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  • 1 giorno fa
Il programma “Artigianarte” intende valorizzare le produzioni artigiane della nostra isola. Non solo quelle più legate alla tradizione, ma anche quelle che prendendo spunto dai bisogni del mercato si sono industriate per creare prodotti e oggetti che q soddisfano queste nuove esigenze.
Come tutti i popoli infatti anche quello sardo ha sviluppato un suo proprio modo di produrre gli oggetti, sia quelli di uso comune, sia quelli per l’abbellimento di persone e case, ha elaborato forme e disegni suoi propri che si sono tramandati negli anni fino ad oggi. Tradizioni che permangono per certi versi inalterate, ma che vengono adattate spesso alle esigenze dei consumatori contemporanei.
Accanto alla tradizione però ci sono anche nuovi artigiani, se si intende con questo termine coloro che producono prevalentemente con il lavoro proprio e dei membri della famiglia oggetti frutto di creatività e capacità manuali, i quali si sono inventati nuovi prodotti.

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Trascrizione
00:00Musica
00:34Buonasera, benvenuti a questo nuovo appuntamento con Artigianarte, il nostro programma dedicato ai tanti bravi artigiani quasi artisti della nostra
00:45isola.
00:46Oggi vi presentiamo Anna Maria Baldinu, una stilista che da Ittiri ha scelto Cagliari come sua seconda città.
00:55Lei prepara dei vestiti che ricordano molto la nostra terra ma hanno davvero tanta fantasia e creatività in se stessi
01:06e guardateli in questa intervista.
01:36Io mi chiamo Anna Maria Baldinu.
01:38Sono di Ittiri, mi occupo di moda, mi sono trasferita a Cagliari da poco.
01:46Sino adesso avevo un'attività a Ittiri, un palazzo baronale del 1500 ma purtroppo ho dovuto lasciare perché mi sono
01:55dovuta spostare in città.
01:57Io mi occupo di moda da sempre, ma la De Modè nasce nel 2006.
02:05Ho fatto diverse sfilate, anche delle cose fuori importanti a Pechino, a Parigi, a Dublino.
02:20Realizzo delle cose molto minimal e anche delle cose un po' più elaborate, come ad esempio queste cose più eleganti.
02:32Realizzo sia la cerimonia che la sposa.
02:37Gli abiti sono tutti molto particolari e ricercati nei tessuti.
02:42Ricordano un po' la nostra terra, questi plissè, questi colori, questo insieme di tessuti che si intrecciano,
02:50pizzi, damaschi, sette.
02:56Insomma questa è un po' la mia linea.
03:01Uso anche delle sette inserendo i fornasetti.
03:11Questi sono più o meno gli abiti che io propongo.
03:15Naturalmente io disegno e realizzo l'abito anche su misura,
03:20quindi cerco di capire l'esigenza della cliente, il fisico, lo spirito, il modo di essere
03:26e cerco di interpretarlo vestendola nella maniera più adeguata.
03:46Questa è una novità e un abito che io ho ideato con la borsa.
03:50Praticamente è un abito molto semplice che resta con questa borsa particolare che lo rende unico.
03:56e nessun capo viene ripetuto, tutti sono originali e sono unici.
04:08Un po' ricorda la bisaccia di quando si andava in campagna e si portava,
04:14quindi c'è sempre questa borsa e queste tasche che io uso sempre nei miei abiti.
04:20Diciamo che senza che ce ne diamo conto questa cosa viene fuori.
04:24Infatti nessuno capisce come noi sardi abbiamo questa manualità,
04:30ma anche tutta questa creatività ispirata alla nostra terra che spesso e volentieri non è voluta.
04:36È proprio un qualcosa che ci viene dentro, perché io ad esempio non voglio mai ricreare cose etniche,
04:42eppure nonostante tutto chiunque venga qua mi dice che ricorda un po' la nostra terra.
04:47Ecco perché io penso che noi sardi, che ancora siamo un popolo dove abbiamo una cultura molto forte e molto
04:56radicata,
04:58riusciamo ad esprimere le nostre tradizioni in maniera diversa di quanto lo possa fare un altro popolo
05:03che comunque un po' è diciamo che globalizzato e comunque le radici sono un po' sfumate,
05:13che non sono più quelle di una volta.
