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  • 1 giorno fa
Il programma “Artigianarte” intende valorizzare le produzioni artigiane della nostra isola. Non solo quelle più legate alla tradizione, ma anche quelle che prendendo spunto dai bisogni del mercato si sono industriate per creare prodotti e oggetti che q soddisfano queste nuove esigenze.
Come tutti i popoli infatti anche quello sardo ha sviluppato un suo proprio modo di produrre gli oggetti, sia quelli di uso comune, sia quelli per l’abbellimento di persone e case, ha elaborato forme e disegni suoi propri che si sono tramandati negli anni fino ad oggi. Tradizioni che permangono per certi versi inalterate, ma che vengono adattate spesso alle esigenze dei consumatori contemporanei.
Accanto alla tradizione però ci sono anche nuovi artigiani, se si intende con questo termine coloro che producono prevalentemente con il lavoro proprio e dei membri della famiglia oggetti frutto di creatività e capacità manuali, i quali si sono inventati nuovi prodotti.

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00:00Musica
00:34Buonasera, benvenuti a questo nuovo appuntamento con Artigianarte, il nostro settimanale che vi racconta a coloro che con le mani
00:43forgiano, plasmano, lavorano i più diversi materiali.
00:48Ci sono artigiani che seguono la tradizione e altri invece che cercano di innovare. Ci sono anche tantissimi giovani che
00:58dopo aver studiato magari fuori dall'isola ritornano con idee innovative ma mettendo sempre in qualche modo in gioco le
01:09radici profonde della nostra isola.
01:12Così ha fatto Mauro Ballette, designer che a Cagliari ha aperto uno studio per creare degli abiti che sanno di
01:24mondo, di internazionalizzazione ma che hanno qualche tocco che ricorda la nostra isola.
01:55Io sono Mauro Ballette, sono un designer di Oristano però ho iniziato la mia formazione, quella che è la mia
02:04formazione che poi è diventata la mia, le prime esperienze lavorative a Milano
02:09che ovviamente in Italia possiamo definirla come capitale della moda, anche internazionale ma per la nostra nazione è il punto
02:19di riferimento più vicino.
02:22Da lì ho iniziato un percorso di studi al Politecnico di Milano dove mi sono laureato in design della moda
02:28e successivamente mi sono specializzato in quella che è l'ingegneria dei capi,
02:36quindi il modo come essi vengono realizzati e quindi nella modellistica frequentando una scuola privata che si chiama Carlo Secoli,
02:44l'Istituto Carlo Secoli dove ho appreso come effettivamente vengono realizzati i cartamodelli principalmente nel modo industriale.
02:55Quindi come poter realizzare un capo che possa essere riprodotto tante volte come quante ne richiede l'industria della moda.
03:03Di lì poi sono iniziate tutte le mie varie esperienze con i brand internazionali e nazionali di produzione di abbigliamento
03:11affiancando i modellisti senior, quindi le figure con più professionalità nella realizzazione degli effettivi cartamodelli
03:20dove io lì ho appreso e diciamo rubato con gli occhi tutto il loro saper fare per poi farlo diventare
03:28mio.
03:31Dopo tutte queste esperienze all'interno delle aziende che sono state anche in prodotti diversificati e diversi,
03:39quindi dal cappotto al capospalla, a vario, al jersey, quindi alla t-shirteria o ai capi leggeri da donna,
03:49mi sono spostato in un ambiente relativamente più piccolo ma che produceva e sviluppava le collezioni di designer emergenti.
03:59Quindi è stato raccogliere sia input di stilistici che di costruzione molto complessi, molto diversi
04:07perché il designer emergente non è troppo schiacciato dalla parte commerciale del brand
04:15ma riesce ancora a far prevalere quella che è la creatività, quindi è stata un'esperienza molto coinvolgente.
04:23Dopo questa esperienza diciamo che il richiamo per la Sardegna è stato più forte rispetto a quella che poteva essere
04:29un'eventuale carriera a Milano o nei dintorni, in quelle che sono le aziende che si occupano
04:37di moda e di produzione di abbigliamento e ho deciso di ritornare qui in Sardegna
04:43con l'obiettivo di poter realizzare un progetto personale tutto mio.
