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  • 1 anno fa
Roma, 20 mar. (askanews) - Promuovere un approccio al tumore metastatico del colon-retto non limitato al trattamento medico, ma che integri competenze multidisciplinari e risposte personalizzate; migliorare le prospettive dei pazienti attraverso una diagnosi precoce e l'accesso all'innovazione terapeutica; aiutare i pazienti a vivere al meglio tutto il tempo del loro percorso. Sono gli obiettivi della campagna di sensibilizzazione sull'esperienza delle persone con tumore metastatico del colon-retto "Più - Più cura. Più tempo. Più vita", promossa da Takeda Italia con il patrocinio di varie associazioni mediche e dei pazienti. L'iniziativa vuole dunque favorire la creazione di spazi di vita per i pazienti, in cui la qualità dell'assistenza e il benessere globale siano centrali all'interno di un approccio integrato che possa "prendersi cura di ogni aspetto della cura".Prof. Gianluca Masi - Direttore U.O. Oncologia Medica 2, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana: "E' un approccio multidisciplinare innanzitutto, condiviso con il paziente e con i familiari e che deve prendere in considerazione percorsi di cura sempre più articolati e complessi, che da un lato privilegino l'efficacia delle cure, ma anche la loro applicabilità, la qualità di vita del paziente e quindi la necessità di integrare le cure mediche con supporti di tipo psicologico e assistenziale sempre più integrati ed efficaci".Il tumore del colon-retto è la terza neoplasia più diffusa al mondo, il secondo cancro più comune in Europa nel 2022: in Italia la sopravvivenza sta progressivamente aumentando negli anni ma, a fronte di una diminuzione delle nuove diagnosi nella fascia d'età tra i 50 e i 60 anni, si inizia ad osservare un aumento di questi tumori nelle persone giovani-adulte. L'adesione allo screening per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto non è ancora ottimale sul territorio nazionale e incontra diverse resistenze nella popolazione. Per questo la prevenzione e l'informazione vanno potenziate.Tiziana Latiano, oncologa, Consigliere nazionale Associazione Italiana Oncologia Medica: "Va fatta una buona campagna educazionale sullo screening del tumore del colon-retto, ma non solo anche per gli altri screening, perchè abbiamo la possibilità di effettuare una diagnosi precoce dove la possibilità di cura e di guarigione è molto elevata. E' importante potenziare l'informazione, non soltanto sul territorio nazionale, ma è un lavoro che deve fare anche ogni Regione d'Italia per poter aumentare l'aderenza allo screening del tumore del colon-retto".I promotori della campagna hanno messo a punto un Position Paper che riunisce tre istanze specifiche per migliorare concretamente l'esperienza di cura: maggiore continuità assistenziale; sensibilizzazione e attenzione al benessere e alla qualità di vita preservando la dignità della persona; partecipazione continuata e strutturata delle associazioni pazienti a strategie e soluzioni.Stefania Gori, presidente Rete Oncologica Pazienti Italia (ROPI): "Uno dei punti chiave è aumentare il coinvolgimento dei pazienti e delle associazioni pazienti all'interno di tutta la parte organizzativa, ma anche all'interno dei tavoli istituzionali che oggi è prevista anche dai Regolamenti europei ed è quindi altamente auspicabile. Avere pazienti informati e formati è fondamentale per migliorare anche il loro percorso di cura all'interno delle reti oncologiche regionali, per quanto riguarda vari aspetti, che vanno dalla parte degli screening ma anche per quanto riguarda poi l'accesso al farmaco".La campagna prevede infine un cortometraggio in tre episodi per focalizzare l'attenzione del pubblico sull'esperienza esistenziale dei pazienti. I video saranno diffusi sulla pagina web www.unesperienzainpiu.it.

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00:00Promuovere un approccio al tumore metastatico del colon retto non limitato
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03:22del pubblico sull'esperienza esistenziale dei pazienti. I video saranno diffusi sulla pagina web www.unesperienzainpiu.it
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