05:35Io ho iniziato a disegnare abiti da quando ero ragazza perché essendo molto estrosa e molto estroversa
05:41non volevo mai vestire come le mie amiche, quindi volevo sempre farmi qualcosa di diverso e di originale.
05:49E così nasce la passione per fare degli abiti un po' diversi che rendono la donna diversa
05:57e comunque non uguali alle altre perché quando io ero ragazza stavano tutti con gli scarponcini e con i jeans
06:06e il maglione
06:07quindi era un abbigliamento che ho sempre detestato, non volevo, secondo me non volevo fare la pecora
06:13perché mi sentivo un po' una pecora vista così e quindi volevo sempre vestire in maniera esagerata e diversa.
06:20E poi niente questa cosa è andata avanti, io ho sempre cercato di fare delle esperienze,
06:30ho fatto anche altri lavori, la scuola, insomma alla fine ho deciso di aprire un'attività,
06:36un'attività che poi è diventata la Demodè dove veramente mi ha dato delle grandi soddisfazioni.
06:45Quindi inizialmente sono stata un'autodidatta però chiaramente ho fatto dei corsi,
06:50prima dei corsi un po' così all'acqua di rosa e poi ho fatto un vero e proprio corso di
06:55formazione
06:56che era il Metodo Burgo, ho acquisito insomma delle competenze che mi hanno permesso di poter lavorare anche per il
07:04pubblico.
07:25Realizzo anche degli arazzi, naturalmente con dei tessuti.
07:34Questo è ispirato un po' ai vis del Fornasetti, uso anche dei tessuti preziosi perché questo è fatto con delle
07:42orbacce,
07:43è fatto al telaio e colorato con i colori naturali.
07:48Questo ad esempio è lo zafferano con delle tele e questo è una casa buia.
08:04Realizzo anche delle borse che possono essere delle borse un po' fashion.
08:15E invece anche delle borse etniche che sono queste, che hanno la donina d'Ittiri che rappresenta il paese dove
08:24sono nata.
08:38Sto preparando adesso degli abiti da sera per una serata che avrò ispirata agli anni venti.
08:46Realizzerò degli abiti molto preziosi, questo è un pizzo valencien, un pizzo francese molto bello.
08:53Invece questo è un damasco tutto di setta.
08:55Andrò a realizzare degli abiti morbidi con dei soprabiti molto importanti.
09:05Questo è il mio piccolo mondo dove ho delle macchine da cucire, dove taglio, cuccio e realizzo i miei cappi.
09:27Naturalmente tutto nasce con la cliente dove si decide, si disegna e si realizza il capo che più consono per
09:42la propria figura e per le proprie esigenze.
09:48Comunque io penso che rivolgersi a una stilista per creare il proprio abito vuol dire affidarsi a qualcuno che faccia
09:57emergere la tua femminilità, la tua bellezza.
10:01E soprattutto ti faccia innamorare di un abito che non è solo un abito per farti sentire bella, ma è
10:08un abito che ti fa sentire te stessa, che rispecchia la tua personalità.
10:14E soprattutto per noi sardi rispetta anche le nostre radici e quindi ti senti un po' la tua terra addosso.
10:20È ben meglio che sia a due, poi sendo adeus è ben piore, è ben piore, è ben piore.
10:31È diita, pensa no amanhã, pensa se deita in mio divano.
10:51La nostra seconda intervista riguarda invece un lavoro tradizionale, che era un passatempo, se vogliamo, dei nostri nonni,
11:03che si riposavano di fronte al camino disegnando le zucche ormai seccate.
11:10Ebbene, qualcuno ha ereditato quella antica tradizione come Sergio Pala, che ha deciso di dedicare il suo tempo a questo
11:21hobby così prezioso
11:23e che conserva e riconserva tutto il sapere della nostra isola.
11:49Sono Sergio Pala, da bambino proprio è nata la passione del disegno spontaneo delle zucche.
11:57Possiamo chiamarla pirografia, possiamo chiamarla quello che vogliamo, però io la chiamo.
12:02è un disegno a fuoco sulle zucche.
12:06È un semplicissimo disegno sulla zucca a fuoco, però dalla mente possono uscire tante cose carine a livello di disegno.
12:17E poi ecco, è una passione appunto come dicevo da bambino.
12:22È un signore che mi ha insegnato questa cosa, lui lo faceva per bisogno, perché era invalido.