04:51Sono approdato quindi a casa che è Oristano dove ho messo su un laboratorio sartoriale
04:57dove ho realizzato dei capi su misura.
04:59Questa esperienza mi ha permesso un po' di sviluppare e affinare la tecnica
05:04perché il su misura ti costringe a studiare il capo in base alla conformazione del corpo del cliente
05:12e non a un corpo ideale dell'industria che l'industria mette su per realizzare l'abbigliamento
05:18che noi troviamo normalmente nei negozi.
05:21Dopo questa piccola esperienza diciamo che c'è stata finalmente la chiave di volta
05:27per far iniziare e partire tutto questo progetto che prende il nome di Vertice
05:31è un brand che trova il nome perché viene visto come un incontro tra l'artigianalità
05:38e la ricerca delle forme, dei volumi, del design.
05:42Ho trovato prima questo posto che mi ha fatto scattare la molla per iniziare tutto
05:50perché era un posto perfetto per accogliere la mia idea di progetto
05:54che era uno spazio dove io potessi esporre i miei capi
05:58e dove ovviamente loro fossero i protagonisti
06:00e poi dove ci fosse come vedete lì in fondo il laboratorio a vista
06:05dove quindi tutte le persone interessate possono vedere tranquillamente come io lavoro
06:12rispetto alla collezione che è effettivamente esposta.
06:34Diciamo che la collezione è partita principalmente come ispirazione dalla camicia
06:40potete vedere delle linee abbastanza semplici
06:44però caratterizzate magari da dei piccoli dettagli che le rendono diverse dal solito
06:49l'evoluzione della camicia in vari modelli definiti
06:55che possono anche prendere lievemente ispirazione da quelle che sono le nostre tradizioni
06:59senza eccedere
07:01possono però essere declinate con vari dettagli
07:06come vi dicevo in questo caso le tasche che sono presenti in diversi modelli
07:11sono uno dei dettagli caratterizzanti di questa collezione
07:14fino ad arrivare poi a degli abiti che possono diventare quasi dei capi spalla
07:20quindi dei soprabiti che possono essere indossati al di sopra del nostro outfit
07:27diciamo lo possiamo definire
07:28per poi avere anche dei capi molto molto semplici
07:32come delle t-shirt che sono arricchite da dei bordi un pochettino più grossi del normale
07:40però giusto per dare una presenza e una definizione dei margini
07:46quindi la semplicità è stata quello che sicuramente mi ha guidato nella realizzazione di questa collezione
07:53forse poi ci si sposta da dei modelli quindi come vi dicevo molto molto semplici
08:01a degli altri che sono un pochettino più non dico complessi però particolari
08:07ecco come questo dove c'è un taglio raglan
08:10un abito lungo con un taglio raglan della manica
08:14che è ben evidenziato da dei bordi in contrasto nero
08:17che mettono proprio in risalto quelle che sono le geometrie del capo
08:22tutta questa collezione è proprio stata realizzata all'interno del mio laboratorio
08:28dove io appunto mi occupo di progettare fin dal principio la collezione
08:37quindi viene fatta una scelta di tessuti
08:40e poi gli stessi tessuti vengono poi applicati
08:44associati a tutti quelli che sono i bozzetti della collezione
08:48per cercare di capire effettivamente qual è il miglior tessuto da scegliere
08:53e da utilizzare per un determinato modello
08:55quello che poi avviene su questo tavolo è l'effetivo taglio della stoffa
09:01ma prima del taglio della stoffa vi è il cartamodello
09:04vi posso far vedere qua dei pezzi di un cartamodello con della stoffa già tagliata
09:10che sono proprio quello che viene prima della confezione del capo
09:15quindi di quando ci si mette a confezionare e cucire il capo
09:19e sono un vero e proprio disegno geometrico
09:22che viene fatto studiando le forme del corpo
09:26in modo tale che il capo stesso possa vestire il corpo nel modo migliore possibile
09:32con meno difetti possibili
09:33ogni cartamodello viene ovviamente adattato alla tipologia di tessuto sul quale è applicato
09:38perché ogni tessuto cade in modo diverso rispetto ad un altro
09:44e quindi basandosi su quelle che sono poi anche i volumi della collezione stessa
09:51quindi se si sceglie di realizzare dei capi che tendenzialmente come ho scelto io
09:55sono abbastanza larghi e quindi non avvolgono in modo troppo costringente con le forme del corpo
10:02anche quello quindi ti porta a dare un indirizzo a quella che è la realizzazione del cartamodello
10:09come potete vedere qua abbiamo un cartamodello di un abito molto molto semplice
