoi propri che si sono tramandati negli anni fino ad oggi. Tradizioni che permangono per certi versi inalterate, ma che vengono adattate spesso alle esigenze dei consumatori contemporanei.
Accanto alla tradizione però ci sono anche nuovi artigiani, se si intende con questo termine coloro che producono prevalentemente con il lavoro proprio e dei membri della famiglia oggetti frutto di creatività e capacità manuali, i quali si sono inventati nuovi prodotti.
Come tutti i popoli infatti anche quello sardo ha sviluppato un suo proprio modo di produrre gli oggetti, sia quelli di uso comune, sia quelli per l’abbellimento di persone e case, ha elaborato forme e disegni suoi propri che si sono tramandati negli anni fino ad oggi. Tradizioni che permangono per certi versi inalterate, ma che vengono adattate spesso alle esigenze dei consumatori contemporanei.
Accanto alla tradizione però ci sono anche nuovi artigiani, se si intende con questo termine coloro che producono prevalentemente con il lavoro proprio e dei membri della famiglia oggetti frutto di creatività e capacità manuali, i quali si sono inventati nuovi prodotti.
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NovitàTrascrizione
00:00Musica
00:34Buonasera, benvenuti a questo nuovo appuntamento con Artigianarte, il nostro spazio dedicato agli artigiani, a coloro che trasformano materiali, inventano
00:46nuovi oggetti e nuovi utensili.
00:48Non raccontiamo soltanto coloro che preservano la tradizione, anche con qualche innovazione, ma anche tantissimi artigiani che hanno inventato nuovi
01:00manufatti come Valeria, Valeria Franchi, che ha esorcizzato la sua malattia attraverso il disegno delle calze collante,
01:14delle calze disegnate con colori di fantasia, con disegni fantastici per donne sempre più moderne. Sentiamo il racconto dalla viva
01:28voce di Valeria.
01:57Io sono Valeria Franchi, ho studiato l'Istituto Europeo di Design, dove ho imparato diverse cose che riguardano il design,
02:08la pittura, l'arte, la moda,
02:11però grazie a questa designer Anna De Plano, che comunque è specializzata nella pittura su stoffa, ho scoperto questo amore
02:23per la stoffa, per colorarla, per unire le due cose che ho sempre amato, l'arte e la moda.
02:32Poi cos'è successo? Che dopo diversi anni, diversi successi, perché comunque il mio lavoro mi ha portato un po'
02:43ovunque,
02:44mi hanno diagnosticato la sclerosi multipla. Lì c'è stato un rifiuto, un rifiuto per l'arte,
02:54sentivo l'arte una cosa efimera, che non aveva senso. Fin quando, dopo diversi anni di pausa, diciamo di pausa,
03:07di elaborazione,
03:09ho iniziato a dipingere collante, proprio per portare queste gambe in tutto il mondo, queste gambe colorate.
03:19E da lì sono iniziate le mie performance, un po' da tutte le parti, in Madrid, ho iniziato da Madrid,
03:26per poi andare a Milano, New York.
03:31Infatti molte mie performance si trovano poi su YouTube, sul mio canale, dove faccio vedere come porto in giro queste
03:38gambe, queste donne.
03:41Fin quando la mia salute me l'ha permesso, sono andata in giro per il mondo con queste gambe.
03:45Tuttora, diciamo, mi sono dovuta per forza dare una calmata, per cui lavoro principalmente qui a casa,
03:58partecipando a eventi o su internet, online, oppure in Sardegna.
04:05Diciamo, ho trovato la mia dimensione che comunque mi sta portando avanti, in giro per il mondo sempre.
04:15grazie alle donne e agli uomini adesso, perché comunque il discorso si è trasferito anche a bambine, bambini e uomo.
04:35Io sono un appassionata, cioè come genere dell'espressionismo astratto, quindi che è un genere che si rifà alla pittura,
04:48che esprime i propri sentimenti, quindi stiamo parlando di Rocco, di tutti quegli artisti che non avevano bisogno del figurativo,
05:03ma bensì di trasferire le loro emozioni solo con il colore, senza dargli una forma.
05:11La cosa fondamentale devono essere dei collant coprenti, cioè quindi con un certo spessore,
05:18quindi io inizio a lavorare dai 50 den in su.
