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  • 6 ore fa
L’approccio multidisciplinare “è particolarmente fondamentale per via delle caratteristiche di questo tumore”, l’epatocarcinoma, “che coinvolge un organo vitale la cui sofferenza può portare a morte tanto quanto la patologia neoplastica. Nei casi più avanzati, disponiamo di terapie sistemiche molto efficaci che spesso combiniamo o integriamo in modo sequenziale con i trattamenti locoregionali. Ecco perché è essenziale che gli specialisti siedano allo stesso tavolo per definire la soluzione migliore per ogni singolo paziente nella sua individualità”. Così Fabio Piscaglia, professore di Medicina interna, università di Bologna e direttore Medicina interna, malattie epatobiliari e immunoallergologiche, Irccs Aou di Bologna, al media tutorial riguardante le nuove frontiere del trattamento del tumore del fegato, organizzato a Milano e promosso da AstraZeneca.

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Trascrizione
00:04L'epatocarcinoma si distingue da buona parte degli altri tumori solidi, non tanto perché
00:09nasce in modo silenzioso, perché notoriamente molti tumori nascono in modo silenzioso finché
00:14non sono avanzati, quanto perché nasce su un organo indispensabile, che è il fegato,
00:20e che pertanto non può essere asportato a piacimento, a differenza di quello che può
00:24essere un tumore del colon o un tumore della mammella, in cui quando troviamo la malattia
00:28siamo in grado di asportare tumore e laddove è necessario anche l'intero organo. Inoltre
00:34il fegato è un organo indispensabile e qualora la sua funzione non sia più sufficientemente
00:40buona il paziente può morire anche delle complicazioni, come sappiamo, di una malattia di fegato avanzata.
00:45Quindi nel trattare l'epatocarcinoma non solo bisogna cercare di contrastare la crescita oncologica,
00:51ma bisogna anche risparmiare il fegato, evitare che peggiori la sua funzione perché ovviamente
00:58non sarebbe un beneficio se trattassimo il tumore ma facessimo peggiorare la funzione
01:03del fegato. E quindi da questo punto di vista è importante e fondamentale che ci sia una
01:09conoscenza molto precisa di entrambi gli aspetti, sia l'aspetto oncologico sia l'aspetto epatologico.
01:16La gestione multidisciplinare dell'epatocarcinoma è particolarmente peculiare e importante proprio
01:23per le sue caratteristiche di coinvolgere un organo indispensabile ma la cui malattia
01:27può portare a morte tanto quanto quella del tumore. E tra l'altro è un tumore molto
01:34peculiare perché l'epatocarcinoma inizialmente tende a interessare solo il fegato e siccome
01:40nasce in un fegato malato, non nasce a caso, quasi sempre nasce in corso di cirrosi, anche
01:45quando noi puliamo il primo tumore magari anche in modo radicale il paziente rimane a rischio
01:50di svilupparne degli altri. Il tasso di ricidiva nei primi due anni di nuovi tumori, quindi
01:56non dello stesso tumore metastatico, è circa superiore al 40%. Questo fa sì che a differenza
02:03di altri tumori non solo abbiamo bisogno delle cure dell'oncologo, che spesso in questo campo
02:09può essere anche un epatologo, del patologo che guarda i vetrini, del radiologo per vedere
02:15le immagini, del radioterapista e del chirurgo. Ma qui ci sono degli aspetti peculiari perché
02:20abbiamo bisogno di una gestione dell'epatopatia sottostante, dell'epatologo, che oggi spesso
02:25ha bisogno anche di consulenze metaboliche o di gestire in proprio, sono internista l'aspetto
02:30metabolico perché buona parte dei tumori sono favoriti dal sovrappeso dell'obesità,
02:35ma abbiamo bisogno fin dall'inizio di considerare anche il trapianto di fegato, proprio per togliere
02:40laddove è possibile le caratteristiche oncologiche lo permettano sia il tumore, sia l'organo sottostante
02:47malato che probabilmente produrrà altri tumori. In più abbiamo bisogno di procedure
02:52interventistiche che non sono solo quelle del radioterapista, ma sono quelle del radiologo
02:57interventista o dell'operatore interventista che prevedono la termoblazione, la chemoembolizzazione,
03:03la radioembolizzazione e quindi i pazienti fin dall'inizio devono essere discussi da questo
03:08team perché arrivare troppo tardi certe volte vuole dire far perdere le opportunità migliori
03:13del paziente come può essere quella di un trapianto di fegato. Ovviamente se purtroppo
03:18la malattia viene trovata tardi, oggi abbiamo comunque delle terapie sistemiche molto efficaci
03:23che spesso combiniamo o integriamo in modo sequenziale con le terapie locoregionali. Ecco
03:29perché abbiamo bisogno di tutti gli attori che siedano intorno al tavolo e discutano la
03:33miglior soluzione per ogni paziente nella sua individualità.

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