10:15che è quello che vedete alle mie spalle nel manichino
10:18e risulta essere quindi un abito semplicissimo
10:22che però ha anche lui un seppur semplice studio di forme per la vestibilità, la caduta e l'uso di
10:31materiali più o meno pesanti
10:49questo invece è il cartamodello di una camicia
10:53principalmente il davanti
10:54quindi questo è il giro manica e la scollatura
10:57e qua si può vedere quello che è poi il segno del pezzo che io ho ricavato
11:01per avere poi questa pettorina
11:04riconducibile molto a quelle che sono le camicie tradizionali da uomo
11:09sarda insomma che rappresentano quella che è la nostra cultura contemporanea
11:14ecco
11:16in questo momento ho già tagliato i pezzi
11:20e sono stati stirati in modo tale da poter avere già una piega realizzata
11:25per facilitarne la cucitura
11:26il cannoncino che è così chiamato la parte frontale dove poi vengono messi i bottoni e le asole
11:33ci aiuterà quindi a rifinire la parte applicata in questo lato
11:40e io adesso andrò a cucire e a farvi vedere come verrà applicata la pettorina sul davanti della camicia
11:50questa è la mia macchina da cucire
11:52che è una macchina industriale che mi permette semplicemente di avere una cucitura più definita
12:00e più precisa rispetto a una classica macchina casalinga
12:04in questo caso io utilizzo un piedino
12:08si chiama piedino questa parte che guida e trascina la stoffa
12:12che mi permette di avere una cucitura ancora più precisa
12:16seguendo quindi il margine della pettorina che vi ho fatto che vi ho fatto vedere
12:32andrò
12:53ogni tanto bisogna fermarsi per poter controllare quello che è così chiamato trascinamento del
13:01tessuto per far sì che non vengano delle pieghe ci fermiamo per l'angolo giriamo
13:36sicuramente uno degli obiettivi principali di questo progetto e di quella che è la mia attività dopo la mia esperienza
13:44fuori era quello che venisse portato avanti e che nascesse, crescesse e si sviluppasse proprio qui in Sardegna
13:51ho scelto Cagliari perché lo possiamo definire quasi come un porto della regione quindi dove il traffico di persone, interessi,
14:01stimoli e occasioni o come si possono definire è sicuramente superiore
14:07però ho voluto fortemente che fosse in questa regione perché era giusto portare avanti anche il design, la realizzazione di
14:18prodotti che non sono unicamente e fermamente concentrati a quello che è l'artigianato sardo
14:26ma che possono andare oltre quindi ci può essere uno studio di un progetto e ci si può quindi possiamo
14:33diciamo dare l'idea che la Sardegna sia anche essa con tutti gli stimoli che ha
14:39per giunta che ne ha tantissimi proprio anche derivanti da quello che è l'artigianato però può realizzare un prodotto
14:45o una collezione di prodotti che possa essere vista anche al di fuori della stessa
14:51sì con l'ispirazione ma al di fuori della stessa
15:11in questa seconda parte invece parliamo di tradizione ma di chi come Simone Usai è riuscito a trasformare un lavoro
15:22antico
15:22come quello del calzolaio aprendosi un laboratorio che trova dove trovano riparo anche coloro che utilizzano delle scarpe per lo
15:33sport
15:33per uno sport molto di moda oggi come quello del trekking
16:07Sono Simone Usai è il centro di Moda
16:08calzolaio alla terza generazione, una tradizione che tramandiamo di padre in figlio, oltre
16:16noi anche i miei zii che non sono qui a Cagliari ma a Sassari fanno i calzolai, è un mestiere
16:22antico che però con le giuste osservazioni e modifiche si può tranquillamente fare in
16:31epoca moderna. Sono rappresentante per i calzolai in Sardegna come referente in confartigianato
16:41perché credo che l'importante in questo mestiere sia aggiornarsi, fare confronto, uscire dalla
16:50propria bottega in modo da confrontarsi, imparare cose nuove non solo sulla propria pelle ma
16:58imparare anche dalle esperienze degli altri. Vi presento il mio laboratorio, allora inizialmente
17:03dopo che facciamo l'accettazione delle lavorazioni all'ingresso, all'accoglienza clienti, le
17:10poggiamo qui in base al tipo di lavorazione e poi successivamente le spostiamo nelle varie
17:17zone dedicate a certe lavorazioni. Questa è una smussatrice scarnitrice, la utilizziamo
17:24per fare la smussatura del cuoio, prima per le risolature in cuoio oppure di risolature
17:34in gomma, ad esempio un pezzo di cuoio, una sola del genere, noi andiamo a passarla così
17:40qui e otteniamo la scarnitura per fare la giuntura sulla suola originale.