12:29Lo faceva nelle sagre, nelle feste in particolare a Sesto, nella sagra di San Germiliano.
12:36Faceva questo tipo di disegno, con i fornellini, con le stichettine di ferro, lui le scaldava e disegnava queste cose
12:45carine.
12:45A me mi è rimasta in mente, un bambino, forse 6-7 anni, mi è rimasta in mente questa cosa,
12:52dopo tanti anni proprio, tantissimi, all'età di 30 quasi,
12:59mi è venuta questa fantasia, questa fantasia di fare quello che faceva questo signore invalido.
13:08Allora mi sono procurato qualcosa di bruciante, perché non era facile, poi nei giorni d'oggi abbiamo gli accessori necessari,
13:20e li ho trovati, un semplice pirografo che scalda elettricamente, con una invenzione della punta tagliata in quattro parti,
13:34e mi dà quattro disegni diversi.
13:38Ecco che è nata questa prima passione.
13:41Ho fatto tantissime cose nel tempo, piccole, grandi, immaginabili, possibili,
13:49poi mi è venuta anche la fantasia di usare questi prodotti, le zucche della terra,
13:56dei prodotti della terra, come le sassule antiche, quelle per raccogliere le granaglie,
14:05o anche il grano, le farine, sono accessori che si usavano sicuramente in antichità.
14:14Ecco queste le ciotole famose per contenere anche il cibo credo, in tempio di antichità.
14:23Le salierine per il sale, ecco tutte queste cosettine qua a fantasia disegnate, lucidate, vetrificate,
14:33di tutto quanto vengono delle cose abbastanza carine.
14:39Questo è un testo che ho inventato io, è intestato alla Sardegna, proprio, è intestato alla Sardegna,
14:46flora, fauna e cultura sarda, nient'altro.
14:50In tutti i miei lavori ho disegnato flora, fauna e cultura sarda, scenari di caccia, scenari ecco...
14:58Qui addirittura mi sono rappresentato io, i nuraghe e poi flora, fauna, le beccace, conigli, lepri, guffetti e così via.
15:10Ecco questa merita di essere osservata perché appunto è un rosone, si imposta con un rosone,
15:19si fa prima il rosone, superiore e inferiore e poi si centra a quella che si vuole.
15:26Il cinghiale che è ormai il nostro emblema tipico della Sardegna, l'upupa che è un uccello quasi stabile,
15:35proprio stanziale, qua in Sardegna è quasi stanziale, grappoli d'uva e il patriarca sarda che si chiama anche
15:45Zio Bacchis, l'otto famoso Zio Bacchis. Ecco io ho detestato Sagro Coriga de Zerjuvala,
15:52questa addirittura è del 2016. Ecco qui stavo per disegnare una cosa che mi è venuta adesso in fantasia
16:02in ricorrenza di Sant'Efisio. Sant'Efisio ha un particolare modo di rappresentare la Sardegna
16:15perché è unico e rappresentativamente abbastanza minuto, c'è poco spazio in questa zucchina perché
16:24è piccolata di 15 cm e ho ritagliato prima il rosone e poi ho ritagliato il pezzo da inserire
16:31dei soggetti e qui sto rappresentando la Sagra di Sant'Efisio. Le donne portano naturalmente
16:38i dolci, i cesti dei fiori, poi ci sono le rammature come si dice e questo è il tutto.
16:57Ecco i Launedas che sono rappresentati in tre modi. Nella Launedas portano le trombe in basso,
17:05a mezzo e in alto per rappresentare il suono ampio proprio perché c'è questa B di tritonalità
17:17si chiama. Ecco che qui stavo rappresentando l'ultimo dei sonadores che è il terzo e questo
17:27sarebbe il quarto che è il rappresentante che ha un bastone praticamente, il bastone
17:35del capo dei sonadores oppure anche il capo pastore o quello che si vuole.
17:45ecco. Poi ne rimane un altro spazietto abbastanza piccolo che si può rappresentare un uraghe.
18:06I mattoni fanno così, poi si sollevano in tridimensionalità. Lo facciamo piccolino perché
18:14dobbiamo rispettare lo spazio.
18:30E poi va tondeggiato, ecco, tondeggiato per riempire l'ombrato perché devono anche
18:37poi risaltare questi mattoni.