05:23Quindi diciamo il collant diventa una tela, diventa una tela, per cui è molto più semplice per me lavorarci sopra.
05:34Invece con il collante, ovviamente il collante classico semi-trasparente, questo discorso non si può fare.
05:51Io amo usare varie tecniche che mi sono state trasferite proprio dall'Istituto Europeo di Design,
06:01cioè utilizzare qualsiasi supporto, che siano spugne, che siano pennelli, che hanno delle forme particolari,
06:12e usarli per dipingere.
06:14Quando le donne, che comunque sono le persone che io amo soddisfare nelle loro richieste,
06:24proprio perché sono quelle che mi danno la possibilità di portare il mio discorso in giro per il mondo,
06:30mi chiedono, cosa ne so, dei fiori, ecco, io allora posso lavorare così,
06:34oppure mi chiedono calze a rette e allora io mi invento un sistema che in effetti sono diciamo l'unica
06:44ad aver inventato e utilizzato questo sistema, mi creo delle mascherine e quindi lavoro con lo stencil.
06:51Una cosa che va molto sono i gambaletti, perché non è che tutte le donne amano indossare i collant,
07:05infatti molte donne mi chiedono addirittura gli autoreggenti, non per un motivo diciamo estetico,
07:14ma proprio perché molte donne hanno proprio il problema dell'elastico in vita
07:18e proprio per questo poi realizzo anche i gambaletti, perché comunque ci sono molte donne
07:26che invece non amano il collante, ma il gambaletto, perché utilizzano più pantaloni piuttosto che gonne.
07:41Adesso vi faccio vedere tutto il procedimento per poter dipingere un collante.
07:50Ovviamente ci deve essere un intermezzo fra una parte e l'altra con il cartoncino,
07:57perché sennò ovviamente il colore passa da una parte all'altra.
08:07Appoggerò le calze da dipingere, perché una volta concluso il lavoro,
08:17io posso prendere il cartoncino e portarlo da un'altra parte,
08:26insomma in un'altra stanza, in una parte dello studio,
08:31perché il collante deve avere il tempo di asciugarsi.
08:43Io sono sempre alla ricerca di pennelli che hanno delle forme speciali, diciamo,
08:53che riescono a farmi raggiungere il risultato.
09:02In questo caso il mio risultato vuole essere un campo fiorito di rose
09:14e di boccioli di rose, per essere precisa.
09:18Poi ci sono dei generi che piacciono moltissimo, come appunto questo dei fiori,
09:29che riesce a accontentare un po' tutti.
09:32Mentre il discorso delle calze proprio del genere astratto è un attimino più particolare,
09:43diciamo che la persona deve avere dei gusti precisi, come a volte mi capita anche
09:50di accontentare delle persone che mi chiedono determinate poesie scritte nel collante.
10:02E questa è una cosa che mi piace moltissimo, perché poi devo andare alla ricerca della poesia.
10:08Cioè questa persona per esempio mi ha detto io vorrei una poesia sulla libertà.
10:14E io sono andata alla ricerca delle poesie, poi gliel'ho fatta scegliere, poi l'ho iniziato a trascrivere.
10:23Queste spirali, queste ricordano comunque molto la grazia della scrittura araba.
10:30Ritornando a questo discorso, sul mio canale YouTube si possono trovare appunto dei video
10:41in cui si vedono i collante con le scritte arabe, perché c'è stato un periodo
10:51che proprio per sempre il mio discorso di portare i miei collante nel mondo, in giro nel mondo,
11:02avevo fatto proprio una collezione di gambaletti con le scritte arabe,
11:14che poi ovviamente è diventato anche quella una situazione, insomma, diciamo virale,
11:22perché poi le donne hanno iniziato a chiedermi il proprio nome scritto in arabo sui collante.
11:30Diciamo mi piace, perché sono sfide, poi alla fine sono sfide che mi aiutano a crescere come artista.
11:42Io amo utilizzare questi colori che sono dei colori coprenti metallizzati,
11:51in modo tale che diano una luce speciale al collante.
11:58Questo è il collante finito.
12:02Il mio sogno è di lavorare per qualche stilista, sicuramente.
12:08Sono tanti gli stilisti che amo
12:11e mi piacerebbe entrare in qualche maison
12:19per portare avanti questo mio discorso del collante.