17:50Qui andiamo a fare la riga di giunzione per il cuoio in modo che successivamente, una volta
17:58consumata tutta la suola, andremo a applicare la suola nuova di cuoio per poi fare la lavorazione
18:05con eventuali cuciture. La scarnitura della suola viene fatta con questa macchina qua,
18:16si fa passare qui e otteniamo questo risultato. Successivamente si applica così, ovviamente
18:25incollata, poi secondo del tipo di calzatura viene fatta una lavorazione con cucitura a vista
18:31oppure con cucitura nascosta all'interno del cuoio. Questa è una macchina per le lavorazioni
18:39a black. Praticamente la scarpa viene inserita qua, così, e fa una cucitura dall'interno, tutta attorno.
18:53quindi è la classica cucitura che veniamo a trovare dentro determinate calzature.
19:01Un'altra macchina per cucire è questa qua che viene chiamata rapida, è una macchina per fare le lavorazioni
19:07good ear. Alcune calzature come le trickers o alcune cerci hanno una cucitura che viene fatta esternamente
19:14sul guardolo. Quindi la cucitura non va dall'interno della scarpa ma va dall'esterno. Effettuare una
19:20cucitura dall'interno della scarpa, come spesso viene fatta, diciamo che è rovinare la scarpa
19:26perché va a bucare tutta la sugherite che c'è all'interno e anche la tomaia. Praticamente questa
19:32parte così e fa una cucitura sempre esterna. Il nostro collaboratore in questo momento sta
19:41effettuando, sta smontando delle scarpe per poi effettuare la risvolatura. Si sta avvalendo
19:47dell'utilizzo di una pistola termica che è come un classico sverniciatore in modo da non forzare
19:57eccessivamente la tomaia con l'aiuto del calore perché la colla tende a ammorbidirsi e consentire
20:06una lavorazione più semplice. In questa postazione effettuiamo cuciture e lavori di pelleteria.
20:13In questo caso stiamo accorciando una cintura e abbiamo, oppure perlomeno credo che stiamo
20:19ricuciando una cintura.
20:20Non penso che abbiamo accorciato la cintura.
20:23Ok. Potete vedere anche i colori, i vari colori, una parte dei vari colori, in quanto abbiamo
20:30praticamente una scaffalatura. I colori sono tantissimi oggigiorno. Questa è una macchina
20:37elettrica che ci consente di fare lavorazioni un po' più veloci. Oppure c'è la classica
20:42macchina da calzolaio che è questa a pedale che consente di fare lavorazioni leggermente
20:47più precise perché o la muovi o col piede o con l'utilizzo della mano dalla manovella.
