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  • 1 day ago
Oggi la combinazione glofitamab in associazione alla chemioterapia GemOx è disponibile e rimborsato anche in Italia per il trattamento di seconda linea dei pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato o refrattario (Dlbcl) . “Stiamo parlando di un progresso estremamente importante, che riduce sempre di più l'unmet medical need nel linfoma diffuso a grandi cellule B. L'immuno-chemioterapia che prevede l'associazione di glofitamab (per 12 cicli) con lo schema chemioterapico GemOx (per 8 cicli), garantisce ai pazienti sottoposti a questo trattamento una sopravvivenza mediana di 25 mesi e un tasso di sopravvivenza a 3 anni del 47%. Sono valori estremamente importanti”. Lo afferma Carmelo Carlo-Stella, professore di Ematologia, direttore della Scuola di specializzazione in Ematologia presso Humanitas University di Milano e direttore della divisione di Ematologia dell'Irccs Humanitas Research Hospital di Milano, oggi a Milano, partecipando all’incontro con la stampa organizzato nel capoluogo lombardo per fare il punto sul nuovo trattamento.

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Transcript
00:03Il linfoma diffuso da grandi cellule B è la forma più frequente di linfoma non Hodgkin
00:08e conta per circa un terzo dei linfomi non Hodgkin, quindi è una malattia relativamente
00:15frequente, una malattia molto complessa dal punto di vista genetico, dal punto di vista
00:21anatomopatologico, dal punto di vista clinico. Talora si presenta con pochi sintomi, tal'altra
00:27si presenta con una situazione clinica che non è molto diversa da quella di una leucemia
00:31acuta. Per vari decenni il linfoma diffuso da grandi cellule B è stato trattato con uno
00:38schema di trattamento che è una immunochemioterapia che comprende Rituxia per più 4 chemioterapici
00:46che vanno sotto l'acronimo di CHOP. L'R-CHOP è stato un successo per il diffuso
00:52da grandi cellule B perché ha salvato e continuerebbe a salvare il 60% dei pazienti, ma ovviamente
00:58l'attenzione della medicina e della ricerca biomedica si focalizza non su chi viene salvato
01:04ma su chi non risponde a questa terapia che equivale a un buon 40% della popolazione generale
01:11con l'informa diffusa da grandi cellule B. Questi pazienti avevano fino a pochi anni fa
01:20una probabilità di sopravvivenza molto limitata e molto ridotta e di fatto rappresentavano
01:27un enorme ammet medical need. Intorno al 2017 sono venute disponibili le cellule CAR-T, quindi
01:36questa nuova forma di immunoterapia cellulare ha modificato molto il panorama terapeutico
01:43garantendo la guarigione a circa il 40% dei pazienti con l'informa diffusa da grandi cellule B
01:48rigaduto o refrattario. 40% vuol dire che una quota percentuale a residua piuttosto elevata
01:56continuava a essere un ammet medical need. L'introduzione degli anticorpi bispecifici ha ulteriormente
02:03migliorato il panorama e oggi finalmente siamo alla combinazione di anticorpi bispecifici
02:08e chemioterapia. L'immunochemoterapia della quale si fa da oggi è che può essere consigliata
02:14un'immunoterapia di seconda generazione e prevede la combinazione di Glofitamab per 12 cicli
02:20con lo schema di chemoterapia GEMOX 8 cicli. Questo è uno schema che garantisce ai pazienti
02:27che vengono sottoposti a questa terapia una sopravvivenza mediana di 25 mesi e un tasso
02:36di sopravvivenza a 3 anni del 47%. Sono valori estremamente importanti che proiettate con analisi
02:45statistiche più sofisticate garantiscono a chi è in risposta completa alla fine del trattamento
02:52di una sopravvivenza a 2 anni che è del 79% per esattezza. Quindi sta parlando di un progresso
03:01estremamente importante che riduce sempre di più l'unmet medical need dell'infoma diffuso
03:10grandi cellule BEMO.
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