12:49E adesso torniamo alla tradizione più classica,
12:52quella dei cestini, delle cestinaie.
12:56Oggi vi presentiamo una donna davvero in gamba
13:01che trasmette il suo sapere ad altre donne.
13:05Insegna loro come fare i cestini più classici,
13:09quelli che noi conosciamo e che da sempre vediamo appesi nei muri delle nostre case.
13:16Sono dei cestini davvero bellissimi.
13:18Antonietta è una donna piena di fantasia
13:22che nonostante abbia avuto una vita comune con famiglia,
13:27figli, affetti da seguire, da curare,
13:32ha tenuto a conservare questo suo sapere.
14:00Io mi chiamo Antonietta Puzzo,
14:03sono nata da una famiglia numerosa con dieci figli.
14:10Da bambina mi hanno dedicato in casa, diciamo,
14:17in casa la mia madre a imparare queste cose.
14:22A chi faceva la sarta, a me piaceva fare questo.
14:27E ho iniziato da bambina da dieci anni.
14:31Il giorno che ho fatto tredici anni ho fatto il primo cestino proprio decorato.
14:37Non mi sembrava nemmeno vero.
14:40Per me era una cosa bella perché era una bambina.
14:45Ora che ora non c'è mio marito e a me mi aiuta a distrarmi questo lavoro.
14:52Una cosa che mi piace molto.
14:55Ho fatto questo cestino, questo sarebbe per mettere la melasa.
15:01Tutto foderato dentro, se volete guardate come rifinito,
15:09per mettere la melasa.
15:11La mia maestra non ce l'ho qui,
15:13la mia maestra queste cose non mi le ho imparate, le ho fatte io.
15:22Poi c'è questo, questo è il cestino per mettere quando nasceva un bambino,
15:30perché prima non era come adesso andare in ospedale,
15:34nascevano a casa e qui si mettevano il corredino del bambino,
15:39del neonato e qui si mettevano il pietilino, la saponetta.
15:46Anche questa la mia maestra non me l'ha insegnata, lo faccio io.
15:49Lo sto facendo e ne sto facendo altri due,
15:52perché ho tre figli e sono gelosi.
15:56Questo è il succo fino per mettere i dolci,
16:00per quando battezzavano il bambino.
16:03Qui, per regalarlo ai divini, si mettevano dolci dentro qui.
16:15Custa sinara Savalineda, nel 2012,
16:20che abbiamo partecipato con Gianni Frau e la regione,
16:25che avevo 12 allievi.
16:27Questo è sinara Savalini, per mettere il pane,
16:33il sumo rizzoso o anche per i dolci.
16:36Si mettono, e poi questi sono cestinetti per mettere giughelli,
16:43perché ora che ora, se devono fare un regalo,
16:47per esempio uno che si deve fidanzare,
16:50e i regali giughelli li mettono nel cestino.
16:53Questa è Savalineda, che si adopera per spalinare la farina,
17:01per lavorare la farina per quando si faceva il pane.
17:05Questa è una scrovedza, per mettere i dolcetti,
17:10per mettere queste cose,
17:11e le spalinette al buro,
17:13sempre per mettere i dolcetti.
17:19e questo adesso, vedi,
17:22sono iniziando a fare quel cestino.
17:26Guardi quanto lavoro c'è.
17:28Questo adesso, io sto facendo il coperchio,
17:31che lo devo finire.
17:54Adesso mi metto a lavorare.
17:56Questo si chiama sujuku,
18:01che andiamo in campagna,
18:03si tira dove ci sono laghi di acqua,
18:07in posti così nasce questo materiale.
18:10Noi lo prendiamo perché è fresco,
18:13e lo mettiamo a asciugare.
18:15E poi a casa si deve lavorare.
18:20Si divide in parecchie parti.
18:42Poi si mette a bagnare questo qui,
18:46e con il coltello lo dobbiamo lavorare noi.
18:51Questo è il fieno,
18:52che noi questo lo adoperiamo,
18:54si pulisce,
18:56e lo adoperiamo per lavorare qui.
19:01Bene, questo.
19:03Noi lo mettiamo qui,
19:05come serve piano piano si gira,
19:07e lo mettiamo.
19:19Questo si chiama sujuku.
19:23Questo sarebbe il filo per poter lavorare.