20:59in questa parte del laboratorio effettuiamo i lavaggi e le tinture. Questa è una cabina
21:05che ci permette col velo d'acqua e ci permette di utilizzare anche tintura ad aerografo. Adesso
21:12vi faccio vedere com'è il funzionamento del velo d'acqua. Come potete vedere questo velo
21:17d'acqua quasi impercettibile, fa in modo che le tinture o perlomeno i solventi che evaporano
21:29dalle tinture non rimbalzino e non vadano a essere respirati dall'operatore che come in questo momento
21:37lei per esempio sta facendo una tintura, l'aspirazione e il velo d'acqua permettono che lei non respiri
21:44niente di tossico perché ovviamente le tinture contengono dei solventi. In questo momento
21:52sta ricolorando la suola di un paio di sandali che era ingiallita da virata a causa del sole,
22:00era bianca in origine era diventata gialla. Si possono effettuare diversi tipi di lavorazioni
22:09dalla personalizzazione al ridare il colore o un semplice lavaggio che ridona la lucentezza
22:15e morbidezza a scarpe come un camuscio, pelle e qualsiasi tipo di materiale.
22:23Oggigiorno si possono aggiustare quasi tutti i tipi di scarpe, se non tutti i tipi di scarpe.
22:30Spesso si pensa che una scarpa in gomma non si possa risuolare, invece ormai il mestiere
22:36dell'artigiano va pari passo con chimica e marketing. Quindi bisogna informarsi, capire cosa richiede
22:45il mercato e imparare a dare un servizio e soluzioni alle persone. Una scarpa in gomma
22:52come può essere una Hogan oppure come possono essere anche le scarpe economiche comprate nei magazzini
22:58con i super sconti che magari una scarpa da 20 euro è tutta a gomma, però si consuma solo il
23:04tacco
23:04e si può sempre recuperare perché con le colle giuste, trattamenti particolari, si può fare qualsiasi tipo
23:11di incollaggio, dal PVC al vetro alla plastica, qualsiasi cosa. Un'altra cosa che spesso ci viene richiesta
23:18è quella di se possiamo allargare le scarpe o allungarle. Allungarle non è molto indicato, però
23:26l'allargatura si può effettuare tranquillamente con macchinari come questi. In questo caso il signore
23:32la scarpa la trovava un po' stretta e noi la stiamo sformando. Ci sono delle forme che all'interno
23:37si allargano e simulano praticamente il movimento del piede durante il tempo e accelerano il processo
23:45di adattamento alla forma del piede in modo da non creare più fastidi per alluce valgo
23:54e problemi del genere. Altre lavorazioni particolari che noi e poche altre persone
24:00effettuiamo sono la risolatura delle scarpette da arrampicata e degli scarponi da trekking.
24:06La scarpetta da arrampicata è una scarpetta particolare che va risolata nel modo giusto
24:11altrimenti perde qualsiasi tipo di efficienza. Sono delle scarpe molto tecniche che vanno lavorate
24:20con delle forme dentro. Come potete notare la forma è inversa rispetto a una forma di
24:25un piede normale. Questo perché deve fasciare il piede e costringere le dita a un movimento
24:33tipo questo in modo da avere forza quando si va a spingere sulla roccia. Queste invece
24:40sono le forme classiche per uno scarpone da trekking quando noi lavoriamo tutti gli scarponi
24:46con all'interno le loro forme in modo da non cambiare forma o non stringersi quando si rifa
24:56il fascione perché quando si rifa il fascione di gomma in questo caso non è stato fatto
25:01comunque quando si rifa il fascione di gomma se si tira troppo si può tendere a stringere
25:05leggermente la calzatura invece con all'interno una forma della calzata giusta rimane identica
25:11all'originale anzi a volte si può anche a richiesta del cliente ingrandire leggermente.
25:15Una cosa molto importante che stiamo intraprendendo anche come associazione come calzolaio 2.0
25:21è quella di fare sensibilizzazione e informazione alle persone per portarle a conoscenza di cosa
25:30si può riparare, cosa va riparato per tempo e cosa va igienizzato come può essere una calzatura
25:36che può contenere molti batteri perché da una calzatura si possono ottenere molti benefici
25:43ma anche trovare molti problemi per la salute.
25:51Bene, spero vi siano piaciute le nostre interviste
25:55Artigianarte torna con altri racconti di artigianato la settimana prossima
26:01Grazie.
26:03Grazie.
26:10Grazie.
26:17Grazie a tutti.
26:34Grazie.
26:34Grazie.

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