18:59ecco qua, questo è il nostro un uraghe di Sardegna, abbastanza piccolo. La porta rimane
19:09buia perché non è usato, praticamente la facciamo completamente buia.
19:39poi naturalmente non sono mai uniformi. Facciamo un'ombra al posteriore perché appunto deve essere
19:49in risalto e poi un'oscuratura dei mattoni. Ancora qualche mattone qua, o pietre, come si possono dire.
20:02ecco, e questo è il nuraghe, semplice semplice, diloccato purtroppo non è che ne abbiamo tanti
20:12in piedi, ma ce ne sono tantissimi, bellissimi, in piedi ancora. Ecco qua. E qui poi naturalmente
20:21c'è la pianta nostra tipica del cactus, del cactus sardo, ed è appunto così.
20:49ecco qui abbiamo rappresentato un po' la Sardegna. Qui naturalmente ci sono le ficodindie, ci sono una rappresentanza
20:58di ficodindie, ma abbastanza breve, ma come si può dire, ecco, questi sono i frutti,
21:07abbastanza piccoli, rispetto al nuraghe, perché dobbiamo rispettare le proporzioni. E questa è una rappresentativa
21:15della Sardegna. Tutto inizia dalla coltivazione del prodotto, possiamo trovarlo in prodotti spontanei,
21:35ma anche coltivati e curati in un certo modo, perché da questi prodotti possiamo avere diverse forme,
21:44tantissime, tantissime forme. Abbiamo delle forme particolarissime, che sono questa con il collarino,
21:51questa si chiama sastangiata, in sardo, perché rimane schiacciata. Ed era la classica borraccia dei nonni,
22:01che ponevano il lino prodotto da loro e conservato in questa borracena, aveva un gusto eccezionale,
22:08perché si metteva in fermento 40 giorni e 40 notti nella vinaccia, diventava rossa, rossa, rossa,
22:16e poi si faceva il foro e si riempiva di pricciolo il vino, lo scarto del vino.
22:23Si manteneva per un lungo periodo quello, tolto quello si metteva il vino buono, proprio fatto in casa,
22:30come il Cannonau, tutti questi prodotti, vini speciali. E da lì veniva di un gusto che si era chiamato,
22:39ed è chiamato ancora, il vino della salute, proprio il vino buono. E tanti prodotti vengono poi messi in...
22:49ecco, tanti esemplari, anche questo che è degno di essere osservato, perché è molto particolare,
22:58con questo doppio collo, quasi a collo di cigno, se lo chiamo io, ed è molto carino.
23:07E dopo la semina e la coltura di questa zucca viene via intorno da marzo a ottobre, novembre, per il
23:19taglio.
23:20Poi si lascia assiccare per un anno intero. Dalla stagione successiva proprio, a fine anno,
23:27si può cominciare a lavorare il prodotto secco, proprio per poterne sfruttare le qualità di questo prodotto.
23:40Poi vanno al lavaggio. Abbiamo la semina, prima abbiamo la semina e poi abbiamo il lavaggio.
23:49Il lavaggio avviene con acqua calda, acqua calda abbondante, si riempie un contenitore,
23:57si prende il prodotto con una spugna normale, spugnetta rigida, e si sfrega abbondantemente nel colt.
24:09Già il prodotto viene bene così.
24:13Siamo alla fase della pulitura, della lucidatura del prodotto e poi, ecco, si mette a disegno.
24:24Il disegno, come dicevo prima, si imposta in una semplice maniera.
24:30Si prende il pilofo, si mette in questa posizione, perché c'è una sola posizione per disegnare,
24:41almeno io non ne ho trovato altre nella storia, si mette la carta vetrata qui,
24:46si va a sfregare la punta del pirografo saldatore, si prende il prodotto e si comincia a bozzare il disegno
24:59che si vuole.
25:00In questo caso io inserisco delle stelle, rosoni, piante tipiche nostre della macchia mediterranea,
25:09mirto, corbezzolo, possiamo chiamarle anche le foglie di ghianda, con ghiande, ghianda con ghiande.
25:21Ecco che qui viene il prodotto disegnato in questo modo, viene rosonato, inserire i soggetti, finito e lucida.
25:33Va vetrificato poi, è messo ad asciugare due ore e questo è il prodotto finito.
26:03E' davvero tutto per il momento, io vi ringrazio per averci seguito e vi do appuntamento alle prossime interviste con
26:09Artigianarte.
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