19:28Sto facendo i buchi,
19:29per entrare,
19:30i buchi con su un taloro,
19:33perché devo entrare sujuku,
19:36perché questo sarebbe il filo praticamente.
19:40si devono contare i punti per fare un disegno,
19:44per essere un disegno uguale a tutto il giro del cestino.
19:56Adesso sto mettendo sui scarlatti.
20:18e ogni tanto si deve bagnare,
20:22perché se questo materiale non è bagnato,
20:26allora si taglia e non si può fare più.
20:31Bisogna sempre bagnarlo,
20:33per essere una cosa ben fatta.
21:00Allora, siccome che ha un buco,
21:02e qui si mette questa stoffa,
21:05che sarebbe si impanna, si dice,
21:09e qui questo,
21:10devo fare il cestinetto,
21:12per fare sagranista.
21:17Si inizia prima con questo,
21:19piccolino,
21:20e poi continua a allargare,
21:24a crescere come ho cresciuto quello,
21:27per fare sagranista.
21:31Qui viene il coperchio,
21:34come quello lì,
21:35e lo devo fare uguale praticamente.
21:38E sarebbe il disegno,
21:40sarebbe quello praticamente bello,
21:43quello che c'è tutto il giro,
21:45perché qui è piccolino,
21:47e c'è poco spazio da poter lavorare.
21:50I disegni tradizionali,
21:53mi riporta mia nipote,
21:55vieni Elisa.
21:57Allora, fai vedere questo.
22:00Allora,
22:01questo sarebbe un cestino,
22:04con i galletti,
22:07che stanno prendendo,
22:08con il becco,
22:10il cestino,
22:11uno con l'altro.
22:13Poi questo invece è un fiore,
22:16è un fiore,
22:17questa è una greca,
22:18questo dal fondo,
22:19e questo sarebbe un fiore.
22:25Sto insegnando anche la mia nipotina,
22:28Elisa,
22:33perché è una cosa che ci tengo.
22:39prendi,
22:40metti in mezzo alle gambe,
22:43e anche tu,
22:44ti do,
22:46il giunco,
22:47e lo entri.
22:48Dentro?
22:52Tieni,
22:53prendi,
22:54con quella manina,
22:55con la manina a destra,
22:58o sei dimenticata,
22:59vero?
23:06Sto insegnando anche la mia nipotina,
23:09perché questa cosa,
23:10è una cosa che,
23:12ormai se ne sta andando,
23:14non la fa più nessuno,
23:16però io ci tengo,
23:19per tremandare,
23:21anche vero Elisa,
23:23anche Elisa.
23:35questo,
23:36allora,
23:37è la mia insegnante,
23:38che era dieci anni,
23:40più grande di me,
23:41lei ne aveva venti,
23:42e io ne avevo dieci,
23:44era una bambina,
23:46proprio,
23:47perché,
23:47e di fatti,
23:49è mancata da poco,
23:50un paio di mesi è morta,
23:52questa mia insegnante,
23:54ma ci teneva molto,
23:56che io,
23:56che andavo,
23:57glieli facevo vedere,
23:58le cose che facevo,
23:59che lei,
24:00che non mi ha insegnate,
24:01le ho fatti per conto mio,
24:03come sagralista,
24:04come il portal,
24:06a un edasa,
24:07è una cosa che ho fatto,
24:09di mia testa,
24:10diciamo,
24:11e ci tengo,
24:12che questa cosa,
24:14di tramandarla,
24:15di insegnare,
24:16questo mestiere,
24:18è da selar,
24:19Gesù,
24:19perché insegnavano,
24:21anche qui a selar,
24:22e sono tutte selargine,
24:25è una cosa già antica,
24:27però sono tutte selargine.
24:46io sto insegnando,
24:50che ho 18 alunne,
24:54e se c'è qualcuna,
24:56che vuole continuare,
24:58a seguire,
24:59a venire,
25:00a imparare,
25:01io,
25:02è una cosa che mi piace,
25:04ci tengo,
25:05e lo continuo a fare,
25:07qui a selargius.
25:23è davvero tutto per il momento,
25:25io vi ringrazio,
25:25per averci seguito,
25:26vi do appuntamento,
25:28alle prossime puntate,
25:29con altri artigiani,
25:31e altre storie di vita.
25:32grazie a tutti.
26:06Grazie a tutti.